02 giugno 2009

ANAND


Hrishikesh Mukherjee era davvero in vena di rischiare.
Volendo parlare della malattia e della morte e rendendosi conto di aver scelto un tema anticommerciale e straziante, piuttosto che cadere nel ripetitivo (o affidarsi all’effetto lacrime-a-pioggia per non deludere gli spettatori) capovolge tutto e pensa ad un personaggio dinamico, energico e solare.
L’esperimento funziona, la storia regge, malgrado il paradosso, e non è mai offensiva. C’è più poesia che tristezza e lo spettatore assiste con il cuore in gola e il sorriso sulle labbra ad una delicata tragi-commedia.

TRAMA
Bhaskar Banerjee è un dottore alle prime esperienze lavorative al quale viene affidato un paziente suo coetaneo, senza alcuna speranza di salvezza. Al contrario di quanto immaginava, Anand, il malato, non si ripiega su se stesso ma è un vero vulcano; quasi come se non fosse al corrente della sua malattia, crea costantemente nuovi legami, fino ad unirsi ad una compagnia teatrale.

Il film evita di costruire un crescendo di angoscia, allo stesso tempo si guarda bene dal creare false speranze, mantenendo una distanza di rispetto costante nei confronti dei temi affrontati.
Se il regista sceglie di iniziare il film con la presentazione di un libro in memoria di Anand, lo fa per eliminare ogni suspence, il pubblico non deve chiedersi se il protagonista sopravviverà o no, non deve illudersi. Una volta chiarito questo, Hrishikesh e il poeta Gulzar, suo collaboratore nella stesura dei dialoghi, possono sbizzarrirsi come vogliono nel creare una storia brillante.
Probabilmente Anand è il ruolo migliore che sia mai capitato in mano a Rajesh Khanna, al centro della scena nonostante la presenza di un attore molto più dotato di lui al suo fianco. Rajesh fa bene a sfruttare fino in fondo quest’occasione, perché in futuro, per lui come per molti altri, diventerà sempre più difficile controllare l’imponenza artistica e fisica di un uomo come Amitabh Bachchan.
Anand abbatte ogni barriera della riservatezza e gli insegna ad esprimersi senza freni né timore del giudizio altrui, è invasivo, tenero, rompiscatole, usa mezzi poco ortodossi ma estremamente efficaci. Non è tanto lui che si ostina a non vedere la sua prossima fine, quanto Bhaskar ad essere ancora inconsapevole del fatto di essere vivo. Aiutato da un’ottima storia e da bei dialoghi Rajesh Khanna trionfa e si fa amare, le scelte inspiegabili del suo personaggio divengono un inno alla ricerca della qualità della vita in contrapposizione all’esistenza incolore e cronicamente passiva del medico.
Veri tranelli per il pubblico le scene in cui il regista ci fa credere che un improvviso sfogo drammatico stia per avvenire, per poi ingannarci, presentandoci delle situazioni che sono l’esatto contrario. Il regista gioca con gli opposti, il capovolgimento è costante, non fa che smentire ad ogni passo ciò che potremmo aspettarci da una storia simile e prende a mazzate l’ansia dello spettatore di veder confermate le sue previsioni.
L’epilogo è piuttosto forte e mette da parte di colpo la sensibile leggerezza che ha accompagnato la storia. Un po’ come se il film si fosse già interrotto poco prima, Hrishikesh Mukherjee ha già detto ciò che voleva comunicare, e, proprio perché non vuole che i suoi sforzi vadano sprecati per mancanza di credibilità deve trasferire, almeno nel finale, il personaggio all’interno di una dimensione drammatica ed è costretto a dirgli addio. Cercherà di farlo rivivere qualche anno dopo, in chiave femminile, girando il film Mili, ma non sarà la stessa cosa.

Il mio giudizio sul film **** 4/5
Khanna al suo meglio, Bachchan agli esordi e ancora lontano dall'essere una superstar. Un vero classico, due performance indimenticabili.

ANNO: 1971
REGIA : Hrishikesh Mukherjee
TRADUZIONE DEL TITOLO: Anand è un nome proprio, ma anche sinonimo di felicità

CAST:
- Rajesh Khanna.............. Anand
- Amitabh Bachchan..........Bhaskar Banerjee
- Sumita Sanyal.................Reenu
- Ramesh Deo...................Dott. Kulkarni
- Seema Deo....................Suman
- Asit Sen.........................Muralilal
- Lalita Pawar...................D'Sa

COLONNA SONORA: Salil Choudhury
PLAYBACK SINGERS: Lata Mangeshkar, Mukesh, Manna Dey

RICONOSCIMENTI E PREMI:
Sei Filmfare Awards vinti nelle categorie : Best actor (Rajesh Khanna), Best Supporting Actor (Amitabh Bachchan) , Best Film, Best Story, Best Editor (Hrishikesh Mukherjee) e Best Dialogue (Gulzar)

2 commenti:

Cinema Hindi ha detto...

Caterina: QUESTO E' UN GRANDE PEZZO! Complimenti! Non ho visto il film, ma la tua recensione è SUBLIME.

Aline Jorand ha detto...

Veramente Caterina, questo testo é favoloso e anche a me a datto voglia di vedere il film. Complimenti!!!