15 febbraio 2011

A A K R O S H


Aakrosh è un action thriller di ottima fattura imperniato sulla piaga sociale dei delitti d'onore. Priyadarshan interrompe la serie infinita di commedie per cimentarsi in una pellicola comunque di grande intrattenimento (spettacolari sequenze d'azione, confezione stilosa, item song incendiaria), che non disdegna però di rappresentare in modo crudo la brutalità della guerra fra caste. Da un punto di vista tecnico, Aakrosh è impeccabile: regia robusta e onnipresente, splendide inquadrature supportate da una magnifica fotografia, montaggio teso, scenografia accurata, commento musicale incalzante e drammatico. La sceneggiatura e i dialoghi sostengono il film dall'inizio alla fine, con un'unica vistosa smagliatura: la superflua storia d'amore fra Pratap e Geeta, fortunatamente marginale. Le interpretazioni sono strepitose: Ajay Devgan e Akshaye Khanna costituiscono una superba coppia cinematografica, carismatica e tutta da guardare. Paresh Rawal completa il trio dei protagonisti offrendo una performance indimenticabile.

Ma Aakrosh in India non ha convinto nè il pubblico - malgrado i numerosi entusiastici commenti postati in rete - nè la critica, quest'ultima impantanata nell'accusare la pellicola di plagio ai danni di Mississipi burning, e incapace di valutare Aakrosh per ciò che è, indipendentemente dalle sue fonti di ispirazione. Un remake può essere realizzato bene o male: Aakrosh è ben fatto. E' un film avvincente e non stupido, del tutto consigliabile. Priyadarshan ha intelligentemente coniugato la matrice hollywoodiana con un'inchiesta del 1995 di The Times of India che indagava sugli infamanti delitti d'onore in Bihar. Il risultato è soddisfacente, e merita un'attenzione e una valutazione decisamente maggiori di quelle riservategli in India da un pubblico distratto e da una critica troppo severa.

TRAMA

La violenta storia narrata in Aakrosh si svolge nel 2005. Tre studenti di Delhi scompaiono nel nulla durante un viaggio in Bihar. Due ufficiali della polizia centrale, Pratap (Ajay Devgan) e Sidhant (Akshaye Khanna), ricevono l'incarico di indagare, ma dovranno scontrarsi con omertà, terrore, corruzione, pregiudizi, in un'area lontana anni luce dalle cosmopolite metropoli indiane. L'entroterra, affascinante e selvaggio, si rivela una palude insidiosa, nella quale una milizia privata di stampo terroristico, lo Shool Sena, detta legge e semina la morte, supportata dalle consenzienti autorità locali.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Le sequenze d'inseguimento: poco realistiche, ma fantasiose e adrenaliniche.
* Lo sguardo tagliente di Ajay Devgan.
* La scena del combattimento fra i due fighissimi investigatori: Ajay e Akshaye al loro meglio. 

RECENSIONI

The Times of India: ****
Priyadarshan interrompe la dieta a base di commedie per dedicarsi con Aakrosh ad un argomento serio. Ma non è la prima volta: basti pensare a Gardish, Virasat, Kala Paani e a Kanchivaram, quest'ultimo premiato col National Award. In Aakrosh Priyadarshan affronta l'attualità mostrando l'orrore che si cela dietro ai recenti numerosi delitti d'onore che hanno occupato le prime pagine dei giornali. Il film funziona principalmente perchè ha il ritmo di un thriller, e il suo punto di forza sono le scene d'azione e d'inseguimento. Il duo Ajay Devgan-Akshaye Khanna si completa alla perfezione e offre una coppia di coraggiosi investigatori. A cui aggiungere una buona recitazione da parte di Paresh Rawal. Un teso trio, dunque, che sostiene la pellicola in modo avvincente. Bipasha Basu non ha effettivamente molto da fare, e pare inadatta al ruolo. Aakrosh è serio, ma i dinamici personaggi maschili non vi annoieranno.
Nikhat Kazmi, 14.10.10

Hindustan Times: *1/2
Aakrosh è forse il primo film hindi di Priyadarshan con un'ambientazione definita. E propone un suo ventaglio di argomenti. Il regista all'inizio puntualizza che Aakrosh non descrive alcun episodio reale. In effetti Aakrosh è un lavoro di povera fantasia. La vicenda si svolge in Bihar, e tutti i personaggi parlano con una cattiva imitazione dell'accento diffuso fra i locali di bassa estrazione. Sembra che, per trarre ispirazione, Priyadarshan abbia visto Mississipi burning seduto nel salotto di casa sua piuttosto che effettuare ricerche in loco. C'è talmente tanta confusione che risulta difficile seguire la pellicola o capire la cospirazione narrata. La camera sussulta. I suoni riecheggiano. Le numerose sequenze d'azione sono presentate come fossero una sceneggiatura. Aakrosh è quel genere di film che viene venduto con la prestigiosa etichetta di pellicola efficace e di sostanza.
Mayank Shekhar, 16.10.10

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: tutto il comparto tecnico (*****). La coppia Ajay-Akshaye buca lo schermo
Punto debole: Bipasha Basu

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Ajay Devgan - Pratap Kumar
* Akshaye Khanna - Sidhant Chaturvedi
* Paresh Rawal - Ajatshatru Singh
* Reema Sen - Jhamunia
* Bipasha Basu (special appearance) - Geeta
* Sameera Reddy (Red alert: the war within) - item song Ishq Se Mitha
* Amita Pathak - Roshni

Regia: Priyadarshan
Soggetto e sceneggiatura: Robin Bhatt e Akash Khurana
Dialoghi: Aditya Dhar (testi della colonna sonora di Kabul Express)
Colonna sonora: composta da Pritam, include la trascinante item song Ishq Se Mitha, una delle migliori del 2010. Il buon commento musicale è firmato da Ousephachan
Coreografia: Pony Verma (Guzaarish), G. Kala (Hello) per Ishq Se Mitha (ottima visualizzazione combinata ad una coreografia accurata), B. Selvi
Sequenze d'azione: Thyagarajan e R.P Yadav
Fotografia: Tirru S. (Ajab Prem Ki Ghazab Kahani)
Scenografia: Sabu Cyril (Om Shanti Om, Robot)
Montaggio: Arun Kumar (Billu)
Traduzione del titolo: rabbia (fonte BollyMeaning)
Anno: 2010
Sito ufficiale
Canale ufficiale in YouTube

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 04.08.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Ajay Devgan
* 29.09.10, Bollywood Hungama: live chat con Priyadarshan
* 05.10.10, Bollywood Hungama: dichiarazioni di Ajay Devgan, prima e seconda parte
* 09.10.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Ajay Devgan
* 11.10.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Akshaye Khanna
* 13.10.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Ajay Devgan
* 18.10.10, Bollywood Hungama: dichiarazioni di Ajay Devgan
* 26.10.10, Bollywood Hungama: photogallery degli effetti speciali nelle sequenze d'azione
* Video: making del film
* Video: dichiarazioni di Priyadarshan
* Video: dichiarazioni di Akshaye Khanna
* Video: making del brano Ishq Se Mitha
* Video: making delle scene d'azione
* 27.08.10, Bollywood Hungama: intervista video a Priyadarshan
* 15.09.10, Bollywood Hungama: intervista video a Paresh Rawal
* 18.09.10, Bollywood Hungama: intervista video ad Akshaye Khanna, prima e seconda parte
* 06.10.10, Bollywood Hungama: intervista video ad Ajay Devgan, prima e seconda parte
* Bollywood Hungama: lista di tutti i link agli articoli e ai video dedicati ad Aakrosh

