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08 settembre 2022

DARLINGS


Amo le black comedy (da qui in poi BC). Più sono dissacranti, eversive, anche (e soprattutto) sanguinarie, e più le adoro. Non esiste al mondo argomento tanto inviolabile che una BC fatta come dio comanda, con arguzia e sfrontatezza, non possa oltraggiosamente profanare. 
Malgrado la presentazione mediatica, Darlings è in realtà un film drammatico che vira verso la BC più nelle intenzioni che nel risultato. Ci sono intelligenza e sensibilità, ma manca quell'abbandono spudorato tipico del genere. L'indecisione fra dramma e BC è lampante nel finale: [spoiler] Darlings non si concede alla follia preferendo la didattica - il messaggio è apprezzabile, ma dov'è la BC?
Il primo tempo è ben costruito, frutto di una sceneggiatura ponderata e di una regia a cui non sfugge quasi nulla. La tensione non è mai preponderante, e quando si sprigiona sa come prenderti dritto alla gola. L'eroe negativo è scritto con cura, le battute affidategli sono precise e taglienti, Vijay Varma rigoroso sino a sfiorare la perfezione e si merita un applauso a scena aperta. Shefali Shah è concreta, sempre più determinata, dopo Jalsa, ad accaparrarsi tutte le statuette disponibili destinate alla migliore attrice non protagonista. Alia Bhatt non sfigura nelle scene madri, ma a tratti la sua interpretazione è un po' fanciullesca, non in sintonia con l'esperienza cupa vissuta dal suo personaggio.   

TRAMA

Badru e Hamza sono sposati da tre anni, non felicemente. Il loro amore è messo a durissima prova dalle pesanti patologie di Hamza, uomo violento, sadico, manipolatore. Hamza si pente, promette, non mantiene. Badru perdona, giustifica, sopporta. Entrambi considerano l'alcolismo come la causa del problema, e a nulla valgono le insistenze della madre di Badru affinché la ragazza si separi dal marito. Sino a quando Hamza, da sobrio, picchia Badru una volta di troppo. E se ora iniziasse Badru a torturare il marito? 

RECENSIONI

Mid-Day: *** 1/2
'Instead of relying on crutches of good intentions alone, Darlings pretty much plays out like an altogether funny caper, gripping audiences with enough excitement over what’ll happen next. (...) Shefali Shah - (...) an actor blessed with some of the most expressive eyes, that they deserve separate award nominations of their own! (...) A film simply coming together so well - on paper, therefore in the picture - that it will be considered first-timer Reen’s dream directorial debut of sorts, with actors in top form, dialogues and repartees in place, the story always in motion, each character serving a purpose'. 
Mayank Shekhar, 07.08.22

Film Companion:
'Darlings is the sort of movie that might look a little strange while you're watching it. The premise is serious; the treatment is playful. The demons are real; the slaying is wishful. The method is messy; the madness is cinematic. But the more you think about Darlings, the more sense it makes. (...) Is revenge the only grammar of redemption? The answers are rooted in the genre of storytelling that Darlings chooses. Mainstream Hindi cinema has long played misogyny for either cheap laughs or bleak vigilante thrills. But the female-driven Darlings is a black comedy, a hybrid of the two extreme tones - it plays anti misogyny for both laughs and bleakness at once. (...) The film's challenge - like its protagonist's - is to not succumb to the poisonous tropes it sets out to subvert. (...) Darlings is mostly successful in that sense. (...) I like Darlings for what it aims to achieve. The entertainment is almost incidental to the plot, because it is a reactive piece of film-making. It reacts to the fraught relationship between romance and abuse as well as our perception of art that glorifies this relationship. It also acknowledges that life is far more complicated than the narrative tropes the trivialize it. (...) These clashing dynamics of the mother-daughter duo imply that the makers are aware of the boundary between social media discourse and real-world living. (...) Bhatt does well in a tricky role. (...) In her hands, Badru is more heartbreak than rage. (...) But the scene-stealer of Darlings is, unironically, the man'.
Rahul Desai, 05.08.22

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: il primo tempo (*** 1/2), Vijay Varma, Shefali Shah.
Punto debole: il secondo tempo. Esattamente come Badru e la madre non sanno cosa farne di Hamza, così il film non sa come andare avanti. Ripetizioni, scenette non tutte divertenti. Dov'è l'audacia senza freni di una BC come dio comanda?

