Visualizzazione post con etichetta ATTORE PRABHAS. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ATTORE PRABHAS. Mostra tutti i post

13 aprile 2022

RADHE SHYAM


Utile per diserbare. Guardando Radhe Shyam, io sono appassita.

TRAMA

Aditya è un celebre chiromante indiano che vive a Roma. Prerana è un medico di Torino. I due intrecciano una relazione non sentimentale, ma finiscono con l'innamorarsi l'uno dell'altra. Linee della mano, patologie e (nientemeno) tsunami tenteranno di dividerli.

RECENSIONI

Mid-Day: * 1/2
'He’s [il protagonista] in Rome, where people’s regular homes, like his own, bear ceilings the height of Sistine Chapel, and massive Corinthian columns, indoors. Yes, this is a period film, but set only in the late ’70s, and performed on over-elaborate sets. (...) Basically the unprecedented success of Baahubali (2015, 17) (...) has rendered it impossible for the national hero from Hyderabad to play a normal lover boy anymore. (...) What do you do in the comfort of a cinema, with your feet up, and eyes on the gigantic screen? Well, remember everything you can, and recount it to your friends, in as much detail you can. As I just did, so I don’t have to watch it again'.
Mayank Shekhar, 12.03.22

The Hindu:
'A shallow story and lacklustre screenplay make (...) Radhe Shyam a colossal bore. At the end of Radhe Shyam, what stayed with me were its picture perfect frames that were painstakingly made to look like paintings. (...) But how long can one soak in the atmosphere, admiring the columns of light that pour through tall windows and the long corridors of the hospital and the homes in Italy? Sure, the film boasts of Prabhas and Pooja Hegde who have a good screen presence. But the soul of the film, the story, is flaky. What is meant to be an aching romance of two people racing against destiny turns out to be bland and listless. (...) The film wastes a bunch of talented actors, making them merely stand by and utter a line or two. (...) For the first hour or so, the aesthetic visuals, the music (...) and the lead actors who are made to look picture-perfect, accentuate the dreamy setting. Pooja Hegde looks every bit the princess and in later portions, shows a glimpse of her acting potential that is waiting to be tapped. Prabhas is effective in his portrayal, but there isn’t much in the story or characterisation that challenges him as an actor. When the conflict between destiny and love takes centrestage, the film begins to lose whatever little charm it had. The biggest issue with Radhe Shyam is that it never sucks you in. The ship sequence at the fag end of the film sinks an already shaky film'.
Sangeetha Devi Dundoo, 11.03.22

Cinema Hindi: **
Punto di forza: le location italiane, la fotografia e le deliziose automobili.
Punto debole: sceneggiatura elementare, dialoghi ampollosi, narrazione greve, regia inesistente, interpretazioni scialbe. Avendo a disposizione una superstar, location magnifiche, soldi a fiumi, com'è possibile sbagliare proprio tutto? Forse l'intenzione del regista, che è anche sceneggiatore, era creare un classico senza tempo. Purtroppo RS è solo vecchio e superato. 

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Prabhas - Aditya     
* Pooja Hegde - Prerana

Sceneggiatura e regia: Radha Krishna Kumar
Colonna sonora: Justin Prabhakaran. Commento musicale di Thaman S. Non male la visualizzazione del brano Ninnele.
Fotografia: Manoj Paramahamsa
Lingua: telugu
Traduzione del titolo: Shyam è uno dei nomi di Krishna, Radha è la figura femminile associata a Krishna. 
Anno: 2022

