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27 agosto 2013

GO GOA GONE


 
Mentre in alcune delle nostre sale è ancora in programmazione World War Z con Brad Pitt, in India la mania per gli zombie ha incominciato a dilagare mesi fa. Prima con Rise of the Zombie, poi con Go Goa Gone, ultima produzione della Illuminati Films, casa di produzione dell'illuminatissimo Saif Ali Khan.

TRAMA

Bunny (Anand Tiwari), Hardik (Kunal Khemu) e Luv (Vir Das) sono coinquilini ed amici. Quando Hardik perde il lavoro e Luv viene lasciato dalla ragazza, decidono di approfittare del viaggio di lavoro di Bunny a Goa per divertirsi insieme.
Quello che ci vuole è proprio il rave party a cui li invita la bella Luna (Puja Gupta). Peccato che il risveglio riserverà qualche pessima sorpresa.

RECENSIONI

The Times of India ***
Go Goa Gone è differente in senso positivo da qualsiasi altra cosa abbiate visto prima. E per i giovani e irrequieti (tatuati, con i piercing, entusiasti dei rave party) o persino per quelli a cui piace il divertimento folle, è un grande corsa...
Comunque alcune situazioni di GGG sono ripetitive. Perciò, le risate che erano spontanee, da un certo punto in poi diventano un po' forzate in alcune circostanze.
Meena Iyer, 09.05.2013

Hindustan Times **1/2
Una commedia bollywoodiana sugli zombie, l'idea stessa è appetitosa. Ero davvero su di giri al pensiero di vedere Go Goa Gone. Gli sceneggiatori-registi Raj Nidimoru e Krishna DK offrono quello che il folle promo ha promesso, ma solo per metà film. Dopo l'intervallo la pellicola fa di noi degli zombie, diventa morta, pesante, noiosa...
Raj, DK e il loro team di scrittori mantengono il susseguirsi delle gag fitto e veloce. Le battute sono acide, irriverenti e molto divertenti, ci sono stati diversi momenti in cui ho riso di gusto.
E dopo, all'improvviso, l'energia scema come aria da un palloncino. Una volta che la situazione è stata preparata, i registi sembrano rimanere senza idee.
La trama si avvolge su se stessa. Il gruppo continua ad essere attaccato dagli zombie e a cercare di scappare...
Penso che il problema di Go Goa Gone sia troppa intelligenza e non abbastanza trama.
Anupama Chopra, 10.05.2013

Diana ****
Parente alla lontana di Kaminey e più stretto di Delhi Belly, GGG fa parte di un filone, ancora nuovo a Bollywood, che non possiamo che amare alla follia.
Già l'idea di base secondo cui è una droga a trasformare le persone in zombie è geniale, degna della scena del film di Romero, Zombi, in cui i morti viventi si ammassano al centro commerciale, e delle relative implicazioni sociologiche di quella scelta.
In più GGG è meravigliosamente scanzonato e cialtrone. L'umorismo è irriverente e i protagonisti funzionano alla perfezione. Prima ancora che entrino in scena gli zombie ed il meraviglioso Boris (Saif Ali Khan); i tre amici, il playboy Hardik (nome per niente casuale...come non lo sono gli altri), il romantico Luv e il più timido Bunny, hanno già conquistato tutti con la loro buffa coabitazione, le disavventure amorose, lo scambio di battute impietose e il rapporto d'amicizia goliardico. Poi si aggiunge l'elemento splatter e l'ironia e il divertimento aumentano.
Molto carina anche Puja Gupta che si fa valere nel suo piccolo ruolo.
Confesso che nel corso della prima visione del film ho cominciato a sviluppare una passione speciale per i due autori e registi Krishna DK e Raj Nidimoru, che si è rafforzata durante l'inevitabile bis. A loro devo già 99 e Shor in the city.
E' ufficiale: li adoro.
Da vedere.

Il bello:
- Saif Ali Khan biondo che fa il russo: P R I C E L E S S.
- Il film è super divertente. Tra le scene più esilaranti quella in cui Hardik viene sottoposto a vari test per capire se è stato infettato dagli zombie.

