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13 aprile 2022

RADHE SHYAM


Utile per diserbare. Guardando Radhe Shyam, io sono appassita.

TRAMA

Aditya è un celebre chiromante indiano che vive a Roma. Prerana è un medico di Torino. I due intrecciano una relazione non sentimentale, ma finiscono con l'innamorarsi l'uno dell'altra. Linee della mano, patologie e (nientemeno) tsunami tenteranno di dividerli.

RECENSIONI

Mid-Day: * 1/2
'He’s [il protagonista] in Rome, where people’s regular homes, like his own, bear ceilings the height of Sistine Chapel, and massive Corinthian columns, indoors. Yes, this is a period film, but set only in the late ’70s, and performed on over-elaborate sets. (...) Basically the unprecedented success of Baahubali (2015, 17) (...) has rendered it impossible for the national hero from Hyderabad to play a normal lover boy anymore. (...) What do you do in the comfort of a cinema, with your feet up, and eyes on the gigantic screen? Well, remember everything you can, and recount it to your friends, in as much detail you can. As I just did, so I don’t have to watch it again'.
Mayank Shekhar, 12.03.22

The Hindu:
'A shallow story and lacklustre screenplay make (...) Radhe Shyam a colossal bore. At the end of Radhe Shyam, what stayed with me were its picture perfect frames that were painstakingly made to look like paintings. (...) But how long can one soak in the atmosphere, admiring the columns of light that pour through tall windows and the long corridors of the hospital and the homes in Italy? Sure, the film boasts of Prabhas and Pooja Hegde who have a good screen presence. But the soul of the film, the story, is flaky. What is meant to be an aching romance of two people racing against destiny turns out to be bland and listless. (...) The film wastes a bunch of talented actors, making them merely stand by and utter a line or two. (...) For the first hour or so, the aesthetic visuals, the music (...) and the lead actors who are made to look picture-perfect, accentuate the dreamy setting. Pooja Hegde looks every bit the princess and in later portions, shows a glimpse of her acting potential that is waiting to be tapped. Prabhas is effective in his portrayal, but there isn’t much in the story or characterisation that challenges him as an actor. When the conflict between destiny and love takes centrestage, the film begins to lose whatever little charm it had. The biggest issue with Radhe Shyam is that it never sucks you in. The ship sequence at the fag end of the film sinks an already shaky film'.
Sangeetha Devi Dundoo, 11.03.22

Cinema Hindi: **
Punto di forza: le location italiane, la fotografia e le deliziose automobili.
Punto debole: sceneggiatura elementare, dialoghi ampollosi, narrazione greve, regia inesistente, interpretazioni scialbe. Avendo a disposizione una superstar, location magnifiche, soldi a fiumi, com'è possibile sbagliare proprio tutto? Forse l'intenzione del regista, che è anche sceneggiatore, era creare un classico senza tempo. Purtroppo RS è solo vecchio e superato. 

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Prabhas - Aditya     
* Pooja Hegde - Prerana

Sceneggiatura e regia: Radha Krishna Kumar
Colonna sonora: Justin Prabhakaran. Commento musicale di Thaman S. Non male la visualizzazione del brano Ninnele.
Fotografia: Manoj Paramahamsa
Lingua: telugu
Traduzione del titolo: Shyam è uno dei nomi di Krishna, Radha è la figura femminile associata a Krishna. 
Anno: 2022

CURIOSITÀ

* La troupe di Radhe Shyam ha effettuato le riprese in Italia nell'ottobre 2018 (Arezzo, Pisa, Lucca) e nell'ottobre/novembre 2020 (Torino, altre località in Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta). Chiara Appendino, sindaco di Torino, ha personalmente incontrato Pooja Hegde. Alcune sequenze sono state girate a Roma. All'allestimento dei set hanno contribuito le scenografe Illia Boccia e Giulia Parigi. Video dei brani Sanchari, Ee Raathale, Nagumomu Thaarale. Video Making of The Saga of Radhe Shyam. Alcune battute nel film sono in italiano: al primo incontro, Aditya grida alla volta di Prerana sei un angelo, devo morire per incontrarti (una brevissima traccia strumentale inclusa nella colonna sonora si intitola Sei un angelo); sul treno una voce fuori campo pronuncia la frase per favore dimmi; una comparsa pronuncia la frase cosa stai facendo?. Vedi anche Radhe Shyam: le riprese in Italia, testo che offre l'elenco dettagliato delle location, una rassegna stampa in italiano - inclusa un'intervista concessa da Prabhas -, e una ricca photo gallery dei set allestiti in Italia.

GOSSIP & VELENI

* Davvero i costumisti credono che in Italia, negli anni settanta, ci si vestisse in quel modo? E perché gli scenografi non hanno sfogliato un manuale di arredamento dell'epoca? 
* Quanto a Prabhas, per la legge di compensazione universale, dopo il clamoroso successo registrato dai due Baahubali, gli sono toccati due tonfi altrettanto titanici (Saaho e RS). Speriamo ora abbia pareggiato i conti. E speriamo che i registi la smettano di considerarlo un eroe epico, e gli concedano di interpretare in modo misurato personaggi meno ieratici.

21 gennaio 2020

DEAR COMRADE


Astuto è l'aggettivo che meglio qualifica Dear Comrade. Bharat Kamma ha ben chiaro in mente il film che vuole realizzare, ma conosce il suo pubblico, sa che prima deve conquistarlo offrendogli ciò che si aspetta, e poi, al momento giusto, colpirlo dritto in fronte. DC merita in pieno il successo che ha ottenuto e le coccole della critica. E' scritto, diretto e interpretato con professionalità. E, nell'ambito del cinema indiano d'intrattenimento, detta regole nuove nella rappresentazione del rapporto uomo/donna.