CURIOSITÀ

* La troupe di Radhe Shyam ha effettuato le riprese in Italia nell'ottobre 2018 (Arezzo, Pisa, Lucca) e nell'ottobre/novembre 2020 (Torino, altre località in Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta). Chiara Appendino, sindaco di Torino, ha personalmente incontrato Pooja Hegde. Alcune sequenze sono state girate a Roma. All'allestimento dei set hanno contribuito le scenografe Illia Boccia e Giulia Parigi. Video dei brani Sanchari, Ee Raathale, Nagumomu Thaarale. Video Making of The Saga of Radhe Shyam. Alcune battute nel film sono in italiano: al primo incontro, Aditya grida alla volta di Prerana sei un angelo, devo morire per incontrarti (una brevissima traccia strumentale inclusa nella colonna sonora si intitola Sei un angelo); sul treno una voce fuori campo pronuncia la frase per favore dimmi; una comparsa pronuncia la frase cosa stai facendo?. Vedi anche Radhe Shyam: le riprese in Italia, testo che offre l'elenco dettagliato delle location, una rassegna stampa in italiano - inclusa un'intervista concessa da Prabhas -, e una ricca photo gallery dei set allestiti in Italia.

GOSSIP & VELENI

* Davvero i costumisti credono che in Italia, negli anni settanta, ci si vestisse in quel modo? E perché gli scenografi non hanno sfogliato un manuale di arredamento dell'epoca? 
* Quanto a Prabhas, per la legge di compensazione universale, dopo il clamoroso successo registrato dai due Baahubali, gli sono toccati due tonfi altrettanto titanici (Saaho e RS). Speriamo ora abbia pareggiato i conti. E speriamo che i registi la smettano di considerarlo un eroe epico, e gli concedano di interpretare in modo misurato personaggi meno ieratici.

30 ottobre 2019

S A A H O


Avevo letto le recensioni indiane negative, ma sinceramente non mi aspettavo un film così scadente. L'immagine pubblica di Prabhas mi piace. Sembra un uomo amabile e perbene. Il fantasmagorico successo riscontrato dai due capitoli di Baahubali non ha scalfito il senso della realtà dell'attore. Però accettare il ruolo di Saaho, il protagonista di questa pellicola, è stata una decisione incauta. 
Non ricordo un solo dettaglio positivo di Saaho, salvo forse il colpo di scena prima dell'intervallo. Film lunghissimo, noiosissimo, dalla trama pasticciata e incomprensibile, dalle tonalità inutilmente fosche, dalla sceneggiatura che, più che raccontare, si limita a sputare eventi come capita, dalla regia sbronza, dal ritmo singhiozzante, dalle interpretazioni piatte. Saaho parte infliggendoci una catena interminabile di premesse incastonate una nell'altra, e pare che la storia vera e propria non inizi mai. La pellicola è infarcita di sequenze superflue che non contribuiscono alla narrazione nè tantomeno al divertimento, sequenze implausibili, inverosimili sino al delirio, sequenze che andavano riviste o (meglio) spietatamente tagliate. 

Saaho è costato una cifra astronomica, eppure i set non mi hanno impressionata, nè le roboanti scene d'azione, nè le coreografie o la colonna sonora. Il difetto peggiore a mio parere è la totale assenza di ironia, per cui gli eccessi - e sono parecchi, e colossali - infastidiscono invece di stupire e/o intrattenere. Ogni singola parola viene declamata, i dialoghi sono pomposi, i personaggi vacui e insopportabili. Qualche battuta e qualche episodio tentano con sforzo avvertibile di strappare un sorriso, senza riuscirci. Non si crea empatia con i protagonisti, della cui sorte allo spettatore non importa una cippa. 
Fra Saaho e il cambio di stagione nel guardaroba, scelgo il secondo. Persino un documentario sul manto stradale appassionerebbe di più.

TRAMA

Il capo di un cartello mafioso alla guida di un impero economico viene brutalmente ucciso. Si scatena la guerra fra le varie fazioni per la successione. 

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Il cambio di stagione nel guardaroba.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Saaho.

