10 gennaio 2009

H E L L O


Trasposizione cinematografica del romanzo di Chetan Bhagat 'Una notte al Call Center' (Rizzoli, 2007), il film è il lodevole (considerando i precedenti) risultato degli sforzi congiunti della famiglia di Salman Khan. E' infatti diretto, co-sceneggiato e prodotto dal marito della sorella di Salman, Atul Agnihotri. E' interpretato dal fratello di Salman, Sohail, e da Amrita Arora (la cui sorella, Malaika - splendida ballerina con Shah Rukh Khan dell'item song 'Chaiyya Chaiyya' in 'Dil Se' -, ha sposato Arbaaz, l'altro fratello di Salman). Ed è arricchito dalle special appearance di Arbaaz, di Salman e della fidanzata Katrina Kaif.

La pellicola non è male: si apprezza il tentativo da parte del clan di uscire dai soliti stereotipi, anche formali, e si prova immediata simpatia per i personaggi e per le loro vicende. La confezione è moderna. Le idee non mancano. Il ritmo della narrazione è soddisfacente.
Peccato per le intermittenti (ma non numerose) cadute di tono della regia, soprattutto nel secondo tempo, e per le insipide interpretazioni di Isha Koppikar e di Amrita Arora. Del cast femminile l'unica prova valida è regalata dalla splendida Gul Panag, Miss India nel 1999 ma soprattutto acclamata attrice in 'Dor'. Gul è convincente ed intensa e si merita una lunga carriera.
Il cast maschile è più azzeccato. Sharman Joshi, il protagonista, è molto naturale. Sohail Khan è piuttosto bravo: se solo dimenticasse il proprio 'lignaggio' e millantasse meno uno status da super-star (che di fatto non possiede), potrebbe sfoderare insospettate doti d'attore. Sharat Saxena non ha purtroppo molto spazio, ma sufficiente per dimostrare le sue capacità. La recitazione di Dalip Tahil, anche se un tantino caricaturale (LE CRAVATTE!!!!), è comunque spigliata. Salman Khan interpreta se stesso ed è davvero godibile. Sfoggia con ammirevole disinvoltura un abbigliamento che farebbe impallidire Milano e che gli procurerebbe l'espulsione immediata dalla città. Ma soprattutto conquista con la battuta sul padre, Salim Khan, co-sceneggiatore del celeberrimo 'Sholay'.

TRAMA

Sette personaggi nel corso di una sola notte in un Call Center. Ma non è una notte come le altre. Succede di tutto un po': drammi personali e familiari, tradimenti, incognite sul futuro, delusioni cocenti, pericoli. Ed un'inaspettata telefonata. Di quelle che cambiano la vita.

RECENSIONI

The Times of India: **
'Il problema è nel tedioso sviluppo della trama. Inoltre includere all'inizio il tipico numero da item boy di un Salman Khan a torso nudo stride con l'intenzione di rappresentare la storia del ragazzo della porta accanto. La pellicola alterna intelligenza ed approssimazione. Solo le performance tengono in piedi 'Hello', specialmente quelle di Sharman Joshi e Sohail Khan. I due sono assolutamente da guardare.'
Nikhat Kazmi

Hindustan Times: *
'Hello' raggiunge la schiera dei peggiori film di recente memoria. La pellicola vanta ben 6 belle statuine. Dalip Tahil è talmente irritante che vorresti sbarazzarti di lui con una spiralina antizanzara. Il film non ha ritmo nè movimento. La colonna sonora di Sajid-Wajid non vi farà ballare. Del cast solo Sharman Joshi è piacevole. E cosa dire della combinazione Agnihotri-Bhagat? Assolutamente niente, eccetto che entrambi hanno sbagliato numero.'
Khalid Mohamed

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: l'incrociarsi delle vicende dei personaggi
Punto debole: regia ed interpretazioni dall'esito altalenante

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sharman Joshi ('Rang De Basanti') - Shyam
* Sohail Khan ('Heroes') - Varun
* Gul Panag ('Dor') - Priyanka
* Dalip Tahil ('Phir Bhi Dil Hai Hindustani') - Bakhsi, il Boss
* Isha Koppikar ('Don') - Esha
* Sharat Saxena ('Fanaa') - 'Uncle'
* Amrita Arora - Radhika
* Salman Khan (special appearance) - se stesso
* Katrina Kaif (special appearance) - la misteriosa narratrice
* Arbaaz Khan (special appearance) - il marito di Radhika

Regia: Atul Agnihotri

Sceneggiatura: Atul Agnihotri e Chetan Bhagat

Colonna sonora: composta da Sajid-Wajid ('Partner'), è allegra e ritmata. Interessante il tema elettronico strumentale che accompagna i titoli di testa: consigliato agli appassionati del genere.

Anno: 2008

Produzione: Atul Agnihotri e Funky Buddha (????????) Productions (ma distribuzione Sony)

CURIOSITA'

* La suoneria del cellulare di uno dei personaggi è il leggendario tema de 'Il Buono Il Brutto Il Cattivo' composto dal Rahman italiano: Morricone
* Da un altro romanzo di Chetan Bhagat, 'Un misero 18' (Edizioni e/o, 2008), è tratto il film 'Three Idiots', con Aamir Khan e Kareena Kapoor, diretto da Rajkumar Hirani, in distribuzione nel 2009

GOSSIP&VELENI

* Volete un assaggio delle performance di Salman Khan? Non perdetevi la trascinante item song all'inizio del film, 'Bang Bang Bang': quanto di meglio, e quanto di peggio, il buon Sallu rappresenti in India. Altamente indicativa del fenomeno. A suo modo IMPERDIBILE
* Bah: in questo film non si lavora mai. I personaggi sembrano vivere al bar
* Altro peccato veniale: la scenografia non è un po' troppo patinata per rappresentare un Call Center?
* Un po' meno veniale: la scenata di Sohail al bar. Responsabilità più del regista che dell'attore
* Davvero di cattivo gusto la battuta su Hrithik Roshan
* ARBAAZ E' BELLISSIMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!! Dall'interpretazione sempre di basso profilo e mai caricaturale. Elegante anche con indosso giacche leopardate e paillettes. Non se la tira da strafigo. Non si estirpa la camicia ogni quarto d'ora. Inspiegabile la sua scelta di una carriera defilata e sottotono

08 gennaio 2009

DESH DROHI



Non è di questo pianeta.
TRAMA
Raja (Kamal Rashid Khan) arriva a Mumbai in cerca di lavoro. Si scontra con una città dura ed impietosa. Diventa suo malgrado un criminale.
RECENSIONI
Cinema Hindi: ATROCE
Punto di forza: -
Punto debole: meglio non infierire
SCHEDA DEL FILM
Cast:
* Kamal Rashid Khan - Raja
* Gracy Singh ('Lagaan') - Sonia
* Hrishitaa Bhatt ('Asoka') - Neha
Regia: Jagdish A. Sharma
Soggetto, sceneggiatura, dialoghi e produzione: Kamal Rashid Khan
Traduzione del titolo: 'impostore', 'imbroglione', 'traditore' (ringraziamo Akshay e Rajesh per la traduzione)
Anno: 2008
Award: (ah ah ah ah ah)
CURIOSITA'
* Per la prima volta abbiamo visto un film Hindi prima degli abitanti di Mumbai. Distribuito in India il 14.11.2008, nel Maharashtra la data della prima non è stata ancora fissata, a causa delle polemiche scoppiate per alcuni dialoghi contenuti nella pellicola che getterebbero una luce negativa sull'ospitalità della gente del luogo nei confronti degli immigrati da altri Stati indiani
GOSSIP&VELENI
* Naaaaaa. Troppo facile

04 gennaio 2009

YUVVRAAJ



Siete riusciti a procurarvi il DVD di questo film? Bene, inseritelo nel lettore, accomodatevi in poltrona, dimenticatevi di inezie quali regia, sceneggiatura, recitazione, e lasciate che l'occhio si sazi di immagini che incantano.
La pellicola, distribuita in India il 21 Novembre 2008, è stata tiepidamente accolta dal pubblico e impietosamente stroncata dalla critica (l'inspiegabile giudizio positivo di The Times of India lascia tutti senza parole). Gli incassi sono stati discreti, ma lontani dal ripagare i produttori dei colossali investimenti.

C'è una ragione a tutto questo.
Diretto dal veterano Subhash Ghai ('Pardes', 'Black & White') - ho scritto 'diretto'? -, ideato e sceneggiato dallo stesso, su ispirazione (sic) di 'Rain Man' - ho scritto 'sceneggiato'? -; interpretato da un meno scialbo del solito (ma del tutto fuori luogo) Salman Khan (anche carino, peccato per i vistosi cerchi alle orecchie), dalla solita, inutile Katrina Kaif (di una bellezza da togliere il fiato, e, grazie a questo, la figura meglio incastonata nella splendida cornice della pellicola), dal solito, bravo Anil Kapoor (il migliore - facile - del cast: il suo personaggio è il più amabile ed interessante, ma l'attore, forse non troppo convinto neanche lui del film, si è impegnato giusto quel poco), da Zayed Khan (imbellito ma peggiorato, quanto a recitazione, rispetto a 'Main Hoon Na' - e comunque si stenta a comprendere l'esigenza del suo personaggio), dal solito, divertente Boman Irani (ammiratelo nella coreografia di 'Mustam Mustam') - ho scritto 'interpretato'? -, la pellicola risulta davvero imbarazzante.