Il brutto:
- La fine di Nikolai.
- Un paio di scene non sono adatte ai deboli di stomaco. Assumere lontano dai pasti.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Boris - Saif Ali Khan
Hardik - Kunal Khemu
Luv - Vir Das
Bunny - Anand Tiwari
Luna - Puja Gupta
Priyanka - Meenal Thakur
Cameo di Pitobash Tripathy, Krishna DK, Suparn Verma e Soha Ali Khan

Scritto da Krishna DK, Raj Nidimoru e Sita Menon

Diretto da Krishna DK e Raj Nidimoru

Musiche di Sachin-Jigar

Coreografie di Aadil Shaikh

Prodotto da Illumminati Films

Distribuito da Eros Now

Anno 2013

CURIOSITA'

- Curiosando su internet ho trovato alcune notizie risalenti al 2012 che riportavano casi di cronaca di aggressioni a morsi dopo l'assunzione di una droga chiamata settimo cielo o bath salts, in America, o droga dei cannibali. Che Krishna DK, Raj Nidimoru e Sita Menon abbiano preso ispirazione? Beh un colpo di genio!
- La pellicola si apre con il famosissimo (o famigerato?) video della canzone Golimar, parte della colonna sonora di Donga, film telegu del 1985. Il protagonista Chiranjeevi, circondato da zombie, riprende le mosse di Michael Jackson in Thriller.
Ecco il video.
- Soha Ali Khan, che fa una piccola apparizione in Go Goa Gone, è legata sentimentalmente a Kunal Khemu.
- Alla canzone sui titoli di coda, Babaji Ki Booty, prestano la loro voce anche i tre protagonisti Kunal Khemu, Vir Das e Anand Tiwar.
- Il finale del film lascia aperta la possibilità di un eventuale seguito. Magari!

Il sito ufficiale del film.

21 luglio 2011

DELHI BELLY

Lo stesso regista di Game, Abhinay Deo, stavolta ha miglior fortuna sia in termini di sceneggiatura, che di critica e pubblico. Delhi Belly sarebbe da proiettare in prima serata su Raiuno nel prossimo ciclo "Le stelle di Bollywood", oppure da far vedere agli amici (maschi) che ancora sono convinti che il cinema indiano sia quello "in cui ballano" tra un melodramma e l'altro.  Un film che dura solo un'ora e mezza, divertente e deliziosamente insensato.

TRAMA

Rocamboleschi e surreali fatti e misfatti di tre amici, un giornalista, Tashi (Imran Khan), un fotografo, Nitin (Kunaal Roy Kapur) e un creativo, Arup (Vir Da), parecchio zozzi e un po' cialtroni.

RECENSIONI

The Times of India ****
Delhi Belly diverte in modo intelligente. Ma chi è il vero eroe del film? E' Akshat Verma, che ha regalato a Bollywood una delle sceneggiature più brillanti degli ultimi anni? DB è una commedia che rappresenta un piacevole cambiamento, perchè ben diversa dall'ordinaria, puerile sfrenatezza comica offerta dalle pellicole hindi. In DB l'umorismo è tutto situazionale, abilmente inserito nella sceneggiatura. Oppure l'eroe del film è il regista, Abhinay Deo, che racconta in un modo realistico che funziona a meraviglia una storia condita con gli eventi più insoliti? Per fortuna Abhinay non ha provato alcun desiderio di scioccare o meravigliare o provocare attacchi di risate isteriche, semplicemente perchè le situazioni narrate sono così bizzarre da scioccare e meravigliare per loro natura. O l'eroe del film sono le performance, tutte raffinati esempi di una recitazione misurata ma che colpisce alla grande? Imran Khan regala, ad oggi, il meglio di sè. Vir Das offre senza sforzo la sua solita, competente, clownesca performance, rubando la scena. Vijay Raaz è uno spasso. E per finire, l'eroe del film è forse la censura indiana, che ha mostrato grande maturità nel consentire la distribuzione di DB senza imporre tagli? Per la prima volta abbiamo una pellicola nella quale i personaggi parlano in un linguaggio reale. La sceneggiatura trabocca di parolacce e imprecazioni che aggiungono divertimento al film, tanto quanto la colonna sonora. DB è un buon esempio di come cineasti lucidi e sfrontati che mettono in comune il loro talento possano creare un prodotto che vale i soldi del biglietto e che riscrive tutte le antiquate regole dell'industria cinematografica hindi. Godetevelo!
Nikhat Kazmi, 01.07.11
La recensione integrale.

