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02 febbraio 2019

TALAASH



Questo film è stupefacente. Mi ha ipnotizzato. Mi si è ficcato sottopelle.
Il noir è un genere poco esplorato in India. Figuriamoci un noir scritto e diretto da donne. La storia è ben concepita. La sceneggiatura splendidamente stratificata. Difficile distinguere trama e sottotrame. Ma poi: è proprio (solo) un noir? Talaash mescola sapientemente noir, thriller, paranormale, sentimenti ed emozioni. Sì, un noir dall'ambientazione notturna e dai chiaroscuri psicologici. Mumbai è ammaliante. I personaggi incantano. Sì, un thriller un po' inconsueto intrecciato al paranormale. Sì, un paranormale che è anche un tributo intelligente e innamorato ad una maestosa pellicola di produzione internazionale (che non specifico per evitare spoiler) (*). Un paranormale che esonda dal thriller sino a rivoltare come un guanto il vissuto dei protagonisti. Il tutto innestato su una corrente sotterranea di afflizione senza scampo. I personaggi convivono con un dolore torturante, un macigno infrantumabile abbarbicato alla schiena. Impossibile non provare empatia. Talaash è un film difficile da affrontare per l'angoscia che provoca: mi risucchia, mi attanaglia la gola.

Prendiamo la superba performance di Nawazuddin Siddiqui. Sul set non è più lui. Il suo Tehmur si muove, respira e vive quel brandello di vita concessogli dalle sceneggiatrici, in quel ritaglio di mondo creato dalla regista, dimentico della presenza di macchine da presa e troupe tecnica. Perchè, dal punto di vista di Tehmur, quella è la realtà. Prendiamo Rani Mukherjee. La sua interpretazione è dolente e sincera. L'ammiro recitare a bocca spalancata e già la sua Roshni mi manca. Prendiamo Aamir Khan. Aamir sfoggia un talento che mi ha tramortito. Al suo tormentato Suri spettano le scene più significative e più strazianti. E prendiamo Kareena Kapoor. Sguardi, movimenti, parole, timbro di voce, ironia. Tutto nella sua Rosie mi infligge una stretta al cuore. Talaash mi rende irrazionale. Ci sarà una sorta di universo parallelo dove personaggi così perfettamente definiti confluiscono e continuano in modo autonomo a condurre le loro esistenze, perchè altrimenti la passione profusa da sceneggiatori e attori andrebbe oscenamente sprecata.

Reema Kagti ha diretto Talaash con grande cura e grande partecipazione emotiva. La narrazione scorre con ritmo sinuoso, supportata da una sceneggiatura, scritta a quattro mani da Reema e Zoya Akhtar, che è un'elaborata architettura nella quale anche i tasselli apparentemente più deboli o estranei alla fine trovano il loro posto. I dialoghi rendono giustizia a storia e personaggi. La magnifica colonna sonora intriga. 
Talaash mi è rimasto attorcigliato addosso per giorni. In un modo tutto suo, avvince e seduce.

(*) Non mi riferisco al film di Zemeckis del 2000 (che non ho visto), di cui alcune sequenze e alcuni dialoghi vengono riproposti in Talaash. Grazie a Diana e a Caterina per la precisazione.

TRAMA

All'ispettore di polizia Suri viene affidato uno spinoso caso che coinvolge una star di Bollywood: un incidente? Omicidio? Suicidio? Troppi lati oscuri. Il mistero si infittisce e si intreccia alle vicende personali di Suri, di sua moglie Roshni, di un losco personaggio e di una fascinosa prostituta. 

RECENSIONI

Rediff: ** 1/2
"Am I being too cruel? Perhaps, but because of the wasted opportunity. Someone asked me if Talaash was a watchable film, and indeed it is. It's better put together than a lot of the films we see here, and definitely strongly acted, but ends up so, so much less enjoyable than it deserved to be".
Raja Sen, 30.11.12

Mayank Shekhar, 30.11.12

Cinema Hindi: *****
Punto di forza: sceneggiatura, personaggi, Aamir+Rani+Kareena+Nawazuddin (mai cast più azzeccato)
Punto debole: -

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aamir Khan - Suri, ispettore di polizia
* Rani Mukherjee - Roshni, moglie di Suri
* Kareena Kapoor - Rosie
* Nawazuddin Siddiqui - Tehmur
* Rajkummar Rao - Devrath, assistente di Suri

Regia: Reema Kagti
Soggetto e sceneggiatura: Zoya Akhtar e Reema Kagti
Dialoghi: Farhan Akhtar e Anurag Kashyap
Colonna sonora: Ram Sampath, testi di Javed Akhtar. Di qualità altissima. Vi segnalo il video promozionale (non incluso nel film) di Muskaanein Jhooti Hai, brano davvero notevole che accompagna i titoli di testa. Non riesco a levarmelo dalla mente.
Traduzione del titolo: ricerca, caccia
Anno: 2012

RASSEGNA STAMPA (aggiornata al 15 aprile 2023)

Zoya Akhtar: Everybody in my family has a National Award except me, Mayank Shekhar, Mid-Day, 15 maggio 2020: 'It's a supernatural thriller that, by the way, was based on a true story, that happened to her! "You have to stop. I am going to be the crazy lady that goes on interviews and says all this shit. I know it sounds really crazy, and I don't want to be propagating this nonsense. But, I had a strange experience on Haji Ali, while a bunch of us were driving back from a nightclub. We thought we had hit a naked woman in the middle of the road. Everybody was freaking out. This is something I told Reema about, and where Talaash came from. I am not going to repeat this story, ever again!",'

CURIOSITA'

* Nel famosissimo Leopold Cafe di Mumbai è stato allestito uno dei set del film
* In un'intervista concessa a Rediff il 30 aprile 2012, Siddiqui dichiara: 'It was really good working with Aamir. There is an anecdote though. I had done a scene with Aamir in Sarfarosh, but he had forgotten about it. While shooting a scene in Talaash, he suddenly asked me whether we had worked together before. Of course he knew about my work in Peepli [Live]. So I told him that I had performed in a small scene with him in Sarfarosh. Aamir was really happy. And he told the entire unit, "Nawaz's first film work was with me." It felt good'. 
* Riferimenti a Bollywood: Ajay Devgan 
* Film che trattano lo stesso tema: Sunrise, pellicola in lingua marathi del 2014 diretta da Partho Sen-Gupta e interpretata dal sempre ottimo Adil Hussain, sotto certi aspetti assomiglia curiosamente a Talaash. Phoonk intreccia paranormale e horror al dolore devastante di un padre. 

12 novembre 2012

AIYYAA

Prodotto dal rivoluzionario Anurag Kayshyap, e diretto dal promettente Sachin Kundalkar (due volte vincitore del National Award), il film celebra il ritorno cinematografico dell’amatissima Rani Mukherjee in una nuova veste adolescenziale. Anche se gli incassi sono stati al di sotto delle aspettative la brillante diva si gusta ogni istante e lascia che il pubblico sorrida e si diverta. Aiyyaa è una commedia chiassosa che infrange molte regole del buon costume e sparge una tonnellata di masala della qualità piu aromatica e piccante, i suoi trailer capricciosi e scatenati hanno incendiato le reti televisive spingendo i piu tradizionalisti a cambiare velocemente canale. 


TRAMA
Meenakshi (Rani Mukherjee) è un’inguaribile sognatrice, vive in un suo strampalato mondo immaginario nel quale sceglie di essere Madhuri Dixit e cerca al suo fianco Aamir Khan. Le sue aspirazioni cinematografiche vengono messe da parte nel momento in cui scopre un’irresistibile attrazione per un tenebroso pittore tamil (Prithviraj), il ragazzo è schivo e difficile da avvicinare e su di lui circolano svariati pettegolezzi. Meenakshi non riesce a porsi dei freni e lo desidera follemente.


"Dreamum Wakeupum Critical Conditionum". Se il sogno e’ bello e soddisfacente perché svegliarsi? Meenakshi indulge in numerose e scatenate fantasie, sempre più ossessive e bollenti, lasciar sollazzare gli ormoni di fronte allo statuario e corpulento artista diviene un antidoto efficace per dimenticare la sua rumorosa famiglia di pazzi impiccioni e la noiosa routine da ragazza middle class, frustrata, annoiata e rigorosamente unmarried.
Aiyaa è un film felicemente assurdo e godibile, un motore assemblato con i pezzi più bizzarri, il mondo parallelo, esasperatamente filmy della protagonista diviene una deliziosa caricatura che non si potrà che amare (o odiare) fin dal primo istante. Tutto ruota attorno al desiderio sessuale femmile e svela finalmente come le donne abbiano pieno diritto di vivere le proprie attrazioni, fantasticare e non accontentarsi. La piccante immaginazione di Meenakshi è portata sullo schermo con energica sfrontatezza, e, sebbene Aiyyaa non sia poi un film così scabroso, molte scene e doppi sensi lasciano poco spazio all’immaginazione. Rani Mukherjee à il volto del vero Dirty Picture, l’attrice si si libera da vincoli d’immagine e interpreta un personaggio autoronico, quasi comico, in un film che esibisce una vistosa sensualità mitigata dalla follia dei personaggi di contorno e dalla dolcezza della trama. E Prithviraj? L’avvenente divo del cinema in lingua Malayalam, solitamente moderato e con i piedi per terra , scopre il suo lato piu' eccessivo e trash e si lascia andare totalmente ai deliri del regista.
Come riuscire a combinare raffinatezza e volgarità? Il film parte in quarta e continua a mantenere un buon ritmo, è originale, esagerato, a volte elegante altre grottesco, Rani sorprende i suoi fan ancora una volta e sfoggia un talento nascosto per la danza del ventre (quella vera, non i ripetitivi movimenti di fianchi improvvisati troppo spesso da Katrina Kaif). La trama viene guidata da un sovrabbondante luna park dei sensi, non solo la vista, l’udito (la simpatica colonna sonora è firmata Amit Trivedi) e i piaceri della carne ma soprattutto l’olfatto, il profumo della pittura fresca, del deodorante ma soprattutto un misterioso aroma che seduce Meenakshi al punto da farle perdere la ragione. Di cosa si tratta? Sarà il fascino macho con la M maiuscola dello statuario tamil? Oppure qualcos’altro? La risposta solo nel finale.

