06 giugno 2010

LOVE SEX AUR DHOKHA


Love Sex Aur Dhokha prosegue la sperimentazione nel solco di Dev D e di Kaminey andando decisamente oltre: tocca un argomento scabroso, mostra solo volti nuovi e utilizza disorientanti tecniche di ripresa. La critica indiana, all'unanimità, lo ha accolto con toni entusiastici. La trama è suddivisa in tre parti, collegate fra loro da un tenue legame che riunisce tutti i personaggi in un'unica brevissima scena, e da un interessante filo tematico: la voracità di scandali a sfondo sessuale da parte di lettori, spettatori, utenti della rete, e il ruolo giocato dalla diffusa tecnologia digitale, che consente non solo di guardare ma anche di produrre filmati non professionali e di condividerli. Gli sceneggiatori non si limitano a rappresentare dei casi di cronaca nera: li umanizzano indagando su quanto è avvenuto prima. Le tre esemplari vicende sono narrate con partecipazione emotiva ma senza moralismo o retorica.

Love Sex Aur Dhokha è probabilmente la prima pellicola realizzata in India con l'ausilio di sole videocamere digitali amatoriali, telecamere a circuito chiuso e micro camere spia. Soprattutto nel secondo episodio, questo espediente è fortemente spersonalizzante. Si nutre davvero l'impressione di guardare, anzi, di spiare ciò che la telecamera fissa ha casualmente colto e non ciò che il regista intende mostrarci. In LSAD forma e sostanza sono strettamente intrecciate: impossibile rendere vivo sullo schermo l'argomento trattato dal film con sistemi cinematografici tradizionali ed ottenere lo stesso dirompente effetto. La forma è del tutto funzionale al messaggio da trasmettere. Gli attori si trasformano in cine-operatori riprendendosi fra loro in una pellicola che esplora come la tecnologia digitale ha cambiato il nostro mondo, pellicola realizzata con la stessa tecnologia su cui intende investigare. Originale e insolito. E' riscontrabile qualche analogia con l'intrigante Sesso, bugie e videotape di Soderbergh, anche se con LSAD forse per la prima volta un film hindi supera in innovazione e creatività il modello occidentale a cui si ispira.

Non lasciatevi ingannare dal buffo spot iniziale o dal primo episodio, una sorta di affettuosa parodia del celeberrimo Dilwale Dulhania Le Jayenge (diretto nel 1995 da Aditya Chopra, con Shah Rukh Khan e Kajol) girata con finto dilettantismo: Love Sex Aur Dhokha raggela e trafigge gli spettatori. Non siamo noi a commettere crimini come quelli narrati nella pellicola, ma il nostro voyeurismo in qualche modo ci rende complici. LSAD ci mette a disagio. Ci fa sentire sporchi. Non è un film di cui ci si innamora ma di sicuro non si dimentica. Standing ovation per il regista e sceneggiatore Dibakar Banerjee per l'idea geniale, per la realizzazione scabra ma efficace, per il coraggio di accusare lo spettatore colto in flagrante nell'atto stesso di spiare quanto accade sullo schermo. Un applauso anche al cast: tutti volti nuovi, rubati al teatro o esordienti assoluti, tutti freschi e convincenti.

TRAMA

Nel primo episodio Rahul (Anshuman Jha), studente di cinema, tenta di realizzare un casalingo remake del film che adora, Dilwale Dulhania Le Jayenge. Ma cosa succede se il nostro aspirante regista si innamora di Shruti (Shruti), l'attrice protagonista, che è promessa ad un altro? Nel secondo episodio le telecamere fisse di un mini-market registrano le vicende di Adarsh (Raj Kumar Yadav), un commesso strozzato dai debiti, e di Rashmi (Neha Chauhan), la sua ingenua vittima. Nel terzo episodio Prabhat (Amit Sial), giornalista di cronaca nera, salva una sconosciuta, Naina (Arya Devdutta), dal suicidio, ed insieme organizzano una vendetta ai danni del cantante pop Loki Local (Herry Tangri).

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* L'inaspettato finale del primo episodio. Resta addosso per giorni come un'ombra malsana.

RECENSIONI

The Times of India: ***1/2
Se volete qualcosa di nuovo guardate LSAD, perchè non offre nulla che abbiate già visto in un film desi. Ma attenzione: la pellicola di Dibakar Banerjee dev'essere assaporata lasciando cadere tutte le vostre vecchie certezze su ciò che il cinema commerciale debba o non debba essere. E' necessaria una nuova visione per capire come una stirpe di professionisti giovani e intelligenti siano determinati a spingersi sino ai limiti estremi della tradizione bollywoodiana, e ideare un linguaggio audace e completamente nuovo. A differenza degli altri, questi infaticabili cineasti credono che la creatività non sia solo una questione di profitti. C'è un intero nuovo mondo che si estende oltre il sentiero già battuto. La domanda è: lasciamo che questi creativi si addentrino in una terra di nessuno o dobbiamo insistere nel chiedere un prodotto commerciale? Un suggerimento: cosa ne dite di un gioco di equilibrismo fra il cinema d'intrattenimento e quello intelligente e innovativo, da guardare quando siete annoiati del bla-bla di Bollywood? LSAD, non solo osa mettere in scena il malcostume strillato dai titoli dei quotidiani indiani, ma si sforza anche di raccontarlo in modo differente. Come in Sesso, bugie e videotape di Soderbergh o nel più recente Paranormal activity, LSAD si avvale della videocamera portatile che diviene un personaggio integrante della storia: l'intera trama è narrata attraverso le sue riprese intime, sobbalzanti e irregolari. E il direttore della fotografia (Nikos Andritsakis) vi permette di essere sempre in prima fila, come dei veri voyeur-VIP. Anche da un punto di vista tematico il film è un martello. Troverete sfumature di tutti gli scandali di natura criminale, sentimentale o sessuale che abbiate seguito da vicino negli ultimi anni. Congratulazioni agli sceneggiatori (Dibakar Banerjee e Kanu Behl) per aver evitato ogni giudizio. La repulsione, il patetismo e l'ipocrisia della moralità della nostra classe media spillano con naturalezza, attraverso una narrazione misurata. L'altra innovazione di LSAD è il suo casting. Scritturare attori ancora allo stato grezzo ha dimostrato di essere un bonus per la pellicola e ha aggiunto una nota di realismo. Non aspettatevi un passatempo. Pensate oltre e guardate come Ekta Kapoor ha reinventato se stessa in qualità di produttrice del primo film sperimentale del cinema indiano contemporaneo.
Nikhat Kazmi, 18.03.10

Hindustan Times: ***1/2
LSAD offre attori che sembrano non esserlo e immagini ruvide, prive di ornamenti cinematografici. E' un film da dogma, il movimento culturale nato in Europa nella metà degli anni novanta, in risposta alla vacuità e all'artificiosità dei grossi successi commerciali hollywoodiani. Il danese Lars von Trier è tuttora il più raffinato esponente: il suo Dancer in the dark del 2000 dovrebbe essere incluso nella lista dei 50 film migliori di tutti i tempi. Ci sono molti altri esempi validi. In India ricordo il brillante Let's talk (2002) di Ram Madhvani, che ha segnato il debutto di Boman Irani. Ora aggiungo LSAD, nel quale tutto sembra reale e non solo una rappresentazione degli eventi. Le azioni e le emozioni più primitive sono catturate da una camera digitale portatile e da telecamere a circuito chiuso. LSAD rappresenta efficacemente il ventre molle dell'inquietante e prevenuta classe media indiana. L'arte tenta di rispecchiare l'umanità. Un film come questo lo fa senza nessuna delicatezza: il minimalismo nella recitazione, nelle riprese, nella direzione artistica si aggiunge all'angosciante premessa, e impartisce il colpo finale. Mi sono sentito abbastanza scosso. Se non fosse stato per il curriculum del regista (Khosla Ka Ghosla e Oye Lucky! Lucky Oye!), e per la coraggiosa e inusuale produttrice (Ekta Kapoor), LSAD non sarebbe stato distribuito con la stessa risonanza. E' idealmente quel genere di film che si scopre senza essere gravati da un carico di aspettative. Se qualsiasi pellicola bollywoodiana senza un protagonista danzereccio e canterino può fregiarsi di essere differente, allora LSAD, dal punto di vista dello spettatore, è sicuramente un esperimento.
Mayank Shekhar, 20.03.10

Cinema Hindi: ****1/2
Punto di forza: il messaggio, tagliente come un bisturi
Punto debole: -

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Anshuman Jha - Rahul
* Shruti - Shruti
* Raj Kumar Yadav - Adarsh
* Neha Chauhan - Rashmi
* Amit Sial - Prabhat
* Arya Devdutta - Naina
* Herry Tangri - Loki Local

