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09 aprile 2022

SHARMAJI NAMKEEN


Commedia leggera, molto piacevole. Soggetto audace, considerando l'età media del pubblico indiano: Sharmaji Namkeen racconta le insoddisfazioni di un neo pensionato, le aspirazioni non sopite dall'età, il rifiuto opposto ai figli di tramutarsi in una statuina silenziosa e invisibile. La sceneggiatura, non articolatissima, è una piccola gemma di semplicità, con qualche perdonabile passo falso, e con qualche sottigliezza inaspettata. Il primo tempo è quasi perfetto: dialoghi, ritmo - tutto ben oliato. Sharmaji, il protagonista, è scritto - e rappresentato (e interpretato) - in modo pressoché impeccabile. La regia non è mai perentoria o invasiva.

SN ha affrontato numerose difficoltà, a seguito del decesso di Rishi Kapoor, l'attore principale, avvenuto durante la realizzazione del film. La famiglia Kapoor ha voluto fortemente completarlo, e Paresh Rawal ha accettato di affiancare il compianto Rishi nel dar vita a Sharmaji. Ed ecco che SN, oltre ai meriti intrinseci, acquista valore aggiuntivo per due ragioni: perché è l'ultima pellicola con Rishi Kapoor, e perché è un prodotto oserei dire rivoluzionario nella raffigurazione del protagonista. In SN, oltre a sequenze più lunghe ad interpretazione singola, vi sono scene brevi a interpretazione mista - intendo scene che si aprono con un attore e si concludono con l'altro. Il risultato è sbalorditivo, certo un po' eccentrico, miracolosamente mai disarmonico. Come ha sottolineato la critica indiana, il generoso Rawal si è calato nel ruolo di Sharmaji sulla scia di quanto avviato da Kapoor senza però imitarlo. In SN Rishi è incomparabile, disinvolto, naturale. Una vera gioia ammirarlo in azione. Paresh, per scelta precisa, si è adattato, ma è riuscito nel colpaccio di offrire nel contempo una performance personale. Cosa niente affatto facile.
Il risultato finale è doppiamente interessante: perché mostra come lo stesso personaggio, nello stesso film, addirittura nelle stesse sequenze, possa mostrare sfumature diverse (più bonario, nel caso di Rishi; leggermente più spigoloso, nel caso di Paresh) a seconda dell'interprete; e perché costituisce la prova tangibile, visionabile, del fatto che una pellicola non venga girata seguendo la cronologia degli eventi narrati nella sceneggiatura - fatto noto, certo, ma constatarlo su grande schermo è curioso e bizzarro. 

TRAMA

È ora di andare in pensione. Sharmaji non ne è proprio entusiasta. Per combattere la noia, tormenta i vicini, si cimenta con la zumba e con le soap opera, ma soprattutto si scatena in cucina. Successo inaspettato. E grande imbarazzo da parte dei figli.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

* La movimentata sequenza alla stazione di polizia. Impagabile.

RECENSIONI

Mid-Day: ***
'Fundamentally, this film has no real conflict as such at its core. (...) If you’re sufficiently drawn to a film, it simply doesn’t matter that both Rishi Kapoor and Paresh Rawal (...) turn up as Sharma Ji, depending on the scene. Further, it’s of little consequence that the story itself doesn’t hold much conflict. What’s essential is there’s enough slice of life in it, to go with the flow. What you begin to appreciate then are the characters, their quirks, beats, and most laudably the throwaway lines as asides in the dialogues, that you laugh with, pretty much all along. Good movies are anyway convincing lies. This is a joyous pic'. 
Mayank Shekhar, 02.04.22

Film Companion:
'When I heard about the makers choosing to complete the production with a second actor (...) playing the same character, I didn't really expect the film to be more than a show-must-go-on symbol. In other words, the gesture was the film. But SN is a rare exception. It's a gem of a movie: sweet, funny, soulful, understated, and the perfect marriage of craft and circumstance. Director Hitesh Bhatia has somehow managed to preserve the identity of SN as a standalone film. (...) The heart is heavy while watching the Rishi Kapoor scenes, naturally, but the narrative meaning transcends the moment. (...) We've seen versions of this story before. But the orchestration of the man's modest journey is wonderfully organic. (...) SN resists broad strokes and theatricality in favour of a slice-of-life tone that seldom overplays its social intent. (...) These are people trying to navigate the familial circularity of adulthood as much as men whose egos are doing battle. The solution the film chooses - a superbly choreographed climax at a police station - is amusing, grounded and monologue-free. (...) The overall result is a male-driven iteration of English Vinglish, another movie that owns the line between personal resolution and cultural catharsis. (...) SN, despite being a logistical nightmare, sticks to its original vision and earns its integrity'.
Rahul Desai, 31.03.22

Cinema Hindi: *** 1/2
Punto di forza: la sceneggiatura minimalista ma curata, Rishi Kapoor e Paresh Rawal.
Punto debole: il secondo tempo è meno realistico ma sempre divertente.

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Rishi Kapoor/Paresh Rawal - Sharmaji
* Juhi Chawla (deliziosa) - Veena
* Suhail Nayyar - Sandeep (Rinku), primogenito di Sharmaji    
* Satish Kaushik - Chadda, amico di Sharmaji

Soggetto e regia: Hitesh Bhatia
Sceneggiatura: Hitesh Bhatia, Supratik Sen
Colonna sonora: Sneha Khanwalkar
Traduzione del titolo: namkeen è un termine generico che indica spuntini salati.
Anno: 2022

CURIOSITÀ

* Riferimenti al cinema indiano: Baghban, Amitabh Bachchan, Sunny Leone, Dimple Kapadia, Kabhi Khushi Kabhie Gham, Dil Chahta Hai, Jai Santoshi Maa, Zakhmi Aurat, Bobby, Saagar.

03 maggio 2011

PATIALA HOUSE




Nikhil Advani ci riprova. Per consolarsi dal flop, ahimè disastroso, di Chandni Chowk to China, il regista abbandona la commedia demenziale e propone un film più serio capace di toccare temi diversi, dalla denuncia del razzismo all’eccessiva chiusura nell’orgoglio nazionale, dal pregiudizio generalizzato all'ostinazione di un padre dispotico che genera figli frustrati. Liti, abbracci, lacrime, sorrisi, il quadretto della numerosa famiglia  NRI viene dipinto con tinte pastello ma non è certo un luogo idilliaco, anzi piuttosto claustrofobico. La passione per il cricket diviene il collante ideale per rendere appetibile la storia di un uomo comune e dei suoi rimpianti anestetizzati.

TRAMA
Patiala House è la residenza londinese di chiassosa comunità Punjabi d’impostazione patriarcale, nonostante vivano a Southall , quartiere di Londra abitato da immigrati, vige un regime di totale chiusura e la rigidità del capofamiglia (Rishi Kapoor) impedisce ai membri più giovani di poter realizzare le proprie ispirazioni. Gattu (Akshay Kumar) ha rinunciato ad una carriera nel cricket perché il padre non poteva accettare che il figlio, legalmente cittadino britannico, entrasse nella nazionale inglese. Il ragazzo dimentica il suo sogno e obbedisce abbassando la testa fino a che la testarda Simran (Anushka Sharma) non lo spinge a desiderare di giocare ancora.

Tutto si svolge all’interno di una famiglia indiana ma il protagonista può essere veramente chiunque, un uomo a caso che per una ragione qualsiasi si è dimenticato dei propri sogni e pensa di poterne fare a meno. Le scene iniziali fanno vivere allo spettatore il silenzio quotidiano di Gattu, la cui vita, tranquilla, indolore, ma irrimediabilmente vuota, è stata sacrificata in nome delle tradizioni e delle apparenze. Come risposta al divieto , l’ipocrisia e l’inganno, (seppur portati sullo schermo in modo molto simpatico) e una vera e propria “mascherata”. Meglio chiedere il perdono che attendere il permesso.
La trama non è certo troppo originale, il finale è lacrimante e chiassoso, l’abbraccio e il tifo da stadio del tutto melenso ed rappacificatore, eppure Patiala House non è un film che delude, propone uno schema classico ma lascia trapelare uno spirito inquieto e disobbediente. Akshay Kumar ne esce a testa alta, sempre perfetto quando il ruolo da interpretare è quello di un uomo tenero e vulnerabile, tra i tanti volti dell’attore questo è quello che preferisco. Ottimo il resto del cast, dalla coppia Rishi Kapoor / Dimple Kapadia (anche se lei ha davvero due o tre battute in tutto il film) ad Anushka Sharma, bella, frizzante e gioiosa.
La vicenda non potrebbe coinvolgere alcun altro sport al di fuori del cricket, la cui passione folle nel sub continente indiano si lega spesso anche a ragioni politico/religiose oltre che al più semplice patriottismo. Il film suggerisce almeno un messaggio positivo: Gattu vuole giocare perché ama lo sport e non unisce ad esso rivalità di diversa natura, piuttosto ne fa il suo strumento d’integrazione.

Da guardare per : Godersi un film coinvolgente e ben strutturato (commovente ma non piagnone, grazie al cielo) con ottimi dialoghi, belle canzoni e molte scene divertenti.