Il mio giudizio sul film : ***1/2  3,5/5


ANNO: 2012

REGIA: Sachin Kundalkar

CAST:
Rani Mukherjee ……………………. Meenakshi
Prithviraj ……………………… Suriya
Subhob Bhave …………………… Madhav
COLONNA SONORA: Amit Trivedi
PLAYBACK SINGERS: Amit Trivedi, Swamya Raoh, Shreya Ghoshal, Sunidhi Chauhan, Monali Thakur, Sneha Kanwalkar, Amitabh Bhattacharya


ALTRO:

Prithviraj Sukumaran è il giovane attore più amato nell'industria cinematografica in lingua Malayalam, tra i migliori titoli della sua filmografia Anwar, City of God e Urumi. Maggiori informazioni nel mini profilo a lui dedicato nella sezione : I volti maschili del Cinema Malayalam.
Sachin Kundalkar, celebrato regista del cinema Marathi, ha vinto per ben due volte il prestigioso National Award : Best Feature Film in Marathi nel 2007 (Nirop) e Best Screenplay nel 2008 per Gandha, film la cui tematica è l'olfatto, protagonista anche di Aiyyaa.
Link all'intervista concessa da Rani Mukherjee a Rediff nella sezione Breaking News India.

13 agosto 2012

KUCH KUCH HOTA HAI

Clamoroso successo degli anni '90, Kuch Kuch Hota Hai (KKHH) è un classico. Uno di quei film immortali che hanno consacrato il proprio cast e che sono entrati a far parte della storia della cinematografia in lingua Hindi.

TRAMA

La madre di Anjali (Sana Saeed), Tina (Rani Mukherjee), prima di morire in seguito alle complicazioni del parto, ha lasciato delle lettere per la sua bambina, perchè non crescesse senza conoscerla. Il giorno dell'ottavo compleanno, Anjali legge la lettera che le rivela la storia dell'incontro tra suo padre Rahul (Shah Rukh Khan) e Tina, e quella di Anjali Sharma (Kajol), la migliore amica di Rahul ai tempi del college.

Diana *****
KKHH è una storia d'amore. La trama è semplice ma abbastanza articolata.
La prima parte, che è raccontata da Tina nella lettera per sua figlia, è  mostrata in flashback: Rahul, lo sbruffone della scuola, ci prova con tutte ma ha una sola migliore amica, la straripante, un po' maschiaccio, Anjali. Quando entra in scena la figlia del preside Tina, molto femminile ed affascinante, Rahul rimane incantato. Ad Anjali, che si è resa conto di essere innamorata dell'amico, non resta che uscire di scena.
Tornati al presente, Rahul e Anjali avranno l'occasione di reicontrarsi. Anjali sarà, però, fidanzata con Aman (Salman Khan).
La storia è, quindi, dinamica, la sua vivacità e la sua freschezza sono tra le carte vincenti del film.
L'appeal dei protagonisti, l'allegria degli ambienti, la bella colonna sonora e le frizzanti coreografie di Farah Khan danno vita ad un'orgia coloratissima per lo spettatore che può bearsene felice. Tutto, inoltre, è raccontato con leggerezza ed umorismo ma mai con superficialità. Karan Johar, sceneggiatore e regista al suo debutto, dà prova di maturità. I suoi personaggi funzionano, divertono e colpiscono al cuore. Tra le molte scene buffe, infatti, sono quelle romantiche le più coinvolgenti, quelle rimaste nella memoria di tutti. La scoperta e la tenerezza del primo amore, il dolore della perdita e la sensualità di un'intesa in età più adulta (basterà nominare la "scena del gazebo" per sentire sospirare schiere di fan bollywoodiani) fanno vibrare la pellicola di intense emozioni.
Il cast è eccezionale, vanta la coppia d'oro di Bollywood, Kajol e SRK, la splendida Rani Mukherjee ai suoi primi passi, la star Salman Khan e i mitici Anupam Kher e Farida Jalal. Tutti bravissimi. Naturalmente a spiccare sono i protagonisti: SRK, che in più di un'occasione ha affermato che nella vita reale non si metterebbe mai in ginocchio per conquistare una donna e che certe smancerie sentimentali non fanno per lui, ma che evidentemente nella parte dell'eroe romantico è perfettamente a suo agio tanto da reinventarne le caratteristiche e creare un delizioso Rahul. E Kajol, la meravigliosa. Caschetto sbarazzino nel primo tempo, eleganti saree nel secondo, iperenegetica e vitale. E' attaverso il suo viso, il sorriso luminoso, lo sguardo loquace che passano tutte le emozioni del film, tutto il suo significato.
Anupama Chopra, nel suo libro King of Bollywood: Shah Rukh Khan and the seductive world of Indian cinema, sostiene che KKHH offrisse al pubblico degli anni '90 la perfetta fusione tra modernità e tradizione di cui c'era bisogno. In un momento di crescita economica, di apertura commerciale e culturale nei confronti dell'Occidente si avvertiva la necessità di conciliare i valori tradizionali indiani e l'ondata di novità portata dall'Occidente, sia in termini consumistici che di costumi. I protagonisti di KKHH vestono con abiti firmati, frequentano un college, molto diverso da un tipica scuola indiana, animato da cheerleaders e da studenti in skateboard,  eppure si recano al tempio per le preghiere e conservano il dovuto rispetto e la devozione per i genitori e i legami familiari. Essi offrono un'attraente immagine del proprio paese d'origine e la possibilità di identificazione anche agli indiani residenti all'estero che si lasciano andare alla nostalgia.
Le considerazioni di Anupama sono interessanti ed indubbiamente KKHH ha contribuito a segnare un'epoca.
Quello, però, a cui mi piace pensare è a un giovane uomo di ventisei anni, grassottello e insicuro che raggiunge con passo goffo il palco dei Filmfare Awards del 1999, per ricevere la statuetta come miglior regista. Un ragazzo cresciuto a pane e cinema che racconta con il groppo in gola di come inconsapevolmente si fosse preparato per tutta la sua giovane vita a quel momento, come lo avesse sognato, provando e riprovando il discorso di ringraziamento davanti allo specchio. Quel ragazzo era Karan Johar all'inizio di una luminosa carriera e Kuch Kuch Hota Hai è proprio questo: il meraviglioso frutto di un sogno.

Il bello:
Questo film per ragioni personali ed affettive è il mio preferito e mi è molto caro. Auguro a tutti quelli che lo guarderanno per la prima volta di divertirsi e di provare le stesse emozioni che travolsero me.

Il brutto:
Karan Johar è sempre stato una persona sensibile e molto intelligente. Lui stesso riconosce alcune ingenuità del suo film, come per esempio l'espediente delle lettere, otto per i primi otto anni di vita della bambina, che non tiene conto di come possano essere lette e comprese, soprattutto le prime. O di come, per esempio, Tina abbia avuto il tempo di scriverle. Karan, inoltre, esprime delle perplessità sul finale, lo definisce un compromesso e ammette di non essere riuscito a trovare di meglio per risolvere la situazione che lui stesso aveva ideato. Quello che pensò allora è che se fosse stato abbastanza convinto di se stesso e del film, avrebbe convinto anche il pubblico. E la cosa funzionò. La sua onestà, la sua freschezza e la sua determinazione sono nel film e ognuno le può sentire. Mai più, dice Karan, potrò rifare un film come KKHH, perchè non avrò mai più ventisei anni, non sarò mai più la stessa persona che ero allora. Quella magia fermata sulla pellicola rimane per noi e per tutti gli spettatori che verranno perchè, come recita il titolo Kuch Kuch Hota Hai (Qualcosa sta succedendo), quando si guarda KKHH qualcosa succede davvero.

LA SCHEDA DEL FILM
 

Cast:
Rahul Khanna -
Shahrukh Khan
Anjali Sharma - Kajol
Tina Malhotra - Rani Mukherjee
Aman Mehra - Salman Khan
La madre di Rahul - Farida Jalal
Il preside Malhotra, padre di Tina -
Anupam Kher
Col. Almeida - Johny Lever
Anjali Khanna -
Sana Saeed
Mrs. Sharma -
Reema Lagoo
Il bambino silenzioso - Parzun Dastur
Ms. Briganza - Archana Puran Singh
Rifat Bi - Himani Shivpuri
Neelam - Neelam Kothari

Scritto e diretto da Karan Johar

Prodotto da Yash Johar

Musiche di Jatin-Lalit

Coreografie di Farah Khan

Distribuito da Dharma Productions e Yash Raj Films

Anno 1998

AWARDS

National Film Awards:
Best Film For Providing Wholesome Entertainment - Karan Johar
Best Female Playback Singer - Alka Yagnik (Kuch Kuch Hota Hai)

Filmfare Awards:
Best Movie - Yash Johar
Best Director - Karan Johar

Best Actor - Shahrukh Khan
Best Actress - Kajol
Best Supporting Actor - Salman Khan
Best Supporting Actress - Rani
Mukherjee
Best Art Direction - Sharmishta Roy
Best Screenplay - Karan Johar


Zee Cine Awards:
Best Film - Yash Johar
Best Director - Karan Johar
Best Actor-Male - Shahrukh Khan
Best Actor-Female - Kajol
Best Actor in a Supporting Role-Female - Rani
Mukherjee
Best Music Director - Jatin Lalit
Best Playback Singer - Female - Alka Yagnik (Kuch Kuch Hota Hai)
Best Lyricist - Sameer (Kuch Kuch Hota Hai)
Lux Face of the Year - Rani
Mukherjee

Sansui Viewer’s Choice Movie Awards:
Best Actor - Shahrukh Khan
Best Actress - Kajol

Star Screen Awards:
Best Film - Yash Johar
Best Director - Karan Johar
Best Music Director - Jatin Lalit
Best Comedian - Archana Puran Singh

Bollywood Movie Awards:
Best Film - Yash Johar
Best Director - Karan Johar
Best Actor - Shahrukh Khan
Best Actress - Kajol
Best Music Director - Jatin Lalit
Best Playback Singer Male - Udit Narayan (Kuch Kuch Hota Hai)
Best Playback Singer Female - Alka Yagnik (Kuch Kuch Hota Hai)
Best Costume Designer - Manish Malhotra
Best Choreography - Farah Khan


CURIOSITA'

- Yash Johar è l'amatissimo padre di Karan Johar. L'indimenticato produttore è deceduto nel 2004.

