23 marzo 2009

DEV D


PREMESSA

1 - Anurag Kashyap è il più sperimentale regista Hindi. Si cimenta col grottesco (v. 'No Smoking'). Non dimentica la denuncia e l'attualità (v. 'Black Friday'). Affronta temi classici rivisitandoli alla luce della propria audace immaginazione (v. 'Dev D'). Ma la sua ossessiva ricerca dell'originalità spesso nuoce alla spontaneità. Il risultato è sempre un po' artificioso (con l'eccezione forse di 'Black Friday'), caotico, incompiuto, talvolta incomprensibile. La narrazione procede a singhiozzi, tralascia dettagli importanti, accelera improvvisamente. Spossando lo spettatore. Da un punto di vista tecnico, la preponderante oscurità, le inquadrature azzardate e i virtuosismi, più che affascinare lasciano inappagati. Kashyap non gestisce la sperimentazione con chiarezza di intenti. Non sempre riesce ad essere conclusivo. Difetta in Potere. Quel Potere che Ram Gopal Varma dispiega a piene mani ipnotizzando gli spettatori e inchiodandoli alla poltrona, imponendo loro la propria visione. Si consiglia la filmografia di Anurag Kashyap a tutti coloro che ritengono la Cinematografia Hindi un prodotto di serie B - ne rimarranno sorpresi -, ma sempre, ad ogni suo film, si aspetta la pellicola successiva nella speranza di gridare al capolavoro. Il regista è pieno di idee, è fantasioso. Non può deluderci. Andrà meglio con 'Gulaal'?

2 - Non ho letto il racconto di Sharat Chandra Chatterjee a cui 'Dev D' si ispira, ma ho visto lo splendido 'Devdas' diretto da Sanjay Leela Bhansali, uno dei capolavori della cinematografia Hindi. Inevitabile, quindi, il raffronto continuo fra le due pellicole. E per quanto mi riguarda, è 'Devdas' a vincere la sfida.

DEV D

* Soggetto. L'idea è partorita da Abhay Deol. I due stanno aspettando il fischio d'inizio di una delle partite dell'ultimo Mondiale di calcio, e Abhay ne approfitta per raccontare a Kashyap una storia per un progetto futuro. Anurag se ne innamora all'istante e se ne appropria, scrivendo a quattro mani con Vikram Motwane la sceneggiatura.

* Sceneggiatura. Difficile immaginare una versione contemporanea di 'Devdas' più azzeccata. La rivisitazione in chiave moderna funziona ed è del tutto credibile. Il film è suddiviso in due parti distinte:
a) Primo tempo. I tre protagonisti vengono presentati uno alla volta, e la narrazione, la scenografia e la regia si piegano al punto di vista del personaggio in esame.
- Paro, irruente e dall'aspetto comune. Il ritmo è tumultuoso. L'ambientazione realistica e un po' sciatta.
- Lenny/Chanda, complessa e intrigante. La narrazione si fa più dolente, scava nel passato e racconta con partecipazione emotiva le vicende della diciassettenne Lenny che si trova coinvolta in uno scandalo e che si trasforma nella prostituta Chanda. La parte migliore del primo tempo.
- Dev D, umorale e suicida. Comincia la discesa agli inferi. E comincia la sperimentazione tecnica. L'inferno personale di Dev è ottundente, atemporale, lisergico. La scenografia diventa surrealista.
b) Secondo tempo, il più riuscito. La narrazione alterna caos autodistruttivo a tenerezza emotiva.
Rispetto a 'Devdas' di Bhansali sono molte le novità nella sceneggiatura:
- Paro e Dev rimangono sempre in contatto durante l'esilio londinese di lui, mantenendo vivo il loro rapporto. In 'Devdas' risulta invece implausibile la solidità del legame dopo la lunga separazione. Ma in 'Dev D' l'amore fra i due sembra molto più carnale rispetto a quello che legherà il ragazzo alla prostituta. Dev e Paro galleggiano in una nebbia ormonale permanente che li inebria lasciandoli sempre dolorosamente inappagati. In 'Devdas' i due innamorati sono totalmente immersi l'uno nell'altra, ma in una dimensione da incantesimo che amplifica il mito. Un legame profondo e magico che giustifica la tormentosa rovina di Devdas e l'inevitabile infelicità di Paro.
- Il rapporto fra Dev e Chanda è più caldo e tenero.
- Il finale non devasta come in 'Devdas'. La vicenda personale di Dev alterna alti e bassi, e il film si conclude in una delle fasi alte. Ma il regista non ci rassicura: non sappiamo se Dev - e Chanda - davvero si salveranno.

