Visualizzazione post con etichetta ANNO 2012. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ANNO 2012. Mostra tutti i post

02 febbraio 2019

TALAASH



Questo film è stupefacente. Mi ha ipnotizzato. Mi si è ficcato sottopelle.
Il noir è un genere poco esplorato in India. Figuriamoci un noir scritto e diretto da donne. La storia è ben concepita. La sceneggiatura splendidamente stratificata. Difficile distinguere trama e sottotrame. Ma poi: è proprio (solo) un noir? Talaash mescola sapientemente noir, thriller, paranormale, sentimenti ed emozioni. Sì, un noir dall'ambientazione notturna e dai chiaroscuri psicologici. Mumbai è ammaliante. I personaggi incantano. Sì, un thriller un po' inconsueto intrecciato al paranormale. Sì, un paranormale che è anche un tributo intelligente e innamorato ad una maestosa pellicola di produzione internazionale (che non specifico per evitare spoiler) (*). Un paranormale che esonda dal thriller sino a rivoltare come un guanto il vissuto dei protagonisti. Il tutto innestato su una corrente sotterranea di afflizione senza scampo. I personaggi convivono con un dolore torturante, un macigno infrantumabile abbarbicato alla schiena. Impossibile non provare empatia. Talaash è un film difficile da affrontare per l'angoscia che provoca: mi risucchia, mi attanaglia la gola.

Prendiamo la superba performance di Nawazuddin Siddiqui. Sul set non è più lui. Il suo Tehmur si muove, respira e vive quel brandello di vita concessogli dalle sceneggiatrici, in quel ritaglio di mondo creato dalla regista, dimentico della presenza di macchine da presa e troupe tecnica. Perchè, dal punto di vista di Tehmur, quella è la realtà. Prendiamo Rani Mukherjee. La sua interpretazione è dolente e sincera. L'ammiro recitare a bocca spalancata e già la sua Roshni mi manca. Prendiamo Aamir Khan. Aamir sfoggia un talento che mi ha tramortito. Al suo tormentato Suri spettano le scene più significative e più strazianti. E prendiamo Kareena Kapoor. Sguardi, movimenti, parole, timbro di voce, ironia. Tutto nella sua Rosie mi infligge una stretta al cuore. Talaash mi rende irrazionale. Ci sarà una sorta di universo parallelo dove personaggi così perfettamente definiti confluiscono e continuano in modo autonomo a condurre le loro esistenze, perchè altrimenti la passione profusa da sceneggiatori e attori andrebbe oscenamente sprecata.

Reema Kagti ha diretto Talaash con grande cura e grande partecipazione emotiva. La narrazione scorre con ritmo sinuoso, supportata da una sceneggiatura, scritta a quattro mani da Reema e Zoya Akhtar, che è un'elaborata architettura nella quale anche i tasselli apparentemente più deboli o estranei alla fine trovano il loro posto. I dialoghi rendono giustizia a storia e personaggi. La magnifica colonna sonora intriga. 
Talaash mi è rimasto attorcigliato addosso per giorni. In un modo tutto suo, avvince e seduce.

(*) Non mi riferisco al film di Zemeckis del 2000 (che non ho visto), di cui alcune sequenze e alcuni dialoghi vengono riproposti in Talaash. Grazie a Diana e a Caterina per la precisazione.

TRAMA

All'ispettore di polizia Suri viene affidato uno spinoso caso che coinvolge una star di Bollywood: un incidente? Omicidio? Suicidio? Troppi lati oscuri. Il mistero si infittisce e si intreccia alle vicende personali di Suri, di sua moglie Roshni, di un losco personaggio e di una fascinosa prostituta. 

RECENSIONI

Rediff: ** 1/2
"Am I being too cruel? Perhaps, but because of the wasted opportunity. Someone asked me if Talaash was a watchable film, and indeed it is. It's better put together than a lot of the films we see here, and definitely strongly acted, but ends up so, so much less enjoyable than it deserved to be".
Raja Sen, 30.11.12

Mayank Shekhar, 30.11.12

Cinema Hindi: *****
Punto di forza: sceneggiatura, personaggi, Aamir+Rani+Kareena+Nawazuddin (mai cast più azzeccato)
Punto debole: -

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aamir Khan - Suri, ispettore di polizia
* Rani Mukherjee - Roshni, moglie di Suri
* Kareena Kapoor - Rosie
* Nawazuddin Siddiqui - Tehmur
* Rajkummar Rao - Devrath, assistente di Suri

Regia: Reema Kagti
Soggetto e sceneggiatura: Zoya Akhtar e Reema Kagti
Dialoghi: Farhan Akhtar e Anurag Kashyap
Colonna sonora: Ram Sampath, testi di Javed Akhtar. Di qualità altissima. Vi segnalo il video promozionale (non incluso nel film) di Muskaanein Jhooti Hai, brano davvero notevole che accompagna i titoli di testa. Non riesco a levarmelo dalla mente.
Traduzione del titolo: ricerca, caccia
Anno: 2012

RASSEGNA STAMPA (aggiornata al 15 aprile 2023)