CURIOSITA'

* La vicenda narrata in Aakrosh è ambientata in Bihar, ma il set è stato allestito a Karaikudi, vicino a Chennai, in Tamil Nadu. Il palazzo nel quale vive il personaggio interpretato da Amita Pathak è lo splendido Atangudi Palace.
* Robin Bhatt è il fratello di Mahesh Bhatt, e ha firmato diverse sceneggiature di film di successo, quali Baazigar, Raja Hindustani, Duplicate, Chalte Chalte, Koi Mil Gaya, Krrish, U Me Aur Hum, All the best: fun begins, Atithi Tum Kab Jaoge?, Kites, Golmaal 3. Robin si è anche cimentato con la recitazione: U Me Aur Hum, Golmaal returns.
* Akash Khurana ha collaborato a varie sceneggiature fra cui Baazigar e Duplicate. La sua carriera di attore sembra più proficua: Sarfarosh, Company, Koi Mil Gaya, Krrish, Kurbaan.
* Ousephachan, che ha firmato il commento musicale di Aakrosh (e di Khatta Meetha), è uno dei più importanti compositori della scena cinematografica in lingua malayalam, vincitore del National Award per la colonna sonora di Ore Kadal (2007).
* Lo Shool Sena si ispira al temuto Ranvir Sena, una milizia privata di estrema destra attiva principalmente in Bihar, fondata nel 1994, costituita da proprietari terrieri locali bramini, e responsabile di numerosi atti di violenza (omicidi, stupri e furti) perpetrati ai danni di membri delle caste inferiori e dei naxaliti. Il governo indiano ha classificato il Ranvir Sena come gruppo terroristico. Il governo del Bihar nel 1995, dopo il massacro di 50 persone avvenuto in concomitanza con le elezioni statali, bandì la milizia, che da allora entrò in clandestinità. Il Ranvir Sena sembra ben organizzato e finanziato, e diverse sono state le accuse di collusione rivolte a politici e forze dell'ordine. A titolo di esempio: nell'aprile del 1997 ad Ekwari, in Bihar, la polizia forzò le porte delle case dei dalit (gli intoccabili o fuoricasta) per consentire l'ingresso ai membri del Ranvir Sena che uccisero otto persone. Il termine sena significa esercito, armata. (Fonte: Wikipedia).
* Aakrosh è stato distribuito in India con il divieto per la visione ai minori e il taglio di un paio di scene. Il produttore ha accettato di buon grado la decisione della censura, malgrado la conseguente riduzione del potenziale pubblico, per risparmiare alla pellicola tagli ulteriori.
* Ajay Devgan e Akshaye Khanna hanno interpretato in coppia un altro thriller: Deewangee (2002), di Anees Bazmee, con Urmila. Stellare performance di Ajay.
* Un'esclusiva linea di abbigliamento denominata Aakrosh è stata pubblicizzata da Ajay e da Bipasha, e posta in vendita durante un'apposita asta organizzata da eBay a scopo benefico. Il ricavato è stato devoluto alle vittime dei delitti d'onore.
* Nel 1980 e nel 1998 furono distribuite due pellicole intitolate Aakrosh, di cui la prima - interpretata da Naseeruddin Shah e Om Puri - vinse il National Award per il miglior film hindi. Le trame sono tutte diverse fra loro.
* Film che trattano il tema dei delitti d'onore: Love Sex Aur Dhokha. Film che trattano il tema delle milizie private: Gulaal.

GOSSIP & VELENI

* Amita Pathak è la figlia di Kumar Mangat Pathak, produttore di Aakrosh.
* Sembra che Bipasha Basu non sia più la fidanzata di John Abraham, e che il suo ruolo in Aakrosh sia stato spietatamente ridimensionato (comunque non abbastanza...) nel montaggio finale.
* Akshaye Khanna in passato è stato fidanzato con Tara Sharma (Dulha Mil Gaya). I due si sono lasciati nel 2006.

01 febbraio 2011

VINNAITHANDI VAARUVAYA / YE MAYA CHESAVE

    



Girati in simultanea, i due film, in lingua Tamil e Telegu, segnano il ritorno di uno dei registi più noti nell’India del Sud, Gautham Vasudev Menon. Vinnaithandi Vaaruvaya e Ye Maya Chesave sono due versioni cinematografiche della stessa storia con sfumature diverse e finali alternativi, l’intreccio dei due climax li rende complementari e indivisibili l’uno dall’altro.

TRAMA
Karthik (Silambarasan / Naga Chaitanya) è un aspirante regista frustrato e disoccupato, mentre il suo sogno di sfondare nel mondo del cinema si allontana sempre di più incontra Jessie, (Trisha / Samantha) la ragazza della porta accanto, semplicemente bella ma fredda e super-inibita. Il tira e molla tra i due va avanti per mesi e resta nascosto alla famiglia di lei, cattolici ortodossi e inflessibili.

I due film si muovono su una trama semplice e nuda, priva di elementi avvincenti e vicinissima alla vita quotidiana, sembrano scene catturate da una telecamera nascosta e montate con confusione. La storia si trascina a lungo, così come le scelte che i protagonisti dovrebbero compiere e che invece vengono rimandate. L’incedere lento e passivo può aver di sicuro scoraggiato i fan di Menon in un primo momento, abituati all’adrenalina di Kaakha Kaakha e all’emotività di Vaaranam Ayram, qui la soddisfazione e la sazietà dello spettatore non vengono tenute in conto e i personaggi sono tutt’altro che eroi, piuttosto noiosi esseri mortali: Karthik, è circondato da un perenne grigiore, Jessie è smorta e frenata, il suo attendere ed esitare ricorda Evelyn di James Joyce. Il film non ha un vero inizio né un chiaro svolgimento quanto un susseguirsi di eventi, scatti rubati all’intimità di una coppia terribilmente comune, la fantasia da dinamicità alla chiusura nei propri limiti e all’avanzare delle (anche autoindotte) frustrazioni.

Che cos’è che trasforma una storia tediosa sulla carta in un film maturo e raffinato ?

* La brillante regia. Gautham Vasudev Menon è un vero fuoriclasse e in pochi potrebbero affermare il contrario. Ha coraggio e buon gusto ed è stato in grado di girare un film interessante anche sfruttando una trama che non porta niente di nuovo e che si discosta da ogni elemento in grado di rendere un titolo attraente e vendibile. Un film completamente basato su una storia d’amore è già qualcosa di abbastanza raro a Kollywood e il pubblico di Tollywood non ama vedere baci sullo schermo e cerca di evitare scelte troppo audaci. Menon disobbedisce a entrambi a suo rischio e pericolo.

* L’esecuzione e il cast tecnico. Capitano della squadra il direttore della fotografia, Manoj Paranmhasa, che rinunciando alla brillantezza folgorante sceglie di sfruttare al massimo la luce naturale.

