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14 dicembre 2012

BARFI!




Anurag Basu è finalmente tornato al cinema. Barfi! diviene la prova ufficiale che l’autore dei bellissimi Gangster a love story e Life in a Metro con Kites stava solo scherzando. Il regista questa volta fugge dal realismo e dalle metropoli contemporanee per isolarsi  nel passato e in un micromondo alla rovescia dominato dalla spontaneità e dalla tenerezza.

TRAMA
L’elegante Shruti (Ilena D’Cruz) si trasferisce a Darjeeling con la sua famiglia e nonostante il suo matrimonio con un facoltoso uomo d’affari  sia già stato deciso cede alle attenzioni di Barfi (Ranbir Kapoor) un ragazzo sordomuto dalla personalità irresistibile. I due si rincontrano nel corso degli anni ma alla loro storia si intreccia quella di Jhilmil (Priyanka Chopra) la figlia autistica che un milionario della zona (Ashish Vidyarthi) cerca di nascondere agli occhi di amici e parenti.

Barfi! E’ una favola poeticissima che scalda il cuore caratterizzata da una dimensione semplice, quasi un mondo di bambini, nel quale le cose difficili diventano facili mentre a volte anche per i gesti piu' piccoli c’è bisogno di aiuto, una realtà disordinata e stimolante immersa in un paesaggio amico che diviene testimone e compagno di avventure. Il silenzio, che dovrebbe dominare la scena trattandosi della storia di un ragazzo sordomuto, è infondo quasi assente, un delizioso commento musicale sostituisce le parole e trasforma Barfi! in un avvincente percorso emotivo. Fisarmonica, violino, richiami celtici, tango e note nostalgiche da bistrot parigino, l’atmosfera è avvolgente come un abbraccio. La natura e' viva, suggerisce e partecipa, Ravi Varman , direttore della fotografia gioca con l’uso dei colori e delle ombre:  nebbia, pioggia, vetri appannati, alberi che si innalzano a coprire il cielo, le immagini spingono ad innamorarsi perdutamente delle locations, del verde della natura di Darjeeling, rigogliosa sotto un cielo grigio, delle immagini suggestive di Kolkata, delle strade disordinate, delle piccole botteghe, del suo austero ponte metallico.
Il titolo ha collezionato ottimi incassi, valanghe di recensioni positive e concorrerà alla prossima edizione dei  premi Oscar nella categoria Miglior Film Straniero.  Artefice del successo di Barfi!  il regista e sceneggiatore Anurag Basu, Pritam, il compositore dell’ottima colonna sonora, e l’eccezionale triade di attori protagonisti Ranbir/ Priyanka / Ileana, brillanti e affiatatissimi. Barfi è probabilmente uno dei  personaggi più suggestivi che si siano mai visti negli ultimi anni, Ranbir Kapoor, un po' Charlie Chaplin e un po' Raj Kapoor, sorprende con una mimica strabiliante e alcune scene paiono sketch presi in prestito dal cinema muto.  Ileana D’Cruz  ha finalmente in mano un ruolo corposo e si dimostra  all’altezza della situazione, la raffinatezza della superstar telugu ha contribuito a rendere speciale il profilo di Shruti, sinuosa e attraente ma dal sorriso malinconico, ottima anche la performance di Priyanka Chopra, quasi irriconoscibile nei panni di Jhilmil.
Nonostante i dialoghi siano relativamente pochi la sceneggiatura è uno dei numerosi punti vincenti del film, le battute divengono quasi versi da recitare o riflessioni annotate in un diario.  “Il più grande rischio che si può compiere nella vita è non correre alcun rischio” la frase pronunciata dalla gradevole voce di Ileana si incastra nella mente per ore. Barfi! è un film diverso, a tratti stravagante, che in linea con la sua tematica agisce per impulsi e rincorre sensazioni, che mostra una preservata purezza negli istinti, che dimentica la razionalità e i numeri per seguire un nuovo approccio verso la vita, più caloroso e creativo, nel quale l’imperfezione vince sulla perfezione e la sicurezza diviene meno confortevole del rischio.

Il mio giudizio sul film : ****1/2    4,5/5
ANNO: 2012
REGIA : Anurag Basu
CAST:
Ranbir Kapoor ……………… Barfi
Ileana D’Cruz …………….. Shruti
Priyanka Chopra ……………..Jhilmil
Ashish Vidyarthi ………………… il padre di Jhilmil
Akash Kurana ………………… il padre di Barfi
Saurabh Shukhla ………….. l’ufficiale di polizia
Rupa Ganguly ……………….. la madre di Shruti
COLONNA SONORA : Pritam
PLAYBACK SINGER : Shreya Ghoshal, Mohit Chauhan, Nikhil Paul George, Swanand Kirike, Rekha Bardhwaj, Arjit Singh, Sunidhi Chahuhan,

QUALCOS'ALTRO:
- Ilena D'Cruz (più conosciuta come Ileana) è una delle attrice più amate nella cinematografia in lingua telugu, il suo debutto bollywoodiano è stato un successo clamoroso ma la sua carriera vanta già numerose hit tra cui Pokiri, Jalsa e Kick. Il suo profilo nella sezione I volti femminili del Cinema Telugu.
- Priyanka Chopra aveva originariamente accettato di cantare uno dei brani della colonna sonora di Barfi! ma il contratto firmato con la Universal per la produzione del suo cd le ha impedito di portare avanti il progetto.

- Ravi Varman ha firmato la fotografia dell'acclamato film tamil Autograph, diretto e interpretato da Cheran, nel suo curriculum anche Anniyan di Shankar e Desavatharam.

- Barfi, il modo in cui il protagonista pronuncia il suo vero nome Murphy, è il nome di una varietà di dolci indiani solitamente acquistati per ricorrenze speciali.

- L'attrice Rupa Ganguly, che interpreta nel film la madre di Shruti, è stata in passato parte del cast dell'epica Mahabarat, il più popolare serial mai girato in India.

- Vedi anche : Le prime del 14 settembre: Barfi!, Barfi! : Kyun, Barfi! : La nuova locandina, Barfi!: Aashiyan, e Ala Barfi!.

31 luglio 2012

TERI MERI KAHAANI

Per la gioia di tutti coloro che amano le storie sentimentali, è uscito a giugno Teri Meri Kahaani, il nuovo film di Kunal Kohli.

TRAMA

1960, Rukhsar, attrice affermata, e Govind, musicista in cerca di fortuna, condividono lo stesso scompartimenti sul treno per Mumbai. 2012, Radha, romantica studentessa in gita, e Krish, mollato dalla fidanzata il giorno del compleanno, si scontrano per le strade di Stratford-upon-Avon. 1910, Aradhana, figlia di un attivista, e Javed, disimpegnato seduttore, si conoscono a colpi di strofe per le strade di Lahore.
Sarà amore a prima vista.

RECENSIONI

The Times of India ***
...Non è la prima volta che  Priyanka Chopra recita più ruoli in un unico film, ma in questo non cambia molto, a parte il periodo storico e il modo di esprimersi (oltre che il guardaroba). Arrossisce con ritrosia per tutto il tempo, ingaggia scaramucce dialettiche con il partner-del-secolo e passa da un ruolo all'altro senza troppa energia. Certamente è naturale e spumeggiante come sempre ma non meravigliosa come la si vorrebbe.
Shahid Kapoor è al meglio come Javed. Sfodera il suo fascino fanciullesco, danzando come il vento (in in Uff and Humse Pyar Karle Tu) e conquistando impudentemente le ragazze in ogni capitolo.
Shahid seduce il pubblico con il suo stile, i versi, e accende una scintilla in un racconto zeppo di cliché.
Kunal Kohli, nel tentativo di creare un'ampia tela per rappresentare questa storia d'amore (usando i secoli, le barriere culturali, le caste, le abitudini e i costumi) non combina l'insieme. Persino con l'apporto di vigorosi talenti, la sceneggiatura manca di profondità e non vibra di sufficiente passione per essere una love-story. Non è priva di romanticismo, stucchevoli conversazioni e dolci-qualcosa; ma non ci sono nè alti nè bassi, conflitti o complicazioni per entusiasmare o far venire la pelle d'oca.
In sintesi, questo film è: un ragazzo incontra una ragazza. Punto. Un ragazzo incontra una ragazza. Punto. E un ragazzo incontra una ragazza. Punto...
Madhureeta Mukherjee, 22.07.12
La recensione integrale.

Hindustan Times **
...Il regista e co-autore Kunal Kohli vorrebbe creare una storia epica, un incontro tra anime che trascende il tempo. Il concetto è simile ad una pellicola del 2005 di Hou Hsiao-Hsien, Three Times, ma le sensibilità sono all'opposto. Three Times è deliberatamente lento, una raffinata, dolorante ode all'amore
Teri Meri Kahaani è un banale racconto romantico che vuole trattare di tutto, così nell'India coloniale abbiamo le poesie e in quella contemporanea Facebook, Twitter e gli sms.
Ma se si vuole mantenere vivo l'interesse di chi guarda le stesse due persone che si innamorano per due ore, la sceneggiatura e l'interpretazione devono davvero brillare. Purtroppo qui, nessuna delle due lo fa. Shahid è in versione Dreamboat e interpreta bene l'appariscente parlatore-in-rima Javed. Ma Priyanka si affida unicamente al look, abbigliamento, pettinatura e una serie di manierismi sempre più fasulli.
C'è una sola canzone splendida, Mukhtasar, ma il resto della colonna sonora è troppo debole per ravvivare la sempre più convoluta narrazione (nel 1910, compare il movimento per la liberazione e Javed si esibisce in un animato numero cantato e ballato all'interno della prigione di Sargodh).
Quello che ho apprezzato di più è stata la ricostruzione di Mumbai nel 1960: le strade vuote, un cinema Art Deco, le donne in bluse strette da togliere il fiato e le acconciature gonfie.
Ma l'ingrediente principale del film, l'amore, è troppo condensato per volare alto.
Anupama Chopra, 22.07.12
La recensione integrale.

