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23 dicembre 2022

THANK GOD


Quando credi di aver già visto il peggio del peggio, ecco un film come Thank God, distribuito col chiaro scopo di smentirti.

TRAMA

Aayan è un agente immobiliare sull'orlo della bancarotta. E poiché (è assodato) alla sfiga non c'è mai fine, a seguito di un incidente d'auto, Aayan viene sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico. [Spoiler] Mentre il medico si affanna per salvargli la vita, Aayan si ritrova al cospetto del dio CG, e gli tocca superare alcune prove per non morire. 

RECENSIONI

Film Companion:
'Thank God is (...) an unwitting reincarnation of a scrapped aesthetic. (...) Its audacity to be made in 2022 is almost impressive'.
Rahul Desai, 26.10.22

Cinema Hindi: *
Punto di forza: -
Punto debole: non si salva niente. Niente.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sidharth Malhotra - Aayan, agente immobiliare
* Ajay Devgan - CG (dio Chitragupta)
* Rakul Preet Singh - Ruhi, agente di polizia, moglie di Aayan
* Nora Fatehi (cameo)

Regia: Indra Kumar
Sceneggiatura: adattamento di Aakash Kaushik e Madhur Sharma del film danese Sorte Kugler, di cui Thank God è il remake ufficiale hindi.
Colonna sonora: Tanishk Bagchi, Rochak Kohli, Chamath Sangeeth. 
Fotografia: Aseem Bajaj
Montaggio: Dharmendra Sharma
Anno: 2022

29 giugno 2022

HEROPANTI 2


Tocca rassegnarsi. La stupidità è inarginabile.

TRAMA

L'avessi capita. E comunque a venti minuti dalla fine mi son chiesta: ma chi me lo fa fare? E ho spento il pc.

RECENSIONI

Film Companion:
'The film itself is not a film so much as a cheap theme park ride, where one unimaginative and ludicrously expensive set piece simply follows another without any sort of narrative logic connecting them'.
Rahul Desai, 29.04.22

Cinema Hindi: *
Punto di forza: -
Punto debole: da dove comincio?

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Tiger Shroff - RJ/Babloo
* Nawazuddin Siddiqui - Laila, prestigiatore e criminale
* Tara Sutaria - Inaaya, sorella di Laila

Regia: Ahmed Khan
Sceneggiatura: Rajat Arora (ti droghi?)
Colonna sonora: A.R. Rahman
Anno: 2022

08 agosto 2021

L A X M I I


La locandina e il trailer avevano sparato le mie aspettative alle stelle, aspettative poi polverizzate dalle recensioni negative, ma ho comunque affrontato Laxmii con un mix di curiosità e prudente ottimismo. Non ce l'ho fatta: a venti minuti dalla fine, ho spento il pc e mi sono rifugiata a letto in preda allo sconforto.

Laxmii è una commedia horror - genere difficilissimo da azzeccare e (solo) per questo apprezzo il coraggio del regista - che al 99% non diverte e che al 90% non spaventa. Forse, nelle intenzioni, si voleva vivificare un certo tipo di b-movie di vecchio stampo nel quale allegria forzata, mimica estenuante ed eventi soprannaturali convivevano con esiti discutibili (in passato ho incrociato qualche desolante esempio). Laxmii è però agghiacciante, antiquato e inesorabilmente superato.

Il soggetto non è da buttare, una sceneggiatura e soprattutto una regia meno contraddittorie e casalinghe avrebbero potuto svilupparlo in un prodotto accettabile, persino originale. Purtroppo ogni singolo aspetto del film è scadente. Gli effetti speciali sono dilettanteschi, ed è il difetto minore. La narrazione è singhiozzante, con sequenze troncate in modo brutale, improvvisi cambi di registro, coreografie inserite senza apparente pianificazione.
Ci sono accenni ai matrimoni interreligiosi e all'infondatezza delle superstizioni popolari, niente che lasci il segno. Più marcato è il tema transgender, ed è qui che Laxmii avrebbe potuto offrire qualche spunto originale, peccato che la sceneggiatura sprechi l'occasione. Penso che con intelligenza e sensibilità si possa ironizzare su qualsiasi argomento: Laxmii difetta di entrambe.
Le interpretazioni, anche degli attori di supporto, sembrano frutto di un certo impegno ma abbandonate a se stesse. Non c'era nessuno dietro alla macchina da presa? Akshay Kumar e Kiara Advani, dopo l'esilarante Good Newwz, si sono imbarcati in un progetto davvero sfortunato.

TRAMA

Aasif (musulmano) e Rashmi (hindu) si sono sposati senza il consenso della famiglia di lei. E quando tentano di farsi perdonare, il soprannaturale mette loro i bastoni fra le ruote.

RECENSIONI

Mid-Day:
'This is supposed to be a horror-comedy, that doesn't scare you for even a second. And frankly there is nothing to laugh over/about, even if you consider that, let alone a scene, any of the characters were supposed to be funny. (...) Laxmii (...) looks and feels - by way of camera work, production design, characters/performances - considerably more dated than the '90s. (...) Laxmii is basically Housefull 4, without even the jokes for them to work'.
Mayank Shekhar, 12.11.20

Film Companion:
'The butchered craft of filmmaking - the camera sways like a drunk eagle, the entire cast seems high on muscle relaxers, the ghost is practically an energetic wig on a vacuum cleaner, the comedy is horrific and the horror is comical, the “masala” is actually coloured sawdust - is the least of Laxmii’s crimes. Most self-respecting bad movies merely murder the grammar of storytelling. But Laxmii is offensive on such a basic ideological level that slotting it in the consolatory progressive-mainstream-film category is in fact a scathing indictment of how regressive we are to begin with. I’m sort of lost for words. And that takes some doing in a year like 2020. (...) Laxmii is essentially about a Muslim man who gets possessed by the ghost of a transwoman. As a result, it manages to be both Islamophobic and transphobic at once. Not to mention logic-phobic and taste-phobic. (...) The problem is precisely this: the film’s callous grouping of religious and gender minorities with intellectual disability. It’s the treatment. The prejudice disguised as liberalism. There’s an unmistakable sense that both Asif and Laxmii are “defective” people who must join forces to alter popular perception. Asif’s sudden love for red sarees and bangles, and his feminine gait, is played for laughs in the scenes with his wife’s family. The use of horror - to reflect the gaze of Indian society - is understandable. But the existence of comedy implies that the Muslim and transgender communities are the joke as well as the punchline. I found myself smiling in disbelief at the sheer tone-deafness of the writing/acting/breathing'.
Rahul Desai, 10.11.20

Cinema Hindi: *
Punto di forza: la locandina
Punto debole: narrazione imbarazzante, il film è inguardabile.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Akshay Kumar - Aasif
* Kiara Advani - Rashmi, moglie di Aasif
* Ashwini Kalsekar - Ashwini, cognata di Rashmi
* Sharad Kelkar - Laxmii
* Ayesha Raza Mishra - madre di Rashmi
* Rajesh Sharma - padre di Rashmi

Regia e sceneggiatura originale tamil: Raghava Lawrence
Adattamento hindi della sceneggiatura originale tamil: Farhad Samji (regista di Housefull 4)
Colonna sonora: Tanishk Bagchi, Shashi-DJ Khushi, Ullumanati. Il brano Bam Bholle di Ullumunati non è male, e la coreografia ha il suo perché.
Anno: 2020

CURIOSITÀ

Laxmii è il remake hindi di Kanchana, pellicola tamil del 2011 scritta e diretta da Raghava Lawrence, male accolta dalla critica. Kanchana ha riscosso un grosso successo commerciale, anche nella versione doppiata in telugu, tanto da guadagnarsi: due sequel, Kanchana 2 e Kanchana 3, sempre di Raghava; due remake in lingua kannada, Kalpana e Kalpana 2, scritti ma non diretti da Raghava; due remake stranieri, il cingalese Maya e il bengalese Mayabiny; un remake non ufficiale realizzato in Myanmar, Tar Tay Gyi. Ad ingarbugliare il tutto, Kanchana è il sequel di Muni, film tamil del 2007 scritto e diretto da Raghava. Lo stesso Raghava interpreta il personaggio principale in Muni e in tutti e tre i Kanchana. Laxmii segna il suo debutto a Bollywood. (Niente panico: mi son persa pure io). Alla fine del testo vi propongo alcune locandine della catena.
* Laxmii è stata la prima pellicola hindi a grosso budget distribuita in India solo dai canali streaming e non in sala, causa covid-19. Inizialmente Laxmii era stato annunciato col titolo Laxmmi Bomb.
* Film che trattano lo stesso tema: Bhool Bhulaiyaa, il mitico Go Goa Gone e Stree sono commedie horror. Per l'argomento transgender: Super Deluxe (tamil) e, in parte, Peranbu (tamil), entrambi molto interessanti.

