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26 agosto 2019

MERE PYARE PRIME MINISTER


I film interpretati dai bambini sono sempre godibili. Om Kanojiya, il piccolo attore protagonista di Mere Pyare Prime Minister, e soprattutto il compagno Adarsh Bharti, sono una delizia. Gli argomenti trattati attuali e importanti, l'intenzione lodevole. MPPM si lascia guardare, crea empatia, indigna, strappa sorrisi. 

La pellicola è un mix piuttosto riuscito di dramma e commedia, realismo e favola. Lo stupro subito da Sargam è raccontato con sensibilità rara, e la performance di Anjali Patil è molto emozionante. Inoltre MPPM, sorprendentemente, sceglie di non stigmatizzare la donna, una ragazza madre ben inserita nel suo contesto sociale; ad aggressione avvenuta, la comunità (bambini inclusi) la sostiene invece di rinnegarla, e il quasi-fidanzato non l'abbandona nè si trasforma in eroe vendicatore. Questo evento brutale è dunque il nocciolo della storia, da cui nasce la denuncia dell'assenza di servizi igienici privati e pubblici e di impianti fognari nelle baraccopoli. 
Il tono è moderatamente leggero, perchè l'intera vicenda è vista con gli occhi di Kannu, il figlioletto di Sargam. La sceneggiatura tiene, malgrado l'espediente ormai trito dell'interessamento dell'autorità maggiore. I dialoghi sono dignitosi, e quelli scambiati fra i ragazzini molto divertenti. I personaggi adulti nel complesso risultano convincenti.

MPPM è stato proiettato in prima mondiale, in concorso nella selezione principale, alla Festa del Cinema di Roma 2018, alla presenza del regista (clicca qui). 

TRAMA

Il piccolo Kannu è deciso a costruire un bagno pubblico nella baraccopoli di Mumbai in cui vive. La madre ha subito uno stupro mentre si recava a defecare all'aperto. Kannu si improvvisa ingegnere, protesta in Comune, si rivolge al primo ministro, raccoglie fondi per il proprio funerale, per un tempio hindu e per una moschea. Quale di questi tentativi funzionerà?

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La sequenza delle analisi del sangue: il gentiluomo Pappu si merita un fragoroso applauso. 
* La risposta di Sargam alla domanda di Kannu 'A cosa servono i preservativi?'.

RECENSIONI

Hindustan Times: ***
'Mere Pyare Prime Minister is an earnest fairy-tale, modest but far from memorable. The kids are fine and some scenes charm, but the grown-ups get the best bits'. 
Raja Sen, 16.03.19

Mid-Day: * 1/2
'This is the sort of film that ideally aims to ride on its supposedly noble intentions alone, rather than engaging characters or story'.
Mayank Shekhar, 16.03.19

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: MPPM è il risultato di un equilibrio dignitoso fra vari aspetti. Nessuno spicca. 
Punto debole: nel secondo tempo il ritmo rallenta.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Om Kanojiya - Kannu
* Adarsh Bharti- Ringtone, il pepatissimo amico di Kannu
* Anjali Patil - Sargam, madre di Kannu
* Niteesh Wadhwa - Pappu, il quasi-fidanzato di Sargam
* Rasika Agashe - Rabiya, la vicina di casa
* Makarand Deshpande - Sainath
* Atul Kulkarni - cameo

Regia: Rakeysh Omprakash Mehra
Sceneggiatura: Manoj Mairta, Rakeysh Omprakash Mehra, Hussain Dalal
Colonna sonora: Shankar-Ehsaan-Loy
Traduzione del titolo: (Mio) Caro Primo Ministro
Anno: 2019 (anno di distribuzione in India)