Diana *** 1/2
Il tema delle anime gemelle seppur un po' ingenuo è sempre accattivante. Kunal Kohli apre il suo ultimo lavoro con l'immagine di due neonati, un maschietto e una femminuccia, nelle culle, una accanto all'altra, di un reparto maternità. Due bimbi che si sfiorano all'inizio della vita per ritrovarsi epoca dopo epoca, qualsiasi siano le circostanze e i percorsi, per sempre. Il destino, nel film di Kolhi, è un'idea consolatoria che a seconda della situazione attenua i dubbi, annulla le colpe, divide le responsabilità e induce alla rassegnazione. A chi non è ancora in coppia rimane la speranza, mentre per chi lo è, si rafforza la convinzione di essersi trovati e riconosciuti.
Non c'è bisogno di andare più a fondo per godersi due ore e mezza di intrattenimento e lasciarsi coccolare da una favola lieve e innocua. Teri meri kahaani è quel tipo di film che inizia con scritte colorate, in cui i protagonisti si incontrano romanticamente per caso, si sorridono al ritmo di una canzone ed è già amore. Il resto è sospeso, lasciato all'immaginazione. La fatica di essersi scoperti innamorati è ripagata dal diritto di camminare mano nella mano verso il tramonto. A volte un happy end è tutto quello che ci vuole!
Shahid Kapoor, una delizia come sempre, brilla particolarmente nella parte del musicista esordiente Govind. La storia tra Rukhsar e Govind è senza dubbio la mia preferita, per l'ambientazione storica-geografica, perchè i due protagonisti fanno entrambi parte del mondo del cinema e perchè è la più spiritosa e dolce.

Il bello:
- I cartelli presi in prestito dal cinema muto nel capitolo del 1960.
- Jabse Mere Dil Ko Uf: la canzone più frizzante del film. Buon divertimento!

Il brutto:
- Gli inglesi ridotti a macchietta nella parte dedicata ad Aradhana e Javed. In generale la presenza dei britannici è rappresentata con superficialità, persino tenendo in considerazione che si tratta di una commedia sentimentale.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Javed/Govind/Krish - Shahid Kapoor
Radha/Aradhana/Rukhsar - Priyanka Chopra
Meera - Neha Sharma
Il padre di Aradhana - Surendra Pal
L'amica di Rukhsar - Prachi Desai
Il fotografo - Vrajesh Hirjee
Uno degli amici di Krish - Raj Singh Arora

Scritto da Kunal Kohli insieme a Robin Bhatt

Diretto da  Kunal Kohli

Prodotto da Kunal Kohli, Vicky Bahri e Sunil Lulla

Musiche di Sajid-Wajid

Coreografie di Rekha Chinni Prakash, Chinni Prakash e Ahmed Khan

Distribuito da Nadiawala Grandson Entertainment

Anno: 2012

CURIOSITA'

- Kunal Kohli ammette di essere (come noi!) ossesionato dalle storie d'amore. Nella bella intervista rilasciata a Faridoon Shahryar per Bollywood Hungama, racconta i suoi personaggi e confronta il suo lavoro con i precedenti successi, Hum Tum e Fanaa.

- La prima parte, gli anni '60, è ispirata alle immortali star del passato come Dilip Kumar, Dev Anand, Shammi Kapoor e Raj Kapoor, ma non manca qualche riferimento a Shahrukh Khan.
L'articolo di Gobollywood.com.

- I versi recitati nel capitolo ambientato nel 1910 sono scritti da Javed Akthar.

- Nei titoli di coda e nel making (part. 5) è mostrata la ricostruzione della Mumbai degli anni sessanta. Come già segnalato da Anupama Chopra si tratta di uno degli aspetti migliori del film.

- Dopo tre anni dal loro precedente film insieme, Kaminey, Priyanka e Shahid tornano a condividere lo schermo in Teri meri kahaani. Apparsi splendidi e affiatati sulla copertina del 4 luglio di Filmfare in occasione della promozione della pellicola, hanno scatenato il gossip. Dopo la loro rottura definitiva nel 2011, però, non si è saputo più nulla di certo. A proposito di Priyanka, che è diventata molto suscettibile in termini di privacy, si è vociferato di un suo coinvolgimento con SRK. Mentre per quanto riguarda Shahid, sembra stia frequentando Nargis Fakhri. Staremo a vedere.

Non c'è un sito ufficiale di Teri meri kahaani. Segnaliamo la pagina di Bollywood Hungama dedicata al film.

30 dicembre 2011

DON 2

Siete in vacanza e vi state riposando inconsapevoli? State smaltendo le abbuffate festive disinteressati a quel che succede nel resto del mondo?
Oppure siete tornati alla quotidianità ma rimanete ignari, assorbiti dai noiosissimi doveri di sempre?
Se ancora non lo sapete: THE KING IS BACK.
Prendete il primo aereo per Mumbai, per Londra o per qualsiasi altro posto civilizzato del pianeta (le Fiji, per esempio!) e senza mangiare, dormire o avvisare la mamma che siete atterrati sani e salvi, andate a vedere Don 2. 
Dopo, non sarete più gli stessi.

TRAMA

Don (Shah Rukh Khan, e chi altri?) è da cinque anni il dominatore della malavita di tutta l'Asia. Con la sua ascesa ha messo in crisi i trafficanti di droga che operano sul mercato europeo e per i quali rappresenta uno scomodo concorrente. Ha più nemici che amici, molti lo vogliono morto. Decide, quindi, di consegnarsi alla polizia della Malesia proponendo un accordo ad una vecchia conoscenza, la "wild cat" Roma (Priyanka Chopra), e all'ispettore Malik (Om Puri).
Don viene arrestato ma in carcere ritrova (non per caso) Vardhaan (Boman Irani).

RECENSIONI

The Times of India ****
Don è tornato col suo caratteristico savoir faire. Don 2 è un classico action/crime thriller che lascia senza respiro. La trama, soprattutto, è finemente costruita, e ogni colpo di scena va a comporre un complesso puzzle. Muovendosi dalla Thailandia alla Malesia a Zurigo a Berlino, il film vi sfida a saltare a bordo e condividerne la velocità, seguendo con attenzione gli exploit del suo fascinoso protagonista: un gangster che oscilla fra il Tom Cruise di Mission: impossible e James Bond, senza rinunciare però al carisma desi. Il punto di forza di Don 2 è il modo in cui Shah Rukh Khan delinea il suo personaggio: arrogante, svelto, vizioso, selvaggio, temerario. Shah Rukh rimane sempre al comando e non perde mai l'equilibrio, nemmeno durante le sequenze drammatiche o d'azione. E le scene d'azione costituiscono l'altro punto di forza di Don 2. Gli inseguimenti, i combattimenti, le distruzioni, le irruzioni, le fughe sono tutte realizzate con un'abilità che rivaleggia con il meglio di Hollywood. Semmai al film manca un certo quoziente emotivo, e alle relazioni umane è data scarsa possibilità di crescere. I dialoghi sono brillanti. La colonna sonora mediocre.
Nikhat Kazmi, 22.12.11
La recensione integrale.

Hindustan Times *1/2
Viaggiamo con Don in Thailandia, Malesia e Svizzera. I panorami sono stupendi. Ma vorremmo vedere oltre. Dopotutto Don 2 è un film, non un immobile in vendita. Don è un gangster solitario che agisce per se stesso. Di solito sceneggiature di questo tipo nascondono retroscena atti a catturare la simpatia dello spettatore. Don 2 no. Boman Irani ha lo sguardo sempre arcigno. Le sequenze d'azione, malgrado gli sforzi, sembrano disperatamente derivative, e rivelano il desiderio di assomigliare a quelle delle pellicole hollywoodiane ad alto budget. I confronti sono inevitabili. Mission: impossible 4 è interpretato dallo Shah Rukh Khan americano. Don 2 dal Tom Cruise indiano. Entrambi intorno alla cinquantina, stanno vivendo fasi simili nelle loro carriere. Entrambi hanno conquistato la loro quota di fan di sesso feminile devote ai film romantici e strappalacrime. Entrambi cercano pubblico fra i ragazzi e fra i giovani, lanciandosi in scene d'azione più o meno sensate. Ci si può avvicinare a prodotti come M:I 4 o Don 2 seguendo allegramente la corrente, senza preoccuparsi della plausibilità. Fatelo oppure no. Il primo Don era un remake del Don del 1978. Farhan Akhtar, fra i più talentuosi registi indiani, aveva reinterpretato una vecchia intelligente storia adattandola ad una scala visuale contemporanea. La sceneggiatura tesa di Salim-Javed possedeva una trama vincente. Quella di Don 2 solo sottotrame, stiracchiate e aggiunte via via l'una all'altra. Ma è dura procedere con vacua inventiva, e Don 2 sembra non finire mai.
Mayank Shekhar, 23.12.11
La recensione integrale.