Il mio giudizio sul film : **** 4/5


RECENSIONI : 

THE TIMES OF INDIA  ***  3/5
La trama è un po' noiosa, affondata dalla prevedibilità. Ogni piccolo colpo di scena in questa soap opera sull'autorealizzazione sembra preordinato e già visto. I personaggi sono poveramente disegnati. Ciò che colpisce sono le performance. Akshay Kumar si rinnova offrendo un diverso avatar, accantonando la figura ormai super sfruttata dell'eroe comico. Il suo Gattu è composto, sobrio, intenso: un gigante a riposo. Rishi Kapoor, come sempre, è ipnotizzante e non sbaglia un colpo. Tenete d'occhio Anushka Sharma: la ragazza è davvero inarrestabile. La colonna sonora di Shankar-Ehsaan-Loy possiede un ritmo energico, soprattutto nella title track.

Nikhat Kazmi, 11.02.11   (Testo originale)

HINDUSTAN TIMES  **  2/5
Patiala House è ambientato a Southall, un sobborgo londinese infinitamente più popolare di South Mumbai come location per le pellicole hindi. E un quarto dei freelance di Bollywood resterebbe senza lavoro se Akshay Kumar non sfornasse almeno cinque film all'anno. PH è uno dei migliori fra i più recenti interpretati dalla superstar. Una saga familiare anni novanta, colorata,a la Yash Raj, che unisce Londra a Ludhiana. I suoi numerosi personaggi ruotano intorno alla figura del padre severo. Tutti sono incredibilmente indiani nell'accento e nei modi, ossessionati dalle danze di gruppo e dai grossi grassi matrimoni. Tutto è meravigliosamente allegro. Come Anushka Sharma, che, con Badmaash Company, Band Baaja Baarat e ora PH sta deliziando il suo pubblico.  
Mayank Shenkar  12.02.2011  (Testo originale)


ANNO : 2011

REGIA : Nikhil Advani

CAST:

Akshay Kumar ……………………… Gattu
Anushka Sharma ………………Simran
Rishi Kapoor ………………………Gurtej Khalon
Dimple Kapadia ………………………Mrs Khalon
Armaan Kirmani ……………… Jassi
Hard Kaur …………………… Komal
Suparna Marwal ………………Harleen
Tinu Anand ……………………… Mr Bedi


COLONNA SONORA : Shankar – Ehsaan - Loy

PLAYBACK SINGERS : Shankar Mahadevan, Vishal Dadlani, Alyssa Mendonsa, Suraj Jagan, Jasbir Jassi, Mahalkakshmi Iyer, Hard Kaur, Shafqat Amanat Ali, Richa Sharma, Hans Raj Hans, Master Saleem

COREOGRAFIE : Remo ( Rangeela, Shabd, Chameli, Pyaar ke side effects, Rock On!)


QUALCOS’ALTRO:

Per dare maggiore autenticità alle partite di cricket, famosi giocatori come Andrew Symonds hanno concesso un’apparizione speciale.
Patiala è il nome di una città nello stato indiano del Punjab.
Il trailer è stato svelato durante le proiezioni del film di Farah Khan, Tees Maar Khan
Dimple Kapadia è la suocera di Akshay Kumar, l’attore ha sposato la bella Twinkle Khanna (tra l’altro una dei produttori del film), figlia di Dimple e dell’attore Rajesh Khanna.
Prem Chopra, uno dei più celebri villain cinematografici dei ’70, ha un piccolo ruolo nel film, è lo zio Veerendra Singh Sahni.
Rishi Kapoor e Dimple Kapadia hanno debuttato nel dolcissimo Bobby di Raj Kapoor, nel film compare anche Prem Chopra. I tre attori si incontrano di nuovo in Patiala House. 
Nel canale YouTube  "ThePatialaHouse"  potrete vedere tutti i trailer del film, song promos e video sul making of.

15 dicembre 2010

DO DOONI CHAAR




Poco pretenzioso ma divertente, Do Dooni Char è uno di quei film a basso budget che riescono a rimanere a galla contrastando una schiacciante concorrenza ( è stato distribuito la stessa settimana di Robot , dispendiosa pellicola tamil con Rajinikant e Aishwarya Rai) e dei quali non si sa niente, o quasi, prima dell’uscita nelle sale. Senza troppi investimenti in campagne pubblicitarie, trailer, spot etc.. , la sua sola leva promozionale è stata la notizia del ritorno della coppia Rishi Kapoor / Neetu Singh, insieme sullo schermo dopo trenta anni di stop. Il successo commerciale è stato frutto di un frenetico passaparola e delle buone recensioni delle testate giornalistiche e siti web di riferimento. Il regista debuttante, Habib Faisal, già sceneggiatore di alcuni film marcati Yash Raj, crea qualcosa di equilibrato, nuovo e semplice, ugualmente appetibile per un pubblico nazionale e internazionale.


TRAMA

Santosh Duggal (Rishi Kapoor) è un insegnante di matematica che fatica ad arrivare a fine mese; dopo il matrimonio ha convinto la moglie Kusum (Neetu Singh) a lasciare il suo impiego di bibliotecaria per dedicarsi solo alla famiglia, ma ora, con la globalizzazione e l’insorgere continuo di nuove esigenze, si accorge che il suo stipendio non basta più. Mentre i due cercano di mantenere il controllo del bilancio familiare con una serie di estenuanti conti e tabulati, i figli sognano mp3, nuovi elettrodomestici , magliette firmate e vorrebbero sostituire il vecchio scooter con una comoda e graziosa automobile. Come fare per stare al passo coi tempi ? I figli ci provano con le scommesse clandestine, lavori part time , fino all’illusione di vincere un concorso a premi … ma è possibile ottenere beni di lusso vivendo in quattro con un solo stipendio?


Neetu e Rishi fianco a fianco sono già uno spettacolo imperdibile di per sè ed è facile ritrovarsi a rimpiangere quello che ci siamo persi finora (trenta anni sono troppi... Neetu perchè sei sparita??) ma il film ha anche un’altra brillante star, Aditi Vasudev, adorabile il personaggio di Payal, teenager spigliata e mascolina. Imperdibile la chimica della giovanissima attrice con il veterano Rishi Kapoor, l’inadeguatezza del timido bonaccione prof. Duggal vacilla davanti all'approccio pratico della cosiddetta “nuova generazione” meravigliosamente rappresentata dalla figlia, sbarazzina, dai capelli corti e amante dei motori.
Il film esaspera ( e lo fa in modo alquanto divertente) l’isteria collettiva legata al desiderio di un’automobile, e non un’automobile qualsiasi, un’automobile NUOVA. Il passaggio dalle due alle quattro ruote diviene una moltiplicazione delle proprie possibilità ( o meglio, impossibilità) di fronte ad una tentazione. Una vittoria che , se riuscita ad afferrare, segnerà l'inserimento anche solo apparente in un nuovo status .
Allegramente schiavi di una società che vuole tutto sommato solo apparire, attraverso il possesso di beni di lusso, mode e comodità, i personaggi vedono un esorcismo alle proprie paure e insicurezze. La frustrazione dovuta alle crisi economiche accende una serie di domande, soluzioni ed espedienti, ma la tovaglia tirata da una parte e dall’altra continua a rimanere corta.

Do Dooni Chaar è stato girato completamente a Delhi con molto cuore e con pochi sforzi. A volte il solo calore liberato da interpretazioni genuine, credibili e oneste può bastare ad arricchire una trama scheletrica tanto da farla funzionare alla grande. Ma il sipario cala troppo in fretta. Purtroppo il climax arriva di colpo e sigilla la storia come la serranda di un garage, per esigenze di tempo il regista si è trovato a dover troncare con le cesoie l’evoluzione del film facendo nascere un prematuro lieto fine dentro il limite ( proabilmente imposto dalla Disney) di 118 minuti.


il mio giudizio sul film : *** 3,5 /5



RECENSIONI :

- THE TIMES OF INDIA ***

Semplice, dolce e sensibile: Do Dooni Chaar è un'ode alla categoria degli insegnanti. La famiglia Duggal è la più calda e la più realistica vista recentemente sul grande schermo. DDC va goduto per le deliziose interpretazioni di Rishi e Neetu Kapoor e dei due attori più giovani. E' una celebrazione della straordinarietà della gente comune offerta con verve e con gusto.
Nikhat Kazmi, 07.10.10 (Testo integrale. clicca qui.)


- HINDUSTAN TIMES ****
Questo film intrattiene in modo fenomenale, ed offre performance brillanti da parte di alcuni dei migliori attori cinematografici in circolazione, oltre a rappresentare un sorprendente, sicuro debutto per il regista. Affidatevi a Do Dooni Chaar e non rimarrete delusi.
Mayank Shekhar, 09.10.10 (Testo integrale clicca qui)



ANNO: 2010

TRADUZIONE DEL TITOLO : Due e due quattro

REGIA: Habib Faisal

DISTRIBUITO DA : Walt Disney Pictures


CAST:

Rishi Kapoor ……………………Santosh Duggal
Neetu Singh ……………………… Kusum
Aditi Vasudev ………………………Payal
Archit Krishna …………………Sandy


COLONNA SONORA: Meet Brothers & Anjan (testi di Manoj Muntashir)


SITO UFFICIALE DEL FILM : Clicca qui.


QUALCOS'ALTRO:

- Il titolo Do Dooni Char è lo stesso di una commedia del 1968 interpretata da Kishore Kumar

- L'attrice Neetu Singh aveva lasciato definitivamente le scene nel 1982 dopo il matrimonio con Rishi Kapoor, la coppia, prima del ritorno ufficiale con questo film, è apparsa per la prima volta insieme dopo decenni nel finale di Love Aaj Kal (ma solo per alcuni secondi), love story prodotta e interpretata da Saif Ali Khan.