Zoya Akhtar: Everybody in my family has a National Award except me, Mayank Shekhar, Mid-Day, 15 maggio 2020: 'It's a supernatural thriller that, by the way, was based on a true story, that happened to her! "You have to stop. I am going to be the crazy lady that goes on interviews and says all this shit. I know it sounds really crazy, and I don't want to be propagating this nonsense. But, I had a strange experience on Haji Ali, while a bunch of us were driving back from a nightclub. We thought we had hit a naked woman in the middle of the road. Everybody was freaking out. This is something I told Reema about, and where Talaash came from. I am not going to repeat this story, ever again!",'

CURIOSITA'

* Nel famosissimo Leopold Cafe di Mumbai è stato allestito uno dei set del film
* In un'intervista concessa a Rediff il 30 aprile 2012, Siddiqui dichiara: 'It was really good working with Aamir. There is an anecdote though. I had done a scene with Aamir in Sarfarosh, but he had forgotten about it. While shooting a scene in Talaash, he suddenly asked me whether we had worked together before. Of course he knew about my work in Peepli [Live]. So I told him that I had performed in a small scene with him in Sarfarosh. Aamir was really happy. And he told the entire unit, "Nawaz's first film work was with me." It felt good'. 
* Riferimenti a Bollywood: Ajay Devgan 
* Film che trattano lo stesso tema: Sunrise, pellicola in lingua marathi del 2014 diretta da Partho Sen-Gupta e interpretata dal sempre ottimo Adil Hussain, sotto certi aspetti assomiglia curiosamente a Talaash. Phoonk intreccia paranormale e horror al dolore devastante di un padre. 

23 maggio 2016

FILM 2012 CONSIGLIATI DA DIANA

Il 2012 non è stato, a mio parere, tra gli anni più fortunati del cinema in lingua hindi. Le delusioni sono state tante. Titoli annunciati e attesi con grande entusiasmo si sono rivelati non all'altezza.
Il primo film diretto da Karan Johar in cui non compare ShahRukh Khan, Student of The Year, è una pellicola, spiace scriverlo, piuttosto modesta.
Gangs of Wasseypur 1 e 2, nonostante sia girato con maestria (si tratta pur sempre di Kashyap), nonostante alcune scene d'impatto e la bella colonna sonora, non mi ha convinto. E' un film molto ambizioso ma manca di qualcosa. Non vola alto come i capolavori tra i quali vorrebbe essere incluso. Ad essere franchi per le prime due ore mi sono chiesta se valesse la pena guardarlo fino in fondo.
Quando entra in scena Nawazuddin Siddiqui tutto diventa più interessante. Ma non basta. A mio parere non resterà.
Kahaani è un buon film, un po' sopravvalutato. Ottima la performance di Vidya Balan davvero pazzesca, ma poco altro.
I film con Salman Khan, sebbene Ek tha tiger sia piuttosto carino, mi sono sembrati meno divertenti dei precedenti Wanted e Dabangg.
Persino Hrithik Roshan e Aaamir Khan hanno tradito le mie aspettative con Agneepath e Talaash.
Per non parlare di Heroine di Madhur Bhandarkar con Kareena Kapoor e di quanto sono contenta che Aishwarya Rai sia stata esclusa dal progetto (aka l'abbia scampata).

Ma eccoci alle buone notizie:

1) Barfi!
diretto da Anurag Basu, con Ranbir Kapoor, Priyanka Chopra e Ileana D'Cruz.
Il film più bello dell'anno. Uno dei film migliori di sempre.
Barfi! racconta le vite intrecciate di un ragazzo sordomuto di nome Barfi, della sua amica autistica, Jhilmil, e della tenera Shruti.
Nonostante queste premesse impegnative, Basu firma un capolavoro pieno di grazia e vitalità.
Come nella realtà così in questa storia, ai protagonisti non sono risparmiati delusione e sofferenza, ma Barfi! è una favola nata per incantare e a fare la magia sono l'interpretazione tenera di Ranbir e quella magnifica di Pryianka. I loro gesti perfetti, così giusti che si vorrebbero veri, che ci si convince che lo possano diventare. Lo sciocco umorismo, che è il migliore, quando si ride delle piccole cose o di quelle che solo tra persone che si conoscono e si vogliono bene, possono essere intese. E le immagini semplici ma bellissime, poesia sulle note della dolce colonna sonora.
Questo è un film che fa felici. Non è poco.
Da vedere, rivedere e rivedere.
Il trailer di Barfi!

2) Chittagong
diretto da Bedabrata Pain, con Manoj Bajpai, Delzad Hiwale, Vijay Verma, Dibyendu Bhattacharya, Vishal Vijay, Vega Tamotia, Nawazuddin Siddiqui, Rajkummar Rao, Jaideep Ahlawat, Anurag Arora, Sauraseni Maitra e Chaiti Ghosh. 
Ispirato a fatti realmente accaduti, a Chittagong, nel 1930, durante la lotta per l'indipendenza, è la storia di un gruppo di ragazzi che, guidati dal loro maestro Surya Sen, attaccano gli inglesi per occupare il deposito di armi delle città.
Un film senza una sbavatura che fa pensare a quanto si sia disposti a rinunciare per un ideale. A che cosa significhi lottare per un futuro diverso anche se forse non sarà il proprio.
Un film sulla fiducia, la convinzione e la tenacia necessarie a combattere, senza il conforto di sapere quale sarà il giudizio della Storia.
Sullo sforzo dei singoli, su quanto conti il sacrificio di uno.
Un film che spinge a chiedersi se le persone che hanno dato tutto, la loro libertà, gli affetti, la vita, hanno fatto la scelta giusta.
Impeccabile.
Il trailer di Chittagong

