Visualizzazione post con etichetta ATTRICE MANISHA KOIRALA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ATTRICE MANISHA KOIRALA. Mostra tutti i post

02 dicembre 2019

PRASSTHANAM


Alla prima visione ci si perde un po' negli intrighi. I personaggi sono numerosi e la confusione è dietro l'angolo. Alla seconda visione va meglio. Prassthanam non racconta nulla di nuovo, la formula e gli stereotipi del melodrammone politico-familiare sono diligentemente rispettati. A stupire è solo la paradossale catena di delitti di cui si macchia (o tenta di) il povero Vivaan - lo sceneggiatore deve odiarlo parecchio, e mi sfugge il motivo, dal momento che non è poi così diverso dal padre. Cosa posso aggiungere? Sanjay Dutt è molto credibile, Ali Fazal si fa notare (ma ha dalla sua il personaggio meno negativo), Satyajeet Dubey è a tratti convincente. Il ruolo affidato a Jackie Shroff è minuscolo, la performance di Chunky Pandey è caricaturale, le figure femminili sono ombre, Manisha Koirala è sprecata. La trama è sanguinosa e i valori morali di tutti i personaggi, in misura diversa, sono discutibili. Prassthanam è un film per chi ama il genere, con un ritmo accettabile. La colonna sonora è dignitosa.

TRAMA

Accese rivalità politiche all'interno dello stesso partito innescano una catena di omicidi e vendette. Una maledizione che si ripercuoterà all'interno della famiglia del vincitore.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Il trattamento riservato ai bambini, sempre testimoni di delitti efferati. Disgustoso.
* Il trattamento riservato alle donne, in particolar modo a Saroj: il personaggio e i drammi che lo riguardano sono scritti malissimo, la battuta sul terzo figlio è davvero infelice. L'odio di Palak adulta nei confronti di Saroj e soprattutto di Vivaan è esagerato. [Spoiler] L'omicidio di Palak viene elaborato molto rapidamente (non da Ayush) rispetto a quello di Vivaan.

RECENSIONI

Cinema Hindi: ** 1/2
Punto di forza: Sanjay Dutt e Ali Fazal.
Punto debole: la sceneggiatura, i personaggi femminili, l'interpretazione di Chunky Pandey, l'implausibile sequenza d'azione iniziale con Baldev, le esagerazioni di Vivaan, Baldev che dichiara in conferenza stampa di disconoscere Vivaan e poi se ne dimentica, il surreale dialogo finale fra Baldev e Ayush.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Sanjay Dutt - Baldev
* Ali Fazal - Ayush, figlio del primo matrimonio di Saroj
* Satyajeet Dubey - Vivaan, figlio di Baldev e Saroj
* Jackie Shroff - Badshah, amico di Baldev
* Manisha Koirala - Saroj, moglie di Baldev 
* Chunky Pandey - Bajwa Khatri

Regia e sceneggiatura: Deva Katta, al suo debutto nel cinema hindi
Adattamento hindi della sceneggiatura originale telugu e dialoghi hindi: Farhad Samji
Colonna sonora: Ankit Tiwari, Farhad Samji, Vikram Montrose
Traduzione del titolo: prasthanam in telugu significa regno
Anno: 2019

CURIOSITA'

* Prassthanam è il remake in lingua hindi di Prasthanam, film in lingua telugu diretto dallo stesso regista. Pare sia in produzione anche un remake in lingua bengali.
* Ali Fazal è il protagonista di Vittoria e Abdul. E' il fidanzato di Richa Chadda.
* Riferimenti a Bollywood: Anil Kapoor.
* Film che trattano lo stesso tema: Raajneeti, Lucifer.

16 luglio 2010

DIL SE


Dil Se segna il debutto di Mani Ratnam nella cinematografia hindi e chiude la trilogia sul terrorismo. Dopo aver affrontato la delicata questione del Kashmir in Roja e della convivenza spesso problematica fra hindu e musulmani in Bombay, Ratnam in Dil Se tocca un argomento poco noto ma spinoso: i fragili equilibri nell'area nord-orientale del subcontinente, un insieme di piccoli Stati annessi forzosamente all'India dagli inglesi, senza alcun rispetto per l'indipendenza di cui avevano goduto per gran parte della loro storia.

Basterebbe solo questo a rendere Dil Se interessante e consigliabile a dispetto delle sfilacciature nella trama. Ma la pellicola ci regala anche uno dei ruoli femminili più affascinanti e complessi del cinema hindi. Ratnam aveva mostrato in Bombay e soprattutto in Roja una grande attenzione per le protagoniste delle vicende narrate. In Dil Se la misteriosa, silenziosa Meghna cattura la scena dalla prima inquadratura all'ultima, riuscendo nel non facile compito di oscurare l'esuberante antagonista maschile interpretato da Shah Rukh Khan. Un'altra caratteristica che rende Meghna quasi unica: è un personaggio negativo che non si redime per amore ed anzi trascina con sè nella sua follia criminale l'uomo che ama.

Dil Se spicca nella trilogia di Ratnam - e in buona parte della cinematografia hindi - perchè è il terrorista ad essere il protagonista della vicenda, e, malgrado le reticenze di Meghna, la sua storia personale e le sue ragioni vengono approfondite. Ricordiamo che in Roja il personaggio affidato a Pankaj Kapoor rimane ai margini, recita battute poco convincenti e la sua redenzione finale appare debole. In Bombay gli argomenti che spingono hindu e musulmani a massacrarsi senza pietà sono concentrati in pochi (efficaci) dialoghi, mentre il risalto maggiore è posto sulle tragiche conseguenze. Inoltre Roja e Bombay si chiudono con un messaggio di speranza, Dil Se no. E forse questo è uno dei fattori che ne ha decretato l'insuccesso al botteghino indiano, anche se all'estero Dil Se ha guadagnato consensi clamorosi: è stata la prima pellicola indiana ad entrare nella classifica dei dieci film più visti in Gran Bretagna.

