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31 luglio 2010

G U R U


Con l'esclusione degli ultimi deboli dieci minuti, Guru può essere definito un film perfetto, privo di errori, splendidamente scritto e diretto, splendidamente interpretato. Il soggetto non nuovo per noi occidentali - l'ascesa trionfale e con modalità poco limpide di un self-made man - e l'ambientazione agghiacciante - l'industria manifatturiera di poliestere (riuscite ad immaginare qualcosa di più soporifero?) -, non ne scalfiscono l'eccellente qualità: Guru meriterebbe di essere incluso nella lista delle migliori pellicole di tutti i tempi.

Il film è innanzitutto una delizia per gli occhi. Ratnam torna a regalarci scenari naturali mozzafiato, e il direttore della fotografia dell'ottimo Bombay, Raja Menon, contribuisce in modo determinante ad esaltarne l'artisticità pittorica. E poi le scenografie, le coreografie, le inquadrature, l'innamorata ricostruzione di una Mumbai che ormai appartiene al passato, e - non da ultima - l'incomparabile bellezza di Aishwarya Rai. Ma non sono solo gli occhi ad essere bombardati dallo splendore di questa pellicola. Guru avvince senza un attimo di noia, diverte grazie ad un protagonista allegro e scanzonato e ai dinamici dialoghi, emoziona offrendo numerose sequenze di grandissimo cinema, denuncia, pone dilemmi etici.

La sceneggiatura non sbaglia un colpo, e racconta in modo efficace i tumultuosi cambiamenti in atto nell'India contemporanea. I dialoghi sono fra i migliori nella storia di questa cinematografia, con battute da custodire gelosamente nella memoria. I personaggi costituiscono, insieme alla sublime fotografia, il maggior pregio di Guru: veri, umani, sfaccettati, non solo buoni, non solo cattivi. Si staglia su tutti la figura di Guru: vitale, esuberante, energico, ma anche disonesto, aggressivo, poco incline alla riflessione morale. E uno degli aspetti più singolari del film è il rapporto conflittuale e sanguigno che si instaura fra il protagonista e Nanaji, un rapporto che non si spezza malgrado le profonde divisioni e le lotte che li vedranno combattere in fronti opposti. La regia e le inquadrature sono da manuale. Le interpretazioni indimenticabili. La colonna sonora magnifica e indispensabile.

Un applauso a Mani Ratnam per la regia e per la sceneggiatura, a Raja Menon per la fotografia, a Vijay Krishna Acharya per i dialoghi, ad Abhishek Bachchan, ad Aishwarya Rai. E pollice verso ai soliti miopi distributori italiani per averci ancora una volta privati della possibilità di ammirare su grande schermo non un film ma un'opera d'arte. I capolavori di questo calibro non hanno bisogno di effetti speciali e di tecnologia 3D: conquistano con la loro eccellenza.

TRAMA

La pellicola racconta una storia che abbraccia trent'anni. Nel 1951 il giovanissimo Guru (Abhishek Bachchan) emigra ad Istanbul in cerca di lavoro. Ma coltiva un sogno: mettersi in proprio. Da adulto, accompagnato dalla moglie Sujata (Aishwarya Rai), ci prova a Mumbai, districandosi fra regole corporative e difficoltà di vario tipo. Il nostro eroe non si dà per vinto. E non accetta un no come risposta. Anche se questo significa corrompere, frodare, truffare, infrangere la legge.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Abhishek Bachchan. Superbo, incontenibile, naturale. Ci si innamora all'istante del suo magico, ottimista Guru, di quando suona per scherzo la campanella della scuola, di quando sogna il futuro dondolandosi sull'altalena, di quando ammira compiaciuto l'adipe intorno all'addome. Ma soprattutto di quando mostra la sua ottima tecnica nel gioco del golf...

* Aishwarya Rai e la sua irraggiungibile bellezza, la sua insuperabile eleganza. Nelle splendide coreografie di Barso Re e di Tere Bina risulta ben chiaro il motivo per cui Ash sia la principale causa d'insonnia per la metà della popolazione maschile del pianeta. Sua la battuta migliore in un copione affollato di dialoghi indimenticabili: 'Lo sai che è già mattina in molte parti del mondo? Non riesci a pensare ad altro che a questo villaggio?'. Parole che sintetizzano alla perfezione il messaggio del film.

* L'intesa piena di calore condivisa da Abhishek e da Ash, innamorati per davvero: annunceranno ufficialmente il loro fidanzamento due giorni dopo la distribuzione di Guru. Indimenticabili lo scambio di battute alla stazione (video), le occasioni cercate, le effusioni rubate, le schermaglie notturne (video versione tamil). Ammirateli in Tere Bina. Grande coppia, sullo schermo e nella vita.

* Vidya Balan e la sua dolente performance. Gli irresistibili sorrisi, la dolcezza dello sguardo, la potente descrizione di una malattia che devasta, lo strenuo attaccamento alla vita. E l'amaro, disperato bacio (video). Vidya ricopre un ruolo minore, ma sufficiente a regalare alcuni dei momenti più intensi di Guru.

RECENSIONI

The Times of India:
Malgrado il regista metta valorosamente a nudo i crimini perpetrati dal settore industriale, improvvisamente alla fine preferisce ritrarsi e dipingere come un eroe un uomo che giustifica le frodi commesse in nome del pubblico interesse. E' l'ambivalenza morale del film che in qualche modo lascia insoddisfatti. Da un punto di vista cinematico Guru è la quintessenza di Mani Ratnam. Ciascun fotogramma è stupendo, complici le meraviglie della fotografia di Rajiv Menon. La combinazione di A.R. Rahman e di Gulzar crea magie con la melodia. Abhishek mette corpo e anima in un ruolo da sogno, anche se talvolta sembra che il personaggio gli richieda troppo, specialmente nel climax. Aishwarya Rai non riesce a crescere col suo ruolo. Il primo tempo è intensamente drammatico. Il secondo si dilunga e risulta ripetitivo. Ma Guru è una pellicola importante perchè affronta un argomento nuovo e solleva un importante interrogativo sull'aggressivo apparato industriale indiano.
Nikhat Kazmi, 13.01.07

Cinema Hindi: *****
Punto di forza: i personaggi, la fotografia, la sceneggiatura, le interpretazioni, ecceccecc.
Punto debole: Ratnam è, come noi, innamorato del suo protagonista, e gli perdona un po' troppe cose. Inoltre l'accenno a Gandhi nel finale si doveva evitare. Ma i pregi del film sono tanti e tali da annebbiare il giudizio e da indurre a perdonarne le debolezze.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Abhishek Bachchan - Gurukant Desai
* Aishwarya Rai - Sujata, moglie di Guru
* Mithun Chakraborty (Veer) - Manik Dasgupta detto Nanaji
* Vidya Balan (Ishqiya) - Meenu, nipote di Nanaji
* R. Madhavan (3 idiots) - Shyam Saxena, collaboratore di Nanaji e marito di Meenu
* Arya Babbar (Jail) - Jignesh, fratello di Sujata
* Manoj Joshi (Satta) - Ghanshyam Bhai, braccio destro di Guru
* Mallika Sherawat (Dasavatharam) - item song Mayya

