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08 maggio 2012

VANDHANAM / NIRNAYAM



Pryadarshan gira Vandhanam e il successo ottenuto in Kerala da Mohanlan lo spinge a tentare un'altra prova per la quale sceglie la star Nagarjuna e sua moglie Amala come veicoli d’ ingresso nel mondo del cinema in lingua telugu. La seconda versione dello stesso film nasce con un intervallo di alcuni anni dal primo, l’impalcature di base non viene modificata mentre cambiano l’arredamento, la messa a fuoco e la tintura della storia.


TRAMA
Due poliziotti si mettono sulle tracce di un evaso certi che l’uomo, prima o poi, cercherà di contattare la sua unica figlia residente a Bangalore. Unnikrishnan / Vamsi (Mohanlal / Nagarjuna) affitta un appartamento di fronte a quello della ragazza e attende il momento di catturare il ricercato, non ha fatto i conti però con il fascino di Gadha/ Geeta (Girija Shettar / Amala) né con la sua scarsa capacità di concentrazione.


Il regista ha dimostrato più volte la sua volontà di compiere remake originali anche a partire dalle trame più implausibili e assurde, la saggia combinazione di elementi nuovi con tasselli già esistenti è a suo modo creatività, come leggere una frase seguendo un’altra punteggiatura o scrivere due commenti dello stesso testo iniziando a riflettere su parole diverse. Pochi autori sono riusciti a trasportare con successo le loro idee in più di una cinematografia creando versioni parallele di un medesimo progetto, anche tra i più fortunati, tra cui Mani Ratnam, si verificano casi in cui mentre una pellicola sbanca al botteghino l’altra fallisce e delude le aspettative. 
Il soggetto di Vandhanam e Nirnayam non può dirsi originalissimo né la messa in scena priva di difetti, i film seguono un cammino confuso, un lungo percorso nel quale si salta dalla commedia all’azione, da una sparatoria ad una love song, senza passare troppo tempo a pensare come introdurre nuovi personaggi e situazioni, entrambi hanno un aspetto molto rustico (spesso tra il realistico e il caricaturale) e propongono eroine struccate dal fascino spontaneo accanto ad eroi brillanti ma genuini. Niente sembrerebbe così eclatante se non si pensasse a quanto sia difficile riuscire a combinare nello stesso film generi completamente diversi e inconciliabili sulla carta. Un’impresa quasi surreale. 
Le pellicole convivono pacificamente senza temere alcun confronto, in quanto destinate a due mercati diversi, gli incassi ottenuti al momento dell'uscita nelle sale sono stati ottimi in entrambi i casi ma oggi  i due film possono apparire un po' datati e incapaci di reggere il ritmo con la produzione moderna. Il film telugu resiste meglio e si dimostra più accattivante e saporito, l’attrazione fisica tra i due protagonisti (marito e moglie nella vita reale) lo rende più vivace, vengono tagliati molti tempi morti e il remake si arricchisce di una buona colonna sonora. Se Nirnayam ha trionfato nei Novanta come prodotto d’intrattenimento giovane e sbarazzino Vandhanam attrae per la sua atmosfera nostalgica, per la luce calda delle riprese, spesso effettuate al tramonto, e la delicatezza dell’approccio tra Mohanlal e Girija Shettar, mentre molte scene scatenano risate il finale lascia scorrere più di una lacrima e scosta nuovamente questa prima versione dal cinema d’intrattenimento di produzione seriale. 

Vandhanam da guardare per : La performance di Mohanlal, la tenerezza della triste scena finale. 
Punti deboli: L'eccessiva lentezza e le canzoni non troppo invitanti

Nirnayam da guardare per : La confezione più divertente, la scena della dichiarazione d’amore ripresa da Aditya Chopra in Rab ne bana di jodi, la colonna sonora, l’intesa perfetta tra Amala e Nagarjuna. 
Punti deboli: La confusione.


 Il mio giudizio sui film :  Vandhanam **1/2 2,5/5 
                                      Nirnayam *** 3/5 



VANDHANAM 
ANNO : 1989 
LINGUA : Malayalam 
REGIA: Priyadarshan 

CAST:
Mohanlal ………………………… Unnikrishnan 
Girija Shettar …………………….. Gadha
Nedimundi Venu ………….. prof. Fernandez 
Mukesh …………………………… Peter 

COLONNA SONORA : Ouseppachan



NIRNAYAM
ANNO: 1991
LINGUA : Telugu 
TRADUZIONE DEL TITOLO : Decisione 
REGIA: Priyadarshan 

CAST: 
Nagarjuna …………………….. Vamsi 
Amala …………………………. Geeta
Sharat Saxena ……………………. Murali
Mohan …………………….. Raghuram

COLONNA SONORA : Ilaiyaraja 

30 novembre 2010

PUSHPAK




Pushpak – a silent speaking movie / un film muto parlante. Nalla sua tagline c’è già una promessa.
Il termine prende in custodia un’ immagine mitologica indiana, la "Pushpaka Vimana", leggendario carro alato del Ramayana. Dipendente dal suo eccezionale protagonista, Kamal Haasan, il film è un teatro dell’assurdo che indaga all’interno del mestiere di attore creando artisticamente una comunicazione altra, nuova, superlativa, che si schiude lentamente. Questo è il cinema che vuole raggiungere, sperimentare, interrogarsi. Questo il cinema che tutti dovrebbero conoscere.


