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22 gennaio 2020

T H A D A M


Thadam è un poliziesco dignitoso che rappresenta una porzione di umanità dai valori discutibili, e che meritava un ritmo più costante. Il soggetto è abbastanza ingegnoso, e la sceneggiatura si sforza di svilupparlo in modo coerente. La trama si concentra sui due protagonisti maschili, Ezhil e Kavin, trascurando le figure femminili e i personaggi secondari. L'interpretazione offerta da Arun Vijay, l'attore principale in un doppio ruolo, è accettabile, a tratti anche convincente. Ma è un peccato che il resto del cast sia così anonimo. La fotografia sa il fatto suo.

L'aspetto più intrigante di Thadam è sicuramente la gestione dell'espediente narrativo dei gemelli, e lo si apprezza meglio alla seconda visione. Si parte con una separazione morale netta fra i due, però, col procedere della storia, le incertezze crescono, coinvolgendo altri personaggi. Thadam è anche una storia di vendetta. Accenna una condanna dei metodi violenti adottati dalla polizia e una lacrimosa vicenda familiare. Ma la vendetta, l'amore, la madre, le vittime, tutto è secondario e funzionale. Si stempera nel grigio. I gemelli, fulcro di Thadam, non incarnano gli opposti, bensì la stessa faccia di un'etica slabbrata.

TRAMA

Ezhil, ingegnere e imprenditore edile, sogna un roseo futuro con Deepika. Kavin, truffatore e violento, passa da un letto all'altro. Un ragazzo viene ucciso. Una fotografia dimostra inequivocabilmente la presenza di Ezhil sul luogo e all'ora del delitto. Ma ecco spuntare il gemello Kavin, ubriaco fradicio. Il caso si ingarbuglia sempre più, e la polizia è in difficoltà: chi è il colpevole fra i due?

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La colluttazione furiosa fra Kavin e Ezhil alla stazione di polizia. Davvero ben fatta.

RECENSIONI

The Hindu:
'Kollywood - and cinema, in general - has seen many identical twin-based subjects. (...) We’ve seen it so many times in the past that it seems highly unlikely that something can give the same-old subject a new angle. Thadam does. It’s based on a real life incident, it says right at the start. The film ends with information on similar incidents in other countries. All this helps lending authenticity to an otherwise incredulous storyline. (...) Thadam takes quite some time to settle down - there are a few times when you get confused if it’s Ezhil or Kavin you’re watching on the big screen. But once it sets the tone for the two main characters, and a few others in a police station, it kicks off. The second half is where the meat is. That’s where Arun Vijay scores; he delivers a competent performance as both Ezhil and Kavin, showing variations rather subtly. Director Magizh Thirumeni not only gets his lead characters right but also etches a solid character for the female cop Malar (Vidya Pradeep in an effective performance). He does miss a trick, though, by giving us weakly-written female leads (Tanya Hope and Smruthi) who feature in a few sequences and songs that seem to have been put together in haste. The flashback to the twins (and a lengthy tale revolving around Sonia Aggarwal) might act as a speedbreaker to an otherwise taut storyline, but the twist in the end makes up for most of it. It’s something you didn’t see coming, and Magizh ought to have ended it right there, instead of trying to give the film a feel-good sort of finish. Barring these few missteps, Thadam is mostly a taut thriller that keeps you engaged till the very end'.
Srinivasa Ramanujam, 01.03.19

Film Companion: ** 1/2
'In Thadam, writer-director Magizh Thirumeni puts a new spin on one of the oldest masala-cinema tropes: the double role. (...) The twin performances have hinged on a difference: one is good, the other is evil. (...) (In Thadam) there’s no good/evil demarcation. Neither Kavin nor Ezhil is exactly a moral person, but they’re both treated sympathetically, painted in “circumstances made me this way” shades. (...) Arun Vijay gives a muscular performance, though at first I felt he wasn’t doing enough to make Kavin and Ezhil distinct - but slowly, we realise that this is the point. (...) The real low points are very few. (...) The film could have used a (...) better writing in the flashback. (...) But as keep-you-guessing thrillers go, Thadam isn’t bad at all. The reveal is everything, and I enjoyed the present-day portions with the policewoman named Malar (Vidya Pradeep, who makes you want to see what she’ll do in a role with more definition). That this useful supporting character has more footage than either heroine is a sign that the film has at least some of its priorities right'.
Baradwaj Rangan, 28.02.19

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: il soggetto e in larga parte la trama.
Punto debole: qualche passo falso nella sceneggiatura, il personaggio della madre e la sua vicenda in generale, l'interpretazione di Vidya Pradeep.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Arun Vijay - Ezhil/Kavin
* Vidya Pradeep - Malar, la poliziotta
* Tanya Hope - Deepika, fidanzata di Ezhil