DC parte sulla falsariga di Kabir Singh ma col valore aggiunto di una sceneggiatura superiore. Gli ingredienti per galvanizzare gli spettatori ci sono tutti: ribellione, prestanza fisica, scazzottate, cricket, matrimoni, stalking, storia d'amore, eroe invincibile, eroina (per la verità poco tradizionale, anche nell'aspetto - un dubbio mi doveva venire), antagonista, eccetera. Il pubblico, stregato, cade nella trappola e si appassiona alla pellicola e alla deliziosa coppia Bobby/Lilly. L'alchimia fra i due è stellare. 
A circa un'ora dai titoli di testa, il primo indizio: Lilly se la svigna con un'argomentazione chiara. Una blasfemia per un'opera non d'autore. Il mio livello d'attenzione sale. Dopo dieci minuti, il secondo indizio: Bobby minaccia di lasciare Lilly se la ragazza trascura il suo sogno a causa della relazione con lui. Io pietrificata. Forse anche Lilly.

Da qui in poi DC cresce moltissimo, perchè sono i due protagonisti a crescere, ciascuno in modo autonomo. DC rivoluziona il genere conservando intatto l'incantesimo. La sceneggiatura diventa sempre più raffinata, i personaggi sempre più profondi. Kamma ci vizia con un ricco spettro di sottigliezze psicologiche raramente offerte in un film d'intrattenimento. [Spoiler] Kamma inquadra con precisione il nocciolo della brutta esperienza subita da Lilly: il terrore. La sequenza finale è da applauso: Bobby comprende che la ragazza non è pronta, e che lui non deve combattere la battaglia di Lilly. In seguito, si fa da parte. E' Lilly a sfogare la sua rabbia e a trovare dentro di sè la forza di aggredire Rao e di denunciarlo, liberandosi così della paura.

Il primo tempo ruota intorno a Bobby, nel secondo è Lilly a brillare. Vijay Deverakonda è un bel ragazzo e possiede un carisma robusto. La sua interpretazione in DC è sincera. Però, per quanto fascinoso, ho preferito la performance fresca e spontanea di Rashmika Mandanna, attrice davvero dotata. 

TRAMA

Bobby è un coraggioso leader studentesco. Per evitare di investire Lilly, finisce con la moto in un fosso. Incazzato nero, sottrae villanamente del denaro alla ragazza a titolo di risarcimento danni. Non il miglior modo per allacciare una relazione.

LA BATTUTA MIGLIORE

* [Spoiler] Bobby a Rao, durante il pestaggio: Le ragazze per arrivare in nazionale devono venire a letto con te? Adesso ti faccio io dormire permanentemente! 

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La partita di cricket di Lilly con i ragazzi del giro di Bobby. 
* Lo scambio di battute fra Bobby e il padre di Lilly, quando Bobby scopre che l'uomo era al corrente di tutto.

RECENSIONI

Deccan Chronicle: *** 1/2
'Vijay Deverakonda uses the canvas afforded by Dear Comrade (...) to show why he is considered one of the best actors of his generation. (...) Debutant director Bharat Kamma infuses a big dose of social awareness into a love story. (...) Vijay’s character is similar to that of Arjun Reddy, but in Dear Comrade his aggression is for a cause. Bharat infuses Bobby’s relationship with Lilly with emotion and warmth. The director deals with the subject of sexual harassment in the second half but takes some time to get to it. The only minus point could be the time Bharat takes to establish his lead characters. The last half-an-hour is terrific. Vijay Deverakonda once again comes up with a stunning performance. He has set up quite a track record and in Dear Comrade he is Bobby personified. For Rashmika Mandanna, the role of Lilly is a big challenge because it comes very early in her career and she lives up to it. She steals the show with her lively presence in the first half and an emotional peformance in the second. Such roles come but rarely. (...) Dear Comrade is the intense love story of Bobby and Lilly, narrated realistically with all its emotion and pain by Bharat Kamma, the latest addition to the string of newcomers who are breaking the mould. Vijay Deverakonda and Rashmika are stunning. If there is a blemish, the movie is a mite too long'.
Suresh Kavirayani, 28.07.19

Film Companion:
'Dear Comrade is (...) a pretty unique film. On one level, it is a love story - and yet, it isn’t quite that love story. On the one hand, there’s the considerable pleasure of spending time with a young, easy-on-the-eyes couple (...). But it’s not just about looks. (...) Rashmika Mandanna is the film’s surprise, at once soft and steely. (...) The writing (refreshingly) doesn’t explain everything, but there’s enough for us to connect the dots. (...) Dear Comrade contains all the traditional joys of mainstream cinema, like the brilliantly choreographed song sequence at a wedding. The world and the people around Bobby and Lilly (...) are so warm, so lived-in, so lovable that I would have happily settled for just a love story. But I was impressed by the film’s utter commitment to its other story. (...) These are not the beats I expected, and it felt amazing to watch the hero take a backseat to the heroine’s journey. Bobby isn’t the saviour who snaps his fingers and frees Lilly from her trauma. He is forced to wait till she finds it within her to do what he wants her to do'. 
Baradwaj Rangan, 29.07.19

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: la sceneggiatura, l'astuzia di Kamma, il finale, le interpretazioni di Rashmika Mandanna e di Vijay Deverakonda.
Punto debole: l'aggressività di Bobby a mio parere si sposa male con la caratterizzazione del personaggio nel suo complesso e con la storia che Kamma ci vuole raccontare. [Spoiler] Troppe coincidenze: l'incontro in ospedale con Jaya e quello con Rubina per strada. L'incidente di Lilly, dopo le minacce di Rao, è eccessivo e inutile. 