Kanchana

Kanchana 2

Kalpana

Kalpana



16 gennaio 2020

MARJAAVAAN



Surreale. Imbarazzante. 

TRAMA

Raghu s'innamora di Zoya, poi la uccide, poi si vendica, poi muore. Non mi preoccupa lo spoiler: mica vorrete vederlo...

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La recensione di Rahul Desai (vedi sotto) è un capolavoro.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Marjaavaan.

RECENSIONI

Mid-Day: *
'Within all these physical challenges, it's the audience that needs most help - sitting through 136 minutes of essentially grand entries and exits of every character. Each scene is an earth-shattering moment - every line of dialogue bearing weight of a (...) hammer being hit on your head'.
Mayank Shekhar, 16.11.19

Film Companion:
'Director Milap Zaveri doesn’t bother with mundane filmmaking elements like transitions, cuts, continuity and beats. In fact, there is no such thing as a scene - the background score changes while the camera simply pans to another set of actions starting in the corner of the same frame. At one point, I could swear I saw the sun shining in half the frame and rain pouring in the other half. At times I believe Zaveri operates on a level so evolved that none of us are in a position to understand the purpose of his films’ anti-brilliance. Like those high-frequency dog whistles. (...) Marjaavaan cannot be serious. It cannot be possible that I was sitting in a preview show with sane-minded human beings who didn’t want to do something less painful with their life for 137 minutes. At best, it has the IQ of a blind pigeon. At worst, it makes Satyamev Jayate - Zaveri’s previous film - look like Schindler’s List in which Oskar Schindler thinks he is a German Academy Award. And that’s possibly the only compliment I can afford to a Milap Zaveri movie. He may have a point when he says that critics aren’t the audience he makes films for. But he would also have a point if he said that sharks or crocodiles aren’t his target audience either. In his films, for instance, nature is incidental: sand exists so that strong men can leave indentations in it with their footsteps, rain exists so that it can drench the bodies of item girls and grieving lovers, walls exist so that they can crack when heroes get angry, air exists so that bullets have a medium to fly through, sound exists so that it can fill the void between inane one-liners, and women exist so that they can either be mute, dead, sex workers or dancers (or sometimes all at once). (...) My point about Zaveri’s movies - written or directed. I long for the day he realizes that his dead-serious action melodramas are funnier than his crass comedies. The lack of self-awareness in these films is so baffling that it’s sad - everything is a defiant “mass” tool meant to spite the elite and trigger the worst primal instincts of Indian men. Everything is a reaction. But to call him a provocateur would be to acknowledge that these films are legitimate - even if terrible - works of art. For me, they don’t even qualify. This isn’t his voice; this isn’t a voice at all. This is an algorithm in search of the highest bidder. And hence, the final result is the same. Marjaavaan is just another brick in the unbreakable box-office wall. And a tragic reminder that we, as a nation, are the movies we watch'.
Rahul Desai, 15.11.19
Recensione integrale (vi consiglio di leggerla)

Cinema Hindi: *
Punto di forza: eh?
Punto debole: next?

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sidharth Malhotra - Raghu
* Riteish Deshmukh - Vishnu
* Tara Sutaria - Zoya
* Ravi Kishan - il poliziotto

Regia e sceneggiatura: Milap Zaveri
Colonna sonora: Tanishk Bagchi, Meet Bros, Payal Dev, Yo Yo Honey Singh, Aditya Dev, Sanjoy Chowdhury.
Anno: 2019

03 settembre 2019

FRAUD SAIYAAN


Da evitare come la morte.

Giudizio: *

Cast:

* Arshad Warsi - il protagonista (cosa mi combini, Arshad, cosa mi combini??)
* Saurabh Shukla - il socio nel crimine (e non mi riferisco alla trama del film)

Regia: Sourabh Shrivastava
Sceneggiatura: Sharad Tripathi e Amal Donwaar
Colonna sonora: Sohail Sen
Anno: 2019

Il capolavoro è incredibilmente prodotto dal regista Prakash Jha.

03 agosto 2016

BAAGHI



In genere mi piace parlare solo di film belli, quelli che mi hanno tenuta sveglia la notte, che mi hanno fatta sorridere o anche venire il mal di stomaco. Il mondo del cinema Indiano è stupendo ma ogni tanto capita di trovare in giro anche una sòla, tipo il paccone famiglia di yogurt avariato al supermercato. Quello che pensi sia un'ottima offerta ma ti accorgi che è scaduto da un mese dopo aver buttato via lo scontrino. A quel punto non resta che aprire il secchio e fargli fare un bel volo. Baaghi puzza meno di acido ma segue la stessa sorte. Una confezione ingannevole, un inutile spreco di tempo e denaro.


TRAMA
Lei (Shraddha Kapoor) è carina, ingenua e rapita dal villain di turno, il classico belloccio filo-malavitoso che ha tempo da perdere per inventarsi problemi dove non esistono. Poi arriva il macho che fa le capriole tra una zampata e un pugno (Tiger Shroff) e un padre della sposa sciocco e avido di denaro. Quante novità. Non manca nessuno, c'è lo scemo del villaggio per amico e risponde all'appello anche il bimbo malato in attesa dei soldi per curarsi. Ma soprattutto cattivi, cattivi e cattivi a rotta di collo. Quelli con la faccia taylor made da cattivo, quelli che li guardi in faccia, non hai alcun dubbio e pensi : Questo è proprio cattivo.


Baaghi è prevedibile ai limiti dello sconforto. E' un film che si sfoglia come l'album delle medie, vai avanti e non sai se ridere o piangere. Riguardo una foto in cui avevo quattordici anni e un bel po' di chili di troppo. Non è cambiato niente, penso, poi leggo la data di nascita sul documento e dico, eh no! Stessa cosa per questo film. Sarebbe andato benino come contemporaneo di Judwa  ma tra le uscite del 2016 magari era meglio evitare. Tutto fa acqua. Dove lo guardi è un colabrodo. Si propone come ipotetico remake di Varsham ma solo a sentir avvicinare questi due titoli mi si accapona la pelle. Il film telugu a cui dice di ispirarsi a suo tempo ha fatto la fortuna di Prabhas e di Trisha nel mondo delle cinematografie del Sud. Di anni ne sono passati ma resta un prodotto raffinato, anche se nostalgico. Mentre Baaghi è semplicemente sfigato.

Un capitolo a parte Tiger Shroff. Qualcuno salvi questo innocente dai film del cappero! Dategli uno straccio di script ma soprattutto toglietegli le molle ai piedi!!! Continuano a costruirgli personaggi poco interessanti, a tratti pure ridicoli e lui si fa in quattro ma è tutta fatica sprecata. In Baaghi non ha le scarpe, ha due ammortizzatori, è agile come un giunco ma quando è troppo è troppo, probabilmente l'hanno svezzato sul set de La Foresta dei Pugnali Volanti. Eppur Tiger è un ragazzo niente male, ha degli occhi dolci che tradiscono una sensibilità marcata, piuttosto che fare il supereroe (e il verso a Hrithik Roshan) a tutti i costi dovrebbe cercare un ruolo più serio e tranquillo, tirando fuori  la sua personalità. E magari pure quella dolcezza nello sguardo che nasconde a suon di bicipiti oliati.