MA: standing ovation a tutto il cast tecnico, ASSOLUTAMENTE DI PRIM'ORDINE, che, di fatto, crea, sostiene e fornisce una ragione d'essere al film.
La fotografia: SUPERBA. Le riprese in esterni dipingono Praga e i paesaggi non urbani cechi ed austriaci con un incantesimo da fiaba, con una meraviglia innamorata che solo un indiano che brami l'ombra cittadina e la verdeggiante frescura della natura può esprimere. Le riprese in interni accarezzano marmi, affreschi, arredi con una delicatezza ed una maestria che catturano.
I costumi: SPLENDIDI. Gli abiti indossati da Katrina con grazia incantatrice non sfigurerebbero sulle passerelle dell'alta moda romana. Lo sfoggio sontuoso di tessuti, colori, accessori da parte del nutrito corpo di danza è di quelli da ammirare con rispetto.
Le coreografie: non inedite ma SPETTACOLARI, curatissime nei dettagli, ricche di figure, ottimamente inquadrate dal regista, esaltate dal nitore quasi accecante della fotografia. Rendono pienamente giustizia al genio e allo sforzo dei costumisti.
La direzione artistica: ECCELLENTE, SUBLIME, DA OSCAR. Noi Italiani, in silenzio, ad osservare colmi di ammirazione questo dotatissimo allievo spuntato dall'Oriente in grado di insegnarci, e bene, il significato di classicismo europeo. Khaled Mohamed, nella sua recensione negativa pubblicata sullo Hindustan, non si può trattenere dal citare il geniale direttore artistico accanto al regista e al cast e con questa modalità: 'Scenografia di Omung Kumar DA VINCI'.
La colonna sonora: MAGNIFICA, forse priva di brani orecchiabili da classifica, ma piena, sinfonica, varia, ottimamente orchestrata, con vocalismi e virtuosismi da parte dei cantanti che non mancheranno di deliziare i cultori del genere. Eseguita dall'orchestra di violini di Chennai.

Sembra un film di Sanjay Leela Bhansali. Peccato non lo sia davvero.

TRAMA

L'amore fra Deven (Salman Khan) e Anushka (Katrina Kaif) è osteggiato dal padre di quest'ultima (Boman Irani), che sogna per la figlia un marito milionario. La famiglia di Deven non è affatto bisognosa, ma il ragazzo l'ha abbandonata 12 anni prima scomparendo dalla circolazione. Ora, alla morte del facoltoso padre, Deven e i suoi due fratelli si ritrovano a spartire (forse) un generoso patrimonio. Nozze in vista per la bella Anushka?

RECENSIONI

The Times of India: ***
'Subhash Ghai è l'ultimo degli showmen rimasti: non tanto tempo fa era sinonimo dell'opulenta stravaganza bollywoodiana degli anni '80 e '90. L'avvento di nuovi stili e nuovi soggetti può aver relegato la vecchia guardia in una posizione secondaria, ma ha fallito nell'oscurarne la passione. Oggi questo veterano del cinema ritorna con 'Yuvvraaj', un film grandioso che ha molto di cui gloriarsi, malgrado vacilli qua e là in termini di sceneggiatura e narrazione. In cima agli aspetti positivi la scintillante colonna sonora di A.R. Rahman, che infonde vita alla poesia di Gulzar con sublime fluidità. In secondo luogo è l'estetica della pellicola ad incidere un'impressione duratura. Infine il film colpisce per la recitazione, specialmente di Salman Khan che in sostanza interpreta se stesso con slancio perfetto. 'Yuvvraaj' mostra alcuni delicati momenti fra Salman e Anil. Zayed fallisce a connettersi e rimane defilato. Auguriamo al duo Katrina-Salman più tempo per infiammare lo schermo con la loro scoppiettante alchimia. Dall'altro lato, però, la storia perde vigore verso la metà e sfocia in un climax che sa di naftalina. Guardate 'Yuvvraaj' per il suo gusto retrò.'
Nikhat Kazmi
Hindustan Times: **
'Caro Subhashji, posso solo ricordarti che i gusti del pubblico sono cambiati, anche se non sempre per il meglio (ne è una prova il successo di 'Golmaal Returns'). 'Yuvvraaj' è il 18mo film che hai diretto. Spiacente, ma è un facile bersaglio. Non potevi istruire Irani ad essere un tantino controllato? Ma non importa, perchè la PEGGIOR interpretazione del cast arriva da Zayed Khan. Nessuna riconoscibile emozione umana sulla sua faccia. Anil è il solo vero attore sulla scena. Salman Khan è un Tom Cruise con orecchino, camicia a fiori e accento Greco-Italiano (*). Katrina Kaif, perennemente ad occhi spalancati e labbra glossate, mostra un'alchimia più vitale col suo violoncello che con Salman, e svanisce nel secondo tempo (troppo occupata ad arricciarsi i capelli?). La regia è molto artificiosa.'
Khalid Mohamed
(*) Com'è l'accento 'Greco-Italiano'? E dove ha scovato questa espressione il nostro Khalid?
Cinema Hindi: **
Punto di forza: IL CAST TECNICO DA URLO *****
Punto debole: sceneggiatura inesistente, personaggi incomprensibili, recitazione scadente

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Salman Khan - Devan Yuvvraaj
* Katrina Kaif - Anushka
* Anil Kapoor - Gyanesh Yuvvraaj
* Boman Irani - padre di Anushka
* Zayed Khan - Danny Yuvvraaj

Regia, soggetto, sceneggiatura e produzione: Subhash Ghai

Direzione artistica: Omung Kumar ('Saawariya', 'Black')

Colonna sonora: composta da A.R. Rahman, chi altri?

Coreografie:

* Shiamak Davar ('Dhoom 2', 'Saawariya', 'Rab Ne Bana Di Jodi') per la sofisticata 'Shano Shano'
* Ahmed Khan ('Jab We Met', 'Bachna Ae Haseeno') per 'Dil Ka Rishta'
* Chinni Prakash e Rekha Prakash (entrambi in 'Jodhaa Akbar') per la spettacolare 'Mastam Mastam', da manuale del genere musical

Fotografia: Kabir Lal

Costumi: Anna Singh ('Umrao Jaan') e Rocky S ('Dil To Pagal Hai')

Anno: 2008
Award: per il brano 'Meri Dost Hain' Benny Dayal si è aggiudicato il FilmFare Special Award dedicato al grande compositore R.D. Burman. (Aggiornamento del 29.09.09)

Distribuzione: Eros International

Sito: http://www.yuvvraaj.com/, per visionare immagini rubate sul set e le interviste a Salman Khan, Anil Kapoor, Subhash Ghai e, soprattutto, alla leggenda A.R. Rahman (da guardare in ginocchio, in religioso silenzio, dopo un'opportuna doccia purificatrice). Il sito, molto pittorico ma non all'altezza qualitativa del film, vanta anche un blog gestito dal regista e video di opinioni del pubblico, catturate in diretta all'uscita dalle sale.

CURIOSITA'

* Non perdetevi i titoli di coda: tutto il cast - compreso quello tecnico - partecipa alla coreografia. Impagabile il tentativo di Salman di coinvolgere il regista in un duetto

GOSSIP&VELENI

* Carino qualche siparietto sullo schermo fra i fidanzati nella vita reale Salman e Katrina, anche se è quest'ultima a mostrare maggior trasporto
* Subhash Ghai, con grande fatica, è riuscito a convincere il 44enne Salman a rimanere vestito il più possibile
* Pare proprio che la triade dei Khan sia scivolata compatta nella nostalgia, a giudicare dall'innegabile anacronismo degli ultimi film interpretati: 'Yuvvraaj', 'Rab Ne Bana Di Jodi' e 'Ghajini'

02 gennaio 2009

OYE LUCKY! LUCKY OYE!


Insolita commedia dal montaggio troppo lento. Ma è l'unico difetto.
Regia molto attenta ai dettagli, storia piacevole ambientata in una Delhi bella e sonnacchiosa, protagonista amabilissimo, cast azzeccato. Un film che con fragrante leggerezza ci ricorda quanto il desiderio di possedere sia un'infezione. Salutato con favore dalla critica, la pellicola è lontana anni-luce dagli stereotipi bollywoodiani.

Abhay Deol, somigliantissimo allo zio Dharmendra (una delle leggende del Cinema Hindi), è maturo in modo sorprendente, considerando la relativa giovane età e lo scarso numero di film all'attivo. Non convenzionalmente bello, è comunque pieno di fascino e di stile. Dalla recitazione sempre pulita e inappuntabile. Sfoggia con grande sicurezza una disinvoltura, una classe, un talento che non tarderanno molto, con la complicità di qualche film a maggiore budget, a confluire in un solido carisma. La stoffa non gli manca. Il carattere neppure. La critica lo esalta e lui ripaga generoso l'adorazione con interpretazioni che non fanno una grinza. Attore semplicemente inattaccabile.

Paresh Rawal è sfrenato e incontenibile: interpreta tre personaggi di cui due in modo stellare. In questa pellicola sfoggia il meglio di sè. Impagabile.
Tutto il cast è all'altezza del film, compreso il giovane esordiente Manjot Singh.

TRAMA

Lucky (Abhay Deol) diventa ladro da adolescente, non per velleità criminale ma per accompagnare la fidanzatina in moto al ristorante. Da adulto, al furto di professione accompagna quello più scanzonato ed irriverente di procacciamento personale. Nulla sfugge alla sua golosità: orsi di pelouche, fotografie incorniciate, biglietti augurali. Con gioia infantile, allunga la mano e prende. Sempre con un sorriso rivolto ai derubati. Sempre con un gesto d'affetto nei confronti dei poliziotti che lo inseguono, lo catturano, lo trattengono agli arresti, lo coccolano. E lo reinseguono quando, con estrema disinvoltura, Lucky evade.