* La colonna sonora, le coreografie e le locations. Il maestro AR Rahman compone una colonna sonora perfetta i cui brani vengono visualizzati diversamente nelle due versioni. "Aaromale" è composto in lingua Malayalam ed ha suscitato immediato interesse per le sue influenze blues e country. (The allure of Aaromale, articolo del Times of India.).  Interessante il mix di rap e inno liturgico in "Hosanna", brano meravigliosamente inserito nel film Tamil attraverso una dream sequence girata a Malta , mentre il film Telegu propone per lo stesso le più fredde architetture neogotiche dell' Università di Princeton.Il mare e la terra di Malta sono lo scenario del tormentone pop “Omana Penne” mentre "Kannukkul Kannai" mostra come le fasi in cui viene smantellato un set artificiale negli studi cinematografici

* Il cast. E’ interessante vedere come le due coppie di attori hanno interpretato in modo diverso gli stessi personaggi, Samantha nel ruolo di Jessie è fragile, quasi vitrea, mentre Trisha sceglie di accentuare di più il suo autocontrollo e la costante repressione. Entrambe indossano gli stessi costumi di scena, soprattutto saree dai colori sbiaditi, senza tracce di gioielli e accessori. Silambarasan recita nei film Tamil da quando era un bambino, la sua professionalità e completezza sono anche troppo per il personaggio di Karthik, nel quale, per assurdo, risulta più credibile un attore meno virtuoso e dall’aspetto più comune come Naga Chaitanya.


Il mio giudizio sul film : **** 4/5


RECENSIONI :

THE TIMES OF INDIA ***  3 / 5 
testo originale.clicca qui. 
giudizio dei lettori ****


ANNO 2010


TRADUZIONE DEL TITOLO
TAMIL .. attraverseresti il cielo per me?
Prima strofa della canzone Vennilave Vennilave dal film Minsara Kanavu di Rajiv Menon
TELEGU… che incantesimo hai usato?


CAST TAMIL
Silambarasan ………………. Karthik
Trisha ………………………… Jessie


CAST TELEGU
Naga Chaitaniya ………………Karthik
Samantha ……………………… Jessie


COLONNA SONORA : A.R Rahman


PLAYBACK SINGERS :
Benny Dayal, Kalyani Menon, Devan Chinmayi, Karthik, Vijay, Prakash, Susanne D’Mello, Naresh, Shreya Ghoshal, Alphonse


QUALCOS’ALTRO:

AR Rahman ha scritto la colonna sonora del film appena dopo la sua vittoria agli Oscar, si tratta della prima collaborazione tra il compositore e il regista, in precedenza Menon aveva lavorato esclusivamente con Harris Jayraj, autore che con Yuvan Shankar Raja e Ilayaraja compone la triade dei più amati maestri musicali Tamil.

Per pubblicizzare Vinnaithandhi Vaaruvaya sono stati realizzati dei poster che rendono omaggio a film come Dil Se, Alaphayutey, Kaakha Kaakha e Geetanjali.

E’ stato l’attore Telegu Nagarjuna (padre di Naga Chaithaniya) a contattare Menon proponendo una versione Telegu del film che si apprestava a girare con Silambarasan e Trisha.

Tutti i protagonisti della versione Telegu appaiono anche in un cameo nella Tamil e viceversa.

C’è in progetto una terza versione dello stesso film, questa volta in Hindi, che dovrebbe avere come protagonisti Prateik Babbar e Amy Jackson, la reginetta di bellezza inglese diventata famosa con Madrasapattinam.

Pagine Twtter dei protagonisti : Trishatrashers (Trisha) , Samanthaprabhu (Samantha) ,STRhere (Silambarasan)

Il sito ufficiale di AR Rahman.clicca qui.

29 gennaio 2011

RAJKUMAR (1964)



Ancora prima dell’era di Om Shanti Om & Co. Bollywood sperimenta una graziosa parodia di se stessa e propone un contenitore ammiccante di riferimenti cinematografici (e in questo caso anche mitologici) un’eroina super glamourous dal sorriso incantatore (Sadhana), un eroe autoironico e scanzonato (Shammi Kapoor) accanto all’emblema della vecchia dinastia (Prithviraj Kapoor) e il “villain” per antonomasia, elegante e cattivo fino al midollo (Pran).
Ogni elemento viene portato alla massima potenza fino a far nascere una fantasiosa favola kitsch, scandita dalle musiche incantevoli di Shankar e Jaikishan.


TRAMA
La notizia del ritorno del principe Bhanu nel suo regno natale spaventa il nobile Narpat Singh che aveva ormai sperato per anni di diventare l’erede al trono. Dopo aver fatto uccidere il sovrano di una tribù vicina, Narpat fa cadere ogni indizio sul figlio del re. Costretto a fuggire dal regno Bhanu si traveste da popolano e si fa chiamare Bhagat Ram, nel frattempo la principessa Sangeetha conosce il giovane e si innamora di lui.


Manmohan Desai ha scritto la sceneggiatura del film, aspettiamoci pertanto un intreccio rocambolesco e gustoso, seppur classico nei suoi schemi. Rajkumar è soprattutto parodia e intrattenimento, un palcoscenico iper-decorato su cui lasciar liberi attori brIllanti, un set idilliaco nel quale far apparire nuvole di fumo, roseti, rocce, giardini e ruscelli, un’estrosa e bizzarra isola felice.

Prithviraj Kapoor accettò un ruolo che richiama con simpatia e affetto il suo Akbar in Mughal e Azam, Shammi si scatena in languidi corteggiamenti e la bellissima Sadhana emerge dalle acque come una dea. Sono proprio gli abiti indossati da Sadhana a tradire la vocazione del regista, il genere mitologico , nel quale K. Shankar si specializzerà dopo aver lavorato in quasi tutte le cinematografie indiane dalla Hindi alla Malayalam dalla Telegu alla Tamil.

Nonostante i famosissimi interpreti e la piacevole realizzazione il film non è in realtà troppo conosciuto, in compenso i suoi video sono frequentemente trasmessi in Tv e le canzoni si incontrano sempre nelle stazioni radio, prima tra tutte “Aa ja Aaye Bahar Dil Hai” interpretata da Lata Mangeshkar.


Il mio giudizio sul film *** 3/5


ANNO : 1964

REGIA : K. Shankar


CAST :

Shammi Kapoor …………………… Prince Bhanu / Bhagat Ram
Sadhana…………………………… Sangeetha
Pran……………………………………….Narpat Singh
Prithviraj Kapoor……………………. Maharaja
Om Prakash …………………………… Bimasal


COLONNA SONORA : Shankar & Jaikishen

PLAYBACK SINGERS: Lata Mangeshkar, Mohammad Rafi, Asha Bhosle.