La regia, pur dignitosa, non pone Dil Se all'altezza di Bombay, che rimane il capitolo più convincente della trilogia. Dil Se vanta però un insolito, triste fascino che poche pellicole hindi sono riuscite ad eguagliare. Nello sviluppo della trama sono molte le imperfezioni. Il soggetto è davvero brillante, ma la sceneggiatura spesso lo impoverisce anzichè impreziosirlo. Troppe coincidenze portano Amar e Meghna sullo stesso sentiero. E gli implausibili colpi di scena finali fanno sorridere. Ratnam, forse consapevole del fatto che una storia come quella narrata nel suo film non sarebbe stata accolta favorevolmente dal pubblico, nel tentativo di bollywoodianizzare Dil Se qui e là ha un po' pasticciato. Le riprese sono state effettuate in località da sogno (Ladakh, Assam, Kerala) ma non con la stessa spettacolare resa di Roja e di Bombay (ad eccezione dell'incantevole visualizzazione del brano Satrangi Re). La fotografia e il montaggio sono di qualità ma non al livello delle due pellicole precedenti.

Manisha Koirala, struccata e priva di glamour, regala una performance indimenticabile. Le sue origini nepalesi e i suoi tratti somatici l'hanno resa perfetta per un ruolo difficile per ottenere il quale ogni attrice farebbe carte false. Shah Rukh Khan, a tre anni dal successo planetario di Dilwale Dulhania Le Jayenge, è nel 1998 la giovane, luminosa star di Bollywood. Shah Rukh funge da richiamo e non solo: l'attore è la scelta giusta per interpretare l'appassionato ed estroverso Amar, contrapposto all'enigmatica, distante Meghna. Ma in Dil Se nel complesso non offre la sua performance migliore, inoltre Amar non è psicologicamente definito. Preity Zinta, al suo debutto, è naturalissima. Il personaggio di Preeti è il più azzeccato dopo quello di Meghna.

L'intrigante colonna sonora include un gioiello: il celeberrimo Chaiyya Chaiyya, probabilmente il più noto e il più amato brano hindi di tutti i tempi, ripreso da Spike Lee (in originale e in versione remix - ad opera di Panjabi MC) in Inside man e citato persino in programmi televisivi italiani. La coreografia di Chaiyya Chaiyya è diventata un cult e ha lanciato Farah Khan nell'olimpo di Bollywood. Una menzione speciale per la visualizzazione del brano Jiya Jale, nella quale Shah Rukh Khan sfoggia un look pre-Asoka da infarto.

TRAMA

Amar (Shah Rukh Khan) è un giornalista di All India Radio spedito nelle regioni nord-orientali per un'inchiesta sulle celebrazioni dei 50 anni dell'indipendenza indiana. In una sperduta stazione ferroviaria, in una notte fredda e piovosa, incontra l'enigmatica Meghna (Manisha Koirala).

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La sequenza dello show radiofonico di Amar: Shah Rukh Khan è incontenibile e ci offre un saggio del suo celebre istrionismo (video).

RECENSIONI

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: l'interpretazione stellare di Manisha Koirala (*****)
Punto debole: la sceneggiatura non sempre all'altezza delle intenzioni

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Manisha Koirala (Bombay) - Meghna
* Preity Zinta - Preeti
* Raghuvir Yadav (Firaaq) - Shukla, l'assistente di Amar
* Zohra Sehgal (Cheeni Kum) - la nonna di Amar
* Piyush Mishra (Gulaal) - il poliziotto
* Malaika Arora (Housefull) - item song Chaiyya Chaiyya

Soggetto, sceneggiatura e regia: Mani Ratnam
Produttori: Shekhar Kapur (regista di Elizabeth e di Elizabeth: the golden age), Ram Gopal Varma, Mani Ratnam
Dialoghi: Sujatha (Guru), Tigmanshu Dhulia (Family: ties of blood)
Colonna sonora: composta da A.R. Rahman - con testi di Gulzar -, è probabilmente uno dei migliori lavori del musicista di Madras. Oltre al già citato Chaiyya Chaiyya, segnaliamo anche lo splendido Dil Se Re (interpretato dallo stesso Rahman) e il dolcissimo E Ajnabi.
Coreografia: Farah Khan
Fotografia: Santosh Sivan (Roja)
Montaggio: Suresh Urs (Bombay)
Traduzione del titolo: col cuore (letteralmente: dal cuore).
Anno: 1998
Awards (selezione):
* National Film Award per la miglior fotografia
* Filmfare Awards per la miglior colonna sonora, per i migliori testi, per il miglior debutto femminile (Preity Zinta), per le migliori coreografie, per la miglior fotografia, per la miglior voce maschile (Sukhwinder Singh per Chaiyya Chaiyya).
Sito ufficiale

RASSEGNA STAMPA/VIDEO

* Video: presentazione della colonna sonora, con A.R. Rahman, Shah Rukh Khan, Manisha Koirala, Preity Zinta e Farah Khan. Versione live di Chaiyya Chaiyya con Sukhwinder Singh e Sapna Avasti. Prima e seconda parte.
* Video: Shah Rukh Khan e Malaika Arora interpretano dal vivo la coreografia di Chaiyya Chaiyya durante la presentazione della colonna sonora.
* Aggiornamento dell'8 giugno 2022: The self and the other: racialisation of the Northeastern region, Anushka Chaudhuri, Senses of Cinema, maggio 2022. Il testo prende in esame Dil Se, Chak De! India e Axone.