- Tra i film più famosi della coppia Rishi & Neetu Kapoor, ricordo: Amar Akbar Anthony, Khel Khel Mein, Rafoo Chakkar , Doosra Aadmi e Kabhie Kabhie.


- Il successo di Do Dooni Char è stato una vera e continua sorpresa, dopo un box office promettente e ottime recensioni la vincita del prestigioso National Award come Miglior Film Hindi. Approfondimenti nell'articolo di Cinema Hindi.


29 marzo 2010

AMAR AKBAR ANTHONY



Trascinando in un vortice di commedia ad azione, amore a dramma, passando da situazioni incredibili ad altre normalmente quotidiane, Amar Akbar Anthony è una pietra miliare della scoppiettante filmografia anni Settanta. Potrei consigliarlo come l’esempio più classico di “lost and found movie” un genere molto in voga nei decenni postclassici del cinema indiano, la cui storia è intrecciata e sospesa nel tempo, i legami tra i personaggi si rompono, si confondono, per poi ritrovarsi nel corso degli anni. L’avvincente e variegato multi-starrer unisce in un solo film dalla trama rocambolesca i nomi di Pran, Nirupa Roy, Parveen Babi, Neetu Singh e Shabana Azmi, accanto ad un’eccezionale triade di protagonisti : Amitabh Bachchan, Vinod Khanna e Rishi Kapoor.

TRAMA
Ingannato da un potente gangster locale, Kishanlal vede sgretolare in un attimo la sua vita, la moglie tenta il suicidio e i suoi figli si dividono e si perdono mentre cercano di scappare. Adottati rispettivamente da una famiglia induista, da un sarto musulmano e da un parroco cristiano, ciascun ragazzo cresce in un contesto diverso: Amar diviene un ispettore di polizia, Akbar un gioioso musicista qawali e Anthony un impenitente contrabbandiere di alcolici. Ancora prima di conoscere la loro vera identità i tre si scoprono amici e le loro storie si intrecciano di nuovo.


Manmohan Desai è un vero mago dell’intrattenimento popolare. Apparentemente rustici e poco elaborati i suoi film incedono a ritmi pulsanti e nascondono una conoscenza profonda dei meccanismi di gradimento e coinvolgimento del pubblico.
Le tre storie hanno equivalente spessore e si alternano con vivacità ed equilibrio. La classe di Amitabh Bachchan trionfa nel sarcastico e simpatico personaggio di Anthony Gonzalves, che si ubriaca, lotta tra la polvere e ride dietro le sbarre ma è anche capace di trasformarsi in eroe romantico o campione d’eleganza, fino a saltare fuori da un gigantesco uovo di Pasqua sorprendendo gli ospiti con divertenti indovinelli, privi di senso, ma in perfetto British English. Quest’uomo ha dell’incredibile, sarete d'accordo con me.
Rishi Kapoor aggiunge quel tocco di energia scanzonata accanto alla sua luminosa e sempre sorridente Neetu Singh. A Vinod Khanna spetta invece il personaggio più bacchettone e meno loquace, nonché l’eroina più smorta, (Shabana Azmi) ma il tanto antipatico Amar della prima parte diviene molto meno serioso nella seconda, fino a meritarsi una standing ovation nella canzone che da il titolo al film, in cui si esibisce coperto di strumenti musicali in un mix di straordinaria follia.


Le scene più belle:
1) Medaglia d'oro al monologo di Amitabh Bachchan ubriaco davanti allo specchio. Da solo vale il prezzo del film. Uno dei momenti in cui Big B supera se stesso per ironia, stile e credibilità. Gustiamocela con calma e gettiamoci a suoi piedi.
2) La serenata di Rishi Kapoor sotto casa della sua bella, matta e divertente la canzone "Taiyyab Ali pyar ki dushman" / (Taiyyab Ali nemico dell’amore) nasce per essere un corteggiamento alla ragazza e finisce per diventare un attacco irresistibilmente velenoso al padre stizzito e tutto d'un pezzo.
3) La rivalsa di Kishanlal. L’uomo ordina al suo nemico di lucidargli le scarpe ripetendo al contrario l’umiliazione subita in passato. Dieci e lode ad un inossidabile Pran che trafigge lo schermo con una sola azzeccatissima scena.


Il mio giudizio sul film : **** 4/5


ANNO: 1977

REGIA: Manmohan Desai


CAST :
Amitabh Bachchan………………Anthony Gonzalvez

Rishi Kapoor…………………………Akbar Allahbadi

Vinod Khanna……………………… Amar Khanna

Pran……………………………………… Kishanlal

Parveen Babi………………………Jenny

Neetu Singh…………………………Salma

Shabana Azmi………………………… Laxmi

Jeevan………………………………… Robert

Nirupa Roy……………………………Bharti



COLONNA SONORA : Laxmikant & Pyarelal

PLAYBACK SINGERS: Mohammed Rafi, Kishore Kumar, Lata Mangeshkar, Mukesh, Mahendra Kapoor, Shailendra Singh

QUALCOS'ALTRO:
- Amitabh Bachchan si aggiudicò il Filmfare Award come miglior attore protagonista per la sua interpretazione nel film. Laximikant & Pyarelal vinsero nella categoria Miglior colonna sonora.
- Esistono remakes Telegu e Malayamal usciti negli anni ’80 intitolati Ram Robert Rahim e John Jaffard Janardhan
- My name is Anthony Gonzalves oltre ad essere il ritornello della canzone più popolare di Amar Akbar Anthony è anche il titolo di un film uscito nel 2008
- Nel film Baadshah, Shahrukh Khan improvvisa una veloce parodia del famoso discorso strampalato di Big B in inglese.
- Il nome Anthony Gonzalves viene usato come identità immaginaria dell'amico di Ajay Devgan in uno degli equivoci di Golmaal Returns (2008)

09 agosto 2009

LOVE AAJ KAL (L'AMORE IERI E OGGI)

Love Aaj Kal è una delle prime uscite importanti in quel di bollywood, dopo la lunga pausa causata dallo sciopero per il mancato accordo tra produttori e proprietari dei multiplex sulle quote relative agli incassi. L'attesa era alta perchè si tratta del terzo film da regista di Imtiaz Ali, dopo il meritato successo di Jab We Met, e perchè il battage pubblicitario ha puntato molto sull'alchimia tra i due protagonisti insistendo maliziosamente a proposito dei baci che Saif Ali Khan e Deepika Padukone si sono scambiati per esigenze di copione. Love Aaj Kal è una delle tante commedie attuali ma non spregiudicate, che ha in sè tutti gli elementi di modernità, ma non dimentica le tradizioni. Locations, almeno in parte, oltremare, comparse e coprotagonisti occidentali, canzoni, poche, inserite nella trama del film (addio timidi sguardi tra le Alpi svizzere, ora si balla solo alle feste o in discoteca), protagonisti giovani ed indipendenti che si amano senza necessariamente sposarsi, sono gli ingredienti di un film premiato al box office, carino, colorato, ma non irresistibile.

TRAMA

Jai (Saif Ali Khan) e Meera (Deepika Padukone) si incontrano e si innamorano. Convinti come sono che i sentimenti siano incompatibili con la libertà ed una piena realizzazione delle proprie ambizioni, si allontanano e si respingono quanto più possibile. Basterà il tenero esempio dell'innamorato Veer (Rishi Kapoor) e la sua bella Harleen (Giselle Monteiro) e tutta la durata del film per far loro cambiare idea?

RECENSIONI

The Times of India:****
Non rimarrete delusi. Il film rispecchia la fobia nei confronti delle responsabilità nei rapporti sentimentali da parte dei giovani professionisti di successo. Con gran dispiacere dei genitori, i quali non ne comprendono il dilettantismo emotivo e li tormentano con i clichè dell'amore di una vita. Il segreto del modo di fare cinema del regista Imtiaz Ali risiede in tre fattori. Invece di dipendere pesantemente da una sceneggiatura lunga tre ore, Imtiaz si concentra sui dialoghi: frizzanti, concisi, realistici. Il secondo aspetto è la definizione dei personaggi, capaci di infiammare letteralmente lo schermo con la loro vena individualistica e la loro triste vulnerabilità. Il terzo aspetto è l'atmosfera e l'ambientazione. Londra e San Francisco sono belle, ma è ancora una volta Delhi a convincere in pieno. Gioca un ruolo importante nel creare la giusta atmosfera anche la colonna sonora di Pritam. Quanto ai difetti, il primo tempo tarda a carburare, ma poi confluisce in un coinvolgente secondo tempo. Per fortuna le affascinanti interpretazioni dei due protagonisti celano questi rallentamenti. Deepika è decisa ed efficace nel ruolo di Meera. Ma è Saif che regala al suo personaggio così tante sfumature da renderlo estremamente reale.
Nikhat Kazmi, 30.07.09
recensione integrale

Hindustan Times:***
Probabilmente questo tipo di relazione semi-informale con un ex partner è una novità nei film Hindi. Saif Ali Khan, al solito, recita la parte del 'Saif à la Hugh Grant', il che è una gran cosa. Non conosco nessuno nell'immaginario popolare che potrebbe interpretare meglio l'adorabile, disinvolto, simpatico Saif. Insieme a Deepika Padukone, mantiene vivo l'interesse dello spettatore. Amerete questa storia d'amore per il suo realismo.
Mayank Shekhar, 01.08.09
recensione integrale

Bollywood Hungama:****
...Love Aaj Kal non è un film facile da scrivere e realizzare. Certo è una love story ma non di quelle che parlano d'amore e struggimento del cuore. Ci sono due storie ambientate in differenti periodi... se non si è attenti si rischia di fare confusione con la trama...
Taran Adarsh, 30.07.09
recensione integrale

Diana:***
E' proprio vero, al di là dei tanto discussi (e castissimi) baci sulle labbra (Saif evidentemente non è uno che si tira indietro visto che aveva già baciato niente meno che Rani Mukherjee in Hum Tum e Preity Zinta in Salaam Namaste) tra i due protagonisti c'è una buona alchimia che, nonostante la differenza di età, sullo schermo funziona. E' grazie a Saif e Deepika che il film è piacevole, entrambi sono brillanti e perfettamente in parte.