20 gennaio 2011

FILM TAMIL 2010 CONSIGLIATI DA CATERINA


1) MADRASAPATTINAM
( La vecchia Madras)
Di Vijay
Un viaggio nel tempo. Madras negli ultimi giorni dell’occupazione britannica, un amore impossibile sullo sfondo dell’indipendenza indiana con echi a Lagaan, Veer Zaara e Titanic. L’esperimento è stranissimo quanto meritevole di attenzione. Splendide fotografia e colonna sonora , avvincente la catena narrativa, più che azzeccata la scelta dei protagonisti : lo scultoreo divo Arya e la bella Miss England Amy Jackson.
(Non sono un santo)
Di Suseenthiran
La quintessenza dell’action movie Tamil. Sequenze d’azione ritmate , montaggio da cardiopalma, canzoni orecchiabili e avvolgenti, la quotidianità e lo spettro della corruzione, storia di un ragazzo comune che diventa un eroe.. o forse no…
Con Karthi Sivakumar e Kajal Agarwal. Colonna sonora di Yuvan Shankar Raja.
(Attraverseresti il cielo per me?)
Una storia d’amore combattuta e intrigante che spazia tra Chennai, il Kerala, Goa, New York e Malta. Sensazionale la colonna sonora di A.R. Rahman (il primo lavoro firmato dopo la vittoria agli Oscar) e la freschezza contagiosa dei due bravi interpreti : Trisha e Silambarasan.
4) AVAL PEYAR TAMILARASI
( Il suo nome è Tamilarasi)
Di Meera Kathiravan
Il nonno e i genitori di Tamilrasi portano avanti da generazioni l'arte di cantare storie nei villaggi nonostante la supremazia di cinema, tv e divertimenti più moderni. Seguendo la famiglia negli spostamenti la bambina è costretta a cambiare scuola ogni settimana e vivere un vita di sacrifici purchè la tradizione non venga perduta. Un film grazioso e spontaneo che da voce ad un'arte antichissima e costruisce attorno ad essa una storia romantica e struggente.



5) MYNAA


Di  Prabhu Solomon

La pellicola che ha conquistato il Filmfare Award South come miglior film dell’anno è un intenso racconto di una fuga per amore tra la selva e i villaggi di località remote, rurale e tribali. Le scelte narrative e la creatività del regista creano poesia a partire da ogni cosa, nessun momento felice è abbastanza sereno da non far versare  nemmeno una lacrima agli spettatori, nessun tragico epilogo è abbastanza forte da far dimenticare la dolcezza dei sentimenti narrati.
Con Amala Paul,  Vidharth, Sethu, Thambi Ramaiah





(Un ragazzo)

Di N. Lingusamy

Vivace love story on the road, lei (Tamanna Bhatia) una deliziosa fuggitiva, lui (Karthi Sivakumar) un timido compagno di viaggio poco abituato ad avere a che fare con le donne. Film carino e scorrevole, le musiche sono meravigliosamente scritte dal semidio delle sette note Yuvan Shankar Raja.




7) BOSS ENGIRA BASKARAN
(Boss ovvero Baskaran)

Di M. Rajesh

Commedia strampalatissima ma divertente, il bellissimo Arya convince anche come attore comico e mostra una totale versatilità, piovono incassi record e il pubblico grida il suo nome. Unica pecca del film: difficile credere che un simile dio greco dagli occhi verde acqua (che è anche tenero, solare, irresistibile, figo, alla moda, simpatico, dolce etc.. ) possa avere problemi in amore...





8) RAAVANAN

Di Mani Ratnam

Versione Tamil del film Raavan. Monarchia assoluta per la superstar Vikram (presente anche nella pellicola Hindi dove però il protagonista è Abhishek Bachchan) al suo fianco una temeraria Aishwarya Rai e il sofisticato (e super-affascinante) attore malayalam Prithviraj.




9) KALAVANI
(Ladruncolo)

Di A. Sargunam

Arikki e Maheshwari si innamorano tra i verdissimi campi di un villaggio del Tamil Nadu ma il ragazzo è etichettato come pigro e soprannominato "kalavani", ladruncolo, cosa che impedisce ai due di uscire allo scoperto . La spontaneità delle interpretazioni e la bellezza del paesaggio semplicemente incantano.




10) NANDALALA

(ninna nanna)

Di Myshkin

Un pazzo fuggito dal manicomio, un bambino in cerca della madre e una prostituta che sogna una nuova vita. Il viaggio struggente, simpatico e picaresco di tre personaggi che più diversi non potrebbero essere ma che per strane coincidenze della vita si ritrovano sulla stessa strada e verso la stessa meta, la storia è guidata dalle note dolcissime del maestro Ilayaraja che ne firma la colonna sonora
Con Myshkin,  Snigdha Akolkar, Rohini,  Ashwath Ram


15 gennaio 2011

TERE BIN LADEN



Sfido qualunque regista del pianeta a realizzare un buon film partendo da questi presupposti : 1) C’è un sosia di Osama Bin Laden che corre dietro alle galline 2) c’è un giornalista semi-disoccupato che si trucca da yankee per ottenere un visto 3) c’è l’intelligence americana pronta a sbucare dal tombino o in attesa di news in sotterranei dove si serve Nescafè 4) ci sono un falso Bin Laden e un agente FBI che si ritrovano ad urinare da una parte e dall’altra dello stesso cespuglio (vietato tradurre cespuglio in inglese).

L’impresa sembra disperata e invece qualcuno c’è riuscito. Abhishek Sharma ha superato la prova ed è appena un debuttante. Chissà quante altre sorprese ci aspettano.


TRAMA

Ali Hassan (Ali Zafar) è un reporter per una tv locale pakistana ma sogna di emigrare negli Stati Uniti per far decollare la sua carriera. Quasi rassegnato a riporre nel cassetto il suo sogno a stelle e strisce, Ali incontra Noora (Pradhuman Singh) , un ingenuotto allevatore di galli sosia esatto di Bin Laden . Grazie all’aiuto di una truccatrice , di uno scriptwriter capace di comporre in arabo, di un cameraman e un doppiatore, Ali mette in piedi una farsa colossale: un finto videomessaggio da vendere come scoop alle emittenti televisive. Ovviamente non ha idea delle conseguenze del suo piano..


L’innominabile viene nominato, anzi diventa lo spunto per una pazza commedia brillante che oltre ad intrattenere ricostruisce in maniera ironica la guerra dei media , l’Osamafobia, le paranoie e le reazioni più comuni, proponendo a suo modo un messaggio di pace. Il film intreccia catene di fraintendimenti, iper-situazioni e parodie ma la storia procede in modo coerente e del tutto non convenzionale. Di Abhishek Sharma ( che del fim è anche sceneggiatore) colpisce certo l’originalità e l’abilità di combinare la satira più sfrenata a commenti piuttosto concreti.

Tere Bin Laden è un film da seguire con trepidazione dall’inizio alla fine e l’idea da cui si sviluppa è semplicemente geniale. Un esperimento di 120 minuti, un’imprevedibile fusione tra due elementi in netto contrasto: l’ilarità del film da una parte e lo spauracchio del terrorismo e la caccia all’uomo più clamorosa della storia dall’altra. I registi della nuova generazione indiana sono impazienti di esprimersi e hanno tutti i mezzi per dare voce alle proprie idee. Non ci resta che attendere e godere dei frutti di tanta creatività e dinamismo.