- Per Rani Mukherjee Kuch Kuch Hota Hai fu il secondo film in lingua Hindi e divenne quello di lancio. Premiata e acclamata fece un esordio memorabile.

-  Il personaggio di Aman Mehra inizialmente era stato offerto a Saif Ali Khan che rifiutò. Karan Johar non aveva mai pensato a Salman Khan, che all'epoca era già una star, per un ruolo sì importante ma non molto ampio. Pare che proprio Salman abbia avvicinato Karan e gli abbia detto: "so che stai cercano un attore per un ruolo che nessuno accetta, lo faccio io". E che alle sorpresa di Karan abbia risposto semplicemente : "perchè mi piace tuo padre". Grande Salman!

- Un altro aneddoto carino a proposito del film riguarda la prima volta che il trio delle meraviglie, Kajol, Karan e SRK, s'incontrarono per parlare della storia. E di come i due attori temessero che l'idea del giovane regista non fosse buona. A quei tempi, Kajol, Karan e SRK, erano già ottimi amici: come deludere Karan e dirgli di no? Kajol e SRK si auguravano che la storia fosse buona fino a desiderare di farsela piacere. Beh pare che Karan tolse tutti dall'imbarazzo, perchè Kajol pianse e rise entusiasta durante tutto il racconto, rimanendo in lacrime sul finale, e SRK, anche se più compostamente, fu conquistato.

- Parte del video di Tujhe Yaad Na Meri Aayee e quello della title song, Kuch Kuch Hota Hai, furono girati in Scozia. Ecco una miniguida per chi volesse visitare i mitici luoghi dove la magia prese forma.

-Il successo del film è speculare a quello della bella colonna sonora curata dai fratelli Jatin e Lalit Pandit. La musica di Kuch Kuch Hota Hai si aggiudicò diversi awards ed è stata votata al terzo posto nella classifica delle quaranta migliori colonne sonore di sempre nel sondaggio di BBC Asian Network.
(Grazie a Cinema Hindi)

-  Per festeggiare i 10 anni trascorsi dall'uscita del film i protagonisti hanno rilasciato una bella intervista caricata su You Tube. Il nostro Karan racconta di quando si recò con Manish Malhotra a Londra per scegliere i costumi per Kuch Kuch Hota Hai, e misero gli occhi sulla maglietta Polo Sport blu e verde, indossata da SRK durante la canzone Koi Mil Gay, che costava 75 pounds. Ci vollero tre ore di discussione e una nottata di riflessione, per decidersi a spendere così tanto per una sola t-shirt.
Kajol, invece, ipersorridente ammette di aver suggerito a Karan di mostrarsi duro con lei e di urlarle dietro in modo che il resto della troupe non lo credesse troppo molle e non approfittasse della sua gentilezza ed educazione. Si immaginava, infatti, che tutti sarebbero rimasti impressionati se Karan avesse osato addirittura alzare la voce con lei, ma l'espediente non si rese necessario, l'autorità di Karan, naturalmente, non venne mai massa in discussione. Anzi, nel Making of inserito negli speciali del DVD, e ripreso da Bollywood Hungama qui, Rani, divertita, rivela che Karan aveva le idee chiare e conosceva benissimo i personaggi tanto che avrebbe potuto interpretare Tina anche meglio di lei.

- Da qualche tempo è annunciata l'uscita di Koochie Koochie Hota Hain, film d'animazione remake di Kuch Kuch Hota Hai, a cui presterebbe la voce gran parte del cast originale. Sarà il 2012 l'anno giusto?

 - Come tutti i film immortali, Kuch Kuch Hota Hai ha iniziato un filone, è stato oggetto di diversi tentativi di replica ed imitazione, ed è citatissimo. Ecco Farah Khan e Boman Irani in verisone Anjali e Rahul per la promozione di Shirin Farhad Ki Toh Nikal Padi (in uscita il prossimo 24 agosto). E una delle simpatiche locandine del film.








La pagina della Yash Raj Films dedicata al film.
La pagina della Dharma Productions dedicata al film.

20 aprile 2011

HAR DIL JO PYAR KAREGA



Har Dil Jo Pyaar Karega è una commedia dall’esuberanza oltraggiosa, autoironica fino all’inimmaginabile, comica e melodrammatica, un “one man show” truly bollywood piuttosto curioso. Salman Khan si appropria di tutto lo spazio a disposizione tirando fuori il suo meglio e il suo peggio allo stesso tempo.


TRAMA
Raj ( Salman Khan) salva una sconosciuta (Rani Mukherjee) e la porta in ospedale, mentre la assiste viene confuso da tutti i parenti con il misterioso fidanzato che la giovane era pronta a sposare in segreto. Raj vorrebbe chiarire l’equivoco ma quando scopre di essere capitato in mezzo a grossi milionari preferisce godere degli effetti benefici della situazione. La  tanto sognata carriera da pop star si avvicina ma Raj si innamora di Jhanvi (Preity Zinta) sorella adottiva della ragazza che tutti credono sua moglie, che succederà quando Pooja finalmente sarà guarita ed in grado di smascherare l’impostore?


Rani Mukherjee e Preity Zinta dividono lo schermo senza sgomitare, sono fresche e radiose, entrambe ugualmente irresistibili, il loro talento aggiunge raffinatezza anche ad alcune scene simpaticamente trash. La storia intera è poi però la Sagra dell’Implausibile. Tutto è permesso e Salman coglie la palla al balzo e decide di strafare finchè può, si abbandona in movimenti pelvici da rivolta ormonale, sfoggia un guardaroba da denuncia, si agita, si divincola, fa a pezzi più di una chitarra, canta, esegue coreografie con seduzioni di massa, cambia regolarmente tutto un campionario di canotte davanti alla macchina da presa sfoggiando un fisico invidiabile e ancora non troppo gonfio. Più tagliato per la commedia che per le romanticherie (come dimenticare il divertente di Main Pyaar Kyun Kya?) Sallu è un intrattenitore che non si risparmia e se c’è una cosa che ho imparato ad apprezzare in lui è proprio l’autoironia selvaggia, l’abitudine di eccedere clamorosamente senza mostrare il più pallido rimorso. Paresh Rawal e Shakti Kapoor affiancano il protagonista con due personaggi buffissimi e poi la sorpresa che non mi aspettavo : la comparsa improvvisa di Shahrukh Khan , un pericoloso agguato.
Non nego che tutto il film sia una lunga polpetta di difficile smaltimento gastrico eppure nell’insieme non è proprio da buttare. I bruschi risvolti della storia ( un po’ divertente e un po’ melò) risvegliano una certa nostalgia, il divertimento c’è, l’intrattenimento pure, nonostante la colonna sonora sia inascoltabile le immagini che accompagnano le canzoni sono così divertenti da farla dimenticare.
Da vedere per: Farsi qualche sana risata, gustarsi la disinvoltura di Salman Khan gladiatore di fronte a una trama impazzita, restare affascinati dalla coppia vincente delle due protagoniste, assistere ad una sfilata di moda di stranezze offlimits .

Il mio giudizio globale sul film : ** ½ 2,5 /5

Per le performance di Salman , Preity , Rani , Shakti Kapoor e Paresh Rawal sarebbe però **** 4/5
Voto al temerario costumista di Salman : ***** 5/5


Riassunto dell’abbigliamento di Sallu in HDJPK :

Ciclista rossi in microfibra e camicia bianca con fragoloni giganti
Camicia con girasoli sorridenti e pantaloni da gelataio
Canotta in lurex con fuseax seconda pelle effetto cielo stellato
Minitop bianco (modello da donna) con jeans inguinali
Fazzoletto hawaiano svolazzante a suggerire “sotto il pareo niente”
Canotta larga da rapper con ampia scollatura, jeans cuciti addosso e poi lavati ad alte temperature senza pietà
Maglietta di rete da pesca, dhoti lungo a pois, finti tatuaggi tribali e sandali neri con .. tacco
Polo arcobaleno e Doppio Calzoncino da palestra (troppo difficile spiegare come e dove si incastrano i due calzoncini)
Jeans bianchi con .. intarsi marini.. (?)
T –Shirt monomanica e pantalone nero con variazioni di vernice fresca..