Sceneggiatura e regia: Mani Ratnam
Dialoghi: Vijay Krishna Acharya
Colonna sonora: composta da A.R. Rahman, con testi di Gulzar, è di qualità eccellente. Segnaliamo Mayya, dalle esotiche sonorità mediorientali, interpretato da Maryem Tollar, cantante di origine egiziana; il pluripremiato Barso Re, interpretato da Shreya Ghoshal; Tere Bina, interpretato dallo stesso Rahman; il sostenuto Baazi Laga, interpretato da Udit Narayan (audio); e il dolcissimo Jaage Hain, con l'appassionato gioco di voci di Chitra e di Rahman, accompagnati dal Madras Chorale Group (audio).
Coreografia: le coreografie firmate da Saroj Khan (Devdas) e da Brinda (Yuva) sono tutte splendide. Oltre ai già citati Mayya, Barso Re, Tere Bina, vi suggeriamo anche Ek Lo Ek Muft.
Fotografia: Rajiv Menon (Bombay)
Scenografia: Samir Chanda (Delhi-6)
Montaggio: Sreekar Prasad (Kaminey)
Anno: 2007
Awards (selezione):
* Filmfare awards: miglior coreografia (Saroj Khan per Barso Re), miglior colonna sonora, miglior compositore, miglior cantante femminile (Shreya Ghoshal per Barso Re), miglior scenografia.
* IIFA awards: miglior compositore e miglior cantante femminile (Shreya Ghoshal).
* Star screen awards: miglior compositore e miglior cantante femminile (Shreya Ghoshal).
* Zee cine awards: miglior compositore e miglior cantante femminile (Shreya Ghoshal).

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 09.01.07, Bollywood Hungama: intervista a Mani Ratnam
* 10.01.07, Bollywood Hungama: intervista ad Abhishek Bachchan
* Bollywood Hungama: The making, prima, seconda e terza parte
* Video: première mondiale di Guru a Toronto
* Video: intervista a Mani Ratnam alla proiezione di Guru a New York
* Video: intervista ad Aishwarya Rai alla proiezione di Guru a New York
* Bollywood Hungama: video che raccoglie le dichiarazioni di Mani Ratnam
* Bollywood Hungama: video che raccoglie le dichiarazioni di Abhishek Bachchan

CURIOSITA'

* Guru è stato proiettato al Festival Internazionale del Film di Roma nel 2007 nella sezione Focus India, insieme a Gandhi my father, The last Lear e No smoking. Pagina del sito ufficiale del festival dedicata a Guru. E' stato inoltre presentato al Tongues on Fire London Asian Film Festival 2010. Aggiornamento del 4 giugno 2012: Guru verrà trasmesso quest'estate su Rai Movie.
* La Mumbai degli anni cinquanta rappresentata nel film è stata ricostruita a Chennai in uno dei più grandi set mai allestiti. Lo scenografo Sameer Chanda ha effettuato approfondite ricerche. Il risultato è uno spaccato di città curato nei minimi dettagli e completo di tram, case, comparse abbigliate in costumi di quegli anni.
* Abhishek Bachchan, su richiesta di Mani Ratnam, è dovuto ingrassare undici chili per impersonare meglio il ruolo di Guru da adulto.
* Mithun Chakraborty, nato a Calcutta e grande appassionato di cricket e di calcio, prima di entrare nell'industria cinematografica si avvicinò al movimento naxalita bengalese, da cui si dissociò dopo la morte accidentale del fratello. Mithun e la sua famiglia, a seguito di questa defezione, nel corso degli anni hanno ricevuto continue minacce da parte dei naxaliti. Mithun ha sempre coltivato una carriera parallela a quella bollywoodiana, interpretando diversi film d'autore e conquistando ben tre National Awards. L'attore aveva già recitato in due film intitolati Guru: nel 1989 e nel 2005.
* Vijay Krishna Acharya ha firmato la sceneggiatura di Dhoom 2 - Back in action, nonchè la sceneggiatura e la regia di Tashan.
* Ricordiamo che Mani Ratnam, Aishwarya Rai, Abhishek Bachchan e A.R. Rahman (e l'attore tamil Vikram) sono attesi alla proiezione di Raavan alla prossima Mostra del Cinema di Venezia.
* Molti ritengono che la storia di Guru si ispiri alla vita del noto industriale Dhirubhai Ambani, fondatore del gruppo Reliance. Come il protagonista del film, anche Ambani era originario del Gujarat, figlio di un maestro di scuola. Dhirubhai tornò in India, dopo un periodo di lavoro all'estero, per occuparsi di poliestere, e fu spesso accusato di frode e di atti illeciti. La famiglia Ambani è considerata una delle più ricche al mondo. Il gruppo Reliance, fondato nel 1958 a Mumbai, si dirama in vari settori: petrolchimico, tessile, assicurativo, telecomunicazioni. Dirubhai è morto nel 2002. Il timone delle sue aziende è passato ai figli Anil e Mukesh che, in disaccordo fra loro, hanno diviso in due l'impero.
* Film che trattano il tema delle frodi perpetrate dalle aziende: Corporate.

GOSSIP & VELENI

* Abhishek Bachchan e Aishwarya Rai si sono sposati il 20 aprile 2007, tre mesi dopo la distribuzione di Guru.
* Pare che Mithun Chakraborty, coniugato, abbia avuto una relazione segreta con Sridevi.

17 luglio 2010

TAARE ZAMEEN PAR (STELLE SULLA TERRA)

Questa sera Raiuno ha avuto il privilegio di trasmettere Taare Zameen Par (Stelle sulla Terra). Pur essendo grati alla rete e riconoscendo ad essa il merito di avere portato sui nostri schermi un film di così grande importanza, ci rammarichiamo dei numerosi tagli imposti alla pellicola che ne è risultata brutalmente mortificata.
Taare Zameen Par è il debutto alla regia di Aamir Khan, attore di enorme talento già noto al pubblico italiano perchè protagonista di Lagaan (*).
Oltre ad essere una grandissima star, un attore intelligente, sensibile, con una carriera ventennale ed un vasto seguito, Aamir è un perfezionista. E da perfezionista, insieme ad Amole Gupte, ha ideato e diretto Taare Zameen Par, con attenzione ai contenuti ed alla forma, perchè aspirasse all'eccellenza.
La tenace volontà, la dedizione, la passione di Aamir Khan per il suo lavoro, uniti alla creatività e al suo incredibile talento fanno di Taare Zameen Par un film non solo eccellente, ma perfetto.
Per questo motivo riteniamo che trasmettere Taare Zameen Par in una versione che non sia quella integrale rappresenti una gravissima mancanza.

TRAMA
Ishaan (Darsheel Safary) è un bambino che sembra avere difficoltà di apprendimento e di socializzazione. A causa degli scarsi risultati scolastici, la sua famiglia decide di allontanarlo da casa e di farlo studiare in un collegio. L'incontro di Ishaan con l'insegnante, supplente di disegno, Ram Shankar (Aamir Khan), cambierà la sua vita.

RECENSIONI

Times of India ****
...Aamir Khan getta brillantemente uno sguardo nella misteriosa e magica mente di un bambino che davvero non capisce le motivazioni di adulti confusi che si ostinano a reprimere tutto ciò che è bello, innocente e libero, solo perchè senza profitto...
Nikhat Kazmi, 21.12.07
La recensione integrale.

Hindustan Times ****
...Sopra tutti l'attore bambino Darsheel Safary; con la sua incredibile sicurezza è il grande asso del film.
Un'esperienza imperdibile per gli spettatori più sensibili...
Khalid Mohamed, 28.12.07
La recensione integrale.