Il bello:
- Saif e Deepika, il loro struggente prendersi e lasciarsi. L'attrazione palpabile tra i due. La superficialità, l'immaturità ma anche il pudore vergognoso di non ammettersi innamorati: chiunque abbia avuto una relazione in cui la testa diceva di no ma tutto il resto del corpo urlava sì, amerà almeno un po' Love AAj Kal.
- Rishi Kapoor, convincente, indispensabile, adorabile.
- Il cameo di Neetu Singh Kapoor.

Il brutto:
- Bisogna aspettare il quarantottesimo minuto del film per godere del primo vero stacco musicale. La colonna sonora è divertente ma dispensata con il contagocce. Si sente la mancanza dei balletti a maggior ragione visto che si tratta di una commedia d' intrattenimento.
- Giselle Monteiro: c'era bisogno dell'unica brasiliana sulla faccia della terra senza alcun senso del ritmo per il ruolo di Harleen Kaur? Davvero nessun' altra modella, magari, indiana, altrettanto bella ma con maggior talento per la danza, era disponibile?
- Inutile sforzarsi di tenere il piede in due scarpe, meglio decidersi per un film tradizionale o per una commedia più moderna. Il rischio è di pasticciare con la trama, creando qualche incongruenza, ed esagerare inserendo elementi che sovraccaricano la storia per accontentare i più tradizionalisti.

SCHEDA DEL FILM

Cast:
Saif Ali Khan - Jai Vardhan Singh/ il giovane Veer Singh
Deepika Padukone - Meera Pundit
Giselle Monteiro - Harleen Kaur
Rishi Kapoor - Veer Singh da adulto
Rahul Khanna - Vikram

Regia: Imtiaz Ali (Jab We Met)

Musiche: Pritam Chakraborty (Billu, Singh Is Kinng)

Coreografie: Ashley Lobo (Namastey London, Jab We Met), Bosco Martis (Partner), Caesar Gonsalves (Partner), Saroj Khan (Delhi-6)

Prodotto da:
Illuminati Films (di proprietà di Saif Ali Khan che ne ha scelto il nome) in collaborazione con la Eros International

Anno: 2009

Traduzione del titolo: L'amore ieri, oggi e domani

CURIOSITA'

Pare che Kareena Kapoor, attuale compagna di Saif, si fosse detta entusiasta e disponibile per il ruolo di Meera. Saputo che la parte era già stata assegnata ha reagito con una certa eleganza, così come ha fatto durante il lancio del film dichiarando che sperava che Love Aaj Kal diventasse una hit anche maggiore del suo Kambakkht Ishq. Nessun commento invece dal fidanzato di Deepika, Ranbir Kapoor.

Il sito ufficiale del film


26 luglio 2009

PREM ROG


La protagonista del film è Padmini Kolhapure ma allo scorrere dei titoli di coda mi rendo conto che il vero e indiscusso astro di Prem Rog è lui: Rishi Kapoor; già adulto come attore, ancora bambino nell’aspetto, capace di caricare il suo personaggio di un’emotività e di un calore che incantano, riuscendo a dare un corpo e un’anima all’incontenibile creatività di suo padre Raj, che l’ha diretto ancora una volta magistralmente.


TRAMA
Manorama è la più giovane erede di una famiglia benestante, bella, innocente e tremendamente viziata. Dopo tanti anni rincontra l’amico d’infanzia che si era trasferito in città e si riaccende una vibrante intesa, ma se Dev inizia ad essere attratto da lei, Rama lo considera ancora solo un compagno di giochi. Nel momento in cui la ragazza si sposa con un aristocratico dai modi squisiti lui si fa da parte e lascia ancora una volta il villaggio.
Improvvisamente una catena di eventi dolorosi colpisce Rama e il suo cambiamento sarà radicale, devastata e in preda a mille timori si chiude nel silenzio e finisce per accettare le condizioni disumane alle quali viene sottoposta. Fino a quando Dev non riappare di nuovo nella sua vita.


Molti sono gli attacchi che il regista lancia alle tradizioni religiose che infrangono i diritti dell’uomo, prima tra tutte la denuncia alle privazioni imposte alle vedove hindu, l’alienazione dalla società, la mortificazione del corpo, l’impossibilità di ricominciare una nuova vita.
Raj Kapoor espone le sue riflessioni attraverso una cornice artistica e visionaria, creando un prodotto che sia piacevole intrattenitore ma anche intelligente e praticamente spendibile.

Per citare le sue parole: ... “non un’evasione per eludere la realtà ma un’evasione per tuffarsi in essa”...
(traduzione dal booklet RK di Satyam Shivam Sundaram , 1978 )

Sogno, visione e semplificazione delle storie non sono che mezzi per arrivare alla radice stessa dei meccanismi della vita, ingranaggi che si incarica di osservare, studiare, per poi lucidare e riorganizzare in modo imprevedibile, così che possano essere ancora più funzionali, ancora più potenti.

Gli elementi di commedia, gestiti con una tagliente e saggia ironia, mascherano altri messaggi ancora più scomodi, come lo sfruttamento della superstizione per raggirare l’uomo debole vittima delle suggestioni. C’è una sequenza in cui il padre adottivo di Dev fa credere ai suoi ospiti di essere in grado di sottrarre anni di vita da un uomo per aggiungerli ad un altro, purchè venga ricompensato con una giusta parcella. La scena è volutamente grottesca, sapientemente disgustosa.
Raj Kapoor è un maestro nel drammatizzare sia le più orribili bassezze che le più elevate virtù dell’essere umano.


Prem Rog celebra il passaggio da una società feudale ad una moderna, rispettivamente rappresentate dalle idee rigide di Bade Raja e dall’umanità di Dev, cercando di abbattere le barriere sociali tra due giovani di caste diverse, che vogliono essere amici, sognare, assistersi nei reciproci problemi, e poi finiscono per amarsi.


Come in tutti i film di Raj Kapoor, la qualità della colonna sonora, e relative on screen picturisations, divengono elementi essenziali per garantire il giusto coinvolgimento del pubblico, la più completa espressione degli attori, e per far si che il film, anche grazie ad essa, venga ricordato per sempre.
“Yeh galiyaan ye chaubara” è un brano dalla melodia indimenticabile, imbevuta di dolcezza, che si memorizza e si ama già dalle prime note, “Mohabbat hai kya cheez” trascina in un sogno ad occhi aperti, tra fuoco, ghiacci e harem immaginari, “Bhawre ne khilaya phool” , in cui la voce di Suresh Wadkar emula il ronzìo delle api, abbinata a immagini di prati in fiore, che stordiscono gli occhi fino ad affaticarli.
E poi “Meri kismat mein tu nahin” interamente girata in notturna e contenente l’immagine più commovente del film, o la vivace “Main hoon prem rogi” che rievoca l’atmosfera di una festa rurale.

Il mio giudizio sul film : ***** 5/5
Non poteva essere altrimenti


ANNO: 1982

REGIA: Raj Kapoor

TRADUZIONE DEL TITOLO: ferita d'amore
Letteralmente sarebbe "malattia d'amore" ma Rog, in questo caso si riferisce alla cicatrice sulla mano di Dev, provocata da uno scherzo di Rama

CAST:

- Padmini Kolhapure……… Manorama (Rama)
- Rishi Kapoor………… Dev
- Shammi Kapoor……… Bade Raja Thakur
- Tanuja………………… Rani Pratap Singh
- Nanda…………………Chhoti Maa
- Bindu………………… Chamiya
- Vijayendra Ghagte…………..Narendra Pratap Singh
- Sushma Seth…………............. Badi Maa
- Kulbhushan Khebanda…………Vir Singh
- Raza Mura................................. Raja Singh
- Kiran Vairale.............................Radha
- Om Prakash..............................Poojari

COLONNA SONORA: Laxmikant Pyarelal , testi di Santosh Anand

PLAYBACK SINGERS: Suresh Wadkar, Lata Mangeshkar


QUALCOS’ALTRO:

- Vincitore di 4 Filmfare Awards del 1982 nelle categorie : Best Actress (Padmini Kolhapure) , Best Director (Raj Kapoor) , Best Editor (Raj Kapoor), Best Lyricist (Santosh Anand)

- Padmini Kolhapure debuttò bambina con piccoli ruoli nei film Dram Girl, di Pramod Chakravorty, e Satyam Shivam Sundaram, di Raj Kapoor.

- Stando a quanto riporta il libro di Madhu Jain, “The Kapoors – first family of Indian cinema” , Rishi durante le riprese di Prem Rog era completamente sopraffatto dalla tensione, al punto di accusare frequenti svenimenti e preoccupanti attacchi d’ansia.