ANNO : 2000

REGIA: Raj Kanwar

TRADUZIONE DEL TITOLO : Ogni cuore che ama

CAST:
Salman Khan ……………………… Raj
Rani Mukherjee ………………… Pooja
Preity Zinta …………………….. Jhanvi
Paresh Rawal ………… Goverdhan
Shakti Kapoor ………… il pazzo
Kamini Kaushal ………………… Biji
Satish Shah ………… Mahesh
Shahrukh Khan ………… Rahul (cameo)
Sana Saeed .................. figlia di Rahul (cameo)


COLONNA SONORA : Anu Malik

PLAYBACK SINGERS : Udit Narayan, Sonu Nigam, Alka Yagnik


QUALCOS’ALTRO:

Har dil jo pyaar karega è il titolo di una famosa canzone del film di Raj Kapoor Sangam, a cui rendono omaggio anche Salman e Shahrukh nel climax .

Salman , Rani e Preity hanno recitato insieme anche nel family drama Chori Chori Chupke Chupke , diretto da Abbas & Mustan. Shahrukh e Salman in Karan Arjun , Hum Tumhare Hain Sanam e Kuch Kuch Hota Hai.

Ai Filmfare Awards del 2008, Shahrukh Khan e Saif Ali Khan durante uno dei loro scherzi (indirizzato a Saawarya di S.L. Bhansali) hanno proposto una rivisitazione di “Piya Piya” e della danza con l’asciugamano di Rani Mukherjee e Preity Zinta.

Raj Kanwar è il regista che ha scritturato per primo un giovanissimo Shahrukh per il suo film Deewaana.

Kamini Kaushal che qui interpreta la nonna di Rani Mukherjee è in realtà una star degli Anni ’50 celebre per ruoli drammatici accanto a Dilip Kumar. La donna, dall’enorme talento e dal fascino non convenzionale, ha lasciato le scene all’apice della sua carriera per sposare il marito della sorella scomparsa, la sua vicenda biografica ricorda la trama di alcune pellicole cinematografiche come Nadya ke paar (1982) , Hum Aapke hai Kaun e Bewafaa (2005) .

La figlia di Shahrukh Khan nel film è Sana Saeed , la stessa bambina che aveva interpretato Anjali in Kuch Kuch Hota Hai

19 marzo 2011

NO ONE KILLED JESSICA

Dopo quasi tre anni dal suo meraviglioso esordio, Aamir, il regista Raj Kumar Gupta conferma il suo talento e torna con un altro buon film: il racconto di un fatto di cronaca realmente accaduto.

TRAMA

Delhi, mentre sta lavorando come barista ad un party, Jessica (Myra Karn) viene uccisa con un colpo di pistola da un giovane, Manish Bharadwaj (Mohammed Zeeshan Ayyub), a cui aveva rifiutato un drink. Nonostante alla festa partecipino più di trecento potenziali testimoni ed al momento dell'accaduto siano presenti gli amici di Manish e i colleghi di Jessica, ottenere che il colpevole paghi per il delitto commesso si  rivelerà più difficile di quanto l'apparenza farebbe supporre. Manish è infatti il figlio di un politico influente, senza scrupoli e senza morale.

RECENSIONI

The Times of India ****
Basato sull'omicidio della modella Jessica Lall avvenuto nel 1999 in un locale dei quartieri alti di Delhi, e sul desiderio di giustizia della sorella Sabrina Lall, il film mostra l'India contemporanea esattamente com'è. La vicenda è ben nota, però il regista Rajkumar Gupta (che aveva già dato prova del suo talento in Aamir) la gestisce in modo talmente emozionante da creare un nuovo interesse. No one killed Jessica, a differenza delle tipiche saghe di supereroi, non narra solo la lotta di due donne, ma quella di un intero Paese che si unisce a loro. Sono molte le insidie da affrontare quando si decide di realizzare una pellicola che si ispiri ad un fatto di cronaca. NOKJ poteva svilupparsi come un asettico documentario, invece il regista e gli attori infondono anima e corpo nel film, che si offre come un teso thriller. L'ottima sceneggiatura (Rajkumar Gupta), i dialoghi (nei quali è Delhi a prendere vita) e gli attori catturano l'attenzione. L'interpretazione di Rani Mukherjee è adrenalinica. Ma è Vidya Balan a rubare la scena. Il resto del cast è perfetto. La pellicola vanta inoltre un impeccabile primo tempo e un'audace colonna sonora (Amit Trivedi). NOKJ è un'esperienza memorabile.
Nikhat Kazmi, 06.01.11
La recensione integrale.

Hindustan Times ***
Vidya Balan è splendidamente naturale, però Rani Mukherjee sembra inadatta al ruolo. La location è New Delhi, una città che è nello stesso tempo urbana nell'aspetto e nelle infrastrutture, e feudalmente rurale nell'arrogante mentalità basata sullo sfoggio delle amicizie influenti. Può un film in un paio d'ore raccontare la verità su un fatto di cronaca? Forse no. Ma può rappresentarlo in modo avvincente. Ed è quello che fa il bravo regista e sceneggiatore Rajkumar Gupta. La narrazione è coinvolgente, la colonna sonora (Amit Trivedi) è edificante, la sceneggiatura ben tirata (si concede qualche scivolone solo verso la fine). Studiando No one killed Jessica con attenzione, si nota che la storia sembra più significativa sullo schermo che sulla carta. I fatti di cronaca nera narrati dai tabloid acquistano un'improvvisa rilevanza nazionale se illustrano i tempi in cui viviamo. L'effetto è terapeutico, le opinioni convergono. Il pubblico è insolitamente carico e vuole di più. E qui entra in scena il cinema. Questa è la terza pellicola basata sul caso di Jessica. La seconda è stata Halla Bol di Rajkumar Santoshi, seriosamente esagerata. E la prima è stata, ovviamente, quella andata in onda in diretta sui canali televisivi nazionali nel 2006, con Rang De Basanti come colonna sonora. NOKJ è importante per il modo in cui è stato realizzato, ed è un film da guardare.
Mayank Shekhar, 07.01.11
La recensione integrale.

Diana ***
Raj Kumar Gupta si muove dietro la cinepresa con serietà, onestà e pulizia trasformando una storia di cronaca  particolare in universale. Il caso di Jessica è reso esemplare senza che diventi stucchevole.
L'indignazione, la partecipazione, un comune senso di giustizia sono ancora possibili. Perlomeno in India.

Il bello:
- Rani Mukherjee nel bel ruolo della giornalista capace ed indipendente, Meera, è splendida. Perfetta.
- La Delhi dei titoli di testa.
- La performance misurata di Vidya Balan. La sua presenza è ormai una certezza, quasi una certificazione di qualità. Un vero talento.
- Per una volta si tratta di una storia vera. La voce dell'opinione pubblica si è davvero unita a quella dei mezzi di comunicazione per chiedere giustizia. Un fatto per niente scontato e molto toccante. Una storia da raccontare.

Il brutto:
- A differenza di quanto raccontato durante la promozione del film, No One Killed Jessica non è un thriller. Non si tratta di una pellicola che gioca sulla suspance. Grazie però ad una storia forte e alla regia pulita e capace del bravo Raj Kumar Gupta, il film convince fino in fondo.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Meera Gaity -  Rani Mukherjee
Sabrina Lall - Vidya Balan
Jessica Lall - Myra Karn
Vikram Jai Singh - Neil Bhoopalam
Pramod Bharadwaj - Shireesh Sharma
Manish Bharadwaj - Mohammed Zeeshan Ayyub
Mallika Sehgal - Bubbles Sabharwal
Sanjit Lall - Yogendra Tikku
June Lall - Geeta Sudan

Scritto e diretto da Raj Kumar Gupta

Musiche di Amit Trivedi (Udaan)

Coreografie di Ashley Lobo

Prodotto da Ronnie Screwvala

Distribuito da UTV

Anno 2011

CURIOSITA'

- Un altro film Hindi ispirato al caso di Jessica Lall è Halla Bol del 2008.

- C'è un collegamento ideale tra No One Killed Jessica e Rang de Basanti; per questo motivo nella pellicola di Raj Kumar Gupta sono mostrate alcuni fotogrammi di Rang de Basanti.

- Durante la promozione di No One Killed Jessica si sono diffuse le solite voci sulla presunta rivalità e i  supposti pessimi rapporti tra le due attrici protagoniste. Forse per smentire i maligni, come mossa pubblicitaria o, come preferiamo pensare noi, per il puro gusto della provocazione, durante un'intervista televisiva Rani ha baciato sulle labbra Vidya: grande Rani!
Ecco il video.

28 luglio 2010

Y U V A


Con Yuva Mani Ratnam regala un prodotto fresco e insolito, tiepidamente accolto da pubblico e critica alla sua distribuzione nel 2004, ma che, nel corso degli anni, ha raccolto sempre più consensi assurgendo allo status di film-culto. Yuva offre uno spaccato abbastanza interessante dei giovani indiani urbanizzati dei primi anni duemila attraverso la narrazione di tre storie che illustrano tipologie diverse di ragazzi: Lallan è rozzo, non istruito, violento, e la sua vita segue un percorso in caduta libera privo di redenzione; Michael è intelligente, idealista, altruista; Arjun è confuso e superficiale, ed è l'unico dei tre a subire una formazione ed un cambiamento.

Il soggetto è brillante e poco comune in una cinematografia come quella hindi innamorata della giovinezza, giovinezza che però viene quasi sempre rappresentata in modo irrealistico e stereotipato. La sceneggiatura è di buon livello, soprattutto nel primo, splendido episodio. I dialoghi di Anurag Kashyap sono stringati e sinceri. I personaggi sono definiti con cura, compresi quelli minori. Spicca Lallan, un ruolo davvero da urlo, sanguigno, carnale, così diverso dai soliti personaggi di cartapesta che infestano il cinema hindi. Spicca la singolarità dei ruoli femminili, indipendenti e forti. Da menzionare anche la figura del politico corrotto, quasi simpatico, persino paterno. La narrazione è sostenuta e coinvolgente, con colpi di scena piuttosto plausibili. Alcuni episodi ricordano la retorica sovietica, diluita però in salsa indiana. La politicizzazione studentesca non è trattata in modo pedante, ed è vista più come una manifestazione positiva di esuberanza giovanile che come un fenomeno sociale. Ma il messaggio arriva forte e chiaro. Le sequenze d'azione, invece, sembrano mutuate dai film estremo-orientali.