RECENSIONI

Deccan Chronicle: (versione telugu) * 1/2
'Right from the beginning to the end, nothing holds the viewer's interest. Saaho is a completely mindless and unbearable film and one fails to understand how the makers poured so much money into it without any proper story. Even the action scenes are not impressive. While Saaho was being touted as a screenplay-based film, there is in fact no screenplay at all and everything is a disjointed mess. There are too many artistes in the film with a lot of incoherent action scenes, gunfire and racing. For the entire duration of the movie, one simply cannot understand what is happening onscreen. (...) There are no outstanding performances in Saaho. Prabhas’ looks and outfits are unimpressive and he seems a bit lazy and disinterested as he trudges through the film wearing only one expression. Also, Shraddha Kapoor is a total waste in this film while several other Hindi actors like Mahesh Manjrekar, Jackie Shroff, Neil Nitin Mukesh, Mandira Bedi and Tinnu Anand appear and disappear at will. The music and action scenes don’t do anything to redeem the film either. Sadly, Saaho is an unbearable watch. (...) This is easily one of the worst movies in recent times'.
Suresh Kavirayani, 31.08.19

Mid-Day: (versione hindi) * 1/2
'This film is so complex in its stupidity that at some point you fear for your brains dimming a bit, if you try too hard to understand what Saaho is really about. (...) This movie is an attempt to blow your brains out with a series of non-stop, high-octane action sequences, between a bunch of music-videos, with a strange mix of Punjabi pop and wannabe-Rahman peppiness. The aim is to play up Prabhas's under-stated swag. And basically propel him as the superhero, plus arch-enemy, all rolled into one - constantly announcing his entries and exits on screen. Every scene and dialogue is supposed to be a movie moment'.
Mayank Shekhar, 30.08.19

Cinema Hindi: * 1/2
Punto di forza: -
Punto debole: (non ho mica tutto questo tempo).

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Prabhas - Saaho
* Shraddha Kapoor - Amritha
* Jackie Shroff - Roy
* Neil Nitin Mukesh - Ashok
* Chunky Pandey - Devaraj
* Murali Sharma - David
* Mandira Bedi - Kalki
* Mahesh Manjrekar - Prince
* Tinnu Anand - Prithviraj, padre di Devaraj
* Jacqueline Fernandez - item song Bad boy

Regia e sceneggiatura: Sujeeth
Sceneggiatura: Sujeeth, Ashwin Madasu, Anil Kumar Upadyaula
Colonna sonora: Shankar-Ehsaan-Loy, Tanishk Bagchi, Guru Randhawa, Badshah
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Saaho è stato girato in simultanea in telugu, hindi e tamil, e doppiato in malayalam e kannada.
* Riferimenti all'Italia: Armani. La troupe di Saaho era a Roma nell'ottobre 2018, e i titoli di coda lo confermano. Chiedo scusa agli amici romani, ma io non ho identificato nessuna località nel film (ho visto la versione telugu) che possa essere associata alla nostra magnifica capitale (forse dormivo). Però le scenografe Illia Boccia e Giulia Parigi hanno collaborato all'allestimento dei set. Vedi anche Italy says Benvenuto, intervista nella quale Ivano Fucci di ODU Movies, fra le altre cose, dichiara: 'Saaho and [Radhe Shyam] both star Prabhas. While shooting the latter, we got the opportunity to have Saaho's action director Kenny Bates (...) shooting in Italy as well (with Six Underground) and we made a two-week shooting schedule in Rome, building the biggest blue screen ever made in Italy. (...) Saaho was (...) shot in Rome, at the Cinecittà World Studios and at the Fiera di Roma Hangars'.

GOSSIP & VELENI

* Ashok a testa in giù? Se non sei Ram Gopal Varma, meglio evitare inquadrature azzardate.

15 novembre 2015

BAAHUBALI : THE BEGINNING


Baahubali, il film più costoso nella storia del cinema indiano, è un fantasy che si ispira al genere mitologico (e quindi alle radici stesse della cinematografia telugu) ma trasporta gli eventi in una dimensione laica. SS Rajamouli, regista amatissimo dal pubblico dell'India del Sud, orchestra un fastoso Mahabharata, senza divinità ma costellato di eroi ed eroine: un giovane imponente dalla forza sovraumana, un'agile guerriera, un re tiranno la cui potenza è pari a quella dell'eroe (ma purtroppo usata per scopi opposti) e una regina coraggiosa che nonostante la prigionia mantiene intatta la sua fierezza e spera nel futuro.