Hindustan Times ****
Delhi Belly significa in slang 'diarrea del viaggiatore'. Il film ha poco a che vedere con Delhi (a differenza di Band Baaja Baaraat o di No one killed Jessica) e poteva essere ambientato ovunque. Nè sembra essere una contraffazione di Jackie Brown o di Lock & Stock - Pazzi scatenati. Vijay Raaz per una volta è calmo e misurato. I personaggi non hanno grande rilevanza. A differenza di precedenti produzioni di Aamir Khan, in DB non vi sono nè un robusto sottotesto (Peepli live), nè poesia profonda (Dhobi Ghat). Non dovete pensare, nè desidererete farlo. Il nocciolo di DB è la sua esilarante trama situazionale che sfiora spesso i confini di una deliziosa profanità, e ciò grazie alla sceneggiatura brillantemente redatta da Akshat Verma e alla regia ad effetto di Abhinay Deo. La colonna sonora è alla Pulp Fiction. I personaggi ostentano un genuino look da zombie, personaggi a cui le cose semplicemente accadono, senza che essi facciano nulla per provocarle. E ne succedono davvero tante in 98 minuti, alcune volgari, alcune ispirate. Vi è una piacevole onestà in un film intelligente e pazzo che non si ferma mai. Mi è stato detto che la versione hindi non sarà più moderata. Alla fine Aamir Khan irrompe sulla scena, con una parodia danzereccia fra Travolta e Elvis the Pelvis. L'item number era chiaramente non necessario per i monosala. I titoli di coda compaiono sullo schermo. Ed è qui che Aamir merita di essere, proprio in cima, per aver scommesso su un prodotto che speriamo possa ispirare un buona defecazione nei cinema (le rivoluzioni seguiranno). Super divertimento. Massimo rispetto.
Mayank Shekhar, 01.07.11
La recensione integrale.

Diana *** 1/2
Già molti anni fa,  Monicelli, citando Lo squalo (1975) di Spielberg, sosteneva, e lo ha ripetuto con maggior convinzione poco prima di morire, che il cinema americano è finito, un moribondo tenuto in vita da trasfusioni di denaro. D'accordo con il grande regista o no, si può affermare senza timore di essere smentiti che il destino di quello indiano è ancora da scrivere. La vitalità di autori e produttori del subcontinente è indiscutibile. Esplorano in tutte le direzioni, con un occhio ai vicini d'oriente ed occidente. Sperimentano.
Questa ricerca, questa evoluzione, anche disordinata e turbolenta, sotto i nostri occhi, la varietà e l'imprevedibilità del  risultato sono molto affascinanti.
Delhi Belly è una delle vie, non l'unica. Quella più strafalciona e divertita.
La sceneggiatura è composta da situazioni insolite (il ricatto al padrone di casa, l'ex marito geloso e armato, lo scambio di consegne), ognuna delle quali basterebbe per un solo film. La combinazione pur esuberante  fila alla perfezione. Quello che rende speciale Delhy Belly, però, non è la trama, ma l'atmosfera: guascona, autoironica, disimpegnata; l'intrattenimento spregiudicato ed irriverente anche se a tratti becero (come nel caso del candelotto di dinamite). Il resto lo fanno i protagonisti, Imran Khan, Vijay Raaz, che interpreta un flemmatico gangster e Shenaz Treasurywala nella parte della dolce ma esigente fidanzata.

Il bello:
- Imran Khan. E' bravo, ha carisma e riesce ad essere contemporaneamente buffo e sexy.
- Il finale tenero e divertente, lascia con un sorriso soddisfatto.
- La partecipazione di Aamir Khan, tutt'altro che avulsa dalla trama.  Da vero fuoriclasse, Aamir si scatena in un imperdibile omaggio-parodia dei disco dancer degli anni '80.
L'intervista di Aamir Khan in cui dichiara di essersi ispirato a Mithunda, Govinda, Amitabh Bachchan e Rishi Kapoor.
Un assaggio della sua esilarante performance.

Il brutto:
- Le vicissitudini intestinali di Nitin (Kunaal Roy Kapur) con tanto di peti ripetuti, diarrea e persino un primo piano sulle deiezioni. Comicità volgare e grossolana da cinepanettone? No, grazie.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Tashi Malhotra - Imran Khan
Nitin Beri - Kunaal Roy Kapur
Arup - Vir Das
Sonia - Shenaz Treasurywala
Menaka - Poorna Jagannathan
Somayajulu - Vijay Raaz
Manish - Paresh Ganatra
Zubin Mehra - Raju Kher
Rajeev Khanna - Rahul Singh
Prateek - Rahul Pendkalkar
Brajesh - Pradeep Kabra
La madre di Sonia - Lushin Dubey
Il gioiellere - Rajendra Sethi
La madre di Tashi - Shilpa Mehta
VJ Soniya - Anusha Dandekar
Special Appearance - Aamir Khan

Scritto da Akshat Verma

Diretto da Abhinay Deo

Prodotto da Aamir Khan, Kiran Rao, Ronnie Screwvala e Jim Furgele

Musiche di Ram Sampath

Distribuito da Aamir Khan Productions e UTV Motion Pictures

Anno 2011

CURIOSITA'

- Delhi Belly è stato classificato con una A (Adult) dalla censura a causa del linguaggio e dei contenuti utilizzati.

