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26 novembre 2022

LAAL SINGH CHADDHA


Contro ogni previsione, Laal Singh Chaddha non ha sbancato il botteghino indiano, e il cuore mi si spezza. È un film gentile e generoso. Caldo. Piacevole come una stecca di cioccolato alle nocciole. 
Temevo che il remake ufficiale hindi di Forrest Gump mi avrebbe delusa, invece l'adattamento redatto dal talentuoso attore Atul Kulkarni funziona a dovere, nel senso che gli aspetti che mi convincono meno in LSC sono gli stessi che non mi convincevano nell'originale (vedi i picchi melodrammatici). Quanto ai pregi, LSC vanta una definizione più interessante della figura della protagonista (Rupa) e di un personaggio di supporto (Mohammad, soldato pachistano) - oltre allo spiritosissimo cameo regalato da Shah Rukh Khan. La tragica parabola di Rupa è un nodo alla gola, e Kareena Kapoor rende giustizia alla sua eroina senza strafare. Manav Vij è impressionante, il migliore in campo. Laal non è l'eroe cinematografico che sembra andare per la maggiore di questi tempi in India. Non vuole uccidere nessuno, [spoiler] salva il ferito Mohammad, non soddisfatto ne diventa il migliore amico: davvero ancora mi stupisco che LSC non abbia incendiato le biglietterie?
Confesso che non mi aspettavo grandi cose nemmeno dalla regia, ma la maturazione professionale di Advait Chandan ha contribuito in larga parte alla riuscita del progetto. LSC è diretto con dolcezza e con misura. Il ritmo non incalza la narrazione, piuttosto la snocciola con naturalezza, rispettandone i tempi.

Capitolo a parte per Aamir Khan, che ha anche prodotto LSC. Aamir è musulmano e proviene da una famiglia di registi e produttori. Negli ultimi anni, le sue dichiarazioni e le sue azioni sono state sottoposte a scrutinio costante, e nel 2021 la superstar ha chiuso i profili social personali. A ridosso della distribuzione di LSC, la rete è stata inondata dal solito torrente di richieste di boicottaggio. Aamir si è trovato costretto ad invitare pubblicamente i potenziali spettatori a non disertare la pellicola, e solo grazie alla distribuzione internazionale ha potuto arginare, almeno in parte, le perdite - LSC è, ad oggi, il titolo hindi campione d'incassi del 2022 all'estero. Proprio qualche giorno fa, Aamir ha dichiarato che non reciterà per i prossimi 12-18 mesi, malgrado LSC sia il suo primo lavoro dopo quattro lunghi anni di assenza. 
Premesso tutto ciò, e considerando che adoro Aamir qualsiasi cosa faccia, devo però ammettere che la sua interpretazione in LSC non è fra le migliori della sua prestigiosa carriera, e il cuore mi si spezza. L'ironia è che è sempre stato considerato il Tom Hanks indiano. Aamir ha perso venti chili per il ruolo, il trucco e la post produzione hanno compiuto un lavoro magnifico nel grattar via almeno trent'anni dalla sua età anagrafica. Laal è amabile e disarmante, ma in qualche modo un po' meccanico. Aamir non è solo una superstar, è anche un attore di calibro: da lui pretendo il massimo. 

TRAMA

Durante un viaggio in treno, Laal intrattiene i viaggiatori raccontando la storia della sua vita intrecciata a quella recente del suo Paese. Una storia di amore, amicizia, morte. Laal ha imparato sin da piccolo a non mollare mai. E, in caso di necessità, a correre.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Facile: il cameo del Re.

LA BATTUTA MIGLIORE

* Mohammad: There's God's word and then those who interpret it and fools like us forget God and get swayed (ecco che gli incassi si dimezzano).

