29 agosto 2013

RAANJHANAA




Anand L. Rai , regista del successo popolare Tanu Weds Manu, prepara un caloroso benvenuto alla star tamil Dhanush, qui al suo debutto nel cinema in lingua hindi; la ferma fiducia nel talento dell’attore lo convince a rischiare grosso dirigendo una pellicola spigolosa e di difficile somministrazione. L’autore cambia manovra e si tuffa nel dramma, confezionando una storia pensata per mettere in risalto le qualità di Dhanush e far capire a tutti coloro che ancora non lo conoscono cosa si stanno perdendo.

TRAMA
Kundan (Dhanush) è poco più di un ragazzino quando perde la testa per Zoya  (Sonam Kapoor) ma è  convinto che sarà l’amore della sua vita. La ragazza parte per il college e si allontana da Varanasi per otto anni, Kundan vive in funzione del suo ritorno,  Zoya lo dimentica subito e passa oltre. 

Il racconto delle varie fasi dell’innamoramento, della purezza adolescenziale, ha sempre esercitato un enorme fascino nelle pellicole indiane, Raanjhanaa si apre con una tematica già nota ma cambia frequentemente il suo percorso, si contraddice e rimescola le carte. Canzoni, sorrisi, liti, lettere d’amore e vendette, tutto sembra ridondante, ma c’è di più, l’apparenza inganna e il vero film deve ancora iniziare.
I volti e le espressioni delle comparse, i manifesti appesi, l’allestimento di negozi, delle case, i piccoli dettagli, niente sembra aggiustato e predisposto con pazienza ma strappato alla realtà senza preavviso, se la trama propone twist and turns cinematografici le immagini e le ambientazioni riportano le scene alla vita di tutti i giorni.  L’approccio e lo stile generale di Raanjhanaa rimandano ai titoli dell’industria tamil, Il realismo trionfa, la poesia può crearsi dal nulla ma anche facilmente distruggersi sotto il peso degli eventi. Dhanush è un artista del quale innamorarsi ogni attimo, non c’è un solo secondo di narrazione che non viva fino in fondo, che non interpreti con dedizione ed onestà, la sua performance è sufficiente a coprire  alcune incongruenze della trama e perfino a camuffare la totale inadeguatezza di Sonam Kapoor. 
Raanjhanaa ad un certo punto si sdoppia e diventa qualcos’altro, il tenore, i ritmi si impennano, scopriamo che il regista per oltre un’ora ci ha ingannati e non ci ha ancora detto quello che voleva veramente, una sensazione che ho provato molte volte guardando film tamil, le cui sequenze d’apertura sono spesso ingannevoli.   
I protagonisti  inseguono i propri obiettivi ma anche i propri spettri e forse non si conoscono fino in fondo. La telecamera non ha paura di riprendere sangue, vomito, sputi, atti meschini, tradimenti, niente consolazioni, niente scuse, l’amarezza vince sulle illusioni, i fatti sulle troppe parole e i sui buoni principi, l’innocenza viene calpestata ma ciò nonostante si presentano altre occasioni per continuare a vivere.  Il percorso interiore di Kundan è ciò che trascina la storia dall’apertura all’epilogo, il personaggio è eroe e villain della storia, di lui veniamo a conoscere più difetti che pregi ma  continuiamo ad amarlo e a condividere le sue emozioni. Zoya è invece instabile, irritante, confusa,  una donna che si riempe la bocca di grandi dibattiti e principi ma poi continua ad essere egoista più che mai e non smette di costruire barriere. Gli ideali senza sentimenti non possono andare avanti, o se lo fanno, non sarà mai per una giusta causa.
Prima soddisfatti e poi feriti, prima delusi e poi conquistati. La delicata colonna sonora di AR Rahman non riesce ad addolcire l’amaro in bocca. Il film sbalza come un elastico, fa male e non c’è traccia di escapismo, ispirandosi ai drammi tamil riprende quella durezza nel narrare che sempre mi affascina,  la sensazione di sentirsi con le spalle al muro e con la consapevolezza che  il regista può fare ciò che vuole e che se ne frega di rassicurare o consolare il pubblico pagante, ancor meno di offrigli ciò che vorrebbe vedere. Per questo lo adoro.

Il mio giudizio sul film:  **** 4/5
I punti di forza :  Dhanush e la sua interpretazione meravigliosa, la regia impavida, l'intensità, la partecipazione di Abhay Deol.
L’anello debole:  Sonam Kapoor, insipida e odiosa oltre ogni limite di sopportazione, essendo affiancata da Dhanush e da Abhay Deol fortunatamente però le resta poco da fare.

ANNO: 2013
REGISTA:  Anand L.Rai

CAST:
Dhanush ……………… Kundan
Sonam Kapoor ……………. Zoya
Abhay Deol ………………..Akram
Swara Bhaskar ……………..Bindyia
Mohammad Zeeshan Ayyub …………….. Murari
Shilpi Marwaha …………….. Rashmi

COLONNA SONORA : A.R. Rahman
PLAYBACK SINGERS : A.R. Rahman, Shreya Ghoshal, Karthik, Jaswinder Singh,  Sukhwinder Singh, Shiraz Uppal, Anwesha Gupta, Meenal Jain, Madhushree,JAved Ali, Pooja Vaidyanath, Chinmayee, Vaishali, Rashid Ali


QUALCOS'ALTRO: 

La versione di Raanjhanaa doppiata tamil è uscita nelle sale con il titolo di Ambikapathy.

Aditi Rao Hydari (Murder 3, London Paris NewYork) era stata inizialmente scritturata per il ruolo di Bindyia, andato poi a Swara Bhaskar. 