Il lato positivo è che guardando Baaghi mi sono sfasciata dalle risate. Insomma capita di vedere un film brutto ma così brutto è raro. Un pizzico di lucidità ogni tanto può tornare a tutti, quì neanche l'ombra. Coerenti nel delirio e nella noia fino all'ultimo. I dialoghi, soprattutto quelli della prima mezzora, sembrano scritti durante un concerto di Umbria Jazz, alla decima birra seduti sulle scalette del duomo. All'inizio è irritante, alla fine quasi comico. Ma soprattutto avrò gli incubi sulle parrucche. Se per poco ero distratta dalla bellezza del paesaggio del Kerala sono dovuta tornare bruscamente alla realtà dopo la sfilata di improbabili acconciature sintetiche con le quali i costumisti hanno castigato i poveri attori in seconda. Magari gli sono cadute in testa per sbaglio. Il fantomatico killer cinese non sarebbe stato più minaccioso senza il caschetto pixie con ciuffo alla Maria de Filippi? E per il padre era proprio necessario un gatto morto (grigio) in testa? Anche le comparse di trenta anni fa si sarebbero rifiutate di farsi conciare in quel modo. Spero li abbiano pagati il doppio.

Il mio giudizio sul film : *

ANNO: 2016

TRADUZIONE DEL TITOLO : Ribelle


REGIA : Sabbir Khan

CAST :

Tiger Shroff........ Ronny
Shraddha Kapoor ................ Siya
Sunil Grover ............ il padre di Siya
Sudheer Babu ............. Raghav

COLONNA SONORA : Meet Bros, Amaal Mallik, Ankit Tiwari, Julius Packiam, Manj Musik




22 agosto 2012

JISM 2





Ipotesi sulle genesi del controverso (sulla carta) Jism 2 , ovvero, La verità secondo Gilda.
Qualche mese fa Randeep Hooda aveva rivelato ai media di aver alzato il gomito per rendere il suo personaggio in Jannat 2 molto più realistico nei modi e negli atteggiamenti. Oggi ogni dubbio sulla veridicità di questa affermazione sparisce, l’attore nel set era ubriaco sul serio, e fuso al punto da non essere troppo sicuro su come trascinarsi dalla sedia al lavandino. In questo momento di debolezza psico/ fisica, qualcuno si è avvicinato a Randeep con carta e penna,  gli ha buttato un secchio d’acqua in faccia giusto perché potesse aprire le palpebre,  gli è stato messo in mano un contratto e tempestivamente mostrata una foto di Sunny nuda in compagnia dei suoi vibratori rosa shocking. Una sola parola :  firma.  Ecco come nacque Jism 2 ed ecco perchè il desideratissimo Bronzo di Riace si ritrovò nell’allegro baraccone.


TRAMA
Izna (Sunny Leone) entra in discoteca in reggicalze e seduce uno sconosciuto (Arunoday Singh),  i due finiscono a letto  in tempo record, le presentazioni sono rimandate al mattino. Buongiorno io sono una porno star che fugge dal passato. Buongiorno a te, io sono un agente segreto sulle tracce di un famigerato assassino. Accetteresti un pericoloso incarico, nel quale le possibilità di restare viva equivalgono al 2%, in cambio di un succoso assegno? (Che se muori prima però non avrai modo di spendere)?  La risposta è si? Ok. Il criminale da far fuori a colpi di scollature e promesse sessuali è Kabir  (Randeep Hooda), che ironia della sorte è proprio il suo ex fidanzato. Il killer, nonostante fracassi la gente con il machete di giorno, al calar della sera non perde l’abitudine di suonare il violoncello e dedicarle canzoni d’amore.  Izna accetta l’incarico ma mantiene per tutto il tempo una faccia da ebete.  Che lavoro ingrato sedurre uno degli uomini più sexy del mondo.


Ci sono tanti fattori che rendono Jism 2 un prodotto agghiacciante, ma uno in particolare :  la storia fa ridere, e fa ridere di brutto. Va di traverso la bibita gassata, i pop corn finiscono nel naso, una cosa piuttosto imbarazzante se l’intento era creare un film erotico che avrebbe dovuto scatenare ben altro . Facile prevedere che gran parte del pubblico tra il primo e il secondo tempo si sia recato in toilette per una sosta, ma non siate troppo maliziosi (nè ottimisti) la verità è che la gente si stava pisciando sotto dalle risate e non poteva aspettare. Soprattutto ci si sente delusi perché la sensualità promessa dai trailer è del tutto assente o tagliata, Hooda non ha uno straccio di personaggio e nemmeno troppe possibilità di deliziare con il suo sex appeal, Arunoday Singh pare uscito da un episodio pilota di Derrick e la Leone fa piangere per la sua inadeguatezza, lasciando ai maschietti solo il ricordo della sua augusta e mirabile carriera in guepierre. Se i dialoghi sono degni di un serial in costume con parrucche e crinoline  la trama è così esile che anche i precedenti registi statunitensi di Sunny avrebbero saputo arricchirla e renderla più avvincente. Resta il mistero su come Randeep Hooda  (che oltre ad essere figo è un bravo attore, ricordiamocelo) sia finito nel cast di un simile scempio. La mia ipotesi potrebbe essere materialmente confermabile.
Ma parliamo di Sunny Leone, ovvero il buco con l’indocanadese intorno, la porn star dell’anno (?) del decennio (?) insomma tanta roba per gli appassionati del genere e molto poca per chi invece preferisce il cinema e pretende che un’attrice oltre che mugugnare sappia recitare,  o almeno far credere di non essere capitata lì per caso.  Il suo nome è stato scelto per ovvi fini commerciali, dopo che la copia dell’organo della Silicon Girl si è rivelato un articolo richiestissimo nei negozi specializzati degli States si è ben pensato di farle vendere dell'altro, una cosa a caso: un film.  Il clamore della sua partecipazione alle riprese, dei suoi photoshoot in micro bikini, del suo arrivo all’aeroporto di Mumbai e delle interviste rilasciate hanno giovato alla promozione della pellicola ma il castello di carte è crollato dopo i primi quindici minuti di proiezione. Jism 2 ha costruito la sua fama dietro a una promessa di disobbedienza, e alla volontà di shoccare con un film  presumibilmente erotico (e presumibilmente di buon gusto)  girato da una regista donna e il cui protagonista maschile è uno degli uomini più sexy che mai abbiano calcato le scene. Scordatevelo. Le promesse erano false, la  delusione si fa clamorosa.  Tuttavia, nonostante  il tonfo alla pellicola restano ancora due primati : quello di contenere i dialoghi più scemi e ridondanti che siano mai stati scritti e il finale peggiore  mai pensato,  immagino che coloro che hanno assistito alle riprese abbiano dovuto mordersi a sangue l’interno della bocca per evitare di scoppiare in una squaqquarata sonora, come si faceva a scuola di nascosto del professore.

Inutile piangere sul latte versato, e sul lato B non mostrato,  Jism 2 avrebbe anche potuto funzionare…

1)      Se
Fosse stato  girato un film per soli adulti con Hooda e la Leone impegnati in scene più fantasiose, stuzzicanti e soddisfacenti di quelle mostrate sullo schermo, magari accompagnate da un briciolo di trama, che non guasta mai. Dove erano i giochi hot tanto decantati? Perchè privare le spettatrici di uno sbavamento copioso, portato ai massimi storici, di fronte all'esplosione del lato più selvaggio e caliente di Randeep?

2)      Se
L’identità della vera porn star e sex symbol del film fosse stata riconosciuta fin dall’inizio: Randeep Hooda. Il solo e vero "Jism" in questione era il suo. Lui,  scultoreo ed egregio Marcantonio bollywoodiano è un autentico capolavoro di maschietà, un voce erotica, un corpo degno di scatenare le fantasie più bollenti e quell'aria vagamente da stron*o che tanto infastidisce quanto eccita.