Da un punto di vista tecnico si apprezzano le ottime inquadrature, una regia decisa, la fotografia, il montaggio. E il fatto che ciascuna delle tre storie sia realizzata seguendo uno stile diverso, rappresentativo del personaggio. La colonna sonora di Rahman lascia un po' spiazzati: diversa dalla maggior parte degli altri lavori del maestro, è più elettronica, meno drammatica. Singolare quanto il soggetto di Yuva, con una delle rare (e convincenti) tracce ballabili composte da Rahman, Fanaa. Da citare la splendida interpretazione vocale di Sunitha Sarathy in Anjaana Anjaani.

Quanto al cast, Abhishek Bachchan lascia senza parole, regalando la migliore interpretazione della sua carriera. Vale la pena vedere Yuva anche solo per godersi la sua strabiliante performance che riesce ad oscurare persino due attori di razza come Rani Mukherjee e Vijay Raaz. Ajay Devgan è appassionato, Vivek Oberoi volonteroso. Rani non delude mai. Esha Deol osa un po' di espressività. Kareena Kapoor, qui in versione pre-size zero, è piacevolissima e frizzante. Sonu Sood, Vijay Raaz, Saurabh Shukla e Om Puri sono impeccabili. Un cast d'insieme davvero azzeccato.

TRAMA

Yuva è ambientato a Kolkata. Un ragazzo in motocicletta, Michael (Ajay Devgan), dopo aver offerto un breve passaggio ad Arjun (Vivek Oberoi), viene colpito da tre pallottole sparate da Lallan (Abhishek Bachchan). Da questo episodio si dipanano le tre storie narrate da Yuva. Lallan, appena uscito di galera, recupera la moglie Shashi (Rani Mukherjee) ma non vuole saperne di mettere la testa a posto. Michael è il capo riconosciuto del movimento studentesco universitario. Arjun sogna gli Stati Uniti, sino a quando non incontra Meera (Kareena Kapoor).

RECENSIONI

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: la potente e feroce interpretazione di Abhishek Bachchan (*****). Lallan è ciclopico.
Punto debole: le storie di Michael e di Arjun sembrano meno graffianti ed emotive rispetto a quella di Lallan.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Abhishek Bachchan - Lallan Singh
* Ajay Devgan - Michael Mukherjee
* Vivek Oberoi (Company) - Arjun Balachandran
* Rani Mukherjee - Shashi, la moglie di Lallan
* Kareena Kapoor - Meera, la fidanzata di Arjun
* Esha Deol (Darling) - Radhika, la fidanzata di Michael
* Vijay Raaz (Barah Aana) - l'amico di Lallan
* Sonu Sood (Jodhaa Akbar) - Gopal Singh, il fratello di Lallan
* Om Puri - Prosenjit Bhattacharya, il politico
* Saurabh Shukla (Luck by chance) - il medico

Sceneggiatura, co-produzione e regia: Mani Ratnam
Dialoghi: Anurag Kashyap
Colonna sonora: A. R. Rahman. Segnaliamo il ritmato Dol Dol, il coinvolgente Dhakka Laga Bykka, e i già citati Fanaa e Anjaana Anjaani (titolo alternativo Khuda Hafiz).
Coreografia: Brinda (Raavan)
Fotografia: Ravi K. Chandran (Black)
Montaggio: Sreekar Prasad (Kaminey)
Traduzione del titolo: i giovani.
Anno: 2004
Awards (selezione):
* Filmfare awards: miglior attore non protagonista Abhishek Bachchan, miglior attrice non protagonista Rani Mukherjee, miglior film per la critica, miglior sceneggiatura.
* IIFA awards: miglior attore non protagonista Abhishek Bachchan.
* Screen awards: miglior attore non protagonista Abhishek Bachchan, miglior attrice non protagonista Rani Mukherjee.

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 17.05.04, Rediff: intervista ad Abhishek Bachchan, prima e seconda parte
* 19.05.04, Bollywood Hungama: intervista a Vivek Oberoi
* 20.05.04, Rediff: intervista a Mani Ratnam

CURIOSITA'

* Yuva è stato realizzato simultaneamente anche in tamil, col titolo Ayutha Ezhuthu. R. Madhavan ricopre il ruolo parallelo a quello di Abhishek Bachchan e Surya quello di Ajay Devgan. Esha Deol interpreta entrambe le versioni. Per la prima volta Ratnam si cimenta con un doppio film: in precedenza le sue pellicole erano state solo doppiate in lingue diverse.
* Pare che Yuva sia stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, ma nel sito ufficiale del festival non abbiamo trovato tracce. Aggiornamento del 24.11.10: la pellicola è stata proiettata al Tongues on Fire London Asian Film Festival 2010.
* Vivek Oberoi, durante la funambolica sequenza d'azione con Abhishek e Ajay in mezzo al traffico, è incorso in un incidente piuttosto serio che gli ha causato una grave frattura: uno stunt-man è scivolato con la moto investendo l'attore. Ricoverato in ospedale con ancora il sangue finto sul volto, Vivek si è divertito un mondo a prendersi gioco dei medici simulando un trauma cranico...
* Sembra che il nome di Anurag Kashyap sia stato suggerito a Mani Ratnam da Ram Gopal Varma.
* Riferimenti a Bollywood: Sushmita Sen. Menzionato anche il noto regista bengali di film d'autore Satyajit Ray.
* Riferimenti all'Italia: Vivek Oberoi pronuncia la parola cappuccino.
* Testi in italiano dedicati a Yuva: recensione pubblicata dal sito Asian Feast.
* Film che trattano il tema della politica nelle università: Gulaal, Haasil, Kaalbela (in lingua bengali).

GOSSIP & VELENI

* Vivek Oberoi e Abhishek Bachchan in una scena di Yuva se le suonano di santa ragione. Ricordiamo che Abhishek è il marito di Aishwarya Rai e che Vivek Oberoi è uno dei suoi ex-fidanzati...

07 ottobre 2009

DIL BOLE HADIPPA!


Una costante partita a dama (o criket, giusto per restare in tema) tra i suoi punti forti e gli elementi che sembrano inseriti apposta per stritolarlo, una competizione all'ultimo sangue che si conclude con un mezzo sorriso. Forse è merito degli occhi verdi di Rani o dei pantaloni attillati di Shahid se da un totale disastro riesco pure a divertirmi e vedere positivo.
Potenzialmente interessante ma perso in un brodino d'incertezza, Dil Bole Hadippa è soprattuto un'occasione mancata.

TRAMA
Veera sogna di giocare a criket e le sue abilità la rendono più forte dei suoi coetanei di sesso opposto ma nessuno la prende sul serio. Nel frattempo la squadra locale è in preda a una frustrazione storica dovuta a diciannove anni di sconfitte consecutive dalle quali sembra non essere destinata ad uscire. Travestita da uomo, Veera si spaccia per Veer Pratap Singh e conquista l'attenzione del nuovo capitano oltre che un posto in prima linea nella squadra. Per quanto durerà l'inganno?


Rani è bella come non mai e così giovane da sembrare la sorella minore di Shahid. Dil Bole Hadippa la rimette in carreggiata proponendo l'energia giocosa che l'aveva contraddistinta in Bunty aur Babli e le ridona una nuova adolescenza. Ma non è il suo film e la situazione le sfugge di mano.
C'è troppa insicurezza nell'approcciare la telecamera in veste di Veer piuttosto che di Veera, poca cura nella caratterizzazione del suo doppio ruolo, troppa stanchezza e tensione che si accumulano fino a raggiungere gli spettatori.
Rani non si è accorta che sta portando avanti la sua carriera al contrario? Prima una serie di titoli meravigliosi e adesso torna a fare la gavetta. Ammirevole il suo coraggio, ma è il momento di diventare più esigenti nella scelta delle pellicole da interpretare, pensando solo a ruoli adatti a valorizzare il suo talento.
Sarebbe bastato poco per rendere più credibile il suo alter-ego maschile, magari un look più naturale, dei movimenti più disinvolti, una migliore modulazione della voce, o più semplicemente...evitare di apparire in campo con la French manicure.
Di chi è colpa? Dei costumisti? Degli sceneggiatori? Del regista? Io non voglio credere che Rani non abbia saputo fare di meglio, devo trovare per forza qualcun altro a cui scaricare la responsabilità.

Shahid Kapoor, capitolo a parte.
Se qualcuno non si fosse ancora accorto del potenziale di questo ragazzo, anche solo basandosi sulle sue ultime uscite, potrà farsi un'idea della direzione in cui sta andando e della velocità con cui corre dritto alla meta. Shahid in questo film ha un personaggio finto, inutile, pure un po' maschilista e di sicuro troppo antipatico. Il copione gli ordina di camminare un metro da terra e aprezzare la sua corteggiatrice in bikini (Sherlyn Chopra, su lei no comment). Quando va bene è solo snob, quando va male è addirittura offensivo. Merito suo e di nessun altro se è riuscito a farsi amare nonostante la cospirazione portata avanti nei suoi confronti.