RECENSIONI

Mid-Day: ****
'Yes, this is the same story. It is not the same film. The Indian adaptation (by Atul Kulkarni) is totally seeped in desi, earthy imagination. And the original mustn’t matter. For, who’s this film for? The India that must watch its own story, told so softly, entertainingly! And to give Laal Singh Chaddha the love he so sweetly, innocently gives back'.
Mayank Shekhar, 11.08.22

Film Companion:
'Atul Kulkarni's writing - and his sense of translation - manages to suggest that Chaddha's mere presence is political. His guileless reading of religion - rooted in his mother's sugarcoating of communal violence as "malaria" - (...) is political. (...) Even his unwillingness to be political - and his desire to just be - is political. Gump's heroism was an extension of his national identity: Be American and success will find you. But Chaddha's heroism is an indictment of his cultural identity: Be human and history will remember you. (...) Aamir Khan, the producer, deserves credit for recognising Forrest Gump as a film begging to be reformed rather than remade. And for backing Advait Chandan, (...) a director blessed with the narrative manipulation of Rajkumar Hirani and the visual flair of Anurag Basu. (...) But unlike Forrest Gump, which was relentlessly redeemed by Hanks, this film works in spite of - and not because of - Aamir Khan, the actor. (...) His performance is excessive. (...) He reacts better than he acts. (...) Kareena Kapoor Khan doesn't overcook the role. She plays Rupa as someone who - in stark contrast to Laal - is so desperate to make history that she gets consumed by it. (...) It's been a while since I've enjoyed a Hindi big-screen experience like Laal Singh Chaddha. A lot of it is down to the film's marriage of mind with heart. The thinking often morphs into a way of feeling. The writing often digs a tunnel through the political to reach the personal - and it's this fable-like dimension that finds new context'.
Rahul Desai, 11.08.22

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: i miei due Khan preferiti nello stesso film, sceneggiatura fedele all'originale ma anche sorprendente, le calde relazioni fra i personaggi, il coraggio di certi dettagli, Manav Vij.
Punto debole: nulla da attribuire direttamente a LSC, in quanto l'eccesso di eventi nella vita di un solo personaggio e il melodramma sono mutuati dalla sceneggiatura di Forrest Gump.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Aamir Khan - Laal
* Kareena Kapoor - Rupa
* Naga Chaitanya (delizioso debutto a Bollywood) - Bala, amico di Laal
* Manav Vij - Mohammad, soldato pachistano amico di Laal
* Shah Rukh Khan (cameo) - se stesso

Regia: Advait Chandan
Sceneggiatura: adattamento di Atul Kulkarni della sceneggiatura originale di Forrest Gump, di cui Laal Singh Chaddha è il remake ufficiale hindi.
Colonna sonora: Pritam
Coreografia: Raju Khan
Fotografia: Satyajit Pande
Montaggio: Hemanti Sarkar
Anno: 2022

RASSEGNA STAMPA

'"The process began 14 years ago. Aamir [Khan] had produced a film called Jaane Tu Ya Jaane Na. After the premiere, we were sitting in his house, talking about the movies we like, and he mentioned Forrest Gump and that we both like it. The next day, I had an outdoor shoot which got cancelled. I had 12-15 days in my hand. The DVD of Forrest Gump was lying so I decide to watch it again. While watching the film, I thought what if this character was Indian, what would happen, and I started taking notes. After an hour and so, I felt that I should attempt writing the script. I started from the first scene onwards. I did not know if I would be able to complete the script, but in, the next few days I completed the script, and in the next 2-3 days I completed the second and third draft." (...) Atul [Kulkarni] shared that he always wanted Aamir to play the protagonist in the Hindi adaptation of Forrest Gump. "It was completely written for him. (...) It was always Aamir whom I thought would play the character".' 