RECENSIONI

The Times of India: ***1/2
'Dopo l'affascinante debutto con Khosla Ka Ghosla, il regista Dibakar Banerjee ritorna con la piacevole storia di un ladro che trasforma il furto in arte. La forza del film è nell'interpretazione degli attori, nell'umorismo elegante e nell'ambientazione realistica. Paresh Rawal si guarda sempre con piacere. Abhay Deol prova una volta di più che è lui il Deol che fa la differenza. Osservate la grazia da gentleman con cui porta a segno i suoi colpi e capirete perchè sta mettendo radici nel nuovo cinema.'
Nikhat Kazmi
Hindustan Times: ***1/2
'Verso la fine la regia perde vigore e la sceneggiatura diventa prevedibile. Paresh Rawal è straordinario. Abhay Deol sfoggia giubbetti in pelle finta e uno stile che in passato avrebbero creato qualche complesso ad Amitabh Bachchan. Questo attore conosce il fatto suo e rende giustizia ad un ruolo splendido.'
Khalid Mohamed

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: la compattezza regia/sceneggiatura/ruolo principale/interpretazioni
Punto debole: ritmo sonnolento che non rende giustizia ad una commedia così fresca e ben diretta

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Abhay Deol - Lucky
* Paresh Rawal - padre di Lucky/Gogi Arora/Dr. Handa
* Neetu Chandra - Sonal, fidanzata di Lucky
* Manu Rishi - Bangali, amico di Lucky
* Manjot Singh (al suo freschissimo debutto) - il giovane Lucky

Regia: Dibakar Banerjee

Soggetto e sceneggiatura: Urmi Juvekar e Dibakar Banerjee

Anno: 2008

Award: National Award per il miglior film d'intrattenimento (aggiornamento del 24 febbraio 2010)

Produzione: UTV Motion Pictures

Sito: http://www.oyelucky.com/, per 'occhiare' il giovane Deol ed innamorarsene perdutamente

CURIOSITA'

* L'attore Manu Rishi è responsabile della redazione dei dialoghi

GOSSIP&VELENI

* Caro Dharmendra, conduci i tuoi figli sul grattacielo più alto di Mumbai E BUTTALI DI SOTTO. In tuo nipote hai trovato il miglior erede che un attore possa desiderare

* La leggenda (smentita dal regista) narra che il film si ispiri alla storia veria di un famoso ladro indiano, tuttora recluso a Delhi, che pare abbia ispirato anche lo scadente 'Bunty Aur Babli', con Abhishek Bachchan e Rani Mukherjee. Le due pellicole non sono neppure da paragonare, così come i ruoli dei protagonisti

01 gennaio 2009

G H A J I N I


Un fantastico Natale, non c'è che dire: prima mondiale del film 'Ghajini', una delle pellicole più attese del 2008, remake bollywoodiano di 'Memento', con la superstar Aamir Khan. Cosa desiderare di più?
Ma devo essere stata MOLTO cattiva durante il corso dell'anno, a giudicare dalla pessima qualità del regalo ricevuto.

In una parola: inautentico.
Progetto pretenzioso ma risultato non all'altezza delle aspettative. Regia da reato penale, arresto senza mandato, carcere a vita. Ruoli incomprensibili e personaggi mal costruiti. Sceneggiatura sviluppata in modo pessimo. Una serie imbarazzante di espedienti narrativi di implausibilità STORICA, persino per gli standard bollywoodiani. I brani musicali sono maldestramente incastonati nella narrazione. Solo la divertente storia d'amore fra i due protagonisti, la coreografia di 'Behka' (davvero notevole) e l'eccellente fotografia salvano dal buio della disperazione. Dall'episodio del viaggio a Goa in poi il film diventa ineluttabilmente INGUARDABILE.

Aamir Khan si impegna moltissimo ad infondere vita e credibilità ad un personaggio grezzamente abbozzato dallo sceneggiatore. Con risultati buoni ma non ottimi. Il suo Sanjay Singhania suona inappellabilmente falso. Il talentuoso Khan ci ha regalato di meglio, persino in film smaccatamente commerciali (vedi 'Fanaa', pellicola non eccelsa ma interpretazione da 10 e lode). Aamir Khan è perfetto per i ruoli drammatici ed inconsueti, ma non ha la prestanza ed il portamento del supereroe. Un imperdonabile spreco averlo costretto in un personaggio dall'imprecisa psicologia.

Asin, stella del cinema del Sud, qui al suo debutto a Bollywood, è disinvolta, carina, brava. Ma la sua interpretazione è un po' troppo carica di squillanti manierismi che, non possedendo il talento mostruoso di Kajol, sarebbe meglio alleggerire. Troppo giovane per condividere la scena con una superstar del calibro di Aamir. Sdolcinata la connotazione caritatevole del personaggio: la sua Kalpana risulta inappellabilmente falsa.

Jiah Khan deve solo ringraziare Ram Gopal Varma per averla ottimamente diretta nel superbo 'Nishabd'. Lontana da un regista capace di indurre a recitare - e bene - anche un pinguino, dimostra tutta la sua inconsistenza. Ruolo INUTILE (e non è colpa sua), interpretazione imbarazzante (ed è colpa sua). Più che falsa: surreale.

Ghajini: personaggio caricaturale per il quale l'attore Pradeep Rawat ha potuto fare davvero poco, se non maledire lo sceneggiatore ed augurarsi di non incontrarlo mai più.

TRAMA

Sanjay Singhania (Aamir Khan) soffre di una rara forma di temporanea perdita della memoria. Ma ricorda molto bene di avere una sanguinaria missione da compiere: la vendetta.

RECENSIONI

The Times of India: ***1/2
'Il protagonista, ferito, sconfitto, assetato di vendetta, è una versione molto più matura del tradizionale eroe da film d'azione. Il punto di forza di Ghajini è nell'interpretazione magistrale di Aamir Khan: il timido e taciturno Sanjay Singhania si trasforma in una macchina per uccidere, e ci comunica la sua disperazione con i silenzi, le espressioni facciali, il linguaggio del corpo, le angosciate grida gutturali, lo sguardo fisso e vacuo. Un secondo punto di forza è nella narrazione. Vagamente ispirato a 'Memento', il film si muove avanti e indietro nel tempo, e contrappone la freschezza della storia d'amore del passato alla brutalità del presente. Le due zone temporali si intersecano in modo convincente, creando suspence a sufficienza da stimolare l'interesse dello spettatore. La recitazione di Asin è pulita. La colonna sonora di A.R. Rahman vanta alcuni brani da classifica, fra cui 'Guzarish' e 'Behka', quest'ultimo coreografato in modo eccellente. Il montaggio dovrebbe essere più serrato, specialmente nelle sequenze dei combattimenti. Pradeep Rawat, nel ruolo di Ghajini, non è all'altezza: non risulta abbastanza minaccioso come il titolo vorrebbe farci credere. Il conflitto fra lui e l'eroina non è abbastanza plausibile da giustificare la vendetta. Ghajini è un film genuinamente bollywoodiano ma elegante.'
Nikhat Kazmi

Hindustan Times: **
'Restate fedelmente aggrappati al vostro cappello. L'acqua sgocciolante da un un rugginoso rubinetto sta per trasformarsi in uno sciabordio di tuono. L'assordante stridore del commento musicale prorompe in un reggae'n'rap. Benvenuti a Ghajini. Lasciatevi catturare: questa FRAGOROSA, inverosimile e prevedibile maratona di tre ore sulla vendetta è nobilitata dall'onnipresenza di Aamir Khan. Khan è il miglior elemento sullo schermo. Spesso la sceneggiatura vi lascerà sbadiglianti e disorientati a chiedervi cosa diavolo stia succedendo. E' sicuramente il film sbagliato al momento sbagliato. Sentite il bisogno di vedere così tanto splatter sanguinolento, tanta ferocia? Il ruolo di Jiah Khan è vago. Il debutto di Asin è convincente. Aamir Khan è bravo, come sempre, ma questa non è certamente la sua performance più indimenticabile.'
Khalid Mohamed

Cinema Hindi: **
Punto di forza: il carisma di Aamir Khan
Punto debole: tutto il resto. Film SOLO per lo zoccolo duro dei fan di Aamir Khan. Sconsigliatissimo agli altri

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aamir Khan - Sanjay Singhania
* Asin - Kalpana
* Jiah Khan - Sunita
* Pradeep Rawat - Ghajini

Regia e sceneggiatura: A.R. Murugadoss, regista Tamil qui al suo esordio nel cinema Hindi

Colonna sonora: composta dal leggendario A.R. Rahman ('Rangeela', 'Dil Se', 'Rang De Basanti'), di buon livello ma non stratosferica. Dolcissimo il brano 'Guzarish'

Anno: 2008
Award: Asin si è aggiudicata il FilmFare, l'IIFA e lo Star Screen per il miglior debutto femminile. La pellicola è stata premiata anche per le scene d'azione (FilmFare e IIFA), per gli effetti speciali (IIFA) e per il suono (IIFA). (Aggiornamento del 29.09.09)

Sito: http://www.rememberghajini.com/, per visionare immagini rubate sul set, ma soprattutto l'imperdibile video 'Aamir Khan's body - The making', nel quale il trainer strizza impietoso le maniglie dell'amore sul girovita della star; Aamir suda, s'ammazza, grida bastaaaaaaa!!!!!!, si vendica col regista che gli ha imposto questa tortura...