La storia inizia scatenando un certo entusiasmo ma scivola via mano a mano che si avvicina la partita finale. Troppo radicale la sovrapposizione tra gli elementi positivi abbinati alla vita di villaggio indiana contrapposti allo spauracchio della tremenda perdizione in cui naufragano gli emigrati a Londra. Non sono esami a chi si aggiudica il voto più alto in condotta. O no?
Nel tentativo di scindere lo schieramento dei buoni da quello dei cattivi, c'è il rischio che tutti i personaggi finiscano per diventare antipatici.


Il mio giudizio sul film : ** 2,5 / 5

Pollice in alto solo per :

- L'intrattenimento di base. Il film non prende il volo ma può essere un buon passatempo

- La frizzante colonna sonora capitanata dal divertente brano “Hadippa”

- Le picturizations delle canzoni. Tutte da 10 e lode. Le immagini più divertenti in “Bangra Bistar”, mentre Rani è costretta a cimentarsi in un ballo maschile corteggiando Rakhee Sawant

- Una buona sintonia tra Shahid e Rani. Sarà il caso di testarla nuovamente....

- La bellezza del paesaggio agricolo e i suoi mille colori celebrati in riprese meravigliose

- La scena degli equivoci nello spogliatoio, assurda ma piuttosto divertente.


ANNO: 2009

TRADUZIONE DEL TITOLO: Il cuore dice Hadippa!! (evviva!!)

REGIA: Anurag Singh

CAST:

- Rani Mukherjee …............ Veera / Veer
- Shahid Kapoor................Rohan
- Anupam Kher..................Vikram
- Poonam Dhillon...............Yamini
- Rakhee Sawant................Shanno
- Sherilyn Chopra..............Sonya


COLONNA SONORA : Pritam

PLAYBACK SINGERS: Shreya Goshal, Sonu Nigam, Sunidhi Chahuan, Alisha Chinoy, Mika Singh

COREOGRAFIE: Vaibhavi Merchant


RECENSIONI:

- Bollywood Hungama ** 2/5


- The Times of India *** 3,5/5
Il cuore di 'Dil Bole Hadippa!' è certamente al posto giusto, ma la pellicola non riesce a sedurre il pubblico: non è un'accattivante commedia romantica nè un vero film sportivo. DBH fallisce nel costruire la tensione drammatica che troviamo nel climax di 'Lagaan'. Peggio: le canzoni - poco allettanti - interrompono il flusso narrativo. Comunque la pellicola ha i suoi buoni momenti, ed anche gli attori fanno del loro meglio. DBH è stato concepito come veicolo di ritorno sullo schermo per Rani Mukherjee, e il film le offre ampie opportunità di mostrare le sue doti: commedia, dramma, danze... Rani fa tutto, e recita con lo stesso abbandono che l'ha resa cara a milioni di spettatori. Ma a volte sembra troppo ansiosa di impressionare favorevolmente il pubblico. Kapoor è sobrio ed efficace. Avijit Ghosh, 18.09.09
( testo originale)


- Hindustan Times * 1,5 /5
Completamente priva di contesto, la pellicola perde terreno imbonimento dopo imbonimento: la bonomia indo-pachistana, l'idea di un'indianità superiore alla cultura occidentale, la retorica del potere alle donne, il delirio per il cricket, le aspirazioni di provincia. Sedetevi e stupitevi. DBH è stato interamente concepito attorno all'attrice protagonista. Lei è dignitosa, come sempre, ma cos'è questo film? Mayank Shekhar, 19.09.09
( testo originale )

SITO UFFICIALE DEL FILM Clicca QUI.


QUALCOS'ALTRO:

- Veer Pratap Singh è il nome del protagonista di Veer Zaara, interpretato da Shahrukh Khan.

- Poonam Dhillon, vanitosa heroine degli anni '80, è nel film la madre di Shahid Kapoor

- La canzone suonata dalla banda che accoglie Rohan all'aeroporto è “Papa Kehte hain” dal film Qayamat se Qayamat tak. Vengono citati anche Dilwale Dulhania le jayenge e Hum aapke hain kaun, inoltre, Rakhee Sawant si esibisce imitando Aishwarya in Dhoom 2 e in Bunty aur Babli

28 luglio 2009

MUJHSE DOSTI KAROGE! (VOGLIAMO ESSERE AMICI?)



Primo esperimento alla regia per Kunal Kohli, (Hum Tum , Thoda Pyaar Thoda Magic, ma soprattutto.. Fanaa) un cast di sole superstar (Rani Mukherjee, Hritikh Roshan e Kareena Kapoor) e nostalgici echi al bellissimo Aah di Raja Nawathe, (tra l’altro citato nel film). Ma non basta. Mujhse Dosti Karoge resta un film estremamente superficiale e prevedibile che fallisce nel tentativo di far rivivere in grande tutti gli ingredienti della più classica produzione bollywoodiana.


TRAMA

Il giorno in cui Raj (Hrithik Roshan) si trasferisce in Inghilterra con la sua famiglia promette a Tina (Kareena Kapoor), l’amica del cuore, di continuare a scriverle fino a quando non potranno rivedersi. Ma Tina è troppo vanitosa e sbadata per preoccuparsi di rispondergli, così Pooja, (Rani Mukherjee) l’amica bruttina e impacciata, inizia ad inviare email spacciandosi per lei. Gli anni passano, Raj cresce e decide di tornare a casa per rincontrare la sua Tina, con la quale crede di essere rimasto in contatto, quando la vede resta incantato dalla sua bellezza ma non riesce a ritrovare in lei la persona che gli aveva fatto compagnia durante gli anni passati all'estero.


Famiglia + Amicizia + Amore quì non sono un'unione vincente. Pur facendo riferimento a sentimenti e situazioni che sono alla portata di tutti il film non crea né empatia né partecipazione alle vicende dei personaggi. Qualche canzone carina ogni tanto e qualche emozione giusta ogni tanto. E in mezzo un vuoto assoluto. Kareena Kapoor è obbligata a ripresentare uno dei suoi personaggi “alla Poo” (Ispirati cioè al suo celebre e inimitabile ruolo nel blockbuster Kabhi Kushi Kabhie Gham) e finisce per diventare una fotocopia sbiadita di se stessa.  Rani Mukherjee, a sorpresa, riesce ad avere un’ottima chimica con Hritikh Roshan,  la sua performance risulta brillante anche in un film che è solo mediocre.

Il mio giudizio sul film ** 2/5
Noiosa la storia, scontato il finale, orribile la parte di Uday Chopra.
Si salvano alcune scene tra Hrithik e Rani e il formidabile Medley con spezzoni di famose colonne sonore del passato, della durata di dodici minuti!!!

Tutte le citazioni:

“Mere dil mein” (Daag 1973)
“Na Maango sona Chandi” / “Jhoot bole kauva kaate” (Bobby)
“Le jayenge, le jayenge” (Chor machaye shor)
“Yeh Galiyaan yeh chaubara” (Prem Rog)
“Bachna ae Haseeno” (Hum Kisise Kum Nahin)
“Aap Yahaan aye” (Kal aaj aur kal)
“Main nikhla gadi lekhe” (Gadar)
“Chup Chup” (Badi Bahen)
“Raja ki aayengi baarat” (Aah)
“Aaj Kal tere mere pyaar” (Brahamachari)
“Pardesiya” (Mr. Natwarlal)
“Ure jab jab zulfen teri” (Naya Daur)
“Kaho naa pyaar hai” (Kaho naa pyaar hai)
“Ajeeb Dastaan Hai” (Dil apna aur preet parai)
“Zindagi ek safar hai suhana” (Andaaz 1971)
“Kuch Kuch Hota Hai” (Kuch Kuch Hota Hai)
“Mehndi Laga Ke rakhna” (Dilwale Dulhania Le jayenge)



ANNO: 2002


REGIA: Kunal Kohli
clicca qui per dare un'occhiata al suo sito web

TRADUZIONE DEL TITOLO: Vogliamo essere amici?


CAST:

- Rani Mukherjee.....Pooja
- Hrithik Roshan.....Raj
- Kareena Kapoor.....Tina
- Uday Chopra....... Rohan
- Satish Sha........ Mr Sahani
- Smita Jaykhar..... Ms Khanna


COLONNA SONORA: Rahul Sharma


PLAYBACK SINGERS: Lata Mangeshkar, Asha Bhosle, Sonu Nigam, Udit Narayan, Alisha Chinoy


QUALCOS’ALTRO:

- Alcune scene del film sono state girate a Londra e in Svizzera

- Mujhse dosti Karoge andrà in onda in prima serata su Raiuno sabato 1 agosto, il titolo sarà proprio Vogliamo essere amici. Non è difficile prevedere che la parte migliore del film, cioè il lungo e articolato Medley, non sarà sicuramente risparmiato dai tagli della Rai.

- Troviamo un altro simpatico Medley di classici anche nel film Lamhe con Anil Kapoor e Sridevi, sempre prodotto dalla Yash Raj.

23 luglio 2009

LAAGA CHUNARI MEIN DAAG (LA VERITA' NEGLI OCCHI)



Grandi nomi e grandi aspettative. Estrema fiducia in una storia potenzialmente adatta a far parlare di sé e una protagonista di tutto rispetto (Rani Mukherjee) contornata da preziose star di eri e di oggi, come la divina Jaya Bhaduri, la sempre affascinante Hema Malini, la motivatissima Konkona Sen Sharma e il dolce e sexy Abhishek Bachchan.
I presupposti ci sono, le fondamenta purtroppo no.
Laaga Chunari mein daag si sgretola nonostante tutto, ed è un peccato.


TRAMA
Sognando di risollevare la sua famiglia dai debiti, Badki (Rani Mukherjee) si trasferisce a Mumbai per cercare lavoro ma finisce per diventare una squillo di lusso che concede appuntamenti solo negli alberghi più esclusivi della città. Quando la sorella (Konkona Sen Sharma) termina gli studi e decide di trasferirsi da lei diventerà sempre più difficile mantenere segreta la sua doppia identità.