Diana ***** 5/5
Un film magnifico. Un primo tempo perfetto nel quale è protagonista assoluta la solitudine di Ishaan. Un bambino vivace, vitale, intelligente, curioso, creativo che è incompreso ed abbandonato a se stesso. Un mondo raccontato non a parole ma attraverso le immagini, la musica e il volto meravigliosamente espressivo di Darsheel Safary. Un inizio cupo, un'amarezza che nel secondo tempo si attenua e permette una consolazione. Il bisogno profondo di accettazione, di comprensione, di amore viene svelato, capito, soddisfatto.
Taare Zameen Par è un film giusto, commovente, spiritoso, realizzato rifuggendo banalità e retorica con abilità e grande senso artistico.
Un capolavoro da non perdere.
Tutti bravi, dal cast artistico a quello tecnico.
Un applauso fragoroso per Aamir Khan che debutta alla regia con un lavoro strabiliante che sarà termine di paragone altissimo e scomodo per tutti i suoi prossimi progetti.
La colonna sonora è indispensabile e bellissima.

Da vedere, rivedere e rivedere.

Il bello:
Taare Zameen Par è un film meraviglioso nelle sua interezza e per le tante piccole, splendide scene che contiene.
Ci limitiamo ad indicarne una su tutte che la Rai, per trasformare un film di 2 ore e 45 minuti in uno di 2 ore (pubblicità compresa), non ha trasmesso integralmente: il piccolo Ishaan che, dopo aver saltato la scuola di nascosto, gironzola da solo per le strade di Mumbai. Il Cinema con la C maiuscola. Mera Jahan.

Il brutto:
Assolutamente nulla.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Ishaan Awasthi - Darsheel Safary
Ram Shankar Nikumbh - Aamir Khan
Maya Awasthi/Ma - Tisca Chopra
Nandkishore Awasthi/Papa - Vipin Sharma
Yohaan Awasthi - Sachet Engineer
Rajan Damodran - Tanay Chheda
Il Preside - M.K. Raina

Scritto da Amole Gupte

Diretto da Aamir Khan

Musiche: Shankar-Ehsaan-Loy (Housefull)

Coreografie: Shiamak Davar (Aladin)

Distribuito da Aamir Khan Productions, UTV Home Entertainment e Walt Disney Company Home Entertainment

Anno 2007

AWARDS

Filmfare Awards 2007:
Miglior Film
Miglior Regia - Aamir Khan
Miglior Attore - Aamir Khan
Miglior Testo - Prasoon Joshi per la canzone Maa
Miglior Storia - Amole Gupte

Stardust Awards 2008:
Miglior Attrice non Protagonista - Tisca Chopra

Screen Awards 2008:
Miglior Regia - Aamir Khan
Miglior Attore non Protagonista - Aamir Khan
Miglior Testo - Prasoon Joshi per la canzone Maa
Migliore Storia - Arjun Kapoor
Migliori Dialoghi - Arjun Kapoor
Miglior giovane artista - Darsheel Safary

Apsara Awards 2009:
Miglior Film: Aamir Khan
Miglior Regia: Aamir Khan
Miglior Sceneggiatura: Amole Gupte
Miglior Storia: Amole Gupte
Miglior Testo - Prasoon Joshi per la canzone Maa
Migliori Effetti Speciali - Dhimant Vyas e Vaibhav Kumaresh
Miglior Cantante (Uomo) - Shankar Mahadevan per la canzone Maa

Nel 2008, inoltre, Taare Zameen Par ha vinto il National Film Award come Best Film on Family Welfare.

CURIOSITA'

- Per realizzare la magnifica animazione di Taare Zameen Par è stata utilizzata per la maggior parte la tecnica della Clay Animation o Claymation, che consiste nel creare personaggi, oggetti o sfondi con materiali malleabili, come la plastilina, per poi riprenderli in modo che sembrino in movimento.

- Nel film Abhishek Bachchan è citato come esempio di una persona che ha ottenuto un grande successo pur avendo avuto da bambino problemi con la lettura. Per farlo è stato chiesto il permesso a suo padre Amitabh Bachchan.
Altri personaggi famosi nominati che abbiano sofferto di dislessia: l'italiano Leonardo Da Vinci.

- Tre dei disegni che compaiono in Taare Zameen Par sono stati dipinti appositamente dal noto pittore indiano Samir Mondal.

- Aamir Khan ha un blog che cura personalmente e, da poche settimane, un contatto Twitter che è @aamir_khan.

Il sito ufficiale del film.

(*) Lagaan è uno dei pochissimi film in lingua Hindi arrivati nei nostri cinema grazie alla nomination ricevuta agli Oscar nel 2002 nella sezione Miglior Film Straniero.

Aggiornamento del 18.07.10:
Ieri Taare Zameen Par (Stelle sulla Terra) con 2.394.000 telespettatori e il 18,26% di share è stato il programma più seguito della serata.

08 settembre 2009

NO SMOKING


To do is to be
Plato

To be is to do
Socrates

Do Be Do Be Do
Sinatra

Così inizia No Smoking di Anurag Kashyap, regista, classe 1972, che si era già fatto notare nel 2004 con Black Friday.
Kashyap torna con una pellicola inaspettata, spiazzando i critici e i suoi fan grazie ad una storia inconsueta, tratta da un racconto di Sthefen King, Quitters Inc., pubblicato in Italia nell'antologia di racconti A volte ritornano del 1978. No Smoking è un film sorprendente, pensato e diretto con grande ironia e decisamente nuovo, sia nei contenuti che nella realizzazione, nel panorama del cinema indiano.

TRAMA

K è un uomo attraente, ricco ed egocentrico con il vizio del fumo. Senza una reale intenzione di abbandonare la sua dipendenza K, per accontentare la giovane moglie e su consiglio di un vecchio amico, accetta un incontro a Prayogshaala, un centro di riabilitazione dove vengono curate le cattive abitudini. Presto i metodi violenti e coercitivi utilizzati al Prayogshaala si riveleranno molto più pericolosi e nocivi delle sigarette stesse.

RECENSIONI

The Times of India: * 1/2
K potrebbe essere Kafka. Ma K potrebbe stare anche per "confusione". Non è facile tradurre la Metamorfosi di Kafka sul grande schermo. In più non tutti possono essere Lars von Trier e usare i film come metafora, senza perdere di significato e di comprensibilità. Vi ricordate Dogville?... ma mentre il romanzo di Kafka è un'accusa all'autoritarismo ed al conformismo, No Smoking lascia sconcertati e disperatamente alla ricerca di una logica...
Nikhat Kazmi, 27 ottobre 2007
La recensione integrale

Hindustan Times: *
...Aaah l'adorabile, bravissimo, Kashyap ha adesso scritto e diretto No Smoking. In cui John Abraham con una barba alla Gulzar, fuma sigarette, nuota in una vasca, visita uno stravagante gruppo per curarsi (dal fumo non dai bagni)... Signori, il film è così inusuale, non convenzionale, audace. E' originale, originale ragazzi. Portatemi un doppio whisky per favore. Devo celebrare. Assomiglia, però, così tanto a Quitters Inc. di Stephen King portato sullo schermo nell'horror Cat’s Eye nel 1985. Cosa fare Mr Genio? Noi poveri idioti critici, STUPIDI, feccia della terra, guardiamo anche i dvd. E sì, in realtà Abraham deve ancora imparare il Ka Kha Ga (l'A B C) della recitazione...Signor Kashyap, il suo genio è accecante. Grazie per un Quitters Inc., ambientato a Mumbai e in Siberia. E se me lo chiedete, a questo punto, io non voglio smettere di fumare ma voglio smetterla con Kashyap...
Khalid Mohamed, 26 ottobre 2007
La recensione integrale

Diana ***** 5/5
Come in un lavoro di David Lynch sogno e realtà si fondono e come in una pièce di Ionesco la messa in scena dell'assurdo diventa rappresentazione dell'esistenza: tanto più la situazione è surreale quanto più il concetto espresso è rafforzato. Il primo tempo di No Smoking è uno spasso, il secondo è più cupo e lugubre ma efficace.
No Smoking è un film sulla libertà di scelta: intelligente, divertente, impeccabile.