3) Paan Singh Tomar
diretto da Tigmanshu Dhulia, con Irrfan Khan, Mahi Gill ,Vipin Sharma, Imran Hasnee, Nawazuddin Siddiqui e Zakir Hussain.
Ispirato alla vera storia di Paan Singh Tomar, soldato dell'esercito indiano e grande atleta, che una volta in congedo diventa un fuorilegge.
Gran bel film, ben costruito e ottimamente narrato che coinvolge lasciando un po' di amarezza. Ma ne vale la pena.
Irrfan Khan in stato di grazia.
Il trailer di Paan Singh Tomar

4) Fatso!
diretto da Rajat Kapoor, con Ranvir Shorey, Gul Panag, Purab Kohli, Neil Bhoopalam e Gunjan Bakshi.
Nandini e Navin sono innamorati e progettano un futuro insieme. Un giorno però, a causa di un incidente d'auto, Navin perde la vita. Nell'aldilà il ragazzo scopre che la sua morte è stata un errore, che non era nel suo destino. Così giunge ad un compromesso con un più che affollato e caotico ufficio nei Cieli per tornare, anche se nel corpo di un altro, dalla sua Nandini.
Se vi sembra una trama già vista e rivista, in effetti si tratta dell'ennesima trasposizione cinematografica di Heaven Can Wait, opera teatrale di Harry Segall. Ma Rajat Kapoor ci mette del suo e ne fa una commedia elegante e godibilissima.
Fatso! è una storia d'amore ma anche di amicizia. Ed è un'occasione per rivedere la brava e bellissima coprotagonista di Dor, Gul Panag.
Il trailer di Fatso!

5) Teri Meri Kahaani
di Kunal Kohli, con Priyanka Chopra e Shahid Kapoor. 
Anime gemelle fin dalla nascita, i protagonisti di questo film si incontrano, si innamorano e vivono per sempre felici e contenti. 
Quanto c'è bisogno di film così? Non bastano mai! 
L'unica commedia sentimentale dell'anno che abbia soddisfatto. Allegra, romantica, senza pretese ma non troppo sciocca, con uno Shahid Kapoor delizioso e una Mumbai anni 60' da vedere.
Il trailer di Teri Meri Kahaani

6) Arjun: The Warrior Prince
film d'animazione coprodotto da UTV Motion Pictures e Walt Disney Pictures, diretto da Arnab Chaudhuri.
Storia della prima giovinezza del principe Arjun, mitico guerriero del Mahabharata.
Sfide, invidie, lotte per il potere, tradimenti, dimostrazioni di coraggio e insegnamenti di vita. Non manca niente in questo bel cartoon dai disegni affascinanti e dalle musiche ammalianti composte da Vishal-Shekhar.
L'animazione non è una novità in India ma, forse perché non raggiunge incassi importanti, è un filone un po' trascurato. Peccato perché i risultati sono buoni e le potenzialità infinite.
Il trailer di Arjun: The Warrior Prince

7) Jab Tak Hai Jaan
diretto da Yash Chopra , con Shahrukh Khan, Katrina Kaif e Anushka Sharma. 
Samar è un militare, nel suo passato un amore, Meera, che gli ha cambiato la vita, nel suo presente una giovane reporter, Akira, che vorrebbe farglielo dimenticare.
Un film che sarebbe stato vecchio già vent'anni fa, tanto è antiquata la sua natura. Uno di quelli che confermano i peggiori pregiudizi su Bollywood e che fanno un po' imbarazzare se si deve ammettere che sì, li abbiamo guardati e ci sono piaciuti. E però... Se siete dei nostalgici o se non volete perdere l'unico film dell'anno con Shah Rukh Khan.
Il trailer di Jab Tak Hai Jaan

03 novembre 2014

JATT & JULIET




In passato su consigli di alcuni amici avevo provato a guardare dei film punjabi, restando però piuttosto freddina e non riuscendo a trovarci troppi elementi d’interesse, se non le coreografie e le frizzanti canzoni. Incuriosita da alcune notizie lette online provo a seguire i primi minuti di questa commedia romantica per decidere se andare avanti o no con tutto il film. La sua simpatia vince gradualmente la mia riluttanza e le due ore di proiezione volano!


TRAMA
Fateh (Diljit Dosanjh) ha sempre sognato sposarsi con una donna canadese e coronare il suo sogno di vivere all’estero, motivo per cui cerca una raccomandazione per ottenere un visto di lavoro in un ristorante indiano a Vancouver, inventando bugie alla sua famiglia che lo crede nell’alta finanza. Pooja (Neeru Bawja) ha in mente di sposarsi con il suo fidanzato ma prima di farlo vuole completare i suoi studi in Canada, per essere sicura di trovare un buon lavoro e non diventare una casalinga come sua madre. Fateh e Pooja si incontrano più volte in giro per ambasciate, aeroporti e case in affitto, si odiano a morte ma devono unire le forze perché una volta all’estero niente andrà per il verso giusto. 