Vedi anche gli articoli : 

27 agosto 2013

GO GOA GONE


 
Mentre in alcune delle nostre sale è ancora in programmazione World War Z con Brad Pitt, in India la mania per gli zombie ha incominciato a dilagare mesi fa. Prima con Rise of the Zombie, poi con Go Goa Gone, ultima produzione della Illuminati Films, casa di produzione dell'illuminatissimo Saif Ali Khan.

TRAMA

Bunny (Anand Tiwari), Hardik (Kunal Khemu) e Luv (Vir Das) sono coinquilini ed amici. Quando Hardik perde il lavoro e Luv viene lasciato dalla ragazza, decidono di approfittare del viaggio di lavoro di Bunny a Goa per divertirsi insieme.
Quello che ci vuole è proprio il rave party a cui li invita la bella Luna (Puja Gupta). Peccato che il risveglio riserverà qualche pessima sorpresa.

RECENSIONI

The Times of India ***
Go Goa Gone è differente in senso positivo da qualsiasi altra cosa abbiate visto prima. E per i giovani e irrequieti (tatuati, con i piercing, entusiasti dei rave party) o persino per quelli a cui piace il divertimento folle, è un grande corsa...
Comunque alcune situazioni di GGG sono ripetitive. Perciò, le risate che erano spontanee, da un certo punto in poi diventano un po' forzate in alcune circostanze.
Meena Iyer, 09.05.2013

Hindustan Times **1/2
Una commedia bollywoodiana sugli zombie, l'idea stessa è appetitosa. Ero davvero su di giri al pensiero di vedere Go Goa Gone. Gli sceneggiatori-registi Raj Nidimoru e Krishna DK offrono quello che il folle promo ha promesso, ma solo per metà film. Dopo l'intervallo la pellicola fa di noi degli zombie, diventa morta, pesante, noiosa...
Raj, DK e il loro team di scrittori mantengono il susseguirsi delle gag fitto e veloce. Le battute sono acide, irriverenti e molto divertenti, ci sono stati diversi momenti in cui ho riso di gusto.
E dopo, all'improvviso, l'energia scema come aria da un palloncino. Una volta che la situazione è stata preparata, i registi sembrano rimanere senza idee.
La trama si avvolge su se stessa. Il gruppo continua ad essere attaccato dagli zombie e a cercare di scappare...
Penso che il problema di Go Goa Gone sia troppa intelligenza e non abbastanza trama.
Anupama Chopra, 10.05.2013

Diana ****
Parente alla lontana di Kaminey e più stretto di Delhi Belly, GGG fa parte di un filone, ancora nuovo a Bollywood, che non possiamo che amare alla follia.
Già l'idea di base secondo cui è una droga a trasformare le persone in zombie è geniale, degna della scena del film di Romero, Zombi, in cui i morti viventi si ammassano al centro commerciale, e delle relative implicazioni sociologiche di quella scelta.
In più GGG è meravigliosamente scanzonato e cialtrone. L'umorismo è irriverente e i protagonisti funzionano alla perfezione. Prima ancora che entrino in scena gli zombie ed il meraviglioso Boris (Saif Ali Khan); i tre amici, il playboy Hardik (nome per niente casuale...come non lo sono gli altri), il romantico Luv e il più timido Bunny, hanno già conquistato tutti con la loro buffa coabitazione, le disavventure amorose, lo scambio di battute impietose e il rapporto d'amicizia goliardico. Poi si aggiunge l'elemento splatter e l'ironia e il divertimento aumentano.
Molto carina anche Puja Gupta che si fa valere nel suo piccolo ruolo.
Confesso che nel corso della prima visione del film ho cominciato a sviluppare una passione speciale per i due autori e registi Krishna DK e Raj Nidimoru, che si è rafforzata durante l'inevitabile bis. A loro devo già 99 e Shor in the city.
E' ufficiale: li adoro.
Da vedere.

Il bello:
- Saif Ali Khan biondo che fa il russo: P R I C E L E S S.
- Il film è super divertente. Tra le scene più esilaranti quella in cui Hardik viene sottoposto a vari test per capire se è stato infettato dagli zombie.

Il brutto:
- La fine di Nikolai.
- Un paio di scene non sono adatte ai deboli di stomaco. Assumere lontano dai pasti.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Boris - Saif Ali Khan
Hardik - Kunal Khemu
Luv - Vir Das
Bunny - Anand Tiwari
Luna - Puja Gupta
Priyanka - Meenal Thakur
Cameo di Pitobash Tripathy, Krishna DK, Suparn Verma e Soha Ali Khan

Scritto da Krishna DK, Raj Nidimoru e Sita Menon

Diretto da Krishna DK e Raj Nidimoru

Musiche di Sachin-Jigar

Coreografie di Aadil Shaikh

Prodotto da Illumminati Films

Distribuito da Eros Now

Anno 2013

CURIOSITA'

- Curiosando su internet ho trovato alcune notizie risalenti al 2012 che riportavano casi di cronaca di aggressioni a morsi dopo l'assunzione di una droga chiamata settimo cielo o bath salts, in America, o droga dei cannibali. Che Krishna DK, Raj Nidimoru e Sita Menon abbiano preso ispirazione? Beh un colpo di genio!
- La pellicola si apre con il famosissimo (o famigerato?) video della canzone Golimar, parte della colonna sonora di Donga, film telegu del 1985. Il protagonista Chiranjeevi, circondato da zombie, riprende le mosse di Michael Jackson in Thriller.
Ecco il video.
- Soha Ali Khan, che fa una piccola apparizione in Go Goa Gone, è legata sentimentalmente a Kunal Khemu.
- Alla canzone sui titoli di coda, Babaji Ki Booty, prestano la loro voce anche i tre protagonisti Kunal Khemu, Vir Das e Anand Tiwar.
- Il finale del film lascia aperta la possibilità di un eventuale seguito. Magari!