* Regia. Meno sperimentale rispetto a 'No Smoking', meno realistica rispetto a 'Black Friday'. Alterna sperimentazione e realismo in perfetta sincronia con la sceneggiatura e con i personaggi. Ma manca di compiutezza. Non abbastanza emotiva.
Bhansali con 'Devdas' ci ha regalato uno dei film più sontuosi della storia del cinema: ogni singolo fotogramma è un capolavoro e una gioia per gli occhi. Ogni singola inquadratura incanta. Ogni singolo dettaglio rasenta la perfezione.

* Personaggi. Il lavoro maggiore degli sceneggiatori si concentra sulla riscrittura - o arricchimento - dei personaggi:
- Paro. Donna forte. L'amore che nutre per Dev è importante ma non esclusivo. Si salva dall'ossessione e passa oltre.
Rispetto a 'Devdas', la prima differenza che balza all'occhio è estetica: l'incantevole bellezza di Aishwarya Rai giustifica pienamente la disperazione che suscita in Devdas. Ash regala una Paro un po' immota, vero, ma solo perchè NON E' di questo mondo. Nessuna donna reale potrebbe causare una rovina tanto inesorabile. Mahi, al contrario, ha un aspetto comune (così come gli altri due attori protagonisti), ed è difficile comprendere le ragioni che spingono Dev all'ossessione. La sua Paro è più sana, più viva. Indipendente. Piena di carattere. Pragmatica e costruttiva. Non si lascia spaventare dal suo desiderio per Dev, ma nemmeno da un futuro senza di lui. Contrae un matrimonio felice e sembra dimenticare. Il personaggio è però troppo frenetico. Si fatica a seguire questa Paro che non sta ferma un attimo, perennemente spettinata, con ciocche selvagge che le nascondono il volto. Grida. Litiga. Aggredisce. E la scena della fontana è veramente imbarazzante. Nel secondo tempo i due si incontrano, ma Paro non dimostra grande emozione. Dev tenta un approccio, ma il tutto è frettoloso e arido.
- Lenny/Chanda. Il personaggio più interessante. Ha un passato che giustifica il suo presente. Condivide con Dev infelicità e dipendenze, ma non si lascia spezzare.
Rispetto a Chandramukhi è molto meno fascinosa (Madhuri è INARRIVABILE). Conosciamo la sua storia, ma gli sceneggiatori forse esagerano la dimensione 'nazionale' e mediatica della vicenda del video amatoriale, così come la tragedia che colpisce il padre della ragazza. La vergogna di Lenny per l'uploading e la fuga da casa sarebbero state sufficienti. Comunque Kalki è sorprendente. La sua Lenny è moderna, cosmopolita, istruita. Colpita dalla disperazione di Dev, se ne innamora quasi all'istante, ma risponde punto per punto, sfacciatamente, agli insulti e alle asperità di lui. Sua la battuta migliore del film (quando Dev rompe il bicchiere). Sua l'espressione più dolorosamente vera, quando Dev dichiara il suo amore per Paro. Rispetto a Chandramukhi, Chanda abbandona risolutamente il bordello e sembra vincere la sua partita con Dev.
- Dev. Pessimo studente. Inconsistente. Già durante il lungo soggiorno londinese si avvicina alle dipendenze che poi lo intossicheranno fin quasi a distruggerlo.
Rispetto a Devdas è un personaggio negativo. Non ci si appassiona alle sue vicende. Non ispira simpatia. E' per questo che non emoziona. Devdas è debole, Dev è vuoto. Devdas subisce le angherie di un padre autoritario che minano le sue sicurezze. Dev è un bambino ribelle che esaspera il padre, severo ma non crudele. Il padre non osteggia affatto la sua relazione con Paro, e si dimostra anzi pronto ad accettare la ragazza come nuora. Non è ancora troppo tardi, ma Dev, spinto dall'orgoglio - e non dalla debolezza, come Devdas -, rifiuta. Devdas è caldo e umano. Dev è freddo e disumano. In Devdas l'ossessione è preponderante rispetto alla dipendenza dall'alcool. In Dev le (numerose) dipendenze sembrano invece preponderanti rispetto all'ossessione. Il crollo di Devdas è più plateale: il ragazzo è uno studente brillante, un essere umano positivo, pieno di vita, pronto a spiccare il volo verso un roseo futuro. In Dev, invece, la perdita di Paro sembra solo un pretesto per consentirgli di sprofondare nelle sue già sperimentate dipendenze. Non ha prospettive. Nessun progetto concreto. Non disdegna le attenzioni di un'altra quando il rapporto con Paro è ancora vivo. E' viziato ed egoista. Devdas si abbandona totalmente al suo sentimento. E così diventa mortalmente vulnerabile: perde se stesso la prima notte di nozze di Paro per non ritrovarsi mai più.