Regia: Dibakar Banerjee
Sceneggiatura: Dibakar Banerjee e Kanu Behl (assistente alla regia in Oye Lucky! Lucky Oye!)
Colonna sonora: composta da Sneha Khanwalkar (Oye Lucky! Lucky Oye!), si fa apprezzare per il trascinante brano Love Sex Aur Dhokha, e per il divertente Mohabbat Bollywood Style. I testi delle canzoni sono firmati da Dibakar Banerjee e da Kanu Behl.
Fotografia: Nikos Andritsakis
Montaggio: Namrata Rao (Ishqiya)
Traduzione del titolo: dhokha significa tradimento; aur è la congiunzione e
Anno: 2010
Awards (aggiornamento del 02.03.11):
* Filmfare (selezione): miglior montaggio, R.D. Burman music award per il compositore più promettente (Sneha Khanwalkar).
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 13.10.09, The Telegraph: intervista a Dibakar Banerjee
* 18.12.09, The Times of India: dichiarazioni di Dibakar Banerjee
* 21.12.09, Indian Express: intervista a Dibakar Banerjee
* 25.12.09, Hindustan Times: divertente articolo che riporta le reazioni dell'attonita produttrice, Ekta Kapoor, alla visione di LSAD, e le rassicurazioni di Banerjee
* 29.12.09, India Today: dichiarazioni di Dibakar Banerjee
* 23.01.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Dibakar Banerjee
* 07.02.10, Indian Express: lungo testo di Dibakar Banerjee sul tema dei film commerciali
* 13.02.10, The Times of India: intervista a Dibakar Banerjee
* 19.03.10, Hindustan Times: intervista ad Anshuman Jha
* 14 e 15.07.10, Bollywood Hungama: intervista a Dibakar Banerjee, prima e seconda parte
* 03.12.11, Brunch: intervista concessa da Ekta Kapoor. Un estratto: 'I met Dibakar (...) and he wanted to make a film that was somewhat commercial in nature but also experimental. He didn’t require a big budget, but he wanted a producer who would understand the storyline and not interfere too much with the creative aspect. He had done some good films earlier, but both Khosla Ka Ghosla and Oye Lucky! Lucky Oye! were modest in nature and appeal. With LSD, he wanted to push the envelope. We were happy to do that. So in a way, LSD was also a good start for me'.
* 19.03.20, Film Companion, Inside the chilling honour killing scene
* Bollywood Hungama: video della première
* Bollywood Hungama: intervista video a Dibakar Banerjee
* Bollywood Hungama: intervista video al cast
* Bollywood Hungama: intervista video a Ekta Kapoor

CURIOSITA'

* LSAD è stato proiettato al Filmfest Munchen 2010, al London Indian Film Festival 2010 e al Melbourne International Film Festival 2010 (aggiornamento del 24.11.10).
* Dibakar Banerjee ha conquistato due National Film Award con Khosla Ka Ghosla (miglior pellicola hindi) e con Oye Lucky! Lucky Oye! (best popular film).
* LSAD è stato pubblicizzato come la prima pellicola realizzata in India con tecnologia digitale, ma pare vi siano stati due precedenti: Urf Professor (2001) e Sankat City (2009) diretti da Pankaj Advani. Articolo di Hindustan Times.
* Il noto regista Karan Johar a proposito di LSAD scrive su The Times of India: 'LSAD non è il tipico film hindi. Tutto nella pellicola urla la propria individualità, dalla forma, al mezzo, al contenuto o a come il contenuto viene trattato. LSAD da un lato è faticoso da guardare, ma dall'altro è assolutamente coinvolgente e affascinante. Espone il ventre molle della nostra società e rispecchia i nostri pensieri più segreti e le nostre ossessioni. LSAD è lucido, seducente e coraggioso. E' sfrontato, non patinato, attuale. Non solo mostra la forza di Dibakar Banerjee come sceneggiatore, ma anche quanto il cinema possa essere innovativo. E' un progetto ambizioso non in termini finanziari o tecnici, bensì creativi. Film come LSAD, sostenuti da produttori scrupolosi e realizzati da registi che non scendono a compromessi, sono gli unici che possano promuovere l'evoluzione del cinema indiano'. Articolo originale
* Il manifesto di LSAD è il più originale visto negli ultimi anni, secondo solo a quello di Dev D.
* Let's talk, la pellicola citata dal critico di Hindustan Times, era stata inclusa all'ultimo momento nella programmazione della rassegna Namaste India allestita a Milano nel 2003. Il film tratta il tema dell'adulterio. La protagonista vorrebbe confessare al marito di aspettare un bambino non suo, e si immagina diversi scenari. Let's talk è sostanzialmente la rappresentazione di questi scenari. Ammetto che non ne ero rimasta particolarmente colpita. Lo avevo trovato ripetitivo, verboso ed esageratamente scarno. Ma con alcune sequenze scioccanti.
* Riferimenti a Bollywood: Shah Rukh Khan, Shahid Kapoor, Aditya Chopra, Dilwale Dulhania Le Jayenge.
* Riferimenti all'Italia: nel primo episodio vengono citati i marmi italiani.
* Film che trattano il tema degli scandali sessuali: Dev D e It's breaking news. Diverse pellicole contengono riferimenti a personalità dello spettacolo che chiedono favori sessuali in cambio di un ingaggio: innanzitutto Page 3, e poi Satya, Naach, eccetera. E non perdetevi la reazione dell'eroina di Badmaash Company.

GOSSIP & VELENI

* Per il soggetto di LSAD Banerjee si è ispirato al famigerato scandalo relativo ad un MMS a sfondo sessuale che nel 2004 aveva coinvolto gli allievi di una scuola pubblica a Delhi. La notizia era rimbalzata in tutto il Paese. Anurag Kashyap ne ha tratto spunto per il personaggio della prostituta in Dev D.
* Negli ultimi anni anche l'India ha registrato un'escalation del triste fenomeno. Nel 2004 alcune stazioni televisive trasmisero un video pornografico che ritraeva la modella Anara Gupta, allora diciottenne. La ragazza accusò un operatore televisivo, colpevole di averla violentata e poi costretta alla pornografia e alla prostituzione, in un giro che coinvolgeva anche uomini politici. In seguito Anara ritrasse le accuse. Più recentemente, nel 2009, un canale televisivo di Hyderabad ha diffuso un filmato che ritrae il noto politico Narayan Dutt Tiwari (84 anni) in compagnia di tre giovani donne in atteggiamento equivoco. Nel marzo 2010 una stazione televisiva tamil ha trasmesso un video simile al precedente nel quale si riconosce il maestro spirituale Swami Nithyananda. Il regista Ram Gopal Varma ha tratto spunto da questa vicenda per un progetto futuro, God & Sex, che esplora il potere in India dei cosiddetti santoni.
* Banerjee e la sua troupe hanno visionato decine di filmati dilettanteschi - sempre a sfondo sessuale - caricati in rete per studiarne inquadrature e angolazioni.
* Per la prima volta in un titolo di una pellicola hindi è citata la parola sex. Banerjee ha incontrato ostacoli da parte della rigorosa censura indiana, che ha preteso tagli di scene e moderazione nel linguaggio. Articolo di Mumbai Mirror.
* La produttrice Ekta Kapoor è la figlia di Jeetendra (Caravan). L'attore Tusshar Kapoor (Golmaal Returns) è suo fratello.
* Pare che Sneha Khanwalkar sia il quarto compositore di colonne sonore di sesso femminile nella storia del cinema hindi.

05 giugno 2010

HOUSEFULL




Le commedie sono il genere cinematografico che più risente divergenze culturali, non solo sono le più difficili da far funzionare ma anche le meno adatte ad essere esportate e lasciate in mano a un pubblico internazionale. Che lo dico a fare? Non lo so, dato che Housefull non è una di queste. La sua simpatia vince qualsiasi ostacolo linguistico, il sorriso scatta in automatico, che lo vogliate o no ne sarete costretti. Riponete il cervello sul comodino, scordatevi di leggere i sottotitoli, mangiate un pasto leggero e piegatevi in due dalle risate. Bevete poco, il perché vi sarà chiaro ben presto.


TRAMA

Se non volete impicciarvi il cervello inutilmente NON LEGGETE
Aarush (Akshay Kumar) è un vero sfigato e dopo essere stato piantato in asso durante la luna di miele inizia a meditare il suicidio, mentre sceglie di annegare in mare di Puglia viene soccorso dalla bella Sandy (Deepika Padukone) indirizzata a lui dall’intraprendente e fastidioso Akhri Pasta, assurdo direttore d’albergo italo – indiano (Chunkey Pandey) . Incoraggiato dall’amico di infanzia e da sua moglie Hetal (Riteish Deshmukh e Lara Dutta ) Aarush vuole rincorrere una nuova vita e per un po’ sembra riuscirci.
Che succede quando il fratello della sua fidanzata (Arjun Rampal) rigido miliare dentro e fuori la caserma decide di andare a trovare la sorella e mettere alla prova la nuova fiamma? Che succede quando il padre di Hetal sale sul primo volo per Londra con le lacrime agli occhi sapendo di essere diventato nonno? Il nipotino non c’è, la casa neppure, e Aarush continua ad essere comunque uno sfigato. Il bello è che tutto questo pandemonio ha perfino una logica. Impossibile da credere.


Housefull rispolvera situazioni già viste in decine di altri film, dal bollywoodiano Joroo ka Ghulam all’hollywoodiano Ti presento i miei , sicuramente non c’è niente di nuovo ma le trovate comiche, i siparietti tra Akshay Kumar Riteish Deshmukh e Lara Dutta sono un ottimo e appetitoso condimento. Godibilissimo nella sua assurdità promette insaziabile divertimento e relax.