Il mio giudizio sul film **** 4/5


Sito Ufficiale del Film. TereBinLaden.com



RECENSIONI:

THE TIMES OF INDIA ***
TBL è superiore a molte commedie bollywoodiane di successo, perchè vanta una sceneggiatura intelligente ed una buona recitazione. Godetevi la satira.
Nikhat Kazmi, 15.07.10


HINDUSTAN TIMES ***
Mi hanno detto che Karachi possiede una sua versione di yuppie, detti burg. Il protagonista di TBL è appunto un burg. E cosa rara per un film indiano, la storia narrata è davvero ambientata a Karachi. L'ingegnosa sceneggiatura (Abhishek Sharma) in stile burlesco procede a briglia sciolta, meravigliosamente, come un volo selvaggio dell'immaginazione. Lo stupefacente compimento comico è nel suo modo così convincente di scherzare su una tragedia. Cosa desiderare di più basso? Tirate dritti e, privi di sensi di colpa, fatevi una scorta di risate!
(Autore non indicato), 16.07.10


BOLLYWOOD HUNGAMA *** ½
Un cast composto esclusivamente da giovani attori, sicuri di se, ma soprattutto di talento, fa partire il film con la spinta giusta. Ali Zafar è già una star, questo è certo.
Di Taran Adarsh


ANNO: 2010

REGIA : Abhishek Sharma

TRADUZIONE DEL TITOLO : Doppio senso, può tradursi come “Senza te Laden” o “Tuo Bin Laden”


CAST:

Ali Zafar……………. Ali Hassan
Pradhuman Singh …………….. Noora
Sughanda Garg ……………… Zoya
Rahul Singh…………………… Qureshi
Piyush Mishra ……………………Majeed Khan
Barry John……………………….Ted Wood


COLONNA SONORA: Shankar – Ehsaan - Loy


QUALCOS’ALTRO:

Il protagonista è Ali Zafar , cantante pakistano soprannominato "Principe del Pop", qui al suo debutto cinematografico, l’attore sfoggia un innato talento per la commedia brillante e una buona dose di autoironia. Promosso!! Per saperne di più consultate il suo Sito Ufficiale, Alizafar.Net

Il film è stato girato quasi interamente a Hyderabad cercando di riprodurre le strade di Karachi. Gli scenografi hanno compiuto mesi di ricerche per ricreare scenari esterni somiglianti.

L’attore Pradhuman Singh è stato trasformato nel sosia esatto di Bin Laden attraverso una lunga sessione di trucco. Guarda il video del Making of.

E’ stata vietata la distribuzione del film al cinema (e anche del dvd) in Pakistan e negli Stati Uniti. La tematica e gli eccessi di satira non sono stati approvati.

14 gennaio 2011

FILM 2010 CONSIGLIATI DA CATERINA



Di Karan Johar
La storia è grande e gli interpreti grandissimi. Aggiungiamoci un regista che è Re Mida... ogni cosa che sfiora è destinata a trasformarsi per sempre. Mai un titolo fu atteso con altrettanta ansia, e, come se non bastasse, è stato il film che ha portato Shahrukh Khan al Festival Internazionale del Film di Roma, avverando per i suoi fans il sogno di una vita.


Di Abhishek Sharma
Uno di quei gioielli nascosti dei quali ci si accorge sempre in ritardo o poco prima di tirare le somme. Il film, incentrato sul tentativo di un giovane reporter di vendere ai media un falso video di Bin Laden , travolge con la sua ironia e tesse con audacia una trama inaspettatamente divertente su un tema già di per sé difficile da proporre.


Di Vikramaditya Motwane
Il film che ha stupito tutti e conquistato Cannes in tempo record. Girato con un bassissimo budget ed altissima qualità di idee, ha fatto trionfare il suo regista esordiente puntando i riflettori sulle performance dei strabilianti interpreti. Ancora sconosciuti.. ma non per molto. Udaan , come suggerisce il titolo, un decollo..


Di Milan Luthria
Nostalgico e ricco di stile, gli amati anni Settanta la spettacolare cornice. Un film che ci ha regalato Ajay Devgan e Emraan Hashmi in straordinaria forma (il loro abbinamento è vincente.. anzi infuocato) , una colonna sonora bellissima, atmosfere retrò per la coinvolgente gangster story e lo scintillante glamour di una Mumbai anche troppo bella per essere vera.


Di Siddharth Anand
Una bella storia d’amore che sa essere divertente, scorrevole e ben confezionata. Uno di quei film capaci di recuperare anche un giorno iniziato male e liberare nuove energie. Ranbir Kapoor conferma che la classe non è acqua e Priyanka Chopra vola sempre più in alto. I love luv storys!!


Di Abhishek Chaubhey
Il film diverso: conturbante, torbido e sensuale. Di Naseruddin Shah non siamo mai stanchi e quando al suo fianco c’è una spalla perfetta (Arshad Warsi) e un’attrice magnetica e capace (Vidya Balan) al pubblico non resta che applaudire.


Di Anusha Rizwi
Scelto per rappresentare l’India agli Oscar e prodotto da Aamir Khan, il debutto alla regia di Anusha Rizwi si rivela una carta vincente. La trama, iperbolica e ironica, lancia in aria frecce velenose e domande. Il film si impone anche al botteghino nonostante l’assenza di star (fatta eccezione di Naseruddin Shah) piace ai festival internazionali e si lascia corteggiare dai critici.


Di Sajid Khan
Che siano flop o blockbuster difficilmente Akshay Kumar riesce a non far parlare di se. Il teatrino degli equivoci del triangolo comico Akshay Kumar /Lara Dutta /Riteish Deshmukh travolge gli spettatori e il sorriso diviene impossibile da trattenere. Anche coloro che non ripongono fiducia nelle commedie stavolta dovranno gettare le armi..


Di Mani Ratnam
I critici l’hanno stroncato, al botteghino è stato un disastro, il pubblico è uscito dai cinema terribilmente deluso, i più morbidi hanno salvato dal baratro solo la fotografia di Santosh Sivan. A questo quadro aggiungo però il mio giudizio favorevole (tanto che sono corsa a cercare pure la versione Tamil in cui il protagonista è Vikram). Spezzo una lancia a favore di Raavan e di Abhishek Bachchan, mi è piaciuto il film ma soprattutto ho amato la sua interpretazione.


Di Abhinav Kashyap
Salman Khan il conquistatore. Pubblico, critica e box office non sono mai andati così d’accordo. Il regista debutta con i fuochi d'artificio e dal suo moderno mix masala nasce Dabangg: il temerario, l’inarginabile .

03 gennaio 2011

SHAHRUKH BOLA KHOOBSURAT HAI TU

Inserire il cameo di una grande star per attirare attenzione ed incassi, a Bollywood è un espediente comune. Con esiti alterni.
In questo caso autori e produttori, per andare sul sicuro, hanno messo una star anche nel titolo.
Non è bastato.

TRAMA


Laali (Preetika Chawla) è una giovane fan di Shah Rukh Khan. Mentre vende fiori ad un semaforo, una macchina le si accosta. All'interno c'è proprio il suo idolo che, attraverso il finestrino, le dice che è bella.
Da quel momento la vita di Laali verrà irrimediabilmente scombussolata.

RECENSIONI

The Times of India ***
Questo è un piccolo film sperimentale che indaga nella psiche del tipico fan bollywoodiano che trasforma l'oggetto della sua devozione, una star del cinema, in un semi dio. Una favola intelligente che spiega perchè gli indiani erigono templi per i loro attori preferiti o inviano loro lettere scritte con il sangue.
Nikhat Kazmi, 18.11.2010
La recensione integrale.

Bollywood Hungama *
E' comune che la maggior parte dei film falliscano perchè la sceneggiatura è poco curata ed insufficiente. Per Shahrukh Bola Khoobsurat Hai Tu la questione non è differente.
Agli spettatori vengono presentati molti personaggi nel tentativo di portare avanti la trama. A parte la coppia protagonista, però, le altre figure sono zoppicanti, questo spiega perchè il film sembra spezzettato.
Taran Adarsh, 19.11.201o
La recensione integrale.