* Interpretazioni. Con l'eccezione di Kalki, un po' fredde. L'esordiente - nel Cinema Hindi - Mahi è dignitosa ma non eccezionale. Sembra inadatta al ruolo. Abhay è impeccabile come sempre. Ma è la sorprendente Kalki, qui al suo debutto, a colpire dritto al cuore, con un'interpretazione pulita, dolente, emotiva.
Il trio di attori in 'Devdas' è intoccabile. Ash perfetta per la sua eterea e irraggiungibile Paro. Madhuri dolorosa e viva. Shah Rukh Khan disperato fino a trafiggere.

TRAMA

Dev (Abhay Deol) torna a Chandigarh dopo aver studiato per anni a Londra e riabbraccia Paro (Mahi Gill), la sua fidanzata. Ma in seguito ad un equivoco i due litigano furiosamente, e Paro sposa un altro. Dev per dimenticarla si abbandona all'alcool e alle droghe. E incontra Chanda (Kalki Koechlin), una giovane prostituta che si innamora di lui.

RECENSIONI

The Times of India: *****
Nikhat Kazmi, 05.02.09

Hindustan Times: ***1/2
Shashi Baliga, 06.02.09

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: l'originalità, la sperimentazione, il cast (soprattutto Kalki)
Punto debole: un primo tempo non sempre all'altezza e (scusate) LA MANCANZA DI UN'ILLUMINAZIONE ADEGUATA

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Abhay Deol ('Oye Lucky! Lucky Oye!') - Dev
* Mahi Gill - Paro
* Kalki Koechlin - Lenny/Chanda

Regia e co-sceneggiatura: Anurag Kashyap

Co-sceneggiatura: Vikram Motwane

Fotografia: Rajeev Ravi ('No Smoking')

Montaggio: Aarti Bajaj, moglie di Kashyap ('Black Friday', 'Aamir')

Colonna sonora: bizzarra, originale, a tratti intensa. Composta da Amit Trivedi ('Aamir') per la musica e da Amitabh Bhattacharya per i testi. 'Pardesi' è forse il brano migliore, rappresentato sullo schermo in modo molto intrigante, con un'insolita coreografia. 'Emosonal Attyachar', il brano suonato al matrimonio di Paro, è di un'allegria contagiosa. Le recensioni critiche indiane sono favorevolissime. Anche il pubblico ha apprezzato la varietà e la modernità del sound. E pare che 'Emosonal Attyachar' sia diventato una specie di inno per i giovani indiani