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Alia Bhatt - Badru
* Vijay Varma - Hamza, marito di Badru
* Shefali Shah - madre di Badru
* Roshan Mathew - Zulfi
* Rajesh Sharma - macellaio

Regia: Jasmeet K. Reen
Sceneggiatura: Parveez Sheikh, Jasmeet K. Reen
Colonna sonora: Vishal Bhardwaj (ottimo il brano Pleaj!), Mellow D
Fotografia: Anil Mehta
Montaggio: Nitin Baid
Anno: 2022

CURIOSITÀ

* Darlings è prodotto da Alia Bhatt, al suo debutto nel ruolo di produttrice, e da Red Chillies Entertainment. 
* Riferimenti al cinema indiano: Main Agar Kahoon, Badla, Amitabh Bachchan, Zero.

GOSSIP & VELENI

* Alcuni espedienti narrativi mi sono sembrati deboli: [spoiler] il poliziotto che comunica ad Hamza il nome del denunciante, la manfrina della visita del boss di Hamza con bugie annesse, Hamza che ruba il cellulare ad un morto (com'è che nessuno se ne accorge?). Forzata la storia fra Zulfi e la madre di Badru.

22 agosto 2022

HURDANG


Le recensioni indiane sono tutte negative, e bocciano forma e contenuto. Alcune testate hanno addirittura deciso di non recensire il film. Premesso ciò, Hurdang non è noioso, ed è già qualcosa. La regia è di media qualità (ho visto di peggio, anche di molto peggio), le interpretazioni del cast sono dignitose, il personaggio di Loha è interessante, così come la sottotrama della manipolazione del movimento studentesco da parte della politica.
Il personaggio di Jhulan è insolito: la ragazza è determinata e sa cosa vuole, sia a livello personale che professionale. La scrittura però la tradisce quando la svuota di una chiara presa di posizione. Jhulan appartiene alla fascia di popolazione che avrebbe diritto alle quote riservate nella pubblica amministrazione, in Hurdang poteva incarnare la voce in difesa della discriminazione positiva.

Passiamo alla sceneggiatura. Al netto del trattamento semplicistico dell'argomento delle quote, non è proprio terribile, ma alcuni svarioni si dovevano evitare. Ad esempio: la condotta degli studenti nei confronti degli agenti di polizia (non mi risulta che Hurdang sia una commedia); il cliché del leader studentesco arrogante e violento (Daddu), popolare per ragioni tutte sbagliate; [spoiler] l'assenza di un'indagine investigativa a seguito dei decessi di Ranjan e di Loha.
Il delicatissimo tema della discriminazione positiva nei confronti delle caste svantaggiate (mi scuso per la terminologia generica) è rappresentato in modo grossolano e solo dal punto di vista delle caste alte (che sembrano le uniche vittime). Un personaggio (minore) sostiene le quote ma è sgradevole e scompare in un battito di ciglia. Jhulan è convenientemente silenziata. Daddu, il suo fidanzato (di casta alta), considera ingiusta la politica delle quote, ma non lo tocca la scorrettezza del suo piano (architettato prima che si diffondesse la notizia del progetto governativo di implementare le proposte della Commissione Mandal) di superare l'esame per un impiego pubblico procurandosi in anticipo le domande. Daddu beneficia di un processo di formazione, dal punto di vista dello sceneggiatore, ma rimane il personaggio più fiacco.

TRAMA

Siamo negli anni novanta del secolo scorso. Daddu è il solito cazzone figo e bullo. Si fa manipolare come un pirla dal disonesto Loha. Daddu (di casta alta) vorrebbe un impiego pubblico per poi sposare Jhulan (di casta bassa), ma solo i fessi (come Jhulan) studiano per l'esame. Lui, che invece è un drittone, preferisce aspettare che Loha gli procuri in anticipo le domande - in cambio gli fa da cameriere. Ed ecco che il governo centrale, con la chiara intenzione di sabotare il futuro di Daddu, progetta di aumentare la percentuale di quote riservate alle fasce fragili nella pubblica amministrazione. Come reagirà il nostro (ehm) eroe?