Il bello:
- John Abraham è perfetto nella parte di K, ha la faccia giusta, il fisico giusto e l'atteggiamento giusto: le scene in cui si aggira tra la camera e il bagno, con un asciugamano intorno ai fianchi e la sigaretta in bocca, guardandosi allo specchio, sono tra le riprese più divertenti che mi sia mai capitato di vedere.
- Sempre John Abraham/K: arrogante, incurante, egocentrico. Una mattina, chiede alla moglie che cosa desidera come regalo per il loro anniversario di matrimonio, quando lei risponde: il divorzio, lui, senza scomporsi, ribatte: avevo pensato a qualcosa di meno costoso.
- Le sequenze oniriche.
- L'irrinunciabile desiderio di K di fumare: non importa quanto una cosa possa essere sbagliata, molesta o malsana, ogni essere umano ha una naturale, solenne, intoccabile inclinazione a decide per se stesso.

Il brutto: niente.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

John Abraham - K
Ayesha Takia - Anjali / Annie
Paresh Rawal - Shri Shri Prakash Guru Ghantal Baba Bengali Sealdahwale
Ranvir Shorey - Abbas Tyerwalla
Joy Fernandes - Alex

Scritto e diretto da Anurag Kashyap

Musiche: Vishal Bhardwaj (Kaminey)

Anno: 2007

Distribuito da Eros Entertainment

CURIOSITA'

- Anurag Kashyap in questi giorni è al Lido nelle vesti di giurato della 66° Mostra del Cinema di Venezia.

- No Smoking nell'anno della sua uscita nei cinema, 2007, è stato presentato in Italia al Festival del Cinema di Roma.

- John Abraham ha una relazione, vivace ma stabile, con Bipasha Basu (Dhoom 2, Bachna Ae Haseeno), che compare in No Smoking in una special appearance.

- In No Smoking appare Anurag Kashyap per un cameo.

Il sito ufficiale del film
Il sito ufficiale di Anurag Kashyap
Il sito ufficiale di John Abraham

23 luglio 2009

LAAGA CHUNARI MEIN DAAG (LA VERITA' NEGLI OCCHI)



Grandi nomi e grandi aspettative. Estrema fiducia in una storia potenzialmente adatta a far parlare di sé e una protagonista di tutto rispetto (Rani Mukherjee) contornata da preziose star di eri e di oggi, come la divina Jaya Bhaduri, la sempre affascinante Hema Malini, la motivatissima Konkona Sen Sharma e il dolce e sexy Abhishek Bachchan.
I presupposti ci sono, le fondamenta purtroppo no.
Laaga Chunari mein daag si sgretola nonostante tutto, ed è un peccato.


TRAMA
Sognando di risollevare la sua famiglia dai debiti, Badki (Rani Mukherjee) si trasferisce a Mumbai per cercare lavoro ma finisce per diventare una squillo di lusso che concede appuntamenti solo negli alberghi più esclusivi della città. Quando la sorella (Konkona Sen Sharma) termina gli studi e decide di trasferirsi da lei diventerà sempre più difficile mantenere segreta la sua doppia identità.


Antiquato nella narrazione, regressivo nel tema
Mi costa ammetterlo ma anche Rani appare spenta e al di sotto delle sue capacità. Stranamente stanca e poco convinta del ruolo, non riesce a smuoverlo e se lo trascina addosso.
In compenso Jaya Bhaduri, la cui presenza si avverte in un raggio di chilometri, riesce ad infondere le giuste vibrazioni e arriva a creare l’illusione che in alcuni momenti Laaga Chunari mein daag sia davvero un gran film. C’è una scena in cui la sua bravura mi fa impallidire : Jaya sta rovistando con ansia nei cassetti cercando del denaro messo da parte o forse solo le ultime cose da rivendere, le sue mani toccano ogni oggetto per poi riposarlo, senza senso, è del tutto distratta dalla disperazione. In questo momento le telefona la figlia da Mumbai chiedendole consigli sulla strada da prendere… lei parla senza ascoltarsi e con le mani continua a cercare, non si rende nemmeno conto di ciò che sta dicendo .

Abhishek e Rani , che in passato avevano mostrato un’ottima intesa sullo schermo (Yuva, Bunty aur Babli, Kabhi Alvida Naa Kehna), questa volta restano divisi da un muro e sembrano non vedersi. Stonata e male inserita la canzone "Zara gungunalein chalo" dalle immagini pastello sullo sfondo di Lucerna, così come il fastoso ricevimento finale, che sembra messo lì per far passare un po’ di tempo e riempire lo spazio. Più interessante è invece la picturisation del brano che da il titolo al film, bellissimi i primi piani del volto acqua e sapone di Rani; la telecamera la insegue e la spia, la musica si interrompe ripetutamente per inserire le immagini della sua trasformazione da Badki in Natasha.


il mio giudizio sul film ** 2/5
Ridondante, artificiale, noioso e freddo. Odioso il continuo paragone tra le due sorelle, la maggiore che non possiede un’istruzione e non può nutrire ambizioni ma vuole permettere alla più piccola di avere una vita facile e di tutto rispetto. Si avverte già dalle prime inquadrature, il film manca di spirito e ripropone schemi impolverati.


ANNO: 2007

REGIA: Pradeep Sarkar

TRADUZIONE DEL TITOLO: Il mio velo si è macchiato


CAST:

- Rani Mukherjee......... Badki / Natasha
- Jaya Bhaduri........... Shabitri
- Konkona Sen Sharma..... Chutki
- Abhishek Bachchan...... Rohan
- Kunal Kapoor........... Vivaan
- Anupam Kher............ Shivshankar
- Hema Malini............ la danzatrice
- Tarana Raja............ Sophia


COLONNA SONORA:

PLAYBACK SINGERS: Sunhidi Chauhan, Shreya Ghoshal, K.K., Mahalaxmi Iyer, Shubha Mugdal, Sonu Nigam, Rekha Bardwaj

SITO UFFICIALE DEL FILM. clicca qui.


RECENSIONI:

- INDIA TIMES ** 2/5
(testo originale)

- BOLLYWOOD HUNGAMA * 1,5 /5
(testo originale)

- NEW YORK TIMES
recensione positiva, giudizio dei lettori *** 3,5/5
(testo originale)



QUALCOS' ALTRO:

- Laaga Chunari Mein Daag è stato doppiato in italiano e, come già prevedo, stagliuzzato, per essere mandato in onda su Raiuno sabato 25 luglio in prima serata, terzo appuntamento del ciclo Amori con...turbanti. Il titolo sarà La verità negli occhi.

- Al botteghino il film è stato schiacciato dalla competizione con il nuovo di Pryadarshan Bhool Bhulaiyaa

- Inizialmente i personaggi di Rohan e di Chutki furono proposti a Saif Ali Khan e Vidya Balan, dopo il loro rifiuto la scelta è caduta su Abhishek e Konokona Sen Sharma.