3)      Se
Sunny Leone fosse stata espressiva almeno la metà di quanto solitamente lo è nei suoi video erotico - motivational. Dove sono gli sguardi letali e le mossette da vamp sulle quali ha costruito un’intera carriera? Possibile che i giocattoli di gomma siano più meritevoli di desiderio dei due attori di Jism 2? Passi Arunoday Singh che ha l'occhio del pesce lesso.. ma Randeep Hooda??????? Niente???? Neanche un po' ???????? Cara Sunny se avevi bisogno di aiuto bastava una telefonata, non avere paura di disturbare. 


Il mio giudizio sul film *  1/5   

Da premiare : Il coraggio di Randeep Hooda e il duro lavoro dell'autore del montaggio dei trailer promozionali.

Da bocciare: Tutto il resto



ANNO: 2012
REGIA: Pooja Bhatt
TRADUZIONE DEL TITOLO: Corpo

CAST:
Sunny Leone …………….. Izna
Randeep Hooda …………… Kabir
Arunoday Singh ……………….. Aayan

COLONNA SONORA: Arko Pravo Mukherjee / Mithoon
PLAYBACK SINGERS:  KK, Shreya Ghoshal, Ali Azmat, Rushk, Sonu Kakkar, Unoosha


28 ottobre 2011

MR. PERFECT


Come la pasta di mandorle sopra il budino al cioccolato. Satura facilmente.
Il film inizia male e finisce ancora peggio lasciando il pubblico annoiato e insoddisfatto. La storia è rutinaria e pasticciata, avendo timore di muoversi anche solo di un centimetro dalle formule prestabilite il regista propone l’ennesima variante del love triangle al centro del quale c’è (caso strano) un NRI figo, ricco e intraprendente, a contenderlo (altra punta di originalità) due ragazze ugualmente affascinanti e ben vestite, la prima tradizionalista e saggia, la seconda procace e moderna. Così difficile immaginare chi avrà la meglio? Anche no.

TRAMA
Vicky (Prabhas) vive in Australia  sogna una carriera brillante ed è deciso ad incontrare una donna identica a lui che non gli sia d’intralcio verso il raggiungimento dei suoi obiettivi. La famiglia, nel frattempo, vuole riportarlo al villaggio d’origine e cerca di combinargli un matrimonio con la bellissima Priya (Kajal Agarwal) certi che davanti alle molteplici virtù della sposa nessun uomo saprebbe tirarsi indietro.


Malgrado il titolo tutto si dimostra il trionfo dell’imperfezione, un regno idilliaco per gli sbadigli selvaggi. Prabhas e Kajal svaligiano uno shoppig mall e passano il tempo a cambiarsi d’abito, saltando di firma in firma, dimenticando completamente che dovrebbero girare un film e quindi recitare.
Kajal Agarwal è un volto adorabile e, quando vuole, un’attrice espressiva ma di questi ruoli fabbricati con lo stampino non se ne può più, se non eccede la adoro, quando accetta film a ruota senza nemmeno leggere lo script, la detesto. Questa sua Priya fintamente semplice e ingenua è la goccia che fa traboccare il vaso. Mr Perfect o Miss Perfect? Se c’è una saccentina nella storia è proprio lei. Bella, impeccabile, sempre tirata a festa, mai un capello fuori posto, impegnata tra preghiera, beneficienza, cucina e bon ton. Qual è il suo passatempo? Guardare le foto dall’album di famiglia. Proprio una ragazza splendida. Qualche difetto? No. Manda solo a friggere il matrimonio della cugina, ma lo fa con una classe e un nonchalance meritevoli di applauso.
Che noia! Prabhas ha urgente bisogno di trovare un nuovo curatore d’immagine, l’attore è bello (basta uno sguardo per appurarlo) e bravo  (in Varsham ne ha dato prova) continua però a cullarsi in pellicole senza senso che non gli rendono giustizia e lo appiattiscono fino a farlo apparire poco più di un modello danzante. Tapsee è gradevole ma il suo personaggio deve essere ammonito e tolto di mezzo per lasciare spazio all’happy ending. Un lieto fine che di lieto ha ben poco, a pensarci bene.
L’idea di base non è male, il personaggio di Vicky per cinque minuti di film sembra giustamente suggerire che nella vita, come nei rapporti, bisogna essere se stessi e sentirsi a proprio agio altrimenti le storie non durano. Il concetto è sacrosanto ma viene sviluppato in modo atroce e continuamente contraddetto fino a che non si capisce più dove la storia vuole andare a parare. Lo screenplay è stato scritto da Hari, autore di commedie d’azione per il cinema tamil (Vel, Singam) che non sono mai riuscita ad apprezzare/digerire; forse non riesco ad entrare nell’ottica, o più semplicemente, il film è solo piuttosto insipido e regressivo.

Il mio giudizio sul film : * 1/5


ANNO : 2011

LINGUA : Telegu

REGIA : Dasaradh

CAST:
Prabhas ……………………. Vicky
Kajal Agarwal ……………. Priya
Tapsee Pannu …………. Maggie
Prakash Raj …………… il padre di Maggie
Brahmanandam ………… lo zio di Priya

COLONNA SONORA : Devi Sri Prasad

PLAYBACK SINGERS : Shreya Ghoshal, Tippu, Priyadarshini, Karthik, Baba Sehgal, Mallikarjun, Goopika Poornima, Murali.

SITO UFFICIALE DEL FILM :  TheMovieMrPerfect.com

14 settembre 2010

MILENGE MILENGE


Milenge Milenge segna il ritorno alla regia di Satish Kaushik, che recentemente ha offerto una brillante prova d'attore in Road, Movie di Dev Benegal. Ma soprattutto segna il ritorno sullo schermo della supercoppia di Jab We Met, Kareena Kapoor e Shahid Kapoor, nel primo film distribuito dopo la loro clamorosa rottura. La pellicola ha subito un iter travagliatissimo: le prime sequenze sono state girate a partire dal 2004, ma in seguito, per problemi finanziari e per problemi con il cast, la distribuzione è stata costantemente rinviata.

Milenge Milenge è un prodotto davvero modesto, e si comprende bene il motivo per cui i due protagonisti abbiano nicchiato all'idea di promuovere il film. La pellicola è realizzata in modo antiquato. La sceneggiatura è forzata. I personaggi sono appena abbozzati. I dialoghi e la colonna sonora non aiutano. Kareena e Shahid in un modo o nell'altro riescono a cavarsela sempre, ma Milenge Milenge non è un titolo di cui andare fieri.

TRAMA

Priya (Kareena Kapoor) cerca l'uomo giusto e crede di trovarlo in Immi (Shahid Kapoor). Ma Immi la conquista con l'inganno, per poi perderla un attimo dopo aver realizzato che, malgrado lui non assomigli al principe azzurro sognato dalla ragazza, Priya è però la donna che fa per lui. Come riconquistarla?

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Shahid Kapoor in minigonna, tacco alto, push-up imbottito, rossetto e cerchi alle orecchie. L'unico sprazzo di vita in un film molto anemico.