CURIOSITA'

* Dil Se è stato proiettato, fra gli altri, al festival di Berlino, dove si è aggiudicato un premio speciale.
* L'area nord-orientale dell'India si distingue dal resto dell'immenso Paese sia dal punto di vista etnico che da quello linguistico, ed è inoltre popolata da diversi gruppi tribali. Geograficamente in posizione isolata, l'area ha visto nel corso degli anni l'insorgere di movimenti locali armati che rivendicano l'autonomia dei propri Stati dall'Unione indiana. A titolo di esempio, nel solo Assam dal 1990 ad oggi si sono susseguiti scontri violenti fra l'esercito indiano e commandos estremisti dell'ULFA (United Liberation Front of Asom) che hanno provocato la morte di circa diecimila persone (fonte: Wikipedia).
* All India Radio è il canale radiofonico governativo indiano, con sede a Delhi. Fondato nel 1936, è uno dei network più estesi del mondo. Sito ufficiale.
* Film che trattano il tema del terrorismo: vedi le note a Roja e a Bombay. Film nei quali uno dei protagonisti è un terrorista: Fanaa, Kurbaan, New York. Film girati in Ladakh: Lakshya, LOC Kargil, in parte 3 idiots.

GOSSIP & VELENI

* Malaika Arora è sposata con Arbaaz Khan (Fashion), fratello di Salman Khan.
* La vita di Zohra Sehgal ha del romanzesco. Vi invitiamo a leggere la pagina di Wikipedia a lei dedicata.

01 luglio 2010

B O M B A Y


Prodotto dalla Amitabh Bachchan Corporation, Bombay è uno dei film più importanti della cinematografia in lingua tamil, nonchè il secondo tassello della cosiddetta trilogia sul terrorismo realizzata da Mani Ratnam, dopo Roja e prima di Dil Se. Bombay rappresenta indubbiamente un'evoluzione rispetto a Roja, in termini di narrazione e di autenticità. La drammatizzazione non è mai eccessiva e rende la pellicola estremamente emozionante. La retorica, quando presente, è contenuta. Il soggetto è corposo. La sceneggiatura cresce a mano a mano che la storia procede, regalandoci un primo tempo superbo da un punto di vista estetico - nel quale le vicende gradualmente prendono vita, accennando qua e là all'argomento principale -, e un secondo tempo davvero grandioso, con Ratnam al suo meglio. Il film si trasforma: la storia, da personale e tutto sommato ottimista, diventa altamente drammatica, innestandosi nelle tragedie (reali) dei primi anni novanta. Alcune sequenze traboccano di emotività, altre trafiggono lasciando ammutoliti.

Se qualcuno nutre ancora dubbi sull'abilità registica di Ratnam, Bombay è qui a confutarli. La mano sicura e potente del regista (e sceneggiatore) impregna la pellicola - soprattutto la seconda parte - non solo di visioni che incantano, ma anche di solidità, denuncia, realismo. E la scelta di calare nell'orrore degli scontri hindu-musulmani una coppia mista proveniente dal sud dell'India, è un colpo di genio, così come è interessante che il protagonista sia un giornalista: Shekhar intervista vittime, mandanti ed esecutori di entrambi gli schieramenti, mostrando così le ragioni e i drammi di tutte le parti coinvolte. La sceneggiatura incastra alla perfezione i due aspetti del film, quello più lieto e ipnotico con quello tragico (pur mantenendo la qualità estetica ad altissimi livelli), alchimia che raramente riesce nel cinema popolare indiano malgrado ne costituisca una caratteristica peculiare. I dialoghi sono quasi sempre azzeccati, oltre che emotivi. L'incalzante colonna sonora di Rahman sottolinea sapientemente stati d'animo e orrori. Le coreografie e le visualizzazioni dei brani cantati sono deliziose (una su tutte: Kehna Hi Kya).

Quanto alle interpretazioni, Manisha Koirala, oltre che regale e bellissima, rende giustizia al suo ruolo in modo insolitamente espressivo. Arvind Swamy è apprezzabile nella sua semplicità, col suo aspetto da uomo comune così diverso dall'iconografia classica (almeno per noi) dell'eroe. Arvind regala il meglio di sè nel secondo tempo, assistendo e partecipando agli eventi con misura frammista a coinvolgimento. Unico neo: in una pellicola esteticamente magnifica, avremmo preferito un attore più carismatico. Gradevolissimi i caratteristi Nasser e Akash Khurana. Impeccabili i piccoli attori.

Bombay non è solo splendido da guardare. E' intenso, emozionante, significativo, necessario. Bombay si pone al livello dei film di miglior fattura del cinema indiano, e di certo Sanjay Leela Bhansali ha imparato parecchio da Ratnam. Anche le visualizzazioni mozzafiato dei brani di Rahman realizzate da Subhash Ghai in Taal devono molto a Roja e a Bombay. Ma la pellicola non sfigura nemmeno accanto a lavori più autoriali e di denuncia, raggiungendo un mix sorprendente di intrattenimento e di serietà. Dunque: standing ovation a Mani Ratnam.

TRAMA

Shekhar (Arvind Swamy) torna per un breve soggiorno al suo villaggio nel Tamil Nadu da Bombay, città dove studia e lavora. La sua famiglia è molto rispettata. Il padre (Nasser) è un fervente hindu. Shekhar si innamora, ricambiato, di Bano (Manisha Koirala), musulmana, figlia di Bashir (Akash Khurana), un umile fabbricante di mattoni. Il loro matrimonio viene osteggiato. Shekhar torna a Bombay. Bano fugge da casa e lo raggiunge. La loro felicità è completata dalla nascita dei gemelli Kabir e Kamal, cresciuti nel rispetto delle due religioni. Ma nel 1992 i fondamentalisti hindu distruggono ad Ayodhya la moschea Babri, provocando un'ondata di violenze a Bombay e in tutta l'India.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* Sono moltissime le scene indimenticabili di Bombay, sia liete che drammatiche: il film è davvero ottimamente costruito. Ma forse le più significative sono due: l'incredulità terrorizzata di Bano alla richiesta di un'offerta per la distruzione della Babri Masjid e per la ricostruzione di un tempio hindu al suo posto; e la forte dichiarazione di Shekhar che, dinanzi agli orrori che hanno colpito anche la sua famiglia, rinnega la sua appartenenza a qualunque credo.

ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE

* Nella coreografia interpretata da Sonali Bendre, Ek Hogaye Hum Aur Tum, il primo ballerino è francamente imbarazzante. Da bendarsi gli occhi.

RECENSIONI

Cinema Hindi: ****1/2
Punto di forza: la superba confezione; l'emotività del secondo tempo.
Punto debole: Arvind, per buona parte del primo tempo, è un po' fuori luogo.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Arvind Swamy (Roja) - Shekhar
* Manisha Koirala (Khamoshi the musical) - Shaila Bano, moglie di Shekhar
* Nasser (Roja) - Narayan, il padre di Shekhar
* Akash Khurana (Kurbaan) - Bashir, il padre di Bano
* Harsha e Hriday- i gemelli Kabir e Kamal
* Sonali Bendre (Kal Ho Naa Ho) - item song Ek Hogaye Hum Aur Tum (hindi)

Soggetto, regia e sceneggiatura: Mani Ratnam
Dialoghi: Umesh Sharma
Colonna sonora: composta da A.R. Rahman, è una delle colonne sonore più vendute di tutti i tempi. Il celeberrimo brano strumentale Bombay theme è stato utilizzato e/o campionato in diverse colonne sonore (vedi Lord of war con Nicolas Cage), filmati pubblicitari (vedi lo spot Volvic con Zidane), compilation (vedi Café del Mar 1998), eccetera. Fra gli altri brani, citiamo Kuch Bhi Na Socho (hindi), Kuchi Kuchi (hindi), Kehna Hi Kya (hindi).
Coreografia: Raju Sundaram (Kaminey) e Prabhu Deva (Pukar)
Fotografia: Rajiv Menon (Guru)
Montaggio: Suresh Urs (Roja)
Anno: 1995
Awards (selezione):
* National Awards per la miglior pellicola sul tema dell'integrazione nazionale e per il montaggio.
* Filmfare Awards per il miglior film e per la miglior attrice protagonista, entrambi assegnati dalla critica.

CURIOSITA'

* Il 6 dicembre 1992 i nazionalisti hindu distrussero la Babri Masjid ad Ayodhya, adducendo come ragione il fatto che la moschea era stata costruita sulle rovine di un tempio hindu. Nei disordini che seguirono, in tutto il Paese furono uccise - secondo Wikipedia - più di duemila persone. Nella sola Bombay, fra il dicembre 1992 e il gennaio 1993, circa novecento persone persero la vita, in prevalenza musulmane, e duemila rimasero ferite. Gli scontri a Bombay avvennero in due fasi: la prima, immediatamente successiva alla demolizione della moschea, fu scatenata dalla comunità musulmana; la seconda, avvenuta fra il 6 e il 20 gennaio 1993, fu provocata dalla reazione hindu all'omicidio di alcuni operai a Dongri, a sud di Bombay. Le violenze coinvolsero una vasta porzione della metropoli, e come conseguenza l'aspetto demografico di Bombay cambiò: un gran numero di musulmani residenti in aree prevalentemente hindu migrò in quelle musulmane e viceversa. Video della demolizione della moschea.
* Il coreografo Prabhu Deva ha diretto il film Wanted con Salman Khan.
* Film che trattano il tema della moschea Babri: Naseem. Film che trattano il tema degli scontri fra le diverse comunità etniche e religiose: Mr. and Mrs. Iyer, Dev, Dharm, Firaaq, Road to Sangam. Film che trattano il tema dei matrimoni misti: vi sono accenni in molte pellicole (a titolo di esempio, il thriller Kurbaan), anche di grande successo (Kabhi Khushi Kabhie Gham, My name is Khan), ma ne segnaliamo una su tutte, il sontuoso Jodhaa Akbar.

02 dicembre 2009

KHAMOSHI - THE MUSICAL



Khamoshi - The Musical è un film del 1996, il primo del grande regista Sanjay Leela Bhansali che ne scrive anche il soggetto. Bhansali al suo debutto sceglie due elementi che saranno significativi per tutta la sua carriera futura: l'handicap, i genitori della ragazza protagonista sono sordomuti, e la musica. L'attenzione di Bhansali verso il mondo di coloro che soffrono di invalidità sensoriali lo porterà nel 2005 a tornare sul tema con la sua opera più acclamata, l’indiscusso capolavoro ispirato alla vita di Helen Keller, Black.
Il costante interesse di Bhansali per la musica, invece, raggiunge in questi mesi la sua massima espressione, il regista sta infatti collaborando alla realizzazione della colonna sonora per il suo prossimo film, Guzaarish, che uscirà nel 2010.

TRAMA

Annie (Manisha Koirala) è di religione cattolica e vive a Goa con i genitori sordomuti; fin da piccola è l’orgoglio e il sostegno di mamma e papà ma quando incontra Raj (Salman Khan) un forestiero Hindu, il suo amore per lui turba gli equilibri della sua famiglia creando una frattura tra Annie e il padre, Joseph, interpretato meravigliosamente da Nana Patekar (Agni Sakshi).

RECENSIONI

Diana *** 3/5
Khamoshi - The Musical è stato premiato dalla critica ma poco applaudito dal pubblico. La sua trama è, purtroppo, sovraccaricata di eventi tragici: l’incidente di Annie, le difficoltà economiche, la perdita di Maria (Helen Jairag Richardson Khan), la morte del piccolo Sam. A causa di questa sovrabbondanza e della poca sobrietà, la storia, durante il suo sviluppo, smarrisce l’intenzione. Il film recupera, però, grazie all’ interpretazione davvero appassionante di Nana Patekar e ad alcuni passaggi riusciti e toccanti che ne fanno una pellicola interessante, piacevole e comunque sincera e personale.

