Visualizzazione post con etichetta ATTORE IRRFAN KHAN. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ATTORE IRRFAN KHAN. Mostra tutti i post

26 febbraio 2016

JAZBAA


Che piaccia o no Jazbaa è un film che non si può fare a meno di guardare. E' il ritorno della Diva dopo un'assenza che pareva interminabile e soprattutto insieme a Irrfan Khan, accanto al quale forma una coppia insolita quanto ammaliante. Il punto di partenza è sufficiente a scatenare la curiosità mesi prima dell'uscita nelle sale, è stata trepidante l'attesa delle prime immagini, dei trailer, fino ai pareri dei critici e del pubblico.


TRAMA
Anuradha (Aishwarya Rai) è un'avvocato all'apice del suo successo ma anche una madre single che si divide tra le responsabilità familiari e gli impegni in tribunale. Per ottenere la sua collaborazione un misterioso ricattatore rapisce sua figlia e minaccia di ucciderla se la donna non sarà in grado di riaprire il processo e scagionare un assassino a un passo dalla pena di morte. Solo pochi giorni per tentare un'impresa impossibile: provare, o costruire di sana pianta, la sua innocenza.


Remake ufficiale del coreano Seven Days, Jazbaa è un thriller elegante pensato ed eseguito con cura. Veloci corse in auto, emozioni forti, ritmi serrati e un evidente  virtuosismo tecnico, tutto è molto bello da guardare, il coinvolgimento emotivo non manca. La fotografia è fantastica e garantisce ad ogni scena la giusta intensità, dominano i toni del verde, del grigio e del nero riprendendo i colori della toga e degli occhi cristallini di Aishwarya, orizzonti profondi, vedute aeree di una brulicante Mumbai in HDR e una dimensione alternativa in cui ogni dettaglio appare realistico a un primo sguardo e surreale a un secondo. Nonostante le buone performance, e una narrazione avvincente che non concede pause, le linee guida della storia a tratti vacillano. Il climax mi è sembrato esaustivo ma forse poco originale.

Non privo di difetti ma comunque molto buono, Jazbaa è uno dei titoli del 2015 da guardare assolutamente. Sempre grati a Sanjay Gupta per aver proposto una coppia cinematogafica inusuale e aver scritturato Irrfan Khan nel ruolo di un poliziotto un po' corrotto e sempre con la battuta pronta. I dialoghi scritti per il personaggio di Yohaan sono davvero irresistibili e capaci di contrastare qualche eccesso di melodramma e lacrime in glicerina di troppo sparse qua e là.

Tutto ruota intorno ad Aishwarya, protagonista e presenza abbagliante della quale si sentiva una mancanza tremenda. Il ruolo di Anuradha le si addice molto, una donna bella, brillante, matura e grintosa. La lista degli aggettivi potrebbe proseguire in eterno. Buona la sua interpretazione ed ottimo il look sobrio adatto sia alle situazioni che al personaggio. L'attrice è in gran forma e apre il film con una sessione di ginnastica al parco indossando una tutina seconda pelle che mette in risalto curve sexy e un corpo tonico.  Uno schiaffo in faccia a tutti coloro che l'avevano data per spacciata e anche alle sue colleghe più giovani ma sempre più (inutilmente) pelle ed ossa.

Irrfan appare un vero e proprio figo in ogni inquadratura, occhiali scuri, giacchetti di pelle, magliette aderenti che mettono in mostra la sua figura alta e slanciata, strafottente e dolce al punto giusto, credibile anche nelle scene un po' esagerate e sempre desiderabile. Anuradha e Yohaan, i due protagonisti, non hanno una vera e propria love story ma si rispettano e si completano a vicenda, sanno essere colleghi e amici, condividono una velata attrazione. Quest'intesa vibrante e una scintilla di passione mai dichiarata sono il valore aggiunto del film, non ci resta che creare un Jazbaa 2 nella nostra mente e immaginare tutto ciò che potrebbe avvenire al termine della vicenda principale. 

Aishwarya Rai è in India quello che sono state Marilyn e Audrey per gli States e Brigitte per la Francia. Lei non è solo un'icona di bellezza e una trendsetter nella moda, nello stile e nel makeup ma una diva vera, un'immagine che va ben oltre il mondo del cinema, delle passerelle e delle copertine. Aishwarya è uno di quei volti che visti una volta è impossibile dimenticare, elegante e leggiadra in ogni momento e in ogni situazione, anche quando i media la facevano a pezzi per il suo peso aumentato con la gravidanza spargendo gratuitamente veleno. In barba ai sabotatori la diva non ha mai smesso di ammaliare il suo pubblico, prima a distanza e a piccoli passi, poi finalmente con un una serie di film di diverso genere e mood. Come tantissimi altri fans non vedevo l'ora di vederla di nuovo in un lungometraggio tutto suo. Uno sguardo di Aishwarya trasforma gli uomini in statue di sale, ed è così magnetica da sedurre il pubblico femminile placando anche la più tiepida fiamma di gelosia. E' semplicemente qualcosa di più. Basta riconoscerlo.



Il mio giudizio sul film: *** 3/5

ANNO: 2015

TRADUZIONE DEL TITOLO : Coraggio

REGIA: Sanjay Gupta

CAST:

Aishwarya Rai ............Anuradha
Irrfan Khan ............ Yohaan
Shabana Azmi ............ Garima Chaudary
Jackie Shroff ........... Mahesh Maklai
Atul Kulkarni .......... Ronit

COLONNA SONORA: Amjad - Nadeem ("Bandeyaa"), Badshah ("Aaj Raat Ka Scene"), Arko Mukherjee ("Kahaaniya" e "Jaane Tere Shehar")

Vedi anche : articoli di Cinema Hindi su Jazbaa nella sezione Breaking News
Le prime del 9 ottobre 2015 : Jazbaa
Jazbaa: nuova locandina
Jazbaa : Kahaaniya
Jazbaa: locandine, trailer e video

16 dicembre 2014

QISSA : THE TALE OF A LONELY GHOST



Un film suggestivo sotto tanti aspetti, interpretazioni fantastiche e odore di capolavoro. Un’opera caratterizzata da un andamento emotivo fluttuante, in cui la cruda realtà e il soprannaturale si uniscono, che scava ancora più a fondo nella mente se la si vede in una sala cinematografica, dalla quale non si può evadere senza uscire o concedersi delle pause come a casa propria. Qissa acquista una maggiore forza narrativa in un ambiente in cui sono solo il buio e le immagini a raccontare un diario amaro di oppressioni, bugie e disincanto impresso su celluloide con straordinaria passione.


TRAMA
Umber Singh (Irrfan Khan) ha dovuto abbandonare la sua terra e la sua casa dopo la partizione, è padre di tre figlie ma è ossessionato dal desiderio di avere un figlio, un pensiero che lo tormenta nonostante sia riuscito nel corso degli anni a costruirsi una nuova vita. Nel momento in cui la moglie (Tisca Chopra) da alla luce la quarta bambina, Umber decide di nascondere alla società il sesso della neonata crescendola come se fosse un maschio. Gli anni passano e Kanwar (Tillotama Shome) diviene adolescente continuando ad ignorare di essere nata donna, i problemi insorgono in seguito al suo matrimonio con Neeli (Rasika Dugal) una ragazza nomade che ancora non conosce la vera identità della persona che ha sposato.