CURIOSITÀ

* LSC è stato girato in più di cento località indiane. Atul Kulkarni ha lavorato per dieci anni alla sceneggiatura.
* La vicenda di Rupa e del suo amante si ispira all'analoga vicenda reale che coinvolse l'attrice Monica Bedi e il gangster Abu Salem. 
* Riferimenti al cinema indiano: Dilwale Dulhania Le Jayenge, Swades, Kal Ho Naa Ho, Don, Om Shanti Om, Kuch Kuch Hota Hai, Main Hoon Na, Sushmita Sen.
* Riferimenti all'Italia: credo di aver intravisto Sonia Gandhi nel filmato di repertorio sulla morte di Indira.
* Film che trattano lo stesso tema: My name is Khan.
* Per molte ragioni (fra cui un numero minore di titoli in due anni causa coronavirus), non è un buon periodo per il regale triumvirato dei Khan. In dettaglio, considerando la classifica delle prime dieci posizioni del botteghino solo indiano dal 2014 ad oggi (ammesso che i dati condivisi da Wikipedia siano attendibili):
- Aamir, il meno prolifico: bene PK (2014, ad oggi settimo) e Dangal (2016, quarto); male Thugs of Hindostan (2018) e LSC (2022) che non entrano nemmeno nelle posizioni dall'undicesima alla cinquantesima;
- Salman, il più prolifico: bene Bajrangi Bhaijaan (2015, ottavo); entrano nelle posizioni dall'undicesima alla cinquantesima Kick (2014), Prem Ratan Dhan Payo (2015), Sultan (2016), Tiger Zinda Hai (2017), Race 3 (2018) e Bharat (2019); male Tubelight (2016), Dabangg 3 (2019) e Radhe (2021);
- Shah Rukh: nessun titolo nelle prime dieci posizioni; entrano nelle posizioni dall'undicesima alla cinquantesima Happy New Year (2014) e Raees (2017); male Dilwale (2015), Fan (2016), Jab Harry Met Sejal (2017) e Zero (2018 - ad oggi il suo ultimo film).
Includendo gli incassi internazionali, rientrano Dilwale e Thugs of Hindostan:
1 Dangal 2016
6 Bajrangi Bhaijaan 2015
7 PK 2014
9 Sultan 2016
14 Tiger Zinda Hai 2017
20 Prem Ratan Dhan Payo 2015
24 Kick 2014
27 Happy New Year 2014
30 Dilwale 2015
37 Thugs of Hindostan 2018
39 Bharat 2019
45 Raees 2017
46 Race 3 2018.
Quindi sono sei anni che nessun film interpretato dai tre Khan entra nelle prime dieci posizioni di entrambe le classifiche. 
Ovviamente la situazione cambia prendendo in esame solo le pellicole hindi (incassi esteri inclusi). Dal 2017 in poi, entrano nelle prime dieci posizioni: 
2017 Tiger Zinda Hai, Raees e Tubelight
2018 Thugs of Hindostan e Race 3
2019 Bharat e Dabangg 3
2021 Radhe.

30 agosto 2022

THANK YOU


Le premesse non erano delle migliori: stroncato dalla critica, accoglienza gelidina da parte del pubblico. Lo avrei scartato senza rimorsi, ma Thank You è stato parzialmente girato in Italia, quindi almeno un'occhiata veloce era d'obbligo. L'ho trovato nel complesso meno terribile di quanto temessi. Il film è modesto, dalla confezione un po' televisiva, non proprio noioso. Soprattutto non è pretenzioso, e ho tirato un sospiro di sollievo nel constatarlo. 
La sceneggiatura è ingenua, la formula ricorda Bachna Ae Haseeno. Unico spunto originale: anche chi non ci ama ha contribuito a farci diventare ciò che siamo. Non c'è spazio però per un processo articolato di formazione dei personaggi, processo che risulta troppo schematico e semplicistico. Fastidioso l'espediente narrativo del dialogo fra il protagonista e la sua coscienza. Il segmento dedicato agli anni universitari è grossolano. 

TRAMA

Abhi vive a New York ed è un ricco imprenditore. Il successo però gli ha dato alla testa, e la fidanzata Priya, malgrado aspetti un bambino, decide di troncare la relazione. Un lutto improvviso costringerà Abhi a fermarsi a riflettere. L'uomo torna in India, con la missione di ringraziare le persone che lo hanno aiutato a diventare ciò che è.