Anno: 2009

Sito ufficiale: http://www.devdthefilm.com/, per visionare il trailer e consultare la rassegna stampa

CURIOSITA'

* Dev D è stato proiettato all'Indian Film Festival Bollywood & Beyond 2010, al Salone Internazionale del Libro 2010, al Filmfest Munchen 2010, al London Indian Film Festival 2010 e al Minneapolis/St. Paul Asian Film  Festival 2010 (aggiornamento del 24.11.10).
* Nei titoli di testa si ringrazia Danny Boyle, regista di 'Slumdog Millionaire'
* Paro e Lenny si incontrano fuggevolmente solo una volta, sul treno: Paro sta andando dal fotografo, Lenny sta scappando
* Lenny, durante il suo esilio dai nonni, legge 'Il Disprezzo' di Alberto Moravia
* Anurag in un'occasione è stato costretto ad interrompere le riprese in esterni: si era diffusa la voce che Shah Rukh Khan stesse girando un film, e una folla oceanica si era raccolta attorno al set, rifiutandosi decisamente di disperdersi
* Anurag Kashyap ha esordito nel cinema con la sceneggiatura di 'Satya', il capolavoro di Ram Gopal Varma. Ha anche firmato la sceneggiatura di 'Water' di Deepa Mehta. Ha interpretato se stesso in un cameo in 'Luck By Chance'. E ha co-prodotto la pellicola più emozionante del 2008: 'Aamir'. Ha dichiarato che 'Ladri di biciclette' di De Sica è il film che più lo ha influenzato.
* Sharat Chandra Chatterjee ha scritto anche un altro famoso racconto, 'Parineeta', da cui è stata tratta l'omonima pellicola con Saif Ali Khan. Pare che il suo 'Devdas' abbia ispirato ben 9 versioni cinematografiche. 'Dev D' è la decima
* Kalki Koechlin è nata in India da genitori francesi. Parla davvero tamil, inglese e francese. Ma ha dovuto studiare la lingua hindi per interpretare Chanda
* Mahi Gill ha esordito nel cinema Punjabi. Prima di 'Dev D', aveva recitato in 'Gulaal', sempre diretto da Kashyap. Ma 'Gulaal' è stato distribuito un mese dopo rispetto a 'Dev D'
* Lo sceneggiatore Vikram Motwane è stato assistente alla regia in 'Devdas' e in 'Hum Dil De Chuke Sanam', entrambi diretti da Bhansali
* Alla domanda 'E' curioso di vedere com'è questo Devdas?', Shah Rukh Khan risponde: 'Mi piace molto Anurag Kashyap perchè ha gli occhi da folle, e mi piace quello che scrive. Mi aveva proposto di interpretare 'No Smoking'. 'Emosonal Attyachar' suona benissimo. E sono sicuro che Abhay abbia fatto un lavoro molto migliore del mio'. Intervista originale
* Kashyap nel suo blog personale ha scritto diffusamente di 'Dev D'. Di seguito alcuni dei testi dedicati all'argomento:
'Nel mio film Devdas non si compatisce ma scopre se stesso. Scopre che è dissoluto, ipocrita, edonista, autodistruttivo, ma non sa come distruggersi.'
- La genesi di 'Dev D', 20.12.08, dove scrive fra l'altro di Abhay e di Danny Boyle
- La genesi (II), 30.12.08
'Dev D' è una storia di auto-realizzazione, di scoperta di se stessi. E l'autodistruzione è una delle strade per arrivarci, o ne è il risultato.'
- Lo stile di 'Dev D', 02.01.09, nel quale il regista descrive la scelta delle scenografie, dei costumi, delle location
* Aggiornamento del 07.08.09: vedi Anurag Kashyap: intervista esclusiva.
* Aggiornamento del 19.09.09: 'Dev D' è stato proiettato pochi giorni fa fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia (Anurag Kashyap era uno dei membri della giuria)

GOSSIP&VELENI

* Vikram Motwane è uno dei più vecchi amici di Abhay Deol. E' stato lui a presentarlo a Kashyap

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