La Puglia torna ad essere location di un high budget movie , parte del film è stata girata nelle spiagge del Gargano nello stesso luogo scelto per alcune sequenze di Bachna ae Haseeno , abiti ridottissimi e bikini per Deepika Padukone, Lara Dutta e Jia Khan assicureranno anche al pubblico maschile un piacevole panorama.

Pollice in alto per :

- Lara Dutta, la bellissima reginetta di bellezza perde di colpo la memoria e si scorda di essere stata Miss Universo per trasformarsi in attrice comica dalla mimica perfetta ( i primi sintomi della sua mutazione nell’assurdo ma divertente Jhoom Barabar Jhoom )
- Chunkey Pandey o meglio Akhri Pasta, circondato dall’orchestrina italiana, un imbarazzante caricatura d’uomo, irritante impiccione e volgarotto. Pregherete di non incontrarlo mai nella vita reale. Leggi i diari dell’esperienza italiana di Chunkey Pandey: Articolo di Cinema Hindi , Testo originale
- Arjun Rampal, il duro. Very macho e iperincavolato, non lo credevo tagliato per la commedia, mai dire mai.
- La villa degli equivoci nella quale Boman Irani si aggira sonnambulo in pigiama e paraorecchie rosa di peluche.

Pollice i basso per:

- Una colonna sonora che lascia il tempo che trova
- Deepika Padukone, freddina e troppo magra da sembrare un manichino vestito. Continuo a ripetere che non mi piace accanto ad Akshay Kumar , meglio Katrina Kaif per lo meno non è anoressica.
- Firmate la petizione “liberate Jia Khan dai ruoli da Lolita” ho capito che ci è geneticamente portata ma non se ne può più (altra petizione in corso “Liberate Kangna Renaut dai ruoli di pazza – alcolista – tossicomane” )


Il mio giudizio sul film : *** 3,5 / 5
Totalmente demenziale ma nel modo giusto. Se volete apparire intellettualoidi e cervelloni evitare di nominarlo in luogo pubblico, se invece non ve ne frega un cavolo rilassate i muscoli facciali e correte a vederlo.

RENCENSIONI:

THE TIMES OF INDIA *** 3/5
Inizia in modo divertente mostrando la quintessenza della recitazione comica di Akshay Kumar: l'umorismo impassibile da 'sono solo un sempliciotto'. Poi il film si diluisce in una parte centrale confusa che frena la commedia, per riprendersi nel secondo tempo. E' una comicità grossolana, ma si ride (se non si cercano arte e intelligenza). La colonna sonora di Shankar-Ehsaan-Loy include qualche brano vivace che però non dovrebbe scalare le classifiche (ad eccezione di"Apni To Jaise" . Akshay e Riteish Deshmukh condividono un'intesa più fra loro che con i personaggi femminili. I ruoli interpretati da Boman Irani e da Lilette Dubey avevano grande potenziale, peccato non siano stati approfonditi. Detto questo, potrebbe non sbancare al botteghino, ma offre un po' di sollievo ai multiplex dopo la prolungata stasi

HINDUSTAN TIMES ** 2/5
La gag con la scimmia ricalca una scena inclusa nella commedia di Ben Stiller Una notte al museo. La gag con la tigre ricordaUna notte da leoni La canzone principale riprende, remixandolo, un brano di Kalyanji-Anandji dalla colonna sonora di Lawaaris Suppongo che fare cinema sia anche un'arte culinaria di marinare insieme spezie e sequenze. Partenze di questo tipo - rapide battute per quasi metà film - sono comuni a Bollywood (tra le pellicole recenti mi viene in mente Bad Luck Govind). La storia è accreditata al produttore Sajid Nadiadwala, e, rispetto a quella di Quarto Potere è solo una catena di gag, una barzelletta dietro l'altra, a volte in relazione fra loro, spesso no. Alcune hanno un senso, molte no. Alcune sono prese in prestito, molte non si adattano alla pellicola. Il soggetto diHousefull è scatenare risate: il film di sicuro non cerca l'applauso della critica.


ANNO: 2010

REGIA : Sajid Khan

CAST:

- Akshay Kumar........... Aarush
- Lara Dutta............. Hetal
- Riteish Deshmukh........ Babu
- Deepika Padukone....... Sandy
- Boman Irani............ Mr Patel
- Arjun Rampal............ Krishna
- Chunkey Pandey......... Akhri Pasta
- Jia Khan............... Dekiva
- Randhir Kapoor......... Kishore
- Lilette Dubey.......... Zulekha
- Malaika Arora......... Pooja
- Jaqueline Fernandes.... apparizione speciale nella canzone "aap kya ka hoga"


COLONNA SONORA: Shankar - Ehsaan - Loy

PLAYBACK SINGERS: Loy Mendonssa, Alissha Mendonsa, Mika Singh, Sunidhi Chahuhan, Shankar Mahadevan, Amitabh Battacharya, Shabbir Kumar

SITO UFFICIALE DEL FILM . Clicca QUI.

03 giugno 2010

ROAD TO SANGAM


Road to Sangam è stato presentato nel 2009 al Levante International Film Festival di Bari e poi dimenticato: evidentemente nessuno lo ha ritenuto degno dell'onore di essere distribuito nelle sale italiane. Un vero peccato, perchè i cineasti indiani, quando si impegnano, sanno realizzare pellicole per un pubblico globale (in termini di istruzione, cultura, nazionalità) con un'abilità che lascia stupefatti. Road to Sangam ne è un esempio. Intrattiene e induce alla riflessione. Coinvolge e commuove. Il tutto grazie ad un soggetto geniale, ad uno svolgimento e ad una confezione piuttosto accurati, ad una retorica contenuta, ad un attore protagonista, Paresh Rawal, da applauso.

La storia si basa su fatti realmente accaduti. Il regista e sceneggiatore Amit Rai ha tratto spunto da una notizia riguardante la riparazione - eseguita da un meccanico musulmano, Hasmatullah, residente ad Allahabad - del motore del camioncino Ford che nel 1948 aveva trasportato le urne contenenti le ceneri di Gandhi per l'immersione in diversi fiumi. Lavorando su questo soggetto, nel corso delle ricerche Amit è incappato in un'altra interessante notizia: una delle urne era stata dimenticata in una cassetta di sicurezza in una banca. A riparazione avvenuta del motore, lo stesso veicolo ha poi trasportato l'ultima urna a Mumbai, per l'immersione nelle acque del mare, in occasione dell'anniversario della morte di Gandhi il 30 gennaio 2008.

Amit ha rielaborato i fatti includendoli sapientemente in una tela più vasta: la convivenza fra comunità religiose. In Road to Sangam la questione è vissuta da parte musulmana, e il sentimento isolazionista, instillato anche da una discutibile condotta da parte delle autorità, si scontra con il desiderio di qualificarsi cittadini indiani come gli altri e non ospiti. Ma il film non indaga solo l'aspetto sociale. Altrettanto rilevante è il tema personale della solitudine del singolo che si oppone alla visione del gruppo a cui appartiene. E il nostro eroe non è un muscoloso rubacuori sepolto da strati di abiti firmati, bensì un anonimo e tradizionalista signore di mezza età, di professione meccanico in una città lontana dal circuito delle cosmopolite megalopoli indiane.

La forza di Road to Sangam è nel messaggio che veicola, nei dialoghi, nelle interpretazioni. Oltre al già citato Paresh Rawal, segnaliamo anche uno stupefacente, irriconoscibile Pawan Malhotra: l'attore si è diligentemente preparato al ruolo sorbendosi ore ed ore di programmi religiosi diffusi da un canale tematico. La sceneggiatura presenta qualche smagliatura qua e là. L'inizio è un po' debole. Qualche battuta non è all'altezza. Ma nel complesso il film è molto godibile e decisamente consigliabile.

TRAMA

Hasmatullah (Paresh Rawal) conduce un'esistenza tranquilla, diviso fra la famiglia, il lavoro di meccanico, i doveri verso la comunità musulmana e i numerosi amici. Un giorno viene incaricato di riparare nel più breve tempo possibile il vecchio motore del camion che trasporterà l'ultima urna contenente le ceneri di Gandhi. Ma a seguito di scontri fra musulmani e polizia, la comunità locale ordina di interrompere ogni attività professionale in segno di protesta. Hasmatullah è indeciso: piegarsi o seguire la sua voce interiore?