RECENSIONI

The Times of India: **1/2
La trama non offre nulla di nuovo, ed è quasi criminale in tempi in cui persino le ordinarie storie d'amore vengono riscritte secondo lo stile della new-age bollywoodiana. Oggi più nessuno crede nelle cartomanti o nelle frasi tipo 'da qualche parte c'è qualcuno fatto per me'. Anche i Chopra e Karan Johar hanno capito il rischio potenziale che i cliché alla 'coppia fatta da Dio' comportano nell'era di Facebook, degli appuntamenti veloci, degli amori istantanei e delle rotture rapide. Naturalmente Shahid e Kareena si impegnano ad iniettare vita in una sceneggiatura morta e si sforzano di mostrare complicità. Ma è tutto fuori moda: le coreografie, l'umorismo da college, i costumi, la colonna sonora di Himesh Reshammiya. Milenge Milenge non ha l'attualità della pyaar-mohabbat pulp fiction bollywoodiana di oggi.
(Autore non indicato), 09.07.10

Hindustan Times: *
Milenge Milenge fu girato in anni in cui il compositore della sua colonna sonora, Himesh Reshammiya, contribuì all'inquinamento acustico indiano più di quanto il fumo danneggiò i polmoni umani. I produttori volevano trarre profitto portando sullo schermo la zuccherosa storia d'amore interpretata da due star che, allora, erano fidanzate tra loro anche nella vita reale. E questa fu l'unica idea che partorirono per il film.
Mayank Shekhar, 09.07.10

Cinema Hindi: *
Punto di forza: Kareena e Shahid
Punto debole: (lunga lista)

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Kareena Kapoor - Priya
* Shahid Kapoor - Amit (Immi)
* Delnaaz Paul (Kal Ho Naa Ho) - Honey, l'amica di Priya
* Satish Kaushik - il libraio
* Kirron Kher (Kurbaan) - la cartomante

Regia: Satish Kaushik (Tere Naam)
Sceneggiatura: Shiraz Ahmed (Wanted)
Colonna sonora: Himesh Reshammiya (Namastey London)
Coreografia: Ahmed Khan (Ghajini)
Fotografia: S. Sriram (Wanted)
Montaggio: Sanjay Verma (Tere Naam)
Traduzione del titolo: ci incontreremo.
Anno: il film è stato distribuito nel 2010, ma le riprese sono iniziate nel 2004.
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 28.10.04, Bollywood Hungama: intervista a Kareena Kapoor
* 15.05.09, Bollywood Hungama: intervista a Satish Kaushik
* 04.06.10, The Times of India: dichiarazioni di Satish Kaushik
* 07.07.10, The Times of India: dichiarazioni di Delnaaz Paul
* 10.07.10, The Times of India: intervista a Satish Kaushik
* 14.07.10, Bollywood Hungama: intervista a Satish Kaushik
* Bollywood Hungama: lista di tutti i link agli articoli e ai video dedicati a Milenge Milenge

CURIOSITA'

* Milenge Milenge si ispira a Serendipity.
* Malgrado il trailer dal sapore un po' antiquato, la colonna sonora non esaltante e l'assenza di Kareena e di Shahid nelle attività promozionali, Milenge Milenge non ha causato alcuna perdita ai suoi produttori, anzi. Ancor prima della sua distribuzione il film aveva pareggiato i costi grazie ai diritti elargiti dai canali satellitari, dalle case di produzione del dvd e del cd della colonna sonora, dai circuiti distributivi esteri. Sembra addirittura che Milenge Milenge abbia procurato un utile del 30%, considerato oggi una rarità. I media indiani ritengono che la distribuzione così tardiva sia stata vantaggiosa per la pellicola, che ha potuto beneficiare dei diritti satellitari - qualche anno fa non previsti - e del fatto che entrambi gli attori protagonisti siano oggi delle star. Articolo originale.
* Pare che il cast e la troupe abbiano evitato d'un soffio il tragico tsunami del dicembre 2004. La produzione aveva prenotato uno degli hotel distrutti dal cataclisma. Shahid Kapoor aveva fortunatamente chiesto di rimandare le riprese in Thailandia perchè impegnato nella promozione di Dil Maange More.
* Prasad Doke, 24 anni, ingegnere elettronico, è il vero titolare del numero di telefono mostrato in una sequenza del film. Dopo la prima di Milenge Milenge Prasad ha ricevuto in un giorno più di centocinquanta telefonate di fan, alcuni anche aggressivi, che desideravano parlare con Kareena o con Shahid. Boney Kapoor ha dichiarato che, ai tempi della realizzazione della pellicola, quel numero era inesistente. Articolo originale.
* Riferimenti a Bollywood: accenno al brano No Entry/Ishq Di Galli Vich.

GOSSIP & VELENI

* Kareena Kapoor e Shahid Kapoor si innamorarono sul set di Fida (2004). Le due star si sono frequentate per tre anni, per poi lasciarsi durante le riprese del blockbuster Jab We Met (2007). Kareena è attualmente legata a Saif Ali Khan, incontrato sul set di Omkara (2006). Quanto a Shahid, si vocifera di una sua nascente relazione con Priyanka Chopra, gossip mai confermato dagli interessati. L'attrice è stata sua partner in Kaminey (2009).
* Pare che Salman Khan abbia rifiutato di regalare un cameo in Milenge Milenge perchè offeso dall'intimità mostrata da Kareena e Shahid che, nel corso di un impegno professionale precedente, evitarono di mescolarsi col resto della troupe - di cui Salman faceva parte - preferendo restare da soli. Articolo originale.
* Non è la prima volta che Kareena Kapoor causa un (costoso) rallentamento nella realizzazione di un film prodotto da Boney Kapoor. Sembre che, nel caso di Bewafaa, Boney avesse addirittura minacciato di bruciare la pellicola delle sequenze già girate di fronte alla casa di Kareena. In quel periodo il padre dell'attrice stava affrontando una delicata operazione al cuore.
* In Scozia Milenge Milenge e Innocenti bugie sono stati distribuiti lo stesso giorno, in due sale attigue. Shahid era in quel periodo in Scozia per le riprese di Mausam. L'attore, grande fan di Tom Cruise, pare abbia preferito precipitarsi a vedere Innocenti bugie, snobbando platealmente il proprio film.

08 aprile 2010

VEER


Pare che Veer fosse il sogno nel cassetto di Salman Khan. Lui stesso ha dichiarato di averne scritto il soggetto vent'anni fa e di aver immaginato di dirigere la pellicola.
Tanto entusiasmo e una così lunga attesa però non sono stati premiati: questo film, uscito a gennaio, è da considerarsi il primo importante flop del 2010.

TRAMA

Fine del XIX secolo, l'India è una colonia britannica. Il capo dei Pindari manda i suoi due figli, Veer (Salman Khan) e Punya (Sohail Khana) a Londra per conoscere e quindi poter meglio contrastare il nemico. Mentre si trova in terra straniera, Veer si innamora della principessa Yashodhara (Zarine Khan), figlia del Raja di Madhavgarh (Jackie Shroff), alleato degli inglesi e suo acerrimo nemico.

RECENSIONI

The Times of India: **1/2
Ci vuole una bella dose di coraggio a proporre un tuffo nel passato in un'epoca in cui a Bollywood tutti tendono a raccontare storie nuove. E' vero che film come 'Lagaan' o come 'Jodhaa Akbar' sono riusciti a lasciare il segno anche negli spettatori più giovani, ma sono eccezioni alla regola. Da qui l'importanza di 'Veer', che celebra un tipo di cinema desi che forse sta per estinguersi. Potete assaporarne l'esagerazione, almeno per un po'. A tratti potete godere una storia epica di generosa grandezza che vanta una raffinata fotografia (Gopal Shah) e una serie di adrenaliniche sequenze d'azione (Tinu Verma). Potete anche sentire il sibilo ferino che l'imperturbabile, muscoloso Salman Khan sembra offrire in ogni sequenza. Ad intermittenza potete applaudire l'eroe a cui dà vita. Ma a parte ciò, non rimane molto che possa catturare la vostra attenzione: la sceneggiatura è lenta e senza guida e la regia è antiquata. Salman regala una performance coinvolgente, a dispetto della caratterizzazione stereotipata del guerriero. Zarine Khan non impressiona, mentre i veterani Mithun e Jackie sono nella media. La storia è accreditata a Salman: di certo non è il debutto che avrebbe voluto, dal momento che la trama è l'aspetto più debole di 'Veer' dopo la regia. I dialoghi sanno di naftalina.
Nikhat Kazmi, 22.01.10
La recensione integrale.

Hindustan Times: *1/2
Poco è stato reso pubblico sulla loro separazione o sulla loro relazione professionale. Ma fra i due - Salim e Javed, i creatori negli anni Settanta della figura del 'giovane uomo arrabbiato', i più famosi sceneggiatori della storia di Bollywood -, Salim fu un maestro della sceneggiatura, mentre Javed probabilmente scriveva le meravigliose battute. Salim si occupava della compattezza del film, e Javed dell'intimità di alcune scene. Salman Khan è il primogenito di Salim ed è lo scrittore accreditato di 'Veer'. Potete capire all'istante da chi ha ereditato il suo senso di grandezza cinematica. In 'Veer' tutto è grandioso: gli eserciti di guerrieri, con immagini generate al computer che li moltiplicano; i palazzi dagli affreschi rinascimentali ottimamente resi dai 70 mm. C'è molto sciovinismo, ma non si capisce bene contro chi sia diretto. Questo film in costume, con le sue numerose canzoni e le tre ore di durata, trae origine più da Bollywood che da Hollywood.
Mayank Shekhar, 22.01.10
La recensione integrale.

