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04 marzo 2022

A THURSDAY


Prodotto modesto e spreco colossale di un cast di tutto rispetto. Il film è guardabile (una volta), a (brevissimi) tratti anche emozionante, ma nel complesso risulta debole per non dire banale. La sceneggiatura non crede abbastanza nel soggetto, qualche ingenuità di troppo nella trama, qualche esagerazione non necessaria. La regia è intermittente, il trattamento semplicistico, la confezione televisiva, la conclusione grossolana.

TRAMA

Naina è una maestra di scuola materna, adorata dai suoi piccoli allievi. Al ritorno anticipato da un congedo di tre settimane, Naina prende in ostaggio sedici bambini, si barrica nell'edificio, contatta la polizia e condivide il gesto in rete. Partono le richieste e il conto alla rovescia.

RECENSIONI

Mid-Day: *
Mayank Shekhar, 19.02.22

Film Companion:
'Of its many problems, the most grating one is that the makers still think this is a novel narrative. (...) Then there is this film’s simplistic button-pushing. Once Naina reveals her truth, the film leaves no stone unturned to suggest that her “method” is the best solution. Everyone suddenly looks at her differently, including the terrorized parents who feared the worst for their children. That’s not how human psychology works. The gaze is so naive that the entire country is transformed (...) by the time she’s done. (...) A Thursday is yet another lazy and rabble-rousing iteration of a complicated issue'.
Rahul Desai, 17.02.22

Cinema Hindi: ** 1/2
Punto di forza: l'intenzione
Punto debole: la sceneggiatura

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Yami Gautam - Naina
* Atul Kulkarni - il poliziotto
* Neha Dhupia - la poliziotta
* Dimple Kapadia - il primo ministro

Regia: Behzad Khambata
Sceneggiatura: Behzad Khambata
Anno: 2022

CURIOSITÀ

* Film che trattano lo stesso tema: A Thursday riprende lo schema di A Wednesday!, pellicola decisamente superiore.

14 marzo 2011

PHAS GAYE RE OBAMA


Nel 2010 due sceneggiature hanno tratto spunto dalla recessione economica per sviluppare una frizzante commedia romantica (Anjaana Anjaani) e un'originalissima commedia satirica (Phas Gaye Re Obama). Mentre in Anjaana Anjaani l'ambientazione rimane occidentale, e solo nel finale si accenna ad un ritorno in India, Phas Gaye Re Obama rientra nel filone sempre più nutrito di quelle pellicole che non si accontentano nemmeno di una metropoli indiana, bensì cercano il sapore e il colore delle cittadine di provincia. Scelta che, a giudicare dai risultati e dal gradimento di critica e pubblico, si rivela azzeccata. Scelta che segna un avvicinamento stilistico alle cinematografie in lingue indiane diverse dalla hindi, nonchè un ritorno alla tradizione seppur con sensibilità contemporanea.

PGRO ironizza con intelligenza sullo spauracchio della recessione, accostando due mondi lontanissimi fra loro, stravolgendo e rappresentando in modo esilarante il processo di eventi a catena che specularmente, su scala planetaria, ha causato la crisi economica globale. Lo sberleffo, bonario ma significativo, manda in frantumi il sogno luccicante di una nuova vita nell'opulento primo mondo. L'India si prende la rivincita: PGRO volta pagina e fa sembrare vecchio e superato tutto quel cinema popolare hindi nel quale l'enfasi posta sull'occidente si traduceva in lusso ostentato e location da vip. Un accenno alla satira politica costituisce la ciliegina sulla torta, ma non è solo il soggetto a rendere accattivante il film. Le interpretazioni sono davvero impeccabili, con in prima linea il mattatore Sanjay Mishra affiancato da un godibilissimo Manu Rishi.

PGRO, a dispetto del budget contenuto e dell'assenza di superstar, ha ottenuto un successo inaspettato, chiudendo un'annata contraddistinta da fortunate pellicole dirette da registi esordienti o quasi e sostenute da sceneggiature originali: Ishqiya, Road to Sangam, Tere Bin Laden, Udaan, Peepli (live), Do Dooni Chaar, solo per citare alcuni titoli. La spinta innovativa non perde lo slancio. Il cinema indiano si conferma il rivale più agguerrito di Hollywood, e non solo grazie al numero di spettatori e di film prodotti.