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Recensione di Laura Calvo, Eco del Cinema, 24 ottobre 2018:
'Vedendo “My Dear Prime Minister” si ha la sensazione che tutto sia stato ideato, realizzato e curato in maniera professionalmente perfetta. (...) È una produzione che ha l’obiettivo di una distribuzione planetaria senza voler trascurare l’esito di pubblico nella propria nazione ed il regista Rakeysh Omprakash Mehra è riuscito a realizzare un’opera che sicuramente riuscirà nei due intenti. C’è molta Bollywood, con canzoni e balli di gruppo, ma sono sempre contestualizzati. (...) Il regista cura anche soggetto e sceneggiatura (...) con idee intelligenti ed anche profonde. (...) Uno degli aspetti più coinvolgenti di questo meraviglioso lungometraggio risiede nel fatto che questi ragazzi sono spontanei, divertenti, coraggiosi, inventivi ma tenaci nel perseguire i loro scopi, che sono dettati dall’amore e dallo spirito di solidarietà. Le scene d’azione nei vari contesti sono sempre rese al meglio dalle tecniche di ripresa. (...) Si potrebbe continuare ad elogiare tutte le altre figure del cast tecnico che hanno curato costumi, scenografia e fotografia, i montatori che hanno fatto un lavoro perfetto, si potrebbe ribadire cioè che “My Dear Prime Minister” è un prodotto confezionato ad arte. Si potrebbe anche evidenziare che a parte un singolo episodio di violenza, tutto è troppo perfetto nelle vicende raccontate, che il plot ha uno sviluppo da commedia a lieto fine un po’ troppo tradizionale. Ma si tratta di un musical, non un melò, lo scopo è divertire e trasmettere buoni sentimenti, diversi temi sociali sono trattati e soprattutto non si è trascurato lo scopo principale di questa meravigliosa forma d’arte che è il cinema, ossia l’intrattenimento'.

CURIOSITA'

* MPPM ci informa che in India 300 milioni di donne non hanno accesso ai servizi igienici. Il 50% degli stupri vengono commessi ai danni di donne che defecano all'aperto, comprese bambine al di sotto dei 10 anni.
* Riferimenti a Bollywood: Delhi-6, Sheila Ki Jawani, Dangal, Tiger Zinda Hai. La canzone che cantano Kannu e Sargam è la famosissima Aati Kya Khandala, tratta dalla colonna sonora di Ghulam.
* Film che trattano lo stesso tema: Toilet: Ek Prem Katha.

27 maggio 2009

A K S


'Aks' è uno di quei film che non soddisfano fino in fondo, ma che comunque colpiscono, e sui quali si ha molto da commentare. Vi sareste mai immaginati un esordio così stiloso e sorprendente da parte di Mehra, regista di 'Rang De Basanti' e di 'Delhi-6'? E Amitabh Bachchan a produrlo e ad interpretarlo?
La pellicola, malgrado la bocciatura del pubblico, ha conquistato diversi award e ha favorevolmente impressionato la critica.

Il soggetto è piuttosto insolito per la cinematografia Hindi. 'Aks' è un thriller con implicazioni soprannaturali, e il fatto che il realistico Mehra si sia cimentato con questo genere per il suo debutto lascia stupefatti.
La sceneggiatura è complessa e interessante. I personaggi brillano di luce propria e si differenziano nettamente dalle solite trite stereotipate figure che spesso, purtroppo, indeboliscono una produzione per altri versi molto vivace. I dialoghi sfortunatamente non sono sempre all'altezza, e alternano battute folgoranti ad altre banali.
La regia in buona parte del primo tempo e in alcune sequenze del secondo lascia senza respiro, grazie anche all'altissima qualità della fotografia e alla bravura del direttore artistico.
La colonna sonora è notturna, pulsante, ipnotica. Le coreografie sono molto tecniche.
Il prodotto finale è un film decisamente dark che affascina e seduce.