TRAMA
Shivudu (Prabhas) scopre gradualmente la sua incredibile forza fisica inseguendo un'ossessione: scalare l'alta cascata che divide il villaggio da cui è cresciuto dal resto del mondo. Salvato miracolosamente quando era solo un neonato, non conosce le sue vere origini fino a che non incontra Avanthika (Tamannah) un'affascinante guerriera che gli racconta la sua missione disperata, liberare la regina Devasena (Anushka Shetty) tenuta prigioniera da Bhallala Deva (Rana Daggubati), salito sul trono dopo averlo sottratto con l'inganno a suo cugino Baahubali (sempre Prabhas), marito della donna.


Baahubali non ha fatto strage di cuori solo perchè è un film opulento, il denaro e gli effetti speciali non bastano. Non è salito in vetta alle classifiche dei film più visti di sempre grazie alle sue star, in pochi conoscevano già i volti dei protagonisti, tutti provenienti dalle cinematografie telugu e tamil. Un buon marketing non è sufficiente, nè la sola bellezza e il fumo senza arrosto. Ha convinto tutti perchè è un'epica vera, densa di contenuti e suggestioni, una piccola enciclopedia divisa in volumi, una narrazione a più voci che corre sulle ali della fantasia e dell'avventura. E quando gli schiavi che sollevano le funi per ergere la statua del tiranno iniziano ad inneggiare il nome di Baahubali, il loro salvatore, un brivido corre per la schiena e il film si trasforma da un buon fantasy elaborato in digitale in un kolossal pazzesco d'altri tempi (e nuove tecnologie). Roba che ipnotizzerebbe anche Mankiewicz e DeMille, se fossero ancora vivi.

Nel 2009 S.S. Rajamouli non aveva ancora raggiunto l'esperienza di oggi ma le canzoni e la freschezza giovanile di Magadheera mi tormentano ancora, nonostante gli effetti speciali arrossiscano davanti allo stile di Baahubali. Eppure quel film (e si parla già di un remake hindi nuovo di zecca con Shahid Kapoor) nella sua semplicità è riuscito a trasportare in un mondo diverso, fatto di amori segnati dal destino, magiche coincidenze e una coppia di attori affiatati: Ram Charan e Kajal Aggarwal al loro meglio. In Baahubali il regista ricrea un altro mondo parallelo, ma stavolta impiega una cura maggiore ai dettagli e un team più esperto. La sceneggiatura è densa e aumenta la sua forza con l'avanzare della storia, i dialoghi altisonanti, il linguaggio da epica, acceso da decisi scambi di battute. La narrazione alterna colpi di scena da kolossal a pennellate leggere, coreografie particolari e attimi in cui cullarsi in frivolezze estetiche sognando luoghi immaginari.

Per quanto riguarda gli attori devo ammettere che sono di parte. Li conoscevo e apprezzavo già tutti guardando con passione da alcuni anni anche il cinema dell'India del Sud. Anushka Shetty è da sempre la mia favorita, una donna vitale e una presenza solida sullo schermo. Se penso a lei ricordo lo sguardo temerario negli occhi di Jejamma nelle scene di Arundhati, ed ho già i brividi. Per Prabhas l'uscita di Baahubali è un punto a capo nella sua carriera, preceduta da un paio di buoni film e una lista lunga di titoli mediocri. Ha avuto in mano il ruolo di una vita e la certezza di essere ricordato da un pubblico ben più vasto di quello a cui era abituato. Più o meno lo stesso vale anche per Rana Daggubati e Tamannah, entrambi più che affermati nel cinema telugu ma relegati in un angolo a Bollywood, dove hanno cercato di sfondare.