Diana ***** 5/5
Nel 2006 Farhan Akthar sfida la leggenda vivente Amitabh Bachchan e dirige il remake di Don (1978). Nasce Don: the chase begins again: finale modificato, restyling dei protagonisti, delle locations e della colonna sonora; il look della pellicola diventa moderno e raffinato. Shah Rukh Khan, al massimo del suo charme, torna con successo ad un ruolo da villain. La parte calza a pennello al re di bollywood che la reinventa e se ne appropria.
Dopo cinque, lunghissimi, anni il sequel è inevitabile: Shah Rukh Khan nei panni di Don è materiale incandescente. Le possibilità di sviluppo sono infinite, l'occasione è ghiottissima. In più SRK e Farhan Akhtar insieme si divertono come bambini (guardare per credere la reciproca intervista sul sito del Times of India).
Don 2 rispetta lo stile di Don: the chase begins again e non delude le aspettative. Più azione, ritmo serrato, ottimi e spettacolari effetti speciali, è uno dei blockbuster indiani più vicini al cinema occidentale, a cui bollywood, certo, non ha mai avuto niente da invidiare. Con Don 2, però, anche gli irriducibili dell'action-movie made in Usa avranno pane per i loro denti.  Di gusto decisamente cosmopolita ma, per fortuna, della durata di oltre due ore, la pellicola sarà presente con una proiezione speciale alla 62° edizione del Berlin International Film Festival.
I palati più raffinati, cioè i sanguinari del cinema hindi, non si sentano traditi. La trama è intrigante, la regia è in mano ad uno dei "ragazzi" più stilosi e talentuosi sulla piazza (grazie Farhan!), il protagonista è di quelli che lasciano il segno. Don 2 è già mito.
Astenersi sassi e piante. A tutti gli altri (che come il Ligabue di Libera nos a malo "sono carne e sangue, insomma vivo"): BUON DIVERTIMENTO!

Il bello:
- Don, capello lungo e selvaggio, tira calci e pugni meglio di un campione di ju jitsu, indossando una chicchissima giacca di lino color caffè latte.
Don con la divisa da carcerato arancione, nel giro di una manciata di inquadrature, cancella decenni di cinema e diventa  il galeotto più impenitente, sfrontato e sexy di sempre.
Don, camminata pericolosamente dondolante, look neo dandy (il giacchino di pelle portato sotto il cappotto farà perdere qualche ora di sonno ai più sensibili), passeggia, a piede libero, per le strade di Berlino.
Don sigaretta in mano, avvolto voluttuosamente da una nebbia di fumo, che lancia occhiate compiaciute allo specchio.
Don, irresistibile seduttore, inafferrabile criminale. Don, sguardo lascivo e assassino, battute al vetriolo. Don, spietato, sardonico, arrogante, very cool, magnificamente controllato, improvvisamente collerico ed impetuoso, ghiaccio bollente.
D O N.
Le fanciulle facilmente impressionabili maneggino con cautela.

- Shah Rukh Khan che, poco prima del sesto minuto, lenisce i dolori e le frustrazioni di tutti i suoi fan italiani ripagando la loro abnegazione con poche semplici parole: italian restaurant...you know spaghetti bolognese, a glass of red wine, what? don't you like italian...what a shame...

- La D, di Don, tatuata sul braccio di Shah Rukh Khan, che è, tra l'altro, protetta da copyright.

- Il brano Zaraa dil ko thaam lo. Da vedere anche il making of.

- Hrithik Roshan compare nel film per un delizioso cameo. Si tratta di una manciata di minuti davvero gustosi.

Il brutto:
Il brutto? Ahahahahahahah.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Don - Shahrukh Khan
Roma - Priyanka Chopra
Ayesha - Lara Dutta
Sameer Ali - Kunal Kapoor
Vardhaan - Boman Irani
Om Puri as Malik
J.K. Diwan - Aly Khan
Jabar - Nawab Shah
Arjun - Sahil Shroff
Jens Berkel - Florian Lukas
Special Appearence - Hrithik Roshan

Scritto da Farhan Akhtar, Ameet Mehta e Amrish Shah

Diretto da  Farhan Akhtar

Prodotto da Farhan Akhtar, Ritesh Sidhwani e Shahrukh Khan

Musiche di Shankar-Ehsaan-Loy

Lyrics di Javed Akhtar

Coreografie di Vaibhavi Merchant

Distribuito da Reliance Entertainment

Anno 2011

AWARDS

Screen Awards:
- Popular Choice Male (Popular) - Shah Rukh Khan

ZeeCine Awards 2012:
- Best Actor (Jury) - Shah Rukh Khan

 CURIOSITA'

- Il sito ufficiale del film è super interattivo. E' possibile persino registrarsi con il proprio nome e partecipare come agenti alla cattura di Don.

- Don 2 è il primo sequel della carriera di SRK.
Per Farhan Akhtar è un ritorno alla regia dopo ben cinque anni d'assenza. Non si era più cimentato dietro la macchina da presa proprio da Don: the chase begins again.

- Don 2 è stato realizzato in 3D con la collaborazione di Chuck Comisky, già nel cast tecnico di Avatar e Sanctum.

- Molte delle frasi pronunciate da Don, nel primo film, sono diventate popolari e di culto. Una fra tutte: "Prendere Don non è difficile, è impossibile": un tormentone.
Durante la promozione del sequel sono stati diffusi diversi video con il titolo Don says, in cui sono raccolte le battute migliori di Don. La mia preferita? "Who says that miracles don't exist, take a close look at me". Video.
Per la gioia di fan e amanti dei gadget il marketing, inoltre, ha previsto l'uscita di un fumetto, Don: The Origin, che svela il background di Don e un videogioco su piattaforma Android e PlayStation 3.

- Un assaggio della bella colonna sonora: Hai ye maya, Mujhko pehchaanlo e Dushman mera Don.

- Per leggere gli articoli fino ad oggi dedicati a Don 2 da CinemaHindi e gustarsi il video della scenografica ripresa in cui SRK si lancia dal tetto del Park Inn Hotel in Alexanderplatz, a Berlino, clicca qui.

Il sito ufficiale del film.

21 aprile 2011

7 KHOON MAAF


Vishal Bhardwaj, il creativo regista di Kaminey e il brillante sceneggiatore di Ishqiya, compone la colonna sonora, scrive, dirige e produce un film tutto suo. Il risultato è 7 Khoon Maaf, thriller drammatico, che, nonostante sia di discreta realizzazione, a causa di una trama bruttina e davvero mal concepita, annoia e delude.

TRAMA

7 Khoon Maaf  è la storia della vita di Susanna Anna-Marie Johannes (Priyanka Chopra) e dei suoi sette mariti.

RECENSIONI

The Times of India ****
Vishal Bhardwaj spicca un salto da Shakespeare alla tragedia greca. Dopo aver tradotto con grande successo Otello e Macbeth in puro idioma desi, l'innovativo regista trasforma Priyanka Chopra in un'infernale Medea determinata alla vendetta. 7 Khoon Maaf è una pellicola intensamente dark, fatta di controluci e ombre, di delitto e castigo, che mette a nudo i recessi più intimi di un'anima torturata. Bhardwaj rimpolpa con numerosi dettagli i personaggi e la trama del racconto di Ruskin Bond su cui 7KM si basa, e non solo: espone il fulcro morale del film in modo interessante. La protagonista è un'assassina difficile da biasimare perchè porta dentro di sè il dolore di tutte le donne maltrattate e offese. Dal punto di vista delle interpretazioni, 7KM indubbiamente finirà col diventare una pietra miliare nella carriera di Priyanka Chopra. L'attrice mostra un'ottima padronanza del suo complesso personaggio, personaggio mai rappresentato prima nella storia del cinema indiano. Anche la colonna sonora, con l'ipnotizzante brano Darrling, è incantevole. Quanto alla lunghezza della pellicola, un montaggio più teso e con qualche taglio avrebbe reso il film maggiormente avvincente. Con 7KM la cinematografia indiana diventa sostanziosa e globale.
Nikhat Kazmi, 17.02.11
La recensione integrale.

Hindustan Times ***
Rimarrete incollati allo schermo. Per Priyanka Chopra questo è senza dubbio il ruolo della sua vita. L'attrice - e la maggior parte di 7 Khoon Maaf - vi cattureranno. Vishal Bhardwaj ha diretto, prodotto e scritto il film, oltre a comporne la colonna sonora e il commento musicale, dimostrandosi una volta di più il fautore del Rinascimento del cinema indiano. Il soggetto, le motivazioni dei personaggi principali o lo stato mentale della protagonista, non sono la principale preoccupazione di 7KM. La pellicola è creata unicamente attorno a sequenze forti e d'effetto che avvincono.
Mayank Shekhar, 18.02.11
La recensione integrale.