Il cast.
Si rimane più colpiti dall'antagonista che dal protagonista, malgrado Amitabh Bachchan si produca in un ruolo insolito per lui. Eppure è così: Manoj Bajpai è COLOSSALE. Il suo Raghavan è probabilmente l'unico killer in tutto il cinema Hindi a possedere caratteristiche così singolari e intriganti. Manoj è selvaggio, demoniaco, oscuro. L'inquietante follia, lo scabroso sex-appeal, l'intensità, lo sguardo penetrante, l'uso della voce, la gestualità: tutto contribuisce a mettere in ombra il grande Bachchan, che pure ci sorprende con un'interpretazione complessa e sfaccettata (di certo il personaggio di Manu è il più difficile).
Raveena Tandon è una perfetta dark lady, figura non comune nel cinema popolare Hindi. La sua Neeta è conturbante, sensuale, perduta. I costumi provocanti, le coreografie altamente seduttive, la musica da brivido caldo, i dialoghi espliciti e le sequenze hot con Manoj (ma anche con Bachchan) alimentano la corrente sotterranea di grande erotismo che impregna la pellicola.
Nandita Das è sempre all'altezza. Peccato che il personaggio di Supriya via via si indebolisca.
Una menzione speciale per Vijay Raaz: il suo cameo è FULMINANTE.

Ma allora cosa non ha funzionato?
L'impronta di eccessiva teatralità: nei fondali, nei tempi, nelle battute declamate, nella gestualità pronunciata. Gradualmente l'azione, la 'stilosità', i dialoghi sembrano spegnersi e svanire. Malgrado la storia sia intrigante quasi sino alla fine. E malgrado l'impeccabile interpretazione di Bachchan. Il ritmo è spesso esageratamente lento più che ipnotico, anche (purtroppo) nelle sequenze che avrebbero richiesto un'accelerazione.
E il finale è TERRIBILE (Mehra non ne ha ancora azzeccato uno).

'Aks' poteva essere davvero un piccolo capolavoro. Peccato che ad un certo punto il regista perda le fila del suo progetto. Il film va completamente fuori fuoco e diventa tutta un'altra cosa.
Dedichiamo comunque un applauso a Mehra, a Bachchan, a Manoj e a Raveena per aver prodotto, diretto e interpretato una pellicola così insolita. Bravi e coraggiosi.

TRAMA

Manu Verma (Amitabh Bachchan) è un funzionario responsabile per la sicurezza di personalità politiche. Raghavan (Manoj Bajpai) è un killer. Inevitabile la collisione. Tutto così semplice? Niente affatto.

RECENSIONI

Bollywood Hungama: **
'Aks' tecnicamente parlando è un prodotto di qualità superiore, ma fallisce in un aspetto vitale: la narrazione. Per essere un esordiente, Mehra mostra doti tecniche immense. Il film vanta alcune immagini spettacolari. Mehra ha lavorato duro sullo stile, nel tentativo di mantenere uno standard internazionale. Le melodie di Anu Malik si discostano dalla musica a cui ci aveva abituati. La coreografia di 'Ye Raat' e di 'Aaja Gufawon Mein Aa' è affascinante. La fotografia (Kiran Deohans) è sullo stesso piano di quanto di meglio visto nel cinema internazionale. Il più grosso lato negativo è nella lunghezza e nel ritmo. Malgrado l'idea sia nuova ed interessante, la narrazione di Mehra lascia molto a desiderare. Sembra che il regista si sia concentrato più sulla forma che sulla sostanza. Gli avvenimenti diventano pesanti e deprimenti. La storia è stagnante. Ciò che poteva essere raccontato in due ore è stato allungato senza ragione, diluendo quindi l'impatto del film. Il montaggio è lento e la pellicola dovrebbe essere tagliata di almeno venti minuti per velocizzare il ritmo. La sceneggiatura poteva essere scritta meglio. Si doveva pensare ad una fine più appropriata. Dopo tanto tempo si può ammirare Amitabh Bachchan nel suo elemento. Regala un personaggio per il quale si è specializzato negli anni e fa un lavoro meraviglioso. Manoj Bajpai tende a volte a debordare. Raveena Tandon è seducente e fa bene la sua parte. Nandita Das è naturale.'
Taran Adarsh, 13.07.01

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: un primo tempo che incanta; uno scabrosissimo fascinosissimo Manoj Bajpai (*****)
Punto debole: un secondo tempo che annoia (si sente la mancanza di Manoj?)