TRAMA

India. Bhai Sahib (Sanjay Mishra) e il suo manipolo di sdruciti gangster specializzati in rapimenti fanno i conti con la recessione. Mancano i soldi per corrompere la polizia, per la benzina, per le pallottole, persino per ricaricare i cellulari. E i parenti dei rapiti, invece di pagare i riscatti, chiedono prestiti agli stessi rapitori. Stati Uniti. L'ex-milionario Om Shastri (Rajat Kapoor) a causa della recessione perde tutto. Le due vicende si incrociano in modo casuale per condurre, comicamente, a sviluppi inaspettati.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Alcune sequenze di PGRO sono già entrate nella storia: la lezione d'inglese, l'appropriazione indebita dello slogan elettorale di Obama, i rapimenti gestiti con tanto di apparato contabile e burocratico. Un vero spasso.
* Neha Dhupia: così non l'avete mai vista.

RECENSIONI

The Times of India: ****
Bisogna essere in gamba per collegare lo sgretolamento di Wall Street alle sfaccendate gang indiane. E molto in gamba per tradurre lo slogan 'Yes we can' di Obama nel grido di guerra di un pugno di teppistelli. Il regista Subhash Kapoor ci riesce, ed il cast infonde vita ad un'adunata di divertenti personaggi. Dalla Grande Mela all'entroterra indiano, questa commedia degli equivoci respira grazie anche ad una sceneggiatura spiritosa. Le performance sono splendide. Phas Gaye Re Obama è un delizioso regalo a sorpresa di fine anno.
Nikhat Kazmi, 02.12.10

Hindustan Times: ***
L'esito del film è esilarante. Sanjay Mishra è l'attore che davvero fa funzionare Phas Gaye Re Obama, una black comedy scritta in modo superbo da Subhash Kapoor. Vale i soldi del biglietto.
Mayank Shekhar, 03.12.10

Cinema Hindi: ****
Punto di forza: Sanjay Mishra (*****); l'originalità del soggetto.
Punto debole: -

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Rajat Kapoor - Om Shastri
* Sanjay Mishra (Sankat City) - Bhai Sahib
* Manu Rishi (Oye Lucky! Lucky Oye!) - Anni
* Neha Dhupia - Munni
* Amol Gupte (Kaminey) - il ministro

Soggetto, sceneggiatura, regia e dialoghi: Subhash Kapoor
Colonna sonora: Manish J. Tipu
Coreografia: Sagar Das
Fotografia: Arvind Kannabiran (I am) e Mujahid Raza
Montaggio: Sandeep Singh Bajeli (Lahore)
Traduzione del titolo: Sono in trappola, Obama.
Anno: 2010
Awards:
* South Asian International Film Festival 2010 di New York: premio del pubblico;
* Star Screen: miglior attore comico (Sanjay Mishra). Dichiarazioni di Mishra.

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Hindustan Times, 12.12.10: dichiarazioni di Rajat Kapoor
* Bollywood Hungama, 09.11.10: video della presentazione della colonna sonora. Vi consigliamo di non perdere l'ingresso in scena di Sanjay Mishra e della sua gang...
* Bollywood Hungama, 01.12.10: intervista video a Manu Rishi e Amol Gupte
* Bollywood Hungama, 02.12.10: video della première
* Bollywood Hungama, 03.12.10: PGRO - The making
* Bollywood Hungama, 09.12.10: intervista video a Sanjay Mishra, Rajat Kapoor e Neha Dhupia
* Bollywood Hungama, 20.01.11: video della presentazione del DVD

CURIOSITA'

* Phas Gaye Re Obama è stato presentato in prima mondiale al South Asian International Film Festival 2010 di New York, dove ha conquistato il premio del pubblico.
* Subhash Kapoor, laureato in letteratura hindi, condivide con Anusha Rizvi, regista di Peepli (live), un passato da giornalista a Delhi. La sua prima pellicola, Salaam India (2007), è stata un insuccesso. Lo spunto per PGRO nacque casualmente: la moglie di Ashok Pandey, amico di Subhash e produttore del film, progettava di recarsi in Uttar Pradesh. Il regista la mise scherzosamente in guardia: 'Attenta a non farti rapire!'. La donna rispose: 'Oh, i rapitori rimarrebbero delusi nel constatare che non ho un soldo'. Tornando a casa, l'idea di PGRO si sviluppò nella mente di Subhash. E quando una settimana più tardi Kapoor raccontò all'amico la trama della pellicola, Ashok volle a tutti i costi produrla. PGRO è stato ultimato in 30 giorni. Il cast e la troupe tecnica hanno prestato la loro collaborazione senza ricevere alcun compenso in anticipo. Ora Subhash sta lavorando al suo prossimo progetto, una satira sul sistema giuridico indiano dal titolo provvisorio di Jolly LLB. Articolo di Mumbai Mirror.
* Manu Rishi ha scritto i dialoghi di Oye Lucky! Lucky Oye!, aggiudicandosi il Filmfare e l'IIFA award. Stimato attore teatrale, ha preso parte ad un adattamento di un'opera di Dario Fo: Morte accidentale di un anarchico.
* Riferimenti a Bollywood: Madhuri Dixit, Rani Mukherjee, Kareena Kapoor, Preity Zinta, Deepika Padukone. Citato Gabbar Singh, il leggendario eroe negativo di Sholay.
* Film che trattano il tema della recessione: Anjaana Anjaani, anche se marginalmente. In My name is Khan il presidente Obama è uno dei personaggi secondari della storia. The president is coming è una divertente commedia ispirata alla visita di Bush in India.