03 aprile 2009

FANAA (LA PAURA NEL CUORE)



Fanaa garantisce ai suoi interpreti immense possibilità di sbagliare, come un oggetto in bilico tra la pianura e un precipizio, senza la fermezza di Aamir e di Kajol si sarebbe tranquillamente schiantato al suolo.
E’ un film che assaggia da vari piatti, non un passatempo ma neanche troppo serio, si propone come potenziale blockbuster e si contraddice tirando fuori personaggi impopolari, melodramma e scarsa credibilità.
Eppure nell’equilibrio di tante situazioni a rischio raggiunge una perfezione tutta sua. Lo trovo un prodotto eccellente nell’insieme, irrobustito da grandi interpreti, da un finale da pelle d’oca e da una colonna sonora a dir poco stupenda. Fanaa è un buon tentativo di creare qualcosa in grado di mescolare generi diversi senza ricorrere ai forti contrasti nell'unione di romance-comedy-action-drama; non si percepiscono mai brusche spaccature, è una fusione perfettamente riuscita e resta omogeneo, raffinato, piacevole, non un semplice contenitore.


TRAMA
Non posso inserirla…
Troppe sono le incongruenze e i salti, raccontata in due righe sembrerebbe assurda e scoraggiante. Fanaa va guardato e una volta che ci si è dentro bisogna solo lasciarsi andare.


GLI ATTORI

Non avremmo davanti lo stesso risultato se a controllare i passi ubriachi del film non ci fossero stati due attori che il loro mestiere lo sanno fare veramente, la cui espressività e passione fuoriesce da ogni millimetro del loro corpo. I due profili, l’intera sceneggiatura, le canzoni, sembra siano state ideate esclusivamente per poterli unire nello stesso set, per poter avvicinare i nomi Aamir Khan e Kajol in una locandina.
Abbinamento improbabile quanto vincente. La magnifica coppia male assortita.

Aamir.
Per tutto il film eccezionale anche se (volutamente?) imbruttito e appesantito nella prima parte (ma che gli hanno dato da mangiare? È lievitato…) , per poi svelarsi in tutto il suo fascino nella seconda (folgorante, quello che si dice l’effetto sorpresa). Con un personaggio così pieno di contraddizioni e nato per essere odiato, anche la più piccola esitazione da parte sua avrebbe scatenato l’insoddisfazione assoluta; Rehan è una figura negativa che non sempre viene percepita come tale, si fa conoscere e si svela , si concede agli spettatori. Aamir è geniale nel creare questa situazione strana, l’attore fa compiere al suo personaggio un passo avanti verso l’amore del pubblico e due indietro per ristabilire la giusta distanza … quasi a suggerire “ricordatevi chi sono e non amatemi troppo, c’è in gioco la riuscita del film”...

Kajol .
Il suo nome è sinonimo di entusiasmo contagioso e incredibile presenza scenica, ma
per deliziarci con grandi performance ha bisogno dell’ambiente giusto e Fanaa le è stato praticamente cucito addosso. Intensa nelle parti drammatiche, trascinante in quelle brillanti, semplicemente perfetta e adorabile qualunque cosa faccia.
Pensandoci bene, è forse l’unico film veramente bello che Kajol ha girato senza il suo storico compagno di scena , molto spesso da sola si è imbattuta in pellicole non proprio eccelse, ed è forse l’unica volta in cui la guardo “single” sullo schermo e non sento minimamente la mancanza di nessun altro Khan. Quando va detto… va detto.

Da non dimenticare: il contributo notevole di Kiron Kher e Rishi Kapoor. Impossibile immaginare per Fanaa un cast migliore.


I PERSONAGGI

Praticamente agli antipodi: Zooni, una ragazza non vedente dall’entusiasmo disarmante, e Rehan, bugiardo e pericoloso.I due poli in un’opposizione continua, e proprio l’improbabilità del feeling tra due personaggi così diversi crea un contrasto incredibile quanto interessante.


SONG PICTURIZATIONS

Ovvero la rappresentazione visiva delle canzoni contenute in una pellicola, non solo playback o coreografie, il cinema indiano ha una maniera tutta sua di introdurre i brani musicali con armonia all’interno di qualsiasi tipo di film creando una combinazione di esperienze sensoriali. Ricordiamo che sono parte stessa della narrazione, non un semplice diversivo.
Fanaa può vantare musiche e testi estremamente curati, così come locations e scenografie.

Mere Haath Mein / Stringendo le tue mani
Eterea e colorata. Rigenera nuova vita nello spettatore un po’ disorientato dai continui sbalzi della trama e lo aiuta a raccogliere energie per il finale.
Toni brillanti, musica dolcemente triste, parole che sono più di una poesia. Uno scenario interamente costruito in studio, spettacolare e artificiale.

Chand Sifarish jo karta amaari / La luna ci sta incoraggiando
La mia preferita, una passeggiata per le rovine del Qutb Minar. Musica orecchiabile, testo ammiccante, immagini semplici ma efficaci, seguiamo uno spigliato Aamir/ Rehan attraverso le meraviglie di Delhi.

Des Rangila / Variopinto, colorato
Dedicata all’India e alle sue bellezze. Patriottica e vivace, nel finale la coreografia ripropone l’immagine della bandiera indiana in un modo del tutto originale.

Chanda Chamke / Splende la luna
Filastrocca scioglilingua che riprende il motivetto di Chand Sifarish, è stata girata a Zakopane, innevato paese montano della Polonia meridionale. Si rivolge ai bambini ma diverte anche gli adulti, la prima volta che ho visto il film mi sembrava assolutamente fuori luogo, ora non la penso più così.

Dekho Na / Guarda
Classica rain song, la pioggia sinonimo di seduzione e liberazione delle passioni, colonna sonora della notte d’amore di Rehan e Zooni. Volendo fare una battuta cattiva… non è che il testo per caso è stato dedicato a Qualcuno? Della serie “Dekho Na/Guarda - cosa combino con la tua bella co-star?"

GIOCHI POETICI

Sullo sfondo di Delhi, catturata attraverso immagini eccezionalmente belle ed irreali, l’ossessiva attenzione di Rehan per Zooni, corteggiamento intrigante e insolito portato avanti un continuo scambio di versi. Non solo un dettaglio ma la vera forza narrativa di tutta la prima parte.
Della serie non conta “cosa” si racconta ma “come lo si fa”.

Citerò solo la coppia più suggestiva (che è già un riassunto dell’anima del film):

Tere dil men meri saanso nko panaah mil jaae/
Tere ishq men meri jaan fanaa ho jaae

Lascia che il mio respiro trovi rifugio nel tuo cuore/
Possa la mia vita distruggersi col tuo amore


ECHI E CITAZIONI

Una curiosità: c’è una sequenza in cui i protagonisti giocano ad Antakshari, una serie di indovinelli concatenati legati a celebri canzoni cinematografiche, un passatempo molto comune in India. Riesco a riconoscere un brano da Pyaasa, uno da Kashmir Ki Kali, uno da Aandhi e uno da Kagaaz Ke Phool.
Si attendono suggerimenti per identificare i restanti 2.
Troviamo poi qualche richiamo al “già visto” decontestualizzato e reinserito in Fanaa:
Il gesto di infilare braccialetti al polso di Kajol, la filastrocca scioglilingua, la bandiera indiana e l’inno nazionale (tutti da Kabhi Kushi Kabhie Gham?) la cantilena “cheater-cheater” che improvvisa il bambino sulla vasca da bagno (Kuch Kuch Hota Hai?) il gioco di parole su Dilwale Dulhania Le Jayenge citato dall’amica di Zooni mentre lei si allontana dal treno. Chissà se ce ne sono altre…


IL FINALE

Vero gioiello di Fanaa, cattura l’attenzione al punto da causare un mal di testa.

Il mio giudizio sul film ***** 5/5
Promosso a pieni voti!! Non toccherei assolutamente niente.
I giudizi poi sono soggettivi e il mio come al solito non vuole essere intellettuale ma solo istintivo sopra ogni cosa. Non mi stanco mai di rivederlo e se per 170 minuti il mondo esterno non esiste per me vuol dire che il film funziona.


ANNO: 2006

REGIA: Kunal Kohli

TRADUZIONE DEL TITOLO: Distrutto

CAST:
Aamir Khan………… Rehan
Kajol…………………....Zooni
Rishi Kapoor……......Zulfikar
Kiron Kher…………...Nafisa
Tabu…………………...Malini Tyagi

Apparizioni speciali di Lara Dutta, Shiney Ahuja


COLONNA SONORA: Jatin / Lalit

PLAYBACK SINGERS: Shaan, Sonu Nigam, Sunidhi Chauhuan, Mahalaxmi Iyer

RECENSIONI

The Times of India *** 1/2
Testo originale
Bollywood Hungama ****
PREMI E RICONOSCIMENTI:

- FILMFARE AWARDS
Vincitore nelle categorie : Best Actress (Kajol) , Best Male Singer (Shaan), Best Lyrics (Prasoon Joshi)
ma anche Zee Cine, IiFa e Star Screen Awards...

02 marzo 2009

DELHI 6


Rakeysh Omprakash Mehra è senza dubbio un regista molto dotato.
In 'Rang De Basanti' e in 'Delhi 6' colpisce il suo talento nel rappresentare l'atmosfera e gli ambienti urbani. Nello specifico: Delhi, la sua città, della quale ci offre sempre una visione pulsante, contemporanea, ma non priva di poesia. Colpisce il ritmo che impone alla narrazione. Colpisce l'abilità nel gestire cast affollati ottenendo sempre performance di alta classe. Colpisce l'inusualità dei temi affrontati.
Ma nel finale di entrambe le pellicole: il tonfo.

