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07 dicembre 2011

HERA PHERI (1976)



Bische clandestine, birre e bluff, l’eleganza stratosferica di Big B e set opulenti e fantasiosi. Hera Pheri, diretto da Prakash Mehra, regista del ruggente Zanjeer, è un eccitante mescolarsi di generi diversi la cui sola vocazione è l’intrattenimento, per gli spettatori di ieri una piacevole esibizione degli attori più amati , per gli odierni appassionanti di vintage una bibita fresca con cui dissetarsi.

TRAMA
Ajay (Vinod Khanna) e Vijay (Amitabh Bachchan) sono disoccupati e imbroglioni di mestiere, i due indulgono in divertimenti e vizi fino al giorno in cui Ajay perde la testa per Asha (Sulakshana Pandit)  figlia di un ufficiale di polizia. I tentativi del giovane di cambiare vita si intrecciano alle pericolose seduzioni di Kiran (Saira Banu) ragazza avvenente assoldata dal nemico di Vijay per distrarlo ed ottenere informazioni.

HP non sarà un film cult ma si lascia facilmente amare soprattutto se si hanno già nel cuore Amitabh Bachchan, Vinod Khanna e lo spirito delle pellicole dei Seventies. La storia confusionaria se non fosse stata diretta da Mehra difficilmente avrebbe funzionato così bene, la mano del regista si sente nei momenti in cui il film esce dalla sua leggerezza e acquista sfumature diverse, si riconosce  nell’uso del fermo immagine a creare attesa e tensione ma ancora di più nella costruzione della scena drammatica affidata al fuoriclasse Bachchan, un commovente delirio di sfiducia nella spiritualità che lascia ipnotizzati allo schermo. Le caratteristiche della sequenza più intensa del film ci confermano ancora una volta che dietro alla cinepresa era seduto uno dei più grandi autori degli Angry Years.
Riconosciamo le palme di Juhu e le strade di Mumbai, si respira un clima di positività e una contagiosa sensazione di abbandono. Ci sono duetti romantici, imbrogli, imprevisti, parentele da ricostruire, misteriose identità, un’amicizia fortissima che improvvisamente s’incrina per ragioni che capiremo solo alla fine, una madre anziana malata e traumatizzata da uno shock, un villain cattivissimo in cerca dell’identità del figlio perduto. Abbondano gli elementi da gangster story e le stravaganze, Helen si esibisce con movimenti procaci, le due eroine Sulakshana e Saira si adornano con lunghe code di extension, la macchina da presa gira intorno ai protagonisti durante le scene di danza e i set sono costruiti con ammirevole eccentricità: statue di cartapesta , quadri e scaloni monumentali, pareti munite delle più incredibili fessure da cui spiare, casinò superkitsch e lampadari scintillanti.
Non tanto un film quanto uno show, una vivace e ritmata messa in scena, un contenitore di tutti gli elementi più in voga nel decennio. La trama si annulla tra le musiche, le sempre ottime interpretazioni del duo Amitabh Bachchan / Vinod Khanna e gli iperbolici inseguimenti, l’effetto globale è tuttavia più grazioso che caotico. Hera Pheri divenne a suo tempo uno straordinario successo, oggi forse riesce ad essere pienamente appagante solo per gli appassionati del genere mentre ad una seconda visione vengono a galla quei difetti che lo trattengono dal posizionarsi sulla stessa linea d’onore riservata ad altri titoli.

Il mio giudizio sul film *** 3/5


ANNO : 1976

TRADUZIONE DEL TITOLO: misfatti

REGIA : Prakash Mehra

CAST
Amitabh Bachchan……………….. Vijay
Vinod Khanna ………………… Ajay
Saira Banu ……………………………… Kiran
Sulakshana Pandit ……………………. Asha
Shreeram Lagoo ……….. il commissario Khanna
Pinchoo Kapoor ………………. PK


COLONNA SONORA : Kalyanji – Anandji
PLAYBACK SINGERS : Asha Bhosle, Mahendra Kapoor, Kishore Kumar, Lata Mangeshkar


QUALCOS'ALTRO

Sulakshana Pandit, attrice e cantante, è la sorella  di Vijeyta Pandit  (Love Story) e dei compositori Jatin & Lalit autori di molte colonne sonore indimenticabili come Dilwale Dulhania Le Jayenge, Kuch Kuch Hota Hai e Kabhi Kushi Kabhie Gham.

Nel 2000 Priyadarshan dirige un film intitolato Hera Pheri con Akshay Kumar, Tabu,  Paresh Rawal e Sunil Shetty ma non si tratta di un remake.