Antiquato nella narrazione, regressivo nel tema
Mi costa ammetterlo ma anche Rani appare spenta e al di sotto delle sue capacità. Stranamente stanca e poco convinta del ruolo, non riesce a smuoverlo e se lo trascina addosso.
In compenso Jaya Bhaduri, la cui presenza si avverte in un raggio di chilometri, riesce ad infondere le giuste vibrazioni e arriva a creare l’illusione che in alcuni momenti Laaga Chunari mein daag sia davvero un gran film. C’è una scena in cui la sua bravura mi fa impallidire : Jaya sta rovistando con ansia nei cassetti cercando del denaro messo da parte o forse solo le ultime cose da rivendere, le sue mani toccano ogni oggetto per poi riposarlo, senza senso, è del tutto distratta dalla disperazione. In questo momento le telefona la figlia da Mumbai chiedendole consigli sulla strada da prendere… lei parla senza ascoltarsi e con le mani continua a cercare, non si rende nemmeno conto di ciò che sta dicendo .

Abhishek e Rani , che in passato avevano mostrato un’ottima intesa sullo schermo (Yuva, Bunty aur Babli, Kabhi Alvida Naa Kehna), questa volta restano divisi da un muro e sembrano non vedersi. Stonata e male inserita la canzone "Zara gungunalein chalo" dalle immagini pastello sullo sfondo di Lucerna, così come il fastoso ricevimento finale, che sembra messo lì per far passare un po’ di tempo e riempire lo spazio. Più interessante è invece la picturisation del brano che da il titolo al film, bellissimi i primi piani del volto acqua e sapone di Rani; la telecamera la insegue e la spia, la musica si interrompe ripetutamente per inserire le immagini della sua trasformazione da Badki in Natasha.


il mio giudizio sul film ** 2/5
Ridondante, artificiale, noioso e freddo. Odioso il continuo paragone tra le due sorelle, la maggiore che non possiede un’istruzione e non può nutrire ambizioni ma vuole permettere alla più piccola di avere una vita facile e di tutto rispetto. Si avverte già dalle prime inquadrature, il film manca di spirito e ripropone schemi impolverati.


ANNO: 2007

REGIA: Pradeep Sarkar

TRADUZIONE DEL TITOLO: Il mio velo si è macchiato


CAST:

- Rani Mukherjee......... Badki / Natasha
- Jaya Bhaduri........... Shabitri
- Konkona Sen Sharma..... Chutki
- Abhishek Bachchan...... Rohan
- Kunal Kapoor........... Vivaan
- Anupam Kher............ Shivshankar
- Hema Malini............ la danzatrice
- Tarana Raja............ Sophia


COLONNA SONORA:

PLAYBACK SINGERS: Sunhidi Chauhan, Shreya Ghoshal, K.K., Mahalaxmi Iyer, Shubha Mugdal, Sonu Nigam, Rekha Bardwaj

SITO UFFICIALE DEL FILM. clicca qui.


RECENSIONI:

- INDIA TIMES ** 2/5
(testo originale)

- BOLLYWOOD HUNGAMA * 1,5 /5
(testo originale)

- NEW YORK TIMES
recensione positiva, giudizio dei lettori *** 3,5/5
(testo originale)



QUALCOS' ALTRO:

- Laaga Chunari Mein Daag è stato doppiato in italiano e, come già prevedo, stagliuzzato, per essere mandato in onda su Raiuno sabato 25 luglio in prima serata, terzo appuntamento del ciclo Amori con...turbanti. Il titolo sarà La verità negli occhi.

- Al botteghino il film è stato schiacciato dalla competizione con il nuovo di Pryadarshan Bhool Bhulaiyaa

- Inizialmente i personaggi di Rohan e di Chutki furono proposti a Saif Ali Khan e Vidya Balan, dopo il loro rifiuto la scelta è caduta su Abhishek e Konokona Sen Sharma.

- Strano ma vero, il bellissimo Parineeta (2005) è stato diretto dallo stesso regista: Pradeep Sarkar.

- Abhishek nella realtà è il figlio di Jaya (Bhaduri) Bachchan ma nel film non hanno nessun legame di parentela. Forse al regista è sfuggito un dettaglio: Sono troppo somiglianti!! Hanno lo stesso naso, gli stessi occhi... chi potrebbe farli passare per estranei?

03 giugno 2009

KABHI ALVIDA NAA KEHNA (NON DIRE MAI ADDIO)


Lo devo ammettere, sarò spaventosamente di parte. Non farei uscire una parola negativa nemmeno sotto minaccia.
Non solo perché mi ritrovo avvolta dalla mia costante carenza di obiettività ( in fondo chi può esserlo di fronte al proprio film preferito?) ma anche perché non è difficile tirare fuori valanghe di meriti avendo questo titolo tra le mani.

E’ il più sofisticato tra i film di Karan Johar, regista da record, figlio della radiosa nuova generazione bollywoodiana che ha già alle spalle clamorosi blockbuster e un pubblico delirante di seguaci sparso per il mondo intero.
Ripeto casomai fosse sfuggito a qualcuno: per il mondo intero!! Il film mira ad essere universalmente appetibile. Lo prescriverei come cura nei casi di pregiudizio latente nei confronti della cinematografia indiana, considerata ancora , da una vasta schiera di ignoranti, un’industria di serie B e destinata solo al veloce consumo nazionale. Vogliamo svegliarci una buona volta?

Kabhi Alvida Naa Kehna è un progetto ambizioso, dal budget illimitato e dal cast stellare, riunisce attori da paura e regala a ciascuno dei suoi grandi interpreti un personaggio accuratamente studiato.
Mantenendo le giuste dosi di ragione e sentimento, il film è impeccabile nella forma e al tempo stesso strabordante d’emozione. I fragili equilibri tra i rapporti umani perdono ogni contatto con la quotidianità per trasformarsi in uno spettacolo seducente ma non meno toccante, efficace e reale.


TRAMA
Dev e Maya sono insoddisfatti della loro vita di coppia e si confrontano per cercare di migliorare l’intesa con i rispettivi partner; col passare del tempo si accorgono che sta nascendo un legame nuovo che li coglie impreparati e che forse era stato già deciso dal destino. (La trama è semplice, ma garantisco, tutto il resto no)


La bellezza esteriore non è mai freddo estetismo piuttosto una costante ricerca del film perfetto, intoccabile, capace di incantare con sequenze meravigliose sfruttando mezzi all’avanguardia saziando gli occhi , appagando i sensi, raccontando una storia.
L’eccezionale fotografia mostra una New York di un fascino mai visto, nota è la cura maniacale di Karan per il raggiungimento della bellezza assoluta dell’immagine, dalla location alla luce; colori che devono sorprendere, rilassare, scioccare, attrarre magicamente la telecamera e accompagnare gli stati d’animo dei personaggi. Dai suoi interpreti richiede ovviamente l’eccellenza e presuppongo che per soddisfare i suoi ideali arriverà a strizzarli come limoni.
Karan vuole il meglio e sa come, e da chi, ottenerlo.

Dev Saran è il mio personaggio preferito nell'abbondante filmografia di Shahrukh Khan. E’ così intenso, così reale, così velenoso. Non un uomo dei sogni ma una persona vera piena di difetti, di rancore, di desideri non realizzati, di passioni represse che lo corrodono e lo rendono aggressivo. Le sue battute sono taglienti, la sua emotività disarmante, la sua tenerezza angelica. Il sex appeal? Lasciamo perdere; è capace di farmi sentire subito bene se mi sento male, o subito male, se al contrario mi sento bene.

La sceneggiatura, moderna, intensa. I dialoghi non concedono spazio alla noia.
Ognuno dei personaggi possiede un registro proprio, Dev è cinico ma anche stuzzicante, sempre provocatore nelle affermazioni. Rhea è realista e diplomatica, sa come utilizzare il linguaggio per mantenersi vaga o per colpire l’orgoglio. Maya è misurata, perfettina, anche nelle sue parole svela il suo perpetuo trattenersi. Che dire poi delle perle di saggezza che sono state scritte per Sam/Amitabh Bachchan? Il dialogo con Maya in ospedale è da respiro interrotto. Casomai dovesse squillarmi il telefono durante questa sequenza potrei tranquillamente spappolarlo contro un muro.


TIME STOPPING SCENES:

-Il mix di immagini nella canzone “Where’s the party tonight?”, la materializzazione del tradimento tra Dev e Maya si intervalla ai festeggiamenti della moglie Rhea e del marito Rishi, contenti di aver raggiunto i proprio obiettivi e sicuri dell’amore dei rispettivi partner.

- La cena a cui partecipano tutti i protagonisti, letteralmente incendiata dalle battute al vetriolo tra Dev (Shahrukh Khan) e Sam (Amitabh Bachchan). Uno scontro tra titani.

- Le scene di gelosia a teatro e le rispettive provocazioni; il gioco scorretto e gli sguardi che si intrecciano. Nessuna sillaba viene pronunciata, sarebbe stata superflua.


QUALCOS’ALTRO:

La protagonista inizialmente scelta per il ruolo di Maya era Kajol, che poi rifiutò consegnando questa meraviglia di film nelle mani di Rani Mukherjee. L’attrice compare in un breve cameo all’interno della canzone “Rock ‘n Roll Sonye”
Fin dal suo primo film Karan ha voluto assicurarsi che tutti i suoi attori indossassero sempre abiti all’ultimo grido, dalle grandi firme ai voluttuosi e scintillanti embroided saree. Il buon gusto e la cura per i dettagli sono una sua prerogativa. Eleganza + Eccentricità è un binomio possibile, guardate uno dei suoi lavori e ve ne renderete conto.