RECENSIONI

The Hindu:
'Thank You (...) rides on a one-line premise. (...) It is a simple, straightforward story and holds no major surprises. Thank You is aesthetic in its presentation and has a talented cast. (...) First the merits. Thank You has a protagonist with grey shades, not a squeaky clean hero. (...) Chaitanya shifts easily from the hardworking aspirant to the ruthless CEO. In her brief part, Raashi [Khanna] plays a mature and stifled woman with conviction. (...) Chaitanya’s transformation to fit the part of a teen is remarkable. (...) Malvika [Nair]’s expressive and measured performance is a highlight of the film. She fills the frames with so much warmth without trying too hard. As an idea, it is interesting to explore how one’s life gets shaped not only by friends but also foes. (...) The conversations with the alter ego (...) is (...) an idea that seems interesting at a script level but is not convincing enough on screen. The final transformation, too, appears too good to be true. (...) The writing needed a lot more depth. Thank You begins on a promising note and ends up withering away its chances of being a truly moving and poignant journey'.
Sangeetha Devi Dundoo, 22.07.22

Cinema Hindi: ** 1/2
Punto di forza: film semplice e moderatamente piacevole. 
Punto debole: la sceneggiatura ha una certa struttura, ma rimane in superficie. 

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Naga Chaitanya - Abhi
* Raashi Khanna - Priya, fidanzata di Abhi
* Malvika Nair - Parvathi, ex fidanzata di Abhi
* Sai Sushanth Reddy - Sharva, compagno di studi di Abhi
* Avika Gor - Chinnu, sorella di Sharva
* Prakash Raj - Rao

Regia: Vikram K. Kumar
Sceneggiatura: B.V.S. Ravi
Colonna sonora: Thaman S.
Fotografia: P.C. Sreeram
Montaggio: Naveen Nooli
Lingua: telugu
Anno: 2022

CURIOSITÀ

* Le sequenze in esterni a New York sono state in realtà girate in Piemonte (Torino, Stresa, Cuneo), dove la troupe di Thank You ha effettuato le riprese nell'aprile-maggio 2021. Le location sono difficilmente ravvisabili. Ad esempio: nel video del brano Thank You, intorno al minuto 3.30 appare la scena più lunga (brevissima passeggiata di Abhi in una strada cittadina); nel video di E Nimisham, poco prima del minuto 5.20 Abhi entra nella sede della sua società, che è il campus Einaudi dell’Università degli Studi di Torino. Vedi anche Thank You: le riprese in Italia, testo che offre la lista dettagliata delle location e alcune fotografie dei set.
* Riferimenti al cinema indiano: Mahesh Babu, Pokiri, Puri Jagannadh.
* Riferimenti all'Italia: Fiat 500, cucina italiana.
* Film che trattano lo stesso tema: Bachna Ae Haseeno.

GOSSIP & VELENI

* Ora: rubi un cartonato di Mahesh Babu alto quattro piani (che vedrei bene nel cortile del mio palazzo, renderebbe superflue tende da sole e veneziane. Avanzerò la proposta alla prossima assemblea - i condomini ne saranno entusiasti), rubi un cartonato di Mahesh Babu, dicevo, e non gli dai nemmeno un'occhiatina?

23 luglio 2012

BEJAWADA




Finalmente un film d’azione verace e poco patinato, che coinvolge e non annoia, pronto ad indulgere in numerose canzoni, locations esotiche e danze provocanti  quando la storia si fa troppo densa e sanguinolenta.  In Bejawada l’eroina non è meno sexy e audace dell’item girl e l’eroe non meno spietato e crudele dei nemici. Una pellicola tosta guidata da uno script ritmato, una saga  truce e violenta  che diviene danza macabra della vendetta. Astenersi deboli di stomaco.