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Vijay Devarakonda - Bobby
* Rashmika Mandanna - Lilly
* Shruti Ramachandran - Jaya, sorella maggiore di Lilly
* Raj Arjun - Ramesh Rao, selezionatore per la nazionale femminile di cricket

Regia e sceneggiatura: Bharat Kamma
Colonna sonora: Justin Prabhakaran
Lingua: telugu
Anno: 2019

CURIOSITA'

* DC è stato distribuito anche in versiona doppiata malayalam, tamil e kannada. Sembra che Karan Johar abbia acquistato i diritti per il remake ufficiale hindi.
* Vijay Devarakonda è l'attore protagonista di Arjun Reddy, pellicola telugu di grande successo di cui Kabir Singh è il remake ufficiale hindi.

GOSSIP & VELENI

* [Spoiler] Perchè Rubina non viene convocata come testimone? Perchè Kamma non ci dice se anche lei tornerà a giocare?
* Capito, ragazze, come si fa breccia nel cuore di un figone come Vijay Deverakonda? Su, di corsa a rompersi la testa con le regole del cricket. (...) Cricket? (...) Ehm, io magari passo.


17 ottobre 2019

M A L A A L


Sanjay Leela Bhansali ha concorso alla produzione, all'adattamento della sceneggiatura, e alla composizione della colonna sonora di Malaal, film incenerito quando non ostentatamente ignorato dalla critica. Così brutto? Non proprio. Malaal racconta la solita storia d'amore fra e per adolescenti, con tutte le semplificazioni del genere, però da un punto di vista tecnico è apprezzabile. La fotografia, i set e le scenografie regalano alla pellicola una marcia in più. Regia e montaggio sono accettabili. 
La narrazione tiene, anche se alcuni dettagli si potevano irrobustire: le motivazioni che spingono Shiva, il protagonista, ad abbandonare il movimento marathi, il suo percorso di formazione, l'infelicità coniugale della madre. Mi aspettavo una maggiore conflittualità nella famiglia di Astha, la protagonista, e meno fatalismo (già a quell'età?). La punizione finale è moralistica e troppo melodrammatica. 
I due giovani attori esordienti a mio parere se la cavano e senza darsi troppe arie, malgrado il lignaggio: Meezaan Jaffrey è il figlio di Javed Jaffrey, Sharmin Segal (timbro di voce interessante) è la nipote di Bhansali. Attendo il loro prossimo ingaggio.

TRAMA

Una brava ragazza, Astha, si innamora di un tipaccio, Shiva. Il tipaccio prova a redimersi, ci riesce, ma è troppo tardi.

RECENSIONI

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: le ambientazioni e la fotografia
Punto debole: il finale

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Meezaan Jaffrey - Shiva
* Sharmin Segal - Astha

Regia: Mangesh Hadawale
Sceneggiatura: Mangesh Hadawale, Sanjay Leela Bhansali, Sanjeev - adattamento dalla storia originale di Selvaraghavan
Colonna sonora: Sanjay Leela Bhansali, Shail Hada, Shreyas Puranik
Traduzione del titolo: rimorso, rimpianto
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Malaal è il remake hindi di 7G Rainbow Colony, film tamil del 2004 diretto da Selvaraghavan che vanta un nugolo di remake in diverse lingue indiane.

GOSSIP & VELENI

* Sanjay Leela Bhansali è lo zio di Sharmin Segal. La madre di Sharmin, Bela, è la sorella di Sanjay ed è la regista di Shirin Farhad Ki Toh Nikal Padi.
* Shiva frantuma il parabrezza della Mercedes del fidanzato di Astha. Il fidanzato fila via abbandonando Astha in mezzo alla strada. Un mondo di gentiluomini.

22 ottobre 2014

HUMPTY SHARMA KI DULHANIA




Karan Johar produce per Alia Bhatt e Varun Dhawan, due dei tre ragazzi che ha lanciato appena adolescenti nel suo Student of The Year, un film romantico fatto su misura per loro, proprio come gli abiti ultrafashion che indosseranno in ogni singola ripresa. Il regista debuttante gioca su alcuni spunti moderni intervallati a motivi retrò, non senza una buona dose di prestiti da Dilwale Dulhania Le Jayenge che si notano su vari livelli,  da alcuni capi d’abbigliamento, a dialoghi, rivisitazioni simpatiche di alcune scene cult e scelte narrative, spesso più capovolte che confermate.

TRAMA
Kavya (Alia Bhatt) prossima alle nozze con ricco medico NRI vorrebbe indossare l’abito da sposa dei suoi sogni, un capo firmato che potrebbe costarle una fortuna. Durante la sua ricerca del lengha perfetto a Delhi, la ragazza incontra Humpty (Varun Dhawan) che diventa prima un buon amico e poi, come da tradizione cinematografica, l’anima gemella. A casa però l’aspettano tutti i membri della famiglia, un padre inflessibile e un futuro marito (Siddharth Shukla) che sembra uscito da una copertina di Vogue.