Il bello:
- La prova degli attori, in particolare di Seema Biswas (Bhoot, Company) e di Nana Patekar, bravo, credibile, emozionante.
- Il tocco magico di Sanjay Leela Bhansali. La luce che illumina una tovaglia appena stesa, un uomo che corre felice senza voce lungo la spiaggia, padre e figlia che danzano insieme, due ragazzi innamorati in cima ad un faro: Bhansali studiava già da grande maestro.

Il brutto:
- La mano calcata un po’ troppo pesantemente sul dramma.
- Qualche eccesso di retorica.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Joseph - Nana Patekar
Flavy - Seema Biswas
Annie - Manisha Koirala (Dil Se)
Raj - Salman Khan
Willy - Raghuveer Yadav (Lagaan)
Sam - Patrik Gala
Maria - Helen Richardson Khan

Scritto e diretto da: Sanjay Leela Bhansali

Musiche: Jatin e Lalit Pandit (Fanaa)

Coreografie: Bhushan Lakhandri (Omkara), Saroj Khan (Love Aaj Kal), Ganesh Hegde (Don)

Anno: 1996

AWARDS:

Filmfare Award
Best Art Direction, Chandrakant Desai
Best Sound Design, Jitendra Chaudhary
Best Actress (Critics), Manisha Koirala
Best Film (Critics), Sanjay Leela Bhansali
Best Female Playback Singer, Kavita Krishnamurthy

Screen Award
Best Actress, Manisha Koirala
Best Actress In A Supporting Role, Seema Biswas
Best Art Direction, Nitin Chandrakant Desai
Best Cinematography, Anil Metha
Best Lyrics, Majrooh Sultanpuri
Best Playback Singer - Female, Kavita Krishnamurthy
Best Technical Debut, Sanjay Leela Bhansali

CURIOSITA'

- Helen Richardson Khan (Gumnaam, Lahu Ke Do Rang) ballerina ed attrice accettò il ruolo grazie a Salman Khan, di cui Helen aveva sposato il padre in seconde nozze.
- Sembra che l’episodio della piccola Annie che impara a vendere il sapone di porta in porta sia tratto direttamente dall’infanzia di Sanjay Leela Bhansali.
- Si sussurra di una relazione tra Sanjay Leela Bhansali e Vaibhavi Merchant, ballerina e coreografa, discendente della famiglia Merchant: la passione di Sanjay Leela Bhansali per la musica si fa ancora più intensa.

30 luglio 2009

AGNI SAKSHI


La sceneggiatura di 'Agni Sakshi' è piuttosto robusta, e già questo è un motivo sufficiente per celebrare. La regia non ne è purtroppo all'altezza (tranne per alcune sequenze) e si nasconde impaurita dietro la GIGANTESCA performance di Nana Patekar, cedendo di fatto il timone all'attore che regala un'interpretazione da ammirare in ginocchio. Voci maligne insinuano che il film si ispiri ad un paio di altre pellicole Indiane se non addirittura a 'A letto col nemico' del 1991 con Julia Roberts. Ma questi sono solo dettagli irrilevanti.

Il primo tempo si può tranquillamente tralasciare e saltare diretti al secondo. Jackie Shroff è come al solito sprecato in ruoli così leggeri e non convince per nulla. Manisha sembra gironzolare sul set piuttosto assente. Ma dopo l'intervallo fortunatamente arriva il talentuoso Nana a salvarci dalla noia e l'attenzione subito si ridesta. Il personaggio a cui infonde vita è da storia del cinema. Inutile aggiungere altro, se non che perdersi la sua performance in 'Agni Sakshi' dovrebbe essere considerato un reato perseguibile dalla legge. Persino Manisha, accanto a lui, pare riprendere a respirare dopo 90 minuti di apnea (e comprendiamo benissimo).

Da non sottovalutare un aspetto sorprendente nella trama: in una cinematografia maschilista come quella Hindi nella quale il ruolo della donna/moglie è sempre mortificato e molto stereotipato, il personaggio di Madhu è di una modernità sbalorditiva. Costretta a sevizie fisiche e psicologiche inaudite (e molto ben rappresentate nel film. Le uniche sequenze nelle quali ci si accorge della presenza di un regista a dirigerle), la ribellione dell'eroina che abbandona il marito, contravvenendo alle regole sociali, e che si crea in modo illecito una nuova vita, è di sicuro di impatto dirompente. Malgrado questo, sembra che la pellicola sia stata ben accolta dal pubblico, chiaro segnale dei tempi che cambiano: masala, certo, ma sono richieste anche idee. E slanci innovativi. Il cinema popolare in lingua Hindi è stato lento nella sua evoluzione perchè cineasti e spettatori hanno percorso insieme il loro cammino: i primi offrendo stimoli e punti di vista (timidamente) differenti dal passato, i secondi (timidamente) incoraggiandoli con una lusinghiera approvazione.

TRAMA

Suraj (Jackie Shroff) si innamora della bella e misteriosa Shivangi (Manisha Koirala) e la sposa a tempo di record, ignorando quasi tutto di lei. I due sembrano felici. Ma l'incontro con l'inquietante Vishwanath (Nana Patekar) getta un'ombra malsana sulle loro vite, ed insinua molti dubbi nella mente di Suraj.