'Delhi 6' è un film gradevolissimo.
Sceneggiatura accurata, regia da bacio accademico, montaggio serrato, fotografia splendida, personaggi realistici, interpretazioni eccellenti. Difficile decretare se il merito maggiore della pellicola vada riconosciuto alle inquadrature mozzafiato o al cast.
Abhishek Bachchan lascia ammutoliti per l'inarrestabilità della sua crescita come attore. Il suo è uno stile personalissimo. E in coppia col padre, Amitabh Bachchan, provoca nello spettatore metri quadrati di pelle d'oca: solo Kajol e Shah Rukh Khan riescono ad eguagliarli quanto a impatto emotivo.
Sonam Kapoor è S-P-L-E-N-D-I-D-A. Brava. Bella. Spigliata. Naturale. Espressiva. Sonam sembra l'unica giovane attrice in grado di seguire le orme di Kajol.
Waheeda Rehman è impeccabile. Il ruolo sembra cucito addosso a lei. L'attrice colpisce per la sobrietà, l'eleganza, il realismo. La vera coppia di 'Delhi 6' è sicuramente insolita: Waheeda e Abhishek. Mostrano reciprocamente un affetto e una familiarità tali da indurre a credere che fra loro esista davvero un legame di sangue.
Il resto del cast non è da meno: Om Puri (perfetto), Pawan Malhotra, Atul Kulkarni, Divya Dutta (BRAVISSIMA), il sempre esilarante Vijay Raaz, il raffinato Rishi Kapoor.

La metafora di 'Black Monkey' è al contrario piuttosto sgradevole. L'intenzione didascalica del regista è chiara, ma la sua attuazione pratica risulta posticcia e innaturale.
Godetevi comunque 'Delhi 6'. Malgrado il finale.

TRAMA

Roshan (Abhishek Bachchan) è nato e cresciuto negli Stati Uniti. La madre è musulmana, il padre hindu. Roshan visita per la prima volta il Paese d'origine dei genitori in compagnia della nonna paterna (Waheeda Rehman). E' amore a prima vista. Come biasimarlo?

RECENSIONI

The Times of India: ***
'Dopo 'Rang De Basanti' - inno dedicato alla ribellione giovanile -, Mehra sceglie di diventare il portabandiera dell'Indiano di buon cuore che vive a Delhi 6. Il regista miscela diversi ritratti dell'India contemporanea, sino a creare un quadro composito che rispecchia l'Indiano moderno e che lo rivela eroico ma anche brutale. Il deludente climax e il ritmo indolente del film limitano il delizioso aroma di 'Delhi 6'. Il regista crea un'intera galleria di personaggi magnetici, ma avrebbe dovuto focalizzarsi un po' di più sulla spumeggiante Bittu, soprattutto perchè Sonam Kapoor possiede una piacevole presenza scenica. Sfortunatamente è ridotta ad un mero schizzo in questa colorata tela ove, una volta di più, Abhishek Bachchan dimostra di essere in forma smagliante. La musica di Rahman ha già conquistato tutte le classifiche di vendita.'
Nikhat Kazmi, 19.02.09

Hindustan Times: ***
'La macchina da presa si libra magicamente sulle terrazze della città, serpeggia attraverso i vicoli e le case, e si incendia in una profusione di colori. Mehra compone tutti i fili in un arazzo di Delhi 6 perfetto e senza nodi. L'umorismo è leggero, i dialoghi sono intelligenti, la direzione artistica superba, i personaggi credibili. La colonna sonora di Rahman è di qualità artistica così alta da lasciare senza parole. Abhishek Bachchan regala una delle sue migliori interpretazioni. Si adatta con onestà ad un ruolo sobrio. Sonam Kapoor illumina lo schermo con la sua spontaneità. Grandi cameo da parte di Divya Dutta, Deepak Dobriyal, Rishi Kapoor e Vijay Raaz. E Waheeda Rehman è una piccola gemma di quieta eleganza. Sfortunatamente il film presenta un grosso aspetto negativo: il climax, nettamente ridicolo. Inoltre la pellicola è zeppa di messaggi. Oltre al tema centrale dei conflitti fra comunità, si levano critiche alla superstizione, al sistema castale, alla demagogia dei politici, al sensazionalismo della TV. Mehra di sicuro ha il cuore al posto giusto, ma non poteva concedere a se stesso e allo spettatore un po' più di leggerezza?'
Shashi Baliga, 20.02.09

Cinema Hindi: ***1/2
Punto di forza: la perfetta combinazione fra virtuosismo tecnico (****) e interpretazioni (*****)
Punto debole: il finale (*)

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Abhishek Bachchan ('Sarkar') - Roshan
* Waheeda Rehman ('Rang De Basanti') - la nonna
* Sonam Kapoor ('Saawariya') - Bittu
* Rishi Kapoor ('Luck By Chance') - Ali Baig
* Om Puri ('Singh Is Kinng') - il padre di Bittu
* Pawan Malhotra ('My Name Is Anthony Gonsalves') - lo zio di Bittu
* Atul Kulkarni ('Satta') - Gobar
* Divya Dutta ('Veer-Zaara') - l'intoccabile Jalebi
* Prem Chopra - Lala
* Vijay Raaz ('Monsoon Wedding') - l'ispettore
* Deepak Dobriyal ('Shaurya') - Mamdu
* Amitabh Bachchan (cameo) - il nonno di Roshan
* Javed Akhtar (compositore di testi) - cameo

Regia: Rakeysh Omprakash Mehra ('Rang De Basanti')

Sceneggiatura: Rakeysh Omprakash Mehra, Prasoon Joshi (al suo debutto come sceneggiatore) e Kamlesh Pandey ('Rang De Basanti')

Fotografia: Binod Pradhan ('Devdas', 'Rang De Basanti', 'Mission Kashmir')

Montaggio: P.S. Bharathi, moglie di Mehra

Colonna sonora: davvero splendida, è composta ovviamente da A.R. Rahman. I testi sono di Prasoon Joshi ('Black', 'Fanaa'). Si passa dall'intimismo di 'Rehna Tu' (scena del biliardo) al ritmo di 'Dilli 6' (footing per la città vecchia), dalla dolcezza di 'Dil Gira Dafatan' (il sogno a Times Square) all'allegria di 'Masakali' (che contiene il tema del film). E non manca un inedito rap, 'Hey Kaala Bandar', rappresentato sullo schermo da Abhishek e dai due attori bambini. Le recensioni sono tutte entusiastiche. I critici musicali indiani considerano la colonna sonora di 'Delhi 6' superiore persino a quella di 'Slumdog Millionaire' - premiata con l'Oscar. Fra gli interpreti canori: Amitabh Bachchan, che presta la voce narrante nel brano 'Noor'. (Per la recensione della colonna sonora CLICCA QUI)

Coreografie: Saroj Khan ('Taal', 'Devdas', 'Don') - per il Ram Leela -, e Vaibhavi Merchant ('Devdas', 'Lagaan')

Anno: 2009

Award: National Film Award per il miglior film sul tema dell'integrazione nazionale (aggiornamento del 16 settembre 2010)

Sito: http://www.delhi6.co.in/, per visionare il trailer e i video musicali, per ascoltare i brani della magnifica colonna sonora, per leggere le recensioni e il commento del regista, per lasciare messaggi nel blog dedicato alla pellicola

CURIOSITA'

* Il codice postale di Old Delhi è 110006: i suoi abitanti chiamano la vecchia cittadella murata 'Delhi 6', meglio conosciuta come Chandni Chowk. Ma nel film molte riprese sono state effettuate a Sanbar, nei pressi di Jaipur

* Nel 2001 a Delhi dilaga la leggenda metropolitana di Monkey Man (o Kaala Bandar), leggenda definita dalla polizia locale 'un caso di isteria pubblica'. Aggiornamento del 18 febbraio 2012: il regista Abhishek Sharma firma Munkeeman, un fumetto ispirato al fantomatico Monkey Man (clicca qui).

* Il Ram Leela è un adattamento popolare del Ramayana, e la sua rappresentazione è parte integrante della vita culturale Hindu del Nord dell'India

* Rakeysh Omprakash Mehra si è aggiudicato nel 2007 il National Award come miglior regista per 'Rang De Basanti'

* Sonam Kapoor, insieme a Ranbir Kapoor ('Saawariya'), è stata assistente alla regia di Sanjay Leela Bhansali in 'Black'

* Waheeda Rehman ha conquistato nel 1971 il National Award come miglior attrice per 'Reshma Aur Shera'

* Deepak Dobriyal, attore teatrale, ha preso parte ad un adattamento di un'opera di Dario Fo: 'Morte accidentale di un anarchico'

* Ricordate il video tutto bollywoodiano del brano 'Romeo' dei Basement Jaxx? Ebbene: Divya Dutta era parte del cast

* Il 15 Febbraio 'Delhi 6' è stato proiettato al MOMA di New York

* La colonna sonora di Rahman è stata ufficialmente presentata nel programma 'Indian Idol', più volte menzionato nel film

* Nei titoli di testa si ringrazia Kiran Rao, (fortunata) moglie di Aamir Khan

* 'Delhi 6' pare non stia incontrando i favori del pubblico

* Aggiornamento del 31 dicembre 2009: ad un anno dalla prima, il regista Rakeysh Omprakash Mehra intende distribuire una nuova versione di Delhi-6. In origine la pellicola doveva terminare con la morte del protagonista, ma il produttore aveva insistito per il lieto fine. Mehra ha preso questa decisione a seguito della lusinghiera accoglienza che il film, rimaneggiato appunto nel finale, ha incontrato alla Mostra del Cinema di Venezia del 2009, dove era stato proiettato fuori concorso alla presenza del regista. Articolo originale, Subhash K. Jha, The Times of India, 31.12.09.