22 aprile 2010

RAAT GAYI BAAT GAYI


Una produzione di classe e un cast di prim'ordine per un film che potrebbe essere proiettato senza esitazioni e con successo in tutte le sale d'Europa. Alle major di Mumbai per ora non interessa, hanno già una platea molto attenta ed ampia, siamo noi che ce ne priviamo.

TRAMA

Rahul (Rajat Kapoor) e sua moglie Mitali (Iravati Harshe) passano la serata ad una festa a casa di amici di vecchia data. Lì Rahul incontra una giovane sconosciuta e, dopo aver bevuto diversi drink, si apparta con lei. Il mattino successivo, però, non ricorda più assolutamente nulla di quello che è avvenuto in seguito.

RECENSIONI

The Times of India: ***
Il film diretto da Saurabh Shukla inizia in modo intelligente, con grandi caratterizzazioni, dialoghi spiritosi, situazioni eccentriche. Purtroppo però si affievolisce in modo poco realistico verso il climax. Tuttavia RGBG offre punti di vista interessanti e regala l'occasione per radunare l'intero cast dell'attuale scena del cinema d'autore. Le interpretazioni sono raffinate: i veterani Rajat Kapoor, Vinay Pathak e Ranvir Shorey sone come sempre altamente raccomandabili, ma è Neha Dhupia ad emergere seccamente.
Nikhat Kazmi, 31.12.09
La recensione integrale.

Hindustan Times: **
Forse il regista voleva rappresentare un pugno di uomini che attraversano la crisi della mezza età. Ma si realizza quasi subito che non sa come procedere, Molte sequenze sono prive di umorismo e inducono sonnolenza. RGBG è in gran parte ambientato in una festa, tanto inautentica e noiosa quanto lo è il film stesso.
Mayank Shekhar, 02.01.10

Diana: *** 1/2
Film meno imprevedibile ed originale di quello che si vorrebbe far credere che però, grazie ad una certa vivacità, ad un buon montaggio ed alla presenza di attori intensi e talentuosi, supera la prova.
Tra le maglie della commedia traspare qualche triste ed innegabile verità sulla vita matrimoniale, sempre senza fare troppo male (e forse è meglio così). Dialoghi da 10 e lode e colonna sonora spiritosa per una serata godibilissima.

Il bello:
- Neha Dhupia nel ruolo di Sophia. Un oggetto del desiderio incarnato da una donna (e non da una ragazzina) procace e sensuale. Una buona scelta.
- Il vestito giallo indossato da Neha Dhupia durante i titoli di coda: tutte fuori a comprarne uno uguale!
- Il finale dolce seppur un po' ingenuo. Alla larga da cinismo e disincanto, un po' di ottimismo, almeno nei film, è il benvenuto. Giusto?

Il brutto:
- Il finale dolce seppur un po' ingenuo. Quanti mariti nei panni di Rahul (Rajat Kapoor) farebbero la sua stessa scelta?

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Rahul - Rajat Kapoor
Amit - Vinay Pathak
Sophia - Neha Dhupia
Mitali - Iravati Harshe
Jolly - Navneet Nishan
Saxena - Dalip Tahil
Nandini -Anuradha Menon
Dr. Patker - Viveck Vaswani
Gagandeep Singh (Gags) - Ranvir Shorey
Sophia's Father - Sudhir Mishra

Scritto da Saurabh Shukla (Salaam-E-Ishq) e Rajat Kapoor

Diretto da Saurabh Shukla

Musiche di Ankur Tewari

Distribuito da T-Series

Anno 2009

CURIOSITA'

- Rajat Kapoor, attore poliedrico ed internazionale, è noto al pubblico italiano per la sua interpretazione in Monsoon Wedding di Mira Nair.

- Uno dei personaggi di Raat Gayi Baat Gayi è un artista; nel suo studio si vede il dipinto della locandina di Pyaasa.

- Nel film i protagonisti mangiano pasta Barilla e condiscono con olio extra vergine d'oliva: viva l'Italia!

Il sito ufficiale del film.