Diana: * 1/5
Banale nella trama e nell'ideazione dei personaggi, che risultano stereotipati, antiquato e noioso nelle scene di battaglia, Veer non coinvolge e non diverte. Dov'è la passione tra Veer e Yashodhara? L'amore che cambia le loro vite e sconvolge il destino di un popolo? Dove sono la gloria della battaglia, la volontà di combattere per la libertà e la giustizia, l'esaltazione della vittoria?
Ci sono film epici, le cui storie romantiche straziano lo spettatore, film in cui le gesta eroiche inducono chi guarda a saltare in piedi sulla poltroncina del cinema, pronto a brandire una spada e ad unirsi alla compagnia.
Veer è una sterile ed involontaria parodia di questi film.

Il bello:
- Le spacconate di Salman Khan. Le galoppate a cavallo, i salti, le lotte corpo a corpo, il guizzare dei bicipidi; il nostro eroe è capace di spezzare le lame delle spade a mani nude. Ad ogni feroce occhiata verso l'obbiettivo dell'intrepido Veer, si sente in sottofondo un ringhio leonino.
Ma l'esuberanza autocelebrativa di Salman stavolta non aiuta il film.

Il brutto:
- La retorica nazionalista. Ed, ancora peggio, l'uso strumentale del naturale, comune senso patriottico.
- L'ambientazione storica all'acqua di rose, utile solo come sfondo ad una puerile trama d'amore.
- I ridicoli "effetti speciali" durante i combattimenti, quando le persone sembrano volare in aria per minuti interi.
- Il finale inconsapevolmente comico.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Veer - Salman Khan
Punya (Poonam Singh) - Sohail Khan (Main Aurr Mrs Khanna)
Prithvi Singh - Mithun Chakraborty (Jallaad)
Il Raja di Madhavgarh - Jackie Shroff (Parinda)
La principessa Yashodhara - Zarine Khan
Angelina - Lisa Lazarus
Poonam - Gita Soto
Mangla - Neena Gupta (Darr)

Scritto da Salman Khan e Shailesh Verma

Diretto da Anil Sharma (Apne)

Musuche del duo Sajid, Wajid (Main Aurr Mrs Khanna e Wanted)

Coreografie di Lolly Pop (What'S Your Raashee?) e Rekha Chinni Prakash (Yuvvraaj)

Distribuito da Eros International

Anno: 2010

CURIOSITA'

- Per scrivere Veer, Salman Khan si è ispirato a Taras Bulba, una novella storica di Nikolai Gogol, che narra le vicende di una famiglia di cosacchi.
- Gulzar poeta, autore e regista apprezzato e premiatissimo, suoi i testi di Chaiyya Chaiyya (Dil Se) e Jai Ho (Slumdog Millionaire), ha scritto le parole per i brani di Veer.
- Zarina Khan, per meglio impersonificare una principessa di fine ottocento, è ingrassata otto chili.

Il sito ufficiale del film.

Grazie, come sempre, alla nostra geniale amministratrice (e non solo) Cinema Hindi, per le traduzioni delle recensioni del Times of India e del Hindustan Times.

15 novembre 2009

B L U E




Colossale spreco di risorse. E non solo finanziarie. Kylie Minogue, il cui ingaggio pare sia costato alla produzione una cifra pazzesca, in 'Blue' appare un po' ingessata. Akshay Kumar, di solito piacevole, in 'Blue' è irriconoscibilmente antipatico (il personaggio non c'entra). Lara Dutta, che riesce sempre a distinguersi grazie alla sua pacata personalità, in 'Blue' è inesistente. Sorvoliamo sugli altri interpreti (?), sulla storia, sulla sceneggiatura (?), sulla regia, ecceccecc.
Un consiglio: ammirate rapiti gli splendidi titoli di testa, cullati dal meraviglioso brano Rehnuma. Poi interrompete senza rimorso la riproduzione, e sostituite 'Blue' con 'Main Aurr Mrs. Khanna': non un capolavoro, ma certamente il film più interessante di questo Diwali.

TRAMA

Un tesoro nascosto sotto i mari. Sethji (Sanjay Dutt) sembra l'unico a conoscerne l'ubicazione, ma preferisce dimenticare. Sino a quando il fratello Sam (Zayed Khan) si caccia in guai grossi. Allora, con l'amico Aarav (Akshay Kumar), decide di recuperarlo.

RECENSIONI

The Times of India: ***
'Bollywood si immerge sott'acqua e ne riemerge vincitrice. 'Blue' è esagerato e fresco, e vanta alcune notevoli riprese nelle profondità marine (grazie a Pete Zuccarini, direttore della fotografia dei 'Pirati dei Caraibi'), fantastiche sequenze d'azione fuori dall'acqua e una scoppiettante colonna sonora firmata dai due vincitori Indiani dell'Oscar (A.R. Rahman e Resul Pookutty). 'Blue', pubblicizzato come il più costoso film bollywodiano, abbaglia per la forma più che per la sostanza. Non è la storia bensì sono le scene d'azione, gli inseguimenti, lo splendore marino e il look opulento a giustificare il costo del biglietto.'
Nikhat Kazmi, 16.10.09

Hindustan Times: *
'Film bollywoodiano di terza classe. Le uniche piccole gemme che posso individuare in questo immenso acquario sono una paio di brani strumentali di Rahman in una altrimenti fiacca colonna sonora.'
Mayank Shekhar, 16.10.09

Cinema Hindi: *
Punto di forza: la colonna sonora e alcune riprese subacquee
Punto debole: la sceneggiatura trita e noiosa; le interpretazioni da incubo

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Akshay Kumar - Aarav
* Sanjay Dutt ('Munna Bhai') - Sethji
* Lara Dutta ('Billu') - Mona
* Zayed Khan ('Main Hoon Na') - Sam, fratello di Sethji
* Katrina Kaif ('New York') - Nikki (cameo)
* Kylie Minogue - video del brano 'Chiggy Wiggy'
* Rahul Dev ('Asoka') - Gulshan (cameo)
* Kabir Bedi - Jagat, padre di Aarav (cameo)

Regia: Anthony D'Souza, al suo esordio

Sceneggiatura: Bryan Sullivan

Colonna sonora: A.R. Rahman. Alcuni brani sono davvero ipnotici e un po' insoliti nella discografia di Rahman, uno su tutti il già citato Rehnuma dei titoli di testa, interpretato da Shreya Ghoshal ('Barso Re', dalla colonna sonora di 'Guru') e da Sonu Nigam ('Kabhi Alvida Naa Kehna'). Per l'audio, Clicca qui. Simpatico anche 'Chiggy Wiggy', interpretato da Kylie Minogue, Sonu Nigam e Suzanne D'Mello ('Aye Bachchu', dalla colonna sonora di 'Ghajini'); il testo è stato scritto da Abbas Tyrewala, regista di 'Jaane Tu Ya Jaane Na'. Kylie Minogue è la prima artista non Indiana ad aver raggiunto in India la posizione numero uno nelle classifiche di vendita dei singoli

Coreografia: Farah Khan ('Om Shanti Om')

Fotografia: Laxman Utekar

Anno: 2009

Sito: Clicca qui

Trailer: Clicca qui

CURIOSITA'

* Il direttore della fotografia per le riprese in immersione è Pete Zuccarini ('Pirati dei Caraibi'). Il responsabile per le scene d'azione è James Bomalick ('Starsky & Hutch')

* Lara Dutta, suggerita per il ruolo di Mona dallo stesso Akshay, sulle prime aveva rifiutato perchè non sapeva nuotare

* Akshay durante una ripresa in immersione si è ferito e ha cominciato a sanguinare copiosamente, esperienza poco consigliabile considerando il numero di squali nelle vicinanze...