- Strano ma vero, il bellissimo Parineeta (2005) è stato diretto dallo stesso regista: Pradeep Sarkar.

- Abhishek nella realtà è il figlio di Jaya (Bhaduri) Bachchan ma nel film non hanno nessun legame di parentela. Forse al regista è sfuggito un dettaglio: Sono troppo somiglianti!! Hanno lo stesso naso, gli stessi occhi... chi potrebbe farli passare per estranei?

14 luglio 2009

JAB WE MET (L'AMORE ARRIVA CON IL TRENO)



Attingendo all’archivio bollywoodiano, ma senza far scattare allarmi di copiatura, il film riprende alcune parti del catastrofico Dhai akshar prem ke, (film con Aishwarya Rai e Abhishek Bachchan) aggiungendo quella raffinatezza, quello spirito e quella credibilità che mancavano al primo e sviluppando una storia più completa e avvincente.


TRAMA
L’incontro con l’adorabile impicciona Geet cambia radicalmente la vita di Aditya, giovane imprenditore poco consapevole di se stesso, che si lascia crogiolare in una delusione d’amore fino a pensare al suicidio. Travolto dall’energia della ragazza, inizia a conoscersi veramente e prende spunto dal suo modo di essere per affacciarsi al mondo e riconsiderare tutte le situazioni dalle quali si sentiva oppresso.


In India un film “vive”
Quelli che hanno semplicemente un inizio, una storia e una fine si dimenticano in fretta.
Per rimanere forte nel tempo una pellicola ha bisogno di un’anima che si costruisce passo dopo passo attraverso un gioco di squadra nel quale è coinvolto soprattutto il pubblico

Se Jab we met è stato accolto a braccia aperte è anche grazie a quel “qualcosa in più” che possiede… inutile cercare una qualsiasi ragione tecnicamente analizzabile capace di tradurre ciò che c’è alla base.
Non è facile definire a parole ciò che è invece facilmente percepibile: il dialogo che istaura con gli spettatori, la sua freschezza, il coinvolgimento continuo, il ritmo, l’amore a prima vista per i personaggi, la scoppiettante colonna sonora.

La storia... piacevole
può mettere d’accordo tutti , riuscendo nel difficile compito di coinvolgere ragazzi, adulti, ma anche dei nonni con i nipoti seduti nella stessa sala, ugualmente sedotti e trascinati dalla visione.
Ditemi se già in questo non è spettacolare.

La musica...esplosiva,
frenetici ritmi punjabi (più tradizionali in "Nagada Baja" e rivisitati in chiave disco-pop nel tormentone "Mauja Mauja"), melodie più lente (con testi originali bellissimi, cosa da non sottovalutare..) in "Aoo Milo Chale" e "Tumse hi". Fino a "Yeh Ishq Haaye" , un motivetto da non togliersi più dalla testa le cui parole urlano un’incontenibile positività.

I personaggi... da colpo di fulmine
Kareena Kapoor ha saputo rendere Geet davvero speciale, riuscendo ad unire con spontaneità le apparenti contraddizioni del suo carattere. Simpatica o rompiscatole? Buffa o seducente? Immatura o solo combattiva e fiduciosa? In lei c’è un po’ di tutto ed è un mix esplosivo.
Shahid dal canto suo ha resistito bene all’ onnipresenza di Kareena, riconoscendo che era il suo personaggio ad avere in mano le chiavi del successo di Jab we met, ma aveva ancora bisogno di un valido supporto, del compagno ideale. Una presenza maschile composta e delicata, capace di appoggiare attivamente la performance della protagonista senza dare troppo a vedere il suo costante (e importante) intervento.

Il mio giudiizo sul film : **** 4/5


ANNO : 2007

REGIA: Imtiaz Ali

TRADUZIONE DEL TITOLO: quando ci siamo incontrati

CAST:

- KAREENA KAPOOR ......Geet
- SHAHID KAPOOR ......Aditya
- TARUN ARORA ......Anshuman
- DARA SINGH .......Dadaji
- SAUMYA TANDON ....Roop


COLONNA SONORA : Pritam (musica) Irshad Kamil (testi)

PLAYBACK SINGERS: Shaan, Ustaad Rashid Khan, Labh Jauja, Sonu Nigam, Shreya Ghosal, Mohit Chauhan


RECENSIONI:

- Bollywood Hungama 3,5 /5
(testo originale)

- Hindustan Times 3/5
(testo originale)

- The Times of India 4/5
(testo originale)


UNA CURIOSITA':

Da sempre nella tradizione del cinema indiano il mescolarsi di eventi reali con la finzione cinematografica finisce per caricare il film con qualcosa che va aldilà della trama e che stimola una riflessione in più (o semplicemente una chiacchiera, come in questo caso) :

Shahid e Kareena, erano coinvolti sentimentalmente da diversi anni ma hanno finito per troncare il loro rapporto poco prima dell’uscita del film.
Il bacio dell’happy ending non è stato incluso a caso, ma in risposta ad un video girato a lungo su You tube, che vedeva i due ex fidanzati ripresi dal proprio telefonino in un momento d’intimità. Inutile pensare ad un montaggio o a dei sosia… entrambi gli attori non si sono nemmeno giustificati e hanno riso sopra l’evento (uno scandalo se pensiamo che Kareena fa di cognome Kapoor).


QUALCOS’ALTRO

- Con saggia delicatezza, Imtiaz Ali, rovista ancora nei cassetti e fa riprendere in mano a Kareena e Shahid un’immagine memorabile di Dilwale Dulhania le jayenge reinserendola in un contesto nuovo; non per carenza di originalità... ma per stimolare un collegamento e risvegliare un’emozione già nota, anche se in modo diverso. Il cinema indiano ama giocare con i suoi preparatissimi spettatori, che non impiegano che un attimo ad individuare i riferimenti suggeriti dai registi, i lori link, i loro tranelli…

- Tra le locations ritroviamo i paesaggi di Chandigarh, Manali, Shimla e Rothang Pass (Himalaya)

- Il nuovo film del regista Imtiaz Ali sarà intitolato Love Aaj Kal ed è in uscita il 31 luglio prossimo. il film vedrà Saif Ali Khan, attuale compagno di Kareena, impegnato sia come protagonista che come produttore, affiancato da Deepika Padukone, la “dreamy girl” di Om Shanti Om.
Per foto, trailer e news consulta il Sito ufficiale

- Jab we met sarà trasmesso in italiano sabato 18 luglio in prima serata su Raiuno, il titolo sarà L’amore arriva in treno. Incrociamo le dita e speriamo in tagli non troppo devastanti…

06 luglio 2009

TRAFFIC SIGNAL


Ci sono tanti modi per raccontare una storia.
Si può creare un film poetico parlando di problemi dolorosi allo stesso modo in cui si può rinunciare ad ogni appeal trattando anche una commedia romantica.
Normalmente quando si parla di povertà e di vita di strada lo si fa abbinando i primi due nomi a questi secondi due : squallore e miseria.
E ne nasce un’equazione terribile.
In una realtà quotidiana schematica e organizzata in cui chi possiede una vita disagiata viene allontanato o compatito, il messaggio del regista arriva come ghiaccio su una ferita.