- La prima mondiale di Delhi Belly si è tenuta in occasione dell'apertura del London Indian Film Festival 2011.

- Si parla di un sequel di Delhi Belly, diretto da Kiran Rao, protagonista il disco fighter Aamir Khan, dal titolo Disco Fighter. Sembrerebbe quasi una burla, ma è stata riportata anche da The Times of India.

- Pare che la scherzosa guerra mediatica tra Shahrukh Khan ed Aamir Kahn (ricordiamo che quest'ultimo aveva fatto sapere di avere un cagnolino di nome SRK) continui. In Delhi Belly, infatti, la macchina utilizzata dai protagonisti, pesantemente dileggiata ("sembra il risultato dell'accoppiamento tra un asino e un rickshaw") ed ammaccata senza riguardo, è stata scelta di una marca coreana pubblicizzata proprio da Shahrukh: un caso?
La notizia riportata da Bollywood Hungama.
 
- In ultimo: il video del making della canzone più discussa di Delhi Belly, Bhaag D.K. Bose.

Il sito ufficiale del film è una pagina Facebook.

15 giugno 2010

BADMAASH COMPANY


La storia narrata in Badmaash Company è simile a quella di Teen Patti: un gruppo di ragazzi guadagna rapidamente ingenti somme di denaro con sistemi illegali. Teen Patti ne segue le vicende imbastendo uno stiloso thriller. L'accento è posto sul dramma. L'epilogo tragico che toccherà ad uno dei personaggi, sveglierà bruscamente gli altri dal torpore euforizzante nel quale la ricchezza li aveva affondati. Badmaash Company è diviso in due parti: la prima gioca in modo vincente la carta dell'intrattenimento. Ha un tono brillante e metropolitano, un ritmo rapido. La seconda, meno riuscita, aggiunge un tocco riflessivo. L'azione si sposta negli Stati Uniti perdendo autenticità. La sceneggiatura diventa ripetitiva, si appesantisce, e stona col frizzante inizio.

Il soggetto è interessante: sondare le aspirazioni e le ambizioni dei giovani indiani a metà degli anni novanta, quando l'economia del Paese comincia lentamente ma inesorabilmente a crescere. Quali cambiamenti personali e sociali avvengono nella classe media urbana? Di quale entità è la frattura fra la nuova generazione, piena di speranze e abbagliata dal lusso occidentale, e la generazione dei genitori? La sceneggiatura parte bene anche se rimane in superficie. Diverte e intrattiene. La pellicola però non decolla. Il risvolto drammatico è trattato in modo un po' banale. I dialoghi sono asciutti e tesi, ma non sempre all'altezza delle intenzioni. La regia si sgonfia col procedere della storia. Badmaash Company rimane un luccicante film giovanilistico, e non ci sarebbe nulla di male, se solo non diventasse troppo retorico e didascalico nella seconda parte. Parmeet Sethi, sceneggiatore e regista, non è riuscito ad incastrare a dovere i due diversi aspetti della pellicola, e il prodotto finale risulta confuso.

Comunque Badmaash Company sta registrando un lusinghiero successo al botteghino, rincuorando così la Yash Raj Films. Le interpretazioni sono buone: Vir Das, soprattutto, è da tenere d'occhio. Shahid Kapoor ha dimenticato i parziali insuccessi di Chance Pe Dance e di Paatshaala ed appare fresco e seducente. Anushka Sharma è brava e fuori dal coro, ma sempre con un'espressione involontariamente arcigna che non conquista. Meiyang Chang è davvero una novità. I personaggi che interpretano sono ben scritti. Una menzione speciale per Anupam Kher, che incarna la generazione dei genitori: solidi, onesti, insofferenti al lusso, ma anche poco coraggiosi, votati alla monotonia della routine quotidiana. Illuminante al riguardo il dialogo fra padre e figlio nel primo tempo: il miglior scambio di battute del film.

TRAMA

Karan (Shahid Kapoor) ha un sogno: diventare molto ricco nel più breve tempo possibile. Le idee non gli mancano, anche se truffaldine. Con gli amici Chandu (Vir Das) e Zing (Meiyang Chang) e con la fidanzata Bulbul (Anushka Sharma) fonda la Friends & Company. Tutto sembra filare liscio. Soldi a palate. Divertimento. Ma l'avidità acceca. L'amicizia annaspa. L'amore si spegne. E la polizia è alle costole.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* I titoli di testa: la Bombay di quindici anni fa e la Mumbai di oggi illustrate da una successione rapidissima di micro-sequenze e raccontate dalla voce fuori campo di Shahid. Una chicca per tutti gli amanti della megalopoli indiana.