RECENSIONI

The Times of India: ***
Il film ha fatto il giro dei festival guadagnando applausi. Road to Sangam è un appello al laicismo e al liberalismo, ma soprattutto rappresenta la voce dei musulmani moderati che deve essere ascoltata, forte e chiara, in questo calderone di crescente e isterica retorica estremista. La pellicola merita di essere vista per l'interpretazione di Paresh Rawal e per l'attualità del suo messaggio.
Nikhat Kazmi, 29.01.10

Hindustan Times: ***
Non viene abbastanza spesso ricordato che Gandhi, il padre della nazione, fu vittima 62 anni fa della pallottola di un fanatico hindu. Decine di anni dopo, Gandhi e i seguaci del laicismo furono ancor più oltraggiati da un governo che appoggiò la profanazione di una moschea. Alcuni ritengono che la crescita del fondamentalismo islamico in India fu la risposta a quell'episodio. Comunque sia, i ghetti claustrofobici e isolani, costruiti attorno ad una comunità, alimentano il fanatismo e sono facilmente politicizzabili. I più abbienti ne diventano i patroni naturali. Il senso della nazione non è adeguatamente radicato: la comunità viene prima. Il regista di Road to Sangam entra in questo scenario per aiutarci a capirne le dinamiche. E in modo competente pone l'individuo nel mezzo di grandi conflitti: per l'uomo comune spesso la scelta è fra l'essere ostracizzato o seguire la corrente. La narrazione fluisce in modo appropriato, pur con diversi momenti di auto-indulgenza. Da rimarcare la presenza nel cast di un famoso attore pachistano, Javed Shaikh, malgrado il film metta in discussione la creazione stessa del Pachistan. Molti artisti hanno preferito non toccare l'argomento del fondamentalismo islamico per non correre il rischio di essere bollati come islamofobi. Ma le questioni sono importanti e non dovrebbero essere ignorate, così come non dovrebbe essere ignorato Road to Sangam.
Mayank Shekhar, 29.01.10

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: il soggetto, i dialoghi, Paresh Rawal
Punto debole: qualche rallentamento nel ritmo, ma nulla che possa inficiare la qualità della pellicola

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Paresh Rawal - Hasmatullah, meccanico
* Om Puri - Mohammad Ali Kasuri, capo laico della comunità musulmana locale
* Pawan Malhotra (Don) - Qureshi, capo religioso della comunità musulmana locale
* Javed Shaikh (Namastey London)- Banerjee, medico
* Tushar Gandhi (cameo) - se stesso

Soggetto, sceneggiatura e regia: Amit Rai
Colonna sonora: molto emotiva, assolutamente adatta al tema del film, è stata composta da Sandesh Shandilya (Jab We Met), Nitin Kumar Gupta, Prem Haria e Vijay Mishra. Premiata al Los Angeles Reel Film Festival 2009.
Fotografia: Dharam Gulati
Montaggio: Suvir Nath
Anno: ultimato nel 2009 e presentato in diversi festival internazionali, Road to Sangam è stato distribuito nelle sale indiane nel gennaio 2010
Awards (selezione):
* premio del pubblico al festival di Mumbai del 2009;
* premio per il miglior debutto registico al Sudafrica Film Festival 2009;
* Star Screen: miglior soggetto (aggiornamento del 02.03.11).
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 11.08.09, Hindustan Times: dichiarazioni di Amit Rai
* 06.11.09, Indian Express: articolo dedicato al premio del pubblico conquistato al festival di Mumbai
* 30.01.10, Hindustan Times: testo di Tushar Gandhi
* Bollywood Hungama: pagina con la lista dei link ai video dedicati a Road to Sangam
* video della presentazione della colonna sonora

CURIOSITA'

* Road to Sangam è stato presentato nel 2009 al festival di Cannes, scatenando l'applauso del pubblico presente in sala e costringendo gli organizzatori ad allestire una seconda proiezione. E' stato inoltre presentato al Levante International Film Festival 2009 di Bari, al festival di Ahmedabad del 2009, al Radar Hamburg Film Festival 2009, al Los Angeles Reel Film Festival 2009 (nel quale ha conquistato, fra gli altri premi, il terzo posto nella categoria miglior film straniero), all'Off Plus Camera Krakow International Festival of Independent Cinema 2010 e al Mexico Film Festival 2010 (nel quale si è aggiudicato la palma d'argento). Aggiornamento del 24.11.10: la pellicola è stata anche proiettata al London Indian Film Festival 2010 e al Salento International Film Festival 2010.
* Amit Rai è stato aiuto-regista di Anurag Kashyap e di Anurag Basu.
* Tushar Gandhi è il pronipote di Gandhi ed è responsabile della Mahatma Gandhi Foundation.
* Road to Sangam è stato girato ad Allahabad, con la collaborazione di molti residenti che si sono prestati a partecipare alle riprese in qualità di comparse.
* Per la prima volta le Poste indiane hanno contribuito alla promozione di una pellicola: non solo è stata stampata una cartolina postale commemorativa in onore di Road to Sangam, ma la locandina è stata affissa in tutti gli uffici postali del Paese. Articolo di Hindustan Times.
* Film che trattano l'argomento degli scontri inter-religiosi: Dev, Mr. and Mrs. Iyer, Dharm, Firaaq. Per quanto riguarda la figura di Gandhi: Hey Ram, la commedia Lage Raho Munna Bhai, Gandhi my father.

02 giugno 2010

R A N N


Ram Gopal Varma con Rann torna alle altezze a cui ci aveva abituati. Sceneggiatura, regia e interpretazioni ruvide, intense, potenti. Sequenze indimenticabili. Graffio ironico. Ma anche una certa pacatezza appena percettibile sul fondo, forse dettata dalla rassegnazione dinanzi al triste spettacolo dell'avidità umana. O piuttosto dalla convinzione che chi raggiunge la cima - politici, industriali, baroni dei media - può solo scendere, prima o poi. E Ram, sornione, ci invita ad osservarne la caduta.

Dopo un lento inizio nel quale vengono introdotti i numerosi personaggi e vengono narrati gli antefatti, il film all'improvviso decolla. Di più: avvince, indigna, emoziona. La storia non racconta nulla di nuovo: la collusione fra politica e media (e grande industria), la diffusione di false notizie allo scopo di eliminare gli avversari politici, la gestione priva di principi etici dei mezzi di comunicazione, gli omicidi, la corruzione. Ma la sceneggiatura è compatta e convincente, impreziosita da dialoghi realistici. Fulminante la battuta pronunciata da Rajpal Yadav (giornalista televisivo) alla volta di Gul Panag (aspirante regista cinematografica): 'Le nostre professioni sono molto simili: entrambi creiamo lo stesso prodotto, solo che voi lo chiamate film e noi notizie'. La regia in moto perpetuo di Ram Gopal Varma ci regala chiaroscuri, acrobazie tecniche e inquadrature da brivido. L'ambientazione è asettica, modernissima, non patinata. La colonna sonora sembra mutuata da un film horror, ed è davvero efficace, opportunamente incastonata nelle immagini.

Altra particolarità di Rann: l'eroe (Purab) non è il protagonista bensì uno dei comprimari, un uomo mite e dimesso. Il protagonista (Jay) è un personaggio negativo ma sfaccettato, tormentato: Sudeep conferma le sue eccezionali doti d'attore. Ad Amitabh Bachchan è affidato il tesissimo climax, e la star incanta e cattura con il monologo forse più lungo della sua carriera: tredici minuti girati in un unico ciak che hanno scatenato l'applauso entusiastico della troupe sul set, nonchè del pubblico in sala in occasione della prima a Delhi. Quanto al resto del cast, ci aspettavamo qualcosa di meglio e di diverso da Yadav, il cui ruolo è mal scritto e male interpretato. Rann è un film tutto maschile: i personaggi femminili sono appena abbozzati e nessuna interpretazione da parte del cast femminile - con l'esclusione di quella di Gul Panag - colpisce particolarmente.

TRAMA

Purab (Riteish Deshmukh) viene assunto dal prestigioso canale di informazione India 24x7, gestito da Vijay Malik (Amitabh Bachchan). Jay (Sudeep), figlio di Vijay, tenta di convincere il padre a sensazionalizzare i programmi e ad accettare finanziamenti da parte di gruppi industriali, pena il crollo di audience e la chiusura del canale. Ma Vijay è irremovibile. Intanto il canale concorrente, Headlines 24, gestito in modo alquanto subdolo da un ex giornalista di India 24x7, Amrish (Mohnish Behl), continua la sua scalata verso il successo. Jay prende una decisione sofferta (e criminale) all'insaputa del padre: collabora ad un complotto politico ordito da Mohan Pandey (Paresh Rawal), aspirante primo ministro.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La caduta morale di Jay Malik: le nevrosi, il conflitto interiore, il tradimento dei valori del padre e l'inganno, il terrore, il crollo a precipizio. Grande Sudeep.
* L'incorruttibilità di Vijay Malik, esponente di un mondo che sta scomparendo (che è già scomparso). L'espressione pietrificata dinanzi al tradimento. L'ultimo, dolente, memorabile commento televisivo. La disperazione devastante. Grande Amitabh.
* La criminalità della politica che viene vissuta come una recita perenne, un gioco nel quale conta solo vincere, a qualunque prezzo. Col personaggio di Mohan Pandey, Varma si diverte un mondo: ironia e sarcasmo a palate. Un esempio: Pandey, sporco dentro come una fogna, pulisce il palmo della mano all'anziana madre prima di imporselo sul capo. Grande Paresh.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* L'episodio dell'intervista pilotata. Ma Rajpal: cosa combini?? Ma Ram: cosa gli fai combinare??