Essere poveri o svolgere un lavoro più umile non significa non poter avere una vita felice e dignitosa e il film lo dimostra attraverso la storia di Silsila, giovane “coordinatore” dell’accattonaggio ad un semaforo di Mumbai, un ritratto dinamico, efficace e umano.
L’aspetto originale è stato introdurre questa figura presentandola come un ragazzo che ama il suo lavoro per quello che è e rispetta la sua gente; non guarda alla vita con rassegnazione (e qui la sorpresa) ma con convinzione e soddisfazione, accettandone il peso ma condividendone le gioie.


TRAMA
La vita quotidiana e i disordini di una grande metropoli vengono raccontati attraverso un mosaico di personaggi diversi le cui vite si intrecciano nel traffico congestionato di Mumbai.
Silsila, giovane pratico ma ancora un po’ ingenuo, viene coinvolto in un assassinio organizzato da un gangster locale, la sua storia si unisce a quella di Rani, che lascia il villaggio per trovare lavoro nella città globale, e a un un bambino Tamil che ricerca ancora i genitori dispersi.


Madhur Bhandarkar, narratore abile nel raccontare ed esporre anche i lati più scomodi della vita metropolitana (come se fosse un osservatore silenzioso e discreto), mescola gli eventi intervallando storie diverse in un plot che non è mai lineare, astenendosi dal dare giudizi e spingendo ad esaminare i molti aspetti delle situazioni, superandone la visione superficiale e scontata.

Le attività al semaforo sono un’organizzazione precisa, una vera e propria industria controllata dall’alto, mentre una folla di persone comuni è impegnata a trovare i mezzi per sopravvivere. Ma il film non è originale nella presentazione della fitta rete criminale che trae profitto dall’accattonaggio quanto nella delineazione di personaggi positivi che agiscono dal basso. Ciò che sorprende in Silsila non è tanto ciò che fa, ma lo spirito con cui lo affronta.
Il film si apre guardando attraverso i suoi occhi, raccontando la sua esperienza personale, più tardi l’orizzonte si allarga mettendo a fuoco anche i personaggi di contorno, costruendo una visione più completa, e più disincantata, dell’intero sistema.

Ranvir Shorey e Konkona Sen Sharma, si appoggiano alla storia centrale come attori non protagonisti ma finiscono per creare un proprio “film nel film”. Lontani dall’atmosfera protetta della grande famiglia di Silsila, Dominic, un tossicodipendente, e Noorie, una prostituta, costruiscono un rapporto di affetto reciproco che gli da la spinta per andare avanti, seppure sia l’esistenza dell’uno, che dell’altra, sia seriamente compromessa dalla dipendenza e dallo sfruttamento.

Riprendendo il tema centrale di Corporate, il suo film precedente, il regista continua ad attaccare la scorrettezza delle strategie aziendali. Una critica al bombardamento dei media è la scena in cui il bambino tamil acquista una delle tante creme sbiancanti per la pelle, sicuro di ottenere i risultati promessi dalla pubblicità. Le sue speranze crollano giorno dopo giorno mettendo in luce l'inganno di un messaggio promozionale del tutto sleale.


Il mio giudizio sul film : **** 4/5
Equilibrato nelle emozioni, denso di messaggi, realistico ma mai documentaristico.
E poi un buon finale, intelligente e d’impatto, che rifinisce e rende ancora più prezioso un film portato avanti benissimo.
L’abbattimento del “traffic signal” viene proposto con immagini toccanti, un congedo che ricorda un rito funebre; è la cancellazione di un punto nevralgico attorno al quale ruotava la vita di centinaia di persone che sentono sradicare in un attimo la propria identità, costretti a rinunciare ad un mondo nel quale sapevano muoversi, e al quale, nonostante tutto, erano abituati.


ANNO: 2007

REGIA: Madhur Bhandarkar

CAST:

- Kunal Khemu.................. Silsila
- Neetu Chandra................ Rani
- Ranvir Shorey................ Dominic
- Konkona Sen Sharma........... Noorie
- Sudhir Mishra................ Afzal Bhai
- Chinmay Kambli............... Tsunami
- Manish Mehta................. Gullu
- Viky Tulashkar............... Afzal
- Indira Iyer.................. Mausi
- Nassar Abdulla............... Sanjeev
- Yakub Sayeed................. Dagdu
- Manoj Joshi.................. Engeneer Sailesh Jha

COLONNA SONORA: Raju Singh, Shamir Tandon


RECENSIONI:

- The Times of India
testo originale

- Bollywod Hungama
testo originale

- Hindustan Times
testo originale


QUALCOS'ALTRO:

- In Traffic Signal il protagonista è stato chiamato Silsila (in italiano = relazione) perchè ai genitori era piaciuto il film di Yash Chopra al punto da voler trasformare il titolo in un nome proprio.

- Il prossimo lavoro di Madhur Bhandarkar (in uscita ad ottobre) sarà intitolato Jail e vedrà Neil Nitin Mukesh in un ruolo da protagonista. Clicca quì per il trailer.

08 giugno 2009

SRINGARAM


'Sringaram' è un film in lingua Tamil, curatissimo nei dettagli, visivamente molto piacevole. Ma non è solo la confezione a brillare: la storia è interessante e sino ad un certo punto anche ben sviluppata. L'interpretazione della bella protagonista è dignitosa anche se un po' fredda. Le coreografie, di tipo classico, sono di ottimo livello tecnico, valorizzate dalla ricchezza dei costumi.

Da un punto di vista stilistico nulla in questa pellicola farebbe rimpiangere il glamour bollywoodiano, eppure manca quello scintillio, quell'energia, quel carisma divistico, quella vitalità che, al mondo, solo la cinematografia Hindi è in grado di sprigionare.

TRAMA

Madhura (Aditi Rao Hydari) è la nuova Devadasi del tempio - siamo nel Tamil Nadu negli anni Venti. Dotatissima ballerina, orgogliosa della sua arte, mal si adatta alle richieste opportuniste avanzate dal signorotto locale, il Mirasu (Manoj K. Jayan). Madhura preferisce abbandonare il suo status privilegiato per dedicarsi alla danza sacra, e unirsi all'umile guardiano del tempio, Kasi (Shashikumar).

RECENSIONI

The Hindu
'Un nutrito gruppo di abili tecnici, molti di loro esordienti, opera congiunto per 'Sringaram', un dramma storico nel quale grande attenzione è stata posta ai dettagli. Alla guida della squadra la regista Sharada Ramanathan al suo debutto. 'Sringaram' non è privo di difetti, ma i pregi riescono ad offuscarli. Gli occhi espressivi e la bravura come ballerina fanno dell'elegante Aditi Rao Hydari la scelta più adeguata al ruolo. Gentile e risoluto, forte e vulnerabile, il personaggio è molto ben costruito. Manoj K. Jayan colpisce per la sua recitazione sommessa. Shashikumar fa pieno uso delle potenzialità del suo ruolo. La fotografia di Madhu Ambat merita una menzione speciale. La direzione artistica di Thota Tharani cattura l'attenzione. E non si può evitare di ammirare gli eccellenti costumi di Rukmini Krishnan. Le coreografie di Saroj Khan sono un'impressionante miscela di tradizione e modernità. Non capita spesso di sentire gli applausi alla fine di una proiezione per la stampa. Questa volta è successo.'
Malathi Rangarajan, 05.10.07

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: la cura e la finezza dei dettagli (applauso a tutto il cast tecnico)
Punto debole: qualche smagliatura nella sceneggiatura, qualche rallentamento non necessario nel ritmo

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aditi Rao Hydari ('Delhi-6') - Madhura
* Manoj K. Jayan - il Mirasu
* Shashikumar - Kasi
* Hamsa Moily - Kama

Regia: Sharada Ramanathan, popolare danzatrice, qui al suo debutto dietro la macchina da presa

Coreografie: Saroj Khan ('Delhi-6', 'Saawariya', 'Devdas')

Fotografia: Madhu Ambat

Direzione artistica: Thota Tharani

Costumi: Rukmini Krishnan

Award: National Award per la miglior coreografia a Saroj Khan e per la miglior fotografia a Madhu Ambat (ringraziamo Gina K.)