RECENSIONI

Cinema Hindi: * al primo tempo (illuminato da sporadiche apparizioni di Nana) e **** al secondo
Punto di forza: NANA PATEKAR (*****)
Punto debole: la regia sciatta e insicura

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Manisha Koirala ('Dil Se') - Shivangi/Madhu
* Jackie Shroff ('Rangeela') - Suraj
* Nana Patekar ('Ab Tak Chhappan') - Vishwanath
* Divya Dutta ('Delhi-6') - Urmi

Regia: Partho Ghosh

Soggetto e sceneggiatura: Ranbir Pushp

Traduzione del titolo: 'il fuoco è testimone' (ringraziamo Rajesh). Il nostro Pushker ci regala un'interessante analisi: il titolo si riferisce ovviamente alla cerimonia religiosa del matrimonio, che nella tradizione Hindu raggiunge il suo culmine con i sette giri intorno al fuoco. Il fuoco diviene così testimone - e sacralizza - l'unione degli sposi. Considerando la trama del film, qual è il messaggio allora che vuole trasmettere il regista con questo titolo che sembrerebbe ironico? Che il Fuoco sacro benedice il vero amore, senza alcun bisogno di 'santificazione' da parte della società

Award: Nana Patekar (chi altri?) si aggiudica il prestigioso National Award per il miglior attore non protagonista. C'è giustizia, a questo mondo

Anno: 1996

CURIOSITA'

* C'è anche un altro fuoco presente nel film: Suraj salva Shivangi da un incendio divampato sul palcoscenico. E' da qui che ha tratto ispirazione Farah Khan per l'analoga sequenza in 'Om Shanti Om'?

* Sta per essere distribuito nelle prossime settimane il nuovo lavoro del regista Partho Ghosh, 'Ek Second Jo Zindagi Badal De', un thriller ambientato in Malesia e interpretato dalla coppia Jackie Shroff e Manisha Koirala

10 luglio 2009

M A R K E T



'Market' è un prodotto davvero imbarazzante. Di più: offensivo. Mi chiedo come abbia potuto Manisha Koirala - non fra le mie attrici preferite, ma in 'Dil Se' e in 'Company' ha regalato interpretazioni convincenti, e in 'Khamoshi' se l'è cavata piuttosto bene - acconsentire a girare questo film. Che non inizia malissimo: bella la lunga sequenza per le strade affollate e pittoresche di Hyderabad, spettacolare (anche se un po' troppo ripulita) la location nella quale è collocato il bordello, accettabili alcune scene e alcune battute. Ma a mano a mano che la narrazione procede la pellicola scende ad un livello tale da far accapponare la pelle. Il dramma personale si trasforma in un action movie (!). Personaggi di cartone entrano in scena, svolazzano sul set, escono per sempre (non che se ne senta la mancanza). I ricordi dolorosi della protagonista si intrecciano a udienze in tribunale, fughe, sparatorie, vendette.

Definire eccessivo il guazzabuglio nel quale 'Market' si impantana non dà la misura dello scempio.
Ho ancora i brividi: ci si deve davvero impegnare, e tanto, per provocare una tale devastazione.

TRAMA

Muskaan (Manisha Koirala) fa la prostituta in un bordello di Hyderabad. Un bel giorno la polizia decide di ripulire l'area, e la nostra eroina rimane senza lavoro. Trova un 'ingaggio' in trasferta a Mumbai, dove viene trasformata in una squillo di lusso.

RECENSIONI

Bollywood Hungama: **1/2
'Market' mescola realismo e cinema popolare, catturando l'attenzione dello spettatore. Fortunatamente il film non delude. Il linguaggio, l'ambientazione e il modus operandi sono efficacemente rappresentati. Il regista Jai Prakash ha svolto bene il suo compito. Trasmette il suo messaggio in modo molto convincente.'
Taran Adarsh, 12.09.03

Cinema Hindi: *
Punto di forza: -
Punto debole: la sceneggiatura è un vero schifo, e la regia e le interpretazioni non fanno nulla per migliorarla

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Manisha Koirala ('Dil Se') - Muskaan
* Govind Namdeo ('Satta') - Yashwant Anna

Regia: Jay Prakash

Anno: 2003

CURIOSITA'

* Citazioni bollywoodiane: Aamir Khan

GOSSIP&VELENI

* Aamir: MA DENUNCIALI!

* Qualcuno dovrebbe suggerire al recensore di Bollywood Hungama di moderarsi nel consumo di funghi allucinogeni

* La cosa mi spezza il cuore, ma pare che Manisha Koirala in passato avesse intrecciato una relazione con Nana Patekar ('Ab Tak Chhappan'). Magari non saprà scegliere i film da interpretare, ma gli uomini da frequentare decisamente sì

22 gennaio 2009

L A J J A


Spegnete il cellulare e mettetevi comodi: ho moltissime cose da raccontarvi di questo film.