Jatt & Juliet è un film rustico e spontaneo, girato con un investimento modesto e contraddistinto da una crescente ironia, capace però di coinvolgere lo spettatore per tutta la sua durata malgrado il suo aspetto semplice e l’assenza di artifici o belletti. Il film è andato benissimo nel mercato internazionale, battendo molte pellicole hindi dal budget decisamente più alto. Il successo di questa pellicola ha portato alla produzione immediata di un sequel dall’aspetto più sofisticato, Jatt & Juliet 2, uscito nelle sale quest'anno, di un remake bengali e forse anche di un nuovo progetto per la cinematografia hindi (si vocifera di Akshay Kumar).
Si tratta di una storia semplice ma non banale, ricca di situazioni comiche, di sketch ma anche di momenti più realistici (e le sue critiche sono deliziosamente goliardiche). Troviamo due ragazzi con grandi sogni che lasciano un villaggio del Punjab per affondare tutti i propri risparmi in un’avventura canadese, che, con un po' di fortuna, potrà fruttare un certificato di studio alla ragazza, e una sposa NRI, o straniera, per l’intraprendente giovane sardar, il cui sogno è ottenere un permesso di soggiorno vitalizio per il Canada per poi vantarsi con tutti i suoi amici e parenti rimasti a casa.  Una volta giunti nella tanto sognata terra delle opportunità, Fateh e Pooja scoprono che le cose non sono così semplici come avevano pianificato, tanto che l’unica carta da giocarsi resta l’aiuto di altri connazionali.
Anche se il taglio di molti personaggi è fumettistico la trama resta sempre in qualche modo attaccata alla realtà, né Fateh né Pooja si presentano in modo iperbolico nonostante si tratti di una pellicola cinematografica, tra una battuta e l’altra l’eroe e l’eroina concludono la loro battaglia con un pugno di mosche, non trovano esattamente ciò che cercavano “abroad” e ripiegano su soluzioni temporanee e meno prestigiose di quanto avevano in mente, ma infondo efficaci.
Jatt & Juliet è decisamente poco sofisticato, proprio come i due protagonisti, ma questa caratteristica piuttosto che penalizzarlo lo rende gradevole, Pooja è ostinata e irascibile (altro che eroine patinate! L’insulto facile e pure il ceffone sono all’ordine del giorno), Fateh è invece un amabile fanfarone (probabilmente il coinquilino e il compagno di volo che non si vorrebbe mai incontrare), entrambi sono pomposi, egoisti e disposti a tutto pur di non dover ammettere un fallimento o un errore. Anche se loro storia d’amore non sarà delle più originali, la commedia leggera che guida il film invece funziona benissimo, i personaggi di contorno, e spesso anche gli stessi protagonisti, portano sullo schermo una caricatura graziosa di se stessi, e delle proprie ambizioni. I dialoghi sono ben ritmati e molte situazioni davvero divertenti. Pur essendo un film dal gusto completamente punjabi Jatt & Juliet si candida finalmente ad uscire dai confini della cinematografia regionale per conquistare una fetta più ampia di pubblico, seducendo con rapidità soprattutto coloro che cercano un film d’intrattenimento spensierato, pulito e capace di far sorridere

Il mio giudizio sul film : ***1/2  3,5/5


ANNO : 2012
LINGUA : Punjabi
REGIA : Anurag Singh

CAST:
Diljit Dosanjh …………………….. Fateh Singh
Neeru Bajwa ………………….. Pooja
Rana Ranbir ………………. Shampy
Upasana Singh ……………….. Channo
Jaswinder Bhalla ………………… Joginder Singh
Sari Mercer …………………. Jennifer

COLONNA SONORA di : Jatinder Singh – Shah e DJ Nick.
PLAYBACK SINGERS : Diljit Dosanjh, Sukhwinder Singh e Sharry Maan.

Vedi anche gli articoli di Cinema Hindi nella sezione Breaking News :
Jatt & Juliet: locandina, trailer e recensioni
Punjab 1894 : Locandine e trailer 

06 settembre 2013

JAB TAK HAI JAAN

Yash Chopra è deceduto il 21 ottobre del 2012, Jab tak hai jaan è il suo ultimo film. Pur non volendo far torto in primo luogo a questo famosissimo autore, produttore e regista, lasciandoci influenzare nel giudizio dalla sua scomparsa, è innegabile che l'ultimo suo lavoro, portato a termine ad ottant'anni compiuti, dopo cinquant'anni di carriera, ha un suo intrinseco interesse.

TRAMA

Samar Anand (Shahrukh Khan) è un artificiere dell'esercito indiano. Attraverso un'intrepida giornalista, Akira Rai  (Anushka Sharma), che si interessa alla sua storia, scopriamo del suo amore mai dimenticato per Meera Thapar (Katrina Kaif), incontrata a Londra, dieci anni prima, quando Samar era cantante di strada e cameriere.