Il regista Anup Singh ha dovuto attendere ben dodici anni per veder realizzato questo suo progetto, la lunga ricerca di un produttore e la volontà di non cedere a compromessi (né sui contenuti né sulla scelta della lingua punjabi) hanno messo più volte a rischio il destino di questo film.  E’ la storia di  un'identità distrutta e quella di un'identità negata, un racconto velato di mistero in cui tutto gira intorno a una data: il 1947.  La partizione è il trauma dal quale si avvia la storia di Umber Singh, un uomo che cerca di riprendersi in maniera forzata la sua felicità, e per fare ciò alimenta quotidianamente una menzogna, una bugia che lo appaga ma al tempo stesso lo tormenta e da padre e protettore della famiglia lo trasforma in un essere brutale.
Al termine della visione il film lascia l’amaro in bocca e una marea di punti interrogativi, le scene finali continuano a seguire lo spettatore fino a casa, senza svelare o smentire nulla, aprendo varie piste all’immaginazione. Ed è proprio questo il valore aggiunto, la caratteristica che rende questa pellicola indimenticabile e profondamente diversa.
La frase che completa il titolo, A tale of a lonely ghost, è composta da tre parole chiave: Tale/racconto, invita a sospendere la ragione per lasciar spazio all’irrazionale. Lonely/solo, la solitudine di Umber con i suoi ricordi e di Kanwar isolata nella sua stessa casa. E poi ghost/fantasma, o meglio innumerevoli fantasmi che piano piano si incontrano nel film, la partizione, il passato che non si può recuperare, l’identità confusa della protagonista, i morti e il sangue versato.  E non a caso il film si apre proprio con l’immagine di Umber Singh che trascina sulle spalle un cadavere. Il corpo gettato nel pozzo per intossicare le acque di coloro che occuperanno la sua casa dopo la partizione finisce per avvelenare a distanza anche la sua famiglia che crede di essersi messa in salvo aldilà del fiume.
Qissa è una creazione multistrato, è davvero difficile poter cogliere tanti dettagli con una sola visione. Il finale resta aperto a molteplici interpretazioni, sulle quali si potrebbe conversare per giornate intere, e allo stesso modo non viene rivelata la vera natura del rapporto tra Kanwar e Neeli, non si capisce se tra le due donne ci sia veramente un’attrazione sessuale o solo complicità e affetto. Si resta con il dubbio. La protagonista si espone per salvare la ragazza che ha sposato perché la identifica come un’altra vittima del padre e del sistema? Lo fa perché la ama? Oppure perché vede in lei un riflesso della propria femminilità negata?
Vittima della ferrea definizione dei ruoli della società patriarcale, e della discriminazione sessuale, Kanwar cresce credendo di essere un ragazzo e riesce a portare avanti il ruolo che, senza saperlo, le è stato imposto. Ma cosa determina veramente “l’essere uomo”? Nascondere la verità solo per apparire e ottenere l’approvazione degli altri? Oppure difendere i propri diritti e salvaguardare, anche a costo della vita, l’incolumità dei propri cari? Se la risposta alla domanda è la seconda allora Kanwar, fisiologicamente donna, è nel film molto più virile del padre codardo e accecato dalla sua presunta immagine di padrone dalle decisioni insindacabili. Umber non è tanto un personaggio negativo quanto un personaggio “triste” , un uomo che crede di agire per il bene ma che in realtà si rifugia nell’egoismo e nella nostalgia distruttiva, chiudendo i propri occhi in una pericolosa illusione. La grandezza di Irrfan Khan sta anche nell’aver interpretato con sentimento e trasporto un personaggio così spigoloso, la sua intelligente performance evita che Umber risulti soltanto una creatura crudele e fatta per essere odiata sullo schermo, al contrario lo spettatore impara a riconoscerne gli sguardi, le sofferenze e le reazioni, scavando tra le radici dalle quali nascono e si alimentano le sue bugie.

Il mio giudizio sul film : ***** 5/5

ANNO: 2014

LINGUA : Punjabi

TRADUZIONE DEL TITOLO : Racconto

REGIA : Anup Singh

CAST: 
Irrfan Khan ...................... Umber Singh
Tillotama Shome .................. Kanwar
Rasika Dugal .....................Neeli
Tisca Chopra ................... la madre di Kanwar

COLONNA SONORA : Beatrice Thiriet e Manish J Thipu

QUALCOS'ALTRO : 
Qissa è una produzione indo-europea, una collaborazione tra India, Germania, Olanda e Francia. La pellicola è stata proiettata in numerosi festival internazionali tra cui l'International FF di Rotterdam, il Busan FF e il London Indian Film Festival. La sua premiere è stata all'edizione 2013 del Toronto Film Festival nella quale si è aggiudicato il Netpac Award per la categoria World or International Asian Film.

Tillotama Shome ha vinto per la sua interpretazione in Qissa il premio di Miglior Attrice alla 7a edizione dell'Abu Dhabi Film Festival.

Qissa ha aperto la retrospettiva dedicata ad Irrfan Khan nell'edizione appena conclusa del River to River FIFF. Il regista e l'attore protagonista hanno incontrato il pubblico al termine della proiezione. Vedi anche : Irrfan Khan ospite d'onore al River to River.

05 agosto 2012

PAAN SINGH TOMAR


Superata la metà dell'anno, ma ancora in attesa del periodo più caldo per il Cinema in lingua Hindi, quello di Diwali, il film evento del 2012 sembra essere Paan Singh Tomar. Dopo una lunga gestazione, il regista Tigmanshu Dhulia, infatti, pensava a questo soggetto dal 1990, e terminato nel 2010, Paan Singh Tomar è stato distribuito solo lo scorso marzo per una precisa strategia di marketing e perchè potesse essere presentato a più Festival, anche a quelli che richiedono che le pellicole siano inedite (*). Il film ha incassato molto di più di quanto sia costato e ha raccolto un successo ed un entusiasmo, suscitato anche tra gli addetti ai lavori, le cui ragioni, però, vanno al di là di un qualsiasi, per quanto brillantemente ideato, piano di lancio.
(*) L'intervista di Box Office India a Tigmanshu Dhulia, già segnalata da Cinema Hindi nelle Breaking News qui.

TRAMA

Paan Singh Tomar (Irrfan Khan), famigerato fuorilegge della Chambal Valley,  racconta, intervistato da un giornalista, di come sia divenuto prima un soldato dell'esercito, un atleta pluripremiato e infine un ribelle e un bandito. Ispirato alla vera storia di Paan Singh Tomar (1932-1981).

RECENSIONI

The Times of India ****
La pellicola funziona grazie ad Irrfan che dà vita a Paan Singh Tomar come atleta, come marito e come fuorilegge. Una performace impeccabile di un perfetto attore. Come sua moglie, Gill, che emerge con una meravigliosa composta interpretazione. C'è anche dell'umorismo, delicate e intense scene romantiche tra i due.
Dhulia ottiene un ottimo lavoro anche dal resto del cast. Le riprese, soprattutto delle gole e del fiume, sono eccellenti.
In un paese ossessionato dai superpagati giocatori di cricket, una biografia di un ex campione nazionale di atletica è una ragione sufficiente per celebrare. Ma il film di Dhulia è molto di più. E' uno dei film più superbamente realizzati che sottolinea il legame tra vita, sport e società.
Avijit Ghosh, 01.03.2012
La recensione integrale.

Hindustan Times ***
Irrfan conferisce a Tomar grazia e una quieta dignità. Tanto che  persino quando incontra l'inevitabile destino dei banditi e il suo corpo crivellato dai proiettili cade nella terra, c'è qualcosa di eroico in lui.
Paan Singh Tomar è fiction ispirata a reali avvenimenti. La storia è notevole, Tomar è un un soldato dell'esercito che entra nella squadra di atletica solo per avere delle porzioni di cibo maggiori. Dopo una corsa, la prima cosa che fa è afferrare e divorare un cespo di banane. Tomar ha fede nel sistema e non decide di ricorrere alla violenza fino a quando un fiacco e palesemente corrotto poliziotto si rifiuta di prendere atto delle sue difficoltà e gli chiede invece il perchè gli stranieri, visto che Tomar ha viaggiato per partecipare alle competizioni internazionali, si vestono così poco.
Un ferito e arrabiato Tomar si chiede: Desh ke liye faltu bhagey kya? (E' stato inutile correre per il mio paese?) (*)
Il momento è di genuino pathos.  Come lo è la riflessione dolente (di Tomar) al giornalista sul fatto che nonostante sia stato un sette volte vincitore dei National Games, fosse rimasto anonimo, mentre i sequestri e gli omicidi lo hanno reso famoso. Ma a dispetto  dell'abbondante materiale grezzo e della qualità delle interpretazioni Paan Singh Tomar non vola alto. A tratti la sceneggiatura è lenta e stranamente inerte.
Più grave, non si ha il senso di che cosa abbia causato la conversione di Tomar da soldato a assassino sulla sua psiche. Sì, lui ricorre alla violenza perchè provocato, ma successivamente sembra curiosamente a suo agio come criminale.  Il regista Tigmanshu Dhulia costruisce una relazione amorevole tra Tomar e la moglie, Indra, interpretata da Mahie Gill. Ma Idra e i due figli per lo più scompaiono dalla sua vita quando egli diventa un fuorilegge, e noi non lo vediamo mai soffrire per loro.
Paan Singh Tomar ha buone intenzioni ma non emoziona.
Volevo sentire di più. Ma quello che Dhulia e Irrfan ci danno è un personaggio che è insieme complesso e infantile. Merita di essere visto.
Anupama Chopra , 02.03.2012
La recensione integrale.
(*) Grazie ad Atif e Dev per la consulenza linguistica.