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Amitabh Bachchan - Manu Verma
* Manoj Bajpai ('Satya') - Raghavan
* Raveena Tandon ('Satta') - Neeta
* Nandita Das ('Earth') - Supriya Verma
* Vijay Raaz ('Delhi-6') - Yeda Yakub (cameo)

Regia: Rakeysh Omprakash Mehra al suo debutto cinematografico. Seguiranno 'Rang De Basanti' e 'Delhi-6'

Soggetto: Renzil D'Silva (co-sceneggiatore di 'Rang De Basanti')

Sceneggiatura: Rakeysh Omprakash Mehra, Kamlesh Pandey ('Delhi-6')

Colonna sonora: Ranjit Barot ('Main Hoon Na') e Anu Malik ('Main Hoon Na'). Amitabh Bachchan presta la voce narrante nel brano che accompagna i titoli di testa

Coreografia: Dinesh, Noble, Raju Sundaram ('Ghajini'). Alcune coreografie di 'No Smoking' di Kashyap devono molto a questo film

Fotografia: Kiran Deohans ('Jodhaa-Akbar')

Montaggio: P.S. Barthi ('Delhi-6')

Direzione artistica: Samir Chanda ('Rang De Basanti')

Anno: 2001

Award:

* IIFA: Paul Sims per gli effetti speciali

* Filmfare: Amitabh Bachchan miglior attore per la critica; Raveena Tandon special award; Ranjit Barot miglior commento musicale

* Zee Cine: Manoj Bajpai miglior attore in un ruolo negativo

* Screen: Manoj Bajpai, Raveena Tandon come miglior attrice non protagonista e Ranjit Barot

Traduzione del titolo: 'riflesso', 'ombra' (ringraziamo Gina K.)

Co-produzione e distribuzione: Amitabh Bachchan

CURIOSITA'

* Nandita Das ha interpretato i film di Deepa Mehta 'Fire' e 'Earth' (con Aamir Khan). Pochi mesi fa è stata distribuita in India la sua già premiata pellicola d'esordio come regista, 'Firaaq', interpretata da Naseeruddin Shah. Nel 2005 è stata membro della giuria al Festival di Cannes

* Godetevi la sequenza con i lupi: pare che Manoj Bajpai ad un certo punto se la sia vista brutta

* L'attore Kunal Kapoor ('Rang De Basanti') ha esordito nel cinema come assistente alla regia proprio in 'Aks'

* Citazioni bollywoodiane: Shah Rukh Khan

GOSSIP&VELENI

* Pare che Nandita Das non abbia gradito l'evoluzione del suo personaggio nel film. Nemmeno noi

* E cosa mi dite di Bachchan che si sveglia dopo una notte di sesso selvaggio? Non so, non mi sono ancora ripresa

02 marzo 2009

DELHI 6


Rakeysh Omprakash Mehra è senza dubbio un regista molto dotato.
In 'Rang De Basanti' e in 'Delhi 6' colpisce il suo talento nel rappresentare l'atmosfera e gli ambienti urbani. Nello specifico: Delhi, la sua città, della quale ci offre sempre una visione pulsante, contemporanea, ma non priva di poesia. Colpisce il ritmo che impone alla narrazione. Colpisce l'abilità nel gestire cast affollati ottenendo sempre performance di alta classe. Colpisce l'inusualità dei temi affrontati.
Ma nel finale di entrambe le pellicole: il tonfo.