TRAMA
Kali (Prabhu) uno dei leader della città di Bejawada viene brutalmente assassinato, il fratello è l’artefice del delitto  ma vuole far ricadere la colpa su un gangster del luogo ,  Vijaykrishna ,  cercando di muovere l’opinione pubblica  fino a convincere tutti della sua colpevolezza.  Nel momento in cui la resistenza di Vijaykrishna (Mukul Dev)  inizia a farsi troppo forte  gli uomini di Shankar (Abimanyu Singh) gli tendono un agguato mortale sotto gli occhi del giovane Shiva (Naga Chaitanya).  Il ragazzo non si arrende al suo destino   e rifiuta di essere la prossima vittima. Shiva vuole sopravvivere e vuole giustizia, la sua vendetta sarà spietata.


La trama e i personaggi traggono ispirazione dai frequenti episodi di violenza tra cosche nel nucleo di Vijayawada, registrati soprattutto degli anni Ottanta e Novanta. Locantions realistiche, politici, gangster potenti che si eleggono sovrani della propria area, violenza sfrenata,  dissidi familiari che divengono delitti,  rese dei conti che si trasformano in lunghe guerre urbane.  Shiva, il protagonista, diventa l’anima e la mente organizzativa del gruppo,  da fratello minore viziato e protetto si trasforma in leader e si scopre potente e feroce. 
Dal soffitto al suolo, la telecamera sembra poter essere ovunque e percorre diversi spazi e prospettive,  si avvicina terribilmente, si allontana nervosa, propone immagini distorte, quasi passate attraverso una lente d’ingrandimento. Nonostante la tematica straziante il film sfoggia una certa ricercatezza ed è il suo stile ad elevarlo,  lunga è la lista dei punti forti :  canzoni,  costumi,  coreografie,   la scelta della protagonista femminile ( l’ energica Amala Paul), l’introduzione di monologhi isterici e dei pensieri che si trasformano in azioni, l’uso frequente dei primi e primissimi piani ad accentuare le espressioni, la velocità narrativa e l'efficace teatralità dei dialoghi.  Naga Chaitanya nel ruolo è discreto ma non si può dire che sia veramente tagliato per i film d’azione, il giovane attore fa bene a sperimentare generi diversi ma  le vesti di mass hero non gli si addicono e non gli donano,  il suo terreno vincente resta ad oggi  la commedia romantica.
Giudico Bewajada uno dei migliori titoli nella produzione telugu del 2011 ma è giusto sottolineare che il successo della pellicola al botteghino è stato piuttosto scarso. Il film è forse l’ennesima rivisitazione del revenge drama tollywoodiano abbinato all’immagine di un uomo dalla forza quasi ultraterrena, e inconsapevole del suo coraggio e fino a quando situazioni drammatiche non gli impongono di cambiare. L’abbinamento iperbolico viene trasportato in una dimensione realistica, non c'è posto per i supereroi, la solennità lascia spazio alla polvere, al sudore, al sangue, alle lacrime. Il  pubblico sarà forse assuefatto alla visione di moderne epiche sanguinarie ma non tutti i prodotti sono uguali.  Mentre altri titoli potrebbero apparire tediosi Bejawada riesce a conquistare per la capacità di coinvolgimento e per il suo essere un ottimo compromesso tra un film indipendente a basso budget e un saporito intrattenitore di massa.


Il mio giudizio sul film : *** ½    3,5 /5


ANNO : 2011
LINGUA : Telugu
REGIA : Vivek Krishna
PRODOTTO DA :  Ram Gopal Varma


CAST:
Naga Chaitanya ……………………. Shiva
Amala Paul …………………… Geetanjali
Abhimanyu Singh …………………. Shankar
Mukul Dev ……………. Vijay Krishna
Prabhu ……………….. Kali


COLONNA SONORA: Kumar Bapi
PLAYBACK SINGERS: Javed Ali, Swetha Pandit, Chandrayee Battacharya, Hemchandra, Geeta Madhuri, Deepti Chari, JJ Nathaniel, Ravi Shankar, Srikanth.