CURIOSITA'

* Ghajini è stato proiettato all'Indian Film Festival Bollywood & Beyond 2010 (aggiornamento del 24.11.10)
* Il film è il remake di 'Ghajini' (a sua volta remake di 'Memento'), pellicola Tamil diretta dallo stesso Murugadoss nel 2005 e interpretata da Surya, superstar del cinema del Sud, e da Asin

* E' stato realizzato anche un videogioco dal medesimo titolo

* Il giorno della prima di 'Rab Ne Bana Di Jodi' (12.12.2008), la casa di distribuzione di 'Ghajini' ha sferrato il suo intelligente colpo di marketing: distribuire al pubblico nelle multisale un gadget del film

* Aggiornamento dell'11 aprile 2010 - Ghajini conquista la prima posizione:
- nella classifica dei film indiani (non solo hindi) 2008 per incassi totali (India + estero);
- nella classifica dei film indiani (non solo hindi) 2008 per incassi in India (l'estero se lo aggiudica Rab Ne Bana Di Jodi).

GOSSIP&VELENI

* Aamir Khan sfoggia una zavorra muscolare che non gli dona PER NIENTE, e delle camicine a maniche corte (e rimboccate) che... non so, ci devo pensare. Inoltre avrebbe dovuto studiarsi meglio la superba interpretazione di Ajay Devgan in 'Deewangee'. Osservare. Tacere. Imparare

* Murugadoss, il regista, avrebbe dovuto studiarsi attentamente l'opera omnia di Ram Gopal Varma, prima di arrischiarsi a girare un thriller. Osservare. Tacere. Imparare

* Aamir, amore mio, perchè hai voluto punirmi con questa schifezza di film?

* Pare che Shah Rukh Khan abbia commissionato a Murugadoss una sceneggiatura per un progetto futuro (gesùùùùùùù). SRK, amore mio: cosa posso fare per indurti a cambiare idea???

29 dicembre 2008

SINGH IS KINNG


Distribuito in India l'8 Agosto 2008, il film ha prontamente assicurato guadagni stellari ai fortunati titolari dei diritti, e troneggia allegro in cima agli incassi dell'anno, per nulla intimorito dagli esplosivi exploit di 'Rab Ne Bana Di Jodi' e 'Ghajini'. In attesa di verificare chi riderà per ultimo, la pellicola si gode anche il primo posto nella speciale classifica delle colonne sonore.
Akshay Kumar, definitivamente incoronato re della commedia - dopo il suo debutto in ruoli d'azione e in film romantici -, sembra ormai il nome più affidabile del cinema Hindi, l'unico in grado di erodere dalle fondamenta il sacro triumvirato dei Khan (Shah Rukh, Aamir e Salman). Outsider, infaticabile, provetto ballerino, discreto cantante, lega il suo nome a successi colossali, e la sua incontenibile verve comica miete quotidianamente nuove vittime. Film dopo film, è salito in cima al gradimento del pubblico con una manciata di commedie, alcune davvero esilaranti, abbandonando al loro destino i tre litigiosi Khan, sempre più impantanati nell'infantile dilemma 'chi di noi è il migliore'.

Il film non è affatto indimenticabile, ma la contagiosa simpatia di Akshay procura una temporanea sospensione della facoltà di giudizio. Lo spettatore si rilassa, sorvola sulle evidenti lacune della pellicola, si lascia conquistare dall'ilarità generale scatenata dal mattatore comico numero uno in India, e si diverte comunque.
Il burattinaio Anees Bazmee, creatore del gioiellino 'No Entry' e campione d'incassi anche nel 2007 (secondo solo a 'Om Shanti Om') con la commedia 'Welcome', scrive e dirige il film con la consueta maestria. La sceneggiatura, però, presenta qua e là qualche smagliatura che il montaggio, non sempre compatto, non riesce a dissimulare. La storia, ispirata ad 'Angeli Con La Pistola' di Frank Capra, con Glenn Ford e Bette Davis, procede a balzi singhiozzanti, alternando picchi di divertimento puro a (troppe) pause (troppo) stanche e (troppo) incolori.
Akshay che insegue galline e distrugge mezzo villaggio è imperdibile. La scatenatissima coreografia del brano 'Bhootni Ke' è trascinante. Kirron Kher è come sempre all'altezza. Om Puri anche. Il gangster che declama disgrazie di ogni genere è irresistibile. Il secondo rito matrimoniale inscenato nel film vince il premio per l'originalità, obiettivo non facile da raggiungere in una copiosa cinematografia ove quasi ogni pellicola è immancabilmente corredata da un matrimonio.

Ma il colpo letale è sferrato dall'ipnotica title-track, vero tormentone hindi-pop dell'anno, accompagnata da un video kitsch assolutamente da non perdere. Un miliardo di Indiani la canticchia sotto la doccia e la fischietta ai semafori. Impossibile non unirsi a questo coro planetario. Più rarefatta e sofisticata la versione interpretata (anche) da Snoop Dogg ('Singh Is Kinng'), che si concede in un cameo durante i titoli di coda. Ma l'originale solo in Hindi ('Bas Ek Kinng') è decisamente superiore. Si avvinghia ai gangli nervosi ed imprime il suo ritmo sincopato al battito cardiaco. Standing ovation ai compositori: Pritam, già responsabile di un altro clamoroso successo hindi-pop, 'Dhoom Machale', e la band britannica di bhangra RDB (Rhythm Doll Bass).
Forse ci dimenticheremo del film. Certo non di questo brano.
Aggiornamento del 08.02.09: la pellicola è poi scivolata al terzo posto nella classifica dei maggiori incassi del 2008.

TRAMA

Happy Singh (Akshay Kumar) è un sempliciotto combina-guai che vive in un remoto villaggio del Punjab. Spedito in Australia con la missione di ricondurre al paesello natio un temibile gangster, si ritrova a vestirne i panni. Il suo buon cuore riuscirà ad ammorbidire la teppaglia che lo circonda?

RECENSIONI

The Times of India: ***
'Singh Is Kinng' conquista lo spettatore grazie al carisma e alla faccia tosta di Akshay Kumar, l'attuale badshah del box-office, la cui comicità pare fluire senza sforzo e il cui joker desi conquista cuori con rustico charme, nobilitando la figura dell'eroe non urbano. La commedia inanella con disinvoltura un'inarrestabile serie di gag, e non chiede altro che larghi sorrisi. Il primo tempo è accattivante e mostra una grande sintonia fra Akshay e Om Puri. Il secondo tempo è approssimativo e mal definito, con una gran quantità di talento sprecato, come nel caso di Ranvir Shorey, Javed Jaffrey e dello stesso Puri che viene lasciato in disparte.'
Nikhat Kazmi

Hindustan Times: **
'Anche se state solo cercando un modo per passare il tempo, questo film non vale comunque la benzina, i popcorn e la Coca-Cola che consumereste.'
Khalid Mohamed

Cinema Hindi: **
Punto di forza: la trascinante title-track (****), che entra nel sangue e irrora allegramente i tessuti. Cellula dopo cellula, l'intero organismo si risveglia e si rigenera. In due settimane ringiovanimento garantito
Punto debole: scarsa cura per i dettagli; qualche scivolone e qualche sbadiglio di troppo

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Akshay Kumar - Happy Singh
* Katrina Kaif - Sonia
* Om Puri - Rangeela (???)
* Kirron Kher - la fioraia, madre di Sonia
* Ranvir Shorey - il fidanzato di Sonia
* Snoop Dogg (in un cameo nel brano 'Singh Is Kinng')

Regia: Anees Bazmee

Sceneggiatura: Anees Bazmee e Suresh Nair ('Namastey London')

Colonna sonora: composta da Pritam ('Dhoom', 'Gangster', 'Jab We Met'), DA ACQUISTARE A SCATOLA CHIUSA

Anno: 2008

Award: Akshay Kumar si è aggiudicato lo Star Screen Popular Award come miglior attore. Shreya Ghoshal è stata premiata con il FilmFare Award e con l'IIFA Award per la miglior interpretazione femminile per il brano 'Teri Ore'. (Aggiornamento del 29.09.09)

Sito: http://www.singhiskinng.com/ (sì, potete gustarvi un assaggio del video di 'Bas Ek Kinng': la vita continua ad allietarci, vero?)

CURIOSITA'

* Singh is Kinng è stato proiettato al Toronto International Film Festival 2008 (aggiornamento del 24.11.10).

* La parola 'kinng', scritta con una 'n' di troppo, è stata suggerita da un esperto di numerologia. Pare che a Bollywood il ricorrere a questi espedienti stia diventando pratica comune

* Snoop Dogg è il primo famoso artista americano a partecipare ad una colonna sonora bollywoodiana

* Il brano 'Singh Is Kinng' prevede il contributo vocale dello stesso Akshay

* Produttore e protagonista, durante la promozione del film, hanno incontrato alcune associazioni sikh per rassicurarle circa l'immagine positiva della comunità rappresentata nella pellicola. Ma il giorno della prima, ad Amritsar, gruppi di facinorosi hanno provocato disordini, danneggiando la sala cinematografica e interrompendo la proiezione

* Citati gli stilisti Armani e Gucci

GOSSIP&VELENI

* Katrina Kaif è la fidanzata ufficiale di Salman Khan (subentrata alla regale Aishwarya Rai: dalle stelle alle stalle), e questo spiega la sua (inutile) presenza in film di grande successo malgrado l'evidente incapacità di recitare anche una filastrocca natalizia

* Kirron Kher è la moglie dell'amatissimo Anupam Kher ('Kuch Kuch Hota Hai')

* Ranvir Shorey sembra sia il fidanzato di Konkona Sen Sharma

22 dicembre 2008

JODHAA AKBAR (LA SPOSA DELL'IMPERATORE)



Jodhaa Akbar è l’ultima fatica del grande regista Ashutosh Gowariker (Swades, Lagaan..) un kolossal della durata di 3h 20’ che ci accompagna per mano nel XVI secolo, ricostruendo, per la gioia dei nostri occhi, i fasti dell’impero Mughal. E’ un film nel quale grandezza e opulenza incantano ma non distolgono l’attenzione dai pensieri e dettagli, improvvisi silenzi, immagini che parlano da sole.