Diana **
Il film si apre con una sequenza forte: Anna-Marie Johannes (Priyanka Chopra) che si punta una pistola alla tempia.
Per scoprire che cosa le è capitato sarà necessario ripercorrere tutta la sua vita.
Giovane donna, rimasta presto orfana e padrona di una grande casa nelle campagne indiane, sposa un attraente ufficiale. Non c'è il tempo di capire se si tratta di un matrimonio d'amore che l'uomo si rivela un marito insensibile, possessivo, prepotente e prevaricatore, che muore in circostanze sospette quanto propizie.
Al secondo marito già ci si comincia a chiedere quanti ne mancano.
Un'esperienza che ricorda quella di What's Your Raashee?, un film del 2009, diretto da Ashutosh Gowarikar, nel quale un giovane in cerca di moglie incontra dodici ragazze, tante quante i segni zodiacali, tutte, tra l'altro, interpretate da Priyanka Chopra, senza trovare quella giusta.
7 Khoon Maaf  gode di un'atmosfera più cupa ed affascinante di quella leggera che si respira in What's Your Raashee?, ma la sostanza non cambia. Lo spettatore rimane intrigato solo inizialmente, ben presto subentra l'incredulità e poi la noia.
Non si comprende come Anna-Marie Johannes riesca a mettere in fila una serie così sconcertante di uomini indesiderabili, nè sono chiarite le sue motivazioni. Se si tratti di un profondo bisogno di essere amata o di pura sfortuna. Il suo personaggio nel corso degli anni sembra perdere l'ingenuità giovanile ma rimane lontano dal diventare la vedova nera a cui forse il numero dei mariti collezionati farebbe pensare.
Più che una cinica assassina appare, se non una vittima, una persona disturbata ed incapace di occuparsi di se stessa.
La regia di Vishal Bhardwaj  è buona, alcune scene sono potenti e ben girate, gli interpreti ottimi. Peccato che tutto sia al servizio di una sceneggiatura inaccettabile. La scelta infelice del finale completa il disastro.

Il bello:
- Il cast di star a cui è dovuta la mezza stelletta in più del giudizio.
7 Khoon Maaf vanta la partecipazione di molti grandi attori. Tutti convincenti, in modo particolare Neil Nitin Mukesh, Irrfan Khan e Naseruddin Shah.
- La canzone Darling composta sulle note del noto brano folk Kalinka. Una commistione di Hindi e Russo piuttosto divertente.

Il brutto:
- La sceneggiatura che non sta in piedi.
- Il finale stucchevole.

SCHEDA DEL FILM
Cast:
Susanna Anna-Marie Johannes - Priyanka Chopra
Neil Nitin Mukesh - Edwin Rodriques
Jimmy Stetson - John Abraham
Wasiullah Khan - Irrfan Khan
Nicolai Vronsky  - Aleksandr Dyachenko
Keemat Lal - Anu Kapoor
Modhusudhon Tarafdar - Naseruddin Shah
Arun Kumar - Vivaan Shah
la moglie di Arun - Konkona Sen Sharma

Scritto da Vishal Bhardwaj insieme a Matthew Robbins sceneggiatore, produttore e regista americano

Diretto da Vishal Bhardwaj

Prodotto da Vishal Bhardwaj  e Ronnie Screwvala

Musiche di Vishal Bhardwaj

Distribuito da UTV

Anno: 2011

CURIOSITA'
7 Khoon Maaf è ispirato ad un racconto di Ruskin Bond, indiano di origine inglese, autore anche di The Blue Umbrella, che ispirò l'omonimo film del 2007, diretto da Vishal Bhardwaj.

- Priyanka Chopra, per interpretare tutte le fasi della vita del suo personaggio, appare invecchiata. La trasformazione si deve ad un esperto truccatore di Hollywood, lo stesso che lavorò con Brad Pitt ne Il curioso caso di Benjamin Button, aiutato da una foto della nonna della stessa Priyanka.
- 7 Khoon Maaf  è stato presentato tra gli applausi al 61° Festival Internazionale del Cinema di Berlino.

Il sito ufficiale del film.

05 dicembre 2010

ANJAANA ANJAANI


Finalmente un'altra (dopo I Hate Luv Storys) piacevole commedia sentimentale!
Replicare e perpetuare modelli romantici conosciuti, rinnovare i linguaggi e le situazioni,  saper divertire e rassicurare pur senza sorprendere, è un'arte. Bravi Siddharth Anand, che fa meglio che con il precedente Bachna Ae Haseeno, Ranbir Kapoor e Priyanka Chopra. 
I film d'amore non sono tutti uguali.

TRAMA

Due ragazzi delusi dalla vita, Akash (Ranbir Kapoor) e Kiara (Priyanka Chopra), si incontrano sul ponte George Washington di New York mentre tentano il suicidio. Ad entrambi va male (bene, in verità) e  si ritrovano in ospedale con lievi lesioni. Da quel momento inizierà la loro avventura insieme.

RECENSIONI

The Times of India ***
La nuova coppia formata da Ranbir Kapoor e da Priyanka Chopra funziona. I loro personaggi sono riconoscibili e urbani. Le performance sono vibranti, spontanee, ricche di sfumature. Il problema risiede nella sceneggiatura e nella narrazione. Il regista sceglie il format del road movie, ma sembra tutto piatto e prevedibile. Così, malgrado la coppia protagonista faccia scintille, Anjaana Anjaani non infiamma lo schermo. Offre solo alcune piacevoli sequenze, una colonna sonora (composta da Vishal-Shekhar) piena di energia, e le brillanti interpretazioni di Ranbir e di Priyanka. Se non cercate nulla di nuovo, allora vi divertirete.
Nikhat Kazmi, 30.09.10
La recensione integrale.

Hindustan Times * 1/2
In ogni pellicola convenzionale e scontata come Anjaana Anjaani i due protagonisti prima si odiano, poi diventano amici, ed infine scivolano nell'amore eterno. Il climax si svolge di solito all'aeroporto o alla stazione. L'eroe o l'eroina corre verso il partner della sua vita. Fra il primo incontro e la sequenza all'aeroporto dovrebbe esserci una trama, delle possibili sotto-trame, conflitti, altri personaggi. AA sfortunatamente non ha nulla di tutto questo. Ranbir Kapoor, la star, rimane la sola grande idea in un film nel quale non esiste una storia. Sappiamo perchè questi prodotti si ripetono all'infinito: se funzionano, arricchiscono i produttori. Come al solito, solo business.
Mayank Shekhar, 01.10.10
La recensione integrale.

Diana *** 1/2
Nonostante  un inizio poco plausibile e uno sviluppo della trama piuttosto prevedibile, Anjaana Anjaani è un film davvero carino. Ranbir Kapoor e Priyanka Chopra sono brillanti, convincenti ed insieme funzionano. Alcuni degli episodi che li vede coinvolti  sono spassosi e teneri mentre per la colonna sonora si poteva fare di più.
Due ore e mezza di dolce divertimento.

Il bello:

-  I tentativi frustrati di Akash e Kiara di porre fine alle loro vite.

- Akash e Kiara in mezzo all'oceano. Un mesaggio dentro una bottiglia tra le onde.

Il brutto:

- A tratti si ha l'impressione che Priyanka Chopra si sia ritoccata le labbra. Speriamo di esserci sbagliati.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Akash - Ranbir Kapoor
Kiara - Priyanka Chopra
Kunal - Zayed Khan (Special appearance)
Il dottore - Tanvi Azmi
L'amico di Akash - Vishal Malhotra

Regia di Siddharth Anand

Prodotto da Sajid Nadiadwala e Sharan Kapoor

Musiche: Vishal Dadlani (I Hate Luv Storys) e Shekhar Ravjiani (I Hate Luv Storys)

Coreografie: Ravi K. Chandra

Distribuito da Eros Entertainment

Anno: 2010

CURIOSITA'

- Alcune trovate di  Anjaana Anjaani possono richiamare lontanamente  le pellicole hollywoodiane Piovuta dal cielo con Sandra Bullock e Ben Affleck, e Serendipity, con John Cusack e Kate Beckinsale.
In realtà Anjaana Anjaani oltre ad essere migliore di entrambe,  è in tutto e per tutto un film a sè stante.


- Durante la promozione del film è stato annunciato che Akash e Kiara sarebbero diventati protagonisti di una graphic novel.
L'articolo integrale.

- Sembra che Ranbir Kapoor abbia collaborato alla ideazione della colonna sonora di Anjaana Anjaani.
L'articolo integrale.

22 luglio 2010

AAP KI KHATIR (UN FIDANZATO IN AFFITTO)




Tutto sommato divertente, nonostante i dialoghi innaturali e canzoni monotone e mal inserite (probabilmente il peggior album di Himesh Reshammiya) , Aap ki khatir è un film da guardare piacevolmente una volta ma è un prodotto che si esaurisce nell’arco di tempo in cui viene proiettato. Ispirato all’hollywodiano The Wedding Date, gioca tutte le sue carte sulla sua interprete: Priyanka Chopra, frizzante, bella e soprattutto autoironica. Il resto del cast è presente solo per proforma, le altre donne fanno da cornice, gli attori uomini le allacciano le scarpe o le reggono la borsetta sudando come matti nell'intento di poterle correre dietro.