Diana ** 1/2
Film non solo a dir poco inverosimile, ma, quel che è peggio, mal realizzato. L'idea iniziale seppur esile è potenzialmente felice: molte delle persone che seguono il cinema indiano hanno una loro star del cuore, sognano di incontrarla ed avrebbero trovato sicuramente divertente vedere la loro passione riprodotta sul grande schermo, ma Shahrukh Bola Khoobsurat Hai Tu è inspiegabilmente cupo. Sul film aleggia un'aura drammatica che deprime. I personaggi sono privi di fascino, di alcuni non se ne comprende nemmeno la presenza.  Dispiace per Makrand Deshpande, ma anche le performance degli attori sono trascurabili.

Il bello:
- Il cameo di pochi secondi di Shah Rukh Khan e tutte le citazioni  che lo riguardano incluse nella pellicola. Una presenza che fa guadagnare una mezza stelletta in più nel giudizio finale al film, senza salvarlo.

Il brutto:
- La sceneggiatura pasticciata e poco compatta.

- La totale mancanza di leggerezza ed ironia.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Shahrukh Khan - Special Appearance
Laali - Preetika Chawla
John - Sanjay Dadheech
Champa - Choyoti Ghosh
Salim - Makrand Deshpande
Ravinder, il giornalista - Afzal Khan

Scritto e diretto da  Makrand Deshpande

Prodotto da Amarjeet Singh

Musiche di Vasuda Sharma

Distribuito da Media Factory

Anno 2010

CURIOSITA'

- Qualcuno ha ravvisato un parallelismo tra i personaggi di Devdas, Paro, Dev, Chandramukhi e Laali, John e Champa. La sola intenzione di un tale accostamento ci fa rabbrividire.

- Sembra che quello in Shahrukh Bola Khoobsurat Hai Tu sia l'ultimo cameo di Shah Rukh Khan. La star ha finalmente deciso di godere pienamente dei privilegi del suo status e di dedicarsi a progetti più interessanti.

- Una pellicola che invece vale la pena ricordare contenente molte special guests è Luck by Chance. Non solo un bel film, anche un perfetto esempio di come i cameo possano essere opportuni e divertenti.

- Non esiste un sito ufficiale di Shahrukh Bola Khoobsurat Hai Tu.

30 dicembre 2010

NAAN MAHAAN ALLA




Andare al cinema a Chennai è entrare nel ring.

Erano appena le 18.30 quando il cassiere del Sangam Theatre mi dice che gli sono rimasti due posti, finalmente, dopo un pomeriggio passato a setacciare ogni cinema nei dintorni riesco ad avere tra le mani un biglietto. Tutte le sale della città erano fully booked come da normale routine.
Me la sono presa comoda prima di entrare pensando che fosse il momento dei trailer e delle pubblicità di turno, prima dell’inizio del film c’era ancora tempo. Questo pensavo, ma non era così. Il cinema è una specie di tempio, o meglio, uno stadio, nel quale una volta entrati l’attenzione si concentra solo sul motivo per cui hai deciso di essere lì. Tutto sembra suggerire che il film non può e non deve aspettare o la gente diventerebbe impaziente e nervosa e il proprietario del multisala non riuscirebbe ad incastrare nel tempo che ha a disposizione (dalla nove di mattina alle una di notte..) così tanti spettacoli per soddisfare altrettante richieste.
Alle 18:40, orario scritto sul biglietto, entro nella sala buia già affollatissima e scoppia un boato. Per poco non scivolo dalle scale dallo spavento, non capivo che fosse successo, la mia mente storicamente pessimista aveva già immaginato le peggiori sciagure. Ci metto un po’ a realizzare che era solo un urlo collettivo di ammirazione . Un urlo di dimensioni titaniche. Un urlo che non veniva dalla gola ma dallo stomaco, dagli occhi, dalle ossa. Era tutto a posto, niente feriti, solo una scritta Tamil sullo schermo . Più tardi avrei capito che si trattava di un nome: Yuvan Shankar Raja. E chi è? Un attore? Un semidio? Ancora più tardi ho scoperto che era un compositore, l’autore della colonna sonora, uno dei più amati in Tamil Nadu, terra di A.R. Rahman e di molti altri Mozart del Nuovo Millennio.
Incredibile è il rapporto che in questo stato dell’India gli spettatori hanno con la pellicola, ma soprattutto con le star, con il regista, e anche con tutto il cast tecnico dei quali si ricordano e invocano a mo’di preghiera TUTTI i nomi e cognomi. La passione viscerale è così sfrenata e avvolgente da far apparire appena freddini gli amici di Mumbai che battono le mani, esultano o lasciano sfuggire una lacrima di commozione.


E adesso il film.
Naan Mahaan Alla, tradotto in italiano, Non Sono Un Santo. Già dal titolo mi ha conquistata, alla prima visione nel caos del cinema di Chennai avevo i brividi, la rabbia di Jeeva mi era entrata dentro e non mi abbandonava. La seconda volta che l’ho visto, tra le mura di casa, l’ho trovato ancora più convincente, per un po’ ho avuto la sensazione che uscendo dalla porta della stanza ci fosse direttamente il Nehru Park affacciato sulla Statale n.4, mi sembrava anche di sentire nuovamente lo stesso frastuono.


TRAMA
Jeeva (Karthi Sivakumar) è un ragazzo comune, con i suoi difetti, con le sue pigrizie e incertezze, con i suoi vizi , con la barba incolta e la maglietta sudata, mangia nelle bancarelle per strada, non evade la realtà in grandiose sequenze oniriche ma la vive senza lamentarsi, sente il rumore del traffico, invita la sua ragazza (Kajal Agarwal) a prendere un gelato al mall più vicino, esce con gli amici, insulta, si ubriaca, piange, urla, tace. La sua vita normale si interrompe il giorno in cui il padre (Jayaprakash) viene ucciso a sangue freddo senza alcuna ragione apparente. Da quel giorno Jeeva rifiuta di collaborare con la polizia e prima che la banda criminale possa mettere in pericolo la sua famiglia, decide di farsi giustizia da solo.