Jalaluddin Muhammad, imperatore Mughal, sale al potere ancora bambino e viene precocemente iniziato alla guerra, forzato ad assistere a scene di morte e violenza, educato a non vedere in esse niente di male. Eppure il giovane imperatore riesce a non uscirne plagiato e dimostra di avere una personalità forte e un cervello che pensa, capace di costruirsi da solo i propri principi. Nonostante sia animato da costanti ambizioni, non è mai abbastanza accecato dal potere da considerare le stragi come la cosa più naturale del mondo, ciò lo porta ad opporsi alle azioni dei suoi generali, lasciando tutti sorpresi per l’audacia. Nel suo codice d’onore non può esserci giustificazione alla guerra, pertanto, Jalaluddin cerca di coronare il suo sogno politico usando vie alternative, come l’alleanza matrimoniale con la figlia di un principe rajastano per accrescere i suoi domini senza spargimenti di sangue. Viene introdotto il personaggio di Jodhaa, una figura meravigliosa, nobile, femminile e devota, ma al tempo stesso orgogliosa, acuta e testarda; abilissima nell’uso delle armi, eppure i suoi pensieri sono sempre profondamente spirituali e rivolti alla pace.

Il matrimonio con Jodhaa metterà a confronto due culture e religioni diverse,  la fusione tra i due mondi si sviluppa gradualmente nel rispetto reciproco e nella graduale conoscenza, il loro incontro è romanzato, infarcito di elementi puramente narrativi per rendere fluido e avvicente lo scorrimento del fastoso kolossal epico. Ciò che è diverso smette di spaventare nel momento in cui ci avviciniamo ad esso con la volontà di capirlo, scoprendolo poi molto più vicino a noi di quanto immaginavamo. A sintetizzare ciò, una scena del film che si ripete in due momenti: Jodhaa si è da poco trasferita nel palazzo del marito e sta iniziando ad ambientarsi nei nuovi spazi, ad un certo punto alza gli occhi e vede sopra di sé il soffitto abbellito da raffinate decorazioni d’arte islamica. Il suo sguardo è un po’ perplesso, deve ancora familiarizzare con il diverso ed abituarsi all’idea che sarà quell’immagine la prima che vedrà svegliandosi ogni mattina. La scena più tardi si ripete al contrario, Jalaluddin è ospite nel palazzo del padre di Jodhaa, ed ecco che prima di addormentarsi lancia un’occhiata al soffitto, questa volta abbellito da colorati motivi rajastani. Nel suo sguardo c’è uno strano sorriso. Il diverso è ormai diventato parte di lui ed ha imparato ad amarlo, non fa più paura. L’arricchimento personale che nasce dalla reciproca conoscenza crea due individui più forti e più completi.

Non avevo mai visto un film di guerra che incitasse così tanto al dialogo e alla pace, né ero riuscita mai a ritrovare una tale modernità di contenuti in un sontuoso lungometraggio storico.Gowariker in un dettaglio fa confluire centinaia di sensazioni diverse. La durata della pellicola è notevole ma la storia non rallenta, include immagini potenti, splendidi brani musicali di A.R. Rahman, meravigliose scenografie. Difficile immaginarsi che tutto sia stato ricostruito artificialmente in studio, i sontuosi palazzi sono stati realizzati con una cura tale da sembrare ancora più belli e grandiosi degli originali. La troupe di artigiani, architetti e scenografi ha lavorato per mesi interi al progetto, creando sfondi, giardini interni, stanze, colonnati, e il forte monumentale presso i Big ND Studios a poche ore da Mumbai.

Jodhaa Akbar regala momenti di estrema dolcezza e un erotismo velato pervade tutto il film, la scena in cui Jodhaa spia il marito esercitarsi semi-nudo con la spada mostra un originale taglio voyerisitico,  e,  nello scenografico duello tra i due,  i respiri e gli sguardi hanno più capacità d’incedere di qualsiasi contatto fisico esplicito. Aiswarya Rai e Hrithik Roshan appaiono in stato di grazia, splendidi e naturali, le loro performance grandiose.


Il mio giudizio sul film **** 4,5/5


ANNO: 2008

REGIA: Ashutosh Gowariker

COLONNA SONORA : A.R. Rahman (testi di Javed Akthar)

PLAYBACK SINGERS: Javed Ali, A.R Rahman, Sonu Nigam, Madhushree, Bela Shende


CAST:

- Hrithik Roshan... Jalaluddin Muhammad Akbar
- Aishwarya Rai ... Jodhaa
- Kulbhushan Kharbanda ... Raja Bharmal
- Sonu Sood ... Rajkumar Sujamal
- Suhasini Mulay ... Rani Padmawati
- Shaji Choudhary… Adham Khan
- Punam S Sinha… Mallika Hamida Banu
- Digvijay Purohit… Rajkumar Bhagwan Das
- Pradeep Sharma… Sheikh Mubarak

SITO UFFICIALE DEL FILM. Clicca QUI.

RECENSIONI:

HINDUSTAN TIMES **
Testo originale
Pesantissima critica al film, viene praticamente fatto a pezzi, prima colpa tra tutte la scarsa attinenza storica e gli eccessi di romance.

NEW YORK TIMES
Testo originale




QUALCOSA IN PIU' :

- Gran parte del film è girato in lingua Urdu e non in Hindi.
- Aishwariya Rai, volto celebe ormai in tutto il mondo, su scelta del regista, appare per la prima volta con gli occhi neri. Ha usato lenti a contatto colorate per tutta la durata delle riprese. Gli abiti e gli ornamenti che ha indossato arrivavano a pesare anche 15-20 kg, I gioielli sono stati realizzati con metalli preziosi e gemme. Il loro valore è impressionante e qualcuno ha anche avuto il coraggio di acquistarli in un'asta a Dubai.
- Durante le celebrazione del matrimonio dei due principi, viene proposta la danza dei monaci darvesci, il cui corpo continua a ruotare fino a perdere i sensi e raggiungere un'elevazione mistica simile all'estasi.


PREMI E RICONOSCIMENTI:
Trionfatore assoluto dell'anno, l'elaborato kolossal di Gowariker ha collezionato un numero impressionante di statuette

STAR SCREEN AWARDS 2009 - vincitore nella categoria : Best Film, Best Director, Best Actor, Best Actress, Best Music (A.R. Rahman), Best Popular Actress Award (Aishwarya Rai)

FILMFARE AWARDS 2009 - vincitore nella categoria: Best Actor, Best Film, Best Director, Best Lyricist (Javed Akhtar), Best Background score (A.R. Rahman)

IIFA AWARDS 2009 - vincitore nella categoria : Best Film, Best Actor in a leading role, Best Director, Best Music, Best Lyrics (Javed Akthar per il testo di "Jashn-e-Bahara") Best Playback singer (Javed Ali interprete del brano "Jashn-e-Bahara")

20 dicembre 2008

DEEWAAR




Bombay.
La foto della Marine Drive in un calendario prende vita, questa la prima vera scena del film, ciò che è stato incluso fino a quel momento può considerarsi solo un’introduzione ai personaggi.
Da quel preciso istante inizia veramente Deewaar, un film mitico, che ha consacrato Amitabh Bachchan al vertice dell’olimpo bollywoodiano e che l’ha convertito, insieme a Sholay, in un immagine simbolo per l’intera nazione.
Tutto nasce dalla vendetta.Un uomo innocente vittima delle calunnie viene accusato ingiustamente e dalla vergogna lascia per sempre la famiglia. Una madre fugge dal paese di campagna perché ossessionata dalle maldicenze e si ritrova in una grande città a svolgere i lavori più umili pur di tirare avanti. Due bambini, Vijay e Ravi, l’uno è determinato e orgoglioso, segnato per sempre da un orribile tatuaggio che i nemici del padre gli hanno lasciato, per non dimenticare. Ravi, al contrario, ha visto molto meno e questo lo ha aiutato a preservare la sua ingenuità ancora intatta.Gli anni passano e i due bambini diventano uomini. Vijay insegue la strada del crimine mentre Ravi, inconsapevole delle attività del fratello, diventerà difensore della giustizia.
Ma chi è dei due il vero eroe?
Il pubblico, malgrado il suo personaggio rappresenti valori negativi, continua  a stare dalla parte di Bachchan, c’è una tale nobiltà nelle sue azioni da giustificare ogni cosa, tanto che a un certo punto si inizia ad odiare Ravi e a sperare che non riesca mai a raggiungerlo, perché la sua figura nasce esclusivamente per annullarsi in Vijay.

Il grande Amitabh ci regala un’interpretazione sensazionale, come dimenticare una delle prime apparizioni dell’attore nel film, maestoso e impeccabile anche come caricatore di porto, con una sensualissima camicetta blu sbottonata? Come non ricordare ogni fotogramma della celebre lotta tra i bidoni di una rimessa? Vijay da solo contro tutti, irrequieto, conturbante, coraggioso, l’uomo pratico che si contrappone all’uomo di principi, personificato da Ravi.