Diana **** 1/2
Tigmanshu Dhulia è stato capace di sorprendere riuscendo a fare ancora meglio che con il già ottimo Sahib biwi aur gangster. Il regista ha scovato anni fa la storia di Paan Singh Tomar, se ne è appassionato e ne ha sviluppato meravigliosamente le ampie potenzialità. Le vicende del campione, diligente soldato e affettuoso marito che diventa un fuorilegge, sembrano già romanzo, nelle mani di  Dhulia si trasformano in leggenda. I torti subiti, le ingiustizie commesse ai danni di Tomar, accostati al ritratto che ne viene offerto nel primo tempo, di uomo mite, disciplinato e volitivo, ispirano grande empatia. Irrfan Khan in stato di grazia rende il suo personaggio vivo e reale. La sua presenza carismatica e l'interpretazione composta regalano naturalezza alle eccezionali imprese dell'atleta e ammantano di fascino la quotidianità del padre di famiglia.
Un film intenso, completo che suscita coinvolgimento, divertimento e commozione di prima classe.

Il bello:
- Il gelato offerto a Tomar dal maggiore Masand come dono di congedo.
- Irrfan Khan.
E sì, di lui si dicono meraviglie e sono tutte meritate. Irrfan dimostra una classe rara e offre una performace straordinaria che rimarrà come una delle migliori della sua già notevole carriera.
- Sui titoli di coda scorrono i nomi degli atleti indiani scomparsi senza essere celebrati ed ora dimenticati.

Il brutto:
Niente.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Paan Singh Tomar - Irrfan Khan
La moglie di Paan Singh Tomar - Mahie Gill
Il Maggiore Masand - Vipin Sharma
Matadeen Singh Tomar - Imran Hasnee
Gopi - Nawazuddin Siddiqui
L'ispettore Rathore - Zakir Hussain
Il coach - Rajendra Gupta
Bhanwar Singh - Khan Jahangir Khan
Il giornalista - Brijendra Kala
Ramcharan - Sitaram Panchal

Scritto da Tigmanshu Dhulia e Sanjay Chauhan

Diretto da Tigmanshu Dhulia

Prodotto da Ronnie Screwvala

Musiche di Abhishek Ray

Distribuito da IBC Motion Pictures

Anno 2012

CUTIOSITA'

- Il film è frutto di un lungo lavoro di ricerca e documentazione da parte di Tigmanshu Dhulia ed è stato girato tra le gole di Chambal, nel Dholpur e nella vera caserma di Roorkee dove visse Tomar.

 - Anche Irrfan si è preparato con grande rigore, allenandosi nella corsa ad ostacoli. Durante le riprese, però, si è rotto la caviglia. Ecco un video, un po' casalingo, in cui si vede l'attore sul set, con il piede fasciato.

 - Tra le diverse interviste ad Irrfan Khan segnalate in questi mesi da Cinema Hindi nelle Breaking News, riproponiamo quella del Times of India dello scorso 13 marzo, in cui Irrfan parla diffusamente del film, della voglia di cimentarsi con un personaggio realmente esistito perchè "la vita è più interessante della finzione". Si esprime inoltre, in merito al rapporto, raccolto dalla polizia, di un nipote di Tomar che ha lamentato il mancato pagamento che gli sarebbe stato promesso da Dhulia per le informazioni fornite.

Il contatto Twitter di Irrfan Khan.
La pagina UTV dedicata al film.

12 ottobre 2011

YEH SAALI ZINDAGI

Le crime stories hanno una buona tradizione a Bollywood; con Yeh Saali Zindagi, Sudhir Mishra onora il genere e presenta un film interessante, audace e piacevolissimo.

TRAMA

Arun (Irrfan Khan) è l'agente finanziario ed il contabile di una società di Delhi che ha un grosso ma sporco giro d'affari. Per lavoro, incontra l'affascinante cantante Priti (Chitrangda Singh) e perde la testa per lei.
Kuldeep (Arunoday Singh), appena uscito di prigione, tenta un ultimo colpo, un rapimento, per guadagnare tanto da  riconquistare la moglie Shanti (Aditi Rao Hydari) e sistemarsi per il resto della vita.
Come nella canzone che prende il titolo dal film, Yeh Saali Zindagi (...questa "dannata vita" non ci ascolta, noi scegliamo una direzione ma siamo portati altrove...), l'imprevedibilità del futuro farà in modo che Arun e Kuldeep incrocino le loro storie.

RECENSIONI

The Times of India ***1/2
Non è la prima volta che il regista Sudhir Mishra si cimenta con una gangster story. Aveva già dimostrato la sua perizia in un precedente cult thriller, Is Raat Ki Subah Nahin, ambientato a Mumbai. In Yeh Saali Zindagi la vicenda si svolge nei sobborghi e nei sordidi vicoli di Delhi. E la location toglie il respiro. Le tele di Mishra - grazie anche al direttore della fotografia (Sachin Kumar Krishnan) - catturano la capitale, regalando immagini affascinanti. Ma la visualizzazione è solo una delle qualità del film. La sceneggiatura di Mishra è avvincente, e rispetta l'intelligenza dello spettatore. Come era accaduto per Kaminey, anche YSZ non racconta tutto e si aspetta che il pubblico si risvegli dalla letargia, colga i dialoghi, le intonazioni, le sfumature. YSZ potrebbe sembrare un po' confuso, ma prestando la dovuta attenzione si finisce con l'apprezzarlo. In primo luogo perchè il cast soffia fuoco e passione nelle performance. Irrfan Khan guida il gruppo col suo personale carisma, e Arunoday Singh non è da meno. Difficile inoltre ignorare la colonna sonora di Nishat Khan e i testi di Swanand Kirkire. Dark, ambiguo, insolito: YSZ è un dramma d'azione e di cervello. Avremmo però preferito un minor numero di bip...
Nikhat Kazmi, 03.02.11
La recensione integrale.

Hindustan Times ***
Nessuna delle vicende narrate in Yeh Saali Zindagi cattura emotivamente il pubblico perchè tutte competono per conquistarne l'attenzione. L'umorismo è auto-consapevole. Le armi scattano con facilità. La narrazione è intricata. C'è leggerezza nella morte, e c'è stile nei dialoghi. YSZ potrebbe piacere ai fan di Tarantino e di Rodriguez, e potrebbe di contro non eccitare gli amanti del più maturo Hazaaron Khwaishein Aisi (2003) o di Yeh Woh Manzil To Nahin (1987), entrambi diretti da Mishra. Mishra è anche il regista di Is Raat Ki Subah Nahin (1996), un raro esempio di gangster story pre-Satya che narrava la malavita di Mumbai. In YSZ Mishra utilizza (e forse perde) la trama per mappare in modo accattivante la vita urbana della metropoli-villaggio di Delhi. Il film diviene una sorta di 'racconto di due città', Dickensiano per la sua grottesca commedia e per il numero di personaggi che la sviluppano. Ciascun ruolo è disegnato per essere morbidamente vistoso in un modo suo proprio. Il movimento è molto ampio, e risulta faticoso sincronizzarsi alla sua rapidità. YSZ appare confuso perchè nessun personaggio possiede un centro morale. E nessun personaggio tiene unita la trama. YSZ si muove ovunque per giungere ad una fine che va oltre quella progettata. La pellicola rimane in testa ma non abbastanza nel cuore. Gli attori sono tutti ispirati e meravigliosamente amalgamati fra loro. YSZ appare di gran lunga migliore della sua sceneggiatura.
Mayank Shekhar, 04.02.11
La recensione integrale.

Diana ***1/2
Yeh Saali Zindagi è un film sulla passione, anche erotica. I  protagonisti si muovono spinti dal desiderio, dall'amore, e la tensione sessuale è un elemento fondamentale della storia. Irrfan Khan e la splendida Chitrangda Singh insieme fanno tremare lo schermo grazie ad una chimica perfetta. Buona anche la sintonia tra Arunoday Singh e Aditi Rao Hydari.
Mentre la trama si complica in seguito all'entrata in scena degli elementi classici del genere - criminalità organizzata, poliziotti corrotti e politici non proprio irreprensibili - Yeh Saali Zindagi non perde la sua anima, compatezza e carattere.
Un film moderno, molto ben scritto ed intelligentemente realizzato. Meno innovativo ed adrenalinico di Kaminey, a cui effettivamente sembra in qualche modo imparentato, ma più denso e cerebrale.

Il bello:
- Irrfan Khan, bravo e davvero affascinante. La sua classe porta il film ad un altro livello.

Il brutto:
- Il personaggio di Chote, interpretato da Prashant Narayanan.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Arun -  Irrfan Khan
Kuldeep - Arunoday Singh
Priti - Chitrangda Singh
Shanti - Aditi Rao Hydari
Mehta - Saurabh Shukla
Satbeer - Sushant Singh
Tony - Vipin Sharma
Bade - Yashpal Sharma
Chote - Prashant Narayanan
Shyam - Vipul Gupta
Guddu - Tarun Shukla
La figlia del ministro - Madhvi Singh

Scritto e diretto da Sudhir Mishra

Prodotto da Prakash Jha

Musiche di Nishat Khan e Abhishek Ray

Coreografie di Rajiv Surti

Distribuito da Cine Raas Entertainment Pvt. Ltd.