Naa Mahan Alla si evolve seguendo il più classico schema della cinematografia Tamil contemporanea: c’è una storia d’amore, c’è la quotidianità delle strade di Chennai e un ritratto efficace della nuova generazione in parte tradizionale e in parte globalizzata, c'è il male e l'oscuro pronto a colpire, c'è la passività di chi sta in alto e la corruzione di chi è pronto a tutto per nascondere le proprie macchie o per raggiungere i propri obiettivi. L’inefficienza delle istituzioni mette a repentaglio la sicurezza delle persone comuni, oneste, che vivono la loro vita pacifica e che con gli imbrogli dell’underworld non dovrebbero avere niente a che fare. Nel momento in cui i due mondi si incontrano, e del sangue viene versato, tutto è destinato a cambiare. Il regista sceglie di dividere nettamente i due percorsi dello stesso personaggio come se il prima e il dopo fossero due vite distinte, niente di ciò che caratterizza l’inizio del film viene poi ripreso nella sua conclusione. Come Jeeva il film segue gli eventi e da essi è trasformato, non può in alcun caso guardarsi indietro perché la sua vista è diversa , la frattura ha avuto inizio.
Occhio per occhio e dente per dente. Restare ad aspettare il corso della giustizia diviene per Jeeva inutile e pure pericoloso. Il film propone una scelta coraggiosa e il ragazzo della porta accanto si trasforma in un eroe dalla forza inarrestabile e quasi mitica, le sue intenzioni sono nobili anche se trionfano passando per una strada secondaria, violenta, legalmente non riconosciuta come possibile.
Jeeva diviene un eroe e un villain al tempo stesso, la sua brutalità spaventa, la sua ricerca di vendetta e trionfo sull’ingiustizia (che probabilmente resterebbe impunita) diviene l’esorcismo delle inquietudini stesse dell’uomo. Nelle sequenze d’azione c’è dolore, sofferenza fisica, sangue, morte, niente viene risparmiato allo spettatore anche se le immagini sono montate con estremo stile, ritmo e cura nei dettagli, neanche fossero una danza tribale. La realizzazione scenica esibisce un tecnicismo strabiliante che è in contrasto con il messaggio delle azioni stesse.
Karthi Sivakumar è un giovane attore figlio d’arte (suo padre è la star Sivakumar) e fratello dell’attuale attore di punta, l’affascinante Surya. Ha debuttato nel mondo del cinema solo nel 2007 (aveva già 30 anni) ma la sua filmografia è già una lista di soli successi. Fisicamente robusto e non palestrato, Karthi è il prototipo del ragazzo tipo che puoi incontrare in una strada di Chennai, accattivante ma non inarrivabile modello, i suoi occhi sono dispettosi e senza veli, a volte luccicanti come quelli di un bimbo a volte persi nel buio come quelli di un uomo che ha già incontrato i lati più oscuri e ingiusti della vita. L’attore, il cui naturale linguaggio del corpo tradisce una spontanea indolenza, è pronto a raccogliere sovraumane energie per trasformarsi , in un solo attimo, nell'eroe dall’aura mitologica.

Non so quanto aver visto il film direttamente sul grande schermo, e in una cornice straordinaria, stia influenzando il mio giudizio, anche in seguito a visioni successive continuo a trovarlo del tutto privo di punti deboli o difetti. La colonna sonora contiene pochi ma indimenticabili brani, la musica di sottofondo segue l’emotività delle scene, la fotografia è impeccabile, la realizzazione delle sequenze d’azione è a dir poco spettacolare ( anche Dabangg ne sarebbe invidioso ), le interpretazioni si incidono nella pelle con un punteruolo, la commedia e la tragedia vengono sapientemente gestite con la stessa intensità.
Le vita quotidiana, l’attesa dell’amore, la gioia e poi l’abisso.
Naan Mahaan Alla è un film che non riesco a dimenticare.


Il mio giudizio (totalmente blind e immovibile) ***** 5/5



THE TIMES OF INDIA *** ½ 3,5 /5
Giudicato un film capace di coinvolgere dall'inizio alla fine oltre che la miglior interpretazione di Karthi Sivakumar. Il giudizio dei lettori alza ulteriormente il punteggio del film arrivando a **** 4/5



ANNO: 2010


LINGUA : Tamil


TRADUZIONE DEL TITOLO : Non sono un santo

REGIA: Suseenthiran


CAST

Karthi Sivakumar………………………… Jeeva
Kajal Agarwal …………………………… Priya
Jayaprakash ……………………… il padre di Jeeva
Soori ……………………… Ravi
Krishna Priya ………………… Keerthi
Ravi Prakash …………………………Sudharsan
Adurldass …………………………… Kutti


COLONNA SONORA : Yuvan Shankar Raja (se siete in Tamil Nadu … attenti all’urlo )
Testi di Muthukumar & Yugabarathi

PLAYBACK SINGERS : Yuvan Shankar Raja, Tanvi Shah, Javed Ali, Shilpa Rao, Haricharan, Madhu Balakrishnan,

15 dicembre 2010

DO DOONI CHAAR




Poco pretenzioso ma divertente, Do Dooni Char è uno di quei film a basso budget che riescono a rimanere a galla contrastando una schiacciante concorrenza ( è stato distribuito la stessa settimana di Robot , dispendiosa pellicola tamil con Rajinikant e Aishwarya Rai) e dei quali non si sa niente, o quasi, prima dell’uscita nelle sale. Senza troppi investimenti in campagne pubblicitarie, trailer, spot etc.. , la sua sola leva promozionale è stata la notizia del ritorno della coppia Rishi Kapoor / Neetu Singh, insieme sullo schermo dopo trenta anni di stop. Il successo commerciale è stato frutto di un frenetico passaparola e delle buone recensioni delle testate giornalistiche e siti web di riferimento. Il regista debuttante, Habib Faisal, già sceneggiatore di alcuni film marcati Yash Raj, crea qualcosa di equilibrato, nuovo e semplice, ugualmente appetibile per un pubblico nazionale e internazionale.


TRAMA

Santosh Duggal (Rishi Kapoor) è un insegnante di matematica che fatica ad arrivare a fine mese; dopo il matrimonio ha convinto la moglie Kusum (Neetu Singh) a lasciare il suo impiego di bibliotecaria per dedicarsi solo alla famiglia, ma ora, con la globalizzazione e l’insorgere continuo di nuove esigenze, si accorge che il suo stipendio non basta più. Mentre i due cercano di mantenere il controllo del bilancio familiare con una serie di estenuanti conti e tabulati, i figli sognano mp3, nuovi elettrodomestici , magliette firmate e vorrebbero sostituire il vecchio scooter con una comoda e graziosa automobile. Come fare per stare al passo coi tempi ? I figli ci provano con le scommesse clandestine, lavori part time , fino all’illusione di vincere un concorso a premi … ma è possibile ottenere beni di lusso vivendo in quattro con un solo stipendio?


Neetu e Rishi fianco a fianco sono già uno spettacolo imperdibile di per sè ed è facile ritrovarsi a rimpiangere quello che ci siamo persi finora (trenta anni sono troppi... Neetu perchè sei sparita??) ma il film ha anche un’altra brillante star, Aditi Vasudev, adorabile il personaggio di Payal, teenager spigliata e mascolina. Imperdibile la chimica della giovanissima attrice con il veterano Rishi Kapoor, l’inadeguatezza del timido bonaccione prof. Duggal vacilla davanti all'approccio pratico della cosiddetta “nuova generazione” meravigliosamente rappresentata dalla figlia, sbarazzina, dai capelli corti e amante dei motori.
Il film esaspera ( e lo fa in modo alquanto divertente) l’isteria collettiva legata al desiderio di un’automobile, e non un’automobile qualsiasi, un’automobile NUOVA. Il passaggio dalle due alle quattro ruote diviene una moltiplicazione delle proprie possibilità ( o meglio, impossibilità) di fronte ad una tentazione. Una vittoria che , se riuscita ad afferrare, segnerà l'inserimento anche solo apparente in un nuovo status .
Allegramente schiavi di una società che vuole tutto sommato solo apparire, attraverso il possesso di beni di lusso, mode e comodità, i personaggi vedono un esorcismo alle proprie paure e insicurezze. La frustrazione dovuta alle crisi economiche accende una serie di domande, soluzioni ed espedienti, ma la tovaglia tirata da una parte e dall’altra continua a rimanere corta.