Regia e sceneggiatura: Magizh Thirumeni
Colonna sonora: Arun Raj
Lingua: tamil
Traduzione del titolo: traccia
Anno: 2019

CURIOSITA'

* E' in corso di realizzazione Red, il remake telugu di Thadam.
* Vidya Pradeep non si limita al cinema. Laureata (e con un dottorato) in biotecnologia, è anche una ricercatrice nel campo delle cellule staminali.
* Riferimenti al cinema indiano: Ilaiyaraaja.
* Film che trattano lo stesso tema: le storie di Kaminey, Aurangzeb e Dhoom 3 coinvolgono coppie di gemelli.

24 settembre 2019

KAVALUDAARI


Un giallo che sconfina nel noir e che è anche una tragica storia di formazione. I tre personaggi principali sopportano un bagaglio di insoddisfazioni personali e professionali, lutti familiari, dipendenze, difficoltà finanziarie, rimorso. E sono consumati da un'ossessione che intreccia i loro destini. Il prezzo per soddisfarla verrà pagato con la perdita dell'innocenza e con la vita. Ma Kavaludaari è anche una storia positiva di quotidianità affrontata con leggerezza, di obiettivi faticosamente raggiunti, di riscatto, di amicizia, e forse di amore. 

Kavaludaari è un film dal sapore nostalgico, diretto con grande cura e commentato da un'ottima colonna sonora. L'atmosfera e il ritmo, come la trama, ci riportano nel passato. La sceneggiatura è raffinata e si fa perdonare qualche implausibilità. Il protagonista, l'amabile Shyam, irradia calore. Le interpretazioni sono impeccabili, Anant Nag un mostro di bravura. 
Ho apprezzato gli stratagemmi con cui il regista presenta Shyam - l'uomo si racconta nel corso di brevi appuntamenti con ragazze sconosciute -, e con cui narra l'antefatto avvenuto 40 anni prima - Shyam legge ad alta voce la vecchia pratica scovata in archivio, e i personaggi si materializzano sulla scena. Ho apprezzato anche le inquadrature che, dal particolare, ascendono al generale, spaziando vertiginosamente sulla metropoli. 

Kavaludaari sembra concludersi, ma ecco che il regista regala un finale supplementare dove il passato si interseca con il presente. La vita è un cerchio e tutto ruota intorno al karma, in un rimpallo ingegnoso che riequilibra punizioni e ricompense.

TRAMA

1977. Un omicidio irrisolto e una famiglia svanita nel nulla. Oggi. Ossa rinvenute in un cantiere. Il poliziotto stradale Shyam, contravvenendo agli ordini dei superiori, conduce delle indagini con l'aiuto di Muthanna, l'investigatore che si era occupato in origine del caso, e di Kumar, un giornalista di cronaca nera con qualche scheletro nell'armadio.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* I sorrisi di Shyam e gli sguardi di Muthanna.

RECENSIONI

Deccan Herald: *** 1/2
'Anant Nag (...) is someone who can sit in a corner, do nothing, and turn it into a performance that feels like it should win every award out there. (...) Hemanth Rao is a visual director. Here is someone who has the writerly capacity to condense a whodunnit with multiple characters into a script, and then expand those words into a landscape that is teeming with imagery, colour, and abundance. His metier includes three tropes (...): aerial shots that somehow expand the concept of Bengaluru, broken but rounded characters seeking that one shot at redemption, and a non-judgmental look all the shades of grey that people exhibit, sometimes unwittingly. Where Hemanth particularly excels are little artistic flourishes that he infuses the movie with, that capture the extraordinary in the ordinariness of middle-class lives. (...) The director chooses a non-linear style to keep the audience engaged with the story, but this isn’t as noir and edge-of-the-seat as I was expecting. It is also a tentative social/political statement that somewhat falls flat. Perhaps Hemanth’s one flaw is that he focuses too much on the greys in the characters he writes. Having said that, this is a movie to watch for Hemanth’s style of filmmaking, and Rishi’s marvellously understated performance. Even though the actual plot has a slow beginning, and the movie plods along for the first two-thirds of the movie, it picks up pace after a major reveal in the final third. And yes, there is a huge payoff at the end. And then there is the grandeur of the cinematography by Advaitha Gurumurthy!'
Suma Nagaraj, 12.04.19

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: la regia e le interpretazioni
Punto debole: il personaggio del ministro e la denuncia politica poco incisiva