RECENSIONI

The Times of India: * 1/2
'Neither has the backdrop been researched and displayed well, nor has the love story been fleshed out in a way that it churns your insides. Even though the actors have done their bits right, they could only go as far as the written material could take them'. 
Rachana Dubey, 08.04.22

Firstpost: *
'The politics of the film is naturally not nuanced. (...) There is no exploration of the caste-based discrimination and atrocities that lower caste people face in the country. (...) No supporter of Reservation is given even a voice in the film. (...) The one student leader who is pro-Reservation is callous and hot-tempered. (...) In this movie, only upper-caste characters suffer and are traumatized. Their opportunities are taken away. (...) The fact that she [la protagonista] comes from a low-caste family is barely explored in the film. (...) Every twist and turn in the story can be predicted in advance. (...) The characters are not likeable, and therefore, you feel no pity for them when they suffer. (...) It can be forgiven for its sloppy filmmaking, but not for the propaganda it is spewing. Hurdang is not just a bad movie. It is also a dangerous one'. 
Shreemayee Das, 11.04.22

Cinema Hindi: * 1/2
Punto di forza: la narrazione procede con un certo ritmo e non annoia, le interpretazioni sono lodevoli, alcune sequenze sono ben gestite dalla regia.
Punto debole: la superficialità e l'assenza di cognizione di causa, imperdonabili se affronti un argomento tanto spinoso. Il film è comunque ambiguo, vorrebbe (a tratti) rispettare la sensibilità di tutti, ma è solo a corto di argomentazioni valide a sostegno della sua posizione. 

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sunny Kaushal - Daddu, leader studentesco
* Vijay Varma - Loha, leader studentesco
* Nushrratt Bharuccha - Jhulan, fidanzata di Daddu
* Shubhashish Jha - Ranjan, amico di Daddu   

Sceneggiatura e regia: Nikhil Nagesh Bhat
Colonna sonora: Amaal Mallik, Sachet-Parampara    
Fotografia: Ramanuj Dutta, Archit Patel
Montaggio: Bodhaditya Banerjee
Anno: 2022

CURIOSITÀ

* Film che trattano lo stesso tema: Aarakshan.

GOSSIP & VELENI

* Sunny Kaushal è il fratello di Vicky Kaushal (complimenti alla mamma).
* Mi scuso per la terminologia generica. Hurdang non mi è stato d'aiuto in tal senso. Ho provato a rimediare informandomi meglio, ma più leggevo e più m'impantanavo. Fra caste, sottocaste, fuori casta e acronimi fantasiosi, m'è venuto un cerchio alla testa che non vi dico.  

05 maggio 2020

baaghi 3


che poi non è che son qui a pretendere. guardo horror da secoli. all'incoerenza ci si abitua. i film d'azione non richiedono una sceneggiatura scritta da un nobel. qualcuno è persino entusiasmante (dhoom 2) (dabangg). una pellicola d'intrattenimento può anche solo intrattenere. va bene così.
ma baaghi 3.
(...)
un feto lo giudicherebbe infantile e si rivolterebbe - schiena al cordone ombelicale - nell'utero.

mi limito:
* un personaggio si chiama IPL. minuto di riflessione. l'india non supera il cricket ed io non supero il suo cinema. il sole sorge e tramonta. a posto (scusate).
* ronnie si precipita nella fortezza dei terroristi in mezzo al deserto... col teletrasporto? 
* ronnie si precipita nella fortezza eccetera con una manciata di granate. niente mitra o lanciafiamme. o testate nucleari (che io avrei portato. chiedimi consiglio noo?). implica che ronnie potrebbe scatenare uno tsunami con una pistola ad acqua.
* esattamente ronnie come schiva migliaia di pallottole? ah ho capito. due universi paralleli si incrociano. in quello di ronnie c'è solo ronnie ed è un universo velocissimo. in quello dei terroristi ronnie non c'è ed è un universo lentissimo. si vede che ho studiato.
* il cattivo diventa eroico. ok. da oggi dico che sono una bionda naturale.
* IL TOP: orde di feroci terroristi pronti a sventrare ronnie e suo fratello. tasto pausa. i due si scambiano bacetti (con calma). tasto play. la carneficina riprende.
* alla siria mancava ronnie a fare un po' di casino in giro. e l'onu tace.

ma anche:
* il cameo iniziale (quello finale no) di jackie shroff mi ricorda quanto l'attore meriterebbe ruoli più corposi e progetti più intriganti.
* la brevissima performance di vijay varma ricorda al cast il significato della parola recitare.
* sapete che non mi dispiace il brano do you love me? ripetitivo (vero). rarefatto il giusto. fuori luogo in un film così chiassoso. per i maschietti: blindate gli occhi e spalancate le orecchie.
* le sequenze d'azione non mi convincono (troppo di troppo). ma la scivolosa spaccata sotto al cingolo è da ammirare in ginocchio.


eLLeSSeDì