Il sito ufficiale del film.

20 agosto 2013

ROCKSTAR

Successo del 2011, diretto da Imtiaz Ali che ha come protagonista il premiatissimo Ranbir Kapoor, Rockstar, parzialmente girato a Verona (no, non ci stanchiamo mai di ripeterlo), è stato proiettato al River to river - Florence Indian Film Festival nel 2012 (fortunati i presenti!).

TRAMA

Struggente storia d'amore tra lo stralunato aspirante musicista Janardhan "Jordan" Jakhar (Ranbir Kapoor) e Heer (Nargis Fakhri), corteggiatissima e altera studentessa, dalle idee chiare e dal futuro prestabilito.

RECENSIONI

The Times of India ****
Le storie romantiche sotto la sua (di Imtiaz Ali, ndr) visione creativa, diventano multistrato, sensibilmente ricche di sfumature, una grandiosa esperienza che ha più a che vedere con il fare una serenata al proprio innamorato piuttosto che con uno stereotipato rapporto tra coniugi...
... il film è una pietra miliare nella carriera di Ranbir Kapoor come attore...
Guardate Rockstar e aspettate per il prossimo lavoro di Imtiaz Ali, dalla sua antologia sull'amore.
Nikhat Kazmi, 10.11.2011
La recensione integrale.

Hindustan Times *** 1/2
...Tutti ricorderanno Ranbir Kapoor in questo film. Qualcuno conoscerà Mohit Chauhan, la splendida voce dietro il peronaggio. Come eroe bollywoodiano, Ranbir, per cambiare, merita tutta l'attenzione della nazione...Questa storia gli appartiene...
Il regista Imitiaz Ali (Jab We Met, Love Aaj Kal) riesce a mantenere il tocco d'autore personale in un genere che è ampiamente commerciale, mainstream. Una vera impresa.
...Qualcosa delude nel finale. Non ci si può rammaricare, però, di un film che è stato fino a quel momento così coinvolgente e divertente.
Mayank Shekhar, 11.11.2011
La recensione integrale.

Diana **** 1/2
Jordan (Ranbir Kapoor) è un giovane iscritto al college in cerca della sua strada. Appassionato di musica, suona la chitarra fin da bambino, aspira ad emulare le rockstar, suoi idoli. Ma che cosa fa di un uomo un artista?
La risposta del più maturo confidente di Jordan, Khatana, interpretato da Kumud Mishra, è definitiva: il dolore.
Jordan, che ha sperimentato ben poco dei problemi che affliggono i meno fortunati di lui, è privo di qualsiasi esperienza. Decide così di prendere in mano il suo destino, andare in cerca di un po' di sofferenza, corteggiando l'algida spezza cuori Heer (Nargis Fakhri).
Troverà molto più di quello che desiderava, sorprendendo se stesso e noi spettatori, perché quel che fa di un uomo un artista è la stessa cosa che trasforma un ragazzo in uomo: la vita.
L'aspetto più appassionante ed interessante del film è proprio la crescita del personaggio di Jordan, da impacciato musicista ad acclamata rockstar, da giovane inesperto ad adulto, tormentato ed intenso innamorato. Crescita che va di pari passo con l'evolversi della suo rapporto con Heer. Relazione che è il cuore del film.
Jordan e Heer diventano adulti, entrambi misurando se stessi con l'altro. Bevendo insieme, ridendo insieme, ballando insieme, imbrogliando, tradendo, mentendo, accettando nuove sfide, superando i limiti, sconvolgendo se stessi, crescendo insieme anche quando separati.
Questo è un film sull'amore e quindi sulla vita ma anche sulla musica, sulla ricerca e la realizzazione di se stessi.
Imtiaz Ali dimostra di saper capire e rappresentare superbamente i rapporti sentimentali per quanto complessi siano. Il suo è un tocco lieve, anche nel dramma, una capacità non comune ed apprezzatissima. 
La devozione che è espressa da Jordan per Heer, la dedizione rappresentata tramite Jordan, è un capolavoro di umanità, di passione e toglie il fiato.
Le immagini sono intrise di poesia e la colonna sonora, firmata A.R. Rahman, è perfetta. 
Guardate questo film di rara intensità, ricco e denso che vi lascerà commossi ma anche appagati; che vi farà venire voglia di cantare, di aspettare l'alba accanto all'amore della vostra vita. Che vi rimarrà in testa e nel cuore. Per sempre. 
Da vedere. 

 Il bello:
- Ranbir Kapoor.
Dopo un debutto di lusso come protagonista di uno dei film più raffinati di Bhansali, Saawariya, Ranbir dimostra anno dopo anno di volersi meritare il cognome che porta. Figlio del grandissimo Rishi e di Neetu Singh, nipote dell'ingombrante quanto leggendario Raj Kapoor, pare proprio non essere intimidito da eventuali scomodi confronti e non sbaglia un colpo. E' lui il protagonista di Rockstar, il film più premiato del 2011 e della pellicola più interessante del 2012, Barfi!. Senza dimenticare i precedenti Wake up Sid, Rocket Singh: Salesman of the Yeare e Anjaana Anjaani. Espressivo, versatile, talentuoso, ormai possiamo affermare senza tema di essere smentiti che Ranbir è uno dei più intelligenti attori della sua generazione. Da tenere d'occhio!!
Prossimo appuntamento ad ottobre del 2013 con Besharam, diretto dal regista di Dabangg. 
Eccovi locandina e trailer.