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Rishi - Shyam, il poliziotto stradale
* Anant Nag - Muthanna, il poliziotto in pensione
* Achyuth Kumar - Kumar, il giornalista di cronaca nera

Regia: Hemanth M. Rao
Sceneggiatura Hemanth M. Rao e Gundu Shetty
Colonna sonora: Charan Raj firma una colonna sonora vellutata. Segnalo i magnifici brani Khaali Khaali, interpretato da Sharanya Gopinath; e Samshaya, interpretato da Adithi Sagar, che accompagna gli intriganti titoli di testa. Ve ne innamorerete.
Lingua: kannada
Traduzione del titolo: crossroads
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Il regista Hemanth M. Rao ha collaborato alla sceneggiatura del film hindi Andhadhun.
* Anant Nag è un attore attivo principalmente nel cinema in lingua kannada, ma è stato scritturato anche in qualche pellicola hindi, fra cui Yuva.
* Kavaludaari avrà presto un remake in lingua tamil. Le riprese dovrebbero iniziare in ottobre.
* Riferimenti all'Italia: l'automobile di Muthanna è una vecchia, deliziosa Fiat azzurra modello Premier Padmini, che è una sorta di rivisitazione per il mercato indiano della mitica Fiat 1100. Prodotta dal 1974 al 2000 da un'azienda locale su licenza Fiat, è stata l'auto, fra gli altri, di Rajinikanth, Mammootty e Aamir Khan.

20 settembre 2019

D/O PARVATHAMMA


Non avevo programmato di scrivere la recensione di questo film. La qualità è molto modesta, e non intendo infliggermi una seconda visione. Però D/O Parvathamma (Daughter of Parvathamma) merita un cenno negli archivi del blog perchè vanta una curiosa particolarità: il debuttante regista e sceneggiatore Shankar J. ha scritto un masala tradizionale, e ha poi ingaggiato attori di sesso opposto ai personaggi. 
A differenza di The Dirty Picture o di Manikarnika - prodotti nettamente superiori -, in DOP il protagonista è l'eroe classico, solo che ad interpretarlo è un'attrice. Esemplificativa è la sequenza del pestaggio al campo sportivo: la giovane Vaidehi scopre che il fidanzato è stato malmenato. Cerotti? Abbracci? Conforto? Macchè. Vaidehi si precipita come un'indiavolata fuori di casa, mollando il ragazzo a leccarsi le ferite, inforca la moto, abbranca una mazza da cricket, e, senza un dubbio o un'esitazione, le suona di santa ragione ai malcapitati colpevoli, con corredo di insulti e minacce. Io sbalordita. 
E non finisce qui. Vaidehi, stalker priva di scrupoli, si impone ai suoi potenziali fidanzati, li corteggia senza lasciar loro una via di fuga, chiede alla madre di abbordare gli (ignari) genitori del potenziale (ignaro) marito, si concede un nanosecondo in sari accessoriata con vassoio del tè, poi si rificca nei jeans e svanisce all'inseguimento di criminali. Il ragazzo, manco a dirlo, seduto in salotto, timido, occhi bassi, tazza in mano. I personaggi femminili sono interpretati da attori e non da attrici, ma rimangono tipicamente docili, svenevoli, bisognosi di protezione.

Come giudicare DOP? Una parodia? Forse involontaria. Certo verrebbe voglia di un secondo tentativo, con una sceneggiatura robusta e curata e con un ritmo rapido. L'idea è buona, e Haripriya - anzi, scusate, HARIPRRIYA SANDALWOOD QUEEN OF BEAUTY, come annunciano al mondo i titoli di apertura - possiede la fisicità adatta al ruolo, anche se l'avrei preferita un filo più espressiva (ma poi mi chiedo: perchè? Gli eroi dei film tradizionali lo sono?).

TRAMA

La polizia rinviene il cadavere di una giovane donna, forse suicida. Il caso viene affidato alla tostissima Vaidehi, agente federale (o simile). Nel contempo Parvathamma, la madre di Vaidehi, tenta di indurla al matrimonio. Ma Vaidehi ha troppo da fare. 

RECENSIONI

Film Companion
Karthik Keramalu, 25.05.19

Cinema Hindi: ** 
Punto di forza: la bizzarria dell'inversione dei sessi
Punto debole: il film è purtroppo narrato molto male

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Haripriya - Vaidehi
* Sumalatha - Parvathamma, la madre di Vaidehi

Regia e sceneggiatura: Shankar J.
Colonna sonora: Midhun Mukundhan
Lingua: kannada
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Parvathamma è stata una famosissima produttrice dell'industria cinematografica in lingua kannada, con un'ottantina di film all'attivo, molti dei quali interpretati dal marito e dai tre figli.
* Il cinema popolare in lingua kannada è noto come Sandalwood. Il centro produttivo è Bangalore, Stato del Karnataka.