Un matrimonio combinato in India è un procedimento complesso che si basa quasi esclusivamente su decisioni a livello pratico. Si parte dalla religione, per passare poi al background, alla casta, alle attività lavorative, il reddito degli sposi, il numero dei membri della famiglia, la location della futura casa, valutando anche la disponibilità della sposa di convivere con i suoceri e la preferenza dello sposo verso una casalinga o una donna in carriera.  Dovendo riuscire a soddisfare un’interminabile serie di fattori è facile che nella ricerca del “buon partito” e della ragazza “giusta” si inizi a relegare in un angolo la sfera emotiva.  Ma qualcosa è cambiato. L’India attuale ha a che fare con un lenta e progressiva ridefinizione dei ruoli. Sempre più matrimoni d’amore (alcuni finiscono bene, altri meno, come nel resto in tutte le altre parti del mondo), le ragazze che iniziano una nuova famiglia sono sempre più “wives” e meno “daughters in law”.
Dilwale Dulhania Le Jayenge quando uscì nelle sale fu un film estremamente moderno, inserito nella tradizione per scelte formali, (e per facilitarne la diffusione) ma in realtà piuttosto disobbediente. I suoi quesiti iniziarono a scatenare numerosi pruriti, lanciando domande, a volte neanche velate, sul diritto alla libertà, sulla spontaneità negata dalle regole sociali, e la testardaggine della vecchia generazione, certa di conoscere sempre ciò che è meglio. Dato che quello di DDLJ è un messaggio che non morirà mai, come tutti i classici può prestarsi a innumerevoli rivisitazioni e prestiti di vario tipo, purchè non si limitino ad essere solo delle caramelle per il pubblico. I tempi cambiano velocemente e Humpty Sharma Ki Dulhania, malgrado non sia un film epico ma di puro intrattenimento passeggero, raccoglie una nuova sfida, quella di parlare di un matrimonio combinato e di una famiglia patriarcale di oggi ancora in bilico tra i cambiamenti e la tradizione, rovesciando anche i ruoli di eroe ed eroina, sempre più sexy e androgina lei, sempre più impacciato ed effeminato lui.
Varun Dhawan è un ballerino energico e mi pare un buon tuttofare, non mi dispiace ma la sua presenza nello star system non cambia di certo le dinamiche dell’universo.  Alia Bhatt in compenso ha la stoffa della diva, crede fermamente in quello che fa e a volte volere è potere.  Alia, il giovane Emraan Hashmi in gonnella (firmata), contando del supporto dei familiari Bhatt (non certo rinomati per sfornare film politically correct) ,  si  esprime e prende posizioni senza timori,  è quella figura moderna che le ragazze di oggi vorrebbero emulare, sia nei pregi che nei difetti, non senza destare un certo allarmismo da parte dei genitori. La giovane attrice dopo il suo debutto ha scelto una sua linea guida, vuole essere l’immagine di una nuova generazione che scalpita e che “non ci sta”.  Il terzo protagonista è a sorpresa Siddharth Shukla, il volto che ogni casalinga indiana conosce, l’eroe di un interminabile serial ambientato in Rajasthan che qui interpreta  un ruolo completamente opposto al suo statico personaggio televisivo con il sorriso stampato e si dimostra molto autoironico e vivace. Il suo ingresso nella scena segna anche l’inizio di una fase molto divertente  che gioca con simpatia su una competizione impossibile, da un lato il ragazzo figo e zelante,  razionalmente e praticamente perfetto per essere il fatidico “buon partito” accanto ad Humpty Sharma, né affascinante, né troppo furbo, e pure un po’ sfigato.
Non è un film elaborato, né tantomeno originale, eppure mi è piaciuto abbastanza, vuoi per la sua confezione scintillante e moderna contrapposta ad una buona narrativa d’altri tempi, che mi fa ricordare con nostalgia i miei primi assaggi di cinema indiano, e la classica ricetta del family drama, oggi quasi in via d’estinzione.
Carino e realistico anche il continuo duello tra “designer” e “local”. Due termini che sentirete ripetere quotidianamente in India da donne e ragazze di tutte le età, e che anche dopo una breve permanenza inizierete ad usare senza accorgervene. Anche gli aspetti più frivoli del film non nascono dal caso, nell’estrema razionalizzazione del matrimonio non è affatto campata in aria la reazione di Kavya , né così incredibile il fatto che preferisca preoccuparsi del suo abito firmato piuttosto che del suo sposo, almeno in un primo momento. La protagonista che interpreta Alia Bhatt non è molto diversa da tante ragazze della sua stessa generazione, sempre più ambiziose (e munite di carte di credito) pronte a fare qualsiasi cosa pur di non apparire “local” agli occhi delle coetanee.
Dilwale Dulhania Le Jayenge sarà un film avvincente e moderno da qui a 1000 anni, Humpty Sharma Ki Dulhania potrà esserlo al massimo per qualche mese, poi nascerà una nuova pellicola capace di parlare ai giovani in modo ancora più accattivante ed efficace. Insomma, pur essendo ben lontano da essere un classico è senz’altro un buon passatempo, soprattutto se si ama la formula “song and dance” e si ha ancora una grossa sbornia da film romantici da smaltire.

Il mio giudizio sul film : ***  3/5

ANNO: 2014
TRADUZIONE DEL TITOLO : La sposa di Humpty Sharma
REGIA : Shashank Khaitan

CAST :
Alia Bhatt ………………………….. Kavya
Varun Dhawan ………………………. Humpty Sharma
Siddharth Shukla …………………. Angad
Ashutosh Rana …………………… il padre di Kavya
Manhaz Damania ………….. la sorella di Kavya
Gaurav Pandey ………………. Shonty
Sahil Vaid ……………….. Poplu

COLONNA SONORA : Sachin – Jigar
PLAYBACK SINGERS : Udit Narayan, Akriti Kakkar, Badshah, Arijit Singh, Shreya Goshal, Divya Kumar, Benny Dayal, Vishal Dadlani, Shalmali Kholgade, Alia Bhatt.

QUALCOS’ALTRO
Lo struggente brano  “Samjhawan” è stato composto da Jawad Ahmad, la versione originale, che divenne un successo nazionale, era cantata da Rahat Fateh Ali Khan. La versione del film è invece interpretata da Shreya Goshal e Arijit Singh. Anche Alia Bhatt si cimenta a cantare alcune strofe nei titoli di coda.
Siddhart Shukla deve la sua celebrità alla serial televisivo Balika Vadhu, la storia di un matrimonio tra bambini in Rajasthan e le successive avventure dei protagonisti nel corso degli anni.
Karan Johar nello stesso anno ha prodotto un altro film per il terzo attore da lui lanciato in Student of The Year, Sidharth Malhotra, protagonista di Hasee toh Phasee.