QUALCOS'ALTRO: 

Ram Gopal Varma  ha diretto uno dei titoli più significativi della carriera di Nagarjuna: il film Siva (1989) e il suo remake hindi Shiva (1990).  Il nome del protagonista di Bejawada è un omaggio al celebre personaggio interpretato dal padre di Naga Chaitanya. 

Bejawada è stato al centro di numerose controversie, la prima esplosa a causa del titolo originale Bejawada Roudilu giudicato diffatorio dai cittadini di Vijayawada, in seguito le riprese del film sono state messe in difficoltà da ulteriori minacce riguardanti la possibilità o meno che i personaggi siano ispirati a figure realmente esistite. Le controversie hanno accompagnato tutte le fasi di produzione e uscita del film e si sono placate soltanto in seguito all'esito deludente dei suoi incassi al botteghino.

Chi sono Naga Chaitanya e Amala Paul? Qualche informazione in più nei post I volti maschili del cinema telugu e I volti femminili del cinema tamil.


27 ottobre 2011

100% LOVE



Le buone commedie romantiche, ricche di humor, spensieratezza e un’ottima chimica tra gli interpreti, sembrano diventate un genere in via d’estinzione. Inizio a sentire la nostalgia di allegre avventure sentimentali in cui i protagonisti si incontrano, si scontrano, ballano insieme, si separano e si riuniscono, mi mancano le coreografie, le attese maliziose e le atmosfere favoleggianti e scanzonate. 100% Love si propone come un prodotto d’altri tempi in una nuova confezione capace si saziare la sete dei più voraci divoratori di romance. Dopo l’inaspettato successo di Arya e Arya 2  Sukumar firma una love story dolce quanto acidella che abbraccia il suo pubblico e non lo lascia scappare.

TRAMA
Balu (Naga Chaitanya) è un inguaribile secchione con una vita noiosa fuori dai banchi di scuola, non ha hobby, né divertimenti né tantomeno amici, la sua attenzione verso i libri crolla drasticamente con l'arrivo in casa della cugina Mahalakshmi (Tamannah), intelligente e graziosa ma mossa dallo stesso orgoglio e manie di protagonismo di Balu. La convinvenza non sarà facile e  l’attrazione fisica è pronta a  tendergli un agguato.

100% Love percorre sentieri già consolidati ma cammina con energia senza soffermarsi troppo su niente. La narrazione è fluida e le gag si susseguono con garbo. Colori pastello, ambienti rassicuranti e un’estetica patinata, inutile nascondere che il film è confezionato per vendere ma smentisce tempestivamente le fobie di chi lo immagina solo uno scatolone vuoto ben incartato.
Non così edulcorato da risultare appiccicoso e non scontato al punto da non lasciare nessuna domanda, il film tende a mantenersi sempre sopra le righe ma non perde il controllo dei freni. La storia, a volte strampalata, richiede però un’interruzione della logica in favore del suo scorrimento bizzarro, al suo interno troviamo di tutto, o quasi: le continue metamorfosi dell’eroina, l’atmosfera del college e poi la competizione nel mondo del lavoro, paesaggi rurali, boat shows sulle rive del Godavari, danze vivaci in abiti tradizionali, scenette che strappano sorrisi, sfumature leggere di velata sensualità.
Seppur programmata per divertire ed intrattenere la pellicola riesce a dimostrarsi superiore alla media degli altri film romantici in produzione. I due protagonisti fanno del loro meglio per trasformare due personaggi egocentrici ed irritanti in due figure piacevolmente imperfette e simpatiche. Naga Chaitanya rispetto i suoi primi film mostra una nuova scioltezza e una buona capacità d’espressione, il miglioramento è palese. Tamannah è spigliata e molto credibile, la sceneggiatura la premia con un profilo femminile non modesto e smorto ma capriccioso, dinamico e positivo.
Il climax, tuttavia, è un po’ troppo iperbolico anche per essere il lieto fine di una commedia romantica. Nel tentativo di sviare situazioni troppo scontate ad un certo punto il film diviene totalmente irrazionale imitando la tendenza di Arya 2, l'improvviso disorientamento. Potrebbe succedere di tutto, oppure, in mancanza di un evento saliente a trarre le conclusioni,  la storia potrebbe andare avanti per ore ed ore.