Il brutto:
- Niente.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Janardhan "Jordan" Jakhar / JJ - Ranbir Kapoor
Heer Kaul - Nargis Fakhri
Ustad Jameel Khan - Shammi Kapoor
Jai - Moufid Aziz
Sheena - Aditi Rao Hydari
Khatana - Kumud Mishra
Dhingra - Piyush Mishra
Neena Kaul - Shernaz Patel
il fratello di Jordan - Jaideep Ahlawat
la cognata di Jordan - Shreya Narayan

Scritto da Imtiaz Ali e Muazzam Beg

Diretto da Imtiaz Ali

Prodotto da Shree Ashtavinayak Cine Vision Ltd e Eros International

Musiche di A. R. Rahman

Coreografie Ashley Lobo, Bosco Martis e Caesar Gonsalves

Distribuito da Eros International

Anno 2011

AWARDS

Screen Award 2012:
Best Actor (Male) - Ranbir Kapoor
Best Playback Singer (Male) - Mohit Chauhan
Best Music - A. R. Rahman

Zee Cine Awards 2012
Best Actor - Ranbir Kapoor
Best Director - Imtiaz Ali
Best Lyrics - Irshad Kamil
Best Singer - Mohit Chauhan
Best Editing - Aarti Bajaj

Filmfare Award 2012:
Best Actor In A Leading Role (Male) - Ranbir Kapoor
Best Music Director - A. R. Rahman
Best Lyrics - Irshad Kamil
Best Playback Singer (Male) - Mohit Chauhan
Best Actor Male (Critics) - Ranbir Kapoor

Apsara Award 2012:
Best Actor in a Leading Role (Male) - Ranbir Kapoor
Best Lyrics - Irshad Kamil
Best Music - A R Rahman
Best Playback Singer - Male - Mohit Chauhan

International Indian Film Academy (IIFA) 2012:
Playback Singer (Male) - Mohit Chauhan
Music Direction - A R Rahman
Best Lyrics - Irshad Kamil
Performance in a Leading Role (Male) - Ranbir Kapoor
Best Background Score - A. R. Rahman
Hottest Pair of the year - Ranbir Kapoor e Nargis Fakhri

CURIOSITA'

- Data la location italiana, all'inizio del film si sentono le comparse pronunciare qualche parola nella nostra lingua (estasi).
E' sempre un piacere ripassare la mappa delle locations italiane dei film bollywoodiani, grazie all'articolo di Caterina.

- Nargis Fakhiri è al debutto. Il prossimo 23 agosto è in uscita Madras Cafe, con John Abraham, il suo secondo film. 
- Tutto da gustare il video della divertente Hawa Hawa.
- Rockstar rappresenta l'ultima apparizione sullo schermo di Shammi Kapoor scomparso il 14 agosto del 2011.


La pagina di Bollywood Hungama dedicata a Rockstar.

16 luglio 2013

CHORI CHORI





Chori Chori è l’ultimo film che ha unito la coppia cinematografica Raj Kapoor / Nargis, al calare del sipario le strade dei due artisti si sono divise per non ricontrarsi mai più, a distanza di anni il film conserva inalterato il suo fascino, la delicata e sfuggente bellezza di un tramonto. Una volta entrati nella storia non c'è modo di interromperla o venire distratti, la pellicola è una macchina del tempo dalla quale si viene risucchiati.  In occasione del centenario del Cinema Hindi il film è stato restaurato e passato ad un paziente lavoro di colorizzazione, è uscita lo scorso mese una nuova versione di Chori Chori grazie ad un progetto di promozione e rilancio di alcuni classici del passato tra cui Dil Tera Deewana e Half Ticket.

TRAMA
Kammu (Nargis) infatuata di un avvenente cacciatore di dote (Pran) sfugge al padre milionario ingannando la servitù.  Durante un lungo viaggio in bus da Chennai a Bangalore la ragazza incontra Sagar (Raj Kapoor) un giornalista sfortunato che si offre di aiutarla a patto che possa un giorno scrivere un articolo sulla sua storia.

Chori Chori serve fedelmente la primaria vocazione del cinema, quella di raccontare una storia, di coinvolgere, di valorizzare al massimo ogni minuto speso per la sua visione, è ’un film gentile, appassionante e ricco di humor, arricchito da divertenti personaggi di sfondo portati sullo schermo da veterani caratteristi (Jhonny Walker, David Abraham e Master Bhagwan) e può contare sulla personalità del più incredibile bad boy del cinema indiano, Pran, ancora una volta nel ruolo di un ingannevole seduttore.
Raj Kapoor e Nargis sfoggiano impeccabili tempi comici e una sintonia difficile da eguagliare, si cambia registro  velocemente, un attimo appena divide le risate dalle lacrime, l’atmosfera spensierata di questa favola on the road si interrompe lasciando spazio a una strana amarezza, una tensione che chiunque conosca almeno un po’ le vicende personali degli interpreti potrà tentare di decifrare. Il film è stato girato negli AVM studios di Chennai e propone numerosi influssi southern, non solo i rigogliosi paesaggi del Tamil Nadu ma soprattutto splendide esibizioni di bharatnatyam. Tutte le melodie composte da Shankar e Jaikishan sono divenute leggendarie, dal duetto romantico “Yeh Raat bheegi bheegi”  alla struggente “Aaja Sanam”  fino alla simpatica picturization di “Jahanmein jati hoon” che ha ispirato anche le coreografie di "Phir Raat Kati" in Paheli.
Raj Kapoor ha un ruolo garbato e ricco di fascino  ma la vera protagonista è Nargis, la sua Kammo, più sbadata che elegante, rifugge dallo stereotipo della principessa o ereditiera in fuga e conquista punti per l’autoironia e i suoi manierismi deliziosi. Fin dal primo istante Chori Chori è un colpo di fulmine,  un salto nel passato sempre piacevole da compiere, un dvd che si può guardare all’infinito senza mai sperimentare noia o stanchezza.  Un po’ Vacanze Romane, un po’ Accadde una Notte e un po’ Basant, la trama è semplice e inflazionata ma l’esecuzione originale e setosa, ricca di dialoghi brillanti, di splendide canzoni, di fantasiosi set costruiti in studio, di suggestivi primissimi piani, un vero gioiello per i nostalgici ammiratori dei classici bollywoodiani.  Un brivido corre lungo la schiena quando gli occhi azzurri di Raj Kapoor si voltano verso la telecamera, quando le lacrime di Nargis paiono troppo spontanee per sembrare glicerina, ed è proprio questo sottile confine tra la realtà e la finzione, tra le linee della sceneggiatura e le indiscrezioni sulla tormentata vita dei due attori, a trasformare la visione del film in un’emozione fino in fondo piuttosto che un semplice passatempo.