RECENSIONI

The Times of India: ***1/2
Badmaash Company presenta alcune sequenze interessanti, sebbene la storia segua una prevedibilissima traccia di crimine e punizione/pentimento. Ciò che disturba di più è la ripetitiva sequenza dei fatti che appesantiscono la pellicola e non raccontano nulla di nuovo. L'intesa fra il quartetto di attori è piena di energia, anche se la maggior parte del tempo è impiegata a ballare e a cantare. Shahid Kapoor riesce a catturare l'attenzione in alcune scene, ma è essenzialmente il gruppo composto da Vir Das, Chang e Anushka a colpire. Parmeet Sethi esordisce alla sceneggiatura e alla regia con Badmaash Company. La storia è interessante, ma solo perchè rappresenta le nuove generazioni che hanno fretta di arrivare in cima. La colonna sonora non sembra composta da Pritam. Nessun brano da classifica.
Nikhat Kazmi, 07.05.10

Hindustan Times: **
Ad un certo punto il film diventa improvvisamente incline alle prediche, per timore di essere frainteso nelle intenzioni. Noi rimaniamo seduti a contemplare la disonestà, le ambizioni esagerate, l'ingordigia, l'arroganza che corrompono il protagonista, e ci dimentichiamo che questa corsa è iniziata con grande divertimento. Badmaash Company cattura superbamente il periodo a metà degli anni novanta, quando l'economia indiana era all'inizio della sua ascesa. Anushka Sharma e Shahid Kapoor interpretano il ruolo della tipica ragazza che aspira a diventare top-model e del tipico ragazzo che aspira alla ricchezza. Il personaggio interpretato da Chang è dolcemente ispirato. La premessa del film è forte. L'ambientazione solida. La truffa piuttosto interessante. Gli amici formano un buon quartetto. Tutti ugualmente irresistibili, così come i loro scherzi. E lo schermo brilla. Intervallo. Poi tutto si sgonfia. Ti accorgi quando una sceneggiatura è scritta a metà, e sino a quel punto anche maledettamente bene. L'esempio più eclatante è rappresentato da Ek Haseena Thi di Shriram Raghavan. In casa Yash Raj (che produce Badmaash Company) ricordiamo Bachna Ae Haseeno di Siddharth Anand.
Mayank Shekhar, 07.05.10

Cinema Hindi: ***
Punto di forza: il ritmo travolgente del primo tempo
Punto debole: un secondo tempo debole, ripetitivo e confuso

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Shahid Kapoor - Karan
* Anushka Sharma (Rab Ne Bana Di Jodi) - Bulbul
* Vir Das (Namastey London, Love Aaj Kal) - Chandu
* Meiyang Chang - Zing
* Anupam Kher - il padre di Karan
* Pawan Malhotra (Road to Sangam) - Jazz, lo zio di Karan

Soggetto, sceneggiatura, regia e dialoghi: Parmeet Sethi
Colonna sonora: i brani composti da Pritam non sono eccezionali. Interessante invece il commento musicale strumentale che ricorda vagamente le eleganti colonne sonore dei film d'azione degli anni settanta.
Coreografia: Ahmed Khan (Kaminey)
Fotografia: Sanjay Kapoor
Montaggio: Ritesh Soni (Dil Bole Hadippa!)
Traduzione del titolo: badmaash significa canaglia, mascalzone
Anno: 2010
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* 08.04.10, Hindustan Times: intervista a Parmeet Sethi
* 04.05.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Shahid Kapoor
* 10.05.10, Hindustan Times: dichiarazioni di Parmeet Sethi
* 11.05.10, Hindustan Times: intervista ad Anushka Sharma
* 29.05.10, The Times of India: dichiarazioni di Vir Das
* Bollywood Hungama: pagina con la lista dei link agli articoli e ai video dedicati a Badmaash Company

CURIOSITA'

* Parmeet Sethi ha debuttato alla regia con Badmaash Company. Precedentemente aveva recitato in pellicole quali Dilwale Dulhania Le Jayenge e Lakshya.
* Anushka Sharma è un'ex-modella. E' stata testimonial in India per la Fiat Palio (spot).
* Vir Das, fra le altre cose, ha fondato una comic rock band dal nome irresistibile: Alien Chutney. Lo amiamo anche solo per questo.
* Meiyang Chang è un dentista.
* Riferimenti a Bollywood: Amitabh Bachchan, Madhuri Dixit
* Riferimenti all'Italia: Prada, Ferrari
* Film che trattano lo stesso tema: Bunty Aur Babli, Teen Patti.