Quella di Baahubali è una storia violenta. Indubbiamente. Come del resto lo è il Mahabharata e non a caso pure nella pellicola di Rajamouli i due nemici sono cugini, cresciuti nella stessa casa, cullati dalle stesse braccia, divisi da due parole: gelosia e potere. A volte sembra di trovare un film nel film, come una scatola cinese, e anche diverse tipologie di eroi, la cui costruzione si ispira a generi distanti nel tempo. Shivudu è un supereore moderno che ricorda quelli dei fumetti, non vola tra i grattacieli ma cerca di scalare una cascata, fa una vita normale ma segretamente sente di essere nato per fare dell'altro, per dare di più. Baahubali invece è l'eroe classico, legato al mito, senza macchia e senza paura, potrebbe essere Ettore dell'Iliade o il protagonista di un romanzo cavalleresco.

La colonna sonora di MM Keeravani non include una collezione di tormentoni, come fu per Magadheera, ma canzoni delicate che meglio si apprezzano in lingua telugu. Girato tra Ramoji Film City, il Kerala e la Bulgaria (e pazientemente elaborato in digitale), Baahubali è il film indiano più dispendioso di sempre. Il materiale e i set disegnati per le riprese diventeranno presto un'esposizione permanente pronta ad accogliere i visitatori negli studi di Hyderabad. Il pubblico in India, straordinariamente unito da Nord a Sud, già attende di conoscere cosa accadrà in Baahubali : The Conclusion, la cui uscita è programmata per il 2016. Il conto alla rovescia è già iniziato.


Il mio giudizio sul film : ***** 5/5


ANNO : 2015

LINGUA : Telugu (ma girato anche in tamil e doppiato anche in hindi e malayalam)

TRADUZIONE DEL TITOLO : L'uomo dalle forti braccia

REGIA : SS Rajamouli


CAST :

Prabhas ............ Shivudu /Bahubali
Rana Daggubati ............ Bhallaladeva
Tamannah .............Avanthika
Anushka Shetty ..........Devasena
Ramya Krishnan ........... Sivagami
Nasser................. Bijjaladeva
Sathyaraj ........... Katappa

COLONNA SONORA : MM Keeravani


QUALCOS'ALTRO:

Tra i principali produttori del film anche Karan Johar, che l'ha definito l'Avatar indiano.

Prabhas e Tamannah si erano già incontrati nel film Rebel. Anushka Shetty e Rana Daggubati hanno recitato insieme anche in Rudhramadevi, storia di un'imperatrice guerriera, altro film di genere fantasy/epico uscito nel 2015 ma diretto da Gunasekar, regista di Okkadu (Tevar il titolo del remake in hindi) e Ramayanam, film per bambini vincitore del National Award nel 1997.

Il regista compare nel film nella parte di un venditore di vino. Anche l'attore Sudeep (il cattivo di Eega tanto per intenderci) ha un piccolo ruolo.

Il neonato che compare nelle scene di apertura del film, e nel celebre poster, è in realtà una bambina. La figlia di un membro del cast tecnico nata in Kerala proprio nei giorni delle riprese.

Prima di calarsi nel ruolo di Bhallala Deva Rana Daggubati è dovuto ingrassare oltre 30 chili. Ecco perchè non riuscivo quasi a riconoscere il protagonista di Leader (al tempo piuttosto magro) dalle prime inquadrature in Baahubali in cui appare robusto come una montagna. Prima di aprire Wikipedia mi son detta per almeno dieci minuti... è lui o non è lui?

Ancora prima della sua uscita nelle sale la BBC ha dedicato uno special al making of del film in occasione del Centenario del Cinema Indiano nel 2013.

Vedi anche  Il cinema asiatico si specchia a Busan pubblicato da Cinema Hindi nella sezione Breaking News.

10 dicembre 2013

MIRCHI




 Come salire sulle montagne russe, alcuni si divertono e continuano la corsa ad occhi aperti, altri stringono i pugni e gridano “mai più!!”. Mirchi è un film così, si susseguono numerosi personaggi, luoghi, situazioni, succede l’impossibile e tra salite e discese la storia cavalca un binario vertiginoso (sperperando nel frattempo manciate di denaro). E’ quindi un bel film o un contenitore stracolmo sul punto di scoppiare? Al termine della visione scegliete la prima o la seconda risposta ma nell’arco di 2 ore e 47 minuti è certo che non vi annoierete.