Anno 2011

CURIOSITA'

- Al regista Sudhir Mishra piace, qualche volta, cambiare ruolo. Compare, infatti, come attore in alcuni film tra cui Traffic Signal e Raat Gayi Baat Gayi.

- E' la voce della bellissima Chitrangda Singh quella che canta sulle note della title song Yeh Saali Zindagi.
L'articolo originale.

- "Dal titolo sembrerebbe una lamentela nei confronti della vita. Ma è più uno scherzo. Un sorprendente punto di vista sull'esistenza.  Sudhir Mishra è andato oltre ciò che ha fatto nei film precedenti.  
Sudhir è un interessante filmmaker che sta cercando di realizzare qualcosa che sia orientato maggiormente verso i gusti del pubblico.
Qualcuno ha l'impressione che Yeh Saali Zindagi sia cupo. Non è così. E' un divertente ed affascinante thriller con il tocco di Sudhir..." (Irrfan Khan)
L'intervista integrale ad Irrfan Khan.

La pagina di Bollywood Hungama dedicata a Yeh Saali Zindagi.

29 giugno 2011

KNOCK OUT



Curioso mix di In linea con l'assassino e di A wednesday!, Knock out è un prodotto guardabile malgrado le lacune. I dialoghi in più di un'occasione scadono nella retorica. Non mancano rallentamenti, ripetizioni, ingenuità. Soprattutto non sono chiare l'identità della pellicola e la direzione della sceneggiatura. Troppi elementi si affastellano, generando una certa confusione di intenti. Knock out è un thriller psicologico o un film d'azione? E qual è il suo scopo? Scandagliare l'animo umano e metterne a nudo i lati oscuri, o denunciare la corruzione politica? Qualche taglio e un ritmo più serrato avrebbero giovato. Ma soprattutto focalizzarsi con maggiore decisione sull'argomento centrale sfrondando le sottotrame.

Se non avete visto In linea con l'assassino e se non vi aspettate un film memorabile, Knock out non vi deluderà. Soprattutto si resta affascinati dalle performance combinate di Sanjay Dutt e del solito ottimo Irrfan Khan. La tela psicologica che si crea fra loro intriga e coinvolge. L'architettura della storia è robusta, e la regia contribuisce ad infondere carisma alle figure dei due protagonisti. Una menzione per l'ironia: la fotografia di Gandhi compare in tutte le stanze del potere, alle spalle di uomini politici perennemente occupati a pianificare progetti criminosi.

TRAMA

La vicenda narrata in Knock out si svolge in tempo reale, dalle 11.00 alle 13.00 di una mattina mumbaita. Il consulente finanziario Tony Khosla (Irrfan Khan) utilizza una cabina telefonica pubblica per le sue conversazioni d'affari non proprio puliti. Ed in questo angusto spazio viene trattenuto da un misterioso interlocutore (Sanjay Dutt): un killer o un giustiziere?

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La versione di Zara Zara Touch Me (Race) offerta da Irrfan Khan. Superfluo precisare che il sex appeal di Irrfan è decisamente superiore a quello di Katrina Kaif. Posso prenotare una replica a casa mia? (Vestito solo della cravatta, Irrfan, grazie).

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* La pettinatura di Irrfan Khan.

RECENSIONI

The Times of India: ***
Knock out è per la maggior parte ambientato in una cornice chiusa: tutta l'azione si sviluppa intorno ad una cabina telefonica, e questa è l'unica similarità col film hollywoodiano In linea con l'assassino. L'espediente funziona bene, almeno parzialmente. Sia Irrfan Khan che Sanjay Dutt giocano con faccia tosta al gatto e al topo, ed investono un'energia nervosa nello sviluppo della storia. Il primo tempo stenta un po' a decollare, ma poi non delude. Ovviamente è Irrfan Khan a conquistare gli applausi con la sua recitazione tesa, ma anche Sanjay Dutt convince. Il regista Mani Shankar ha scritto un thriller che cattura l'attenzione dello spettatore e che pone l'accento su un punto importante: estirpiamo la corruzione e vediamo come l'India spicca il volo.
Nikhat Kazmi, 14.10.10

Hindustan Times: *1/2
Knock out è un knockoff (*) hollywoodiano, ma il plagio è il minore dei mali. Povero Irrfan Khan! Costretto a rivolgersi al cinema occidentale per partecipare a prodotti più originali!
(*) riproduzione abusiva
Mayank Shekhar, 15.10.10

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: la perfetta sintonia sullo schermo fra Irrfan Khan e Sanjay Dutt
Punto debole: la sceneggiatura confusa

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sanjay Dutt - Veer Vijay Singh
* Irrfan Khan - Bachchu/Tony Khosla
* Kangna Ranaut - Nidhi, la giornalista televisiva
* Gulshan Grover - Bapuji, il politico
* Sushant Singh - Vikram, il poliziotto

Soggetto, sceneggiatura e regia: Mani Shankar
Sceneggiatura: collaborazione di Vijay Singh
Dialoghi: Shiraz Ahmed (Wanted)
Colonna sonora: Gourov Dasgupta (Aa Dekhen Zara)
Coreografia: Ganesh Acharya (Raavan) e Ahmed Khan (Ghajini)
Fotografia: N. Nataraja Subramaniam (Parineeta)
Montaggio: Chandan Arora (Cheeni Kum)
Coreografia nelle scene d'azione: Allan Amin (Prince)
Anno: 2010
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Bollywood Hungama, 16.10.10: intervista a Kangna Ranaut
* Hindustan Times, 21.10.10: dichiarazioni di Kangna Ranaut
* Bollywood Hungama, 07.06.10: video conferenza stampa IIFA 2010, con Mani Shankar, Sanjay Dutt, Irrfan Khan, Kangna Ranaut
* Bollywood Hungama, 31.08.10: video presentazione di Knock out, con Mani Shankar, Sanjay Dutt e Kangna Ranaut
* Bollywood Hungama, 05.10.10: intervista video a Kangna Ranaut
* Bollywood Hungama, 09.10.10: intervista video ad Irrfan Khan
* Times Now: intervista video a Sanjay Dutt e ad Irrfan Khan
* Bollywood Hungama: lista di tutti i link agli articoli e ai video dedicati a Knock out

CURIOSITA'

* Sanjay Dutt è probabilmente l'attore indiano più attivo della sua generazione (Anil Kapoor in questo periodo si dedica a produzioni internazionali, mentre Jackie Shroff, Sunny Deol e Mithun Chakraborty sono meno impegnati), e - fatto insolito a Bollywood - non rifiuta di interpretare personaggi con i quali condivide l'età anagrafica. Nel 2010 ha offerto un'altra interessante performance in Lamhaa.
* Sanjay Dutt e Kangna Ranaut appaiono sempre più spesso insieme sullo schermo: Knock out, No problem, Double Dhamaal, Rascals.
* Apoorva Lakhia, che in Knock out ricopre il ruolo del fighissimo agente speciale incaricato di uccidere Tony Khosla, è in realtà un regista. Il suo film più apprezzato è Shootout at Lokhandwala. Nel sito Popcorn Tv potete visionare Ek Ajnabee, con Amitabh Bachchan, sottotitolato in italiano. Lakhia è stato anche aiuto regista di Gowariker in Lagaan, e di Mira Nair in Kama Sutra. Ha inoltre collaborato a pellicole hollywoodiane quali Tempesta di ghiaccio (di Ang Lee), Innamorati cronici (di Griffin Dunne) e Delitto perfetto (di Andrew Davis).
* Aggiornamento dell'8 giugno 2013: nell'estate 2013, Knock out è stato trasmesso da Rai 1, doppiato in italiano.
* Riferimenti a Bollywood: l'applauditissima reinterpretazione di Zara Zara Touch Me. Da chiodo fisso.
* Riferimenti all'Italia: Knock out si apre con una citazione attribuita a Niccolò Machiavelli: 'War is politics by other means' ('la guerra è politica con altri mezzi'). In rete non ho trovato conferma della paternità di Machiavelli. Una frase molto simile sembra contenuta nell'opera Della guerra di Carl von Clausewitz. Non essendo appassionata di politica nè di strategie militari, ho colpevolmente abbandonato le ricerche. Menzionati inoltre i marchi Gucci e Armani.
* Film che trattano lo stesso tema: A wednesday! presenta delle similarità nella trama. In Jhootha Hi Sahi (commedia) e in Karthik calling Karthik il telefono riveste un ruolo altrettanto centrale. In Shiva (2006) e in Contract il protagonista è un poliziotto giustiziere. In The killer (con Irrfan Khan) la storia dei due protagonisti si svolge quasi interamente in un taxi. In No smoking si sviluppa una pericolosa tela psicologica fra i personaggi interpretati da John Abraham e Paresh Rawal. In Kidnap (con Sanjay Dutt) si gioca al gatto e al topo. Aamir è un ottimo thriller psicologico con qualche spunto simile a Knock out. Anche Acid factory (con Irrfan Khan) rientra nel genere. Quanto alla corruzione politica: Satta, Rann.