* La scena iniziale con gli squali, della durata di un minuto, ha richiesto 7 giorni per completarla. Le altre spettacolari sequenze con gli squali durano in tutto circa 20 minuti, ma sono il frutto di 40 giorni di riprese

* Per la coreografia in acqua con i delfini per il brano 'Aaj Dil Gustakh Hai', Lara Dutta ha danzato in immersione indossando un abito rosso dallo strascico chilometrico. Il pericolo era di strangolarsi o di strangolare qualcuno

* La sequenza con Zayed che in moto scavalca un treno in corsa ha richiesto 8 giorni di riprese. Altrettanto spettacolari le scene di inseguimento girate in Thailandia in località ogni giorno diverse per evitare problemi al traffico. 80-100 auto utilizzate simultanemente. 25 auto, 21 motociclette e 1 camion distrutti. 1 casa e 1 yacht fatti saltare in aria

* Al botteghino, nella prima settimana di programmazione, 'Blue' ha battuto 'All The Best: Fun Begins' e 'Main Aurr Mrs. Khanna'. Ma durante la successiva, 'All The Best' ha conquistato la vetta. Attendiamo la classifica generale del 2009 per decretare il vincitore definitivo. Per saperne di più sulla sfida del Diwali 2009: Clicca qui

GOSSIP&VELENI

* Notato il sobrio tatuaggio sulle spalle di Akshay? Ebbene, 'Aarav' non è solo il nome del personaggio in 'Blue' ma anche il nome del figlio di Akshay Kumar

* Per riconciliarci con Akshay confidiamo in 'De Dana Dan', in distribuzione il 27 Novembre, diretto dal suo regista preferito, Priyadarshan ('Billu'). Il 2009 è stato un anno tremendo per il nostro Akki con quattro film oggettivamente brutti: 'Chandni Chowk To China', '8 x 10 Tasveer', 'Kambakkht Ishq' e ora 'Blue'. I primi due sono stati bocciati anche dal pubblico. Trailer di 'De Dana Dan'

29 settembre 2009

LUCK


Gli ingredienti di Luck sono: un attore di esperienza, Sunjay Dutt, che interpreta un boss della malavita indiana, un esordiente lanciato verso il successo, Imran Khan, nel ruolo di un ragazzo eccezionalmente favorito dalla fortuna, una presenza femminile, Shruti Haasan, per un tocco romantico, infine, una trovata insolita attorno alla quale costruire tutta la trama e grazie a cui inserire scene d'azione di grande impatto. Sembrerebbe non mancare niente, eppure qualcosa non ha funzionato.
Nonostante ci sia grande interesse a Bollywood per le pellicole d'azione e lo sviluppo di effetti speciali degni dei film made in USA, il deludente risultato al box office di Luck dimostra che mischiare malamente adrenalina e sentimento quasi mai è sufficiente: gli spettatori indiani sono abituati a qualcosa di meglio.

TRAMA
Un gruppo di persone sono reclutate dal boss della malavita Moussa (Sanjay Dutt), perchè si sfidino in un gioco al massacro in cui conta solo la sorte. Ognuna di esse ha un motivo diverso per essere coinvolta, ma tutte vogliono aggiudicarsi il grosso premio finale, mentre, nel mondo, scommettitori anonimi puntano sul possibile vincitore.

RECENSIONI

The Times of India: **1/2
Luck ha uno stile pesante e sembra essersi completamente dimenticato del copione. Così tanto che il film è come un realty show, più esteso, nel quale nessuno dei personaggi è capace di colpire con una connessione emotiva lo spettatore. Ironicamente i personaggi rimangono tutti ai margini, nessuno in grado di trasmettere la disperazione che li ha portati a essere coinvolti in folli situazioni come quella di saltare da un aereoplano con un paracadute che potrebbe non aprirsi, nuotare in mezzo agli squali, o puntarsi una pistola alla tempia l'uno con l'altro. Sinceramente non si sente nessuna empatia per Imran Khan che lascia la madre per l'entroterra sudafricano, a causa dei pesanti debiti lasciati dal padre suicida. E nemmeno si versano lascrime per il patriotico maggiore, Mithunda, che ha bisogno di soldi per la moglie morente. O per la pakistana quindicenne, Chitrashi Rawat, che gareggia sui cammelli mavorrebbe comprarsi una Lexus. E definitivamente non per il serial killer Ravi Kissen...
La trama è esile e serve solo come collante per una serie di scene d'azione che non sono poi così adrenaliniche...
Nikhat Kazmi, 24.07.2009
La recensione completa

Bollywood Hungama: ***
Allacciatevi le cinture e tenetevi pronti per un vero action movie in stile hollywood. Pensateci, Bollywood non ha sfornato tante pellicole d'azione quante commedie. C'è una mancanza. Ma Luck ha colmato questa lacuna. Statene certi non avevate più visto tali effetti da Dhoom 2...ma il film scivola a causa dello sviluppo della storia che passa, nella seconda ora, da avvincente a debole...
By Taran Adarsh, 24.07.2009
La recensione completa

Diana * 1/5
In Luck si parla di fortuna, quella fortuna che occorre al tavolo da gioco o grazie alla quale capita di essere l'unico sopravvissuto di un incidente catastrofico. Raghav Kapoor, per esempio, interpretato da Ravi Kissen, è un assassino condannato alla pena di morte ma, al momento della sua impiccagione, la corda si spezza ed egli si salva perchè un'esecuzione non può essere ripetuta. Tutti i partecipanti alla scommessa di Moussa hanno dimostrato che il destino è dalla loro parte. Il più fortunato tra loro potrà sopravvivere, essere il vincitore e guadagnare una notevole somma di denaro.
Sembra divertente? Lo sarebbe se non fosse che, come è facile immaginare, chiunque sia spinto a scommettere la propria vita in cambio di soldi deve trovarsi in una situazione disperata. Al via allora con un' insopportabile carrellata di storie drammatiche: chi ha lasciato a casa una moglie morente, chi paga gli errori di una sorella irresponsabile, chi ha una madre sola sopraffatta dai debiti.
Si può parlare davvero di fortuna quando un ragazzo è in grado di pescare, tra centinaia, il biglietto vincente alla lotteria ma suo padre è morto suicida?

Il bello:
- Chitrashi Rawat, è stato un piacere rivedere sullo schermo l'attrice, giocatrice di hockey, che interpretò la piccola Komal in Chak de India!
- La sequenza iniziale, Sanjay Dutt che sfreccia bendato tra i treni in corsa è mitico.

Il brutto:
- La storia, assurda ma, quel che è peggio, poco intelligente e a tratti involontariamente comica.
- Imran Khan, davvero troppo convinto di se stesso.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

Sanjay Dutt - Karim Moussa
Imran Khan - Ram Mehra
Shruti Haasan - Ayesha Kumar e Natasha Kumar
Danny Denzongpa - Lakhan Tamang
Mithun Chakraborty - Major Jabbar Pratap Singh
Ravi Kishan - Raghav Kapoor
Chitrashi Rawat - Shortcut
Rati Agnihotri - Savitri Mehra (la madre di Ram)
Rupa Ganguly - Priya Singh (la oglie di Jawar Pratap)
Kota Srinivasa Rao - Swami
Snita Mahey - Angela

Diretto da Soham Shah (Kaal)

Scritto da Soham Shah e Renzil D'Silva (Rang De Basanti, Aks)

Musiche: Salim e Sulaiman Merchant (Rab Ne Bana Di Jodi)

Anno: 2009

Distribuito da Indian Films

CURIOSITA'

- Renzil D'Silva ha diretto l'atteso Kurbaan, con Kareena Kapoor e Saif Ali Khan, prodotto dalla Dharma Productions di Karan Johar che ha collaborato alla stesura della storia insieme allo stesso Renzil D'Silva. Kurbaan uscirà il prossimo novembre.