TRAMA

Un giovane laureato è alla disperata ricerca del lavoro quando trova, delirante e buttato su un marciapiede, un ricco industriale completamente ubriaco. Il suo desiderio di poter gustare, anche solo per un giorno, il sapore della ricchezza diviene una sfrenata passione morbosa . Dopo aver nascosto l’imprenditore nel suo appartamento decide di sostituirsi a lui e soggiornare nel lussuosissimo hotel Pushpak, residenza a cinque stelle la cui immagine maestosa l’aveva fatto sognare più di una volta. L’uomo, che era completamente solo al mondo, non viene cercato né identificato da nessuno, tanto che il ragazzo ha modo di valutare indisturbato i benefici , e i limiti, della sua improvvisa vita da milionario.


La parola, il primo degli istinti umani, viene abbattuta e spogliata del suo valore. Gli attori, le cui mani sono legate al silenzio, fanno riaffiorare uno ad uno i ricordi di una comunicazione infantile, immediata, libera da ogni vincolo linguistico. La prigionia iniziale diviene passo passo una sfida, la sfida dell’artista con se stesso, la sfida della sovranazionalità dei messaggi e dei sentimenti, ora privati di ogni provenienza geografica e dell’emblema identificativo di una comunità: la lingua, linea di distinzione e confine, primo gradino da abbattere per raggiungere e raggiungersi.

I personaggi, tutti senza nome, appartengono al palcoscenico piuttosto che alla celluloide, sono strani portavoce di una bizzarra e ben orchestrata parodia. Dal mendicante che dorme sopra a un letto di banconote al killer che vuole uccidere la sua vittima con un ghiacciolo, al mago illusionista che fuma sigarette invisibili e beve drink pronti a svanire sotto agli occhi della moglie. Esagerazioni , alterazioni, scene grottesche, disgustose o comiche, sono gli archi che sostengono i messaggi del film , tutt’altro che giocosi o frutto della fantasia, legati ad una realtà inspiegabile attraverso l’uso della ragione. Il folle e il razionale in lotta incontrano il poetico e il simbolico. Dall’unione dei quattro elementi nasce Pushpak.

Il film colpirà soprattutto per la sua satira e il suo humor nero. La costruzione dell’immenso patrimonio del proprietario dell’hotel viene narrata con un'ironica, e buffa, serie di scatti rubati al passato e resa banale dalla sua (teatralizzata) morte e scomparsa dalle scene all’apice dal successo. Il protagonista e la figlia del mago amoreggiano senza alcun rispetto di fronte all’esposizione della salma dell’ imprenditore , il magnate, ora semplicemente un cadavere grigiastro alla mercè dei piagnoni, lascia agli altri il beneficio di godere dei suoi frutti. L'artefice dell'impero del lusso se ne va nello stesso modo in cui muore il mendicante, malridotto, sporco, ma addormentato su un letto di sacrifici e risparmi.


Il mio giudizio sul film : ***** 5/5



ANNO : 1988

REGIA: Singeetham Srinivasava Rao



CAST:

Kamal Haasan…………………… il giovane laureato
Amala ……………………………… La figlia del mago
Tinu Anand…………………………… Il killer
Farida Jalal ……………………………la moglie del mago
P. L. Narayana …………………………Il mendicante
K.S. Ramesh ………………………… Il mago
Ramya ……………………………… la moglie del milionario
Sameer Khakhar ………………… iI milionario
Lokhnat ………………………… il padrone dell’albergo
Prathap Pothan...............l'amante della moglie del milionario


BACKGROUND SCORE: V.S. Narasimhan



QUALCOS’ALTRO:

La città senza nome che vediamo nel film è in realtà Bangalore, il regista è stato molto attento ad evitare alcun segno di riconoscimento durante le riprese, il luogo non doveva essere non individuabile anche se qualunque cittadino avrebbe dovuto riconoscerci almeno un po’ del suo ambiente quotidiano.

Pushpak venne presentato al Festival di Cannes nel 1988

Kamal Haasan, eccellente attore e superstar Tamil, oltre ad essere il protagonista del film ha collaborato con il regista nella sua realizzazione.