19 aprile 2014

HASEE TOH PHASEE




Come sarebbe noioso il mondo senza le commedie romantiche. Quasi non riesco a immaginarmelo. Il giorno in cui spariranno dalla faccia della terra emigrerò su qualche nuovo pianeta (purchè dotato di prese elettriche) portando con me solo un computer, un hard disk e una pila di dvd. A scongiurare l’estinzione di questo antidoto miracoloso alla noia per fortuna c’è il cinema indiano, un’onorabile industria che non ha ancora smesso di sognare e lancia sul mercato iniezioni di positività e di calore per dare un tocco diverso alla vita di tutti i giorni. Hasee Toh Phasee è una commedia romantica a tutto tondo, per gli amanti del genere una tazza di gelato da gustarsi nel luogo più confortevole della casa.

TRAMA
Nikhil (Sidharth Malotra), cerca di sfondare ma è a corto di finanziatori, il fidanzamento con la ricca Karishma (Adah Sharma), stilosissima aspirante attrice di bollywood, potrebbe porre fine ai suoi problemi, fino a che non spunta fuori dal nulla Meeta (Parineeti Chopra), la sorella stravagante e imbottita di psicofarmaci che la futura sposa vorrebbe nascondere agli occhi della famiglia in occasione delle sue nozze.

Da quando si inizia ad apprezzare un film? Qual è il momento in cui si decide se è amore oppure no? Un attimo è sufficiente per far scuocere la pasta e far scendere a picco la qualità del migliore dei piatti. Non mi ricordo quando il minuto decisivo è scoccato, so’ solo che dopo un inizio freddino di colpo ho iniziato a seguire il film con divertimento e attenzione, il tempo ha preso a volare e ancora, a distanza di ore, sembra irrintracciabile. Il finale è arrivato senza che me ne accorgessi  lasciandomi una sensazione positiva, e tanta voglia di aprire un file word per intraprendere una recensione.
Le ragazze della porta accanto ora sono di moda e la scaltra Parineeti si sta costruendo una carriera brillante sulla sua immagine da persona comune, chiacchierona, energica e dal sorriso smagliante. Mi piace, mi convince sempre di più, la sua carica e la sua autoironia fanno girare le scene dal verso  giusto. Ma fin qui niente di nuovo.  Poi sono arrivate le parti più emotive e difficili da interpretare, e da lì ho finalmente imparato ad apprezzarla in tutte le sue sfumature, rompendo una volta per tutte un grosso (ed errato) pregiudizio dal nome “Parineeti cugina di”.  Sidharth si muove bene, è un bel ragazzo ma non mi trasmette più di tanto, non mi impazzisce l'ormone, forse semplicemente non è il mio tipo ma come attore non è affatto da buttare. La  sua personalità è in linea con il personaggio di Nikhil, la sua interpretazione è molto spontanea, gli ci vorranno anni forse per smettere di essere lo “studente dell’anno” però ci siamo, l’autostrada è lunga ma l’indirizzo impostato nel navigatore è quello giusto.
Si sente lo zampino di Karan Johar, eccome, nello stile generale della pellicola, nei colori abbinati, nella qualità impeccabile delle riprese, negli arredi, nella creazione di ambienti interni, ed esterni, anche troppo belli per essere veri (e infatti si tratta quasi sempre di sets).  Immagino che dietro ad una scena sensuale e delicata, racchiusa in pochi secondi, e di forte impatto, ci sia non tanto la mano del regista quanto quella di Karan, un pittore famoso che lascia in HTP una pennellata indelebile. Se non è un colpo del maestro si tratta comunque di un’imitazione degna d’onore.
La storia? Un inizio prevedibile e un finale classicissimo. E’ tutto quello che c’è nel mezzo a fare la differenza. Dopo aver pensato più di una volta che l’overacting di Parineeti nella prima parte fosse fuori luogo, e che le espressioni di Sidharth Malhotra non cambiassero mai, ho dovuto attendere un’altra manciata di minuti per rimangiarmi tutto e rilassare le guance, finalmente con un sorriso. I due protagonisti sono un abbinamento un po’ bizzarro ma in linea con l’evoluzione della storia, che immaginavo un semplice a boy – meets – a girl, e invece ci ho trovato molto di più, frugando in una piacevole confusione tra colorate canzoni, baraonde familiari, alcune scene simpatiche e altre molto intense ed emozionanti (affidate soprattutto alla protagonista femminile, una vera a propria Leader).  Potrà non essere un film perfetto ma sicuramente vale il tempo e il denaro spesi per guardarlo, non c’è un limite ben preciso tra il delirio e la filosofia, oltre che a una ritmata punjabi wedding song, e magari pure le piogge monsoniche, il cielo grigio di Mumbai e una bella indigestione di vada pav.

Il mio giudizio sul film : *** 3/5
ANNO : 2014
REGIA:  Vinil Mathew
TRADUZIONE DEL TITOLO : Se ti sorride è in trappola!

CAST :
Parineeti Chopra ………………… Meeta
Sidharth Malhotra ………………. Nikhil
Adah Sharma ………………… Karishma
Manoj Joshi ……………………… Il padre di Meeta e Karishma

COLONNA SONORA : Vishal & Shekhar
PLAYBACK SINGERS: Vishal, Shekhar, Sunidhi Chahuan, Benny Dayal, Shreya Goshal, Shafqat Amanat Ali, Nupur Pant, Chinmayi Sripaada, Sanam Puri, Shipria Goyal.