GOSSIP & VELENI

* Sembra che il ruolo dell'ispettore di polizia in Slumdog millionaire fosse stato offerto a Gulshan Grover, il quale rifiutò, favorendo la candidatura di Irrfan Khan.
* Un ringraziamento a Mahie Gill compare nei titoli di coda. L'attrice aveva girato un'item song coreografata da Ganesh Acharya su richiesta dei produttori. In seguito il regista decise di tagliarla. Articolo di Bollywood Hungama.
* La 20th Century Fox, produttrice di In linea con l'assassino, aveva reclamato il riconoscimento dei diritti d'autore presso l'alta corte di Mumbai, ottenendo il blocco della distribuzione di Knock out. In seguito ad un ricorso presentato dai produttori indiani, il blocco venne cancellato a fronte del versamento di un cospicuo deposito di denaro. Articolo di Bollywood Hungama.
* Allan Amin pare sia un cuoco eccezionale, definito da Sanjay Dutt il migliore al mondo. Regista e cast sono tutti allegramente ingrassati nel corso delle riprese di Knock out. Mani Shankar, che ha guadagnato ben otto chili, ha rivelato che la maggior parte delle sequenze d'azione furono progettate nella cucina di Allan. Divertente articolo di Bollywood Hungama.

25 aprile 2011

HISSS

Jennifer Lynch, regista di questa produzione targata India-USA, sembra abbia lasciato il set poco prima della fine delle riprese  a causa di alcune divergenze con i produttori.
Pare che Jennifer  volesse una storia d'amore senza musiche e danze, mentre la produzione desiderava un horror in perfetto stile bollywoodiano. Non sapremo mai che cosa avesse in mente la regista statunitense, possiamo solo anticipare che in Hisss, lontano da essere perfetto da qualsiasi punto di vista, non c'è alcun balletto. E questa è solo una delle pecche del film!

TRAMA

George States (Jeff Doucette), malato di un tumore al cervello all'ultimo stadio, è in India per cercare il nagmani, una deposito che si formerebbe nel cappuccio dei cobra, a volte a forma di perla (le perle del cobra), e che, secondo le leggende, donerebbe potenza e l'immortalità. Il suo piano è quello di rapire il cobra maschio come esca per la femmina.
Lo spregiudicato George States, però, non ha fatto i conti con un polizziotto scrupoloso Vinod Gupta (Irrfan Khan) e con la furia della femmina del serpente più aggressivo al mondo, durante il  suo periodo di ovodeposizione.

RECENSIONI

The Times of India **
Tutto ciò che Mallika Sherawat fa in Hisss è essere un serpente che si strugge per il suo amante o che inghiotte le sue vittime, oppure trasformarsi in una donna che si aggira seminuda per la città. Hisss non è nè femminista nè mitologico, ed ottiene l'effetto contrario a quello desiderato. Mallika attira l'attenzione solo quando cambia pelle per trasformarsi da serpente a donna e da donna a serpente. Per il resto, il soggiorno del suo personaggio nel mondo degli esseri umani è un racconto lungo e distratto che sembra non portare da nessuna parte. Non meraviglia, quindi, che un attore raffinato come Irrfan Khan si mostri quasi sempre confuso e sembri accendersi solo in compagnia di Divya Dutta. Un film come Hisss avrebbe dovuto colpire per i suoi effetti speciali, ma la carneficina che il serpente provoca è grottesca, e la trasformazione da seduttrice a rettile è più buffa che coinvolgente.
Nikhat Kazmi, 22.10.10
La recensione integrale.

Hindustan Times *
Molti uomini concorderanno: Mallika Sherawat è sexy sino a quando non apre bocca, e per fortuna in Hisss non pronuncia una parola.
Mayank Shekhar, 22.10.10
La recensione integrale.

Diana ** 2/5
Un film dalla sceneggiatura sciatta; banale per essere un horror e ridicolo per essere una pellicola seria su antichi miti ed inquietanti leggende. Il punto di forza, se così vogliamo chiamarlo, di Hisss sono un certo senso del grottesco e le scene splatter, per chi abbia voglia di un diversivo senza troppe pretese.
Irrfan Khan sembra passare dal set per caso: che non sia riuscito a dire di no, senza neppure leggere il copione, all'ennesima regista internazionale che lo ha richiesto?
Divya Dutta pur avendo una parte microscopica è la migliore del cast: la classe non è acqua.

Il brutto:
- Gli effetti speciali. In particolare i serpenti, i più piccoli, come il più grande, sono finti in modo troppo evidente.
- Le allusioni sessuali, con tanto di gemiti e sospiri, affidate a Mallika. A lei che deve strisciare nuda nel fango fingendo che si tratti di una situazione erotica, va tutta la nostra solidarietà.

Il bello:
- Il make up che permette la trasformazione di Mallika da serpente a donna e da donna a serpente.
- Alcune scene disgustose che danno il voltastomaco. Infastidiscono ed attraggono allo stesso tempo.
Da guardare a digiuno.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
la donna serpente - Mallika Sherawat  
Vinod Gupta - Irrfan Khan
George States - Jeff Doucette
Maya V. Gupta - Divya Dutta

Scritto e diretto da Jennifer Lynch

Prodotto da Govind Menon, Vikram Singh, Ratan Jain e William Sees Keenan

Musiche di Alexander Bubenheim

Anno 2010

CURIOSITA'

- Jennifer Chambers Lynch è la figlia del regista di culto David Lynch. Hisss è il suo terzo film.

- Robert Kurtzman, sceneggiatore, regista, produttore ed importante creatore di effetti speciali (ha lavorato a film come Dal tramonto all'alba e Hulk), ha curato l'immagine di Mallika Sherawat.

- Per la promozione di Hisss, Mallika Sherawat ha partecipato al Festival del Cinema di Cannes, posando per i fotografi abbracciata a diversi serpenti, tra cui un pitone di più di sei metri.
Le foto e il video.

Hisss è stato girato contemporaneamente in inglese e in hindi. Ne è, inoltre uscita nei cinema la versione tamil, telugu e malayalam.

Il sito ufficiale del film.

21 aprile 2011

7 KHOON MAAF


Vishal Bhardwaj, il creativo regista di Kaminey e il brillante sceneggiatore di Ishqiya, compone la colonna sonora, scrive, dirige e produce un film tutto suo. Il risultato è 7 Khoon Maaf, thriller drammatico, che, nonostante sia di discreta realizzazione, a causa di una trama bruttina e davvero mal concepita, annoia e delude.

TRAMA

7 Khoon Maaf  è la storia della vita di Susanna Anna-Marie Johannes (Priyanka Chopra) e dei suoi sette mariti.

RECENSIONI

The Times of India ****
Vishal Bhardwaj spicca un salto da Shakespeare alla tragedia greca. Dopo aver tradotto con grande successo Otello e Macbeth in puro idioma desi, l'innovativo regista trasforma Priyanka Chopra in un'infernale Medea determinata alla vendetta. 7 Khoon Maaf è una pellicola intensamente dark, fatta di controluci e ombre, di delitto e castigo, che mette a nudo i recessi più intimi di un'anima torturata. Bhardwaj rimpolpa con numerosi dettagli i personaggi e la trama del racconto di Ruskin Bond su cui 7KM si basa, e non solo: espone il fulcro morale del film in modo interessante. La protagonista è un'assassina difficile da biasimare perchè porta dentro di sè il dolore di tutte le donne maltrattate e offese. Dal punto di vista delle interpretazioni, 7KM indubbiamente finirà col diventare una pietra miliare nella carriera di Priyanka Chopra. L'attrice mostra un'ottima padronanza del suo complesso personaggio, personaggio mai rappresentato prima nella storia del cinema indiano. Anche la colonna sonora, con l'ipnotizzante brano Darrling, è incantevole. Quanto alla lunghezza della pellicola, un montaggio più teso e con qualche taglio avrebbe reso il film maggiormente avvincente. Con 7KM la cinematografia indiana diventa sostanziosa e globale.
Nikhat Kazmi, 17.02.11
La recensione integrale.