TRAMA
Anu (Priyanka Chopra), una ragazza egocentrica e superfashion, per non presentarsi single al matrimonio della sorella minore (Amisha Patel) affitta un accompagnatore (Akshaye Khanna) e lo spaccia per il suo nuovo fidanzato con lo scopo di riconquistare il suo ex Danny (Dino Morea). Ma Amar e Anu vanno più d’accordo del previsto e mente Danny esita nella sua confusione, il divertente escort si fa strada…


Priyanka e Akshaye Khanna sono ben compatibili nelle commedia ma molto impacciati nell’approccio romantico; mentre il personaggio di Anu è ben delineato e chiaro, quello di Aman, l’escort poi redento dal fascino della sua cliente, resta più insignificante e confuso, non si sa niente di lui e non si capisce come mai, già dalle prime scene, si atteggi da eroe a priori e inizi a cantare sdolcinerie fissando Anu con occhi sognanti. Una più decisa freddezza e antipatia iniziale avrebbe reso la trama più convincente e appetitosa.

Dall’andamento altalenante ma non del tutto noioso, Aap ki Khatir risente della carenza di aspettative e fiducia riposta in lui e non si dimostra migliore del film americano da cui è tratto, magari nemmeno il regista ci ha creduto fino in fondo e ha pensato di tirare via senza rifinire il plot o rendere succosa la chimica tra i protagonisti. I dialoghi sono spesso soporiferi, i personaggi secondari poco intriganti a partire da Dino Morea (che si domanda ancora il perché della sua recente imbalsamazione), Lilette Dubey nei panni di madre alternativa un po’ vamp diventa un’oca starnazzante che mette in mostra, fregandosene del buon gusto, vistose scollature. Ciliegina sulla torta Amisha Patel si ritrova mannequin nell’ennesimo film dove grazie a dio NON è protagonista e si dedica al suo passatempo preferito : indossare bei vestiti, bijoux e sandalini. Ci va benissimo... non fatele fare altro.


Il mio giudizio sul film : ** 2,5 / 5

Pollice in alto per : Una Priyanka Chopra agguerrita super-protagonista
Anupam Kher, prezzemolino, instancabile mattatore

Pollice in basso per: la fretta con cui è stato girato, la fretta con cui sarà possibile dimenticarlo



ANNO: 2006

TRADUZIONE DEL TITOLO: Solo per te

REGIA: Dharmesh Darshan

CAST:

- Priyanka Chopra....... Anu
- Akshaye Khanna........ Aman
- Amisha Patel.......... Shirani
- Dino Morea............ Danny
- Suniel Shetty......... Kunal
- Anupam Kher........... Arjun Khanna
- Lilette Dubey......... Betty Khanna


COLONNA SONORA: Himesh Reshammiya

PLAYBACK SINGERS: Himesh Reshammiya, Alisha Chinoy, Kay Kay, Sunidhi Chahuan, Kunal Ganjawala


QUALCOS'ALTRO:

- La fossetta sul mento di Akshaye, tratto distintivo dell'attore, è stata ereditata geneticamente dal padre Vinod Khanna, vera star degli anni '70/ 80 che ha recitato al fianco di Big B e Rishi Kapoor in film "epici" come Aamar Akbar Anthony, Chandni, Zameer e Muqaddar ka sikander; tra le sue più recenti intrepretazioni spicca il velenoso ufficiale di polizia di Wanted (2009)... da urlo!!

- Aap Ki Khatir è stato doppiato e adattato (con tagli e spezzettamenti presumo) alla programmazione Rai nel ciclo 2010 di "Le Stelle di Bollywood". Potrete vederlo sabato 24.07.10 in prima serata su Rai Uno.

10 luglio 2010

PYAAR IMPOSSIBLE




Questa volta nessun brutto anatroccolo diventa cigno né si improvvisano trasformazioni da village girl a modella seminuda come accade in Dulha mil Gaya, questa volta lo sfigatello della scuola non cerca e non vuole cambiare se stesso (era ora!!) e si propone di conquistare la bella irraggiungibile semplicemente con la sua onestà, tenacia e simpatia. Cos’altro può desiderare una donna? Assolutamente niente. Occhi cerulei e addominali diventano fuori moda e i tanti sforzi vengono premiati, soprattutto se la bella in questione oltre ad avere un bel paio da gambe ha anche un buon cervello capace di scindere ciò che conta da ciò che no.


TRAMA

Abhay (Uday Chopra) è timido e bruttino e s’innamora di Alisha (Priyanka Chopra) la ragazza più popolare del college. Un totale fallimento. Le aspirazioni del ragazzetto invisibile restano insoddisfatte, almeno in questo contesto. Qualche anno dopo i due si rincontrano a Singapore, Abhay è ancora single e così ingenuo da cadere in una grossa truffa, Alisha una madre separata alla prese con il lavoro e una figlia pestifera. Nuova città, nuovo contesto e nuove occasioni, a questo punto lui ha la possibilità di farsi notare e lei quella di uscire dai propri preconcetti legati all’immagine. Il pyaar impossibile in questione diventa sempre più “possible”, e al bellimbusto di turno (Dino Morea) non resta che fare fagotto ripiegando con calma i suoi completi firmati.

Una buona colonna sonora (Salim & Sulaiman) aiuta moltissimo a preparare un legame con il film. Già dalle prime immagini, accompagnate dalle note di “Alisha, jab se tujhko hai jaana, dil na kaha na maana/ Alisha da quando ti conosco il cuore rifiuta di ascoltare" , viene voglia di canticchiare le canzoni in auto, in treno, sotto la doccia, al supermercato, al lavoro, in bagno, o durante la fila al bancone della gastronomia. Uday Chopra, attore protagonista ma anche produttore della pellicola, fa un ottimo lavoro e mi costringe a mordere la lingua davanti ai commenti maligni che solitamente non risparmio nei suoi confronti.

Piacevole da seguire e accattivante, Pyaar Impossibile si lascia guardare senza troppi sforzi avviando un’ottima empatia e una complicità istantanea con il pubblico. Le buone idee non mancano anche se niente profuma veramente di nuovo. Il riciclaggio di fondo, quì così ben eseguito, non rende il film meno interessante o poco originale, nemmeno l’acqua attinta da una fonte piuttosto che da un’altra risulta un dettaglio così sgradevole o troppo vistoso da condizionare il giudizio globale. Più che all’unicità, punta alla visione spensierata adatta a coinvolgere e trasportare sulla stessa frequenza piccoli e grandi spettatori, proponendo qualche scena davvero divertente ( prima fra tutte la buffa cena Thai) e una buona atmosfera, dove i motivetti orecchiabili fanno da padrone e i personaggi, seppur stereotipati, conquistano al primo sguardo.


Il mio giudizio sul film : *** 3,5 / 5


ANNO : 2010

REGIA: Jugal Hansraj

TRADUZIONE DEL TITOLO: Amore impossibile

CAST:

- Uday Chopra.......... Abhay Sharma
- Priyanka Chopra...... Alisha
- Dino Morea........... Varun
- Anupam Kher.......... Mr Sharma
- Advika Yadav......... Tania


COLONNA SONORA : Salim / Sulaiman



RENCENSIONI

- HINDUSTAN TIMES * 1,5 / 5

Tutto nel film, dalle scenografie alla colonna sonora, appare inautentico. E come la maggior parte della nostra cinematografia, PI è cotto a metà, preso in prestito. Ma il personaggio del protagonista maschile è ben disegnato. Chopra interpreta un ragazzo sfigato, bruttino, insicuro e sottovalutato. Decisamente se la cava meglio in questo ruolo che in quelli precedenti.
Mayank Shekhar, 08.01.10
Testo integrale. Clicca QUI.

- THE TIMES OF INDIA *** 3 / 5

Ciò che realmente sorprende in questo film sono le avvincenti interpretazioni e la misura con cui, senza fretta, la storia si dipana. Uday Chopra è quasi amabile con il suo basso profilo; Dino Morea è soave e diabolico insieme; la piccola Advika è precoce e preziosa. Ma è Priyanka a catturare la scena, conquistando tutti gli applausi: è fantastica. In termini di talento è davvero una delle migliori attrici attualmente in circolazione (vedi 'Fashion', 'Dostana', 'Kaminey'). Quanto alla sceneggiatura, ricorda molte pellicole Hollywoodiane, ma PI colpisce comunque con il suo gusto desi. I dialoghi sono realistici. Il film non è niente di eccezionale ma si lascia guardare.
Nikhat Kazmi, 08.01.10
Testo originale. Clicca QUI.


QUALCOS'ALTRO

- Uday Chopra è figlio di Yash Chopra e fratello minore di Aditya. La triade è il nucleo decisionale e operativo della casa di produzione Yash Raj Films.

- Nel sito ufficiale di Pyaar Impossible prima dell’uscita del film e dalla sua colonna sonora vennero pubblicate immagini e retroscena della sua lavorazione, dalla pooja benaugurale alla scelta degli abiti per Priyanka Chopra, fino alla realizzazione dietro le quinte di alcune scene.