QUALCOS’ALTRO:
Il film è stato prodotto da Karan Johar in collaborazione con Anurag Kashyap , Vikramaditya Motwane e Vikas Bahl.
Per pochi secondi Karan Johar compare in una scena della pellicola.
Il regista Vinil Mathew compie con Hasee toh Phasee il suo debutto cinematografico. La sua gavetta è stata al fianco di due autori di tutto rispetto delle cinematografie del sud, Bharath Bala e Santosh Sivan.


06 settembre 2013

JAB TAK HAI JAAN

Yash Chopra è deceduto il 21 ottobre del 2012, Jab tak hai jaan è il suo ultimo film. Pur non volendo far torto in primo luogo a questo famosissimo autore, produttore e regista, lasciandoci influenzare nel giudizio dalla sua scomparsa, è innegabile che l'ultimo suo lavoro, portato a termine ad ottant'anni compiuti, dopo cinquant'anni di carriera, ha un suo intrinseco interesse.

TRAMA

Samar Anand (Shahrukh Khan) è un artificiere dell'esercito indiano. Attraverso un'intrepida giornalista, Akira Rai  (Anushka Sharma), che si interessa alla sua storia, scopriamo del suo amore mai dimenticato per Meera Thapar (Katrina Kaif), incontrata a Londra, dieci anni prima, quando Samar era cantante di strada e cameriere.

RECENSIONI

The Times of India ***1/2
Jab Tak Hai Jaan è il canto del cigno di Yash Chopra, il grande padre del genere romantico. Ogni fotogramma è ritratto alla perfezione, le emozioni sono ben sfumate. Ma c'è un sostanziale difetto: la storia di Aditya Chopra è stereotipata.
Shah Rukh Khan è la spina dorsale di JTHJ. E' carismatico come innamorato ed enigmatico come ufficiale dell'esercito.
Katrina Kaif grazie ad un look intelligente appare splendida. Inoltre durante la canzone Ishq Shava è bella da guardare, sta diventando una ballerina di film drammatici bollywoodiani. Ma quando è ora di saper gestire scene emotive ed intense, Kat rimane una bambola Barbie, bella ma di plastica.
Anushka Sharma è un piacere per gli occhi, ideale per la parte di una ragazza che parla no-stop. Ha una perfetta figura ma porta il peso di un ruolo insoddisfacente.
Francamente se qualcuno chiedesse qual è il valore aggiunto di JTHJ, sono le immagini dei titoli di coda, dove si vede Yash Chopra scherzare con i suoi attori, immerso in intensi confronti con i suoi collaboratori. Fanno venire un groppo in gola perché il film è stato realizzato così vicino alla sua scomparsa.
Un consiglio: Jab Tak Hai Jaan non vi piacerà se il romanticismo sdolcinato non fa per voi. La pellicola non ha l'intensità di alcuni altri precedenti film sentimentali di Yash Chopra come Daag, Kabhie-Kabhie, Silsila e Chandini. Ma ha ancora il tocco dell'uomo che ha realizzato alcuni dei migliori romantici lavori a Bollywood. 
Meena Iyer, 12.11.2012
La recensione integrale.

Hindustan Times ***
In quale mondo una bella, favolosamente ricca ragazza che gira per Londra in una Bentley guidata da un autista, si innamorerebbe di un cameriere? Ma nel mondo di Yash Chopra, ovviamente!
Aiuta moltissimo che il cameriere sia interpretato da Shah Rukh Khan con un fascino a livelli abbaglianti. In ogni caso non si va a vedere un film di Yash Chopra per immergersi nel realismo o nella complessità di una relazione. Si va per partecipare alla fantasia di un amore idealizzato che fa perdere i sensi, e Jab Tak Hai Jaan soddisfa pienamente in questo.
Questa pellicola presenta tutti gli elementi che si desiderino da un lavoro di Yash Chopra, meravigliose locations in UK e nel Kashmir, sfarzose canzoni e tre nobili personaggi che lottano con integrità contro i loro personali obblighi.
Ma quello che Jab Tak Hai Jaan non ha è una trama coerente. Attraverso una serie di colpi di scena poco convincenti, il cameriere diventa un ufficiale dell'esercito, un esperto artificiere, niente di meno.
La storia di Aditya Chopra è grossolanamente artificiale e sul filo del ridicolo.
Non sono rimasta coinvolta dalla storia, ma mi hanno convinto le interpretazioni sincere.
Tutti e tre, Shah Rukh, Katrina and Anushka, sono eccellenti.
E signore, prendete nota: Shah Rukh è senza sforzo il più affascinante ufficiale del cinema Hindi dai tempi di Balraj Sahni in Haqeeqat, e in questo film ha finalmente infranto la sua regola di non baciare sullo schermo.
E' possibile ammirare anche la sua capacità di interpretare l'eroe romantico.
Glielo abbiamo visto fare per due decadi ma lo rende ancora ammaliante.
Jab Tak Hai Jaan  è troppo pasticciato per coinvolgere. Per quasi 180 minuti, richiede un'enorme pazienza. Ma io raccomando di vederlo.
Perché solo Yash Chopra può rendere lo struggimento così attraente e nobilitarlo al punto che il suo eroe lo porti come un distintivo d'onore.
Anupama Chopra, 13.11.2012
La recensione integrale.

Diana ***1/2
Per godere di ciò che Jab Tak Hai Jaan offre dovete essere pronti a quella che Coleridge chiamava "volontaria sospensione dell'incredulità momentanea". 
Le circostanze della storia non stanno in piedi ed oltre ad essere assurde, spesso sono fastidiose. Personalmente trovo il ruolo determinante dato alla fede, a Dio, incomprensibile e difficile da sopportare, ma ognuno può valutare secondo il proprio gusto quali siano gli aspetti del film più irritanti o ridicoli. C'è davvero l'imbarazzo della scelta.
Se decidete però di disinteressarvi della verosimiglianza e riuscite a superare il secondo problema: non sentirvi stupidi per quello che state guardando e che magari vi sta pure piacendo, che cosa avrete in cambio?
Una pellicola grandiosamente confezionata che non bada a spese, scenari strepitosi, musiche allegre e coinvolgenti, un drammone sentimentale che vi strapperà, contro il buon senso e la vostra volontà, più di un'emozione, e un pieno di Shah Rukh Khan da urlo.
Se non vi basta sappiate che Jab Tak Hai Jaan mette in scena la sfida del secolo: SRK vs Jesus. E che qualcuno pensa che solo in cielo ormai si potesse trovare un avversario degno del baadshah di Bollywood.
Chi la spunterà?