TRAMA
Manesa (Richa Gangopadhyay), studentessa universitaria in Italia, deve far ritorno al suo villaggio in Andhra Pradesh ma sente che le mancheranno la libertà e la spensieratezza sperimentate al fianco di Jay (Prabhas) il ragazzo del quale si è innamorata. La famiglia della ragazza è benestante ma circondata da problemi e piuttosto tradizionalista, Manesa scalpita e Jay cerca di capire come migliorare la vita di tutti e istaurare anche nei parenti più difficili una mentalità rilassata a moderna. 

Un film ? Direi più che altro una saga, una fusione di diverse puntate di un serial, o forse un kolossal musicale che cerca di trattenere l’attenzione del pubblico il più a lungo possibile.  Prima di arrivare al finale si fa un giro enorme e il titolo Mirchi (peperoncino) potrebbe suggerire tutto oppure niente. Solo l’ennesimo speziato masala movie?  Anche no, e per diversi motivi l’esperimento mi è piaciuto.
In realtà la pellicola si compone di due parti nettamente divise che la rendono imprevedibile ma anche discontinua, non facciamo in tempo ad affezionarci ad una protagonista e ad un personaggio che tutto viene bloccato sul più bello e ci si deve abituare a nuovi volti e nuovi nomi.  Dopo quasi due ore di patrimonio assoluto di Richa Gangopadyay ho iniziato a pensare che nel leggere sulla copertina del dvd il nome di Anushka Shetty avevo visto male.  La storia di Manesa  e Jay intrattiene e delizia, poi invece arriva dell’altro, non migliore né peggiore, semplicemente del tutto diverso. Premetto che adoro  le interpretazioni e la personalità di Anushka  ma questa volta sono rimasta delusa nel vedere una seconda storia, fin troppo seria, prendere il posto di una più spensierata e frizzante che fino a quel momento mi aveva ampiamente soddisfatta.
Dei difetti però ci si scorda in fretta perché Mirchi è potenzialmente nato per piacere, oltre che belle canzoni orecchiabili e deliranti video (da segnalare “Yahoon Yahoon”  girato in Versilia e diverse città toscane come Certaldo, Siena, Lucca e San Gimignano)  il film propone qualche giusta riflessione sociale mescolata qua e la’ dentro una storia romantica e graziosa.  Spunti interessanti (ai quali ho applaudito) sono ben integrati dentro una confezione classica, apparentemente innocua e in linea con la tradizione,  tutto è perfettamente somministrabile senza urtare la sensibilità di nessuno ma abbastanza forte da suggerire all’orecchio qualcosa. 
Promosso per le furbe intuizioni, lo stile,  il ritmo e le locations italiane. (Bentornato Prabhas! Dopo il bellissimo Varsham avevo il dubbio di averti perso per strada)

Il mio giudizio sul film : ***  3/5

ANNO: 2013
LINGUA: Telugu
TRADUZIONE DEL TITOLO : Peperoncino
REGIA :  Koratala Siva

CAST:
Prabhas ………………….. Jay
Richa Gangopadhyay ………………………… Manesa
Anushka Shetty …………………………. Vennela
Sathyaraj …………………. Deva
Brahamanandam …………………. Veera Pratap
Sampath Raj …………….. Uma
Nandhiya …………………… Lata

COLONNA SONORA :  Devi Sri Prasad
PLAYBACK SINGERS : Mika Singh, Chinna Ponnu, Devi Sri Prasad, Vijay Prakash, Anitha, Jaspreet Jasz, Kailash Kher, Suchitra, Geetha Madhuri.