- Ostacolato da piogge di recensioni negative il film non ha collezionato grandi incassi, anzi, è stato addirittura un flop

- Il regista Jugal Hansraj ha alle spalle una carriera da attore (da child artist a comprimario) e la leggenda vuole che abbia suggerito a Karan Johar le prime strofe e il motivetto della canzone "Kuch Kuch Hota Hai" durante una serata tra amici. Santo Subito!!! (fonte Wikipedia..)

26 agosto 2009

KAMINEY


Sonno ristoratore. Doccia corroborante. Spuntino energetico. Riposati e svegli, a mente fresca, col giusto tasso di zuccheri nel sangue. Pronti ad affrontare 'Kaminey', pellicola dal ritmo fulmineo e dall'ambientazione notturna. Telecamera in spalla, gli operatori di ripresa si sono impegnati non poco a seguire l'azione sul set e a soddisfare le richieste di un regista molto esigente: Vishal Bhardwaj. Ma ne è valsa la pena: il risultato, talvolta faticoso anche per lo spettatore, riempie di adrenalina quanto una finale di Coppa del Mondo.

'Kaminey' è l'esempio più fulgido di ciò che sta diventando il nuovo cinema in lingua Hindi: un sapiente mix di tradizione e di iper-modernità, di popolare e d'autore, d'Oriente e d'Occidente. Un prodotto tipicamente Indiano che però affascina il mondo.
Analizziamo gli ingredienti:
- Vishal Bhardwaj, regista anticonformista apprezzato da critici e cinefili. Innamorato di Shakespeare. Nonchè compositore dalle doti eccezionali (sua è la splendida colonna sonora di 'No Smoking');
- la star bollywoodiana Shahid Kapoor. Figlio di un interprete coi fiocchi, Pankaj Kapoor ('Dharm'), e di una danzatrice. Bel ragazzo. Adeguatamente palestrato. Sorriso da baciare. Ballerino di prim'ordine. L'attore Indiano al di sotto dei 30 anni di maggior talento o almeno dal carisma più potente. Destinato all'empireo, quello dove rifulgono le Superstar;
- la star bollywoodiana Priyanka Chopra (anche l'occhio maschile vuole la sua parte). Miss India, Miss Mondo, Miss Tutto. Molti la giudicano seconda per bellezza solo all'irraggiungibile Aishwarya Rai. Attrice forse anonima (almeno sino al film precedente...), ma mai scadente;
- una sceneggiatura che può essere qualificata col 90% degli aggettivi contenuti nel dizionario. Che è tutto e il contrario di tutto. Che diverte, intriga, emoziona;
- un trascinante ma insolito brano da classifica, 'Dhan Te Nan', fascinosamente coreografato attorno a e nella carne di Shahid;
- un montaggio mozzafiato che disorienta, (terrorizza), confonde. Almeno sino a quando lo spettatore non si aggrappa con slancio temerario al gancio offerto dal sornione Bhardwaj. Allora comincia davvero il divertimento. A velocità vertiginosa ci si euforizza al susseguirsi frenetico di centinaia di immagini, inquadrature, brevissime sequenze;
- la location bollywoodiana per eccellenza, Mumbai, capitale mondiale dell'industria cinematografica. Piovosa, notturna, ruvida, ipnotica. Lo scintillante glamour dello stardom? No, grazie. Il pietismo pittoresco da slum? No, grazie. Solo il battito della metropoli che stordisce e frastorna;
- e poi dialoghi al vetriolo, cast da urlo, idee idee idee. E umorismo, in dosi tali da stroncare.

Una domanda: cosa resta da fare ad un regista - nel caso specifico: Vishal Bhardwaj - dopo un film come questo? Nulla. Ha dato e detto tutto. 'Kaminey' è una di quelle pellicole che generano una massiccia ansia da prestazione in coloro che le dirigono. Altro che godersi il meritatissimo plauso della critica e del pubblico. C'è solo da chiudersi in casa atterriti e imbottirsi di psicofarmaci.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Una GRANDE Priyanka equipaggiata di mitra: la scena più esilarante di tutto il film!
* Le effusioni ma soprattutto i battibecchi fra Shahid e Priyanka
* Il leggendario folle scambio di battute fra Amole Gupte e Chandan Roy Sanyal
* L'incontro fra i due gemelli: GRANDISSIMO Shahid!
* La dantesca resa dei conti finale

TRAMA

Sweety (Priyanka Chopra) è incinta. Guddu (Shahid Kapoor), il fidanzato, è costretto a sposarla. La ragazza non è solo bella da paura. E' anche (e soprattutto) sorella di un pazzo criminale fanatico della purezza etnica del Maharashtra: Bhope (Amole Gupte). Il nostro Guddu, ehm, ha il cattivo gusto di essere originario (orrore) dell'Uttar Pradesh. Qui cominciano i guai. Seri. Ma anche il fratello gemello, Charlie (Shahid Kapoor), per non essere da meno, si sta complicando la vita a dovere: ruba ad un paio di poliziotti corrotti una chitarra imbottita di cocaina. Pronti per correre?

RECENSIONI

The Times of India: ***1/2
'E' tempo di far squillare le trombe per il primo film bollywoodiano dotato di cervello, muscoli e belligeranza. Una prova di bravura nel riscrivere il collaudato linguaggio della tradizione cinematografica desi. Sì, 'Kaminey' è una pellicola intelligente che porta Hollywood a Bollywood, e che ricorda l'avventurismo degli action-thriller di Quentin Tarantino. Catapulta lo spettatore nell'oscuro e violento mondo del crimine, senza lasciargli il tempo di batter ciglio o di respirare. Di più: 'Kaminey' è anche il primo film che attribuisce intelligenza al pubblico. Chiede grande attenzione e concede di restare seduti a proprio rischio e pericolo. Perchè se lo spettatore non è abbastanza attento e intelligente da intuire alcune cose, specialmente nella prima mezz'ora, allora potrebbe perdere il filo di questa sfrontata trama. Il regista Vishal Bhardwaj gradualmente racconta tutto, ma presume che il pubblico risolverà da solo il puzzle senza troppe imbeccate. E' qui la forza di 'Kaminey': stuzzica con la sua intelligenza e sfida costantemente lo spettatore a mantenere il passo col ritmo senza respiro di una storia che si svela attraverso tagli veloci, vertiginose angolazioni e un'atmosfera dark e soverchiante. Guardare 'Kaminey' è come essere seduti sull'orlo di un vulcano che può esplodere in ogni momento, e che di fatto esplode. Da un punto di vista tematico il film segna una svolta totale nell'ambito della sceneggiatura bollywoodiana archetipica. Trae la maggior parte della sua forza dalla brillante colonna sonora (composta dallo stesso Bhardwaj), e dall'innovativa fotografia (Tassaduq Hussain) che crea tutto un nuovo terreno di gioco dove gozzovigliano criminali, malviventi e sicari. Anche le interpretazioni incantano: Shahid infonde vita a due personaggi completamente differenti fra loro; Priyanka Chopra si reinventa del tutto come attrice; lo sceneggiatore Amole Gupte ('Taare Zameen Par') regala un ottimo debutto; l'esordiente Chandan Roy Sanyal è memorabile. Ma alla fine 'Kaminey' appartiene al regista. Bhardwaj non solo ha scritto una frizzante sceneggiatura che trabocca di rapide battute, ma ha anche creato dei camei che accompagneranno a lungo lo spettatore. 'Kaminey' è davvero un vodka-martini di quelli pesanti, che lascia il pubblico scosso ed entusiasta. Non chiedete i pop-corn: non li tocchereste neanche. La nuova coraggiosa Bollywood è qui.'
Nikhat Kazmi, 13.08.09

Hindustan Times: ***1/2
'Poche storie sono state narrate in modo così esilarante e con un ritmo e dei tagli di sequenze tanto precisi. Forse solo un regista che è anche compositore musicale poteva raggiungere questa perfetta sincronizzazione. Mi ci sono volute 30 colonne sonore per realizzare che il vero successore di R.D. Burman è solo Bhardwaj. E non sorprende che i testi di Gulzar si fondino così bene con le sue melodie. Esiste un cinema definito 'cool' a cui è ancora difficile dare un nome preciso (diverso da 'noir' o da 'neo-realismo'). E' un tipo di cinema in cui la forma è importante quanto la sostanza. L'umorismo regna sovrano. I personaggi sono sia realistici che irreali. Abbondano i riferimenti alla cultura pop. La violenza è comicamente pornografica. Tarantino è considerato Dio. E solo Dio sa quanti figli cinematici legittimi e illegittimi abbia generato per il mondo. 'Kaminey' appartiene a questo cinema. Sebbene le sfumature siano interamente autoctone. La città è Mumbai, in tutto il suo coraggio à la Danny Boyle. L'intrinseca visione della vita è la stessa: i soldi fanno girare il mondo. Impressiona il modo davvero brillante con cui Shahid Kapoor passa da un ruolo all'altro. Il mio unico dubbio dinanzi a questi film è che ad un certo punto comincino a sguazzare troppo nella loro intelligenza e quindi perdano di vista le motivazioni dei personaggi. O, nel caso delle pellicole Hindi, inizino con le spiegazioni. Ma è un male minore. Tuttavia il finale di 'Kaminey' pare non essere all'altezza dell'incredibile corsa.'
Mayank Shekhar, 15.08.09