Hindustan Times ***
Rimarrete incollati allo schermo. Per Priyanka Chopra questo è senza dubbio il ruolo della sua vita. L'attrice - e la maggior parte di 7 Khoon Maaf - vi cattureranno. Vishal Bhardwaj ha diretto, prodotto e scritto il film, oltre a comporne la colonna sonora e il commento musicale, dimostrandosi una volta di più il fautore del Rinascimento del cinema indiano. Il soggetto, le motivazioni dei personaggi principali o lo stato mentale della protagonista, non sono la principale preoccupazione di 7KM. La pellicola è creata unicamente attorno a sequenze forti e d'effetto che avvincono.
Mayank Shekhar, 18.02.11
La recensione integrale.

Diana **
Il film si apre con una sequenza forte: Anna-Marie Johannes (Priyanka Chopra) che si punta una pistola alla tempia.
Per scoprire che cosa le è capitato sarà necessario ripercorrere tutta la sua vita.
Giovane donna, rimasta presto orfana e padrona di una grande casa nelle campagne indiane, sposa un attraente ufficiale. Non c'è il tempo di capire se si tratta di un matrimonio d'amore che l'uomo si rivela un marito insensibile, possessivo, prepotente e prevaricatore, che muore in circostanze sospette quanto propizie.
Al secondo marito già ci si comincia a chiedere quanti ne mancano.
Un'esperienza che ricorda quella di What's Your Raashee?, un film del 2009, diretto da Ashutosh Gowarikar, nel quale un giovane in cerca di moglie incontra dodici ragazze, tante quante i segni zodiacali, tutte, tra l'altro, interpretate da Priyanka Chopra, senza trovare quella giusta.
7 Khoon Maaf  gode di un'atmosfera più cupa ed affascinante di quella leggera che si respira in What's Your Raashee?, ma la sostanza non cambia. Lo spettatore rimane intrigato solo inizialmente, ben presto subentra l'incredulità e poi la noia.
Non si comprende come Anna-Marie Johannes riesca a mettere in fila una serie così sconcertante di uomini indesiderabili, nè sono chiarite le sue motivazioni. Se si tratti di un profondo bisogno di essere amata o di pura sfortuna. Il suo personaggio nel corso degli anni sembra perdere l'ingenuità giovanile ma rimane lontano dal diventare la vedova nera a cui forse il numero dei mariti collezionati farebbe pensare.
Più che una cinica assassina appare, se non una vittima, una persona disturbata ed incapace di occuparsi di se stessa.
La regia di Vishal Bhardwaj  è buona, alcune scene sono potenti e ben girate, gli interpreti ottimi. Peccato che tutto sia al servizio di una sceneggiatura inaccettabile. La scelta infelice del finale completa il disastro.

Il bello:
- Il cast di star a cui è dovuta la mezza stelletta in più del giudizio.
7 Khoon Maaf vanta la partecipazione di molti grandi attori. Tutti convincenti, in modo particolare Neil Nitin Mukesh, Irrfan Khan e Naseruddin Shah.
- La canzone Darling composta sulle note del noto brano folk Kalinka. Una commistione di Hindi e Russo piuttosto divertente.

Il brutto:
- La sceneggiatura che non sta in piedi.
- Il finale stucchevole.

SCHEDA DEL FILM
Cast:
Susanna Anna-Marie Johannes - Priyanka Chopra
Neil Nitin Mukesh - Edwin Rodriques
Jimmy Stetson - John Abraham
Wasiullah Khan - Irrfan Khan
Nicolai Vronsky  - Aleksandr Dyachenko
Keemat Lal - Anu Kapoor
Modhusudhon Tarafdar - Naseruddin Shah
Arun Kumar - Vivaan Shah
la moglie di Arun - Konkona Sen Sharma

Scritto da Vishal Bhardwaj insieme a Matthew Robbins sceneggiatore, produttore e regista americano

Diretto da Vishal Bhardwaj

Prodotto da Vishal Bhardwaj  e Ronnie Screwvala

Musiche di Vishal Bhardwaj

Distribuito da UTV

Anno: 2011

CURIOSITA'
7 Khoon Maaf è ispirato ad un racconto di Ruskin Bond, indiano di origine inglese, autore anche di The Blue Umbrella, che ispirò l'omonimo film del 2007, diretto da Vishal Bhardwaj.

- Priyanka Chopra, per interpretare tutte le fasi della vita del suo personaggio, appare invecchiata. La trasformazione si deve ad un esperto truccatore di Hollywood, lo stesso che lavorò con Brad Pitt ne Il curioso caso di Benjamin Button, aiutato da una foto della nonna della stessa Priyanka.
- 7 Khoon Maaf  è stato presentato tra gli applausi al 61° Festival Internazionale del Cinema di Berlino.

Il sito ufficiale del film.

14 luglio 2009

NEW YORK


New York è il nuovo film di Kabir Khan, l'apprezzato regista dello splendido Kabul Express (2006). Questa volta la scena, dall'Afghanistan, si sposta negli Stati Uniti: tre ragazzi, Omar (Neil Nitin Mukesh), di origini mussulmane trasferitosi a New York per studiare, Maya, (Katrina Kaif) nata in America, ha una madre indiana che le ha insegnato l'hindi, e Sam (John Abraham), di origini indiano-mussulmane, anch'egli cresciuto negli States, si incontrano all'università. I tre diventano amici e per due anni sono inseparabili. Omar però è attratto da Maya, che è invece innamorata di Sam, e decide così di allontanarsi e rompere la loro amicizia. E' l'11 settembre 2001, il mondo di Omar, Sam e Maya sta per cambiare per sempre.
Sette anni dopo Omar viene indotto da un agente dell' FBI, Roshan (Irrfan Khan), a rientrare nella vita di Sam e Maya e a collaborare ad un'indagine su Sam, sospettato di essere un terrorista.
Il film è stato accolto con favore da critica e pubblico perchè ritenuto capace di coniugare intrattenimento ed impegno. New York, che nella prima settimana di programmazione al box office è secondo solo a Kambakkht Ishq, ha il merito di aver portato all'attenzione di tutti questioni attuali e spinose come le conseguenze dell'attentato alle torri gemelle sui cittadini di origine asiatica residenti negli Stati Uniti, il clima di sospetto e soprattutto la sospensione dei diritti umani giustificata dall'emergenza della sicurezza nazionale e dalla lotta al terrorismo. Un atteggiamento di chiusura, di rifiuto, di pregiudizio fino al razzismo è un sistema efficiente per perseguire la pace, la stabilità e la sicurezza di una nazione?

RECENSIONI

The Hindustan Times: ***1/2

Times of India: ****

The New York Times: ***1/2
New York di Kabir Khan guarda all'America dopo l'undici settembre attraverso le lenti di Bollywood con un risultanto meno distorto di quello che si potrebbe pensare...Nonostante la rappresentazione di Mr. Khan della vita americana sia poco acuta e la trama presenti buchi grossi come crateri, New York è affascinante. Gode della performance di Irrfan Khan che aggiunge complessità al suo personaggio...
Rachel Saltz, 27 giugno 2009
la recensione integrale

Diana:
Da Kabir Khan non ci si aspetta niente di meno che un buon film e New York, nel complesso, è un buon film. Purtroppo dopo un inizio davvero promettente la trama mostra qualche incongruenza, alcune soluzioni narrative sembrano solo espedienti, un po' ingenui , fino ad arrivare ad un finale da action movie deludente e sicuramente non all'altezza delle premesse.
New York merita comunque attenzione perchè affronta un tema interessante, è girato con abilità e sensibilità e gli attori sono all'altezza del loro ruolo. Una menzione speciale per Katrina Kaif, sulla cui presenza in numerosissimi film, dal 2007 ad oggi, ci si è spesso interrogati la ragazza comincia a dare qualche risposta.
Alcune scene imperdibili:
- i tre amici impegnati in una partita di rugby, sullo sfondo si vede la skyline con le torri gemelle
- il racconto di Sam sull'ingiusta detenzione, le torture: bravo John Abraham, bravissimo Kabir Khan, non c'è un'ombra di morbosità o di compiacimento, le immagini ti si incollano agli occhi così come addosso ti rimane la sensazione di essere passato sotto uno schiacciasassi
- l'immagine di Sam che, liberato, esce dalla struttura che è stata la sua prigione, sull'edificio svetta la bandiera americana
- ancora Sam che passeggiando nel parco con Maya, incrocia due polizziotti e abbassa gli occhi, spaventato ed umiliato
- Maya dall'ufficio dell'FBI, attraverso i vetri della finestra, scorge e riconosce Sam che non può vederla
*** 3/5

SCHEDA DEL FILM

Cast:
John Abraham - Sameer (Sam)
Katrina Kaif - Maya
Neil Nitin Mukesh - Omar Aijaz
Irrfan Khan - Roshan
Aidan Wagner - Danyal
Nawazuddin Siddiqui - Zilgai

Regia:
Kabir Khan

Scritto da:
Sandeep Srivastava (screenplay, dialoghi e canzoni)
Aditya Chopra (la storia)

Musiche:
Pritam Chakraborty (Dhoom 2, Jab We Met, Singh Is Kinng, Billu)

Distribuzione:
Yash Raj Films

Anno: 2009

CURIOSITA'

- Sui titoli di coda una scritta informa che negli Stati Uniti, dopo l'undici settembre, più di 1200 persone di origine straniera sono stati illegalmente sequestrate, detenute e torturate.