Traduzione del titolo: 'sringaram' è un vocabolo Tamil che significa 'vestirsi elegantemente' (in senso femminile), in modo particolare per le cerimonie nuziali. Applicare il kajal, il bindi, ornarsi con braccialetti, collane di fiori intrecciati, indossare scintillanti abiti dai ricchi colori e ricami. Ma può anche significare 'corteggiamento' (ringraziamo Gina K.)

Anno: 2007

CURIOSITA'

* La coreografa Saroj Khan è la madre del coreografo Raju Khan ('Jodhaa Akbar'). Ha vinto il National Award per la miglior coreografia anche per 'Devdas'

* La battuta migliore del film è recitata dal personaggio di Madhura al momento di abbandonare il tempio: 'Non è ribellione, è autostima'. Standing ovation alla fiera danzatrice

* La sequenza più emozionante vede ancora protagonista Madhura, affiancata da Kasi: non perdetevi la dolcezza del gesto di Kasi che offre alla Devadasi ormai in disgrazia un tempio naturale nella giungla decorato dai campanelli delle cavigliere di Madhura

* 'Sringaram' è stato recentemente proiettato a Roma nel corso della rassegna 'Rainbow of Indian Films'

* La Devadasi o serva di Dio dedicava alla divinità del tempio la sua vita di danzatrice. Durante la colonizzazione britannica la figura della Devadasi cominciò a perdere la connotazione religiosa e a trasformarsi in qualcosa di simile a una prostituta. Ma la famosa danzatrice Rukmini Devi riuscì a riaffermare il valore di quest'arte: a Madras furono aperte delle vere e proprie scuole, e la Bharatanatyam si rivelò come la più alta forma di danza classica indiana. La nostra Gina K. ci fornisce delle interessanti informazioni supplementari: 'Le Devadasi non potevano contrarre matrimonio, in quanto ufficialmente spose di Dio, e si esibivano nelle corti dei re o dei signorotti locali, spesso diventandone le amanti. Non potevano cessare di essere Devadasi e lasciare il tempio. Se generavano figlie, queste erano destinate a loro volta a diventare Devadasi. Acquisivano spesso grande potere grazie alle loro altolocate relazioni. Tutte le forme di danza classica e di musica classica indiane si sono evolute nei templi, in quanto considerate poesie e preghiere offerte alla divinità. Le danzatrici rappresentavano scene tratte dai poemi epici e dai testi religiosi. Un tempo era considerato disdicevole per le fanciulle di buona famiglia danzare in pubblico: studiavano danza e musica ma si esibivano solo in privato, e comunque mai dopo il matrimonio. Recentemente alcuni musicisti e compositori hanno tentato di integrare la musica e le danze popolari e folkloristiche con quelle classiche, malgrado l'ostilità dei puristi. Oggi ci sono persino un paio di danzatrici femministe che interpretano nelle loro esibizioni soliste dei forti personaggi femminili, sia della tradizione indiana che provenienti da altre culture (per esempio Maria Maddalena).' (Gina: thank you for the info and for your usual kind help)

19 maggio 2009

G A U R I


Trama

Roshni, Sudeep e la figlia Shivani sono una famiglia felice. Sudeep ha un ottimo lavoro: è incaricato di progettare un intero quartiere di Mumbai che chiamerà proprio Shivani, mentre Roshni si occupa della bambina che entrambi adorano.
La coppia progetta di andare in vacanza al mare, ma Shivani sfogliando un album di fotografie si sente inspiegabilmente attratta da una bellissima abitazione immersa nella vegetazione: si tratta della vecchia casa di famiglia. Fa i capricci e convince i genitori, loro malgrado, a recarsi là per pochi giorni.Proprio nella dimora in campagna Roshni e Sudeep dovranno letteralmente affrontare i fantasmi del passato. La figlia non voluta, Gauri, scatenerà tutta la sua gelosia…

Regista: Aku Akbar

Anno: 2007

Attori:
Atul Kulkarni (Sudeep)
Rituparna Sengupta (Roshni)
Rushita Pandya (Shivani)
Anupam Kher (nonno)
Praanav (Bhim Singh)

Recensione: **

Probabilmente, se non ci si aspettasse di vedere un horror, il film sarebbe guardabile. Proprio nel momento in cui dovrebbe “decollare”, si trasforma in una propaganda anti-abortista. Trattandosi di un tema molto delicato, alcune scene sono toccanti, ma verso il finale si raggiungono picchi eccessivamente patetici. Gli attori interpretano bene i loro ruoli, ma non riescono a trasmettere né tensione né qualsiasi altro sentimento. Per la tragedia che mette in scena, potrebbe essere un film che rimane impresso negli spettatori, tuttavia ciò non accade. I dialoghi sono prolissi: il nonno ripete lo stesso sermone in più di un’occasione. Suggestiva una delle inquadrature finali di Shivani in cima alla cascata.

Times of India:

L’etica di questo film è completamente sbagliata. Prende una posizione moralista sull’aborto, anche se è praticato consensualmente e coscientemente e minaccia tutti i futuri possibili genitori che i feti mai nati ritorneranno per far diventare la loro vita un inferno. Forse il film avrebbe potuto avere senso se il regista avesse preso in considerazione l’infanticidio femminile. In questo caso viene da pensare che il film sia stato confezionato come propaganda da parte del movimento anti-abortista.
Peccato, perché il film tecnicamente non è così male. Anzi, è un classico film horror con la sua buona parte di scene da brivido. La felice coppia di città (Rituparno e Atul) ritorna alla vecchia casa di famiglia per una vacanza assieme alla figlia (quella che hanno voluto far nascere), finendo per ritrovarsi in un incubo che li attende in quel luogo immerso nella foresta. Il feto è ormai diventato un fantasma a tutti gli effetti che prende le sembianze della loro bambina e comincia a dargli la caccia, come succede normalmente in questo tipo di film. Vetri che si rompono, altalene che scricchiolano, la figlia che scompare e riappare in cima alla cascata, oggetti che sbattono e ghigni nel buio e la povera coppia è costretta a chiedere perdono alla figlia mai nata, nonostante l’aborto sia stato praticato per troncare una gravidanza indesiderata.
Fate attenzione alla giovanissima attrice Rushita Pandya; la sua recitazione riesce a dare al film qualche brivido. Il resto è solo etica bigotta e confusa.

29 gennaio 2009

NAMASTEY LONDON (SPOSERO' MIA MOGLIE)



Namastey London è soprattutto un film divertente, riprende una trama semplicissima e ne modella un successo. Non è facile essere originali a partire dal più classico di tutti i plot: una famiglia di indiani residenti a Londra torna nella terra d’origine per cercare di far sposare la figlia con un buon partito, naturalmente indiano.
Lei non ne vuole sapere.
Lui perde la testa e la seguirebbe in capo al mondo
Descritto così, certo non verrebbe voglia di guardarlo. Eppure non è l’ennesimo polpettone che cerca di esplorare il dilemma delle famiglie NRI, né il resoconto noioso di una vita trascorsa in Inghilterra e la volontà di crescere i propri figli come indiani, malgrado non si sentano né attratti, né motivati alla conoscenza reale della propria cultura. L'argomento viene affrontato con energia e freschezza; Rishi Kapoor, imperdibile padre della sposa, sa intrattenere il pubblico come pochi e tira fuori la verve di un ragazzino.