RECENSIONI

The Times of India: ****
E' coraggioso. E' grigio. Ed è anche molto attuale. Ram Gopal Varma torna al suo cinema da dissezioniamo la realtà con l'avvincente, pungente Rann, che ci mostra i retroscena delle notizie ad ogni costo, sindrome che sembra affliggere certi settori dei media. Come in Satya, in Company e in Sarkar, che raffiguravano il potere della criminalità organizzata indiana attraverso le lenti di un acuto quasi-realismo, anche Rann strappa la maschera della finta onestà ai canali televisivi che presentano qualunque cosa - mitologia, folklore, fantasia e persino falsità - come notizie. Non aspettatevi nessuna grande rivelazione: Rann semplicemente reitera ciò che avete sempre saputo. Che le notizie spesso non sono vere. Che la linea sottile fra notiziario e intrattenimento diventa sempre più confusa. Che esiste un legame fra politici, uomini d'affari e baroni dei media che trasforma il reporter in un burattino. E che sensazionalismo non è il solo slogan del momento nel mondo delle news: la rapidità è altrettanto fondamentale. Ma colpisce il modo in cui la storia viene narrata, come un thriller tirato e iroso. Gli espedienti sono un po' scontati, ma la sceneggiatura tiene perchè è ben strutturata. La fotografia di Amit Roy è molto stilosa e crea una tela che cattura e ribolle. Ma sono soprattutto le interpretazioni a pompare sangue e vita nei personaggi. Ram Gopal Varma non solo riesce a catturare l'attenzione dall'inizio alla fine con la sua narrazione tesa, ma orchestra in modo davvero magistrale le performance del suo ricco cast. Guida il gruppo Amitabh Bachchan, che trasuda gravità e regale nobiltà. Ammiratelo per la sua oratoria da manuale e per il suo discorso finale sul giornalismo pulito. Paresh Rawal è una rivelazione nel creare un personaggio di malvagità pura. Ma sono gli attori minori ad uscire di scena accompagnati dagli applausi: Sudeep con la sua intensità e le sue ombre, Rajat Kapoor col suo perfido charme, Riteish Deshmukh con la sua sobrietà, Mohnish Behl col suo nudo mantra da uomo privo di scrupoli, e Neetu Chandra in un ruolo da leggimi-negli-occhi. Rann è un'esperienza davvero affascinante.
Nikhat Kazmi, 28.01.10

Hindustan Times: **
Rann non denuncia e non spiega: è puro esercizio e basta, e non si discosta molto da ciò che giudica. Il tema della pellicola è serio e meriterebbe una riflessione globale sulla gestione delle notizie, sia da un punto di vista meramente commerciale che da un punto di vista istituzionale. Ma Rann non lo fa. Per un film determinato a investigare sui media, la poca cura riservata all'argomento è inquietante. Sembra più una gangster story, e mi preoccupa che questa stupidità venga percepita come verità. Sudeep è involontariamente umoristico. Bachchan, dignitoso e signorile come sempre, sembra più una guida spirituale che un giornalista televisivo, e regala un commovente monologo che poteva esserci offerto anche senza il corredo della pellicola. Varma si è limitato a valorizzare i lavori di Madhur Bhandarkar con inquadrature migliori (e con Bachchan, ovviamente).
Mayank Shekhar, 29.01.10

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: le interpretazioni di Sudeep e di Amitabh Bachchan; la tensione che percorre gran parte del film.
Punto debole: l'interpretazione di Rajpal Yadav.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sudeep (Phoonk) - Jay Malik, giornalista, figlio di Vijay
* Amitabh Bachchan - Vijay Malik, giornalista, responsabile del canale India 24x7
* Riteish Deshmukh (Aladin) in un ruolo insolitamente drammatico - Purab Shastri, giornalista di India 24x7
* Paresh Rawal - Mohan Pandey, aspirante primo ministro
* Mohnish Behl (Raja Hindustani, Duplicate) - Amrish Kakkar, giornalista, responsabile del canale Headlines 24
* Rajat Kapoor (Raat Gayi, Baat Gayi?) - Naveen, industriale, cognato di Jay e genero di Vijay
* Gul Panag - Nandita, aspirante regista cinematografica, compagna di Purab
* Rajpal Yadav (Chandni Bar) - Anand Prakash Trivedi, giornalista di India 24x7

Sceneggiatura: Rohit G. Banawlikar
Colonna sonora: Dharam & Sandeep (Main Aurr Mrs. Khanna), Bapi-Tutul (Bhoot), Jayesh Gandhi (Apne), Sanjeev Kohli (Veer-Zaara), Amar Mohile (Bhoot)
Fotografia: Amit Roy (Sarkar)
Montaggio: Nipun Gupta (Sarkar)
Traduzione del titolo: battaglia, guerra, lotta
Anno: 2010
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 30.10.08: testo di Ram Gopal Varma nel quale il regista presenta i personaggi e il cast di Rann
* 10.10.09: testo di Ram Gopal Varma dedicato a Rann
* 20.01.10, Hindustan Times: conferenza stampa a Delhi, dichiarazioni di Amitab Bachchan
* 21.01.10, The Times of India: conferenza stampa a Delhi, dichiarazioni di Ram Gopal Varma
* 24.01.10, The Times of India: intervista ad Amitabh Bachchan
* 25.01.10, Bollywood Hungama: intervista a Gul Panag
* 29.01.10: testo di Amitabh Bachchan dedicato alla prima di Rann a Delhi
* 30.01.10: testo di Ram Gopal Varma che riporta diverse recensioni di Rann e i relativi commenti dei lettori
* Video: Amitabh Bachchan presenta Rann
* Bollywood Hungama: intervista video ad Amitabh Bachchan, prima parte e seconda parte
* Times Now: intervista video ad Amitabh Bachchan, Ram Gopal Varma, Riteish Deshmukh
* Times Now: video della conferenza stampa a Delhi.

CURIOSITA'

* Il 16.10.2008 Ram Gopal Varma annuncia nel suo blog il progetto di Rann: 'Il modo in cui oggi vengono presentate le notizie le rende molto più avvincenti delle soap o dei thriller. L'aspetto peggiore è che questa presentazione ci piace talmente tanto che ne siamo diventati dipendenti'. Testo originale.
* La campagna pubblicitaria di Rann è stata gestita in modo molto intelligente. Nelle settimane precedenti la première, a partire dal 25 dicembre 2009, è stato distribuito in 500 multisala un quotidiano di 10 pagine, Rann Times, in 300.000 copie (clicca qui). Amitabh Bachchan si è presentato agli eventi promozionali nei panni di Vijay Malik, il personaggio che interpreta nel film. Per il canale televisivo Times Now si è addirittura prestato a condurre il notiziario della sera. Vedi anche: Amitabh Bachchan giornalista televisivo per Times Now, e i link al termine del testo.
* Il brano Jana Gana Mana Rann Hai, ispirato all'inno nazionale indiano, è stato proibito dalla corte suprema perchè ritenuto offensivo. Varma lo ha sostituito con Vande Mataram. Dichiarazione rilasciata in proposito dal regista e riportata da Hindustan Times. Testi di Ram Gopal Varma dedicati a Jana Mana Gana Rann Hai: primo testo e secondo testo.
* E' stato lo stesso Amitabh ad imporre il nome di Vijay al suo personaggio, nome che gli ha portato fortuna in più di un film (Deewaar, Don, eccetera).
* Riferimenti a Bollywood: si cita un generico Sameer Khan presentato come l'attore musulmano più noto e amato (un riferimento a Shah Rukh Khan?).
* Film che trattano lo stesso tema: It's breaking news, anche se di livello decisamente inferiore. Per la corruzione politica vedi Satta.

GOSSIP & VELENI

* Riteish Deshmukh è figlio di Vilasrao Deshmukh, uomo politico del partito del Congresso e attualmente ministro del governo indiano.
* Mohnish Behl pare sia cugino di Kajol.
* Alla domanda posta da un blogger 'perchè tutti i personaggi in Rann hanno una moglie o una fidanzata tranne il personaggio interpretato da Rajpal Yadav?', Ram Gopal Varma risponde: 'Perchè è l'unico intelligente del gruppo'. Testo originale.
* Sudeep 'involontariamente umoristico'??

26 maggio 2010

CHANCE PE DANCE


Uscito i primi di gennaio, Chance Pe Dance è uno di quei film che appartiene al filone, tanto sfruttato anche a Hollywood, delle pellicole adolescenziali che raccontano di giovani di talento, ballerini, attori, cantanti, che aspirano alla fama contando solo sulle proprie forze.
Qualcuno li considera solo storielle, per altri, pur avendo passato gli anta, sono una vera e propria passione.

TRAMA

Sameer (Shahid Kapoor), arriva a Mumbai con il desiderio di sfondare nel mondo dello spettacolo. Tra l'affitto da pagare e le molte audizione andate male, però, fatica a mantenere vivo il suo sogno. Durante una selezione incontra Tina (Genelia D'Souza), giovane coreografa che riconosce il suo talento e lo sostiene. Sarà amore...e successo.

RECENSIONI

Times of India ***
Cominciate a contare: quante volte avete visto o sentito la storia di qualcuno che abbandona la sua città natale con un bagaglio pieno di sogni da realizzare nella Maximum City, Mumbai? Innumerevoli. Ed è proprio per questo che il film di Ken Ghosh sdrucciola: la sceneggiatura non offre nulla di nuovo. Ma ciò che lo rende accettabile è la passione che Shahid Kapoor infonde nel suo personaggio: c'è sincerità, c'è autenticità, c'è spontaneità. Aggiungeteci l'effervescenza di Genelia e otterrete un mix adeguato di divertimento e di fantastici passi di danza. Sebbene dobbiamo confessare che la colonna sonora non è all'altezza, soprattutto considerando che CPD è un musical.
Nikhat Kazmi, 14.01.10
La recensione integrale.