Il bello:
- Un minuto di silenzio per l'entrata in scena di SRK, in moto, tuta mimetica e occhiali a goccia.
- Durante una serata in discoteca, Samar si presenta scherzosamente a Meera con il nome di Raj e Meera risponde che il suo è Tina. Subito Samar chiede: italian?
 Dopo gli "spaghetti bolognese" di Don 2, questo "italian" pronunciato da SRK comincia a farci pensare che il re abbia un debole per noi. Aaaah lasciatemi sognare...
- La tenerezza di Samar per la giovane Akira. Il desiderio che lei realizzi i suoi sogni e non rinunci alle sue passioni dimostra che la scorza del tormentato artificiere non è irrimediabilmente indurita.
- Il video della canzone Ishq Shava che mette in luce quella che evidentemente, secondo la Yash Raj Fims, è la caratteristica più importante di Katrina Kaif: la sensualità.
- I titoli di coda con Yash Chopra che lavora, già visibilmente debilitato, fanno stringere il cuore.

Il brutto:
- Challa è una canzone fresca e carina ma onestamente la sequenza in cui SRK gira per le strade di Londra con la chitarra in spalla è imbarazzante.
- Anche se SRK interpreta in modo apprezzabilmente diverso il giovane e ottimista Samar del primo tempo dall'ufficiale più amareggiato e disincantato del secondo, in nessun mondo possibile e non, King Khan può passare per un ventottenne.
- La battuta secondo la quale la dottoressa che si occupa di Samar sarebbe omosessuale. Non è divertente ed è una caduta di stile.
- Le co-protagoniste, Katrina Kaif e Anushka Sharma, sono al loro meglio, soprattutto esteticamente. Il loro look, come quello di tutta la pellicola, è curato e impeccabile, eppure mancano di luce. Nessuna delle due ha la presenza sufficiente, accanto a SRK sembrano figurine di cartone, di secondo piano. Spente e piatte.
- Aditya Chopra.
La sceneggiatura di Jab Tak Hai Jaan non solo è brutta, è anche vecchia, antiquata. La concezione del film  ricorda davvero "quelle di una volta" ma in senso negativo. Niente di più lontano dalla freschezza di DDLJ.
Addio Aditya, ti abbiamo perso definitivamente.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Samar Anand - Shahrukh Khan
Meera Thapar - Katrina Kaif
Akira Rai - Anushka Sharma
il padre di Meera - Anupam Kher
Pooja, la madre di Meera - Neetu Singh
Imraan - Rishi Kapoor
Dr. Zoya Ali Khan - Sarika Thakur
Frank - Andrew Bicknell
Zain - Sharib Hashmi
Maria - Jasmine Jardot
Captain Jagdeep Deewan - Gireesh Sahedev
Captain Kamal Singh - Amarinder Sodhi

Scritto da Aditya Chopra e Devika Bhagat

Diretto da Yash Chopra

Musiche di A.R. Rahman

Coreografie di Vaibhavi Merchant

Prodotto da Aditya Chopra

Distribuito da Yash Raj Films

Anno 2012

AWARDS

Zee Cine Awards 2013:
Best Actress in a Supporting Role - Anushka Sharma
Best Singer Female - Shreya Ghoshal for Saans
International Film Icon - Male - Shahrukh Khan
International Film Icon - Female - Katrina Kaif
Power Club Box Office Award - Yash Chopra

Filmfare Award 2013:
Best Actor In A Supporting Role (Female) - Anushka Sharma
Best Lyrics - Gulzar for Challa
Filmfare Award for R.D. Burman Award - Neeti Mohan for Jiya Re
Lifetime Achievement Award - Yash Chopra for all his films

Stardust Award 2013:
Best Actor (Editor's choice) - Shahrukh Khan
Star of the Year - Male - Shahrukh Khan
Best Actress - Comedy/Romance - Anushka Sharma

International Indian Film Academy (IIFA) 2013:
Performance in a Supporting Role (Female) - Anushka Sharma
Forever Director - Yash Chopra
Digital Star of the Year - Shahrukh Khan

Qui tutti gli altri awards vinti da Jab tak hai jaan.

CURIOSITA'

- Il titolo del film, Jab Tak Hai Jaan, è ispirato alla canzone, Haa Jab Tak Hai Jaan, parte della colonna sonora di  Sholay.
- Alcuni dei suggestivi scenari meravigliosamente filmati da Yash Chopra sono del Kashmir e del Ladakh. Quest'ultima location pare sia stata suggerita dallo stesso Shah Rukh Khan che la conosceva per esserci stato in occasione delle riprese di Dil se..
- Due settimane prima della premiere di Jab Tak Hai Jaan, Ajay Devgn, il cui film, Son of Sardaar, era in uscita nello stesso fine settimana, a Diwali, ha mandato una notifica alla Competition Commission of India accusando la Yash Raj Films di monopolizzare il mercato occupando la maggior parte delle sale cinematografiche. E' probabilmente per questo motivo che Ajay e sua moglie, la splendida Kajol, perfetta e adorata partner di SRK in grandi successi, sono stati praticamente gli unici a non presenziare alla speciale proiezione di Jab Tak Hai Jaan, del 12 novembre 2012 a Mumbai, in commemorazione di Yash Chopra.
Un'idea delle numerosissime star che non hanno voluto mancare all'evento in questo video.
- E' proprio vero, dopo anni in cui il re di Bollywood continuava a ripetere che non avrebbe baciato nessuna delle sue co-star, il tabù è stato infranto. Ma non aspettatevi niente di sconvolgente, si tratta di un timoroso  e poco entusiasta sfiorarsi di labbra che mal si addice a due appassionati innamorati. Si assiste come ad un evento storico ma Shah Rukh sembra più a suo agio a distanza, quando sfodera il carisma innato e l'ormai dolorosamente noto sguardo assassino.