Il mio giudizio sul film : **** 1/2  4,5/5
ANNO 1956
REGIA: Anand Thakur
TRADUZIONE DEL TITOLO : Di nascosto

CAST:
Nargis ………….. Kammo
Raj Kapoor ……………….. Sagar
Pran …………… Suman
Gope ………………… Girdharilal
Master Bhagwan …………………. Bhagwan
Raja Sulochana …………… la moglie di Bhagwan
Jhonny Walker ………………. Il poeta
David Abraham ………………….. Banvarilal


COLONNA SONORA : Shankar & Jaikishan
PLAYBACK SINGERS:  Manna Dey, Lata Mangeshkar, Mohammad Rafi


QUALCOS'ALTRO

* Dil Hai Ki Manta Nahin, con un giovanissimo Aamir Khan al fianco di Pooja Bhatt è il remake di Chori Chori, entrambi i film ebbero un notevole successo. Il film con Raj Kapoor e Nargis si ispira però a Basant (con Shammi Kapoor e Nutan, girato nel 1960) a sua volta remake di Accadde una Notte (1934) film hollywoodiano di Frank Capra che ha come protagonisti Clark Gable e Claudette Colbert.

* La leggenda vuole (e le indiscrezioni tramandano) che proprio durante le riprese di Chori Chori il già difficile equilibrio tra i due attori si sia definitivamente spezzato nel momento in cui Raj è venuto a conoscenza della volontà di Nargis di diventare la protagonista di Mother India. Nel set del film di Mehboob Khan Nargis si è legata a Sunil Dutt, i due si sono sposati nel 1958. 

* Shankar e Jaikishan vinsero per la colonna sonora di Chori Chori il primo Filmfare Award della loro carriera. La manifestazione, avviatasi nel 1954, li premierà altre otto volte, il primato dei compositori rimase imbattuto fino all'arrivo di A.R. Rahman (che ha vinto la statuetta come Best Music Director ben dieci volte).

* Tra gli altri film in bianco e nero restaurati e portati al colore troviamo Naya Daur e Haqeeqat, ma  il più famoso è senza dubbio Mughal e Azam, uscito nelle sale nel 2004. Nel 2011 Dev Anand ha autoprodotto la versione color del suo successo Hum Dono.

* Pran, l'elegante antagonista in centinaia di film hindi, si è spento a Mumbai lo scorso 12 Luglio all'età di novantatré anni. La sua filmografia vanta oltre trecentocinquanta ruoli, per lo più personaggi negativi, uno dei pochi, ma significativi, ruoli positivi nella carriera dell'attore è stato in Aah, in cui recita sempre al fianco di Nargis e Raj Kapoor.

14 giugno 2013

FILM TAMIL 2012 CONSIGLIATI DA CATERINA




1)  3
Di Aishwarya R Dhanush
Con Dhanush e Shruti Haasan
Il debutto alla regia di Aishwarya R Dhanush è un film da amare per la vita. Innocente e delicato come una love story adolescenziale, graffiante e doloroso come solo i migliori drammi tamil sanno essere, coraggioso nella tematica e arricchito da una bellissima colonna sonora (che comprende anche il tormentone mediatico "Why this Kolaveri Di").  Amato o criticato che sia 3 è "il" film del 2012, il più interessante e il più originale.


2) VAGAAI SOODA VA
(Vai per vincere)
Di A.Sarkunam
ConVimal e Iniya
Di fatto uscito nell’inverno del 2011 ma vincitore del National Awards nel 2012 come miglior film in lingua tamil, onorificenza che ha trascinato il secondo lavoro di A.Sarkunam nelle multisale e tra il grande pubblico. Splendide e pluripremiate le interpretazioni di Vimal e Iniya, come sempre emozionante la poesia delle piccole cose che ha reso famoso il regista già dal suo primo film, Kalavani.


3) VETTAI
(La caccia)
Di N.Linguswamy
Con R.Madhavan, Arya, Amala Paul e Sameera Reddy
I classici non muoiono mai, soprattutto quando vengono rivisitati con gusto ed energia.  Vettai non è solamente l’ennisimo action movie commerciale ricco di effetti, lotte, melodie e romanticherie quanto un equilibrio ottimo tra forma e sostanza.  La storia è avvincente e la confezione appagante. Ad innalzare il giudizio globale le belle canzoni (di Yuvan Shankar Raja), i video musicali e la frizzante interazione tra i quattro protagonisti.