Hindustan Times *1/2
E' opinione comune in Occidente che i film Bollywoodiani siano dei musical. Ciò è vero solo in parte. Molti rimarrebbero delusi di sapere che gli attori non sanno cantare e che i bravi vocalist raramente vengono premiati. Pochi conoscono l'aspetto dei compositori. I passi di danza sfoggiati dalle star non sono poi così difficili da imitare. Il protagonista spesso non è nemmeno l'attore migliore del cast, solo il più bello. Le star Bollywoodiane guadagnano tutta l'attenzione nonchè compensi da favola: sono le più sopravvalutate icone nella storia della cultura popolare. Ad esser giusti Shahid Kapoor sa ballare, ma non sempre le sue interpretazioni convincono. CPD si proclama un film interamente sulla danza. La trama e la sua conclusione sono prevedibili. La musica dovrebbe coprire le lacune della sceneggiatura, ma non lo fa. Questo non è un musical, bensì una serie di video musicali.
Mayank Shekhar, 15.01.10
La recensione integrale.

Diana *** 3/5
Film scontato, che non lascia niente nè nella testa nè nel cuore, eppure diverte. Merito dei due protagonisti, Shahid Kapoor e Genelia D'Souza, carini e freschi. E delle molte scene spiritose che mettono di buon umore.
Può bastare? A volte sì.

Il bello:
- Tutta la sequenza del passaggio in motorino: Tina (Genelia D'Souza) è rimasta senza benzina, Sameer (Shahid Kapoor) le offre il suo aiuto e guadagna uno strappo a casa. E' l'emblema del film: due ragazzi carini, qualche battuta, la tenerezza di un incontro.
- Il brano musicale Rishta Hai Mera, durante il quale si vedono Shahid Kapoor e Genelia D'Souza svettare come giganti sulla città. Divertente.
- Sameer che finisce ad insegnare danza in una scuola elementare. Una divagazione inaspettata che arricchisce il film.
- I bloopers nei titoli di coda. Vi ritroverete sotto la doccia a canticchiare: yaba daba yahoo, yaba daba yahoo...

Il brutto:
- Le coreografie davvero bruttine. Trattandosi di un musical, non è una pecca da poco.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Tina Sharma - Genelia D'Souza
Sameer Behl - Shahid Kapoor
Il Preside - Satish Shah
Gaurav - Vikas Bhalla

Scritto da Nupur Asthana

Diretto da Ken Ghosh

Musiche:
Pritam Chakraborty (Dulha Mil Gaya)
Adnan Sami
Sandeep Shirodkar
Ken Ghosh

Coreografie:
Bosco Martis (3 Idiots)
Caesar Gonsalves (3 Idiots)
Ahmed Khan (Kaminey)
Marty Kundelka

Distribuito da UTV Motion Pictures

Anno 2010

CURIOSITA'

- Nella scuola dove insegna Sameer, le bambine amano giocare ad hockey su erba. La battuta del preside è: "l'effetto Chak de India!"

-Il contatto di Shahid Kapoor su Twitter è @shahidkapoor

Il sito ufficiale del film.

13 maggio 2010

BOX OFFICE ANNO 2009


(Hindi)


Note: 
1. 3 Idiots conquista la prima posizione:
- nella classifica dei film indiani (non solo hindi) per incassi in India;
- nella classifica dei film indiani (non solo hindi) per incassi all'estero. 
2. Due registi esordienti in classifica: Sabbir Khan (Kambakkht Ishq) e Anthony D'Souza (Blue).
3. Akshay Kumar piazza ben quattro titoli in classifica: Kambakkht Ishq, De Dana Dan, Blue e Chandni Chowk To China.
4. Katrina Kaif piazza tre titoli: Ajab Prem Ki Ghazab Kahani, De Dana Dan e New York.
5. Pritam firma le colonne sonore di quattro pellicole: Love Aaj Kal, Ajab Prem Ki Ghazab Kahani, De Dana Dan e New York.
 
Fonte Wikipedia.

02 maggio 2010

3 IDIOTS



Adoriamo la leggerezza solare di Rajkumar Hirani, leggerezza che non scade mai nella superficialità. Adoriamo l'ottimismo e il tepore confortante dei suoi film, la simpatia istintiva che i suoi personaggi suscitano, il semplice messaggio delle sue storie: l'umanità prima di tutto. Adoriamo quel solletico placido e bonario che ci increspa le labbra in un guizzo, e quelle emozioni lievi, appena accennate, che ci commuovono quanto basta per poi svanire, soffiate via da un nuovo sorriso.

Dopo Munna Bhai M.B.B.S. e Lage Raho Munna Bhai, Hirani incappa in un romanzo indiano non proprio esaltante, Un misero 18 di Chetan Bhagat, e lo trasforma - con la collaborazione di Abhijat Joshi (e di Vidhu Vinod Chopra) - in una sceneggiatura ben oliata. Ma non è solo il riadattamento della storia a convincerci. I personaggi sprigionano un calore umano che nel libro mancava. Ryan, soprattutto, da ragazzo perfetto, bello, ricco e intelligente, in 3 idiots diventa Rancho, una sorta di folletto simpatico ma non invincibile, dall'aspetto comune, senza un soldo, svagato, ma (nell'ordine) dal cuore buono e dal cervello fino. La sua umanità viene prima della sua intelligenza. Ed è con la sua umanità che conquista.

3 idiots non racconta nulla di nuovo. L'amicizia maschile era già stata esaltata in Dil Chahta Hai nel 2001. La condanna di un sistema scolastico che impone agli studenti indiani ritmi massacranti era stata espressa prima e meglio nello splendido Taare Zameen Par nel 2007. Il confronto fra l'immaginosa visuale del mondo del protagonista e le granitiche certezze del professore ci rievoca il brutto Mohabbatein. Gli elementi della tradizione bollywoodiana ci sono tutti. Eppure 3 idiots incanta e cattura. Il cast fa scintille, con Aamir Khan in testa ad interpretare in modo dolce e angelico il personaggio di Rancho. Ma, a differenza di molte pellicole di questa cinematografia, al di là del cast è il film ad esserci, con una sceneggiatura ed una regia che lo sostengono dalla prima inquadratura all'ultima. La grandezza di Hirani è anche nel non lasciarsi condizionare dal carisma degli attori: il regista mantiene la sua personale impronta, e con garbata abilità riesce a non snaturare mai i suoi lavori.

IL FILM E IL ROMANZO

3 idiots si ispira al romanzo Un misero 18 di Chetan Bhagat, ma i cambiamenti apportati nella storia, nella caratterizzazione dei personaggi, e, soprattutto, l'enfasi posta su determinati temi, rendono 3 idiots un adattamento autonomo rispetto al libro. Rimangono l'ambientazione nel campus di un'università indiana, l'amicizia di tre studenti diversi fra loro e dagli altri, la ribellione alle imposizioni di un sistema scolastico obsoleto, l'approccio scanzonato alla vita, il tono leggero. Analizziamo le differenze:

1 - la storia: gli sceneggiatori praticamente riscrivono il romanzo regalando una maggior compattezza alla narrazione. Anche gli episodi ispirati al libro presentano una veste tutta nuova e, spesso, più azzeccata;

2 - i personaggi: Hirani e Joshi operano un piccolo miracolo, caratterizzando e approfondendo le personalità dei tre amici, mentre i protagonisti del romanzo appaiono vacui e non molto a fuoco. Il colpo di genio: la rielaborazione di Rancho (Ryan nel libro), che si trasforma da super-eroe prepotente e allegro (e con le idee un po' confuse), in un essere umano gentile e innamorato delle meraviglie del mondo. Il peso della storia si sposta quindi da Farhan (Hari nel romanzo) a Rancho. Per nulla convincente, al contrario, la riscrittura dei personaggi negativi: sia il temuto professor Virus (Cherian nel romanzo), sia lo studente primo della classe (Chatur), appaiono nel film meno realistici e più caricaturali;

3 - i temi: Un misero 18 denuncia il nozionismo e l'eccessivo stress a cui gli studenti indiani vengono sottoposti, ma nel romanzo sembra che i personaggi non sappiano scorgere un'alternativa valida al sistema (e di fatto cazzeggiano). Nel film, invece, i protagonisti tentano una via nuova di autoeducazione e di autoistruzione: Rancho e i suoi amici non si ribellano al sistema che criticano, bensì più saggiamente ne sfruttano le potenzialità a loro vantaggio. Lo scopo è imparare ciò che li affascina, infischiandosene dei voti e della corsa al successo.

3 idiots risulta nel complesso un prodotto migliore rispetto a Un misero 18: narrazione e personaggi più solidi, maggior chiarezza nel messaggio da trasmettere. Fattori che rendono 3 idiots una pellicola di intrattenimento, certo, eppure intelligente e stimolante. Hirani ha dimostrato una volta di più le sue eccezionali doti di regista di commedie dal tocco leggero e profondo insieme, abilissimo nel rappresentare errori e debolezze e nel suggerire che non esiste altra via se non quella di coltivare la nostra umanità.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La sequenza del parto, molto criticata in India. Un consiglio: se avete sposato un ingegnere, è meglio che lo teniate lontano dagli sturalavandini.

