08 febbraio 2009

DEV D (II)



Pubblichiamo anche la traduzione integrale della recensione di Hindustan Times. 

Hindustan Times: ***1/2

'Per riprendere una delle storie più rappresentate nel Cinema Hindi occorrono coraggio e una nuova, audace visione. Il regista Anurag Kashyap li possiede entrambi.
'Dev D' è un'interpretazione avventurosa e piena di stile, che dona al racconto classico un taglio contemporaneo e travalica i confini del Cinema Hindi. I personaggi sono trasportati da un signorile Bengala ad un grossolano Punjab, e da un secolo ad un altro. Lo spettatore è preso alla sprovvista dal libero sfogo dell'immaginazione di Kashyap. Il film rimbalza dal coraggioso al bizzarro, e sorprendentemente il gioco tiene, almeno per la maggior parte della pellicola.
Sotto la direzione di Kashyap, Dev e Paro sono amanti sessualmente avventurosi, che si lasciano a causa di una bugia. Il famoso brano rappresentato al matrimonio di Paro è uno dei momenti più alti del film, con la sua resa visiva eccentrica tanto quanto lo sono la musica e il testo.
Con l'uscita di scena di Paro, Dev inizia la sua lenta discesa agli inferi. Incontra Chanda, la prostituta multilingue che seduce in Hindi, Tamil, Inglese e Francese. Col suo viso inusuale e con la fresca assenza di scaltrezza recitativa, Kalki Koechlin impregna il suo ruolo di toccante fragilità.
A differenza dei precedenti registi, Kashyap arricchisce questo personaggio: la degradazione di Chanda inizia con un video pornografico a scuola. Allora si chiamava Lenny, poi si attribuisce il nome di Chanda dopo aver visto Chandramukhi nel 'Devdas' di Sanjay Leela Bhansali.
Ma Paro torna nella vita di Dev. Kashyap sdrammatizza il tanto atteso incontro con un inaspettato sapore di quotidianità domestica, in alcune sequenze meravigliosamente riuscite, ed intreccia le due relazioni di Dev in una storia di redenzione.
Se c'è dolore, c'è anche umorismo, e in varie tinte, ma principalmente in nero. I dialoghi sono perfetti, la fotografia è sia ricca che affilata, la direzione artistica eccellente. La colonna sonora di Amit Trivedi è radiosamente innovativa. Mahi Gill è affascinante, e vi sono alcune gemme assolute fra il cast di supporto, in particolare nel caso di Dibyendu Bhattacharya.
C'è solo un problema: negli ornamenti stilistici e nell'inventiva, Kashyap ha perso l'aspetto emotivo. Si guarda affascinati questo film, ma raramente si prova partecipazione addolorata per Dev. L'interpretazione di Abhay Deol è pulita e controllata, ma manca di vulnerabilità.
Se apprezzate una cinematografia lontana dalla tradizione, non dovete perdervi 'Dev D'.'

Shashi Baliga, 06.02.09

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