LA TRAMA:
Jasminder, (Katrina Kaif) detta Jazz,  è una ragazza di origine indiana che si sente esclusivamente inglese, ha un buon lavoro, si veste all’ultima moda , beve come una spugna , si intrattiene in discoteca ballando con chiunque e mira a sposarsi con un milionario acido e pluridivorziato. Questo personaggio è un po’ portato agli eccessi, ma è utile per introdurre bene il secondo protagonista : Arjun Singh (Akshay kumar) bel figliolo di una sana famiglia punjabi, genuino e spontaneo, dai modi bruschi e dal cuore tenero. Il suo aspetto ingenuo lo fa inizialmente apparire come un ignorante, per poi dimostrarsi, mano a mano che il film va avanti, l’esatto contrario. Accerchiata dalla famiglia durante la sua vacanza in India, Jazz sposa Arjun contro il suo volere, presto però scopre che il matrimonio non registrato a Londra è privo di valore, perciò spinge tutti a ripartire subito dopo le nozze, per ritornare single e dedicarsi al suo fidanzatino inglese. Il neo-sposo, seppur piantato in asso in un modo abbastanza crudele, decide di non ostacolarla , anzi, la incoraggia, sperando sempre in un suo ripensamento.



Scene che avrebbero potuto tagliare:

1) L’incontro del fidanzato di Jazz con la famiglia reale inglese. Si vede lontano un miglio che sono sosia approssimativi; la trovo di cattivo gusto e completamente inutile.
2) Il dialogo un po’ forzato tra Jazz e Arjun al Greeenwich Park nel quale immaginano di incontrarsi di nuovo dopo tanti anni. Le parole che fanno pronunciare ad Akshay Kumar sarebbero state routine negli anni ’80 ma non in Namastey London. Un agglomerato di melassa all’improvviso.

Momenti da gustarsi comodamente seduti sul divano:

1) La partita a Rugby : England vs India con Rishi Kapoor e Akshay Kumar contro un gruppetto di biondini fanatici e sgallettati. Akshay chiede a Katrina se ha visto il film Laagan (con Aamir Khan di A.Gowariker, dove compare forse la più celebre partita del cinema indiano... anche se lì si trattava di cricket) , lei risponde schifata “Guardo solo film in inglese….”
Imperdibile!!

2) Il mix di immagini che riassume la giornata che Jazz e Arjun passano insieme: divertenti le sequenze della visita di Londra, dal London Eye al bus panoramico, fino all’ Absolute Ice Bar. La musica di sottofondo è graziosa e si intona con la simpatia delle scenette. Unica macchia.. l’averla strappata via dal film Chocolat con Jhonny Depp e Juliette Binoche.

3) Tutti i momenti in cui Akshay Kumar fa finta di non saper parlare inglese, per poi dilungarsi, nella scena finale in un impeccabile monologo degno di una tesi di laurea…


Forse una delle uscite più divertenti del 2007. Il film merita di essere visto, se non altro per ritrovare Akshay Kumar in un ruolo sobrio e interessante.Definito dai siti di mezzo mondo sweet & simple, Namaste London è un pacchetto di commedia, musica, romance infarcito di patriottismo e tenerezza. 

Il mio giudizio sul film **** 4/5


ANNO: 2007

REGIA : Vipul Shah

CAST:

Akshay Kumar ………Arjun Singh
Katrina Kaif………… Jasminder / Jazz
Rishi Kapoor…………Il padre di Jazz
Clive Standen…… …Charlie
Upen Patel…………Imran
Tiffany Mulherone … Susan

COLONNA SONORA: di Himesh Reshammiya e Javed Akhtar
Dai ritmi disco di "Dilruba" alle canzoni lente e moderne "Viranyaa" e "Main Jahaan Rahoon" , a quest’ultima vengono abbinate nel film delle immagini panoramiche di Londra e dei suoi variopinti quartieri indiani.


Visita il SITO UFFICIALE del film

RECENSIONE DI BOLLYWOOD HUNGAMA ( Taran Adarsh )




ALTRO:

- Il primo film della coppia Akshay Kumar / Katrina Kaif è stato un terribile flop: Humko Deewana Kar Gaye nel 2006 ispirato a Notting Hill
- L’Absolute Ice Bar a Londra si trova a Heddon Street, nei pressi di Piccadilly Circus
- I negozi indiani nella capitale inglese si concentrano nell’area semi-periferica di Green Street o nella più centrale South Hall.
- Il film è stato proposto dalla Rai in prima serata dal titolo Sposerò mia moglie in versione tagliatissima e non proprio soddisfacente. In basso i nostri commenti.

16 gennaio 2009

IT'S BREAKING NEWS


Film-verità sul mondo dei media, sulla febbre da audience e sul modo criminale di presentare le notizie. Ma anche sulla corruzione nelle istituzioni. La storia è imperniata su due figure femminili: la giornalista che denuncia un caso di sfruttamento, e la vittima che lo subisce.
La pellicola non è un capolavoro, ma è onesta e realizzata in modo dignitoso. La sceneggiatura, pur delineando le psicologie con una certa frettolosità, si impegna a non tralasciare nulla, mostrando a 360 gradi tutti i risvolti dell'amara vicenda. Il ritmo è piuttosto rapido. Ci si appassiona alla trama, anche se non proprio al film, e si perdona al regista un esordio non indimenticabile ma comunque promettente.
Non siamo di fronte ad una forte pellicola di denuncia come 'Page 3', di Madhur Bhandarkar, ma 'It's Breaking News' si lascia guardare fino in fondo senza annoiare, e riesce a strappare un applauso per l'argomento realistico, per l'intenzione meritoria, per l'impronta al femminile, per il tentativo di realizzare una cinematografia (Hindi) di tipo diverso e meno convenzionale.

TRAMA

Vidya (Koel Purie), una giovane giornalista televisiva di cronaca rosa, per coprire un collega assente viene dirottata sulla cronaca nera. La ragazza si appassiona al nuovo incarico. Ma scoprirà presto e (anche) a sue spese che la falsità e la gestione 'creativa' delle notizie sono all'ordine del giorno, senza nessun rispetto per l'etica professionale e per la privacy delle persone coinvolte.

RECENSIONI

The Times of India: **
'La motivazione è buona. Il film no.'
Nikhat Kazmi, 06.10.07

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: la trama e le intenzioni
Punto debole: scarso vigore nella denuncia; taglio troppo televisivo

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Koel Purie ('Rock On !!') - Vidya
* Swati Sen - Sangeeta

Regia e sceneggiatura: Vishal Inamdar, qui al suo esordio

Anno: 2007

CURIOSITA'

* Koel Purie ha lavorato come assistente scenografa nel CAPOLAVORO del Cinema Hindi: 'Earth', di Deepa Mehta, con Aamir Khan e Nandita Das. Ha esordito come attrice in 'Everybody Says I'm Fine', unica prova registica di Rahul Bose, attore dai mille talenti
* Non perdetevi la sequenza della diretta dall'ospedale: capito come gabbano noi poveri bollywoodiani creduloni?