RECENSIONI

The Times of India ***1/2
Jab Tak Hai Jaan è il canto del cigno di Yash Chopra, il grande padre del genere romantico. Ogni fotogramma è ritratto alla perfezione, le emozioni sono ben sfumate. Ma c'è un sostanziale difetto: la storia di Aditya Chopra è stereotipata.
Shah Rukh Khan è la spina dorsale di JTHJ. E' carismatico come innamorato ed enigmatico come ufficiale dell'esercito.
Katrina Kaif grazie ad un look intelligente appare splendida. Inoltre durante la canzone Ishq Shava è bella da guardare, sta diventando una ballerina di film drammatici bollywoodiani. Ma quando è ora di saper gestire scene emotive ed intense, Kat rimane una bambola Barbie, bella ma di plastica.
Anushka Sharma è un piacere per gli occhi, ideale per la parte di una ragazza che parla no-stop. Ha una perfetta figura ma porta il peso di un ruolo insoddisfacente.
Francamente se qualcuno chiedesse qual è il valore aggiunto di JTHJ, sono le immagini dei titoli di coda, dove si vede Yash Chopra scherzare con i suoi attori, immerso in intensi confronti con i suoi collaboratori. Fanno venire un groppo in gola perché il film è stato realizzato così vicino alla sua scomparsa.
Un consiglio: Jab Tak Hai Jaan non vi piacerà se il romanticismo sdolcinato non fa per voi. La pellicola non ha l'intensità di alcuni altri precedenti film sentimentali di Yash Chopra come Daag, Kabhie-Kabhie, Silsila e Chandini. Ma ha ancora il tocco dell'uomo che ha realizzato alcuni dei migliori romantici lavori a Bollywood. 
Meena Iyer, 12.11.2012
La recensione integrale.

Hindustan Times ***
In quale mondo una bella, favolosamente ricca ragazza che gira per Londra in una Bentley guidata da un autista, si innamorerebbe di un cameriere? Ma nel mondo di Yash Chopra, ovviamente!
Aiuta moltissimo che il cameriere sia interpretato da Shah Rukh Khan con un fascino a livelli abbaglianti. In ogni caso non si va a vedere un film di Yash Chopra per immergersi nel realismo o nella complessità di una relazione. Si va per partecipare alla fantasia di un amore idealizzato che fa perdere i sensi, e Jab Tak Hai Jaan soddisfa pienamente in questo.
Questa pellicola presenta tutti gli elementi che si desiderino da un lavoro di Yash Chopra, meravigliose locations in UK e nel Kashmir, sfarzose canzoni e tre nobili personaggi che lottano con integrità contro i loro personali obblighi.
Ma quello che Jab Tak Hai Jaan non ha è una trama coerente. Attraverso una serie di colpi di scena poco convincenti, il cameriere diventa un ufficiale dell'esercito, un esperto artificiere, niente di meno.
La storia di Aditya Chopra è grossolanamente artificiale e sul filo del ridicolo.
Non sono rimasta coinvolta dalla storia, ma mi hanno convinto le interpretazioni sincere.
Tutti e tre, Shah Rukh, Katrina and Anushka, sono eccellenti.
E signore, prendete nota: Shah Rukh è senza sforzo il più affascinante ufficiale del cinema Hindi dai tempi di Balraj Sahni in Haqeeqat, e in questo film ha finalmente infranto la sua regola di non baciare sullo schermo.
E' possibile ammirare anche la sua capacità di interpretare l'eroe romantico.
Glielo abbiamo visto fare per due decadi ma lo rende ancora ammaliante.
Jab Tak Hai Jaan  è troppo pasticciato per coinvolgere. Per quasi 180 minuti, richiede un'enorme pazienza. Ma io raccomando di vederlo.
Perché solo Yash Chopra può rendere lo struggimento così attraente e nobilitarlo al punto che il suo eroe lo porti come un distintivo d'onore.
Anupama Chopra, 13.11.2012
La recensione integrale.

Diana ***1/2
Per godere di ciò che Jab Tak Hai Jaan offre dovete essere pronti a quella che Coleridge chiamava "volontaria sospensione dell'incredulità momentanea". 
Le circostanze della storia non stanno in piedi ed oltre ad essere assurde, spesso sono fastidiose. Personalmente trovo il ruolo determinante dato alla fede, a Dio, incomprensibile e difficile da sopportare, ma ognuno può valutare secondo il proprio gusto quali siano gli aspetti del film più irritanti o ridicoli. C'è davvero l'imbarazzo della scelta.
Se decidete però di disinteressarvi della verosimiglianza e riuscite a superare il secondo problema: non sentirvi stupidi per quello che state guardando e che magari vi sta pure piacendo, che cosa avrete in cambio?
Una pellicola grandiosamente confezionata che non bada a spese, scenari strepitosi, musiche allegre e coinvolgenti, un drammone sentimentale che vi strapperà, contro il buon senso e la vostra volontà, più di un'emozione, e un pieno di Shah Rukh Khan da urlo.
Se non vi basta sappiate che Jab Tak Hai Jaan mette in scena la sfida del secolo: SRK vs Jesus. E che qualcuno pensa che solo in cielo ormai si potesse trovare un avversario degno del baadshah di Bollywood.
Chi la spunterà?