'Delhi 6' è un film gradevolissimo.
Sceneggiatura accurata, regia da bacio accademico, montaggio serrato, fotografia splendida, personaggi realistici, interpretazioni eccellenti. Difficile decretare se il merito maggiore della pellicola vada riconosciuto alle inquadrature mozzafiato o al cast.
Abhishek Bachchan lascia ammutoliti per l'inarrestabilità della sua crescita come attore. Il suo è uno stile personalissimo. E in coppia col padre, Amitabh Bachchan, provoca nello spettatore metri quadrati di pelle d'oca: solo Kajol e Shah Rukh Khan riescono ad eguagliarli quanto a impatto emotivo.
Sonam Kapoor è S-P-L-E-N-D-I-D-A. Brava. Bella. Spigliata. Naturale. Espressiva. Sonam sembra l'unica giovane attrice in grado di seguire le orme di Kajol.
Waheeda Rehman è impeccabile. Il ruolo sembra cucito addosso a lei. L'attrice colpisce per la sobrietà, l'eleganza, il realismo. La vera coppia di 'Delhi 6' è sicuramente insolita: Waheeda e Abhishek. Mostrano reciprocamente un affetto e una familiarità tali da indurre a credere che fra loro esista davvero un legame di sangue.
Il resto del cast non è da meno: Om Puri (perfetto), Pawan Malhotra, Atul Kulkarni, Divya Dutta (BRAVISSIMA), il sempre esilarante Vijay Raaz, il raffinato Rishi Kapoor.

La metafora di 'Black Monkey' è al contrario piuttosto sgradevole. L'intenzione didascalica del regista è chiara, ma la sua attuazione pratica risulta posticcia e innaturale.
Godetevi comunque 'Delhi 6'. Malgrado il finale.

TRAMA

Roshan (Abhishek Bachchan) è nato e cresciuto negli Stati Uniti. La madre è musulmana, il padre hindu. Roshan visita per la prima volta il Paese d'origine dei genitori in compagnia della nonna paterna (Waheeda Rehman). E' amore a prima vista. Come biasimarlo?

RECENSIONI

The Times of India: ***
'Dopo 'Rang De Basanti' - inno dedicato alla ribellione giovanile -, Mehra sceglie di diventare il portabandiera dell'Indiano di buon cuore che vive a Delhi 6. Il regista miscela diversi ritratti dell'India contemporanea, sino a creare un quadro composito che rispecchia l'Indiano moderno e che lo rivela eroico ma anche brutale. Il deludente climax e il ritmo indolente del film limitano il delizioso aroma di 'Delhi 6'. Il regista crea un'intera galleria di personaggi magnetici, ma avrebbe dovuto focalizzarsi un po' di più sulla spumeggiante Bittu, soprattutto perchè Sonam Kapoor possiede una piacevole presenza scenica. Sfortunatamente è ridotta ad un mero schizzo in questa colorata tela ove, una volta di più, Abhishek Bachchan dimostra di essere in forma smagliante. La musica di Rahman ha già conquistato tutte le classifiche di vendita.'
Nikhat Kazmi, 19.02.09

Hindustan Times: ***
'La macchina da presa si libra magicamente sulle terrazze della città, serpeggia attraverso i vicoli e le case, e si incendia in una profusione di colori. Mehra compone tutti i fili in un arazzo di Delhi 6 perfetto e senza nodi. L'umorismo è leggero, i dialoghi sono intelligenti, la direzione artistica superba, i personaggi credibili. La colonna sonora di Rahman è di qualità artistica così alta da lasciare senza parole. Abhishek Bachchan regala una delle sue migliori interpretazioni. Si adatta con onestà ad un ruolo sobrio. Sonam Kapoor illumina lo schermo con la sua spontaneità. Grandi cameo da parte di Divya Dutta, Deepak Dobriyal, Rishi Kapoor e Vijay Raaz. E Waheeda Rehman è una piccola gemma di quieta eleganza. Sfortunatamente il film presenta un grosso aspetto negativo: il climax, nettamente ridicolo. Inoltre la pellicola è zeppa di messaggi. Oltre al tema centrale dei conflitti fra comunità, si levano critiche alla superstizione, al sistema castale, alla demagogia dei politici, al sensazionalismo della TV. Mehra di sicuro ha il cuore al posto giusto, ma non poteva concedere a se stesso e allo spettatore un po' più di leggerezza?'
Shashi Baliga, 20.02.09