Il sito ufficiale del film.

Uno speciale ringraziamento a Treme per la sua collaborazione a questo post e per aver offerto un punto di vista diverso quanto appassionato sul film.

22 maggio 2013

NAUTANKI SAALA!


 
Nautanki Saala! è uno di quei film che è difficile sottoporre ad un’analisi lucida, ad un certo punto si aprono due strade, da una parte l’indifferenza dall’altra il colpo di fulmine, solo due minuti e ho capito di aver imboccato la seconda. Rohan Sippy  offre al pubblico un intrattenimento efficace e gentile senza ricorrere a grossi capitali, questo è il progetto per il quale  ha impiegato il budget minore ma è anche quello che scuote dal sonno la sua, finora non travolgente, filmografia.
 
TRAMA
Ram (Ayushmann Khurrana) sta correndo dalla fidanzata (Gaelyn Mendonza) al termine di uno dei suoi show teatrali quando si imbatte in Mandar (Kunal Roy Kapoor), un uomo sotto shock a un passo dal suicidio. Non sapendo cosa fare Ram porta Mandar nel suo appartamento e se ne assume la responsabilità, presto la sua vocazione all'altruismo finirà per metterlo nei guai.
 
Un mondo di personaggi esuberanti e aggraziati si dividono tra il palcoscenico e il teatro domestico: tre figure femminili  che non si schierano né competono l’una contro l’altra, un aspirante suicida che si lamenta giorno e notte (interpretato da Kunal Roy Kapoor geniale regista di The president is coming) e una manciata abbondante di delizioso overacting, intervallato da genuina naturalezza.  Alla guida di un intrattenimento vivace c'è un nuovo showman, Ayushmann Khurrana,  il ragazzo che si sentiva star ancora prima di diventarlo, nel film è un attore che regna sul suo pubblico affezionato ma fuori dal palco si lascia andare a euforie e debolezze, trascurando la fidanzata e cercando di evadere da un rapporto isterico attraverso nuove smanie da benefattore.
Anche se si tratta di un remake e non di un’idea appena nata (la base è il film francese Après Vous), di originale c’è l’euforia e la maniera di esporre, l’eleganza delle scenografie, l’impronta da commedia di classe e la colonna sonora piacevolissima, nella quale c’è posto per un tormentone degli anni Novanta e per una canzone inedita di Khurrana (che oltre ad essere bravo e carino è anche un ottimo cantautore). Il regista intrattiene ma non vuole strafare, solleticando una risata liberatoria ma non abbandonando mai gli equilibri e il buon gusto, tutto il film pare un bouquet confezionato dalle mani delicate della fioraia Nandini (interpretata dalla debuttante Pooja Salvi), tanta è l’attenzione ai dettagli, la minuziosa ricerca di nuovi accostamenti di colore e inquadrature.
Il soggetto non è originale a priori, di storie che partono con un protagonista sul punto di suicidarsi ne è piena la storia del cinema, ciò che Rohan Sippy è riuscito ad aggiungere è l’atmosfera confidenziale,  le vibrazioni positive e l’assenza di luoghi comuni, Nautanki Saala! è un film che si sviluppa e si conclude senza un sermone o una pacca sulla spalla, più che altro con uno schiaffo o un vetro spaccato. Si ride spesso e ci si diverte sempre, Ayushmann Khurrana / Kunaal Roy Kapoor cercano fino alla fine di rubarsi la scena e l’ultima parola, e se Ayushmann conferma di essere un animale da palcoscenico nato  Kunaal svela una formidabile scioltezza nella commedia brillante.   Molti passi più indietro i tre profili femminili: la co – star nel dramma mitologico (Evelyn Sharma) ,  la fidanzata presa in giro e lasciata ad alimentare la sua rabbia ai fornelli (Gaelyn Mendonza)  e l’eroina botticelliana (Pooja Salvi),  tutte e tre le interpreti sono discrete e in tono con i personaggi, simpatiche ma facilmente dimenticabili.
 
Il mio giudizio sul film : *** 1/2   3,5/5
 
ANNO: 2013
 
REGIA : Rohan Sippy
 
TRADUZIONE DEL TITOLO : Maledetto attore!
 
CAST:
Ayushmann Khurrana ……………. Ram
Kunal Roy Kapoor ……………….. Mandar
Pooja Salvi ……………………. Nandini
Gaelyn Mendonza ……………….. Chitra
Evelyn Sharma…………………. Sita
Rufy Khan ……………………… Loli
Apparizione speciale di Abhishek Bachchan
 
 
COLONNA SONORA : Falak Shabir, Ayushmann Khurrana, Anand - Milind, Mickey Mc Cleary.  Incluso anche una versione di  "Dhak dhak karne laaga"  dal film Beta (1992). Il video del brano rivisitato nei titoli di coda di Nautanki Saala!. 
PLAYBACK SINGERS: Ayushmann Khurrana, Neeti Mohan, Saba Azad, Neeti Mohan, Geet Sagar, Raat Fateh Ali Khan, Falak Shabir, Saba Azad, Nitin Mukesh, Tulsi Kumar.