- Il film ha goduto del supporto della New York Film Commission e della piena collaborazione da parte delle autorità americane che, dopo un esame dello script, hanno permesso le riprese a Guantanamo.

- Kabir Khan, prima di Kabul Express e New York, ha iniziato la sua carriera come autore operatore e regista di documentari.

- Nel film si citano Shahrukh Khan, la madre di Maya è appassionata di film bollywoodiani (chi altri poteva essere l'attore preferito della saggia signora?) e il kabaddi, popolare sport di origine indiana, diffuso in tutta l'Asia. Il kabaddi prevede il confronto tra due squadre, ognuna disposta nel proprio terreno di gioco, ogni attaccante ha trenta secondi per entrare nel campo avversario , toccare un giocatore del team opposto e tornare indietro senza essere placcato dai difensori. Mitica la scena di Pardes, un film del 1997 , in cui proprio Shahrukh Khan grazie ad una partita di kabaddi salva la sua bella da un fidanzamento indesiderato.

Sito ufficiale del film

12 marzo 2009

DIL KABADDI


Irrfan Khan, Soha Ali Khan, Rahul Bose e Konkona Sen Sharma: un cast interessante per un film non brutto, a tratti vivace, che si ispira a 'Mariti e Mogli' di Woody Allen. I protagonisti vivono a Mumbai, provengono dal ceto medio, non rispettano le tradizioni: personaggi e vicende universalmente collocabili.

Il tema è piuttosto inedito per la cinematografia Hindi, ma 'Dil Kabaddi' è appesantito da una certa verbosità e da qualche inaccuratezza di troppo: l'adulterio di Samit è sopra le righe e il personaggio della sua amante è costruito in modo agghiacciante.
Nel secondo tempo la narrazione diventa ripetitiva e non avvince. I protagonisti parlano parlano parlano, e quanto alla trama... succede poco o niente. Lo spettatore sorride, apprezza la bravura del cast e la modernità del tema trattato, un po' si annoia.

'Dil Kabaddi' è dignitoso ma si dimentica con facilità.

TRAMA

Mita (Soha Ali Khan) e Samit (Irrfan Khan) annunciano agli amici Simi (Konkona Sen Sharma) e Rishi (Rahul Bose) la loro intenzione di separarsi. La notizia colpisce in particolar modo Simi, che comincia ad interrogarsi sul proprio matrimonio, causando dubbi e incertezze anche nel marito. A complicare le cose: un'avvenente insegnante di aerobica (Payal Rohatgi), un romantico collega (Rahul Khanna) e una giovane studentessa (Saba Azad). Matrimoni che traballano, tradimenti, corteggiamenti, abbandoni, ripensamenti, divorzi. Tutto il caos delle relazioni umane.

RECENSIONI

The Times of India: **
'Irrfan Khan riassume il tema centrale del film proprio all'inizio, quando dichiara che il matrimonio non ha nulla a che spartire col romanticismo. Preparatevi a dare un'occhiata dall'interno all'angoscia coniugale urbana. Il film inizia in modo promettente per poi scadere nella ripetitività.'
Nikhat Kazmi, 04.12.08

Hindustan Times: **1/2
'A chi appartiene il cuore del titolo? A Woody Allen, perchè questa storia è una diretta emanazione del suo film 'Mariti E Mogli'. Abbiamo a che fare con un gruppo di yuppie di Mumbai, eccessivamente umorali, pazzi per la cucina cinese, che litigano, si scusano, litigano e di nuovo si scusano. Bene: dov'è la storia? Più banalità che trama. Chiacchiere rivolte alla telecamera come in un dibattito televisivo. Irrfan Khan tende a strafare, e l'item number in cui si cimenta è il peggiore nella storia del cinema indiano. Konkona Sen-Sharma comincia a diventare un tantino noiosa. L'esordiente Saba recita con grande naturalezza. Soha Ali Khan impreziosisce il suo ruolo di sfumature che la sceneggiatura non possiede. Rahul Bose è ispirato.'
Khalid Mohamed, 06.12.08

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: il cast
Punto debole: qualche (grosso) scivolone nella sceneggiatura

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Irrfan Khan ('Billu') - Samit
* Soha Ali Khan ('Rang De Basanti') - Mita, moglie di Samit
* Rahul Bose ('Shaurya') - Rishi
* Konkona Sen Sharma ('Luck By Chance') - Simi, moglie di Rishi
* Rahul Khanna ('Earth') - Veer, collega di Simi
* Payal Rohatgi ('Corporate') - l'insegnante di aerobica
* Saba Azad, al suo esordio - la studentessa

Regia: Anil Sharma (senior) al suo debutto

Sceneggiatura: Vivek Anand, Anil Sharma e Lezlie George Sparkx
Traduzione del titolo: gioco di parole intraducibile. 'Dil' significa 'cuore'. Il 'Kabaddi' è un gioco indiano di squadra. Due gruppi si fronteggiano, ciascuno appostato nella propria delimitata zona. Uno alla volta i giocatori devono tentare di entrare nell'area avversaria e 'rapire' almeno un giocatore dell'altra squadra conducendolo nella propria zona. La peculiarità è che il giocatore in azione deve ripetere senza interruzione la parola 'kabaddi'. Se vuole prender fiato deve rientrare nella propria area. (Ringraziamo Rajesh per la collaborazione. Rajesh propone la seguente traduzione inglese: 'Heart playing games')

Anno: 2008
CURIOSITA'

* Nei titoli di testa si ringrazia il grande regista Madhur Bhandarkar ('Page 3', 'Fashion', 'Corporate')

* Soha Ali Khan è figlia di Sharmila Tagore e sorella di Saif Ali Khan ('Omkara')

* Rahul Bose è attore, regista e giocatore professionista di rugby. E' stato definito da Time 'la superstar del cinema d'autore indiano'

* Rahul Khanna è il fratello di Akshaye Khanna ('Taal'). E' stato VJ per MTV Asia dal 1994 al 1998. Ha debuttato come attore nello splendido 'Earth'

18 febbraio 2009

B I L L U




Delizioso e leggero. Con bonario umorismo solletica delicatamente lo spettatore accendendogli un sorriso. 'Billu' è una commedia realizzata con buon gusto e professionalità. Non scatena fragorose risate, ma allieta e diverte.

Il punto di forza della pellicola, diretta con lodevole mestiere da Priyadarshan, è rappresentato dalla scelta dei due attori protagonisti: Irrfan Khan e Shah Rukh Khan. Due interpretazioni agli antipodi - dimessa e realistica quella di Irrfan, scintillante quella di Shah Rukh -, due personaggi antitetici - il quotidiano ordinario Billu, e il sensazionale straordinario Sahir -, due attori che difficilmente potrebbero incontrarsi allo stesso party - antidivo l'uno, superstar l'altro. Il confronto continuo e lo svolgersi parallelo delle rispettive vicende costituiscono l'aspetto più interessante di una commedia che poteva limitarsi ad essere briosa, e che invece, proprio grazie a questa strategia, diventa sottile e inedita.

Il soggetto, non ciclopico, è morbidamente sviluppato da una sceneggiatura pigra e spigliata insieme. I dialoghi sembrano scoppiettanti: i sottotitoli forse non rendono loro piena giustizia. La regia è attenta e fintamente informale. I personaggi principali hanno spessore quanto basta a renderli reali - è il caso di Billu - o lontanissimi dal reale - vedi Sahir. Ma il film è anche coralità: un fitto stuolo di personaggi minori, tratteggiati da poche efficaci pennellate, interpretati da caratteristi che sanno il fatto loro. Certo, difficile distogliere l'attenzione da Billu: le colossali doti d'attore di Irrfan lasciano in ombra i pur bravi comprimari. Così come è impossibile staccare gli occhi dal luminoso Sahir: Shah Rukh arricchisce di umorismo il suo abituale fascino, ed il carisma di cui è dotato gli consente di fronteggiare ad armi pari ed esiti del tutto eguali un antagonista del livello di Irrfan.