30 luglio 2019

B A D L A


Intrigante e ben fatto. Non ho visto Contrattempo, la pellicola di Oriol Paulo di cui Badla è il remake hindi ufficiale, per cui non giudico l'adattamento della sceneggiatura da parte del regista Sujoy Ghosh (migliore? peggiore rispetto all'originale?). Di certo Contrattempo, o qualunque altro remake, non può vantare un attore del calibro e dell'eleganza di Amitabh Bachchan. La struttura narrativa, credo ricalcata su quella creata da Paulo, è godibilissima. Il cast è in forma (grande Amrita Singh). La fotografia e il commento musicale contribuiscono ad ammaliare lo spettatore. I personaggi però non hanno calore. I dialoghi sono di buona qualità, anche se Badla risulta soffocato dalle troppe parole. Un montaggio più secco avrebbe contenuto la verbosità, talvolta eccessiva.

Le recensioni indiane commentano errori e prevedibilità nella trama. Io che sono negata nell'identificare il colpevole prima che mi venga sbattuto in faccia, o nel captare in anticipo colpi di scena e finali sbalorditivi, non ho riscontrato falle, e comunque non saprei a chi attribuirle (a Ghosh? a Paulo?). Solo un aspetto mi ha lasciato perplessa: l'imperturbabilità del personaggio interpretato da Bachchan alla scoperta di un particolare agghiacciante legato alla scomparsa di Sunny. 
Badla si è comportato benissimo al botteghino, pur privo di coreografie. I gusti del pubblico indiano stanno cambiando, nel senso che c'è posto anche per film che utilizzano modalità narrative diverse, frutto di una mescolanza sempre maggiore fra cinema d'autore e popolare.
Badla è un prodotto apprezzabile. Non grido al capolavoro, non mi ha particolarmente emozionato, ma lo consiglio.

TRAMA

Naina è nei guai fino al collo. Abbandonata da marito e figlioletta, agli arresti domiciliari, è l'unica sospettata per l'omicidio del suo amante. Naina si proclama vittima di una trappola. Riuscirà il noto penalista Badal Gupta a provare la sua innocenza?

RECENSIONI

Hindustan Times: ***
'Sujoy Ghosh’s Badla features a slick, relentlessly twisty cat-and-mouse game played with both cat and mouse sitting in the same room, strategising across a table. (...) Ghosh’s efficiently assembled film keeps tension at a boil through twist and counter-twist, but the finalé is easy to see coming, principally because we expect certain actors to have the last laugh. Still, there is something to be said for this briskly paced thriller that doesn’t slow down to spoon-feed its audience. Badla never loses grip. (...) Credit to Ghosh and his actors for keeping things tight. Besides Bachchan and Pannu, Amrita Singh stands out as a mother with a missing son. The film is set in Scotland, and this considerably enhances the look and feel, as cinematographer Avik Mukhopadhyay highlights telling details with unmistakable sharpness. (...) Badla remains an engaging film, and while we can blame Ghosh for casting Bachchan and somewhat spoiling the climax, he can’t possibly be blamed for casting that man in a role that requires a lot of talking. Amitabh Bachchan has been in the movies for fifty years now, and whatever he says, we’re listening'.
Raja Sen, 09.03.19

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: l'aura divina di Amitabh Bachchan e il finale (almeno per me) a sorpresa
Punto debole: la verbosità

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Amitabh Bachchan - Badal Gupta
* Taapsee Pannu - Naina Sethi
* Amrita Singh - Rani Kaur
* Tony Luke - Arjun Joseph
* Manav Kaul - avvocato di Naina
* Tanveer Ghani - marito di Rani

Regia e adattamento della sceneggiatura: Sujoy Ghosh
Sceneggiatura originale: Oriol Paulo 
Colonna sonora: Amaal Mallik, Anupam Roy e Clinton Cerejo. Vi segnalo il video del brano Aukaat (rapper: Amitabh Bachchan).
Traduzione del titolo: vendetta
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Badla è stato girato a Glasgow, ed è prodotto dalla Red Chillies Entertainment di Shah Rukh Khan.
* Contrattempo vanta anche un remake italiano, Il testimone invisibile, diretto da Stefano Mordini, con Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Fabrizio Bentivoglio e Maria Paiato. Il film è stato distribuito nel dicembre 2018. Trailer.
* Riferimenti a Bollywood: Amitabh Bachchan