Il mio giudizio sul film *** 3/5



ANNO: 2011

LINGUA : Telegu

REGIA : Sukumar

CAST
Naga Chaitanya……………….. Balu
Tamannah ………………… Mahalakshmi
Tara Alisha ………… Swapna
Anand …………. Ajit


COLONNA SONORA: Devi Sri Prasad

PLAYBACK SINGERS: Adnan Sami, Harini, Ranjith, Devi Sri Prasad, Swati Reddy, Priya Himesh, Tippu, Murali

Chi sono Tamannah e Naga Chaitanya? Maggiori informazioni su I VOLTI FEMMINILI DEL CINEMA TAMIL, I VOLTI MASCHILI DEL CINEMA TELEGU

01 febbraio 2011

VINNAITHANDI VAARUVAYA / YE MAYA CHESAVE

    



Girati in simultanea, i due film, in lingua Tamil e Telegu, segnano il ritorno di uno dei registi più noti nell’India del Sud, Gautham Vasudev Menon. Vinnaithandi Vaaruvaya e Ye Maya Chesave sono due versioni cinematografiche della stessa storia con sfumature diverse e finali alternativi, l’intreccio dei due climax li rende complementari e indivisibili l’uno dall’altro.

TRAMA
Karthik (Silambarasan / Naga Chaitanya) è un aspirante regista frustrato e disoccupato, mentre il suo sogno di sfondare nel mondo del cinema si allontana sempre di più incontra Jessie, (Trisha / Samantha) la ragazza della porta accanto, semplicemente bella ma fredda e super-inibita. Il tira e molla tra i due va avanti per mesi e resta nascosto alla famiglia di lei, cattolici ortodossi e inflessibili.

I due film si muovono su una trama semplice e nuda, priva di elementi avvincenti e vicinissima alla vita quotidiana, sembrano scene catturate da una telecamera nascosta e montate con confusione. La storia si trascina a lungo, così come le scelte che i protagonisti dovrebbero compiere e che invece vengono rimandate. L’incedere lento e passivo può aver di sicuro scoraggiato i fan di Menon in un primo momento, abituati all’adrenalina di Kaakha Kaakha e all’emotività di Vaaranam Ayram, qui la soddisfazione e la sazietà dello spettatore non vengono tenute in conto e i personaggi sono tutt’altro che eroi, piuttosto noiosi esseri mortali: Karthik, è circondato da un perenne grigiore, Jessie è smorta e frenata, il suo attendere ed esitare ricorda Evelyn di James Joyce. Il film non ha un vero inizio né un chiaro svolgimento quanto un susseguirsi di eventi, scatti rubati all’intimità di una coppia terribilmente comune, la fantasia da dinamicità alla chiusura nei propri limiti e all’avanzare delle (anche autoindotte) frustrazioni.

Che cos’è che trasforma una storia tediosa sulla carta in un film maturo e raffinato ?

* La brillante regia. Gautham Vasudev Menon è un vero fuoriclasse e in pochi potrebbero affermare il contrario. Ha coraggio e buon gusto ed è stato in grado di girare un film interessante anche sfruttando una trama che non porta niente di nuovo e che si discosta da ogni elemento in grado di rendere un titolo attraente e vendibile. Un film completamente basato su una storia d’amore è già qualcosa di abbastanza raro a Kollywood e il pubblico di Tollywood non ama vedere baci sullo schermo e cerca di evitare scelte troppo audaci. Menon disobbedisce a entrambi a suo rischio e pericolo.