ANNO : 2006
REGIA : Karan Johar
TRADUZIONE DEL TITOLO: Mai dirsi addio
CAST:

- Shahrukh Khan.................... Dev Saran

- Rani Mukherjee....................Maya

- Amitabh Bachchan.................Sam Talwar

- Abhishek Bachchan................Rishi

- Preity Zinta.........................Rhea

- Kirron Kher..........................Kamaljit

- Arjun Rampal.........................Jai

Special Guests : Kajol e John Abraham


La COLONNA SONORA , firmata Shankar- Ehsaan- Loy è sicuramente meno coinvolgente delle loro precedenti collaborazioni (Kal Ho Naa Ho, Bunty aur Bably) ma tutto sommato basta così, non avrei nemmeno voluto in questo film canzoni troppo piacevoli e orecchiabili. Le song picturizations spaziano dall’incanto della natura alla frenesia della metropoli, dove si alternano bizzarre feste private di ricchi NRI, disco parties, sensualità che trabocca, attualità e un pizzico di fatalismo

PLAYBACK SINGERS: Sonu Nigam, Alka Yagnik, Shankar Mahadevan (Shankar), Loy Mendonsa (Loy), Shaan, Shafqat Amanat Ali, Vasundara Dhas.


RECENSIONI:
Bollywood Hungama (testo originale)
BBC Bollywood (testo originale)
The Times of India (testo originale)
New York Times (testo originale)


Il mio giudizio sul film: ***** 5/5
Se vi piacerà vi innamorerete irreversibilmente del cinema indiano.
Per coloro che sostengono che sia eccessivamente lungo (3h09’) melodrammatico, pesante, patinato, ho in serbo un unico commento: non ve lo meritate!!

05 maggio 2009

LOC KARGIL



Non ricordo un film di guerra che mi sia piaciuto. E 'LOC Kargil' non fa eccezione.
La pellicola, una delle più lunghe (e più costose) nella storia del cinema indiano, dura ben 4 ore. Durante le quali non succede nulla. La trama si ispira ad un conflitto - purtroppo - reale, e ne segue fedelmente - purtroppo - la cronaca. La sceneggiatura è ripetitiva e tediosa.

Ma è la parzialità nel rappresentare il nemico a disturbare di più.
I soldati indiani nel film hanno volti, parole, gesti. Madri, mogli, fidanzate, figli. Sono tutti eroici ('Vittoria o martirio' il loro motto). Offrono impavidi il petto ai proiettili dell'invasore. Si immolano per salvare i compagni, eccetera eccetera.
I soldati pachistani, al contrario, non hanno volto. Nè madri, mogli o figli. Nascono spontaneamente dal fertile suolo della Terra dei Puri come muschio e funghi sulle cortecce degli alberi. L'appellativo con cui vengono più educatamente apostrofati è 'cani' o 'bastardi'. Tralascio quelli più pesanti. Sono tutti codardi e indegni di vivere.
Solo al termine del film Sanjay Dutt recita una battuta FINALMENTE umana alla volta del nemico. E per fortuna l'ordine è di seppellire le vittime pachistane invece di abbandonarle sul campo come animali.

Il nutrito grappolo di attori si impegna, ma il cast è talmente affollato che, alla fine, nessun personaggio ha abbastanza tempo a sua disposizione per impressionare lo spettatore. Inoltre si fatica a ricordare chi è chi e a capire chi fa cosa. Mi pare che l'unico a spiccare sia Ajay Devgan.
Il cast femminile è del tutto sprecato: la presenza delle attrici è talmente inutile, ridicola, solo decorativa, che definirla 'cameo' è esagerato.

TRAMA (ci provo)

Soldati ovunque. Marciano, sparano, muoiono. L'azione si svolge in una gelida landa desertica. Molte giovani vite recise di netto per conquistare un'inutile pietraia che io non vorrei nemmeno regalata.
Meglio un sanguinolento, onesto horror. Almeno si muore per un motivo plausibile.

RECENSIONI

Bollywood Hungama: ****
'LOC Kargil' è probabilmente il più vivido e viscerale film indiano di guerra. I personaggi sono uomini vulnerabili e veri, forzati a diventare vittime o eroi o entrambi. La pellicola funziona soprattutto perchè mostra la dura realtà senza nascondere nulla. Ed è arricchita da dialoghi taglienti (O.P. Dutta), da una meravigliosa fotografia (Karim Khatri), da sequenze di battaglia ben costruite (Bhiku Verma) e da un efficace commento musicale (Aadesh Shrivastava). Il regista J.P. Dutta è brillante, ed è uno dei migliori sceneggiatori dei nostri tempi. Quanto al cast, le interpretazioni che spiccano sono quelle offerte da Ajay Devgan, Saif Ali Khan, Abhishek Bachchan e Manoj Bajpai. Ajay entra nella pelle del suo personaggio e regala una performance che può assicurargli solo elogi. Saif migliora di film in film, e riesce ad emergere malgrado il cast importante. Abhishek è estremamente piacevole e la sua interpretazione è fra le migliori della sua carriera. Manoj Bajpai è controllato e il cameratismo che condivide con Ashutosh Rana è fantastico. Il ruolo di Sanjay Dutt è poco consistente. Suniel Shetty è relegato nelle retrovie. Akshaye Khanna è bravo. Nel cast femminile, è Kareena Kapoor ad emergere, seguita da Esha Deol.'
Taran Adarsh, 25.12.03

Cinema Hindi: *
Punto di forza: (non so, dormivo)
Punto debole: troppi, ma spicca su tutti la parzialità

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sanjay Dutt ('Munna Bhai') - Lt. Col. Jyoshi
* Ajay Devgan ('Company') - Lt. Manoj Pandey
* Saif Ali Khan ('Omkara') - Capt. Anuj Nayyar
* Suniel Shetty ('Hera Pheri') - Sanjay Kumar
* Sanjay Kapoor ('Luck By Chance') - Maj. Deepak Rampal
* Abhishek Bachchan ('Dostana') - Lt. Vikram Batra
* Nagarjuna ('Shiva') - Maj. Padmapani Acharya
* Akshaye Khanna ('Dil Chahta Hai') - Lt. Balwan Singh
* Manoj Bajpai ('Satya') - Yogender Singh Yadav
* Rani Mukherjee ('Black') - fidanzata di Manoj Pandey
* Kareena Kapoor ('Jab We Met') - fidanzata di Anuj Nayyar
* Raveena Tandon ('Satta') - moglie di Deepak Rampal
* Mahima Chaudhry ('Lajja') - moglie di Yogender Singh Yadav
* Esha Deol ('Darling') - fidanzata di Vikram Batra
* Isha Koppikar ('Don') - fidanzata di Sanjay Kumar
* Divya Dutta ('Delhi-6') - (la moglie di non ricordo più chi)

Regia, sceneggiatura, montaggio e produzione: J.P. Dutta ('Umrao Jaan')

Colonna sonora: Anu Malik ('Main Hoon Na'). Il brano 'Main Kahin Bhi Rahoon' dura ben 13 minuti

Anno: 2003

CURIOSITA'

* Il conflitto di Kargil è esploso nel Maggio-Luglio 1999 fra Indiani e Pachistani nel distretto di Kargil in Kashmir. La causa scatenante fu l'infiltrazione in territorio indiano di Pachistani e terroristi Kashmiri, che si spinsero oltre la linea di controllo (Line Of Control) designata come confine fra i due Stati. Gli Indiani riuscirono a respingerli e a ristabilire la LOC. L'evento ha ispirato diversi film (fra cui il non esaltante 'Lakshya' del 2004) in diverse lingue indiane, serie televisive e pièce teatrali

* J.P. Dutta è specializzato in film di guerra: con 'Border' (1997) si è aggiudicato il prestigioso National Award. E pare che nessuna cerimonia militare possa in India considerarsi conclusa senza l'esecuzione del brano 'Sandese Ate Hain' tratto da questa pellicola

* Sanjay Dutt è figlio dell'attore Sunil Dutt e dell'attrice Nargis

* Nagarjuna, stella del cinema Telugu, è laureato in ingegneria informatica. Ha conquistato il National Award nel 1996 per 'Ninne Pelladutha' e nel 1998 per 'Annamayya'. Ma si è guadagnato la nostra riconoscenza eterna fidandosi di uno sconosciuto giovane regista e acconsentendo ad interpretare il suo primo film. La pellicola è uno dei più clamorosi successi di Tollywood, 'Shiva'. E il regista nientedimenoche il GRANDE Ram Gopal Varma. Nagarjuna: GRAZIE!

* Manoj Bajpai si è aggiudicato il National Award nel 1999 per 'Satya' per la sua splendida interpretazione del personaggio di Bhiku, e nel 2003 per 'Pinjar'

* Citazioni bollywoodiane: ma Madhuri Dixit, ovviamente

GOSSIP&VELENI

* Fa una certa impressione vedere Ajay Devgan e Rani Mukherjee recitare il ruolo degli innamorati in un film. Nella vita reale Ajay è sposato con la cugina di Rani, Kajol, e pare che il rapporto fra le due non sia dei più affettuosi

* Fa una certa impressione vedere anche Saif Ali Khan e Kareena Kapoor, da qualche tempo fidanzati nella vita

* Ma la coppia forse più inedita è rappresentata da Abhishek Bachchan e Esha Deol, figli di due mostri sacri di Bollywood (Amitabh Bachchan e Dharmendra) che hanno interpretato insieme la pellicola più amata dal pubblico indiano: il classico, intoccabile 'Sholay'

* Quale film Hindi mi ha annoiato più di questo? Di sicuro 'Drona' (povero Abhishek: recita in entrambi).