'Lajja' è un classico polpettone bollywoodiano. Non manca all'appello nessuna caratteristica tipica della cinematografia popolare in lingua Hindi, e ciascun ingrediente è presente in dosi tali da garantire l'indigestione. La pellicola gronda retorica a fiumi, infarcita com'è di sermoni e di stereotipi. Anche da un punto di vista strutturale e formale siamo in zona hardcore: film solo per bollywoodiani temprati.
Impossibile elencare tutti i dettagli che rendono 'Lajja' un perfetto compendio di bollywoodianità. Mi limiterò ai principali:
- la durata: tre ore e cinque minuti;
- la struttura narrativa, che non solo mescola il dramma alla commedia, ma che sviluppa tre storie fra loro indipendenti inserite in una cornice che è una storia anch'essa. Amore. Pathos. Azione. Danze. C'è di che gozzovigliare;
- i personaggi stereotipati: la Donna Virtuosa (Manisha Koirala), legata alle tradizioni; il Marito Indifferente (Jackie Shroff), ricco, viziato, che non la rispetta; il Cattivo; il Buffone; il Ladro (Anil Kapoor), simpatico e di buon cuore; la Sposa (Mahima Chaudhry), tutta fruscii, tintinnii, luccichii; l'Attrice (Madhuri Dixit), donna scostumata e senza onore; la Madre (Rekha), forte e coraggiosa; e naturalmente l'Eroe (Ajay Devgan), tenebroso e invincibile;
- le vicende, anch'esse stereotipate: la Disgrazia, l'Intrigo, il Matrimonio, il Dramma, il Sopruso, la Tragedia, la Vendetta, la Redenzione, il Lieto Fine;
- la location straniera: New York;
- lo status sociale: altissimo;
- le donne: bellissime;
- le item-song, di ottimo livello (non per niente il regista è uno dei pionieri di questa tradizione), interpretate da Urmila Matondkar, sempre generosa, nella trascinante 'Aaye Ye Aajaye Ye'; e da Sonali Bendre, sinuosa e raffinata, nella tradizionale 'Saajan Ke Ghar';
- le coreografie ricercate, i costumi scintillanti, le scenografie ricche e colorate: caratteristiche presenti anche nel brano 'Badi Mushkil', interpretato con classe da Madhuri Dixit (e da Manisha Koirala);
- la colonna sonora, che vanta addirittura due compositori: Ilaiyaraaja per il sinfonico commento musicale (eseguito dall'Orchestra della Radio di Budapest ), e Anu Malik per le canzoni;
- e naturalmente loro: i Divi, un succoso grappolo attorniato da una schiera di collaudati attori minori.

Sempre comodi?
Bene. Dimenticate tutto quanto avete letto sino ad ora.

'Lajja' è un film S-P-L-E-N-D-I-D-O.
Partiamo dall'incipit.
Dedicata a Rajam, la madre del regista, la pellicola, il cui titolo significa 'vergogna', si apre con una battagliera dichiarazione: 'I personaggi e le vicende narrate nel film sono l'eco di quanto accade intorno a noi, nel cosiddetto mondo civile. Le voci, le grida, i pianti, gli appelli sono stati amplificati affinchè i sordi possano prenderne nota. La grandezza di una civiltà si misura sulla base della condizione sociale riconosciuta alle donne.'
Rajkumar Santoshi, regista acclamato dalla critica, non dimentica nulla: nel suo polpettone infonde tutto ciò che in India porta un film al successo. E lo fa con notevole maestria. 'Lajja' è ben scritto, ben narrato, ben diretto, ben recitato. Ma sono il Genio e l'Astuzia di Santoshi a strabiliarci. Se hai un messaggio forte da trasmettere, in India come puoi raggiungere il più vasto pubblico possibile? Facile: confezionando uno scintillante, perfetto, completo, tradizionale, retorico, stereotipato, orribile compendio di bollywoodianità. Santoshi ci presenta eventi e personaggi stereotipati, ma li sgretola e li trasforma sotto i nostri occhi annebbiati da colori e danze, e ci inietta il suo messaggio. Che è tutto fuorchè bollywoodiano.
Siamo di fronte a due pellicole opposte fra loro che si sovrappongono e si amalgamano. Il regista non rinuncia al suo amore per il realismo, ma nel contempo riconosce al mezzo 'Bollywood' l'enorme valenza di fenomeno sociale. E scaltramente ne sfrutta l'impatto e la risonanza.
Di rigore la controanalisi:
a) Il film ruota intorno a straordinari personaggi femminili. Vivi. Veri. Solidali fra loro.
- La Donna Virtuosa intraprende il suo viaggio attraverso un'India livida e crudele, dove le donne, senza alcun rispetto per l'età, sono sempre e solo vittime. La fuggiasca osserva, si indigna, reagisce.
- La Sposa accetta rassegnata quella che sembra una tradizione antica ed immutabile (la dote), felice di unirsi all'uomo che ama. Ma lo Sposo si rivela senza spina dorsale. La famiglia di lui è avida e arrogante. La ragazza osserva, si indigna, reagisce.
- L'Attrice, fiera e indipendente, vive la sua vita in modo non convenzionale. Delusa dall'uomo che ama, si ribella pubblicamente e nel modo più dissacrante. E, malgrado la dura punizione, non si lascia spezzare.
- La Madre, splendido personaggio femminile, è la paladina della difesa dei diritti delle donne in un misero villaggio. Il suo sacrificio completa la trasformazione interiore della Donna Virtuosa.
b) Il cast è di prima classe.
- Madhuri e Rekha sono DA URLO. Difficile decretare la migliore fra le due. La Dixit è spontanea e vivace. E rappresenta il dramma vissuto dall'Attrice in modo superbo. Rekha è perfetta. Energica, tragica, straziante. Anche Mahima è impeccabile. Delude invece l'interpretazione di Manisha: mostra il meglio solo nelle scene madri.
- Gli attori? Jackie Shroff non convince, colpa forse di un personaggio davvero povero, anche se la sua voce di velluto farebbe sciogliere un iceberg al Polo Nord. Ajay Devgan è ben calato nel suo ruolo: il tradizionale eroe dallo sguardo letale, dai minacciosi silenzi, dalla voce tonante. Ma è Anil Kapoor, a mio parere, a cavarsela meglio: il suo personaggio è amabilissimo, e lui lo interpreta con leggerezza e simpatia.
c) Le vicende, quelle non stereotipate: le violenze domestiche, la piaga sociale della dote, la condizione femminile sempre subalterna, la segregazione, i tabù religiosi, gli infanticidi, l'analfabetismo, la divisione castale, la corruzione, gli stupri.
d) I sermoni: retorici, certo. Ma al di là della forma, il messaggio è chiaro e preciso: la condanna di una società retrograda che sfrutta le donne e nega loro anche i più elementari diritti.
Moltissimi i dettagli indimenticabili:
* Le battute taglienti: 'Gli uomini considerano le donne la porta per l'inferno: ma è proprio attraverso quella porta che vengono al mondo'.
* Le scene da standing ovation:
- il Ladro che difende la prostituta;
- la Sposa che sputa insulti sullo Sposo, sulla sua famiglia e sui loro invitati (da guardare e riguardare più volte per non perdersi neanche una sfumatura);
- il linciaggio dell'Attrice (GRANDISSIMA Madhuri);
- la Donna Virtuosa, che denuncia la tradizione della segregazione;
- la Madre che scopre la relazione fra il figlio e una ragazza di casta alta;
- l'esecuzione della Madre (GRANDISSIMA Rekha);
- la Donna Virtuosa che denuncia l'infamia dello stupro di gruppo e del brutale omicidio;
- ma, soprattutto, la sequenza entrata nella storia del Cinema Indiano: l'Attrice che sul palco reinterpreta il mito di Sita, moglie di Rama, nel 'Ramayana'. DA PELLE D'OCA. Madhuri è SUBLIME.
Quanto dura il film? Tre ore e cinque minuti?
Ottimamente impiegati.