* Aggiornamento del 3 agosto 2021 - Rakeysh Omprakash Mehra's patchwork memoir lays bare his tension between commercial and experimental filmmaking, Prathyush Parasuraman, Film Companion: [Spoiler] 'Roshan (Abhishek Bachchan) was supposed to die because of the Hindu-Muslim riot at the end. But on the day of shooting, they also decided to shoot an alternate climax where he survives after a brief visit to whitewashed heaven, ending the film in happy tears. It was the latter climax that made it into the film, and was, rightfully, hauled over the coals for the jolt of cosmic, unconvincing joy at the end of such an immersive, rooted mood-piece. The film flopped, and Mehra took to alcohol, his first brush with both commercial and critical spite. Six months later, he snapped out of it and called his cinematographer Binod Pradhan to shoot for 3 more days. He re-structured the movie with the help of his wife, his editor Bharathi, which now begins with Roshan's ashes being immersed in the Ganga and his voiceover: "Those are my ashes. The earthen urn you see that holds them: dadi had bought for herself for 101 rupees, but I got to use it. I am dead now! They mistook me for a kaala bandar and killed me. Speaking of monkeys, I came to Delhi..." The whole film is now guided by Roshan's voiceover in the past tense, leading up to his death. This version went to the Venice International Film Festival, was appreciated by the audience there, and was dubbed the "Venice Cut". It was this cut that was shown to the jury of the National Awards, for which it won the Nargis Dutt Award for Best Feature Film on National Integration'. 

GOSSIP&VELENI

* Abhishek Bachchan è stato ufficialmente - e brevemente - fidanzato con Karisma Kapoor ('Dil To Pagal Hai'), sorella di Kareena ('Jab We Met')

* Waheeda Rehman è stata legata al (coniugato) (e anche defunto) regista e attore Guru Dutt

* La figlia di Prem Chopra, Prerana, è la moglie di Sharman Joshi ('Hello')

21 febbraio 2009

DOOSRA AADMI



Come molti altri film degli anni ’70, Doosra Aadmi è stato girato con un budget piuttosto limitato. Le locations, fatta eccezione delle sequenze montane della luna di miele, sono quasi sempre interni di case o uffici, intervallate da qualche scena per le vie di Bombay o strade campestri. Il film non nasce per essere spettacolare per musiche o immagini ma sceglie di puntare tutto sul profilo umano e psicologico, gli  attori, tutti belli, giovani e ricchi di talento  non faranno notare allo spettatore la semplicità della scenografia o l'assenza totale di originalità.

TRAMA :
Karan (Rishi Kapoor) e Timsi (Neetu Singh) sono giovani e ottimisti, gli basta conoscersi per pensare automaticamente al matrimonio e, malgrado le famiglie li invitino a riflettere prima di compiere un passo così importante, i due non li ascoltano e si sposano in segreto. All’inizio è tutto fantastico ma appena si presentano i primi problemi iniziano a vacillare. Timsi si confina in casa a lamentarsi e si corrode dalla gelosia mentre Karan si distrae con la sua brillante e misteriosa collega di lavoro (Rakee).Solo dopo aver sperimentato i propri limiti e le proprie debolezze, capiranno di essere abbastanza maturi per riprendere una nuova vita insieme.


Per tutta la prima parte del film siamo invasi da un’atmosfera leggera e sognante, come solo può esserlo il racconto di un amore adolescenziale. Il film vero e proprio inizia a svilupparsi dal primo ingresso di Rakhee sullo schermo; tutto fa in modo che la sua figura risulti il più misterioso possibile, la favolosa attrice dagli occhi di smeraldo  in Doosra Aadmi regala molto di più di quanto la storia abbia da offrire.

Del film apprezzo il modo in cui viene sviluppato il tema della crescita individuale attraverso il personaggio di Karan. Dal corteggiamento, carico di entusiasmo, attesa, al matrimonio,  l’espressione delle passioni- per ritrovarsi poi nell’età adulta, piena di responsabilità e impegni, dalla quale cerca di scappare attraverso l’inseguimento di una fantasia irraggiungibile e proibita. Nonostante stia rincorrendo un’infatuazione, Rishi Kapoor appare sempre pulito e disinteressato nelle sue intenzioni, Rakhee sembra quasi non essere una donna in carne ed ossa, quanto un’idea, un desiderio nato per restare patrimonio esclusivo dell’immaginazione.


Da vedere per:

- Non perdersi Rishi Kapoor sfrecciare con la sua auto a fianco di un treno in corsa per far colpo sulla sua Neetu Singh. La canzone di sottofondo "Pyaar Hua, Iqraar Hua Hai" è estratta dal film Shree 420, girato e interpretato dal padre Raj nel 1955.

- La moda degli anni ’70 a Bollywood. La adoro.
Le fantasie geometriche dei saree di Rakhee, le sue pettinature morbide e le strane fogge di occhiali che le fanno indossare.

- Ritrovare un meraviglioso Shashi Kapoor affiorare a sorpresa dal passato di Nisha.


Il mio giudizio sul film: *** 3/5


ANNO : 1977

TRADUZIONE DEL TITOLO: Il secondo uomo

REGIA: Ramesh Talwar (assistente di Yash Chopra in Silsila, Deewaar e Kabhi Kabhie)

PRODOTTO DA : Yash Raj Films


CAST :

- Rishi Kapoor …….. Karan
- Neetu Singh………..Timsi
- Rakhee ……..Nisha
- Shashi Kapoor…….. Il secondo uomo
- Deven Verma ………lo zio di Timsi
- Parishkat Sahni……..Bhisham


COLONNA SONORA : Rajesh Roshan

08 febbraio 2009

LUCK BY CHANCE



Distribuito il 30 Gennaio e già incluso nella lista dei migliori film del 2009: non male, vero? Soprattutto per Farhan Akhtar che, con l'esclusione di 'Lakshya', fin qui non ha sbagliato un colpo, nè come attore (ricordate il frizzante 'Rock On !!'?) nè come regista: con 'Dil Chahta Hai' ha inaugurato una nuova spigliata era del Cinema Hindi, e quanto a 'D O N' si può solo manifestare sconfinata gratitudine.

'Luck By Chance' è PIACEVOLISSIMO. Per innumerevoli ragioni. Fresco, ben narrato, ottimamente recitato. Sfiora con leggerezza - ma non con superficialità - e con ironia il lato amaro e nascosto dello scintillante mondo di Bollywood. E nel contempo esprime - sempre con ironia - l'amore che lega la regista e sceneggiatrice, Zoya Akhtar (sorella di Farhan e qui al suo esordio), ad una cinematografia così atipica per noi occidentali ma così profondamente radicata nella società indiana.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE:

* i titoli di testa: splendidi, un tributo agli straordinari tecnici indiani che, dietro le quinte, con la loro infaticabile dedizione sostengono un cinema U-N-I-C-O al mondo (GRAZIE GRAZIE GRAZIE); il maxi-cartellone pubblicitario di 'D O N' - quasi mi prende un infarto - (GRAZIE GRAZIE GRAZIE); l'inquadratura dedicata ai 'Filmistan Studio' di Mumbai (a questo punto ero in ginocchio: IN LACRIME);

* la sequenza iniziale con maxi-sorpresa (GRAZIE GRAZIE GRAZIE);

* la citazione quasi felliniana per il brano 'Baawre', non esaltante da un punto di vista strettamente musicale, ma di grande impatto visivo per scenografia, costumi, colori, coreografia;

* Hrithik Roshan, dolcissimo, che gioca con i suoi piccoli fan;

* i silenzi di Akshaye Khanna: esilaranti;

* la spiritosissima battuta pronunciata da Ranbir Kapoor alla volta del padre, Rishi;

* ehm, signore e signori: IL RE, nero-vestito, in tutto il suo splendore (GRAZIE GRAZIE GRAZIE);

* il superbo monologo finale recitato da Konkona: da standing ovation.

LA BATTUTA ENTRATA NELLA LEGGENDA:

* 'Facile diventare attori a Hollywood: devi solo recitare! Ma nel cinema Hindi non basta: devi anche saper cantare e ballare; devi adeguarti alla commedia e all'azione. CI VOGLIONO DUE PALLE COSI', A BOLLYWOOD !!!'
Dinanzi a tanta saggezza ci si può solo prostrare. The New York Times ha commentato: 'una sottile gemma comica'.

Ma siete ancora lì??? FUORI A PROCURARVI IL DVD! E DI CORSA!

TRAMA

Vikram (Farhan Akhtar) lascia Delhi per tentare a Mumbai la carriera di attore. Incontra Sona (Konkona Sen Sharma), attrice in ruoli minori in attesa della grande occasione. Si innamorano. Alla ragazza sta per essere assegnato il primo ruolo da protagonista, mentre Vikram viene chiamato per un'importante audizione. Uno dei due personaggi verrà baciato dalla fortuna. E questo cambierà le vite di entrambi.