07 agosto 2009

JUNGLEE






Junglee è un vero classico. Completo, divertente, brillante, per il pubblico è stato amore a prima vista e le tendenze cinematografiche degli Anni ’60 furono rivoluzionate da un improvviso ciclone.
Il film presenta, attraverso fantastici eccessi, i vestiti nuovi dell’eroe romantico: spigliato, esuberante, fuori dagli schemi e portavoce di una generazione desiderosa di esprimersi. Shammi Kapoor riuscì a modificare drasticamente la sua immagine, da hero drammatico in sontuosi film storici a sfrenato e irriverente corteggiatore, sfoggiando un look alla Elvis e movimenti irrazionali, pazzi e incontrollabili.


TRAMA
Shekhar (Shammi Kapoor) è cresciuto in una famiglia dove è proibito sorridere e lasciarsi andare, si comporta da dittatore, non ascolta i problemi di nessuno ed ha sempre stampata in faccia una buffa espressione di sdegno. Durante un viaggio in Kashmir conosce Rajkumari (Saira Banu), una ragazza dispettosa che continua ad importunarlo. A causa del maltempo i due si troveranno bloccati per giorni nella stessa baita, lui è acido ed antipatico, lei non riesce più a sopportare la sua presenza, poi una mattina Shekhar si sveglia diverso e si accorge di aver perso tutti i freni inibitori. L’uomo d’affari senza sorriso si trasforma in junglee, il selvaggio, che sfida le sue repressioni e lascia libero sfogo agli istinti.



Il famosissimo grido “Yahooo!!!” è diventato l’emblema di questa trasformazione, Shekhar perde la sua immagine pubblica e fa trionfare un nuovo , e più disinibito, linguaggio del corpo.

Nel difficile compito di creare un film che sia al tempo stesso buffo e intelligente, Subodh Mukherjee, realizza un autentico miracolo.
Curato nei dettagli e carico di elettricità, Junglee diverte fin dalle prime immagini, ci si può piegare in due dalle risate durante la canzone "Suku Suku" in cui Shammi finge di essere pazzo per rompere un fidanzamento combinato ed inizia ad agitarsi, rotolarsi, compiere movimenti convulsi e irrazionali sulle note di una sfrenata samba no-limits. Ma il divertimento si intervalla ad una storia che stuzzica e fa pensare, arricchita da un’ottima satira sulla società delle apparenze e sulle sue regole ingannevoli.

Lalita Pawar, l’austera madre che non può, e non deve, essere indulgente, porta avanti il suo personaggio con un’ironia memorabile. Non si possono non amare le sue smorfie di disgusto e il suo sgranare gli occhi di continuo di fronte ad ogni accenno di emozione o debolezza.

La colonna sonora, firmata Shenkar e Jaikishan (autori dei brani di Shree420 e Awaara) non delude le aspettative ed accompagna con sfrenata vivacità le coreografie bizzarre ma anche i momenti più teneri.

Nel continuo scontro tra rigore e spontaneità, tra apparenza e naturalezza, a vincere è la forza dell’istinto sulla ragione, una molla destinata prima o poi a saltare fuori, liberando il corpo dalla schiavitù delle regole. Il contagio è immediato. Il film trasuda positività e la trasmette con forza.


Il mio giudizio sul film ***** 5/5
Travolgente, diretto, sensazionale. Un film destinato a non invecchiare MAI.


ANNO: 1961

REGIA: Subodh Mukherjee

TRADUZIONE DEL TITOLO:  Selvaggio

CAST:

- Shammi Kapoor.....Shekhar
- Saira Banu........Rajkumari
- Lalita Pawar......la madre di Shekhar
- Shashikala........Mala
- Anup Kumar.......Jeevan
- Azra............la principessa
- Helen...........la ballerina


COLONNA SONORA: Shankar - Jaikishan

PLAYBACK SINGERS: Lata Mangeshkar, Mohammad Rafi, Asha Bhosle, Mukhesh


CURIOSITA’:

- Nel film Rab ne bana di jodi, il celebre grido “yahooo!!” introduce il personaggio di Raj

- Saira Banu è sposata con il leggendario attore Dilip Kumar

- Shammi Kapoor, dopo una serie di terribili flop decise di crearsi una nuova identità a partire dal film Dil Dekhe Dekho. Junglee è la massima espressione di questo suo clamoroso cambiamento.

- Shammi e Helen hanno ballato insieme in numeri famosissimi, tra i più amati: "Oh haseena zulfon wali" (Teesri Manzil) , e "suku suku" (Junglee).
Shammi Kapoor disse di sé : “I am a male cabaret dancer” / sono una ballerina di cabaret uomo.. Non era frequente che una star maschile si trovasse impegnata in colorate ed esileranti item songs.