Il bello:
- Un minuto di silenzio per l'entrata in scena di SRK, in moto, tuta mimetica e occhiali a goccia.
- Durante una serata in discoteca, Samar si presenta scherzosamente a Meera con il nome di Raj e Meera risponde che il suo è Tina. Subito Samar chiede: italian?
 Dopo gli "spaghetti bolognese" di Don 2, questo "italian" pronunciato da SRK comincia a farci pensare che il re abbia un debole per noi. Aaaah lasciatemi sognare...
- La tenerezza di Samar per la giovane Akira. Il desiderio che lei realizzi i suoi sogni e non rinunci alle sue passioni dimostra che la scorza del tormentato artificiere non è irrimediabilmente indurita.
- Il video della canzone Ishq Shava che mette in luce quella che evidentemente, secondo la Yash Raj Fims, è la caratteristica più importante di Katrina Kaif: la sensualità.
- I titoli di coda con Yash Chopra che lavora, già visibilmente debilitato, fanno stringere il cuore.

Il brutto:
- Challa è una canzone fresca e carina ma onestamente la sequenza in cui SRK gira per le strade di Londra con la chitarra in spalla è imbarazzante.
- Anche se SRK interpreta in modo apprezzabilmente diverso il giovane e ottimista Samar del primo tempo dall'ufficiale più amareggiato e disincantato del secondo, in nessun mondo possibile e non, King Khan può passare per un ventottenne.
- La battuta secondo la quale la dottoressa che si occupa di Samar sarebbe omosessuale. Non è divertente ed è una caduta di stile.
- Le co-protagoniste, Katrina Kaif e Anushka Sharma, sono al loro meglio, soprattutto esteticamente. Il loro look, come quello di tutta la pellicola, è curato e impeccabile, eppure mancano di luce. Nessuna delle due ha la presenza sufficiente, accanto a SRK sembrano figurine di cartone, di secondo piano. Spente e piatte.
- Aditya Chopra.
La sceneggiatura di Jab Tak Hai Jaan non solo è brutta, è anche vecchia, antiquata. La concezione del film  ricorda davvero "quelle di una volta" ma in senso negativo. Niente di più lontano dalla freschezza di DDLJ.
Addio Aditya, ti abbiamo perso definitivamente.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Samar Anand - Shahrukh Khan
Meera Thapar - Katrina Kaif
Akira Rai - Anushka Sharma
il padre di Meera - Anupam Kher
Pooja, la madre di Meera - Neetu Singh
Imraan - Rishi Kapoor
Dr. Zoya Ali Khan - Sarika Thakur
Frank - Andrew Bicknell
Zain - Sharib Hashmi
Maria - Jasmine Jardot
Captain Jagdeep Deewan - Gireesh Sahedev
Captain Kamal Singh - Amarinder Sodhi

Scritto da Aditya Chopra e Devika Bhagat

Diretto da Yash Chopra

Musiche di A.R. Rahman

Coreografie di Vaibhavi Merchant

Prodotto da Aditya Chopra

Distribuito da Yash Raj Films

Anno 2012

AWARDS

Zee Cine Awards 2013:
Best Actress in a Supporting Role - Anushka Sharma
Best Singer Female - Shreya Ghoshal for Saans
International Film Icon - Male - Shahrukh Khan
International Film Icon - Female - Katrina Kaif
Power Club Box Office Award - Yash Chopra

Filmfare Award 2013:
Best Actor In A Supporting Role (Female) - Anushka Sharma
Best Lyrics - Gulzar for Challa
Filmfare Award for R.D. Burman Award - Neeti Mohan for Jiya Re
Lifetime Achievement Award - Yash Chopra for all his films

Stardust Award 2013:
Best Actor (Editor's choice) - Shahrukh Khan
Star of the Year - Male - Shahrukh Khan
Best Actress - Comedy/Romance - Anushka Sharma

International Indian Film Academy (IIFA) 2013:
Performance in a Supporting Role (Female) - Anushka Sharma
Forever Director - Yash Chopra
Digital Star of the Year - Shahrukh Khan

Qui tutti gli altri awards vinti da Jab tak hai jaan.

CURIOSITA'

- Il titolo del film, Jab Tak Hai Jaan, è ispirato alla canzone, Haa Jab Tak Hai Jaan, parte della colonna sonora di  Sholay.
- Alcuni dei suggestivi scenari meravigliosamente filmati da Yash Chopra sono del Kashmir e del Ladakh. Quest'ultima location pare sia stata suggerita dallo stesso Shah Rukh Khan che la conosceva per esserci stato in occasione delle riprese di Dil se..
- Due settimane prima della premiere di Jab Tak Hai Jaan, Ajay Devgn, il cui film, Son of Sardaar, era in uscita nello stesso fine settimana, a Diwali, ha mandato una notifica alla Competition Commission of India accusando la Yash Raj Films di monopolizzare il mercato occupando la maggior parte delle sale cinematografiche. E' probabilmente per questo motivo che Ajay e sua moglie, la splendida Kajol, perfetta e adorata partner di SRK in grandi successi, sono stati praticamente gli unici a non presenziare alla speciale proiezione di Jab Tak Hai Jaan, del 12 novembre 2012 a Mumbai, in commemorazione di Yash Chopra.
Un'idea delle numerosissime star che non hanno voluto mancare all'evento in questo video.
- E' proprio vero, dopo anni in cui il re di Bollywood continuava a ripetere che non avrebbe baciato nessuna delle sue co-star, il tabù è stato infranto. Ma non aspettatevi niente di sconvolgente, si tratta di un timoroso  e poco entusiasta sfiorarsi di labbra che mal si addice a due appassionati innamorati. Si assiste come ad un evento storico ma Shah Rukh sembra più a suo agio a distanza, quando sfodera il carisma innato e l'ormai dolorosamente noto sguardo assassino.