4) PIZZA
Di Karthik Subbaraj
Con Vijay Sethupathi e Ramya Nambeesan
Esperimento di thriller a basso budget con lievi sfumature horror. Nonostante sia stato prodotto per restare nella cornice Pizza è diventato un successo improvviso grazie a un rapido passaparola. Il giovane regista, dopo una gavetta passata a girare short movies, firma il suo primo lungometraggio e riceve una calorosa stretta di mano da critici e pubblico.



5) THUPPAKKI
(La pistola)
Di A.R. Murugadoss
Con Vijay e Kajal Aggarwal
Action masala classico ma convincente, scandito da ben sei canzoni di Harris Jayaraj, quasi interamente girato a Mumbai, moderno, veloce e ben costruito.  Dopo diversi film deludenti A.R. Murugadoss finalmente firma un progetto degno della sua fama.



6) THAANDAVAM
(La Danza Cosmica)

Di A.L. Vijay

Con Vikram, Anushka Shetty, Jagapathi Babu, Amy Jackson e Lakshmi Rai.
Film non troppo innovativo, soprattutto per coloro che già conoscono altri titoli della filmografia di Vikram, ma senza dubbio intrigante e realizzato con eleganza. Nella storia c'è un po' di tutto, amore, azione,  coraggio, vendetta, sacrificio, i ritmi sono veloci e le interpretazioni emozionanti.

Trailer



7) MUGAMOODI
(Maschera)
Di Mysskin
Con Jeeva e Pooja Hedge
Un supereroe che nella miglior tradizione dei fumetti si arrampica tra gli edifici di una metropoli e lotta contro il male.  Il cinema tamil crea il suo primo eroe mascherato e dietro al costume di Mugamoodi si cela il volto di Jeeva. Avventure metropolitane, kung fu  e intrattenimento.


8) NEETHANE EN PONVASANTHAM
(Tu sei la mia primavera)
Con Jeeva e Samantha
Tra tutti le storie d’amore dirette da Gautham Menon NEP è  il progetto meno ambizioso e meno imbevuto della sua estetica perfettina.  Il tempo delle mele del cinema tamil in una favola color pastello in cui la musica (creata da Ilaiyaraaja) è più presente delle parole.

28 maggio 2013

MURDER 3



Ancora una volta il casato Bhatt si mantiene fedele al suo format e non interrompe la produzione seriale dei propri cavalli di battaglia (Jannat, Murder, Jism e quant’altro), impiegando un budget relativamente basso, scritturando un attore avvenente (a scelta tra Randeep Hooda e Emraan Hashmi) e un ventaglio di attrici tanto anonime quanto poco vestite. A volte il cocktail funziona, altre volte invece no. Il terzo capitolo della saga sexy – sanguinolenta si mostra nettamente migliore dell’episodio che l’ha preceduto, rubate o meno che siano le idee di partenza Murder 3 è un thriller discreto che mantiene fede ai suoi compiti: sorprendere e intrattenere gli spettatori, proporre immagini procaci e sensuali senza scordarsi di includere canzoni melodiche e duetti romantici tipicamente bollywoodiani. 

TRAMA 
Nisha (Sara Loren) si lascia sedurre da un fotografo emergente dal fascino maledetto (Randeep Hooda) ma non conosce il suo passato e ciò che ne è stato della sua ex fidanzata (Aditi Rao Hydari) misteriosamente svanita nel nulla. 

Da un film che si chiama Murder 3 il minimo che ci si può aspettare è che ci scappi il morto. Ma il morto dov’è? E soprattutto qual’è? Se i cadaveri purulenti erano in sovrabbondanza in Murder 2 qui i corpi paiono invece in perfetta forma, rosei , freschi e più vivi che mai. A togliere il sonno non saranno colpi di scena o immagini crude ma il sex appeal di Randeep Hooda, ancora una volta in veste tombeur de femmes, ancora una volta amante sexy e senza cuore, ancora una volta a torso nudo sullo schermo e pronto a copulare con ogni essere vivente dotato di organi riproduttivi. Dobbiamo continuare ad accontentarci di una visione parziale del corpo statuario di Randeep, ma non disperiamo, altri due o tre film prodotti dai Bhatt e gli verrà imposto il nudo integrale da copione. Molti stanno vivendo per vedere questo giorno. 
La storia diviene un optional e molto spesso una cornice tra due o tre bedroom scenes riprese di lato, con l’attore maschile in piena attività e l’eroina dalla schiena nuda, ansimante tra le lenzuola. Lo stesso schema ha fatto vendere anche film che non valevano molto ma lo scorso anno la benedizione dei Bhatt si è interrotta e sono piovuti i primi flop. Se Murder 2 è stato un insuccesso, allora perché girare Murder 3? Proprio mentre credevo che il terzo capitolo non avesse niente da offrire ho dovuto ritrattare i miei pregiudizi. E’ stato piacevole scoprire che la pellicola non è per niente da buttare, i personaggi sono a loro modo interessanti, anche se Sara Loren è espressiva come uno stoccafisso dissalato la naturalezza di Aditi Rao Hydari riesce a compensare il vuoto. La trama introduce numerose false piste nell’intento di sviare e disinformare per rendere più gradita la sorpresa finale. Le protagoniste non diventano prede o vittime innocenti ma si mostrano fredde e crudeli come non mai, perversione femminile, gelosia e una forte vena di masochismo in un triangolo pericoloso che abbraccia sesso, soldi e competizione. 
Sicuramente è più comodo, mettere in piedi un thriller dando tutto lo spazio ad un maniaco pazzoide (come avvenne nel triste episodio che ha preceduto questo film) piuttosto che creare tensione attraverso due personaggi femminili patinati ma anche sadici e impietosi a seconda delle circostanze. Aver resistito alla tentazione di ricorrere a plot più ovvi ha premiato il debuttante Vishesh Bhatt che a conti fatti firma un esordio dignitoso. [Allarme Spoiler]  Certo poi bisogna tollerare alcune esagerazioni, come il fatto che uno esca per scattare due foto e si ritrovi ad accarezzare giaguari vivi neanche fossero gattini, che una donna appena scampata alla morte, affamata e disidratata, invece che precipitarsi sul frigo perda tempo a guardare le foto del suo ex con un’altra, o che un’oca giuliva che non ha mai capito un’acca diventi improvvisamente più astuta di Sherlock Holmes. Meglio non andare a cercare il pelo nell’uovo e prendere il film semplicemente per quello che è: un passatempo ben confezionato. 