Nel film troviamo tutto, una procace danzatrice che si esibisce per un pubblico di soli uomini, cocktail parties ad alto tasso di nicotina, festini bordo piscina ai quali Bachchan si presenta rigorosamente in completo crema con maglione a collo alto, a sottolineare ancora di più la sua superiorità da quella massa di ridicoli in boxer e bikini..
Sempre tenebroso quanto basta, misterioso ma non troppo, così che si mantenga intatto il rapporto di reciproca fiducia con gli spettatori, che entusiasti, sazi , sanno già che Vijay sta per diventare leggenda e chiunque, sarà pronto a perdersi nei suoi occhi sanguigni, sofferenti, al punto che, la vittoria di Ravi diviene puramente fittizia.La giustizia di Ravi trionfa “sulla carta”, in realtà, lo spettatore si strappa l’anima mentre vede morire Vijay, e questa scena mi richiama alla memoria improvvisamente un’altra immagine… Baazigar.
Non amo i paragoni, soprattutto tra due stelle di questo calibro, anche perché scegliere tra Amitabh e Shahrukh è come cercare di rispondere alla domanda: E’ più bella Roma o Venezia?
Nel finale di Baazigar ho ritrovato un’altra situazione in cui il bene “deve” trionfare per forza ma tutto fa in modo che ogni persona crolli ai piedi del cattivo mentre muore teneramente tra le braccia della madre, come se fosse il più indifeso degli esseri umani.
Ed ecco lo stesso brivido, il forte impatto delle immagini che rimane addosso per minuti e ore. Tanto in Baazigar quanto in Deewaar, il magnetismo di quell’attimo ci fa dimenticare ogni cosa. Chi è più in grado di riconoscere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato?

Il mio giudizio sul film: ***** 5/5


CAST

Amitabh Bachchan ... Vijay Verma
• Shashi Kapoor ... Ravi Verma
• Nirupa Roy ... Sumitra Devi
• Neetu Singh ... Veera Narang
• Parveen Babi ... Anita

Regia di Yash Chopra

Anno : 1975

Traduzione italiana del titolo: Il Muro

Awards:

Filmfare Best Movie Award- Gulshan Rai - Producer
Filmfare Best Director Award- Yash Chopra
Filmfare Best Supporting Actor Award - Shashi Kapoor
Filmfare Best Story Award - Salim Khan & Javed Akhtar
Filmfare Best Dialogue Award - Salim Khan & Javed Akhtar
Filmfare Best Sound Award - M.A. Shaikh
Filmfare Nomination for Best Actor-Amitabh Bachchan
Filmfare Nomination for Best Supporting Actress-Nirupa Roy


INFO E CURIOSITA'

- A sopresa, Amitabh Bachachan non vinse il filmfare award per la categoria miglior attore. Dovrà aspettare altri 3 anni per poter stringere a sè la meritatissima statuetta.

- Nella sua attuale filmografia, Amitabh Bachchan ha interpretato un personaggio di nome Viajy ben 19 volte in altrettanti film. Il più recente: Nishabd di Ram Gopal Varma nel 2006, il più lontano nel tempo : Zanjeer di P.Mehra nel 1973.

- "Angry young Man" Definizione spesso attribuita ad alcuni personaggi nella carriera di Amitabh Bachchan, che, come in Deewaar , presentavano alcune caratteristiche comuni: giovinezza, fascino , grinta e sangue freddo, ma soprattutto, desiderio di vendetta, tormento, capacità di cavarsela da solo sempre e in ogni circostanza.

- Nel 1990 Amitabh è stato protagonista di Agneepath,film ispirato fortemente al classico di Yash Chopra

- Sempre Amitabh Bachchan ha girato un film nel 2004 proprio intitolato Deewaar, questa volta però si tratta di una sceneggiatura completamente diversa, e , titolo e interprete a parte, i due film non hanno nient'altro in comune.

RAB NE BANA DI JODI (UN INCONTRO VOLUTO DAL CIELO)


Eccoci.
Le sei del mattino.
Mi giravo nel letto da un'ora.
Sì, perchè non puoi aspettare 13 mesi il nuovo film di Shah Rukh Khan, diretto da Aditya Chopra, regista da record grazie a 'Dilwale Dulhania Le Jayenge' (pellicola del 1995 tuttora proiettata nelle sale a Mumbai), incollarti allo schermo con scarpe e tutto, sgranocchiare una scatola di Tuc per cena, e, dopo due ore e mezza, spegnere delusa il televisore.
Nè puoi scrivere la prima recensione di un film di SRK da pubblicare su questo sito nuovo di zecca, stroncando la pellicola e puntando il dito contro il regista (che è anche soggettista, sceneggiatore, scrittore dei dialoghi, produttore; altro per completare il danno?).
Posterò quindi il testo col cuore infranto (capitemi), anche un po' spaventata, rassegnata a provare rimorso per il resto della vita.
Che prevedo breve, se costellata da film così deludenti.
Confido in Diana e Caterina per recensioni più concilianti. Auguri.

Via: da dove partiamo?
Anacronistico.
Troppo retorico, troppo bollywoodiano nell'accezione negativa del termine. Aditya Chopra probabilmente va poco al cinema. Non si è reso conto di QUANTO e con QUALE supersonica velocità stia cambiando la cinematografia Hindi. E sì che in veste di produttore ci ha regalato delle chicche ('Kabul Express', 'Chak De! India', 'Tashan').
Poi: sceneggiatura e regia superficiali, più attente alla forma, impeccabile, che alla sostanza, e che hanno svilito un soggetto brillante. Rajkumar Hirani ne avrebbe tratto un capolavoro.
Pensavo che 'Mohabbatein' - che pure ci ha offerto una versione inedita di SRK con occhialino da artista e pulloverino da professore, nonchè un Amitabh Bachchan DA URLO - fosse stato un incidente di percorso, nella carriera di Aditya Chopra. Mi sbagliavo (a volte succede anche ai migliori: vogliamo farne un dramma? a quest'ora?). Duole ammetterlo, ma quando sai di poter contare sull'amicizia di SRK, e sai di possedere abbastanza potere economico da permetterti il cachet di Amitabh, la sceneggiatura deve sembrarti un'inezia, uno spreco di tempo. Tanto il film avrà ugualmente successo.

Ma cerchiamo di non essere negative. La vita è già amara di suo.
Shah Rukh Khan è un vero mattatore. Straripante. La sua interpretazione del personaggio di Suri mi ha deliziata - peccato che la sceneggiatura non gli abbia concesso più spazio. Sarà difficile dimenticare la commovente timidezza del protagonista nei confronti della giovane moglie, i sentimenti non espressi, le inaspettate felicità subito represse. Le prime sequenze sono incantevoli. La quotidianità della coppia, i silenzi, le ritrosie, le attenzioni. Poi compare Raj. Sbracato, cialtrone, eccessivo come solo SRK sa essere quando vuole. Ma predominante rispetto a Suri. Errore madornale.
Cos'altro? Ah, sì: i titoli. Quelli di testa, con una panoramica di Amritsar e dei suoi inturbantati abitanti. E quelli di coda.
Poi: davvero simpatico il personaggio dell'amico barbiere. Ciuffettino e abbigliamento coraggiosi.
Poi: SRK che lava i piatti lo voglio subito nella mia cucina.

TRAMA

Surinder (Shah Rukh Khan) è fresco di nozze. La giovane moglie (Anushka Sharma, al suo debutto) però non lo ama.
Galeotto sarà un corso di danza. Il miracolo dell'amico barbiere (Vinay Pathak). Sfrontatezza in doti industriali. Un aiuto dall'alto (MOLTO in alto). Ma, mi piace pensare, soprattutto il coraggio e la generosità di Suri.

RECENSIONI

The Times of India: **1/2
'L'eroe del film è una new entry nella galleria dei personaggi interpretati da Shah Rukh Khan. E quindi rimane impresso nella memoria. Ma questo è l'unico aspetto di cui possa gloriarsi l'attesissima pellicola. La storia inizia in modo promettente, per poi trasformarsi in dramma in modo assolutamente fuori sincrono rispetto alla Bollywood contemporanea. Guardatelo solo per ammirare il protagonista: una fresca, nuova versione dell'eroe Hindi.'
Nikhat Kazmi

Hindustan Times: ***1/2
'Dopo una lunga carestia, siete invitati ad un banchetto di intrattenimento puro, le cui ricche portate sono tutte costituite da uno straripante Shah Rukh Khan. Anche quando la sceneggiatura perde quota, l'attore incanta e fa scintille con la sua disinvolta abilità nel passare da un ruolo all'altro. E vi chiederete come riesca a metterci tutta quella convinzione a dispetto dell'implausibilità della storia. In effetti la trama è tanto improbabile quanto un canguro volante e tanto antiquata quanto un dinosauro. La durata poi è eccessiva. E allora perchè, malgrado tutte queste riserve, il film avvince? Perchè in fondo stimola nello spettatore un sentimento di compartecipazione alla guerra quotidiana che il piccolo Davide deve combattere contro il gigante Golia, in primo luogo contro le proprie ansie e la propria fragilità.'
Khalid Mohamed
Cinema Hindi: **1/2
Punto di forza: Shah Rukh Khan, per fortuna quasi onnipresente (e onnipotente)
Punto debole: Aditya Chopra, la cui scadente sceneggiatura spegne di fatto il film

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Shah Rukh Khan - Surinder/Raj
* Anushka Sharma - la moglie
* Vinay Pathak - il barbiere
* Kajol, Rani Mukherjee, Preity Zinta, Lara Dutta e Bipasha Basu (special appearance nel brano 'Phir Milenge Chalte Chalte')