Il sito ufficiale del film.

Uno speciale ringraziamento a Treme per la sua collaborazione a questo post e per aver offerto un punto di vista diverso quanto appassionato sul film.

14 giugno 2013

FILM TAMIL 2012 CONSIGLIATI DA CATERINA




1)  3
Di Aishwarya R Dhanush
Con Dhanush e Shruti Haasan
Il debutto alla regia di Aishwarya R Dhanush è un film da amare per la vita. Innocente e delicato come una love story adolescenziale, graffiante e doloroso come solo i migliori drammi tamil sanno essere, coraggioso nella tematica e arricchito da una bellissima colonna sonora (che comprende anche il tormentone mediatico "Why this Kolaveri Di").  Amato o criticato che sia 3 è "il" film del 2012, il più interessante e il più originale.


2) VAGAAI SOODA VA
(Vai per vincere)
Di A.Sarkunam
ConVimal e Iniya
Di fatto uscito nell’inverno del 2011 ma vincitore del National Awards nel 2012 come miglior film in lingua tamil, onorificenza che ha trascinato il secondo lavoro di A.Sarkunam nelle multisale e tra il grande pubblico. Splendide e pluripremiate le interpretazioni di Vimal e Iniya, come sempre emozionante la poesia delle piccole cose che ha reso famoso il regista già dal suo primo film, Kalavani.


3) VETTAI
(La caccia)
Di N.Linguswamy
Con R.Madhavan, Arya, Amala Paul e Sameera Reddy
I classici non muoiono mai, soprattutto quando vengono rivisitati con gusto ed energia.  Vettai non è solamente l’ennisimo action movie commerciale ricco di effetti, lotte, melodie e romanticherie quanto un equilibrio ottimo tra forma e sostanza.  La storia è avvincente e la confezione appagante. Ad innalzare il giudizio globale le belle canzoni (di Yuvan Shankar Raja), i video musicali e la frizzante interazione tra i quattro protagonisti.



4) PIZZA
Di Karthik Subbaraj
Con Vijay Sethupathi e Ramya Nambeesan
Esperimento di thriller a basso budget con lievi sfumature horror. Nonostante sia stato prodotto per restare nella cornice Pizza è diventato un successo improvviso grazie a un rapido passaparola. Il giovane regista, dopo una gavetta passata a girare short movies, firma il suo primo lungometraggio e riceve una calorosa stretta di mano da critici e pubblico.



5) THUPPAKKI
(La pistola)
Di A.R. Murugadoss
Con Vijay e Kajal Aggarwal
Action masala classico ma convincente, scandito da ben sei canzoni di Harris Jayaraj, quasi interamente girato a Mumbai, moderno, veloce e ben costruito.  Dopo diversi film deludenti A.R. Murugadoss finalmente firma un progetto degno della sua fama.



6) THAANDAVAM
(La Danza Cosmica)

Di A.L. Vijay

Con Vikram, Anushka Shetty, Jagapathi Babu, Amy Jackson e Lakshmi Rai.
Film non troppo innovativo, soprattutto per coloro che già conoscono altri titoli della filmografia di Vikram, ma senza dubbio intrigante e realizzato con eleganza. Nella storia c'è un po' di tutto, amore, azione,  coraggio, vendetta, sacrificio, i ritmi sono veloci e le interpretazioni emozionanti.

Trailer



7) MUGAMOODI
(Maschera)
Di Mysskin
Con Jeeva e Pooja Hedge
Un supereroe che nella miglior tradizione dei fumetti si arrampica tra gli edifici di una metropoli e lotta contro il male.  Il cinema tamil crea il suo primo eroe mascherato e dietro al costume di Mugamoodi si cela il volto di Jeeva. Avventure metropolitane, kung fu  e intrattenimento.


8) NEETHANE EN PONVASANTHAM
(Tu sei la mia primavera)
Con Jeeva e Samantha
Tra tutti le storie d’amore dirette da Gautham Menon NEP è  il progetto meno ambizioso e meno imbevuto della sua estetica perfettina.  Il tempo delle mele del cinema tamil in una favola color pastello in cui la musica (creata da Ilaiyaraaja) è più presente delle parole.

11 marzo 2013

EEGA




Un villain meschino ma accattivante, un eroe simpatico che pare un ragazzo qualunque e un’eroina dal volto di bambola che non intuisce le cattive intenzioni del primo e sottovaluta le potenzialita’ del secondo. E poi certo c’e’ una moschina arrabbiata. Sul serio. Un insetto assetato di vendetta e’ il  vero protagonista del film ed esibisce una mimica e una scioltezza degne del miglior Actor Studio. L’amato SS Rajamouli questa volta vuole strafare, piuttosto che rilassarsi dopo una prosperosa lista di successi il regista immagina una bedtime story che sarebbe riduttivo definire bizzarra e ci costruisce attorno un film intero. Il 6 luglio 2012 Eega esce nelle sale nella sua duplice versione telugu / tamil ma della sua quasi oltraggiosa stravaganza si inizio' a parlare dal primo istante in cui il trailer apparve in rete.