- Imran Khan si è iscritto, di recente, su Twitter e aggiorna la sua pagina con regolarità.

26 settembre 2009

A G Y A A T


Una troupe cinematografica si reca nella remota giungla cingalese per girare un film con il grande divo del cinema Sherman e la bellissima attrice Aasha. Moorthy, il produttore, è riuscito ad ingaggiarla con il ricatto. Sujal, l'aiuto regista, attendeva da tempo una tale occasione perché ha una cotta esagerata per Aasha, senza accorgersi che la sua assistente Sameera è perdutamente innamorata di lui. Oltre a loro, il gruppo comprende anche JJ (il regista), Rakka (che si occupa delle scene d'azione), Laxman (il tuttofare che segue Sherman ovunque) e Shakky (il direttore della fotografia).
A causa di un guasto alla cinepresa le riprese si interrompono. Per ammazzare il tempo, la troupe decide di fare una gita nel profondo della giungla guidata da Setu, un indigeno che sa perfettamente come orientarsi. Purtroppo Setu scompare e viene ritrovato morto poche ore dopo. I protagonisti cercano di ritrovare da soli la strada per tornare all'accampamento dal quale sono partiti ma si ritrovano inspiegabilmente sempre nello stesso punto.
La foresta tropicale se li prende uno ad uno...

Anno: 2009

Attori:

Pryianka/Nisha Kothari (Aasha)
Nitin Reddy (Sujal)
Gautam Rode (Sherman)
Rasika Duggal (Sameera)
Ishtiyak Khan (Laxman)
Ravi Kale (Rakka)
Howard Rosemeyer (JJ)
Ishrat Ali (Moorthy)
Kali Prasad (Shakky)
Joy Fernandes (Setu)

Recensione: *
La locandina è la parte migliore di Agyaat.
Varma deve ringraziare chi ha pubblicizzato il suo film creando un'aspettativa nettamente al di sopra del contenuto. Come nelle ultime imprese cinematografiche ispirate al genere horror a cui ha partecipato, i personaggi sono ben costruiti, al contrario della trama che lascia il tempo che trova. Sono decisamente più interessanti i battibecchi tra Sherman e Rakka o la love story tra Sujal, Aasha e la delusa Sameera dell'entità assassina. Se Varma si fosse concentrato maggiormente sulle tensioni dei protagonisti intrappolati in mezzo al nulla senza via d'uscita e avesse lasciato perdere l'entità soprannaturale assetata di sangue, probabilmente il risultato sarebbe stato migliore.
Agyaat raggiunge limiti inaccettabili per un regista del suo calibro: sembra una pellicola girata da un giovane emergente (e se così fosse allora si potrebbe anche apprezzare per l'originalità). Varma non può non sapere che un horror non funziona se la forza oscura che perseguita gli attori non viene né identificata né motivata, quantomeno nel finale! In The Blair Witch Project c'è una presunta strega, in Gehrayee è uno spirito in cerca di vendetta, ma questo essere (sempre che sia un essere) che cos'è? Come uccide? Perché lo fa? Mah, non ci è dato saperlo. L'idea che è in programma un sequel non stuzzica minimamente la curiosità.

Musica:
La musica di sottofondo che Varma ha dimostrato saper utilizzare molto bene nei suoi precedenti horror e che terrorizza lo spettatore quasi più delle immagini, in Agyaat è mediocre. Il regista tralascia di curare i dettagli, che sono il punto di forza di tutti i suoi film.
La coreografia del balletto finale è piuttosto carina, peccato che sia relegata in un angolino dello schermo. Dato il livello degli altri pezzi musicali, avrebbe forse meritato una considerazione migliore, invece che fungere da semplice accompagnamento dei titoli di coda.

Curiosità:
* RGV ha in programma di girare il sequel di Agyaat. La coppia di sopravvissuti Kothari-Reddy racconterà l'accaduto alla polizia e l'orrore li raggiungerà perfino in città.
* RGV è famoso per dare un tocco sexy ai suoi film mostrando le star in bikini; questa volta è il turno della bellissima Pryianka Kothari.
* Durante le riprese erano in atto gli scontri con le Tigri Tamil a soli 20 km dal luogo in cui si trovava la troupe.

18 agosto 2009

KUCH NAA KAHO (UN PADRE PER MIO FIGLIO)


Prima di convolare a nozze e rallegrarsi del successo del bellissimo Guru di Mani Ratnam, Abhishek Bachchan e Aishwarya Rai inciamparono in più di un filmetto deludente e degno di scarsa attenzione.

Kuch naa Kaho figura nella mia lista personale di titoli da NON consigliare; guardatelo e ritroverete il peggio di Bollywood. Coloro che amano criticare la cinematografia indiana questa volta avranno pane per i loro denti perché il film è veramente fasullo, infantile e scontato, (ma che non ci prendano il vizio perchè non gli capiterà spesso un'occasione così).


TRAMA
Raj conosce Namrata durante il suo viaggio di ritorno in India e la rincontra lo stesso giorno al matrimonio del cugino. Pur essendo saldamente ancorato alla sua vita da single inizia a mostrare un certo interesse per la ragazza, ma un giorno scopre che è sposata e ha un figlio.
Che fine ha fatto il marito fuggitivo? Come è prevedibile prima che Kuch naa Kaho finisca, il dimenticato consorte dovrà fare un salto sulle scene per liberare la pista a Raj e benedire l’happy ending.


Nonostante il fascino di Abhishek e Aishwarya la pellicola non ha molto da offrire, spalma appiccicosa melassa alla velocità della luce e non tira fuori emozioni vere.
Nessun brivido.
Gli attori sono ben ingessati e incerati, carini ma niente di più.
L’avvenuta metamorfosi professionale di entrambi è sconvolgente, Abhishek in questi ultimi anni ha affinato così tanto le sue capacità da risultare irriconoscibile se paragonato al ragazzetto pallido di Kuch Naa Kaho. Sta diventando bravo, anzi bravissimo, ma in questa pellicola siamo ancora in alto mare.

Il film va avanti sommando una lacuna dietro l’altra come fossero briciole di Pollicino, gira alcune sequenze in un caotico campo estivo (deve essere scattata una moda non indifferente dopo il successo di Kuch Kuch Hota Hai) nel quale vengono portate avanti una serie di scontatissime gag. Alcune scene meriterebbero di essere sfettucciate con le cesoie e Abhishek che si lancia dal tetto giusto per attirare l’attenzione non è esattamente un modello da imitare.

L’unico momento che rivedrei è canzone "Achi Lagti Ho" la cui musica è piacevole e rilassante. La bellezza dell’ex Miss World monopolizza la schermo dalla prima all’ultima nota e scatena una tempesta con un solo battito di ciglia. Al termine di questi amabili sei minuti il film torna ad essere una noia totale, le cose sono due. : o si prende un caffè doppio macchiato per resistere agli sbadigli… o si manda in pensione il dvd ancora prima che abbiano luogo i festeggiamenti finali.


Il mio giudizio sul film * 1/5
Tolta la bella canzone tutto il resto è un colabrodo.


ANNO: 2003

REGIA: Rohan Sippy

TRADUZIONE DEL TITOLO: Non dire niente

CAST:

- Aishwarya Rai…… Namrata
- Abhishek Bachchan…… Raj
- Arbaaz Khan…………… Sanjeev
- Satish Shah…………… Rakesh
- Meghna Malik………… Nikki


COLONNA SONORA: Shankar – Ehsaan – Loy

PLAYBACK SINGERS: Shaan, Shankar Mahadevan, Sujata Battacharya, Mahalaxmi, Kavita Krishnamurty e Udit Narayan


QUALCOS’ALTRO:

- Il regista Rohan Sippy è il figlio del leggendario Ramesh Sippy (Sholay)

- Il testo della canzone "Achi Lagti ho" è stato scritto da Javed Akthar

- Il film verrà trasmesso su Raiuno in lingua italiana sabato 22 Agosto in prima serata. Il titolo sarà “Un padre per mio figlio”.