 Il mio giudizion sul film : **1/2 2,5/5

 ANNO: 2013
 REGIA : Vishesh Bhatt

 CAST: 
 Randeep Hooda …………………… Vikram 
Aditi Rao Hydari ………………….. Roshni 
Sara Loren ………………………. Nisha

COLONNA SONORA : Pritam
PLAYBACK SINGERS: KK, Shafqat Amanat Ali, Mustafa Zahid, Nikhil DSouza.

22 maggio 2013

NAUTANKI SAALA!


 
Nautanki Saala! è uno di quei film che è difficile sottoporre ad un’analisi lucida, ad un certo punto si aprono due strade, da una parte l’indifferenza dall’altra il colpo di fulmine, solo due minuti e ho capito di aver imboccato la seconda. Rohan Sippy  offre al pubblico un intrattenimento efficace e gentile senza ricorrere a grossi capitali, questo è il progetto per il quale  ha impiegato il budget minore ma è anche quello che scuote dal sonno la sua, finora non travolgente, filmografia.
 
TRAMA
Ram (Ayushmann Khurrana) sta correndo dalla fidanzata (Gaelyn Mendonza) al termine di uno dei suoi show teatrali quando si imbatte in Mandar (Kunal Roy Kapoor), un uomo sotto shock a un passo dal suicidio. Non sapendo cosa fare Ram porta Mandar nel suo appartamento e se ne assume la responsabilità, presto la sua vocazione all'altruismo finirà per metterlo nei guai.
 
Un mondo di personaggi esuberanti e aggraziati si dividono tra il palcoscenico e il teatro domestico: tre figure femminili  che non si schierano né competono l’una contro l’altra, un aspirante suicida che si lamenta giorno e notte (interpretato da Kunal Roy Kapoor geniale regista di The president is coming) e una manciata abbondante di delizioso overacting, intervallato da genuina naturalezza.  Alla guida di un intrattenimento vivace c'è un nuovo showman, Ayushmann Khurrana,  il ragazzo che si sentiva star ancora prima di diventarlo, nel film è un attore che regna sul suo pubblico affezionato ma fuori dal palco si lascia andare a euforie e debolezze, trascurando la fidanzata e cercando di evadere da un rapporto isterico attraverso nuove smanie da benefattore.
Anche se si tratta di un remake e non di un’idea appena nata (la base è il film francese Après Vous), di originale c’è l’euforia e la maniera di esporre, l’eleganza delle scenografie, l’impronta da commedia di classe e la colonna sonora piacevolissima, nella quale c’è posto per un tormentone degli anni Novanta e per una canzone inedita di Khurrana (che oltre ad essere bravo e carino è anche un ottimo cantautore). Il regista intrattiene ma non vuole strafare, solleticando una risata liberatoria ma non abbandonando mai gli equilibri e il buon gusto, tutto il film pare un bouquet confezionato dalle mani delicate della fioraia Nandini (interpretata dalla debuttante Pooja Salvi), tanta è l’attenzione ai dettagli, la minuziosa ricerca di nuovi accostamenti di colore e inquadrature.
Il soggetto non è originale a priori, di storie che partono con un protagonista sul punto di suicidarsi ne è piena la storia del cinema, ciò che Rohan Sippy è riuscito ad aggiungere è l’atmosfera confidenziale,  le vibrazioni positive e l’assenza di luoghi comuni, Nautanki Saala! è un film che si sviluppa e si conclude senza un sermone o una pacca sulla spalla, più che altro con uno schiaffo o un vetro spaccato. Si ride spesso e ci si diverte sempre, Ayushmann Khurrana / Kunaal Roy Kapoor cercano fino alla fine di rubarsi la scena e l’ultima parola, e se Ayushmann conferma di essere un animale da palcoscenico nato  Kunaal svela una formidabile scioltezza nella commedia brillante.   Molti passi più indietro i tre profili femminili: la co – star nel dramma mitologico (Evelyn Sharma) ,  la fidanzata presa in giro e lasciata ad alimentare la sua rabbia ai fornelli (Gaelyn Mendonza)  e l’eroina botticelliana (Pooja Salvi),  tutte e tre le interpreti sono discrete e in tono con i personaggi, simpatiche ma facilmente dimenticabili.
 
Il mio giudizio sul film : *** 1/2   3,5/5
 
ANNO: 2013
 
REGIA : Rohan Sippy
 
TRADUZIONE DEL TITOLO : Maledetto attore!
 
CAST:
Ayushmann Khurrana ……………. Ram
Kunal Roy Kapoor ……………….. Mandar
Pooja Salvi ……………………. Nandini
Gaelyn Mendonza ……………….. Chitra
Evelyn Sharma…………………. Sita
Rufy Khan ……………………… Loli
Apparizione speciale di Abhishek Bachchan
 
 
COLONNA SONORA : Falak Shabir, Ayushmann Khurrana, Anand - Milind, Mickey Mc Cleary.  Incluso anche una versione di  "Dhak dhak karne laaga"  dal film Beta (1992). Il video del brano rivisitato nei titoli di coda di Nautanki Saala!. 
PLAYBACK SINGERS: Ayushmann Khurrana, Neeti Mohan, Saba Azad, Neeti Mohan, Geet Sagar, Raat Fateh Ali Khan, Falak Shabir, Saba Azad, Nitin Mukesh, Tulsi Kumar.
 