Do Dooni Chaar è stato girato completamente a Delhi con molto cuore e con pochi sforzi. A volte il solo calore liberato da interpretazioni genuine, credibili e oneste può bastare ad arricchire una trama scheletrica tanto da farla funzionare alla grande. Ma il sipario cala troppo in fretta. Purtroppo il climax arriva di colpo e sigilla la storia come la serranda di un garage, per esigenze di tempo il regista si è trovato a dover troncare con le cesoie l’evoluzione del film facendo nascere un prematuro lieto fine dentro il limite ( proabilmente imposto dalla Disney) di 118 minuti.


il mio giudizio sul film : *** 3,5 /5



RECENSIONI :

- THE TIMES OF INDIA ***

Semplice, dolce e sensibile: Do Dooni Chaar è un'ode alla categoria degli insegnanti. La famiglia Duggal è la più calda e la più realistica vista recentemente sul grande schermo. DDC va goduto per le deliziose interpretazioni di Rishi e Neetu Kapoor e dei due attori più giovani. E' una celebrazione della straordinarietà della gente comune offerta con verve e con gusto.
Nikhat Kazmi, 07.10.10 (Testo integrale. clicca qui.)


- HINDUSTAN TIMES ****
Questo film intrattiene in modo fenomenale, ed offre performance brillanti da parte di alcuni dei migliori attori cinematografici in circolazione, oltre a rappresentare un sorprendente, sicuro debutto per il regista. Affidatevi a Do Dooni Chaar e non rimarrete delusi.
Mayank Shekhar, 09.10.10 (Testo integrale clicca qui)



ANNO: 2010

TRADUZIONE DEL TITOLO : Due e due quattro

REGIA: Habib Faisal

DISTRIBUITO DA : Walt Disney Pictures


CAST:

Rishi Kapoor ……………………Santosh Duggal
Neetu Singh ……………………… Kusum
Aditi Vasudev ………………………Payal
Archit Krishna …………………Sandy


COLONNA SONORA: Meet Brothers & Anjan (testi di Manoj Muntashir)


SITO UFFICIALE DEL FILM : Clicca qui.


QUALCOS'ALTRO:

- Il titolo Do Dooni Char è lo stesso di una commedia del 1968 interpretata da Kishore Kumar

- L'attrice Neetu Singh aveva lasciato definitivamente le scene nel 1982 dopo il matrimonio con Rishi Kapoor, la coppia, prima del ritorno ufficiale con questo film, è apparsa per la prima volta insieme dopo decenni nel finale di Love Aaj Kal (ma solo per alcuni secondi), love story prodotta e interpretata da Saif Ali Khan.

- Tra i film più famosi della coppia Rishi & Neetu Kapoor, ricordo: Amar Akbar Anthony, Khel Khel Mein, Rafoo Chakkar , Doosra Aadmi e Kabhie Kabhie.


- Il successo di Do Dooni Char è stato una vera e continua sorpresa, dopo un box office promettente e ottime recensioni la vincita del prestigioso National Award come Miglior Film Hindi. Approfondimenti nell'articolo di Cinema Hindi.


05 dicembre 2010

ANJAANA ANJAANI


Finalmente un'altra (dopo I Hate Luv Storys) piacevole commedia sentimentale!
Replicare e perpetuare modelli romantici conosciuti, rinnovare i linguaggi e le situazioni,  saper divertire e rassicurare pur senza sorprendere, è un'arte. Bravi Siddharth Anand, che fa meglio che con il precedente Bachna Ae Haseeno, Ranbir Kapoor e Priyanka Chopra. 
I film d'amore non sono tutti uguali.

TRAMA

Due ragazzi delusi dalla vita, Akash (Ranbir Kapoor) e Kiara (Priyanka Chopra), si incontrano sul ponte George Washington di New York mentre tentano il suicidio. Ad entrambi va male (bene, in verità) e  si ritrovano in ospedale con lievi lesioni. Da quel momento inizierà la loro avventura insieme.

RECENSIONI

The Times of India ***
La nuova coppia formata da Ranbir Kapoor e da Priyanka Chopra funziona. I loro personaggi sono riconoscibili e urbani. Le performance sono vibranti, spontanee, ricche di sfumature. Il problema risiede nella sceneggiatura e nella narrazione. Il regista sceglie il format del road movie, ma sembra tutto piatto e prevedibile. Così, malgrado la coppia protagonista faccia scintille, Anjaana Anjaani non infiamma lo schermo. Offre solo alcune piacevoli sequenze, una colonna sonora (composta da Vishal-Shekhar) piena di energia, e le brillanti interpretazioni di Ranbir e di Priyanka. Se non cercate nulla di nuovo, allora vi divertirete.
Nikhat Kazmi, 30.09.10
La recensione integrale.

Hindustan Times * 1/2
In ogni pellicola convenzionale e scontata come Anjaana Anjaani i due protagonisti prima si odiano, poi diventano amici, ed infine scivolano nell'amore eterno. Il climax si svolge di solito all'aeroporto o alla stazione. L'eroe o l'eroina corre verso il partner della sua vita. Fra il primo incontro e la sequenza all'aeroporto dovrebbe esserci una trama, delle possibili sotto-trame, conflitti, altri personaggi. AA sfortunatamente non ha nulla di tutto questo. Ranbir Kapoor, la star, rimane la sola grande idea in un film nel quale non esiste una storia. Sappiamo perchè questi prodotti si ripetono all'infinito: se funzionano, arricchiscono i produttori. Come al solito, solo business.
Mayank Shekhar, 01.10.10
La recensione integrale.

Diana *** 1/2
Nonostante  un inizio poco plausibile e uno sviluppo della trama piuttosto prevedibile, Anjaana Anjaani è un film davvero carino. Ranbir Kapoor e Priyanka Chopra sono brillanti, convincenti ed insieme funzionano. Alcuni degli episodi che li vede coinvolti  sono spassosi e teneri mentre per la colonna sonora si poteva fare di più.
Due ore e mezza di dolce divertimento.

Il bello:

-  I tentativi frustrati di Akash e Kiara di porre fine alle loro vite.

- Akash e Kiara in mezzo all'oceano. Un mesaggio dentro una bottiglia tra le onde.

Il brutto:

- A tratti si ha l'impressione che Priyanka Chopra si sia ritoccata le labbra. Speriamo di esserci sbagliati.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Akash - Ranbir Kapoor
Kiara - Priyanka Chopra
Kunal - Zayed Khan (Special appearance)
Il dottore - Tanvi Azmi
L'amico di Akash - Vishal Malhotra

Regia di Siddharth Anand

Prodotto da Sajid Nadiadwala e Sharan Kapoor

Musiche: Vishal Dadlani (I Hate Luv Storys) e Shekhar Ravjiani (I Hate Luv Storys)

Coreografie: Ravi K. Chandra

Distribuito da Eros Entertainment

Anno: 2010

CURIOSITA'

- Alcune trovate di  Anjaana Anjaani possono richiamare lontanamente  le pellicole hollywoodiane Piovuta dal cielo con Sandra Bullock e Ben Affleck, e Serendipity, con John Cusack e Kate Beckinsale.
In realtà Anjaana Anjaani oltre ad essere migliore di entrambe,  è in tutto e per tutto un film a sè stante.


- Durante la promozione del film è stato annunciato che Akash e Kiara sarebbero diventati protagonisti di una graphic novel.
L'articolo integrale.

- Sembra che Ranbir Kapoor abbia collaborato alla ideazione della colonna sonora di Anjaana Anjaani.
L'articolo integrale.