TRAMA
Un potente businessman con implicazioni malavitose (Sudeep) è convinto che nessuna donna può resistergli  finche’ non incontra Bindu (Samantha) che lo respinge perché innamorata di Nani (Nani) un  vicino di casa che la corteggia pazientemente .  Sudeep trascina Nani in un luogo isolato, lo uccide e abbandona il corpo,  l’omicidio resta impunito ma il ragazzo si reincarna in una mosca e libera la sua rabbia distruttiva.


Gli incassi promettenti di Eega svelano quanto l'idillio tra il regista e il pubblico pagante sia nel pieno del suo fulgore, il film e' stato doppiato in cinque lingue, ha vinto la riluttanza della critica e il suo esito al botteghino e' stato piu' che buono.  Eega rompe le regole e propone una strana avventura action che conquista soprattutto per l’autoironia del regista e  per la sofisticata eleganza del villain, Sudeep, attore veterano dell'industria cinematografica Kannada,  il bocconcino più attraente da assaggiare.
Coraggio illimitato e brillante originalita'. Dopo varie immersioni in generi diversi (epica romantica, azione, commedia) e una buona lista di successi e diritti venduti per remake bollywoodiani (Rowdy Rathore e Son of Sardaar) Rajamouli si gode la sua vacanza dedicandosi ad un passatempo insolito , immaginare l'epopea vendicativa di una mosca contro il suo assassino. L'idea di partenza e' piu' o meno questa : se in uno scontro si e’ fisicamente piu’ deboli della parte avversaria per sovrastare il nemico serve una buona dose di creativita’ e tanta organizzazione. Ed ecco che una mosca si candida a vincere la sua battaglia contro l’uomo. Ma come? Se non e’ possibile l’attacco diretto la sfida si sposta sul piano psicologico e l’obiettivo diviene annientare il rivale portandolo all’esaurimento e alla pazzia. La trovata geniale. In Eega aldilà del concetto di vendetta c’è il senso del fastidio, fastidio fisicamente percepibile lungo tutto il film tanto che verrebbe voglia di montare zanzariere ovunque, dormire coperti come mummie e armarsi di bombolette spray, lo stress ripetuto e continuo diviene una fissazione e una malattia, una disperata ricerca della tranquillita’ perduta, a provare che basta veramente poco  a far perdere drasticamente il controllo della propria vita.
L’espressiva e aitante moschina costruita in digitale interagisce perfettamente con le co stars e con il pubblico, lo schermo adotta la sua vista esagonale e la telecamera ondeggia seguendo i movimenti del micro/protagonista, l’eroe sparisce prestissimo per lasciarle tutto lo spazio, l’attenzione del pubblico e perfino i duetti romantici con l’eroina.
Il cinema telugu è oggi estremamente attratto dalla tecnologia ma nonostante il film sfoggi una discreta quantita' di virtuosismi la sua molla piu' efficace e' sicuramente la trama, la svolta innovativa di SS Rajamouli sta infatti nell’aver creato un evento a partire da una storia implausibile e cosi' strampalata da spaventare a primo impatto qualsiasi investitore. Eppure il lungometraggio che nasce come capriccio di un regista di successo smette ben presto di essere un hobby per diventare un progetto reale,  la favola divertente che l'autore voleva raccontare a se stesso si mescola al genere fantasy, alla satira e alla commedia. Ne nasce un irresistibile flusso narrativo da divorare senza interruzioni.


Il mio giudizio sul film : ****  4 / 5 

Da guardare per :
L'originalita' della storia
La simpatia e la carica dei personaggi
L'approccio ironico del regista
L'idea

Punti deboli:
La colonna sonora
L'ingenuita' di alcune scene


ANNO: 2012
TRADUZIONE DEL TITOLO : Mosca
LINGUA : Telugu
REGIA :  SS Rajamouli


CAST :
Sudeep ………………. Sudeep
Samantha ………………….. Bindu
Nani ……………………… Nani

COLONNA SONORA : MM Keeravani
PLAYBACK SINGERS : Deepu, Sahiti, Chaitra, Shavana Bhargavi, Vijay Prakash



QUALCOS'ALTRO :

I due protagonisti, Nani e Sudeep hanno scelto di chiamare i personaggi con i propri nomi.

In una scena del film vengono mostrate alcune immagini di Sivaji, blockbuster della star Rajinikant uscito nel 2007.

Sito Ufficiale.

Il film e' stato proiettato al Chennai International Film Festival e Parigi durante la passata edizione de "L'Etrange Film Festival". (Il sito del Festival. Recensione di Eega). Rajamouli ha partecipato anche al Red Carpet del Sundance FF 2012.

Il successo ottenuto e la scelta della scena finale farebbero ipotizzare la creazione di un sequel, tuttavia le notizie riguardo un ipotetico  Eega2 sono al momento soltanto delle voci.

Link all'interessante intervista del cinematographer Senthil Kumar concessa alla giornalista di The Hindu . The Art of Small Things.




DALLA SEZIONE BREAKING NEWS INDIA:

Makkhi, locandina, trailers, arre arre, recensioni e altro
I wanted Makkhi to be a bedtime story
Deccan Changers
Sudeep, I am not competing with anyone
SS Rajamouli what is the big buzz
Eega: Recensioni
Eega, My name is Nani
Eega, nuovo trailer
Hitler about Eega
Eega : il trailer