RECENSIONI

The Times of India: *****
Il 2009 è iniziato con Dev D ed è finito con 3 idiots: è ora di celebrare uno degli anni più eccitanti nella storia del cinema indiano contemporaneo. I 'tre idioti' sono l'esempio perfetto del nuovo cittadino indiano che è essenzialmente anti-conformista, che sceglie di vivere in base ai propri principi, e che esplora strade nuove scansando la corsa al successo e rifiutandosi di diventare la rotella di un ingranaggio. In 3 idiots Rancho (Aamir Khan) guida i suoi amici attraverso il dedalo del sistema educativo indiano, che è competitivo, illogico, quasi crudele, e che sottopone gli studenti ad una pressione spaventosa. Rancho insegna loro ad inseguire l'eccellenza e non il successo, a pensare autonomamente, ad inventare e a sperimentare invece di copiare, a seguire il proprio cuore, ad essere non solo intelligenti ma anche umani. L'aspetto più importante del film è il fatto che il regista Rajkumar Hirani racconta tutto questo e di più senza perdere il senso dell'umorismo e la leggerezza. 3 idiots è davvero divertente. Aggiungi un emozionante nocciolo ed ottieni quasi la perfezione. Hirani convoglia il suo semplice messaggio 'solo l'umanità funziona' (vedi Munna Bhai). Il secondo tempo presenta qualche esitazione, ma non ci mette molto a rimettersi in carreggiata. Quanto alle performance, Aamir Khan è meraviglioso, e il resto del cast non rimane in ombra: persino Kareena brilla, malgrado il ruolo minuscolo. Che ci crediate o no, Aamir, Madhavan e Sharman sembrano davvero - e si comportano come - tre studentelli. Una menzione speciale per Boman Irani che è impeccabile. La colonna sonora di Shantanu Moitra acquista vita sullo schermo. Il paroliere Swanand Kirkire ha regalato all'India lo slogan per il 2010: Aal Izz Well. Precipitatevi a vederlo.
Nikhat Kazmi, 24.12.09

Hindustan Times: ***1/2
Le opinioni sono come i blog: ognuno ha le sue. Ma Hirani possiede anche un peculiare senso dell'umorismo, e questo lo avvicina al pubblico con facilità. Con 3 idiots Hirani e il suo co-sceneggiatore Abhijat Joshi segnano punti significativi, pur mantenendo la leggerezza di Munna Bhai. Il sistema educativo indiano è rappresentato come un crudele organismo esaminatore e classista, e non sorprende quindi che persino le migliori istituzioni scolastiche del Paese producano più burocrati al servizio di multinazionali o banche che liberi pensatori. Il messaggio che il film veicola (e che nella vita capiamo sempre tardi) è che alla fine ogni cosa si sistema. Il regista ammette che 3 idiots si ispira al massimo per un 5% a Un misero 18 di Chetan Bhagat, e per fortuna. La pellicola non rinuncia mai a Bollywood in favore dell'autenticità: mostra alternativamente i suoi alti e bassi emotivi, ha una buona presa sul pubblico, un eroe invincibile, una perfetta consapevolezza di quando scivolare nel sentimentalismo, nelle canzoni o nell'intervallo.
Mayank Shekhar, 24.12.09

Cinema Hindi: ****1/2
Punto di forza: il tocco inconfondibile e amabile del mago della commedia indiana, Rajkumar Hirani, e, naturalmente, Aamir Khan.
Punto debole: Boman Irani, ed è un vero peccato. Grandissimo attore qui mal sfruttato.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aamir Khan - Rancho
* R. Madhavan - Farhan
* Sharman Joshi - Raju
* Boman Irani - Virus
* Omi Vaidya - Chatur
* Javed Jaffrey (special appearance)

Regia e montaggio: Rajkumar Hirani, sempre da applauso. Tre film tre centri.

Sceneggiatura e dialoghi: Rajkumar Hirani e Abhijat Joshi (Mission Kashmir, Lage Raho Munna Bhai), con la collaborazione di Vidhu Vinod Chopra alla sceneggiatura

Colonna sonora: composta da Shantanu Moitra (Parineeta, Lage Raho Munna Bhai), con testi firmati da Swanand Kirkire (Parineeta, Lage Raho Munna Bhai). Leggera e mai invasiva, in sintonia perfetta con le immagini. Vi suggeriamo il dolcissimo Zoobi Doobi dall'atmosfera vagamente retrò, e l'allegro tormentone Aal Izz Well.

Coreografia: Bosco-Caesar (Jab We Met) per Zoobi Doobi, e Avit Diaz per Aal Izz Well

Fotografia: C.K. Muraleedharan (Lage Raho Munna Bhai, Johnny Gaddaar)

Anno: 2009

Award: National Award per il miglior film d'intrattenimento, per il miglior testo (Behti Hawa Sa Tha Woh, firmato da Swanand Kirkire), per il miglior produttore (Vidhu Vinod Chopra) - aggiornamento del 16 settembre 2010

Sito ufficiale

Canale ufficiale in YouTube, con trailer, interviste, making, audizioni


RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 02.12.09, The Times of India: intervista ad Aamir Khan
* 22.12.09, The Times of India: intervista ad Aamir Khan
* 23.12.09, Mid Day: intervista ad Aamir Khan
* 25.12.09, Hindustan Times: intervista a Rajkumar Hirani
* 30.12.09, Hindustan Times: intervista a Rajkumar Hirani
* pagina di Bollywood Hungama con la lista dei link a tutti gli articoli e a tutti i video dedicati a 3 idiots.
* Aggiornamento marzo 2010 - Intervista concessa da Aamir al Mumbai Mirror: 'Riguardo all'incredibile successo di 3 idiots, il mio approccio non è mai quello di competere con un altro attore o un'altra pellicola, nemmeno con i miei lavori precedenti. Il mio solo scopo è che il nocciolo della storia arrivi chiaramente al pubblico, e che il film ottenga il successo che merita. Mi piace dedicarmi a progetti che mi stimolino, e non penso mai ai record d'incasso. L'aspetto più importante è che la pellicola non solo intrattenga il pubblico, ma sia anche diversa dal solito. Per me è sufficiente il fatto che 3 idiots offra agli studenti e ai loro genitori un nuovo punto di vista, e che abbia un impatto positivo. I numeri non mi danno nessuna soddisfazione. E comunque non si può mai essere sicuri se un dato film avrà successo. Riguardo a Shah Rukh Khan, non c'è mai stata fra noi una lotta per la supremazia. Non sono in competizione con lui e non ho mai sollevato l'argomento. SRK è venuto alla prima di 3 idiots, e dopo quell'incontro abbiamo parlato al telefono un paio di volte. Non ci frequentiamo molto, ma il nostro rapporto è cordiale come sempre'.

Vedi anche:
- recensione della colonna sonora
- intervista a Swanand Kirkire
- Aamir Khan/Rajkumar Hirani: making of 3 idiots. Cliccando sul link segnalato alla fine del pezzo, si possono consultare a cascata ulteriori testi dedicati all'argomento, con abbondanza di video.

CURIOSITA'

* 3 idiots pare abbia frantumato ogni record d'incasso nella storia di Bollywood, grazie anche ad una campagna promozionale molto aggressiva, articolata e capillare. Aamir Khan ha organizzato delle apparizioni a sorpresa in diverse città indiane: l'attore, truccato e irriconoscibile, ha gironzolato tranquillamente per strada fermandosi a chiacchierare con gli ignari interlocutori di passaggio. La colonna sonora è stata presentata on-line nel sito ufficiale del film, con tutto il cast disponibile ad interagire con i fan nel corso di un'affollatissima videochat. Peccato per la cattiva organizzazione che non ha saputo fronteggiare la prevedibile marea di utenti collegati, ma soprattutto per i commenti volgari rivolti ad un'educatissima e molto professionale Kareena. E come non menzionare la première ad alto tasso adrenalinico: il trio regale dei Khan riunito per l'occasione, in un evento mediatico più unico che raro. Secca ammetterlo ma Salman Khan ha fatto un figurone: in forma perfetta ed elegantissimo ha oscurato col suo charme il brioso ma decisamente malvestito padrone di casa, nonchè un trafelato Shah Rukh (arrivato in ritardo).
- video di Aamir Khan in viaggio
- testo dedicato alla tappa a Varanasi pubblicato da Aamir Khan nel suo blog
- testo dedicato alla tappa a Bangalore e a Kolkata pubblicato da Aamir Khan nel suo blog
- articolo di Hindustan Times dedicato alla tappa a Varanasi
- articolo di The Times of India dedicato alla tappa in Punjab
- articolo di Hindustan Times dedicato alla tappa nel Tamil Nadu
- video della presentazione della colonna sonora
- video della première diffuso da The Times of India
- fotografie della première.

* 3 idiots è stato presentato all'Hong Kong International Film Festival 2010, all'Indian Film Festival Bollywood & Beyond 2010 (Australia e Nuova Zelanda), al quale ha presenziato anche il regista; e all'Indian Film Festival Los Angeles 2010. Aggiornamento del 24.11.10: la pellicola è stata inoltre proiettata all'Indian Film Festival of London 2010 e all'Asiatica Film Mediale 2010, e nei prossimi giorni verrà presentata all'International Film Festival of India 2010

* Aggiornamento del 13 maggio 2010 - 3 Idiots conquista la prima posizione:
- nella classifica dei film indiani (non solo hindi) 2009 per incassi in India;
- nella classifica dei film indiani (non solo hindi) 2009 per incassi all'estero. 