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: la perfetta combinazione fra virtuosismo tecnico (****) e interpretazioni (*****)
Punto debole: il finale (*)

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Abhishek Bachchan ('Sarkar') - Roshan
* Waheeda Rehman ('Rang De Basanti') - la nonna
* Sonam Kapoor ('Saawariya') - Bittu
* Rishi Kapoor ('Luck By Chance') - Ali Baig
* Om Puri ('Singh Is Kinng') - il padre di Bittu
* Pawan Malhotra ('My Name Is Anthony Gonsalves') - lo zio di Bittu
* Atul Kulkarni ('Satta') - Gobar
* Divya Dutta ('Veer-Zaara') - l'intoccabile Jalebi
* Prem Chopra - Lala
* Vijay Raaz ('Monsoon Wedding') - l'ispettore
* Deepak Dobriyal ('Shaurya') - Mamdu
* Amitabh Bachchan (cameo) - il nonno di Roshan
* Javed Akhtar (compositore di testi) - cameo

Regia: Rakeysh Omprakash Mehra ('Rang De Basanti')

Sceneggiatura: Rakeysh Omprakash Mehra, Prasoon Joshi (al suo debutto come sceneggiatore) e Kamlesh Pandey ('Rang De Basanti')

Fotografia: Binod Pradhan ('Devdas', 'Rang De Basanti', 'Mission Kashmir')

Montaggio: P.S. Bharathi, moglie di Mehra

Colonna sonora: davvero splendida, è composta ovviamente da A.R. Rahman. I testi sono di Prasoon Joshi ('Black', 'Fanaa'). Si passa dall'intimismo di 'Rehna Tu' (scena del biliardo) al ritmo di 'Dilli 6' (footing per la città vecchia), dalla dolcezza di 'Dil Gira Dafatan' (il sogno a Times Square) all'allegria di 'Masakali' (che contiene il tema del film). E non manca un inedito rap, 'Hey Kaala Bandar', rappresentato sullo schermo da Abhishek e dai due attori bambini. Le recensioni sono tutte entusiastiche. I critici musicali indiani considerano la colonna sonora di 'Delhi 6' superiore persino a quella di 'Slumdog Millionaire' - premiata con l'Oscar. Fra gli interpreti canori: Amitabh Bachchan, che presta la voce narrante nel brano 'Noor'. (Per la recensione della colonna sonora CLICCA QUI)

Coreografie: Saroj Khan ('Taal', 'Devdas', 'Don') - per il Ram Leela -, e Vaibhavi Merchant ('Devdas', 'Lagaan')

Anno: 2009

Award: National Film Award per il miglior film sul tema dell'integrazione nazionale (aggiornamento del 16 settembre 2010)

Sito: http://www.delhi6.co.in/, per visionare il trailer e i video musicali, per ascoltare i brani della magnifica colonna sonora, per leggere le recensioni e il commento del regista, per lasciare messaggi nel blog dedicato alla pellicola

CURIOSITA'

* Il codice postale di Old Delhi è 110006: i suoi abitanti chiamano la vecchia cittadella murata 'Delhi 6', meglio conosciuta come Chandni Chowk. Ma nel film molte riprese sono state effettuate a Sanbar, nei pressi di Jaipur

* Nel 2001 a Delhi dilaga la leggenda metropolitana di Monkey Man (o Kaala Bandar), leggenda definita dalla polizia locale 'un caso di isteria pubblica'. Aggiornamento del 18 febbraio 2012: il regista Abhishek Sharma firma Munkeeman, un fumetto ispirato al fantomatico Monkey Man (clicca qui).