RECENSIONI

The Times of India: ****
'Il ventre molle di Bollywood è attualmente il tema preferito del cinema desi: sempre più cineasti focalizzano la propria attenzione sull'industria cinematografica, il cui sordido malcostume non può essere nascosto dalle luminose storie di successo. Come Farah Khan, anche Zoya Akhtar, regista qui al suo debutto, osserva i Davide e i Golia che frequentano gli Studi di Mumbai con il loro bagaglio di sogni e di ansie, dandone però una visione differente: non l'indulgente parodia di 'Om Shanti Om', bensì un morbido realismo. La stampa scandalistica, il fardello pesante del successo, le bizze degli amanti, l'ambizione spietata, lo sfrenato egocentrismo: la pellicola è lo specchio non solo dell'industria cinematografica ma della vita stessa. L'aspetto più riuscito del film sono le interpretazioni. Sia Farhan Akhtar che Konkona Sen Sharma sono del tutto naturali. Rishi Kapoor e Dimple Kapadia dimostrano che il 'vintage' non perde mai il suo sapore, ma anzi lo crea. Le allusioni non sono maligne, il tono è appassionato e forte. E ancor più importante, i personaggi non hanno nulla di filmico o di superficiale: sono assolutamente reali, esuberanti ed imperfetti.'
Nikhat Kazmi, 29.01.09
Hindustan Times: ****
'Il film mostra dall'interno 'La Dolce & Gabbana Vita' (*) dello show biz, ambiente falso quanto un Vuitton cinese. La sceneggiatura di Zoya Akhtar è un po' prolissa, ma arricchita dai brillanti dialoghi scritti dal padre (Javed Akhtar) che scatenano frequenti sonore risate. Miracolosamente, tutte le interpretazioni sono realistiche: Dimple Kapadia è eccellente, Rishi Kapoor bravo da morire, Juhi Chawla irresistibile come sempre. Dopo 'Rock On !!', Farhan Akhtar è ancora una volta piacevole e naturale. Konkona Sen Sharma meravigliosamente perfetta.'
(*) In Italiano nel testo
Khalid Mohamed, 30.01.09
Cinema Hindi: ****1/2
Punto di forza: la storia + i dialoghi + Farhan (Bravo. Bello. FIGO) + soprattutto la succulenta scorpacciata di cameo e di citazioni (da rimanerne felicemente storditi PER ORE)
Punto debole: il secondo tempo è a tratti un po' lento

SCHEDA DEL FILM

Cast:

* Farhan Akhtar - Vikram
* Konkona Sen Sharma ('Page 3') - Sona
* Rishi Kapoor ('Namastey London'), il migliore fra gli attori non protagonisti - il Produttore
* Juhi Chawla ('Phir Bhi Dil Hai Hindustani'), bellissima - la Moglie del Produttore
* Dimple Kapadia ('Dil Chahta Hai') - l'Attrice Famosa (il personaggio più interessante)
* Isha Sharvani ('U Me Aur Hum') (la meno convincente del cast) - la Figlia dell'Attrice Famosa
* Hrithik Roshan ('Dhoom 2') - l'Attore Famoso
* Sanjay Kapoor ('Kal Ho Naa Ho) - il Regista
* Saurab Shukla ('Satya') - l'Insegnante di Recitazione (cameo): sua la battuta entrata nella leggenda
* Boman Hirani ('Page 3') - il Finanziatore (cameo)
* Aamir Khan - cameo
* Rajkumar Hirani (regista dei due splendidi 'Munna Bhai') - cameo
* Manish Malhotra (costumista) - cameo
* Akshaye Khanna ('Dil Chahta Hai') - cameo
* Javed Akhtar (compositore di testi) - cameo
* Shabana Azmi ('Fire') - cameo
* Rani Mukherjee ('Black') - cameo
* Dia Mirza ('Dus Kahaniyaan') - cameo
* Abhishek Bachchan ('Dostana') - cameo
* John Abraham ('Dostana') - cameo
* Ranbir Kapoor ('Saawariya') - cameo
* Vivek Oberoi ('Company') - cameo
* Kareena Kapoor ('Jab We Met') - cameo
* Karan Johar (regista di 'Kuch Kuch Hota Hai'; FIGHISSIMO) - cameo
* Shah Rukh Khan - cameo
* Anurag Kashyap (regista di 'Black Friday') - cameo

Regia e sceneggiatura: Zoya Akhtar

Dialoghi e testi delle canzoni: Javed Akhtar

Colonna sonora: composta dal trio Shankar-Ehsaan-Loy ('D O N', 'Rock On !!'), è di qualità medio-alta. Perlopiù melodica, con buone interpretazioni da parte dei cantanti (Farhan non ha però qui ripetuto l'esperienza canora di 'Rock On !!'). I brani migliori: 'Yeh Zindagi Bhi', che accompagna gli splendidi titoli di testa, e 'Sapnon Se Bhare Naina', che commenta la sequenza dell'audizione. Il brano principale, 'Baawre', non entusiasma, anche se, forse complici la scenografia e i costumi, ricorda vagamente le melodie del grande Nino Rota (vagamente, ok?). (Per la recensione della colonna sonora CLICCA QUI)

Anno: 2009

CITAZIONI BOLLYWOODIANE:

* 'Bachna Ae Haseeno'
* 'Sholay'
* 'Singh Is Kinng' (la parte migliore. Sììììììììììììììì: QUELLA!)
* 'Kabhi Alvida Naa Kehna'
* varie ed eventuali che, in tutta quella divina abbondanza, non ho fatto in tempo a registrare.

CURIOSITA'

* LBC è stato proiettato all'Indian Film Festival Bollywood & Beyond 2010 e al Filmfest Munchen 2010 (aggiornamento del 24.11.10)

* ROMA E MILANO VENGONO CITATE DA UNO DEI PERSONAGGI!!!! E prima di Parigi !!! (GRAZIE GRAZIE GRAZIE)

* Viene inquadrata una inedita versione del manifesto de 'Il Buono Il Brutto Il Cattivo', accompagnata da un rapido accenno al celeberrimo (citatissimo) tema di Morricone

* Menzionati gli stilisti Gucci e Versace

* Fatto sconcertante: pare che la pellicola non stia incontrando il favore del pubblico indiano

* Sapete che fra le comparse c'è anche uno studente italiano? Leggete qui e lasciatevi rodere dall'invidia: http://www.stampa.unibocconi.it/articolo.php?ida=2073&idr=4

* Aggiornamento del 16 marzo 2012: Anurag, Zoya, Imtiaz and Amole discuss movie-making, Nikhil Ramsubramaniam, Bollywood Hungama. Zoya dichiara: 'Personally if you ask me I prefer my first film Luck By Chance. It was not easy making that film. I remember we couldn't get a single mainstream male actor for the budget we had and then zeroed in on Farhan. The film got various nominations and received a lot of critical acclaim but sadly it didn't quite work at the Box Office'.

GOSSIP&VELENI

* Farhan Akhtar, regista, produttore, attore, cantante e presentatore televisivo, è figlio di Javed Akhtar e Honey Irani, e fratello di Zoya Akhtar. E' cugino della coreografa e regista Farah Khan ('Om Shanti Om'). Ha scritto (con Zoya) i testi delle canzoni del film 'Matrimoni e Pregiudizi', interpretato da Aishwarya Rai

* Javed Akhtar è sceneggiatore e compositore di testi. Insieme a Salim Khan, padre di Salman, ha scritto la sceneggiatura di 'Sholay' e di 'Don' (la versione con Amitabh Bachchan). Ha vinto 5 National Award come compositore di testi, di cui uno per 'Lagaan'

* Shabana Azmi è la seconda moglie di Javed Akhtar, attrice molto stimata nella cinematografia indiana d'autore. E' stata a lungo legata al regista Shekhar Kapur ('Elizabeth: The Golden Age'). Ha partecipato a diverse produzioni occidentali. Anche Shabana ha vinto 5 National Award, come migliore attrice. Nel 1994, al Festival di Taormina, ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile in 'Patang'

* Konkona Sen Sharma è figlia dell'attrice e regista Aparna Sen, vincitrice di tre National Award. Konkona a sua volta ne ha già vinti due: il primo per il film diretto dalla madre 'Mr. And Mrs. Iyer' (per il quale anche Aparna si è aggiudicata il prestigioso premio), e il secondo per 'Omkara'

* Rishi Kapoor è figlio di Raj Kapoor. E' padre di Ranbir, e zio di Karisma ('Dil To Pagal Hai') e Kareena

* Dimple Kapadia è una delle icone sexy di Bollywood: famosissima la love-scene in 'Janbaaz' con Anil Kapoor. A soli 16 anni sposò l'attore Rajesh Khanna, da cui divorziò 11 anni dopo. La figlia, Twinkle, è moglie di Akshay Kumar, e ha recitato in 'Baadshah' con Shah Rukh Khan

* Hrithik Roshan è stato assistente regista del padre, Rakesh, nei film 'Karan-Arjun' e 'Koyla'. La moglie, Suzanne Khan, è sorella dell'attore Zayed Khan ('Main Hoon Na'). Lo zio di Suzanne è Feroz Khan ('Welcome'), padre di Fardeen Khan ('Darling')

* Sanjay Kapoor è fratello di Anil ('Slumdog Millionaire') e del produttore Boney Kapoor. E' stato legato per anni all'attrice Tabu ('Fanaa')

* Boman Irani, attore di teatro, ha debuttato a Bollywood in 'Josh'