22 aprile 2013

MATRU KI BIJLEE KA MANDOLA

 

Vishal Bhardwaj è uno dei nomi per i quali vale la pena convertirsi a vita al credo bollywoodiano. Il regista che si è cimentato in originali rivisitazioni shakespeariane a mano ferma e senza timore alcuno continua a dar vita a imprevedibili progetti che pochi oserebbero anche solo immaginare.  Il V.Bhardwaj che preferisco è proprio quell’uomo che si butta senza paracadute e che crede fermamente nella forza dei suoi personaggi, l’autore che mentre pensa alle sue storie si commuove, si diverte e al tempo stesso se la ride, sapendo quanto l’ironia sappia rendere indelebile e facilmente fruibile qualsiasi messaggio. 
 
 
TRAMA
Harry Mandola (Pankaj Kapoor), proprietario di ampi territori agricoli in Haryana, progetta la costruzione di un nuovo polo industriale e residenziale. Mandola ha due ossessioni : Il denaro e la birra, ma un solo punto debole : la figlia adolescente Bijlee (Anushka Sharma) fidanzata con il figlio idiota (Arya Babbar) della sua socia in affari (Shabana Azmi).  Matru (Imran Khan), amico d’infanzia di Bijlee,  organizza il malcontento dei coltivatori ma i piani in atto risultano difficili da frenare.
 
 
ADORO  Matru Ki Bijlee Ka Mandola.  A Bhardwaj vorrei stringere la mano e complimentarmi per la sua irresistibile follia, per la capacità di oscillare dal realismo al delirio senza dare spiegazioni o chiedere scusa. Mi piace la libertà che ne traspira, mi piace l’idea che la scena più intelligente possa essere seguita da quella più stupida, mi piace vedere che c’è qualcuno che gira esattamente quello che vuole girare, senza pentimenti del giorno dopo e senza timore dei commenti negativi.
 
ADORO  Imran Khan e Pankaj Kapoor.  Perché i due attori sono la coppia cinematografica che non mi aspettavo, i loro duetti comici al limite del demenziale sono spettacolari. ADORO vedere Shabana Azmi nei panni di una politica corrotta che sfoggia pomposi discorsi fatti d'aria e usa il suo fascino per far presa su uomini infantili e repressi. ADORO l'imponente piramide di stupidità costruita per il personaggio di Badal. Pollice in alto anche per Anushka Sharma.  La giovane attrice continua a firmare lo stesso tipo di ruoli e ogni gesto sembra ormai parte di un format (perfino il guardaroba ultimamente si ripete dagli shorts alle scene in bikini) eppure, nonostante Anuskha non si  allontani da alcune linee guida, la sua presenza sullo schermo è sempre cosa assai gradita.
ADORO  il quadro decadente che sta intorno alla ricchezza sconsiderata del fantomatico Mandola, la descrizione dei suoi parties e delle stravaganze, delle sue sbornie iperboliche, delle allucinazioni, della sua dimora che a volte pare splendida e a volte fatiscente, del mondo in cui i suoi timidi desideri sessuali per la provocante Chaudhari Devi vengano sempre rimandati al giorno dopo. 
 
Come appare l’Haryana dal finestrino di una macchina?  Pianure che paiono estendersi fino all’altro capo del mondo, superfici anonime in attesa di investitori, industrializzazione selvaggia, mastodontici malls, tra i più grandi al mondo, isolate città dormitorio costruite apposta per le classi operaie e divise in societies, a seconda del livello e del salario. Il film lancia un sasso ma subito dopo abbandona i vetri a terra senza curarsi di raccogliergli, la sua vera tematica è ben coperta da una panatura  croccante, una catena di parodie  mascherano un quadro sotto sotto alquanto realistico.
MKBKM potrebbe essere una pièce teatrale, c’è del dramma ma anche tanto umorismo, c’è molto di nuovo ma anche qualcosa di noto, eccellenti scambi di battutte ma anche un disordinato fracasso.  Vishal è innamorato di Shakspeare e dimostra di aver imparato a trarre da lui l’ispirazione nei modi più originali e impensati, come nel suo teatro la commedia, la satira, l’ironia, i sentimenti, elementi realistici e fantasiosi si fondono e divengono un metallo unico.  Il regista rende omaggio ancora una volta al suo autore favorito facendo leggere ai protagonisti alcuni passaggi di Macbeth, che è stato il soggetto di Maqbool, il film che più amo della sua filmografia e probabilmente la miglior trasposizione cinematografica dell'opera mai realizzata.
 
 
Il mio giudizio sul film : **** 4/5

 
ANNO: 2013
 

REGIA : Vishal Bhardwaj
 
 
CAST:
Pankaj Kapur ………………. Harry Mandola
Imran Khan …………………….. Matru
Anushka Sharma …………………… Bijlee
Shabana Azmi ……………………… Chaudhari Devi
Arya Babbar ……………………………….Badal
Apparizione speciale di Ranvir Shorey
 
 
COLONNA SONORA : Vishal Bhardwaj

PLAYBACK SINGERS: Sukhwinder Singh, Shankar Mahadevan, Rekha Bhardwaj, Mohit Chauhan, Vishal Bhardwaj, Prem Dehati, African Umoja, Ranjit Baron