TRAMA

Vaidehi (Manisha Koirala) è l'infelice moglie del ricchissimo Raghu (Jackie Shroff). All'ennesimo alterco, lui la ripudia rispedendola in India. Da qui l'inizio di una serie di eventi che la condurranno in lungo e in largo per il Paese. Incontrerà donne coraggiose ed umiliate. Uomini corrotti e violenti. E ritroverà il coraggio e il rispetto di sè.

RECENSIONI

The Hindu:
'Lajja' non è un film facile. Solleva diverse questioni sulla condizione femminile, ma lo fa attraverso clichè e stereotipi. 'Lajja' è grandioso, sontuoso, opulento. Le scenografie sono incantevoli. Sfortunatamente questa colorata pellicola è una delusione in bianco e nero, in particolare nel secondo tempo. Malgrado le sensibili interpretazioni di Madhuri e di Manisha, il film è eccessivo e semplicistico. Non c'è spazio per il grigio: gli uomini sono il Nero, le donne il Bianco.'
Ziya Us Salam, 07.09.01

Cinema Hindi: *****
Punto di forza: la struttura inusuale, i dialoghi e soprattutto il Puro Genio del regista
Punto debole: la recitazione spesso incolore di Manisha Koirala; l'indigestione bollywoodiana

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Manisha Koirala ('Dil Se') - Vaidehi
* Madhuri Dixit ('Devdas') - Janki
* Rekha - Ramdulaari
* Mahima Chaudhry ('Pardes') - Maithili
* Anil Kapoor ('Tashan') - Raju
* Ajay Devgan ('Halla Bol') - Bulwa
* Jackie Shroff ('Rangeela') - Raghu
* Urmila Matondkar ('Rangeela') - ballerina per il brano 'Aaye Ye Aajaye Ye'
* Sonali Bendre ('Kal Ho Naa Ho') - ballerina per il brano 'Saajan Ke Ghar'
* Farida Jalal ('Kuch Kuch Hota Hai') - madre di Maithili
* Johnny Lever ('Kuch Kuch Hota Hai') - uno dei Buffoni
* Sharman Joshi ('Hello') - figlio di Ramdulaari

Soggetto, regia e produzione: Rajkumar Santoshi ('Halla Bol'), che ha anche collaborato alla stesura della sceneggiatura e dei dialoghi

Colonna sonora: composta da Ilaiyaraaja ('Cheeni Kum') e da Anu Malik ('Main Hoon Na', 'Asoka'). Intrigante il brano di quest'ultimo, 'Aaye Ye Aajaye Ye'

Coreografie: Ganesh Acharya ('Rang De Basanti')

Anno: 2001

Award: Zee Cine Best Supporting Actress Popular Award per Madhuri Dixit

Distribuzione: Eros International Ltd.

CURIOSITA'
* I quattro personaggi femminili portano tutti uno dei nomi di Sita, la moglie di Rama, avatar del dio Visnu. Nel 'Ramayana' si narra del rapimento di Sita messo in atto dal demone Ravana. Rama riesce a raggiungerli e libera la consorte, ma è costretto a ripudiarla a causa della sua permanenza con un demone. Sita allora si sottopone all'ordalia del fuoco per dimostrare la propria purezza. Non perdetevi nemmeno una parola del monologo di Janki in 'Lajja': la sua personalizzata (e sacrilega) versione del punto di vista di Sita è memorabile. In India ha acceso gli animi e provocato proteste: a Bhopal un gruppo di simpatizzanti del partito tradizionalista Hindu BJP ha bruciato in pubblico immagini del regista Rajkumar Santoshi e dell'attrice Madhuri Dixit.
* Il prossimo film di Raj Kumar Santoshi, 'Ajab Prem Ki Ghazab Kahani', conterrà alcune sequenze girate in Italia. Grande occasione per incontrare il regista
* Citazioni bollywoodiane: 'Josh'

GOSSIP&VELENI

* Manisha Koirala, nepalese, proviene da una famiglia di figure politiche di altissimo livello: il padre, B.P. Koirala, è stato Primo Ministro del Nepal, così come due fratelli del nonno paterno
* Madhuri Dixit pare abbia avuto una relazione con Sanjay Dutt ('Munna Bhai')
* Rekha pare abbia avuto una turbolenta relazione con nientedimenoche Amitabh DIO Bachchan
* Anil Kapoor è il padre di Sonam Kapoor, l'attrice che ha esordito in 'Saawariya' di Sanjay Leela Bhansali. Il fratello maggiore di Anil, il produttore Boney Kapoor, è sposato con l'affascinante diva Sridevi. In Italia possiamo ammirare Anil su grande schermo in 'Slumdog Millionaire'
* Ajay Devgan è il marito della talentuosissima Kajol
* Urmila Matondkar è stata a lungo legata al regista Ram Gopal Varma