TRAMA

Il barbiere Billu (Irrfan Khan) vive e lavora in un oscuro villaggio. Ha una moglie (Lara Dutta) e due figli. La famiglia conduce una vita di stenti: Billu deve fronteggiare la concorrenza di un agguerrito 'hair-stylist'. I clienti sono sempre di meno, i debiti sempre di più. A movimentare la sua ordinaria esistenza l'arrivo di una troupe cinematografica. Chi è la star? Sahir Khan (Shah Rukh Khan), vecchio amico d'infanzia proprio di Billu. Lo scintillante glamour bollywoodiano intacca la quotidianità anche del nostro barbiere. Il villaggio scopre il rapporto che lega i due, e ondeggia elettrizzato dal set alla bottega di Billu. Ma il barbiere, reso timido dalla povertà, evita di incontrare l'amico.

RECENSIONI

The Times of India: ***
'Scritturate Irrfan Khan e sarete a metà dell'opera: l'attore prende il ruolo e lo interpreta in un modo che è tutto suo, al punto che c'è da chiedersi dove finisca Irrfan e dove inizi Billu. O forse non c'è mai stata dualità: l'attore e il personaggio sono in perfetta sintonia fra loro. D'altronde, grazie al suo eclettismo, Irrfan può soddisfare qualunque richiesta della sceneggiatura. In questo film dà vita al barbiere Billu con sobrio charme e con squisita finezza, arricchendo di palpitante dignità la figura archetipica dell'amico povero. L'ordinario acquista così una regale scintilla. Anche Lara Dutta è convincente nel suo avatar lontano da ogni glamour. Priyadarshan ha previsto alcuni toccanti episodi che rendono la pellicola una commovente ode all'amicizia e all'ordinarietà.'
Nikhat Kazmi, 12.02.09

Hindustan Times: ***
'Shah Rukh Khan interpreta una versione intensificata della superstar, e vacilla spesso fra la caricatura e l'esagerazione. Ma riesce a cavarsela bene. E Irrfan, l'altro Khan del film, riesce magnificamente a contrastare il carisma esibito da SRK. Se l'umile barbiere Billu è degno dell'amicizia di una superstar, Irrfan l'attore guadagna il suo spazio nella pellicola per un caso deliziosamente ironico della vita che imita l'arte. Priyadarshan orchestra un confronto classico, e quando i due alla fine si trovano faccia a faccia, l'incontro è breve ma di quelli che si ricordano. Il regista prepara gradualmente un climax che vale l'attesa, anche se il film nella seconda parte si spegne. La pellicola non è priva di personaggi banali e di sequenze sdolcinate ed eccessive. La colonna sonora di Pritam è tiepida (tranne 'Marjaani'). Di contro, la narrazione è di buon livello, alcune interpretazioni sono grandi e la dose di masala negli item number è salutare. Lara Dutta, con le sue bluse dal taglio perfetto e con i capelli tinti, non è convincente. La cosa balza agli occhi soprattutto perchè Irrfan Khan, al contrario, col suo linguaggio del corpo, col suo abbigliamento e con le unghie sporche, non sbaglia una nota.'
Shashi Baliga, 13.02.09

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: i due stellari Khan
Punto debole: il sermone finale, tollerabile solo perchè Shah Rukh ci delizia anche quando legge l'elenco telefonico

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Irrfan Khan ('The Killer') - Billu
* Shah Rukh Khan - Sahir Khan
* Lara Dutta ('No Entry') - la moglie di Billu
* Om Puri ('D O N') - lo strozzino
* Deepika Padukone ('Om Shanti Om') - item girl per il brano 'Love Mera Hit Hit'
* Priyanka Chopra ('D O N') - item girl per il brano 'You Get Me Rockin' & Reeling'
* Kareena Kapoor ('Jab We Met') - item girl (all'inizio un po' troppo di plastica) per il brano 'Marjaani'

Regia: Priyadarshan ('Bhool Bhulaiyaa')

Sceneggiatura: Manisha Korde ('Bhool Bhulaiyaa') e Mushtaq Sheikh ('Om Shanti Om'), che hanno riadattato la sceneggiatura originale di Sreenivasan per il film 'Kuselan', di cui 'Billu' è il remake in Hindi

Colonna sonora: composta da Pritam ('Dhoom', 'Singh Is Kinng'), è allegra e ritmata. I brani migliori: 'Love Mera Hit Hit' e 'Marjaani'. Sofisticato e rarefatto 'You Get Me Rockin' & Reeling'. (Per la recensione della colonna sonora CLICCA QUI)

Coreografie: Farah Khan ('Main Hoon Na'). Le coreografie mancano di originalità, e si fondano principalmente sul carisma di SRK e sulle trovate registiche

Anno: 2009

Produzione: Red Chillies Entertainment, casa di produzione di Shah Rukh Khan

Sito: http://www.billubarber.com/, con un succulento 'Making of Billu' assolutamente da non perdere

CURIOSITA'

* Il titolo originario del film era 'Billu Barber', ridotto a 'Billu' qualche giorno prima della distribuzione nelle sale a causa delle proteste dei parrucchieri (!)

* Qualche giorno fa la residenza di SRK a Mumbai è stata bersaglio di un atto vandalico. Sembra che un verso del brano 'Marjaani' sia stato frainteso come rivolto al Profeta

* Shah Rukh in persona ha richiesto la presenza di Santosh Sivan, regista di 'Asoka' e stimato direttore della fotografia, per le sequenze del brano 'Ae Aa O'

* Pare che il ruolo di Sahir fosse stato offerto ad Akshay Kumar ('Singh Is Kinng'), e quello della moglie di Billu a Tabu ('Fanaa')

* Priyadarshan è famoso per le sue commedie, e Akshay Kumar è considerato il suo pupillo. Ha diretto film in varie lingue indiane, ed è molto amico della superstar del cinema del Sud Mohanlal ('Company'). Indossa sempre degli occhiali scuri, in seguito ad una ferita riportata ad un occhio durante una partita di cricket

* Potete ammirare Irrfan Khan su grande schermo in Italia nel film 'The Millionaire'

* Lara Dutta ha vinto il titolo di Miss Universo nel 2000 (nello stesso anno Priyanka Chopra si è aggiudicata quello di Miss Mondo). Il TALENTUOSISSIMO musicista di pop anglo-indiano Nitin Sawhney è suo cugino

* Om Puri ha vinto due National Award come miglior attore: nel 1982 per 'Arohan' e nel 1984 per 'Ardh Satya'

* Lo sceneggiatore Mushtaq Sheikh è l'autore della poderosa biografia di SRK 'Still Reading Khan'

GOSSIP&VELENI

* Pare che durante le riprese del film SRK sia stato beccato nell'Hotel di Lara Dutta. La giustificazione ufficiale: voleva sincerarsi che i livelli di comfort della struttura fossero all'altezza dell'attrice

* Duole sottolinearlo: Irrfan Khan è più alto di SRK

* Il film è anche un clamoroso tripudio sciarukkiano. Il Re è in gran forma e si concede in tutto il suo regale fulgore:
- nel brano 'Love Mera Hit Hit', con un inizio a dir poco sconcertante (quest'uomo non conosce la vergogna), SRK si sfila il casco e incendia l'obiettivo con una serie di sguardi infuocati. Preparatevi col dito sul telecomando: il fermoimmagine è d'obbligo;
- nella sequenza ispirata a 'Matrix' (avete letto bene) il Re sfoggia un fascino I-N-S-O-S-T-E-N-I-B-I-L-E;
- il brano 'Ae Aa O' è inframmezzato da fotogrammi tratti da 'Asoka', 'Main Hoon Na', 'Kabhi Khushi Kabhie Gham', 'Josh', 'Om Shanti Om', 'Devdas', 'Chak De! India', 'Mohabbatein', 'Pardes', 'Dilwale Dulhania Le Jayenge', 'Veer-Zaara' e, naturalmente, 'DON'. Da paralisi motoria. Il giusto tributo ad un Re: godetevi il corteo che sfila fra due ali di folla osannante. E chi non si getterebbe sotto l'auto di Shah Rukh pur di gridargli 'ailoviù'?
- un'intera parete tappezzata di locandine di film del Re fa da sfondo ad alcune scene nella piazza principale del villaggio. Botteghe colme di magliette e di poster. La vecchina che improvvisa la puja davanti ad una foto di SRK. I ragazzi che si tagliano i capelli come lui e sventolano copie (autentiche) di 'Movie', 'FilmFare' e 'Stardust'. Curiosi che si arrampicano sugli alberi per spiare le riprese. E l'esilarante proprietario della guest house che ci delizia con la sua personale interpretazione di 'Duplicate';
- vi avviso: l'apparizione di Sahir a Billu è di intensità emotiva tale da svuotare di importanza persino quella della Madonna a Bernadette. Equipaggiatevi con del cardiotonico