Cinema Hindi: ****1/2
Punto di forza: Shahid Kapoor che DI PIU' non si può, in un ruolo che ogni attore al mondo vorrebbe interpretare almeno una volta nella vita, in un film per cui chiunque ammazzerebbe la propria madre; Priyanka Chopra che lascia secchi con la sua sbalorditiva bravura; TUTTO il cast; l'esilarante sceneggiatura; la freschissima regia; ma soprattutto il montaggio al fulmicotone
Punto debole: andrebbe visto due volte per coglierne ogni sfumatura, e i minuti finali sono di troppo

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Shahid Kapoor ('Jab We Met') - Charlie/Guddu
* Priyanka Chopra ('Dostana') - Sweety
* Amole Gupte - Bhope
* Chandan Roy Sanyal - Mikhail

Regia, dialoghi, co-sceneggiatura, colonna sonora: Vishal Bhardwaj ('Omkara', 'Maqbool', 'The Blue Umbrella')

Sceneggiatura: Supratik Sen (assistente alla regia in 'The Blue Umbrella' e 'Maqbool'), Abhishek Chaubey ('Omkara', 'The Blue Umbrella'), Sabrina Dhawan ('Monsoon Wedding) e Vishal Bhardwaj

Montaggio: Meghna Manchanda Sen ('Omkara') e A. Sreekar Prasad ('Asoka')

Coreografia: Raju Sundaram ('Aks') per 'Fatak' (brano che accompagna i titoli di testa) e Ahmed Khan ('Dil Ka Rishta' in 'Yuvvraaj') per 'Dhan Te Nan'

Traduzione del titolo: 'canaglie', 'mascalzoni'. Pushker ci spiega che è un insulto bello e buono, da indirizzare a chi è abituato a pugnalare alle spalle, ad essere sleale, a rimangiarsi la parola data per fini di guadagno personale, ad imbrogliare e truffare

Anno: 2009

Award: National Film Award per il miglior audio e per il miglior montaggio (aggiornamento del 16 settembre 2010)


Vedi anche: Priyanka Chopra: live chat. (Aggiornamento del 22.08.10)

CURIOSITA'

* Kaminey è stato proiettato al Cairo International Film Festival 2009, al River to River Florence Indian Film Festival 2009, all'Indian Film Festiv Bollywood & Beyond 2010, all'Indian Film Festival Los Angeles 2010 e al Salone Internazion del Libro 2010 (aggiornamento del 24.11.10). 

* Il film ha suscitato grandissimo clamore in India: 'Kaminey' è attualmente la 'Big-Thing' di cui tutti, media e pubblico, parlano.
- Il regista Karan Johar ('Kuch Kuch Hota Hai') ha dichiarato: 'Tagliente, di culto, interpretato e diretto in modo geniale. Andatevi a prendere un assaggio di nuovo cinema e di coraggio cinematico. Più potere a Vishal!' (TESTO ORIGINALE)
- Il regista Anurag Kashyap ('Dev D') scrive: 'Vishal Bhardwaj è in forma eccome! Ha completamente reinventato se stesso con 'Kaminey', dimenticando 'Maqbool' e 'Omkara' e riscoprendo la gangster-story. La trama si svolge in un giorno, e rappresenta cose mai viste prima: la malavita Bengali e Marathi. Dopo questo film ognuno stilerà una nuova intera lista di attori preferiti. Un cast di più di 30 attori, molti tornati alla recitazione proprio con 'Kaminey'.' (TESTO ORIGINALE)

* Il nostro Pushker è a dir poco entusiasta! Ecco cosa ci racconta:
'Kaminey' è qualcosa di nuovo fatto in India. Risente dell'influenza di Tarantino, ma il contenuto e il contesto sono Indiani e rappresentati in modo eccellente pur seguendo la tradizione masala bollywoodiana. E' il primo film commerciale di Bhardwaj, e tutto è brillante: la regia, la sceneggiatura, le interpretazioni, la colonna sonora e la fotografia. Sono rimasto sbalordito da 'Kaminey'. Bhardwaj ha imposto la sua autorità in quanto genio e ha provato che un buon regista può dirigere qualunque tipo di pellicola.
I precedenti lavori di Vishal erano seri, e i personaggi erano reali con dialoghi e battute reali. Con calma, senza fretta, Bhardwaj ha dissezionato ed esplorato il lato oscuro dell'uomo senza essere mai apologetico. 'Kaminey' forse deluderà i suoi fan, ma non si dovrebbe dimenticare che il film è stato diretto con la stessa cura dei precedenti, pur abbracciando i canoni bollywoodiani. Il cervello dello spettatore non si spegne, come accade per le pellicole popolari tradizionali. Vishal ha regalato un posto a Tarantino nel nostro cinema così come aveva saldamente piantato Shakespeare nel suolo Indiano. Ma non ha copiato Tarantino come aveva fatto Sanjay Gupta in 'Kaante'.
E' affascinante vedere 'Kaminey' con occhi Indiani, viverne ogni momento e abbandonarcisi. Il film rompe ogni regola della tradizione masala Hindi.
- La prima: se ci sono due fratelli, allora uno dev'essere molto cattivo. Nel climax si pentirà dei suoi peccati e si sacrificherà. In 'Kaminey' Guddu e Charlie sono diversi fra loro, non sono perfetti, nè fisicamente nè caratterialmente. Guddu balbetta e Charlie ha la pronuncia blesa. Guddu è un bravo ragazzo ma è anche un debole pronto a chinarsi dinanzi alle circostanze. Charlie conosce la vita e sa come muoversi. E se ne frega del suo difetto di pronuncia.
- Il modo in cui i personaggi comunicano fra loro: in Bengali, in Marathi e in Inglese, senza mai ripetere le battute traducendole in Hindi come di solito accade (tranne che per i due attori di colore).
- Tutti i personaggi hanno un'anima. Sono completi.
Inoltre la fotografia è incantevole, la colonna sonora è così potente da risucchiarvi in ogni fotogramma. Una menzione speciale al brano 'Duniya mein', col quale Vishal rende il più grande tributo al leggendario compositore R.D. Burman. La canzone era contenuta nel film 'Apna Desh', interpretato da Rajesh Khanna e Mumtaz (VIDEO)
(Aline ha successivamente pubblicato il TESTO ORIGINALE di Pushker nella sezione Inglese del sito)

* Pushker ci segnala che il soggetto di 'Kaminey' è stato acquistato da Bhardwaj per 4.000 dollari da uno scrittore di Nairobi: Cajetan Boy. Ci segnala inoltre che il personaggio di Mujeeb, uno dei due fratelli di Mikhail, è interpretato da Deb Mukherjee, zio di Kajol. In 'Jo Jeeta Wohi Sikandar' ricopriva il ruolo del coach del Rajput College

* I riferimenti a Tarantino sono numerosi, ma i lavori del talentuoso regista italo-americano presentano una pulizia formale del tutto assente in 'Kaminey', pellicola dall'aspetto scabro e dalla grana (apparentemente) grossa

* Vishal Bhardwaj è uno dei registi più interessanti e anticonvenzionali del cinema hindi contemporaneo, letteralmente venerato da un numero di fan in costante crescita. Celebri le sue trasposizioni sullo schermo di opere di Shakespeare (Maqbool da Macbeth, e Omkara da Otello). Ma Bhardwaj non si vincola a generi, ispirazioni o stili, e passa con disinvoltura dalla poesia di The blue umbrella all'adrenalina di Kaminey. Inoltre Vishal è un raffinatissimo compositore di colonne sonore. Vi suggerisco di ascoltare lo splendido brano Jab Bhi Ciggaret (Jazz), incluso nella colonna sonora di No smoking; Beedi, uno dei più grossi successi degli ultimi anni, tratto da Omkara; il già citato Dhan Te Nan, tratto da Kaminey. Aggiornamento del 12 gennaio 2011: aggiungerei Ibn-E-Batuta, tratto da Ishqiya; e le sonorità balcaniche di Darling, tratto da 7 Khoon Maaf, rivisitazione hindi della celeberrima canzone russa Kalinka.

* Shahid Kapoor ha iniziato la sua carriera come modello e ballerino in spot pubblicitari e in video musicali. Celebre lo SPOT della Pepsi interpretato da un giovanissimo Shahid accompagnato da niente di meno che lo scintillante trio di 'Kuch Kuch Hota Hai': Rani Mukherjee, Shah Rukh Khan e Kajol. Il debutto a Bollywood nella coreografia del brano 'Kahin Aag Lage Lag Jawe', tratto dal film 'Taal', con un'altra star di tutto rispetto: la splendida Aishwarya Rai

* Pare che il ruolo di Charlie/Guddu fosse stato precedentemente offerto a Saif Ali Khan ('Omkara'), e pare che il regista abbia dovuto insistere parecchio per convincere Priyanka Chopra ad accettare di interpretare 'Kaminey'

* Nelle prossime settimane verrà distribuito il nuovo film di Shahid Kapoor in coppia con la talentuosissima Rani Mukherjee ('Black'): 'Dil Bole Hadippa!' (TRAILER). Mentre al Festival di Toronto verrà presentata la nuova pellicola diretta da Ashutosh Gowariker ('Jodhaa-Akbar') con Priyanka Chopra: 'What's your Raashee?' (TRAILER)

* Circolano voci di due nuovi progetti di Vishal Bhardwaj, con Aishwarya Rai e Hrithik Roshan ('Jodhaa-Akbar'), purtroppo non insieme nello stesso film

* Il co-sceneggiatore Supratik Sen è anche assistente alla regia

* Vishal Bhardwaj sta co-producendo il sorprendente film di debutto alla regia del suo fidato sceneggiatore Abhishek Chubey: 'Ishqiya'. Il cast è di tutto rispetto: Naaseruddin Shah ('Iqbal'), Arshad Warsi ('Munna Bhai') e Vidya Balan ('Pareneeta'). Per il trailer CLICCA QUI. (Ringraziamo Pushker per la segnalazione)
* Il padre di Shahid, Pankaj Kapoor, ha lavorato in passato con Vishal Bhardwaj interpretando 'Maqbool' e 'The Blue Umbrella' e il corto 'Blood Brothers'

GOSSIP&VELENI

* E Amole Gupte ha scritto davvero la delicatissima sceneggiatura di 'Taare Zameen Par'... No, ma vi rendete conto?? In 'Kaminey' non l'ha riconosciuto nemmeno la madre!