Regia: Aditya Chopra

Sceneggiatura, soggetto e dialoghi: Aditya Chopra

Colonna sonora: non eccelsa, composta da Salim-Sulaiman ('Chak De! India'). La mia preferenza va al dolcissimo brano 'Haule Haule'

Coreografie: Vaibhavi Merchant ('Devdas') e Shiamak Davar ('Dhoom 2', 'Saawariya')

Anno: 2008

Traduzione del titolo: Una coppia fatta da Dio

Award: Sukhwinder Singh si è aggiudicato il FilmFare Award per la miglior interpretazione maschile per il brano 'Haule Haule'. Aditya Chopra è stato premiato con il Sony FilmFare Best Scene of the Year Award per la sequenza che vede protagonista Shah Rukh: prima di recarsi al lavoro, al mattino, Suri lascia un fiore per la moglie sul tavolo della colazione, ma poi, intimidito dal suo stesso gesto, ci ripensa e se lo riprende (ringraziamo Diana). (Aggiornamento del 29.09.09)

Produzione: Yash Raj Films

Sito: http://www.yashrajfilms.com/microsites/rnbdjmicro/fullpage.html, per scaricare immagini, ascoltare stralci dei brani della colonna sonora, leggere i testi delle canzoni, visionare i trailer, i video musicali, le interviste agli attori, il 'making' dei video 'Dance Pe Chance' e 'Haule Haule', recensire il film, partecipare al concorso per vincere un CD autografato da SRK

CURIOSITA'

* RNBDJ è stato proiettato all'Indian Film Festival Bollywood & Beyond 2010. Aggiornamento del 4 giugno 2012: RNBDJ verrà trasmesso quest'estate da Rai Movie.

* SRK ha dichiarato di aver tranquillamente bighellonato sul set, durante i primi giorni di riprese, truccato da Suri, senza essere riconosciuto

* Aggiornamento dell'11 aprile 2010: RNBDJ conquista la prima posizione nella classifica dei film indiani (non solo hindi) 2008 per incassi all'estero.

GOSSIP & VELENI

* Ma allora SRK è come Suri, al mattino appena sveglio? NOOOOOO !!!!!

* Aditya Chopra, coniugatissimo, pare sia l'amante della talentuosa Rani Mukherjee. Questo forse può spiegare le scelte infelici dell'attrice circa i film da interpretare...

* SRK: le tue frequentazioni ci tediano. CAMBIA AMICI!

16 dicembre 2008

DIL CHAHTA HAI


Akash proviene da una famiglia benestante ed è abituato a vivere come gli pare, è sicuro di sé e si diverte spudoratamente nonostante i genitori siano abbastanza furbi da accorgersi che materialmente non sta combinando un cavolo . Da bravo figlio di papà fa finta di non sentire e rimanda fin che può gli impegni col lavoro e con la vita.
Non c'è da dargli torto.
Siddarth, al contrario, è eccessivamente responsabile. Un tipo introverso, riflessivo e con un estremo amore per l’arte; vive tra le tele della sua soffitta e le serate in compagnia degli amici (forse le uniche vere proprie occasioni in cui, seppur trascinato, riesce ad uscire di casa). Ha un ottimo rapporto con la madre single che lo ha cresciuto alla pari, ma i problemi nascono il giorno in cui inizia ad interessarsi alla conturbante vicina , già adulta, e con pendenti problemi familiari a cui si aggiunge un avanzato stadio di depressione.
Nasce un delicato rapporto di complicità, mai forzato e mai volgare.
E poi Samir, ipersensibile , appiccicoso e coccolone, una ragazza vale l’altra per lui, purchè possa sbavare ai piedi di qualcuna. L’idea di essere innamorato lo intrattiene più dell’amore in sé per sé e vive di costanti e frivole infatuazioni.

Tre personalità a confronto, neanche la nostra più fervida immaginazione saprebbe immaginarli inseparabili amici, e una storia che ad un primo sguardo appare già sentita e banale.
Eppure c’è il trucco.
Ed ecco che la magia esce fuori dal cilindro di Farhan Akhtar, un regista giovane , promettente, straordinariamente moderno, (e, da non dimenticare, straordinariamente figo) intelligente nel dipingere psicologie ma al tempo stesso sapiente intrattenitore (come scordarci il look disco del trio Saif-Akshaye-Aamir nella canzone "Koi Kahe Kehta Rahe"?)
Certo non è un film perfetto, il pre-climax risente un po’ della moda cinematografica degli anni precedenti, e cioè, l’inserimento classico di un matrimonio che sta per compiersi, all’improvviso fermato da un atto “eroico” di Aamir Khan (non invitatelo mai alle cerimonie). Insomma, fuggire con la sposa sembra essere quasi uno sport, si è già visto molte volte, e qui, forse, si poteva anche evitare.
Carinissima invece la scena della cena a casa di Shalini in presenza del suo fidanzato. Particolarmente interessante il continuo gioco di sguardi a insaputa del promesso sposo, abbastanza idiota e disorientato, mentre Aamir sa il fatto suo e lancia delle battute al vetriolo. Non è mai stato così affascinante (forse è il caso di non invitarlo mai nemmeno alle cene)…

Le strade si dividono e cosa resta della vecchia amicizia?
Lo stesso tema verrà ripreso in modo diverso in Rock On!! Film del 2008 che tra l’altro vedrà proprio il debutto come attore del regista di Dil Chahta Hai, Farhan Akthar. Seppur diverse, ora più che mai, queste due pellicole mi sembrano unite da un motivo di sottofondo : non è mai troppo tardi per ritrovarsi, meglio vincere l’orgoglio e passarci sopra, piuttosto che sbarrare porte e finestre ai primi accenni di temporale.

ANNO : 2001


TRADUZIONE DEL TITOLO : Desideri del Cuore

REGIA: Farhan Akthar

CAST:
- Aamir Khan - Akash
- Saif Ali Khan - Sameer
- Akshaye Khanna - Siddharth (Sid)
- Preity Zinta - Shalini
- Sonali Kulkarni - Pooja
- Dimple Kapadia - Tara Jaiswal

La COLONNA SONORA (firmata Shankar-Ehsaan-Loy) è sobria e metropolitana, così come l’abbigliamento degli attori, una standing ovation al costumista per il look favoloso di Aamir Khan. Che siano camicette, completi o T-shirts, il risultato è sempre da 10 e lode.


RECENSIONI

The Hindu (Entusiasta)
Recensione Originale

Bollywood hungama ** 2/5 (Impietosa)
Recensione Originale

Caterina **** 4/5
Un film senza dubbio interessante che merita di essere visto con attenzione.
Gli attori sono eccezionali e il giovane Farhan alla regia aggiunge quel tono di freschezza e spontaneità.
Nonostante Akshaye Khanna questa volta gli dia seriamente filo da torcere, la scena la domina inevitabilmente Aamir Khan, disinvolto e sbruffone quanto basta, elegante e casual nelle giuste dosi, sempre a suo agio e capace di scuotere e mobilitare una Preity Zinta ancora insicura.
L’ho guardato e mi sono divertita. W la nuova generazione di Bollywood!!


RICONOSCIMENTI E PREMI:

2002 Filmfare Awards

Best Supporting Actor - Akshaye Khanna
Best Comedian - Saif Ali Khan
Critics Award Best Movie
Best Screenplay
Best Choreography
Best Editing
RD Burman Award for New Music Talent - Shankar-Ehsaan-Loy

Per comodità sto citando solo i Filmfare Awards vinti… attenzione, ci sono altrettante nominations, e vittorie anche ai Zee Cine, IIfa e Star Screen Awards e il prestigioso National Award.

15 dicembre 2008

SLUMDOG MILLIONAIRE (THE MILLIONAIRE)


Danny Boyle, regista di Trainspottimg e The Beach, con la collaborazione dello sceneggiatore Simon Beaufoy (Full Monty), porta sullo schermo il romanzo Q and A di Vikas Swarup, pubblicato in Italia con il titolo Le dodici domande. Fedele nella sostanza al libro, il film è la storia di Jamal Malik che, seduto sulla sedia di Chi vuol essere Milionario? sta per rispondere alla domanda che vale venti milioni di rupie (trecentomila euro circa).
Com'è arrivato questo ragazzo di Mumbai, senza mezzi e senza istruzione, ad un passo dal vincere una tale somma?
Lo scopriamo durante lo svolgimento del quiz nel quale ad ogni risposta corrisponde un episodio della vita di Jamal. I suoi ricordi raccontano di una grande storia d'amore, della vita negli slum, degli scontri religiosi, della passione degli indiani per il cinema e i suoi divi , della tragica realtà degli orfani che vivono per strada di elemosina e della malavita organizzata in gang. Come in Maximum City di Suketu Metha e Shantaram di Gregory David Roberts, Mumbai e l’India diventano le protagoniste.
Slumdog Millionaire è duro, drammatico, emozionante ma anche ironico ed ingenuamente tenero. Rispettoso della realtà dell'India di oggi, pur essendo girato da un regista occidentale, strapazza e consola lasciando nel cuore una senzazione agrodolce.
Una menzione speciale va alla colonna sonora affidata ad Allah Rakha Rahman, compositore pluripremiato di grande talento, autore di soundtracks tra le più celebri del cinema bollywoodiano e non ( Dil Se..., Rangeela, Lagaan, Water ed Elizabeth: The Golden Age, solo per citarne alcune).
Vietato perdersi i titoli di coda.

Accolto all'estero con favore da critica e pubblico, il film è uscito in Italia con il titolo The Millionaire.