* L’esecuzione e il cast tecnico. Capitano della squadra il direttore della fotografia, Manoj Paranmhasa, che rinunciando alla brillantezza folgorante sceglie di sfruttare al massimo la luce naturale.

* La colonna sonora, le coreografie e le locations. Il maestro AR Rahman compone una colonna sonora perfetta i cui brani vengono visualizzati diversamente nelle due versioni. "Aaromale" è composto in lingua Malayalam ed ha suscitato immediato interesse per le sue influenze blues e country. (The allure of Aaromale, articolo del Times of India.).  Interessante il mix di rap e inno liturgico in "Hosanna", brano meravigliosamente inserito nel film Tamil attraverso una dream sequence girata a Malta , mentre il film Telegu propone per lo stesso le più fredde architetture neogotiche dell' Università di Princeton.Il mare e la terra di Malta sono lo scenario del tormentone pop “Omana Penne” mentre "Kannukkul Kannai" mostra come le fasi in cui viene smantellato un set artificiale negli studi cinematografici

* Il cast. E’ interessante vedere come le due coppie di attori hanno interpretato in modo diverso gli stessi personaggi, Samantha nel ruolo di Jessie è fragile, quasi vitrea, mentre Trisha sceglie di accentuare di più il suo autocontrollo e la costante repressione. Entrambe indossano gli stessi costumi di scena, soprattutto saree dai colori sbiaditi, senza tracce di gioielli e accessori. Silambarasan recita nei film Tamil da quando era un bambino, la sua professionalità e completezza sono anche troppo per il personaggio di Karthik, nel quale, per assurdo, risulta più credibile un attore meno virtuoso e dall’aspetto più comune come Naga Chaitanya.


Il mio giudizio sul film : **** 4/5


RECENSIONI :

THE TIMES OF INDIA ***  3 / 5 
testo originale.clicca qui. 
giudizio dei lettori ****


ANNO 2010


TRADUZIONE DEL TITOLO
TAMIL .. attraverseresti il cielo per me?
Prima strofa della canzone Vennilave Vennilave dal film Minsara Kanavu di Rajiv Menon
TELEGU… che incantesimo hai usato?


CAST TAMIL
Silambarasan ………………. Karthik
Trisha ………………………… Jessie


CAST TELEGU
Naga Chaitaniya ………………Karthik
Samantha ……………………… Jessie


COLONNA SONORA : A.R Rahman


PLAYBACK SINGERS :
Benny Dayal, Kalyani Menon, Devan Chinmayi, Karthik, Vijay, Prakash, Susanne D’Mello, Naresh, Shreya Ghoshal, Alphonse


QUALCOS’ALTRO:

AR Rahman ha scritto la colonna sonora del film appena dopo la sua vittoria agli Oscar, si tratta della prima collaborazione tra il compositore e il regista, in precedenza Menon aveva lavorato esclusivamente con Harris Jayraj, autore che con Yuvan Shankar Raja e Ilayaraja compone la triade dei più amati maestri musicali Tamil.

Per pubblicizzare Vinnaithandhi Vaaruvaya sono stati realizzati dei poster che rendono omaggio a film come Dil Se, Alaphayutey, Kaakha Kaakha e Geetanjali.

E’ stato l’attore Telegu Nagarjuna (padre di Naga Chaithaniya) a contattare Menon proponendo una versione Telegu del film che si apprestava a girare con Silambarasan e Trisha.

Tutti i protagonisti della versione Telegu appaiono anche in un cameo nella Tamil e viceversa.

C’è in progetto una terza versione dello stesso film, questa volta in Hindi, che dovrebbe avere come protagonisti Prateik Babbar e Amy Jackson, la reginetta di bellezza inglese diventata famosa con Madrasapattinam.

Pagine Twtter dei protagonisti : Trishatrashers (Trisha) , Samanthaprabhu (Samantha) ,STRhere (Silambarasan)

Il sito ufficiale di AR Rahman.clicca qui.