* 3 idiots è stato proiettato all'ONU il 17.05.10 alla presenza di Rajkumar Hirani e di Abhijat Joshi. E' seguito un dibattito a cui il pubblico ha attivamente partecipato. Gli organizzatori si aspettavano poco meno di 200 spettatori, ma alla proiezione si è presentata una piccola folla di 700 persone. Articolo originale di Hindustan Times, 19.05.10 (aggiornamento del 28.05.10)

* La prima visione televisiva di 3 idiots in India ha segnato un nuovo record. Trasmesso da Sony Entertainment Channel, il film ha raggiunto lo share più alto conquistato da una pellicola negli ultimi anni: 30,5. Un indiano su tre ha quindi guardato 3 idiots la sera del 25 luglio 2010. Il canale di Sony si conferma al numero uno negli ascolti, seguito da Colors. L'attesa prima televisiva era stata sostenuta da una campagna promozionale che aveva coinvolto diversi programmi della rete. Segnaliamo la partecipazione di Aamir Khan, Sharman Joshi e Rajkumar Hirani alla puntata di Indian Idol del 19 luglio. Articolo di Hindustan Times. Video 1 e video 2. (Aggiornamento del 06.08.10).

* Aggiornamento del 02.10.11: 3 idiots è stato distribuito in Cina nel 2011 col titolo San Ge Sha Gua. Ad oggi è stato visto da 1.300.000 spettatori cinesi. Articolo di The Times of India. Aggiornamento del 29.12.11: articolo di The Economic Times.

* Il successo stellare di 3 idiots è stato adombrato solo dalla sgradevole polemica con lo scrittore Chetan Bhagat, autore del romanzo Un misero 18. Difficile capire in questa bega contrattuale chi abbia ragione e chi abbia torto. Sembra che la produzione abbia acquistato da Bhagat i diritti all'adattamento cinematografico, impegnandosi a riconoscere i crediti allo scrittore nei titoli di coda. Alla distribuzione della pellicola, Bhagat contesta il fatto che nei titoli di testa sia stato però attribuito il soggetto di 3 idiots a Hirani e a Joshi, senza menzionare il suo nome. I produttori rispondono che il film si ispira ad Un misero 18 solo per il 5%. Bhagat ritiene invece che il 70% del suo romanzo sia stato infuso nell'adattamento cinematografico. Per alcuni giorni in India si sono susseguite dichiarazioni, non sempre pacate nei toni, che hanno coinvolto anche il cast, con Aamir Khan in prima linea. Di seguito offensivi commenti postati nei blog della star e dello scrittore da parte dei fan hanno scatenato un'altra delle solite schermaglie dialettiche virtuali. Per gli argomenti presentati da Bhagat, vedi la recensione di Un misero 18. Hirani risponde in questo video, e Aamir Khan in questo testo pubblicato nel suo blog.

* Nel giugno 2010 è stato distribuito il volume 3 idiots – The original screenplay, di Smriti Kiran, edito da Om Books International. Il produttore Vidhu Vinod Chopra, durante la conferenza stampa di presentazione del libro, ha annunciato la costituzione di un fondo al fine di pubblicare le sceneggiature del cinema indiano. Fra i primi titoli sono previsti Chuadhvin Ka Chand, Kaagaz Ke Phool e Sahib Bibi Aur Ghulam di Guru Dutt. Articolo di Hindustan Times e video di Bollywood Hungama (aggiornamento del 12.06.10). Recensione video di Bollywood Hungama (aggiornamento del 15.06.10).

* Aggiornamento del 4 dicembre 2011: Vidhu Vinod Chopra takes dig at Bhagat, The Times of India. Nel corso di una conferenza stampa, organizzata in occasione dell'International Film Festival of India di Goa, Vidhu Vinod Chopra avrebbe rivelato la possibilità di un musical italiano ispirato a 3 idiots.

* Pare che Vidhu Vinod Chopra abbia venduto i diritti di 3 idiots per la realizzazione di un remake in tamil e in telugu. Pare anche che la superstar Vijay debba interpretare il ruolo di Rancho. Aggiornamento del 15.01.12: recensione di Nanban, remake tamil di 3 idiots, pubblicata da Hindustan Times.

* Rajkumar Hirani nasce come direttore di montaggio (Mission Kashmir), e con la sua pellicola d'esordio in qualità di regista, Munna Bhai M.B.B.S., vince il National Award per il best popular film.

* Vidhu Vinod Chopra è un regista e un produttore molto dotato e molto noto. Fra le pellicole dirette da Chopra ricordiamo Parinda e Mission Kashmir. Fra le pellicole prodotte da Chopra, oltre a tutti i film diretti da Hirani, segnaliamo Parineeta.

* Aamir Khan ha dichiarato nel suo blog di aver creato un falso profilo in Facebook, spacciandosi per un ragazzo. Lo scopo era quello di studiare il modo di esprimersi e di pensare dei giovani, per potersi meglio calare nel ruolo di Rancho. Testo di Aamir. Il cast ha soggiornato presso il campus dell'Indian Institute of Management di Bangalore. Aamir, ex-campione di tennis e grande appassionato di scacchi, ha anche improvvisato delle partite con i fortunati attoniti studenti.

* Omi Vaidya è un attore (nonchè regista e tecnico di montaggio) indo-americano. Gli appassionati della serie Bones forse lo riconosceranno. Omi ha dichiarato che, durante l'audizione, gli era stato richiesto di leggere alcuni dialoghi tratti da Munna Bhai. L'attore, pur non afferrandone bene il significato, non si è perso d'animo. Una volta scritturato, la produzione gli ha intimato di non studiare la lingua hindi e di non guardare film hindi. Articolo di Mumbai Mirror, 30.12.09. Aggiornamento del 9 maggio 2012: il documentario di produzione indo-americana Big in Bollywood (2011) narra il rocambolesco successo di Omi Vaidya conseguito grazie a 3 idiots, e mostra sequenze con Aamir Khan, Rajkumar Hirani e Vidhu Vinod Chopra (trailer).

* Lo sceneggiatore Abhijat Joshi è stato premiato col prestigioso National Film Award per Lage Raho Munna Bhai. Joshi, che è dal 2003 professore di inglese nell'Ohio, sta attualmente collaborando alla sceneggiatura dell'attesissimo Munna Bhai Chale Amerika, sempre diretto da Hirani.

* Il compositore Shantanu Moitra agli inizi della sua carriera ha collaborato col regista Pradeep Sarkar (Parineeta) per numerosi spot pubblicitari. A Cannes è stato premiato per il jingle della pubblicità di Happydent. Ha composto la colonna sonora del prossimo film di Prakash Jha, Raajneeti, nonchè della pellicola bengali vincitrice del National Film Award per il miglior film del 2008, Antaheen.

* Il paroliere Swanand Kirkire ha vinto il National Film Award per il testo del brano Bande Mein Tha Dum Vande Mataram tratto dalla colonna sonora di Lage Raho Munna Bhai. Kirkire ha scritto i dialoghi dello splendido Chameli, pellicola per la quale è stato anche aiuto regista.

* 3 idiots è il terzo film consecutivo interpretato da Aamir Khan ad essere distribuito in dicembre, dopo Taare Zameen Par nel 2007 e Ghajini nel 2008. La star ha però dichiarato che si è trattata solo di una coincidenza, e non di una decisione spinta da superstizione.

* Riferimenti all'Italia: menzionata la Lamborghini. Duole segnalarlo, ma i personaggi più antipatici (Virus e il fidanzato di Pia) ascoltano musica italiana. Di contro, il sito del Corriere della Sera pubblica una foto raffigurante Vidya Balan e Vidhu Vinod Chopra alla prima di 3 idiots: clicca qui. Nel sito italiano di Omni Auto si menzionano il film e il cast in riferimento al modello di Volvo utilizzato da Farhan e Raju per raggiungere Rancho: clicca qui. Aggiornamento del 28.05.10: vedi anche Giovani sulla rampa di lancio, Livia Manera, Il Sole 24 Ore. Aggiornamento del 22.06.10: video diffuso da La7. Aggiornamento del 25.06.10: articolo del Corriere della Sera.

GOSSIP & VELENI

* Vidhu Vinod Chopra ha sposato in seconde nozze la giornalista Anupama Chopra, autrice di diversi testi dedicati al cinema hindi, fra i quali Sholay: the making of a classic (premiato con il National Film Award per il miglior libro sul cinema), Dilwale Dulhania Le Jayenge e King of Bollywood: Shah Rukh Khan and the seductive world of Indian cinema. Anupama è la sorella del noto scrittore Vikram Chandra, autore di Giochi sacri.

* Shah Rukh Khan e Salman Khan proprio in occasione della première di 3 idiots hanno condiviso lo stesso spazio per la prima volta dopo la ben nota furiosa lite alla festa di compleanno di Katrina Kaif. Clicca qui per la spiritosa cronaca del quasi-incontro pubblicata da Mumbai Mirror.