* Il Ram Leela è un adattamento popolare del Ramayana, e la sua rappresentazione è parte integrante della vita culturale Hindu del Nord dell'India

* Rakeysh Omprakash Mehra si è aggiudicato nel 2007 il National Award come miglior regista per 'Rang De Basanti'

* Sonam Kapoor, insieme a Ranbir Kapoor ('Saawariya'), è stata assistente alla regia di Sanjay Leela Bhansali in 'Black'

* Waheeda Rehman ha conquistato nel 1971 il National Award come miglior attrice per 'Reshma Aur Shera'

* Deepak Dobriyal, attore teatrale, ha preso parte ad un adattamento di un'opera di Dario Fo: 'Morte accidentale di un anarchico'

* Ricordate il video tutto bollywoodiano del brano 'Romeo' dei Basement Jaxx? Ebbene: Divya Dutta era parte del cast

* Il 15 Febbraio 'Delhi 6' è stato proiettato al MOMA di New York

* La colonna sonora di Rahman è stata ufficialmente presentata nel programma 'Indian Idol', più volte menzionato nel film

* Nei titoli di testa si ringrazia Kiran Rao, (fortunata) moglie di Aamir Khan

* 'Delhi 6' pare non stia incontrando i favori del pubblico

* Aggiornamento del 31 dicembre 2009: ad un anno dalla prima, il regista Rakeysh Omprakash Mehra intende distribuire una nuova versione di Delhi-6. In origine la pellicola doveva terminare con la morte del protagonista, ma il produttore aveva insistito per il lieto fine. Mehra ha preso questa decisione a seguito della lusinghiera accoglienza che il film, rimaneggiato appunto nel finale, ha incontrato alla Mostra del Cinema di Venezia del 2009, dove era stato proiettato fuori concorso alla presenza del regista. Articolo originale, Subhash K. Jha, The Times of India, 31.12.09.

* Aggiornamento del 3 agosto 2021 - Rakeysh Omprakash Mehra's patchwork memoir lays bare his tension between commercial and experimental filmmaking, Prathyush Parasuraman, Film Companion: [Spoiler] 'Roshan (Abhishek Bachchan) was supposed to die because of the Hindu-Muslim riot at the end. But on the day of shooting, they also decided to shoot an alternate climax where he survives after a brief visit to whitewashed heaven, ending the film in happy tears. It was the latter climax that made it into the film, and was, rightfully, hauled over the coals for the jolt of cosmic, unconvincing joy at the end of such an immersive, rooted mood-piece. The film flopped, and Mehra took to alcohol, his first brush with both commercial and critical spite. Six months later, he snapped out of it and called his cinematographer Binod Pradhan to shoot for 3 more days. He re-structured the movie with the help of his wife, his editor Bharathi, which now begins with Roshan's ashes being immersed in the Ganga and his voiceover: "Those are my ashes. The earthen urn you see that holds them: dadi had bought for herself for 101 rupees, but I got to use it. I am dead now! They mistook me for a kaala bandar and killed me. Speaking of monkeys, I came to Delhi..." The whole film is now guided by Roshan's voiceover in the past tense, leading up to his death. This version went to the Venice International Film Festival, was appreciated by the audience there, and was dubbed the "Venice Cut". It was this cut that was shown to the jury of the National Awards, for which it won the Nargis Dutt Award for Best Feature Film on National Integration'. 

GOSSIP&VELENI

* Abhishek Bachchan è stato ufficialmente - e brevemente - fidanzato con Karisma Kapoor ('Dil To Pagal Hai'), sorella di Kareena ('Jab We Met')

* Waheeda Rehman è stata legata al (coniugato) (e anche defunto) regista e attore Guru Dutt

* La figlia di Prem Chopra, Prerana, è la moglie di Sharman Joshi ('Hello')