RECENSIONI:

Diana **** 4/5
Nel film sono inclusi piccoli, piccolissimi, fotogrammi da vecchie pellicole in cui compare Amitabh Bachchan. L'intera scena che omaggia la leggenda vivente del cinama indiano e che inizia con Jamal bambino all'interno di una latrina, è imperdibile: vale la pena di correre al cinema anche soltanto per godersi quella.

La Repubblica **** 4/5
"...Ben ritmato e appassionante, The Millionaire è anche un film astuto, smaliziato per come usa ingredienti di sicura presa, ma niente affatto banale...Quanto all' accogliente metafora di "Chi vuol esser milionario", conosciamo da tempo il fenomeno dell' identificazione di tante persone nei quiz che dispensano denaro, rito di speranza e riscatto per chi dalla vita ha ricevuto molto poco..."
di Roberto Nepoti
http://trovacinema.repubblica.it/film/critica/dettaglio/The-millionaire/353810/355072

Ciak****4/5
"...Il meccanismo del film è sontuoso, forse ripetitivo, ma senza dubbio avvincente...Danny Boyle non rinuncia ai suoi virtuosismi da regista ma prevale lo sguardo umanista..."
di Piera Detassis
http://trovacinema.repubblica.it/film/critica/The-millionaire/353810

SCHEDA DEL FILM

• Dev Patel - Jamal Malik
• Madhur Mittal - Salim Malik
• Freida Pinto - Latika
• Anil Kapoor - Prem Kumar
• Irrfan Khan - l'ispettore di polizia

Regia: Danny Boyle

Soggetto: Simon Beaufoy

Colonna sonora: Allah Rakha Rahman

Anno: 2008

Awards: sono già diversi i premi vinti da Slumdog Millionaire, tra cui

Best British Independent Film, Best Director e Most Promising Newcomer per Dev Patel ai British Indipendent Film Award 2008 e il People's Choice Award al Toronto International Film Festival 2008

c'è grande attesa per l'assegnazione dei Golden Globe, ai quali si è aggiudicato una nomination anche A.R. Rahman, e per gli Oscar che si terranno a Los Angeles il 22 febbraio 2009.

Produzione: Christian Colson, con la distribuzione di Fox Searchlight e Pathé

Sito Ufficiale: http://www.foxsearchlight.com/slumdogmillionaire

Curiosita':
• Pare che il regista abbia provinato centinaia di ragazzi alla ricerca di qualcuno che potesse interpretare Jamal, fino a che sua figlia diciassettenne non gli ha indicato il protagonista della serie televisiva inglese Skins, Dev Patel.

• Chi vuol essere Milionario? è un format inglese del 1998 esportato in tutto il mondo. Conosciuto in India come Kaun banega Crorepati? è stato condotto, con grandissimo successo di pubblico, da Amitabh Bachchan e, nell'ultima edizione, da Shahrukh Khan. E' possibile vedere le puntate di KBC presentate da Shahrukh Khan e sottotitolate in inglese collegandosi al sito: http://www.srkpagali.net/

Aggiornamento del 28.09.09

Tutti premi vinti da Slumdog Millionaire:

Agli Academy Awards 2009
. Best Picture
. Best Director, Danny Boyle
. Best Adapted Screenplay, Simon Beaufoy
. Best Cinematography, Anthony Dod Mantle
. Best Original Score, A. R. Rahman
. Best Original Song - "Jai Ho", A. R. Rahman and Gulzar
. Best Film Editing, Chris Dickens
. Best Sound Mixing, Resul Pookutty, Richard Pyke, and Ian Tapp

Algi BAFTA Awards 2009
. Best Film, Christian Colson
. Best Director, Danny Boyle
. Best Adapted Screenplay, Simon Beaufoy
. Best Cinematography, Anthony Dod Mantle
. Best Film Music, A. R. Rahman
. Best Editing, Chris Dickens
. Best Sound, Glenn Freemantle, Resul Pookutty, Richard Pyke, Tom Sayers, Ian Tapp

Ai Golden Globe Awards 2009
. Best Picture - Drama
. Best Director, Danny Boyle
. Best Screenplay, Simon Beaufoy
. Best Original Score, A. R. Rahman

14 dicembre 2008

KISMAT KONNECTION (L'AMORE PORTA FORTUNA)






Be confident.
Forse la parola chiave di tutto il film.
Avere fiducia in sé stessi è indispensabile per uscire vivi dalla continua lotta verso l’affermazione personale. Da cosa dipende ciò che siamo (o non siamo) diventati ? Intelligenza e talento sono sufficienti oppure serve anche qualcos'altro per aprirci la strada?? Un tema universale, valido in India come nel resto del mondo, chiunque può sentirlo così vicino da immaginarci dentro la propria vita. Ecco perché non si può non amare un film così.

Un soddisfacente successo al botteghino, il film, intrattiene, diverte ma non senza una buona dose di cervello, stimola riflessioni sulle difficoltà ad entrare veramente nel mondo del lavoro, dipingendo un quadro piuttosto efficace dei fantomatici dirigenti d’azienda (qui rappresentati in chiave incredibilmente ironica) e dei loro costanti capricci.

Il protagonista, interpretato da Shahid Kapoor, uno dei giovani attori più affermati negli ultimi anni, è Raj, un ragazzo senza un soldo e perseguitato dalla sfortuna più nera; insegue sogni di gloria intrappolato in elegantissimi completi grigi con tanto di cravatta, beve tonnellate di caffè in sale d’aspetto che metterebbero ansia anche al più tranquillo degli esseri umani mentre attende i fatidici colloqui di lavoro in compagnia di anonime e pedanti segretarie rigorosamente English Speaking e diplomatiche da far schifo.
Come si fa a sentirsi a proprio agio con una vita così? Si aspetta per ore… e intanto le raccomandazioni vanno avanti. Raj si rassegna ma non perde le speranze, cercando nel frattempo tutte le vie traverse possibili, eppure l’occasione di una vita sembra non voler arrivare mai.

Raj, il classico tipo perfettino, è stato sempre il migliore al college, distaccandosi dalla media dei suoi coetanei, eppure ora che deve dimostrare chi è, non riesce a farsi valere nella vita. Le aspettative sono alte, esagerate, lo spettatore insegue la lotta al successo di Raj quasi sentendo come propri i suoi fallimenti.
Possibile che una persona così non riesca ad essere “produttiva”? Possibile che un ragazzo brillante si faccia buttar giù dal giudizio degli altri? Mano a mano che ci si affaccia al tema centrale di Kismat Konnection la storia si sviluppa con delicatezza e brio, il tempo vola e nemmeno ci si accorge di aver trascorso più di due ore in piacevole compagnia.

Il mio giudizio sul film  ***  3/5

Punti di forza :
The Waving Man - ovvero, l’uomo che saluta con la mano, interpretato da Boman Irani, un personaggio gradevole e significativo soprattutto se si pensa che può nascere un’amicizia con chiunque e in qualsiasi circostanza. Anche due sconosciuti che si incontrano tutte le mattine da una sponda e dall’altra del fiume possono condividere, senza nemmeno essersi mai incontrati, un rapporto di reciproco affetto. Tanto per citare una frase del film “non tutti i legami hanno bisogno di una spiegazione effettiva”...
Haseena Bano Jaan - una variopinta Juhi Chawla, maga bizzarra che dispensa consigli e improbabili incantesimi, naturalmente in cambio di una banconota da 10 dollari.

Punti deboli:
Forse il finale accomodante e con qualche monologo di troppo.
Vidya Balan per la seconda volta interpreta un personaggio impegnato socialmente e alle prese con una comunità di anziani; il riferimento a Lage Raho Munnabhai non è un po’ troppo palese?


RENCENSIONI

Hindustan times: ** 2/5

Putroppo un giudizio piuttosto basso, Shahid Kapoor viene giudicato un po’ sottotono rispetto il successo del 2007 Jab we metLa storia sembra rifarsi un po’ troppo ad altri successi del cinema hindi e internazionale.

Bollywood Hungama *** 3/5
Recensione Originale


ANNO: 2008

REGIA: Aziz Mirza

CAST:

Shahid Kapoor – Raj Malhotra
Vidya Balan – Priya
Juhi Chawla – Haseena Bano Jaan
Om Puri – Sanjeev Gill
Vishal Malhotra - Hiten Patel
Boman Irani – The Waving Man
Amit Varma – Karan


Colonna Sonora : Musiche composte da Pritam, testi di Sayeed Quadri & Shabbir Ahmed.
Numeri musicali non straordinari ma piacevoli, si passa dall’ hip hop latineggiante di Tu Hai Meri Soniye , alle canzoni più lente e romantiche come Tumhi Ho e Is this Love?


Sito Ufficiale di Kismat Konnection per vedere trailer e foto del film


CURIOSITA’:

- Il titolo doveva essere in un primo momento Lucky Charm (talismano) poi sostituito con Kismat Konnection, saggia decisione mi pare.
- Sembra che Vidya Balan sia stata particolarmente in difficoltà con le coreografie della canzone che accompagna i titoli di coda
- La città in cui il film è stato girato è Toronto
- E’ la prima volta in cui il regista, Aziz Mirza gira un film senza il suo attore prediletto, Shahrukh Khan. Attenzione però… il re di Bollywood è presente a suo modo anche in questa pellicola, è infatti la voce fuoricampo che introduce il protagonista.
- Raj Malhotra, nome già sentito e risentito… soprattutto perché si chiama così il celebre personaggio interpretato da Shahrukh Khan nell'indimenticabile classico Dilwale Dulhania Le Jayenge