QUALCOS’ALTRO:

28 ottobre 2011

MR. PERFECT


Come la pasta di mandorle sopra il budino al cioccolato. Satura facilmente.
Il film inizia male e finisce ancora peggio lasciando il pubblico annoiato e insoddisfatto. La storia è rutinaria e pasticciata, avendo timore di muoversi anche solo di un centimetro dalle formule prestabilite il regista propone l’ennesima variante del love triangle al centro del quale c’è (caso strano) un NRI figo, ricco e intraprendente, a contenderlo (altra punta di originalità) due ragazze ugualmente affascinanti e ben vestite, la prima tradizionalista e saggia, la seconda procace e moderna. Così difficile immaginare chi avrà la meglio? Anche no.

TRAMA
Vicky (Prabhas) vive in Australia  sogna una carriera brillante ed è deciso ad incontrare una donna identica a lui che non gli sia d’intralcio verso il raggiungimento dei suoi obiettivi. La famiglia, nel frattempo, vuole riportarlo al villaggio d’origine e cerca di combinargli un matrimonio con la bellissima Priya (Kajal Agarwal) certi che davanti alle molteplici virtù della sposa nessun uomo saprebbe tirarsi indietro.


Malgrado il titolo tutto si dimostra il trionfo dell’imperfezione, un regno idilliaco per gli sbadigli selvaggi. Prabhas e Kajal svaligiano uno shoppig mall e passano il tempo a cambiarsi d’abito, saltando di firma in firma, dimenticando completamente che dovrebbero girare un film e quindi recitare.
Kajal Agarwal è un volto adorabile e, quando vuole, un’attrice espressiva ma di questi ruoli fabbricati con lo stampino non se ne può più, se non eccede la adoro, quando accetta film a ruota senza nemmeno leggere lo script, la detesto. Questa sua Priya fintamente semplice e ingenua è la goccia che fa traboccare il vaso. Mr Perfect o Miss Perfect? Se c’è una saccentina nella storia è proprio lei. Bella, impeccabile, sempre tirata a festa, mai un capello fuori posto, impegnata tra preghiera, beneficienza, cucina e bon ton. Qual è il suo passatempo? Guardare le foto dall’album di famiglia. Proprio una ragazza splendida. Qualche difetto? No. Manda solo a friggere il matrimonio della cugina, ma lo fa con una classe e un nonchalance meritevoli di applauso.
Che noia! Prabhas ha urgente bisogno di trovare un nuovo curatore d’immagine, l’attore è bello (basta uno sguardo per appurarlo) e bravo  (in Varsham ne ha dato prova) continua però a cullarsi in pellicole senza senso che non gli rendono giustizia e lo appiattiscono fino a farlo apparire poco più di un modello danzante. Tapsee è gradevole ma il suo personaggio deve essere ammonito e tolto di mezzo per lasciare spazio all’happy ending. Un lieto fine che di lieto ha ben poco, a pensarci bene.
L’idea di base non è male, il personaggio di Vicky per cinque minuti di film sembra giustamente suggerire che nella vita, come nei rapporti, bisogna essere se stessi e sentirsi a proprio agio altrimenti le storie non durano. Il concetto è sacrosanto ma viene sviluppato in modo atroce e continuamente contraddetto fino a che non si capisce più dove la storia vuole andare a parare. Lo screenplay è stato scritto da Hari, autore di commedie d’azione per il cinema tamil (Vel, Singam) che non sono mai riuscita ad apprezzare/digerire; forse non riesco ad entrare nell’ottica, o più semplicemente, il film è solo piuttosto insipido e regressivo.

Il mio giudizio sul film : * 1/5


ANNO : 2011

LINGUA : Telegu

REGIA : Dasaradh

CAST:
Prabhas ……………………. Vicky
Kajal Agarwal ……………. Priya
Tapsee Pannu …………. Maggie
Prakash Raj …………… il padre di Maggie
Brahmanandam ………… lo zio di Priya

COLONNA SONORA : Devi Sri Prasad

PLAYBACK SINGERS : Shreya Ghoshal, Tippu, Priyadarshini, Karthik, Baba Sehgal, Mallikarjun, Goopika Poornima, Murali.

SITO UFFICIALE DEL FILM :  TheMovieMrPerfect.com