* Anche Vishal Bhardwaj arriva dall'Uttar Pradesh...

* Diamoci alla pornografia bollywoodiana: il bacio sul set fra Shahid e Priyanka c'è davvero!! E CHE BACIO!!

* Kareena Kapoor ('Jab We Met') è di sicuro un'attrice di talento, anche se SOLO UNA PAZZA FURIOSA PUO' MOLLARE UN AMORE COME SHAHID KAPOOR!!!! Ma Kareena! MA COME STAI???

* Circolano voci di una presunta relazione fra Shahid e Priyanka

30 aprile 2009

ANDAAZ



Basta la presenza di una Miss World e di una Miss Universe a colmare le lacune di un film tirato via?

Immagino che Raj Kanwar, regista di Andaaz, si sia posto questa domanda almeno una volta prima affrontare un qualsiasi colloquio con i produttori. Il suo esordio è stato contemporaneo a quello di Shahrukh Khan nel film Deewana nel 1992, proprio così, quest’uomo ha avuto un’illuminazione pazzesca nel fidarsi di un attore ancora sconosciuto divenuto oggi una straordinaria super-star. Da una persona capace di certe intuizioni ci si aspetterebbe solo l’eccellenza, eppure tra i titoli della sua filmografia si notano più flop che successi.
Che è accaduto?

Nel caso di Andaaz c’è un problema antipatico, ed è la scopiazzatura selvaggia dello script del film di Karan Johar Kuch Kuch Hota Hai (attenzione: titolo intoccabile!!!) scelta abbastanza azzardata. Io al suo posto non ci avrei dormito la notte.

TRAMA
Raj si accorge di amare Kajal, l’amica d’infanzia, nel giorno in cui lei sceglie di sposare un altro uomo. Qualche anno dopo si rincontrano, lei ha perso suo marito in un incidente, lui si è appena fidanzato con la bella Jia per cercare di dimenticarla. A questo punto non è difficile immaginare il finale…

Il film è freddo e il livello di coinvolgimento emotivo è pari a zero, la fotografia è antiquata, le canzoni, tantissime… ma tutte abbastanza noiose.
Lo scopo primario di alcuni video era far risaltare a tutti i costi la sensualità di Priyanka Chopra, costruendo per Lara Dutta un’immagine più angelica e pacata. Obiettivi mancati di netto. Certo Priyanka è dotata di un aspetto molto vistoso, ma i movimenti che le impongono la fanno apparire al massimo un po’ volgarotta.
Lara è puramente decorativa e Akshay Kumar (che quando vuole sa essere un buon attore) non muove un dito per aiutare il film, forse avrà capito che non valeva la pena agitarsi per dare il massimo se le condizioni esterne non lo permettono. In questi casi l’esempio di Shahrukh Khan e Madhuri Dixiti in Hum Tumhare Hain Sanam può essere d’aiuto, come dimenticare gli sforzi di due attori formidabili impegnati a svuotare acqua da una barca affondata? Se il film è nato male tutto diventa troppo difficile.
Il mio giudizio sul film : * 1/5 - digestione lenta, sonno pesante-

ANNO: 2003

REGIA: Raj Kanwar

CAST :

Akshay Kumar…………. Raj

Lara Dutta……………….Kajal

Priyanka Chopra…………Jia

Aman Verma……………Karan

Jhonny Lever……………Joe



QUALCOS’ALTRO:

- Il film è stato girato tra Mumbai e Cape Town

- Si tratta del debutto assoluto per Lara Dutta che vinse il Filmfare award come Best Debutant Female (era sola a concorrere… spero..)

- Priyanka afferma di odiare questo film e alcune immagini abbastanza calcate delle quali (ingenuamente vorrebbe farci credere) non si era nemmeno resa conto

- Assolutamente vietato confondere questo Andaaz con il suo omonimo in bianco e nero girato da Mehboob Khan con Nargis, Dilip Kumar e Raj Kapoor. Non hanno niente – ma niente – in comune!!!!

24 marzo 2009

LOVESTORY 2050


Tenetevi alla larga da questo film.
Malgrado le immagini e i colori invitanti, il set ultramoderno e gli effetti (si fa per dire) speciali, Love Story 2050 non riuscirà a tenervi svegli nemmeno mezzora.
Il film è inutile, girato tanto per girare, buffa accozzaglia di storielle da bambini raccontate senza un briciolo di energia. (Solo con la convinzione e il sentimento le storielle da bambini si trasformano in qualcosa di interessante per tutti… ma di certo non è questo il caso)

Immagino la genesi del disastro: Harry Baweja ha grandi progetti per il figlio belloccio che vorrebbe sfondare come attore, lo manda in palestra, lo fa assomigliare a Hrithik Roshan, gli prepara un pacchetto costoso e uno scenario sci-fi sul quale muovere i suoi primi passi, condisce il tutto con una buona dose di piatto romanticismo, un accenno al tema della reincarnazione pensando di saperlo gestire come ha fatto Farah Khan in Om Shanti Om, aggiunge un irritante pupazzo parlante rosa, e Priyanka Chopra vestita da Barbie. Ci spende tutti i risparmi di famiglia e fissa la data per una prima mondiale a Londra.
Certo che è proprio un uomo geniale.

Non conosco questo regista-produttore… vado a cercare in Wikipedia, mi chiedo che altri meravigliosi film avrà fatto…. Nel cast di Teesri Aankh, la sua uscita del 2006, noto che la protagonista è Amisha Patel. Questo spiega tutto. Non si tratta di un errore casuale, c’è proprio un problema di fondo.

Per fortuna ogni tanto a Mumbai escono pure film orribili, cosa molto utile per esaminare la nostra capacità di valutazione, qualche volta può essere terapeutico spegnere il televisore inorriditi. Da quando l'ho scoperto, il cinema indiano mi ha regalato così tanto che ci sono momenti in cui quasi quasi lo imploro di lasciarmi vedere una pura schifezza.

TRAMA , Se ci fosse sarebbe più o meno così:
La storia d’amore tra Sana e Karan si interrompe tragicamente con la morte prematura della ragazza. Il giovane spera di poterla rincontrare in un’altra vita e approfitta della macchina del tempo messa a punto dallo zio inventore per precipitarsi nel 2050 in cerca della sua amata.
Come è prevedibile la ritrova, nel frattempo ha cambiato colore di capelli.... (molto interessante...)

Ma il pubblico è un buongustaio e ha rigettato il film dal primo giorno. Perché ci fate vedere questa roba? Siamo abituati ad avere molto di più…


RECENSIONI :

Indiatimes **
Testo originale

Hindustan Times *

Bollywood Hungama **

Caterina : * 1/5
l'unica stellina compare solo per non lasciare lo spazio vuoto
Commento: Beware!!!!


ANNO: 2008

REGIA: Harry Baweja

CAST:

Harman Baweja…….. Karan
Priyanka Chopra……..Sana/Ziesha
Boman Irani …………Uncle Yu

COLONNA SONORA : Anu Malik / Javed Akhtar


ALTRE INFORMAZIONI

- Un’unica domanda a Boman Irani… com’è che sei finito lì dentro? Hai letto il copione durante l’addio al celibato di qualche amico?

- Kareena Kapoor ha dato prova di saggezza estrema tirandosi fuori da questo orrore di pellicola, infatti era stata ingaggiata in un primo momento per il ruolo della protagonista. Per fortuna è riuscita ad andarsene in tempo. Thank you Kareena.

- Il prossimo film con Harmaan e Priyanka What’s your Rashee? sarà firmato da Ashutosh Gowariker, regista fantastico, autore di Jodhaa Akbar, Swades, Lagaan. Mi fido ciecamente del suo giudizio ma resto molto perplessa sulla scelta del cast… incrociamo le dita fin da adesso.
- Alcune sequenze della canzone "Meelon Ka Jaisa Tha Fasla" sono state girate nell'incredibile cornice del Salar de Uyuni in Bolivia... che spreco inutile... visto che avete scelto una location di straordinaria bellezza, potevate chiamare le star giuste ?? Shahrukh e Kajol hanno fatto miracoli per l'Ente del turismo Egiziano...